On 01/21/14 11:21, Roger wrote:
> Wolfgang ha scritto:
>
>> [...]
>
>> Ma l'abuso non è affatto recente, anzi risale almeno agli anni
>> Cinquanta dello scorso secolo.
>
> Non direi che sia un abuso e quest'uso risale a ben prima
> degli anni cinquanta del secolo scorso.
>
> Come ebbi occasione di scrivere nel filone "La prevalenza
> dell'inglese sulle lingue europee" di un paio di mesi fa,
> lo stesso Manzoni non aveva le idee molto chiare sulla
> concordanza del participio passato retto dall'ausiliare
> avere.
>
> E cpntinuavo con alcuni esempi:
>
> » Ecco un paio di esempi dove, nello stesso capitolo e
> » addirittura nello stesso periodo, usa diverse concordanze:
> »
> » Cap. X
> » la dama aveva, da molto tempo, messo gli occhi addosso
> » al principino, per farlo suo genero
Un esempio dell'uso moderno: nessuna concordanza col complemento
oggetto seguente (gli occhi).
> » Si ricordava l'arti e i raggiri che avevan messi in opera, e le
> » pagava con tante sgarbatezze
La concordanza con il pronome relativo si vede alle volte ancora
oggi. Ricordo che era usata da Mariuccia Ruta, che purtroppo non
partecipa più alle nostre discussioni.
Questo uso esteso, per non dire eccessivo, corrisponde d'altronde
alla regola francese che richiede la concordanza del participio
passato retto dall'ausiliare avere, anzi avoir, con qualsiasi
complemento oggetto, pronome o meno, purché esso preceda il
participio passato. Ma ci si deve sempre rendere conto del fatto che
si tratti di una regola della lingua scritta, praticamente
irrilevante per quella orale. Pertanto dubito che i Francesi la
rispetterebbero tuttora se le desinenze della loro lingua non
fossero mute.
> » Cap. XXIV
> » S'aggiunga a tutto ciò, che quelli tra loro che, trovandosi
> » la mattina fuor della valle, avevan risaputa per i primi la gran
> » nuova, avevano insieme veduto, e avevano anche riferito la gioia,
> » la baldanza della popolazione, l'amore e la venerazione per
> » l'innominato,
Un gran casino incoerente che si poteva permettere solo un Manzoni e
che sembra confermare la tua asserzione che il «Manzoni non aveva le
idee molto chiare sulla concordanza del participio passato retto
dall'ausiliare avere.» Prevale però chiaramente l'uso moderno che
rinuncia alla concordanza se il complemento oggetto non è un pronome.
Forse, anzi probabilmente, il Manzoni aveva le idee assai più chiare
di quanto noi esseri comuni e mortali non pensiamo, ma si permetteva
consapevolmente certe licenze poetiche. A me, per aver parlato di un
«abuso», non resta che chiedere venia, cospargendomi la testa di cenere.
Ciao,
Wolfgang