PS:Per non cadere nello stesso errore,chiarisco che il "sarchiaponismo"é
quel provincialismo che spinge a fingere di capire o conoscere qualcosa
senza saperne o capirne nulla.
>Ma che vuol dire?
>Un culturista che si é specializzato in questo esercizio(lo squat) che
>consiste nel flettere le gambe con pesi enormi sulle spalle?
>Con una rapida indagine conoscitiva presso amici e conoscenti,ho scoperto
>che tutti sanno a chi si riferisce la televisione (quella stessa che si
>ostina a pronunciare Diana e non Daiana),ma nessuno sa cosa vuol dire.
beh, purtroppo quel qualcuno evocato dalla parola 'squat' e derivati
non è chi, a buon diritto, dovrebbe essere!
uno 'squat' è (oltre alle famose flessioni) una casa privata
abbandonata e occupata abusivamente, e gli 'squatter_s_' (bah...
eppure dai 'film_s_' di Renzo Arbore ne è passato di tempo!) sono i
suoi occupanti, quelli cioè che hanno come residenza fissa lo squat; i
giornalisti, naturalmente attratti da questa nuova parola che
permetteva loro di evitare le lunghe perifrasi del tipo 'i
"ggggiovani" dei centri-sociali' (era la più gettonata fino a qualche
tempo fa), hanno cominciato ad usarla in maniera massiccia finendo per
indicare come 'squatter' anche il ragazzino sedicenne che capita per
caso ad un concerto in un qualsiasi CSO e/o A.
Ho dovuto dare un dolore a mio padre dicendogli che, secondo questi
parametri, ora sono anch'io una 'squatter_s_' (qualcuno lo usa anche
come singolare, effettivamente ha un suono più sinistro); anche se
ancora non mi spiego il perché ogni mattina mi risveglio a casa dei
miei!
>Vi sembra giusto che si usino con disinvoltura termini ricercati o stranieri
>senza accompagnarli con la dovuta spegazione,alimentando cosí il
>"sarchiaponismo"innato degli italiani?
la parola 'alimentare' prevede un'azione cosciente da parte loro; il
problema è che i giornalisti sono i primi ad usarla (e ad abusarne)
in maniera assolutamente impropria, ma fa tanto 'meinstrim' e
'ap-tu-deit'!
>Cordialitá
beh, il mio essere 'squatter' prevederebbe quantomeno una vetrina
fracassata o il lancio di qualche oggetto in risposta... ;))
BBBellaSè! (=ciao)
PaolaSquotterPerUnTiggì
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presumo che quel NOSPAM. sia lì con precisi intenti...
per rispondere io lo toglierei!
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Incredibile dictu (per me), spezzero` una lancia in favore di chi
parla in televisione. Dire "Diana" non e`, credo, un errore di pronuncia,
ma la traduzione italiana del nome, cosi` come il suo consorte era Carlo
e non Ciarl (o, anzi, Ciool), la suocera Elisabetta e non Elizabeth etc.
Altro e` il chiedersi come mai per i regnanti stranieri, e loro
congiunti, sia invalso l'uso di italianizzarne spesso il nome (Baldovino,
Beatrice, ma Juan Carlos...).
Ciao,
Daniele
> Dire "Diana" non e`, credo, un errore di pronuncia,
>ma la traduzione italiana del nome,
Concordo.
> cosi` come il suo consorte era Carlo
>e non Ciarl (o, anzi, Ciool), la suocera Elisabetta e non Elizabeth etc.
> Altro e` il chiedersi come mai per i regnanti stranieri, e loro
>congiunti, sia invalso l'uso di italianizzarne spesso il nome (Baldovino,
>Beatrice, ma Juan Carlos...).
Credo sia dovuto all' aspetto medievale della faccenda - siamo
abituati a pensare a nomi storici tradotti, da Goffredo di Buglione a
Francesco Giuseppe, e sarebbe strano pensare che il figlio di uno con
un nome italiano abbia nome straniero. I primi sono i principini
William ed Henry.
Inoltre, proprio i due nomi che hai citato sono nobili e medievali,
mentre nell'originale suonerebbero impronunciabili o "periferici" (non
me ne voglia nessuno: Samantha, Luana, Deborah, William...). "Gian
Carlo" suonerebbe un po' troppo familiare, e noi come italiani siamo
molto legati allo spagnolo maccheronico (Caballero della muerte
caballero de mi vita fatti onore alla corrida...).
Ciao
Elrond
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Time flies like an arrow. Fruit flies like a banana.
RE:Sono d'accordo,si tratta certamente della traduzione del nome.
A questo punto dovremmo chiederci perché "Diana" era la sposa di
"Carlo",sorella di Lord "Charles" Spencer,madre di "Wilhelm",nuora di
Elisabetta che ha una sorella di nome Margareth.....e chi piú ne ha piú ne
metta!!
Le italiche traduzioni spesso sono sorprendenti:il valoroso re Arthur
(Arturo) viene convertito in Artú,forse in omaggio al fatto di appartenere
ad un passato remoto.
Comunque le bufale giornalistiche sono molte e interessanti:spero che si
inizi un thread sull'argomento.
