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Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere- G.Leopardi

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Roger

unread,
Dec 31, 2018, 12:39:04 PM12/31/18
to
Ripropongo, perché attualissima, questa piccola "Operetta Morale"
di G.Leopardi:

<http://www.alessandrianews.it/provincia/dialogo-venditore-almanacchi-passeggere-53404.html>ùù

E... auguri a tutti.

--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)

Mad Prof

unread,
Jan 1, 2019, 1:49:04 PM1/1/19
to
Roger <rugfa...@tin.it> wrote:
> Ripropongo, perché attualissima, questa piccola "Operetta Morale"
> di G.Leopardi:
>
> <http://www.alessandrianews.it/provincia/dialogo-venditore-almanacchi-passeggere-53404.html>ùù
>
> E... auguri a tutti.

Grazie e buon anno!

--
Sanity is not statistical

Klaram

unread,
Jan 2, 2019, 6:03:18 AM1/2/19
to
Klaram ha scritto:

Mad Prof il 01/01/2019 ha scritto:
> Roger <rugfa...@tin.it> wrote:
>> Ripropongo, perché attualissima, questa piccola "Operetta Morale"
>> di G.Leopardi:
>>
>> <http://www.alessandrianews.it/provincia/dialogo-venditore-almanacchi-passeggere-53404.html>ùù
>>
>> E... auguri a tutti.
>
> Grazie e buon anno!

Buon anno a tutti voi.

Noto nel testo: "la vita c'ho fatta io..." dove c'ho sta correttamente
per "che ho" e si legge ko, qualche giovane d'oggi scriverebbe c'ho per
"ci ho". :((

k

Roger

unread,
Jan 2, 2019, 2:24:53 PM1/2/19
to
Nella Divina Commedia sono frequenti queste elisioni di "che" davanti a
parola iniziante per "h".

Ce ne sono tre già nel II° canto dell'Inferno:

67 Or movi, e con la tua parola ornata
68 e con ciò c'ha mestieri al suo campare,

77 l'umana spezie eccede ogne contento
78 di quel ciel c'ha minor li cerchi sui,

88 Temer si dee di sole quelle cose
89 c'hanno potenza di fare altrui male

Tornando all'operetta del Leopardi, c'è da notare anche, nella frase
che
hai citato, quel "fatta", concordata nel genere con "vita".
Molto probabilmente oggi si direbbe "fatto".

Mad Prof

unread,
Jan 2, 2019, 3:11:31 PM1/2/19
to
Klaram <nos...@nospam.it> wrote:

> Buon anno a tutti voi.
>
> Noto nel testo: "la vita c'ho fatta io..." dove c'ho sta correttamente
> per "che ho" e si legge ko, qualche giovane d'oggi scriverebbe c'ho per
> "ci ho". :((

Io preferisco “ch’ho” per “che ho” e - horribile dictu - “c’ho” per “ci
ho”.

Voce dalla Germania

unread,
Jan 2, 2019, 4:01:29 PM1/2/19
to
Mad Prof hat am 02.01.2019 um 21:11 geschrieben:
> Io preferisco “ch’ho” per “che ho” e - horribile dictu - “c’ho” per “ci
> ho”.

D'accordo, tutti e due quegli apostrofi sono davvero orribili.
Sarebbero corretti solo se qualcuno leggesse davvero ko dove
sta scritto "ch'ho" o "c'ho".

Probabilmente Dante voleva davvero le pronunce ka e kanno
per rispettare la forma dell'endecasillabo. E Leopardi?
Mandatemi una sua audioregistrazione e ascoltiamo insieme la
sua pronuncia originale.

Roger

unread,
Jan 3, 2019, 5:41:32 AM1/3/19
to
In effetti l'elisione dovrebbe riguardare solo la "e" e non anche la
"h".
Però Dante segue questa regola ma solo quando la parola seguente inizia
con
vocale semplice, cioè non preceduta da "h".
Nella D.C. questo tipo di elisione ricorre centinaia di volte.
Diciotto solo nel I canto:

8 ma per trattar del ben ch'i' vi trovai

9 dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte

13 Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto

21 la notte ch'i' passai con tanta pieta

25 così l'animo mio, ch'ancor fuggiva

28 Poi ch'ei posato un poco il corpo lasso

36 ch'i' fui per ritornar più volte volto.

