In particolare, sto usando il termine per descrivere il processo di
mostrare sul video i caratteri della scrittura, pescandone i glifi, i
tipi delle lettere da un font. L'epressione mi serve sia da sola sia
inserita nell'espressione "rendering engine" (il programma che
effettua questa operazione). Sarebbe inoltre comodo avere il
corrispondente verbo "to render".
Le mie ipotesi, in ordine di preferenza, sono al momento queste
(rendering; rendering engine; to render):
1) il rendering; il motore di rendering; fare/eseguire il rendering.
2) la visualizzazione; il motore di visualizzazione; visualizzare.
3) la resa; il motore di resa; rendere.
4) la composizione; il motore di composizione; comporre.
L'ipotesi 4, per quanto non suoni male, l'eviterei perché i termini
"comporre" e "composizione" li sto già usando, nello stesso ambito,
per esprimere un concetto completamente diverso.
Commenti? Altre idee?
--
Denchiù. Ciao.
Marco
> Chi mi suggerisce come "rendere" in italiano il termine informatico
> "rendering", nel senso di visualizzazione o, più precisamente, di
> elaborazione dei dati di un'immagine al fine di mostrarla sul video.
L'espressione "rendering" si usa in computer-grafica per
definire il processo di "resa fotografica" di un'immagine
sintetica, che consiste nell'elaborare, per mezzo di alcune
tecniche matematiche (dette, appunto, di "rendering"), un
mondo virtuale appositamente generato dal computer, simulando
il percorso che fanno i raggi luminosi dalla fonte di luce fino alla
nostra retina (ray-tracing) o utilizzando tecniche surrogate
(phong, ecc.) in modo da creare degli effetti di luci, ombre,
rifrazioni, riflessioni, ecc.
Nel caso della "resa" a video dei font di carattere, è in uso
l'orrenda sigla WYSIWYG (what you see is what you get -
ciò che vedi è quello che otterrai), che dice tutto e non dice niente.
A mio parere, nel tuo caso credo che i derivati di "comporre" e
"composizione" sono i più adatti.
> L'ipotesi 4, per quanto non suoni male, l'eviterei perché i termini
> "comporre" e "composizione" li sto già usando, nello stesso ambito,
> per esprimere un concetto completamente diverso.
In effetti, in gergo tipografico la composizione è un'altra cosa.
In senso stretto si dovrebbe parlare di "resa" a video della composizione,
ma non so se "rende" l'idea... :-)))
--
Er Roscio.
> Chi mi suggerisce come "rendere" in italiano il termine informatico
> "rendering", nel senso di visualizzazione o, piů precisamente, di
> elaborazione dei dati di un'immagine al fine di mostrarla sul video.
>
> In particolare, sto usando il termine per descrivere il processo di
> mostrare sul video i caratteri della scrittura, pescandone i glifi, i
> tipi delle lettere da un font. L'epressione mi serve sia da sola sia
Non sono certo che tale attivita' sia affatto un rendering. Non so
quanto il termine sia comune in informatica o in tipografia, ma l'unico
uso che ne conosco e' nel caso del linguaggio Postscript. Ho qua davanti
il Red Book, al capitolo 6 "Rendering". Nella premessa distingue
"graphics (the specification of shapes and colours) from rendering
(controlling a raster output devices)". Dopo di che parla di spazi di
colore (colour spaces), mezzitoni (halftones), scansioni (scan
conversion). Mi sembra una cosa affine alla "retinatura" dei tipografi.
Altrimento detto, una di quelle cose di cui sono lieto di non dovermi
mai occupare, che ci pensi la macchina.
> 1) il rendering; il motore di rendering; fare/eseguire il rendering.
Non avrei nessuna esitazione ad usare tali locuzioni (ossia tenendo il
termine tecnico in inglese) ... purche' appunto fossi certo di parlare
di vero rendering e non di qualche altra cosa.
--
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> Non sono certo che tale attivita' sia affatto un rendering. Non so
Purtroppo il termine "rendering" può essere usato con una varietà di
significati più ampia di quanto descritto sia da te che dal Roscio.
