> Ho notato che al nord la v si indica come vi, nel resto d'Italia vu.
> Qual e' la dizione giusta?
La "vi" si chiama "vi" (o "ve")in quasi tutte le lingue europee.
Perché in italiano si dovrebbe chiamare "vu" ?...
--
Er Roscio.
anche in campania si dice vi
Mucio
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Inviato via http://usenet.libero.it
Quando nel 500 de la Ramée introdusse le lettere <j> e <v>, dette
ramine in onore al suo cognome, le diede i nomi <jod> e <vau>,
prendendo in prestito i nomi di due lettere dell'alfabeto ebraico.
Nel portoghese e nel tedesco la <v> si chiama tuttora <vau>, mentre
in italiano il dittongo <au> ha subito una semplificazione analoga
a audire > udire e nel resto dell'Europa, o quasi, il nome si è
adattato a quelli di buona parte delle altre lettere dell'alfabeto,
con gli esiti <ve> e <vi>.
Sembra che sia adesso in corso in italiano un processo analogo di
normalizzazione. Mentre i vocabolari cercano ancora di opporglisi,
continuando a insistere su <vu>, il nome <vi> sta prendendo il
sopravvento nel linguaggio corrente di tutta l'Italia e non solo
di alcune regioni.
Un effetto secondario di questo sviluppo è che l'aggettivo «doppia»
che rende lungo e prolisso il nome della <w> stia per diventare
superfluo. Infatti si sente ormai solo «vu vu vu» e «bi emme vu»,
anziché «doppia vu doppia vu doppia vu» (che sarebbe una vu
sestupla) o «bi emme doppia vu». Sono pertanto convinto che fra un
decennio, al massimo due, anche i piú accaniti puristi si saranno
arresi e rassegnati a uno sviluppo tanto inevitabile quanto logico.
Ciao, Wolfgang
Dopo tutte quelle discussioni con Adam su «glielo / lo ... loro»
il mio italiano ha subíto un processo di notevole deterioramento.
Ciao, Wolfgang
andrea
"ilmurodigomma" <ilmuro...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:4780cvk6q2nhsjb3g...@4ax.com...
> Ho notato che al nord la v si indica come vi, nel resto d'Italia vu.
In passato anch'io credevo cosi' e consideravo vu un meridionalismo ma
in una passata discussione su questo NG ho appreso da molti partecipanti
meridiomali (siciliani, napoletani) che anche loro usano vi e lo
considerano un settentrionalismo
La conclusione era stata che vu predomina nell'Italia CENTRALE.
> Qual e' la dizione giusta?
Non penso proprio ne esista una, vanno tutte bene. In ogni caso la
questione e' gia' stata discussa, si veda su Google in passato (se gia'
non c'e' andrebbe nella FAQ di Pistone !)
--
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Roscio, questa spiegazione non mi sembra molto convincente: le altre lingue
europee hanno altri "suoni".
Perché in italiano si dovrebbe dire "vu", se le altre lettere si chiamano "bi",
"ci", "di", ecc. ecc.?
In realtà, nelle prime classi della scuola elementare, per indicare le lettere,
spesso si dice anche "bu" di "bastone", "mu" di "mamma", "tu" di "topo" e "vu"
di "vino", ma si tratta di suoni in cui la "u" è praticamente muta (chissà se
esiste un segno grafico per indicarla...)
Ciao,
Er Pimeteo
> Dopo tutte quelle discussioni con Adam su «glielo / lo ... loro»
> il mio italiano ha subíto un processo di notevole deterioramento.
Anche il mio! :-))
Ciao,
Epimeteo
> Roscio, questa spiegazione non mi sembra molto convincente: le altre
lingue
> europee hanno altri "suoni".
> Perché in italiano si dovrebbe dire "vu", se le altre lettere si chiamano
"bi",
> "ci", "di", ecc. ecc.?
Non so se c'entri, però si dice "qu".
> In realtà, nelle prime classi della scuola elementare, per indicare le
lettere,
> spesso si dice anche "bu" di "bastone", "mu" di "mamma", "tu" di "topo" e
"vu"
> di "vino"
Eh? Al massimo, si dice "b di bastone" al posto di "bi di bastone".
Ciao, FB
P.S. Vi risulta che l'uso sia comune a tutte le scuole elementari italiane o
solo alla scuola del mio nipotino (a Roma)?
> Al mio nipotino, alle elementari, gli hanno insegnato l'alfabeto fonetico:
non nominate il nome dell'IPA invano !
> a, b (pronunciato "b", non "bi"), k, d ("d", non "di") ecc.
Dubito bene che possano insegnare a chicchessia una b pronunciata b, al
massimo sara' una b pronunciata /b@/ ossia seguita da uno schwa od
altro suono oscuro. E' impossibile pronunciare una consonante senza
appoggio vocalico !
> Dubito bene che possano insegnare a chicchessia una b pronunciata b, al
> massimo sara' una b pronunciata /b@/ ossia seguita da uno schwa od
> altro suono oscuro. E' impossibile pronunciare una consonante senza
> appoggio vocalico !