39 ch'eran con lui quando l'amor divino

41 sì ch'a bene sperar m'era cagione

53 con la paura ch'uscia di sua vista,

54 ch'io perdei la speranza de l'altezza

61 mentre ch'i' rovinava in basso loco

78 ch'è principio e cagion di tutta gioia?

90 ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi

117 ch'a la seconda morte ciascun grida

125 perch'i' fu' ribellante a la sua legge

132 acciò ch'io fugga questo male e peggio

134 sì ch'io veggia la porta di san Pietro

Inchiniamoci a l'Altissimo Poeta!

hihhoh

unread,
Jan 3, 2019, 9:50:22 AM1/3/19
to
Roger ci ha detto :
> Mad Prof il 02/01/2019 ha scritto:
>> Klaram <nos...@nospam.it> wrote:
>>
>>> Buon anno a tutti voi.
>>>
>>> Noto nel testo: "la vita c'ho fatta io..." dove c'ho sta correttamente per
>>> "che ho" e si legge ko, qualche giovane d'oggi scriverebbe c'ho per "ci
>>> ho". :((
>>
>> Io preferisco “ch’ho” per “che ho” e - horribile dictu - “c’ho” per “ci
>> ho”.
>
> In effetti l'elisione dovrebbe riguardare solo la "e" e non anche la "h".
> Però Dante segue questa regola ma solo quando la parola seguente inizia con
> vocale semplice, cioè non preceduta da "h".
> Nella D.C. questo tipo di elisione ricorre centinaia di volte.
> Diciotto solo nel I canto:
>
>
> Inchiniamoci a l'Altissimo Poeta!
>
> --
> Ciao,
> Roger


Tutt'al più inchiniamoci all'uso grafico introdotto dagli editori
della Commedia! In assenza dell'autografo dantesco, guardiamo i più
antichi manoscritti dell'Inferno, dove in casi come questi non troviamo
né "h" né apostrofi: per esempio nel codice Trivulziano 1080 (anno
1337) leggiamo "ca" a Inf. II, 68 (non "c'ha") e "canno" a Inf. II, 89
(non "c'hanno").

Roger

unread,
Jan 3, 2019, 12:18:53 PM1/3/19
to
hihhoh il 03/01/2019 ha scritto:

> [...]

> Tutt'al più inchiniamoci all'uso grafico introdotto dagli editori della
> Commedia! In assenza dell'autografo dantesco, guardiamo i più antichi
> manoscritti dell'Inferno, dove in casi come questi non troviamo né "h" né
> apostrofi: per esempio nel codice Trivulziano 1080 (anno 1337) leggiamo "ca"
> a Inf. II, 68 (non "c'ha") e "canno" a Inf. II, 89 (non "c'hanno").

Per quanto riguarda l'apostrofo, è vero che nei manoscritti non ne
troviamo,
Ma non ne troviamo nè in questo tipo di espressioni, né in altre.
Ma per quanto riguarda l'"h", invece, non sarei così sicuro.

Codice 603 (sec. XIV)
Biblioteca Comunale Augusta Perugia:

http://www.danteonline.it/italiano/codici_frames/codici_nav.asp?img=603/Img/005v

Codice Maestro Galvano 302 (sec. XIV)
Biblioteca Ruccardiana Firenze:

http://www.danteonline.it/italiano/codici_frames/codici_nav.asp?img=302/Img/004V
In questo tra la "c" e "hanno" c'è un netto spazio.

