On Thursday, June 21, 2012 2:33:15 PM UTC+2, edi'® wrote:
> "edevils" <
use_reply...@devils.com> ha scritto
>
> > Io parlavo delle parole non scelte per offendere, ma per descrivere.
> > Poniamo che ci sia un altro Balotelli che fa il benzinaio, fa ottimi prezzi,
> > è molto gentile e scherza sempre quando ti fa il pieno.
> > Capita che lo incontri al bar e siccome ti sta simpatico gli offri un caffè.
> > Tu la sera racconti a tua moglie: questa mattina ho offerto un caffè a
> > quel ragazzo __replace__ in corso Tal Tali dove vado sempre a far
> > benzina. Hai presente? Quello ___replace__.
>
> Nero, perché è la caratteristica principale che lo distingue dagli altri.
> Così come se fosse molto alto, molto basso, albino, rosso di capelli,
> con un occhio azzurro e l'altro castano (come Alessandro Magno),
> con un forte accento siciliano, con una grande cultura umanistica etc...
> punterei su quella determinata caratteristica per far capire subito a
> mia moglie di chi sto parlando.
Esatto. "Nero" è il termine neutro usato oggi nel parlar comune, a scopo descrittivo.
Non è usato con accezione ingiuriosa.
Però al tempo stesso non è un termine che ci lascia del tutto soddisfatti, perché ci pare di etichettare una persona per il colore della sua pelle. Espressioni vaghe come "di colore" soddisfano ancor meno, perché comunque fanno riferimento alla pelle, ma in più tradiscono un certo imbarazzo.
Oppure, anche nelle cronaca giornalistiche, si fa riferimento al Paese d'origine, come se si trattasse di stranieri punto e basta: i venditori senagalesi, il pizzaiolo egiziano, la badante romena, il negoziante cinese... Poi magari scopri che vivono in Italia da anni o addirittura ci sono nati, molti sono residenti e ci pagano le tasse, alcuni hanno la cittadinanza, e soprattutto sono integrati nella vita del nostro Paese, parlano in dialetto, guardano le partite della nazionale italiana di calcio, sicuramente più di me!
Voglio dire che assimilare questi "nuovi italiani di fatto" a stranieri punto e basta non mi pare per nulla soddisfacente, così come non mi pare del tutto soddisfacente definirli solo in base al colore della pelle, o peggio ancora con imbarazzate locuzioni che a esso fanno riferimento.
Dopo tutta questa pars destruens, qual è invece la proposta cosruttiva?
Per me, si potrebbe fare come in America.
Parlare di persone African-Italian, e così via.