>
Sì, ho capito cosa vuol dire Didascalos, è quello che intendevo io.
Ovviamente, c'è una schwa, che viene spontanea.
Ciao, FB
> P.S. Vi risulta che l'uso sia comune a tutte le scuole elementari italiane
o
> solo alla scuola del mio nipotino (a Roma)?
>
>
Quindici anni fa si faceva già; penso già molto prima.
Ciao, FB
Per quanto riguarda le occlusive, hai di sicuro ragione.
Ma tutte le altre consonanti, ovvero le fricative (f, s, S, x etc.),
liquide (l, r) e nasali (m, n), le riesci benissimo a pronunciare
senza aver bisogno della gruccia vocalica, o no? Vedi anche i nomi
croati Trst, Krk, Hrvat e non so che altri.
Ciao, Wolfgang
> Dubito bene che possano insegnare a chicchessia una b pronunciata b, al
> massimo sara' una b pronunciata /b@/ ossia seguita da uno schwa od
> altro suono oscuro. E' impossibile pronunciare una consonante senza
> appoggio vocalico !
E' quello che tentavo di dire io in un messaggio di tre ore fa: dicevo "bu" con
la "u" muta, ma forse č meglio dire "vocale indistinta" e scrivere "b@".
Epimeteo
> E' quello che tentavo di dire io in un messaggio di tre ore fa: dicevo
"bu" con
> la "u" muta, ma forse è meglio dire "vocale indistinta" e scrivere "b@".
Ah, ecco. Me pareva che "a, bu, ciu, du" fosse un po' strano.
Ciao, FB
In ogni caso si distingue: "c@" di "casa" e "ci@" di "cinema".
Epimeteo
E' ciò che sento da quasi quarantasei anni.
ciao
--
Danilo Giacomelli
--------------------------
La legalità è rivoluzionaria.
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>
>La conclusione era stata che vu predomina nell'Italia CENTRALE.
>
Infatti io sono marchigiano e dico vu, inoltre anche a Pisa (dove
studio) ho sempre sentito vu.
Mia nonna invece conosce tutte le lettere con la e, per esempio
me,ne,pe,que,se,te,ve pero' e' nata nel 1919 e ha fatto solo la terza
elementare. ciao
--
Confermo; ma è un metodo usato solo da qualche decennio a questa parte,
e serve per evitare che i bambini leggano la sillaba "ba" come "bi-a".
--
Er Roscio.
ovvero la "fau ve"
> Confermo; ma è un metodo usato solo da qualche decennio a questa parte,
> e serve per evitare che i bambini leggano la sillaba "ba" come "bi-a".
Credo anche per memorizzare (non "memorare") meglio le lettere. Ricordo che,
all'inizio, facevo fatica a elencare in modo sciolto le lettere
dell'alfabeto con la vocale d'appoggio.
Ciao, FB
Pardon?
ciao
--
Danilo Giacomelli
------------------------------------------
Dio non puň cambiare il passato, gli storici si: č forse perché essi Gli
possono essere utili in questo modo che Egli tollera la loro esistenza.
(Samuel Butler)i
------------------------------------------
Mah io non so come li pronuncino i croati, ma memore del mio italiano ho
sempre pensato che Trieste fosse Tr@st, e Croazia Hr@vat ; memore del
mio russo ho pure pensato che trg (piazza) fosse t@rg (russo torg,
mercato), che vrh (che credo indichi una altura) fosse v@rh (radice
russa verkh- che indica qualcosa che sta in alto).
Su Krk invece non saprei proprio perche' non so a cosa associarla
(Kirche, Krak ?)
>Credo anche per memorizzare (non "memorare") meglio le lettere. Ricordo che,
>all'inizio, facevo fatica a elencare in modo sciolto le lettere
>dell'alfabeto con la vocale d'appoggio.
Papà (Classe '98) si divertiva a canticchiare una filastrocca imparata
da piccolo che iniziava con
"Bi e a fa ba
bi e i fa bi,
bi e o fa bo,
bi e u fa bu,
ba be bi bo bu.
Ci e a fa ca
ci e e fa che
ci e i fa chi
ci e o fa co
ci e u fa cu
ca che chi co cu"
ecc.
E a me piaceva molto ricantarla con quel cache nel quale insistevo con
l'accento sulla a.
--
Bye
Vitt
No, non c'è alcuno scevà (schwa) che preceda o segua la «r». Anzi
la stessa «r» è una vocale a tutti gli effetti, che può addirittura
essere tonica, come in <hrvat> /'xrvat/ 'croato' (non 'Croazia',
che sarebbe <Hrvatska>). D'altronde, a quanto ne ricordo, la «r»
di <hrvat> diventa atona negli altri casi, cosicché il genitivo
è <hrvata> /xr'vata/.
> Su Krk invece non saprei proprio perché non so a cosa associarla
> (Kirche, Krak ?)