Si parla di rendering quando il computer genera un'immagine (sia 3D che
2D) a partire da dati numerici, ma se ne parla anche quando un'immagine
viene ridotta da 24 a 8 bit (tramite opportuni calcoli), o quando un
carattere viene visualizzato con l'antialias dopo che la sfumatura stessa
dell'antialias è stata calcolata internamente dal programma in base al
colore di sfondo, e così via.
Generalmente, in effetti, sembra che sia usato per indicare l'operazione
di trasposizione di dati in forma grafica da parte del calcolatore. Non a
caso fra i significati letterali di "rendering" compaiono anche
"traduzione", "interpretazione" e "esecuzione".
[scritto da Marco Cimarosti:]
> 1) il rendering; il motore di rendering; fare/eseguire il rendering.
> 2) la visualizzazione; il motore di visualizzazione; visualizzare.
> 3) la resa; il motore di resa; rendere.
> 4) la composizione; il motore di composizione; comporre.
Personalmente, dovendolo tradurre, voterei per la soluzione 3). Se questa
non fosse accettabile, opterei per la classica 1).
--
Ciao,
Marco.
..."Close To The Edge", Yes 1972
> Le mie ipotesi, in ordine di preferenza, sono al momento queste
> (rendering; rendering engine; to render):
>
> 1) il rendering; il motore di rendering; fare/eseguire il rendering.
>
> 2) la visualizzazione; il motore di visualizzazione; visualizzare.
>
> 3) la resa; il motore di resa; rendere.
>
> 4) la composizione; il motore di composizione; comporre.
Secondo me, la migliore è la 2. E' chiara e comprensibile a tutti.
Anche se la 3, essendo una resa letterale dell'inglese, potrebbe
avere dei vantaggi.
Poi, se devi impressionare qualche manager, con smoke & mirrors,
allora la migliore è la 1. Però 'rendering engine', no 'motore'. 8-)
Alternative: presentazione, costruzione, interpretazione (della seq. di
car.), disegno (perché no?), formazione.
Ciao
P.
> L'ipotesi 4, per quanto non suoni male, l'eviterei perché i termini
> "comporre" e "composizione" li sto già usando, nello stesso ambito,
> per esprimere un concetto completamente diverso.
> Commenti? Altre idee?
Dovendo proprio tradurlo, proporrei "restituzione".
--
Stardust®
> Chi mi suggerisce come "rendere" in italiano il termine informatico
> "rendering", nel senso di visualizzazione o, più precisamente, di
> elaborazione dei dati di un'immagine al fine di mostrarla sul video.
[...]
> Commenti? Altre idee?
Beh, se dovessi proprio tradurre userei "resa", anche perché "to
render", e quindi il "rendering" e il suo risultato, "rendition",
condividono con "rendere" il progenitore latino "reddere".
Qui in realtà il rendering è l'interpretazione di dati al fine di
ottenere una riproduzione di ciò che tali dati rappresentano (o anche
una loro tarduzione in un altro formato).
Devo però dirti che le volte che mi sono trovato di fronte al tuo
stesso problema, non a proposito di immagini, ma di suoni (anche una
sequenza sonora, ad esempio rappresentata con eventi MIDI, può essere
"resa" udibile, ad esempio mediante suoni sintetici, oppure basati su
campioni di suoni reali), alla fine quasi sempre mi sono trovato a
usare il termine inglese.
Ciao.
Gian Carlo
Se vuoi essere capito dagli addetti ai lavori, utilizza la (1).
Se vuoi spiegare la cosa ai non addetti: "costruzione".
Scarto (2) perché visualizzare è cosa ben diversa dal costruire.
E' una fase successiva.
Scarto (3) perché "resa" ha tanti significati e tra i tanti, la
traduzione letterale di /render è l'ultima che mi verrebbe in mente.
Inoltre non traduce tutte le accezioni di /render, ad esempio dove noi
useremmo "rappresentare" (un attore che "rende" il personaggio?).