Cordialitá
Giorgio
>>uno 'squat' č (oltre alle famose flessioni) una casa privata
>>abbandonata e occupata abusivamente,
>Io avevo letto che derivava dall'altro significato di "to squat" ossia
>"accovacciarsi, acquattarsi" = fare resistenza ecc.
Non mi sembrano in contraddizione.
Non avrebbe senso che una lingua _creasse_ ex novo un termine per
"occupare abusivamente proprieta' altrui": direi, IMHO, che chi occupa
"si siede" (pensate ai sit-in), si accoscia, squats.
Perchè non c'è Elrond in redazione .
RE:un'ultima annotazione.Parlando con vari amici e consultando vari
dizionari Inglesi ho accertato che il termine si riferisce a coloro che
occupano abusivamente terreni pacificamente e spesso con fini di usucapione
(infatti su di un terreno ci si deve accovacciare al suolo).L'ipotesi di
qualcuno che occupi con la forza un edificio contro la volontá del
proprietario,nei paesi anglosassoni é considerata piuttosto remota:che poi
esista una specie di associazione che si dedica stabilmente a tale attivitá
con il beneplacito delle autoritá,questo sembra addirittura lunare.
Cordialitá
Giorgio
>L'ipotesi di
>qualcuno che occupi con la forza un edificio contro la volontá del
>proprietario,nei paesi anglosassoni é considerata piuttosto remota
Non so proprio dove trovarlo, ma ho letto un libro in cui spesso i
protagonisti si recavano in "squats", case occupate.
Mi viene in mente la "giro generation", quelle persone che mai hanno
lavorato e sopravvivono di espedienti aspettando il postagiro mensile
per sbronzarsi.
> Parlando con vari amici e consultando vari dizionari Inglesi ho accertato che
> il termine si riferisce a coloro che occupano abusivamente terreni
> pacificamente e spesso con fini di usucapione (infatti su di un terreno ci si
> deve accovacciare al suolo).L'ipotesi di qualcuno che occupi con la forza un
> edificio contro la volontá del proprietario,nei paesi anglosassoni é
> considerata piuttosto remota:che poi esista una specie di associazione che si
> dedica stabilmente a tale attivitá con il beneplacito delle autoritá,questo
> sembra addirittura lunare.
Giorgio, sul Merriam Webster leggo, alla voce squatter, che risulta attestata
in inglese dal 1788...
! one that squats: as:
! a: one that settles on property without right or title or payemnt of rent
! b: one that settles on public land under government regulation with the
! purpose of acquiring title
...e questo mi fa pensare che in America le cose stiano diversamente che
nella vecchia Inghilterra. Oppure che gli americani ritengano che in
Inghilterra le cose stiano diversamente da come dicono gli inglesi e i
vocaboalri inglesi. (-:
Gian Carlo
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RE: La parola "squat" ,aggettivo,vuol dire o piccolo e
tarchiato,oppure,riferendosi a edifici,costruzione sproporzionatamente
bassa.
Ribadisco che ,almeno per ora,non ho trovato nessun dizionario che contempli
la possibilitá che lo "squatter"occupi qualcosa di diverso da terreni
normalmente pubblici con lo scopo di far decorrere i termini di
usucapione,che nel diritto anglosassone sono molto piú brevi che da noi.In
pratica parrebbe che "squatter"sia addirittura un termine giuridico,non
potendosi applicare a chi occupi un terreno senza l'intenzione di
appropriarsene,ma per semplice uso temporaneo come potrebbe essere una tribú
di nomadi.
Non voglio essere troppo sicuro,peró parrebbe proprio che nei paesi degli
"squatter" chi occupa abusivamente in maniera organizzata edifici
appartenenti ad altri viene rapidamente sloggiato,e quindi non esiste una
parola ad hoc.
Cordiali saluti
Giorgio
>Elrond wrote...
>>Non so proprio dove trovarlo, ma ho letto un libro in cui spesso i
>>protagonisti si recavano in "squats", case occupate.
Credo mi sia tornato in mente il libro.
Si chiama "Latte, solfato e Alby Starvation" editore Mondadori, autore
non lo ricordo, prestato al mio amico Carlo e attualmente disperso.
CMQ e' un libro molto divertente, ironico, ambientato a Brixton,
sobborgo di Londra.
>per ora non ho trovato nessun dizionario che contempli
>la possibilitá che lo "squatter"occupi qualcosa di diverso da terreni
>normalmente pubblici
Il vecchio "Chambers's [scritto cosi'] Twentieth Century Dictionary"
nella sua "New Mid Century Edition" porta:
"...to settle on land or in unoccupied buildings without title, or
(Austr.) with a view to acquiring a title"
"Il Nuovo Ragazzini" dice:
"occupare abusivamente suolo pubblico (o case altrui); essere uno
"squatter" ".
Da notare che il mio Ragazzini e' vecchio di 15 anni, ma considera
gia' piu' o meno noto il termine "squatter": negli anni '70 li
chiamavano gia' cosi', in Italia? Chi ricorda? (io ero troppo piccolo)
RE:Essendo apparentemente una parola di origine onomatopeica,chi potrebbe
stabilirne la correlazione,che ne so, con Squat,Squat=verso di grossi topi
che spesso albergano in case abbandonate?:o))
Cordialitá
Giorgio