Se la mia memoria non mi pianta (sono piú di trent'anni che ho
studiato un po' di serbo-croato), Krk non è soltanto il nome
dell'isola chiamata Veglia in italiano, ma anche un sostantivo
comune che, se non sbaglio, significa «collo», probabilmente
alludendo alla forma oblunga di questa isola. Quanto all'etimo
non so dirti nulla, giacché le mie conoscenze del russo sono
altrettanto lacunose.
Ciao, Wolfgang
> "Bi e a fa ba
> bi e i fa bi,
> bi e o fa bo,
> bi e u fa bu,
> ba be bi bo bu.
>
> Ci e a fa ca
> ci e e fa che
> ci e i fa chi
> ci e o fa co
> ci e u fa cu
> ca che chi co cu"
Ci vuole uno scienziato per impararla.
Ciao, FB
Naaa... ne esistono tante di filastrocche del genere.
Una di queste č stata la sigla di un cartone per bambine
(qualcosa come "La magia di Bia" o "Bia la maga"),
che faceva:
Bi-e-a, bi-e-e ba be bi-e-i,
Ba be bi bi-e-o, ba be bi bo
Bi-eu, bu ba be bi bo bu.
e poi continuava con la "c":
Ci-ea, ci-e-e ca ce ci-e-i,
Ca ce ci ci-eo, ca ce ci co...
e cosě via...
--
Er Roscio.
>Una di queste è stata la sigla di un cartone per bambine
>(qualcosa come "La magia di Bia" o "Bia la maga"),
>che faceva:
>
>Bi-e-a, bi-e-e ba be bi-e-i,
>Ba be bi bi-e-o, ba be bi bo
>Bi-eu, bu ba be bi bo bu.
Mi sembra praticamente la stessa, a parte un bu di troppo nell'ultima
riga.
Come possiamo trasmetterci le relative melodie per confrontarle?
--
Bye
Vitt
> Mi sembra praticamente la stessa, a parte un bu di troppo nell'ultima
> riga.
>
> Come possiamo trasmetterci le relative melodie per confrontarle?
La "mia" l'ho appena trovata su WinMx e la sto scaricando...
E' solo un mega; se vuoi te la passo in e-mail.
Anche mia madre me ne canticchiava una dei suoi tempi,
molto simile sia come "testo" che come melodia (niente
piů che una filastrocca):
Bi-a-ba, bi-a-ba,
Ba be bi, ba be bi,
ba be bi bo bu,
Bi-a-ba, ba be bi bo bu.
Ci-a-ca, ci-a-ca...
--
Er Roscio.
>E' solo un mega; se vuoi te la passo in e-mail.
Grazie!
--
Bye
Vitt
>Roscio ha scritto:
>
>>E' solo un mega; se vuoi te la passo in e-mail.
>
Grazie: il motivo di mio papŕ era perň completamente diverso sia come
melodia che come ritmo.
Evidentemente tra l'800 ed il 900 era un metodo usato nelle scuole per
insegnare a leggere e probabilmente sulla stesso schema venivano usati
motivi diversi.
Non credo infatti che l'ignoto autore della canzoncina che mi hai
inviato, ne abbia creato uno nuovo ma che ne abbia usato uno
tramandatogli da chissachě.
--
Bye
Vitt
>¦ "Didascalos" ha scritto:
>¦ > Al mio nipotino, alle elementari, gli hanno insegnato l'alfabeto fonetico:
>¦ > a, b (pronunciato "b", non "bi"), k, d ("d", non "di") ecc. Quindi, oggi i
>¦ > bambini dicono semplicemente "v".
>¦ >
>¦ > P.S. Vi risulta che l'uso sia comune a tutte le scuole elementari italiane
>¦ > o solo alla scuola del mio nipotino (a Roma)?
>¦
>¦ Confermo; ma è un metodo usato solo da qualche decennio a questa parte,
>¦ e serve per evitare che i bambini leggano la sillaba "ba" come "bi-a".
Confermo anch'io: metodo adottato da almeno 24 anni:
- 1979 - Grosseto - 1ª elementare - la maestra raccomandava a noi
genitori di adottare anche a casa la stessa pronuncia.
--
Ciao,
Mariuccia®
Mariuccia che mi dà ragione ?...
Meriti un bacio !... Smack !... :-)))
--
Er Roscio.
>¦ "Mariuccia Ruta":
>¦ > Confermo anch'io: metodo adottato da almeno 24 anni:
>¦ > - 1979 - Grosseto - 1ª elementare - la maestra raccomandava a noi
>¦ > genitori di adottare anche a casa la stessa pronuncia.
>¦
>¦ Mariuccia che mi dà ragione ?...
Beh, ho intenzionalmente specificato "1ª elementare": dalla seconda in
avanti è stato un continuo pronunciare "ci-bi...-vu e zeta" :-Prr
>¦ Meriti un bacio !... Smack !... :-)))
Sempre valido? :)) Ad ogni buon conto, ricambio.
Senza riserve, indipendentemente da "vi/vu" o diatribe varie :))
--
Ciao,
Mariuccia®