Proprio questa valenza di /render mi pare quella da cui è tratto il
termine informatico. Insomma, dato il disegno, le istruzioni, il
copione, occorre rappresentare sulla scena il personaggio.
Scarto (4) per i motivi che tu stesso descrivi.
Ultima cosa, non ho inventato io "costruzione dell'immagine",
l'ho sentito dire più volte.
> In particolare, sto usando il termine per descrivere il processo di
> mostrare sul video i caratteri della scrittura, pescandone i glifi, i
> tipi delle lettere da un font. L'epressione mi serve sia da sola sia
> inserita nell'espressione "rendering engine" (il programma che
> effettua questa operazione). Sarebbe inoltre comodo avere il
> corrispondente verbo "to render".
>
> Le mie ipotesi, in ordine di preferenza, sono al momento queste
> (rendering; rendering engine; to render):
>
> 1) il rendering; il motore di rendering; fare/eseguire il rendering.
>
> 2) la visualizzazione; il motore di visualizzazione; visualizzare.
>
> 3) la resa; il motore di resa; rendere.
>
> 4) la composizione; il motore di composizione; comporre.
>
> L'ipotesi 4, per quanto non suoni male, l'eviterei perché i termini
> "comporre" e "composizione" li sto già usando, nello stesso ambito,
> per esprimere un concetto completamente diverso.
--
____________________________________
Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________
> Le mie ipotesi, in ordine di preferenza, sono al momento queste
> (rendering; rendering engine; to render):
>
> 1) il rendering; il motore di rendering; fare/eseguire il rendering.
> 2) la visualizzazione; il motore di visualizzazione; visualizzare.
> 3) la resa; il motore di resa; rendere.
> 4) la composizione; il motore di composizione; comporre.
rendering = Visualizzazione o, forse meglio, resa. Ma su questo vedo che
altri ti stanno rispondendo.
Io vorrei però esprimere una viva opposizione al termine "motore". A mio
parere è "engine" = "strumento" (o parola simile), ma mai "motore", che in
italiano ha un significato peculiare che non si addice al caso.
In inglese per indicare il motore di un veicolo, non avendo una parola
specifica, dicono "engine" (ossia ingegno, qualcosa come "macchina"); ma non
dovremmo tornare in italiano con engine=motore. Già non va bene, a mio
parere, chiamare "motore" uno strumento di ricerca.
A mio parere.
Ruggero Volpes
...a meno che, ovviamente, non si parli del motore di un veicolo
Ruggero Volpes
Olà, Pierpaolo, chi si risente! (Malnato! Fosti tu ad accompagnarmi
qui a it.cultura.linguistica.* con una scusa, e ora non riesco più
fuggirne. :-)
Sì, forse sceglierò "visualizzazione": l'avevo messa al secondo posto
solo per lo spropositato numero di zete che contiene.
Come ha detto anche M. De Vitis, il termine "rendering" ha molti
significati diversi e, come Pierpaolo forse immaginerà, nel mio caso
"rendering (engine)" è esattamente il termine che si usa in inglese
per il genere di cose che sto descrivendo: il processo di cavar fuori
i "glifi" necessari da un font e di disegnarli sullo schermo.
Però Roscio e G. Drogo mi hanno messo la pulce nell'orecchio: anch'io,
in italiano, "rendering" l'ho sentito quasi solo riferito alla
computer grafica: la possibile confusione è una ragione in più per
trovare un termine italiano.
> Anche se la 3, essendo una resa letterale dell'inglese, potrebbe
> avere dei vantaggi.
Eppure non mi suona, come anche l'affine "restituzione" detto da
Stardust.
> Poi, se devi impressionare qualche manager, con smoke & mirrors,
> allora la migliore è la 1. Però 'rendering engine', no 'motore'. 8-)
No, al momento non ho simili esigenze scazzolatrici. Ma, se mi capita,
terrò presente: l'argomento permetterebbe addirittura di eccitare le
deboli menti dei manager con paroloni giapponesi, cinesi, sanscriti,
greci...
