In effetti l'elisione dovrebbe riguardare solo la "e" e non anche la
"h".
Però Dante segue questa regola ma solo quando la parola seguente inizia
con
vocale semplice, cioè non preceduta da "h".
Nella D.C. questo tipo di elisione ricorre centinaia di volte.
Diciotto solo nel I canto:
8 ma per trattar del ben ch'i' vi trovai
9 dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte
13 Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto
21 la notte ch'i' passai con tanta pieta
25 così l'animo mio, ch'ancor fuggiva
28 Poi ch'ei posato un poco il corpo lasso
36 ch'i' fui per ritornar più volte volto.
39 ch'eran con lui quando l'amor divino
41 sì ch'a bene sperar m'era cagione
53 con la paura ch'uscia di sua vista,
54 ch'io perdei la speranza de l'altezza
61 mentre ch'i' rovinava in basso loco
78 ch'è principio e cagion di tutta gioia?
90 ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi
117 ch'a la seconda morte ciascun grida
125 perch'i' fu' ribellante a la sua legge
132 acciò ch'io fugga questo male e peggio
134 sì ch'io veggia la porta di san Pietro
Inchiniamoci a l'Altissimo Poeta!