Quindi io continuo ad inchinarmi all'Altissimo Poeta :-)

hihhoh

unread,
Jan 3, 2019, 2:35:10 PM1/3/19
to
Nel suo scritto precedente, Roger ha sostenuto :
> hihhoh il 03/01/2019 ha scritto:
>
>> [...]
>
>> Tutt'al più inchiniamoci all'uso grafico introdotto dagli editori della
>> Commedia! In assenza dell'autografo dantesco, guardiamo i più antichi
>> manoscritti dell'Inferno, dove in casi come questi non troviamo né "h" né
>> apostrofi: per esempio nel codice Trivulziano 1080 (anno 1337) leggiamo
>> "ca" a Inf. II, 68 (non "c'ha") e "canno" a Inf. II, 89 (non "c'hanno").
>
> Per quanto riguarda l'apostrofo, è vero che nei manoscritti non ne troviamo,
> Ma non ne troviamo nè in questo tipo di espressioni, né in altre.
> Ma per quanto riguarda l'"h", invece, non sarei così sicuro.
>
> Codice 603 (sec. XIV)
> Biblioteca Comunale Augusta Perugia:
>
> http://www.danteonline.it/italiano/codici_frames/codici_nav.asp?img=603/Img/005v
>
> Codice Maestro Galvano 302 (sec. XIV)
> Biblioteca Ruccardiana Firenze:
>
> http://www.danteonline.it/italiano/codici_frames/codici_nav.asp?img=302/Img/004V
> In questo tra la "c" e "hanno" c'è un netto spazio.


Lo spazio fra le prime due lettere di ciascun verso mi sembra un vezzo
di questo copista: non so quanto può essere significativo (due versi
sotto stacca anche "I" e "o" in Io").

Roger

unread,
Jan 3, 2019, 3:04:33 PM1/3/19
to
hihhoh il 03/01/2019 ha scritto:

> [...]

> nel codice Trivulziano 1080 (anno 1337) leggiamo "ca" a Inf. II, 68 (non
> "c'ha")

Non so dove l'hai visto.
Io leggo distintamente "cha"

<http://graficheincomune.comune.milano.it/GraficheInComune/immagine/Cod.+Triv.+1080,+c.+2v>

Roger

unread,
Jan 3, 2019, 3:14:34 PM1/3/19
to
Roger il 03/01/2019 ha scritto:
> hihhoh il 03/01/2019 ha scritto:
>
>> [...]
>
>> nel codice Trivulziano 1080 (anno 1337) leggiamo "ca" a Inf. II, 68 (non
>> "c'ha")
>
> Non so dove l'hai visto.
> Io leggo distintamente "cha"
>
> <http://graficheincomune.comune.milano.it/GraficheInComune/immagine/Cod.+Triv.+1080,+c.+2v>

Mi correggo:
Non si tratta del verso 68, dove in effetti c'è scritto "ca",
bensì del 78, dove, per la stessa espressione, il copista ha scritto
"cha:
"di quel ciel cha minor li cerchi suoi"

Klaram

unread,
Jan 4, 2019, 6:15:19 AM1/4/19
to
Klaram ha scritto:
Roger il 03/01/2019 ha scritto:
> Roger il 03/01/2019 ha scritto:
>> hihhoh il 03/01/2019 ha scritto:
>>
>>> [...]
>>
>>> nel codice Trivulziano 1080 (anno 1337) leggiamo "ca" a Inf. II, 68 (non
>>> "c'ha")
>>
>> Non so dove l'hai visto.
>> Io leggo distintamente "cha"
>>
>> <http://graficheincomune.comune.milano.it/GraficheInComune/immagine/Cod.+Triv.+1080,+c.+2v>
>
> Mi correggo:
> Non si tratta del verso 68, dove in effetti c'è scritto "ca",
> bensì del 78, dove, per la stessa espressione, il copista ha scritto "cha:
> "di quel ciel cha minor li cerchi suoi"

La grafia nei manoscritti era un po' ballerina, anche in epoche
successive.
Non sappiamo come scrivesse Dante, ma, poichè sapeva il latino, è
molto probabile che scrivesse anche in volgare con l'acca etimologica,
come facevano generalmente le persone colte.

k

Roger

unread,
Jan 4, 2019, 7:03:29 AM1/4/19
to
Comunque è molto più probabile che i copisti togliessero l'"h",
piuttosto
che aggiungerla di loro iniziativa.
Quindi sono convinto che nel manoscritto originale, nei versi citati,
Dante abbia scritto "cha" e "channo".

Mad Prof

unread,
Jan 4, 2019, 8:13:32 AM1/4/19
to
Roger <rugfa...@tin.it> wrote:

> Comunque è molto più probabile che i copisti togliessero l'"h",
> piuttosto
> che aggiungerla di loro iniziativa.
> Quindi sono convinto che nel manoscritto originale, nei versi citati,
> Dante abbia scritto "cha" e "channo".