> Alternative: presentazione, costruzione, interpretazione (della seq. di
> car.), disegno (perché no?), formazione.
"Disegno" non è niente male. Parlando di cose tipografiche, c'è solo
il rischio che si confonda un po' con il design, la progettazione, dei
font. "Formazione" no: sarà l'influenza di una docente in famiglia, ma
mi fa pensare a tutt'altro.
Ciao.
Marco
> Eppure non mi suona, come anche l'affine "restituzione" detto da
> Stardust.
AMMA "restituzione" e' pressoche' perfetto :-)
L'immagine viene processata e quindi "restituita" in forma
grafica sul monitor. Se non dico una sciocchezza l'espressione
"restituire un'immagine" e' gia' in uso per quanto riguarda la
fotografia.
--
Stardust®
>Sě, forse sceglierň "visualizzazione": l'avevo messa al secondo posto
>solo per lo spropositato numero di zete che contiene.
Zete? E' previsto il plurale dei nomi delle lettere?
Comunque a orecchio ce ne sarebbero poche delle quali poter fare il
plurale: acca, kappa, ma si fa?
Byebye from Verona, Italy
Bernardo Rossi brossi(at)geocities(dot)com
L'ho scritto pensando di fare spiritoso ma mi č andata male:
Garzanti on line -- "zeta [...] s. f. o m. [pl. le Zčte o le Zčta o
gli Zčta] nome della consonante z [...]"
> E' previsto il plurale dei nomi delle lettere?
Piccola pignoleria. Certo che sě: il fatto che alcuni plurali siano
uguali al singolare (invariati) non toglie che siano plurali. Vedi la
lunghissima chiacchierata nata dal plurale di "euro".
> Comunque a orecchio ce ne sarebbero poche delle quali poter fare il
> plurale: acca, kappa, ma si fa?
Ci sono anche J, W e Y, nelle quali si possono declinare gli aggettivi
"lunga", "doppia", "greca".
A proposito di lettere greche: esisteranno plurali tipo "le alfe", "le
bete", "le gamme", ecc.?
Ciao.
Marco
Non mi piace, perché "strumento" mi dà l'idea di qualcosa che va
impugnato e usato: se non lo fai lo stumento rimane inerte, non prende
iniziative. Va quindi forse bene per il "search engine" ma non per il
modulo che sto descrivendo io, il quale funziona autonomaticamente,
senza interventi esterni.
Però forse potrei dire proprio "modulo di ...".
Ciao.
Marco
> Garzanti on line -- "zeta [...] s. f. o m. [pl. le Zète o le Zèta o
> gli Zèta] nome della consonante z [...]"
A Salò sul lago di Garda la bellissima strada panoramica che porta al
piccolo golfo è da sempre chiamata "le zéte" (sconsigliata ai deboli di
stomaco...)
carrom
> Però Roscio e G. Drogo mi hanno messo la pulce nell'orecchio: anch'io,
> in italiano, "rendering" l'ho sentito quasi solo riferito alla
> computer grafica: la possibile confusione è una ragione in più per
> trovare un termine italiano.
Hanno ragione. Poi, mi sembra che nel caso in questione sia più usato
'display engine'. Non che questo ti aiuti a trovare una buona resa in
italiano, naturalmente.
> No, al momento non ho simili esigenze scazzolatrici. Ma, se mi capita,
> terrò presente: l'argomento permetterebbe addirittura di eccitare le
> deboli menti dei manager con paroloni giapponesi, cinesi, sanscriti,
> greci...
Ti sconsiglio quest'ultima parte. E non mi assumo nessuna
responsabilità se metterai in atto questo tuo scellerato proposito:
lo sanno tutti che solo l'inglese è una lingua figa. E poi, sono
*manager*, mica ??.
'notte
P.
>Ruggero Volpes ha scritto:
>> Io vorrei però esprimere una viva opposizione al termine "motore".
>>A mio
>> parere è "engine" = "strumento" (o parola simile), ma mai "motore",
>>che in
>> italiano ha un significato peculiare che non si addice al caso.
>Non mi piace, perché "strumento" mi dà l'idea di qualcosa che va
>impugnato e usato: se non lo fai lo stumento rimane inerte, non
>prende
>iniziative. Va quindi forse bene per il "search engine" ma non per il
>modulo che sto descrivendo io, il quale funziona autonomaticamente,
>senza interventi esterni.
Non ne sono sicuro: se non ricordo male, la parola organo deriva da un
termine greco che vuol dire appunto strumento. Non so come tu ti
comporti con il tuo fegato, ma il mio funziona automaticamente. :o))
Per me lo strumento è qualcosa che è finalizzato a un obiettivo "altro
da sé" (cfr. l'aggettivo *strumentale*)
--
Ciao
Frank
> Non ne sono sicuro: se non ricordo male, la parola organo deriva da un
> termine greco che vuol dire appunto strumento. Non so come tu ti
> comporti con il tuo fegato, ma il mio funziona automaticamente. :o))
Il mio professore di Meccanica Razionale teneva sulla porta del suo
ufficio una citazione di Carlo Porta che diceva piu' o meno (la grafia
e' ricostruita arbitrariamente) :
- ghe voeur el martell per martella'
(ci vuole il martello per martellare)
- ghe voeur i scoppij per scoppella'
(ci vogliono gli scalpelli per scalpellare)
...
... ecc. ecc.
...
- ghe voeur i orghen per organizza' !
(ci vogliono ... gli attributi ... per organizzare)
> Il mio professore di Meccanica Razionale teneva sulla porta del suo
> ufficio una citazione di Carlo Porta che diceva piu' o meno (la grafia
> e' ricostruita arbitrariamente) :
[...]
> - ghe voeur i orghen per organizza' !
> (ci vogliono ... gli attributi ... per organizzare)
Non conosco la poesia, ma la parola orghen, in milanese, mi
incuriosisce (da bassobergamasco di confine).
Anche nel mio dialetto usiamo orghen, ma mai nel significato che gli
attribuisci tu. Orghen viene usato:
- per indicare lo strumento musicale (e, in questo senso, anche nella
frase fatta "va a Bac a sunà l'orghen", "vai a Baggio a suonare
l'organo";
- per indicare un altro strumento nella frase fatta "va a da via
l'oghen", "vai a dar via l'"organo";
- infine nella frase fatta "ga öl i orghègn", usata in contesti del
tipo "per smuoverti ci vorrebbero gli...".
E qui non sono certo che al posto dei puntini si debba scrivere
"organi"; certo la frase potrebbe essere interpretata come "per
smuovere, svegliare questa persona, ci vorrebbero gli organi". A me
però è sempre suonata come "ci vorrebbero gli argani". D'altra parte,
anche la parola italiana "argano" è imparentata con "organo".
Da qui le domande: che cos'è l'orghen in milanese? E gli organi del
Porta citati da Giovanni sono necessariamente gli "attributi"?
Ciao.
Gian Carlo
>Il mio professore di Meccanica Razionale teneva sulla porta del suo
>ufficio una citazione di Carlo Porta che diceva piu' o meno (la grafia
>e' ricostruita arbitrariamente) :
>
> - ghe voeur el martell per martella'
> ... ecc. ecc.
Per burattà se droeuva el buratton,
Per pontellà se droeuva di pontij,
Per limà e scoppellà, limm e scoppij,
Per stangà e bastonà, stangh e baston;
Se droeuva per stoppà di stopporon,
Per martellà se droeuva di martij,
Per imbrià di brucc se droeuva i brij,
E per scopponà sù, di bon coppon;
Per inredà i merlott se droeuva el red,
Per sganassà all'ingross di bonn ganass,
Per inspedà polid se droeuva el sped;
Ergo donca l'è cossa che la va
Soeulia, soeulia, polid e del sò pass,
Se droeuven i orghen per organizzà.
Ciao,
Ferdinando
>------------
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