Ci sono occorrenze di elisioni di “che a”, dove a è la preposizione…?

Mad Prof

unread,
Jan 4, 2019, 8:26:31 AM1/4/19
to
Ne ho trovate diverse qui:

http://world.std.com/~wij/dante/purgatorio-8.txt

https://kalliope.org/en/text/dante2005050181

Sarebbe interessante controllare se e come nei manoscritti si distingueva
‘che ha’ da ‘che a’.
Forse ‘che ha -> cha’ e ‘che a -> ca’?

Roger

unread,
Jan 4, 2019, 9:34:26 AM1/4/19
to
Ho cercato nei codici già citati il verso 41 del I canto:
"Sì ch'a bene sperar m'era cagione"

Codice 603 (sec. XIV)
Biblioteca Comunale Augusta Perugia:

http://www.danteonline.it/italiano/codici_frames/codici_nav.asp?img=603/Img/003v

Qui si legge:
"Siccha bene sperar mera cagione"

Codice Maestro Galvano 302 (sec. XIV)
Biblioteca Riccardiana Firenze:

http://www.danteonline.it/italiano/codici_frames/codici_nav.asp?img=302/Img/001V

Qui si legge l'"h" ma il resto è difficile da decifrare

Codice Palatino 313 (sec, XIV)
Biblioteca Nazionale Centrale:

http://www.danteonline.it/italiano/codici_frames/codici_nav.asp?img=263/Img/002r

Questo abbonda con le "h", infatti scrive:

"Sì cha bene sperar mera chagione"

Codice Trivulziano 1080:

http://graficheincomune.comune.milano.it/GraficheInComune/immagine/Cod.+Triv.+1080,+c.+1r

Qui si legge chiaramente:

sì cha bene sperar mera cagione

Ne dedurrei che il Nostro l'"h" la metteva, ma quando c'era la sequenza
di
due "h" (ch'ha, ch'hanno), ne metteva una sola, in quanto era
sufficiente
a dare alla "c" il suono duro.

Klaram

unread,
Jan 4, 2019, 12:09:27 PM1/4/19
to
Klaram ha scritto:

Mad Prof il 04/01/2019 ha scritto:

> Sarebbe interessante controllare se e come nei manoscritti si distingueva
> ‘che ha’ da ‘che a’.
> Forse ‘che ha -> cha’ e ‘che a -> ca’?

Non era sempre facile.
Qui sotto, al paragrafo 36, parla della difficoltà di ditinguere in
mancanza di apostrofo, anche per altri casi.

http://tinyurl.com/y99gncvt

k

Giacobino da Tradate

unread,
Jan 5, 2019, 6:38:30 AM1/5/19
to
Il 04/01/2019 13:03, Roger ha scritto:

> Quindi sono convinto che nel manoscritto originale, nei versi citati,
> Dante abbia scritto "cha" e "channo".

io ho la commedia tascabile della zanichelli (6 euro) che riporta il
testo della "commedia secondo l'antica vulgata" a cura di G. Petrocchi
1994, e ai versi 68 e 78 c'e' scritto: "ch'a".









--
la cricca dei giacobini (C) M.G.

---
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https://www.avast.com/antivirus

calypsos

unread,
Jan 21, 2019, 5:32:16 PM1/21/19
to
Il giorno sabato 5 gennaio 2019 12:38:30 UTC+1, Giacobino da Tradate ha scritto:
> Il 04/01/2019 13:03, Roger ha scritto:
>
> > Quindi sono convinto che nel manoscritto originale, nei versi citati,
> > Dante abbia scritto "cha" e "channo".
>
> io ho la commedia tascabile della zanichelli (6 euro) che riporta il
> testo della "commedia secondo l'antica vulgata" a cura di G. Petrocchi
> 1994, e ai versi 68 e 78 c'e' scritto: "ch'a".
>
> Divertentissimo e intrigantissimo questo thread. Bravi! non frequentavo il nostro ng da tempo, per fastidio intrusioni gridate e maiuscole, tutte ovviamente OT.
Saluti da calypsos
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