DVC ha scritto nel messaggio <6iqj1o$11...@w2.ntt.it>...
>Nel linguaggio giuridico spesso si usa il termine "Apodittico" per indicare
>ciò che viene affermato senza sufficiente motivazione o ciò che viene
>asserito in modo perentorio, ma che, in realtà, non è dimostrato. E così
>l'aggettivo ha preso una connotazione dispregiativa, e comunque negativa.
>
Evidentemente all'inizio l'aggettivo veniva usato in senso ironico (quanta
ironia c'è nella retorica, non solo forense!), poi col tempo ha perso
l'intonazione ironica ed ha assunto la connotazione negativa.
Cordialità.
Renato
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Ducunt Fata Volentes, Nolentes Trahunt
Questo fenomeno mi pare un po' simile a quello per cui, in
"giornalistese", la parola "teorema" e` usate per indicare un'opinione,
spesso con un significato di arbitrarieta` e perentorieta` nell'imporla
agli altri, come il "teorema Buscetta" o il "teorema De Mita".
Saluti,
Daniele
DVC ha scritto nel messaggio <6iqj1o$11...@w2.ntt.it>...
. Qualcuno sa darmi una
>spiegazione di tutto ciò ?
Purtroppo no, pero' posso fornire un esempio simile.
Il termine AFFATTO ha, o meglio aveva, un valore di affermazione. Eppure
molti lo usano come negazione e cosi', anziche' rispondere con frasi del
tipo: *niente affatto* *no, affatto*, dicono soltanto *affatto*, come se in
se' contenesse una negazione.
Il bello di tutta la storia e' che entrambi gli usi sono correnti e (perche
no?) corretti, quindi ci troviamo con una parola che ha due significati
opposti.
Lo stesso, mi sovviene, capita per OSPITE, che sta ad indicare tanto la
persona ospitata, quanto colui che ospita.
A voi vengono in mente altri esempi del genere?
Andr3a
>Ora un mio collega, raffinato linguista (ma piuttosto digiuno di diritto) mi
>dice che in realtà l'aggettivo "apodittico" non significa immotivato o
>indimostrato, ma proprio al contrario ha il significato di "lampante",
>"assolutamente evidente" "che non ha necessità di dimostrazione". In effetti
>sono andato sullo Zingarelli ed ho visto che il collega ha ragione. D'altra
>parte l'uso dell'aggettivo nel senso di "indimostrato" è assolutamente
>frequente presso tutti i giuristi, e ho trovato moltissime sentenze della
>Cassazione che usano il termine in questo senso. Qualcuno sa darmi una
>spiegazione di tutto ciò ?
Ciao a tutti. Vi leggo da qualche giorno, e dovete prendervela con DVC
se mi decido a entrare, in punta di piedi.
Non so darti una spiegazione, ma provo a formulare un'ipotesi: non e'
l'aggettivo "apodittico" ad aver mutato di significato. Esso continua
a significare cio' che ha sempre significato: "lampante",
"assolutamente evidente", indimostrato perche' non bisognoso di
dimostrazione. Se ha assunto, non solo nel linguaggio giuridico, una
connotazione negativa, e' forse perche' nella nostra cultura cio' che
e' in tal senso "indimostrato" non ha piu' diritto di cittadinanza. Il
che' ci porterebbe a riflettere sul dominio del pensare
tecnico-scientifico nella nostra epoca, e sulle sue conseguenze, anche
- anzitutto? - linguistiche.
Ciao,
Antonio
*il di piu', viene dal maligno*
(Matteo 5, 37)
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'cause it's still under construction!
Affatto= del tutto (cioe` parzialmente affermativo, ma in pratica
ne` [del tutto] affermativo ne` negativo...)
Assolutamente: esempio assolutamente analogo.
Ti piace? Assolutamente. Ma assolutamente si` o assolutamente no?
> molti lo usano come negazione e cosi', anziche' rispondere con frasi del
> tipo: *niente affatto* *no, affatto*, dicono soltanto *affatto*, come se in
> se' contenesse una negazione.
> Il bello di tutta la storia e' che entrambi gli usi sono correnti e (perche
> no?) corretti, quindi ci troviamo con una parola che ha due significati
Eh no, entrambi corretti proprio no...
Ti piace? Affatto. Risultato comunicazione 0.
> opposti.
> Lo stesso, mi sovviene, capita per OSPITE, che sta ad indicare tanto la
> persona ospitata, quanto colui che ospita.
Ma questi non sono "opposti". Il contesto, a meno che uno non vo-
glia inventarsi esempi astrusi e "non-naturali" permette di discerne-
re tranquillamente il significato che ha.
Ambiguita`: Sono stato suo ospite. Priva di contesto questa frase
e` incomprensibile, ma viene considerata (unanimemente?) sono stato
ospitato da lui.
Saluti
Gigi
> A voi vengono in mente altri esempi del genere?
Per ora no e spero che non ce ne siano altri...
Saluti
Gigi
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Luigi Mancinelli
Lab. Didattici
Fac. Scienze
Universita` di Trento
38050 POVO(TN)
ITALY
ma...@science.unitn.it
Cercare di semplificare i problemi e` l'obiettivo,
pensare che siano semplici e` la strada sbagliata (Gigi Mancinelli)
Mancinelli Luigi ha scritto nel messaggio
<355B42...@science.unitn.it>...
>Andr3a wrote:
[taglio]
>> A voi vengono in mente altri esempi del genere?
>
> Per ora no e spero che non ce ne siano altri...
Forse a me si, ma non in Italiano: in Latino c'erano le _voces mediae_,
parole che, per motivi che sinceramente ignoro, avevano due significati
precisamente opposti, per esempio _tempestas_ (bello e brutto tempo) e
_fortuna_ (buona e mala sorte)
Anzi, anche in Italiano, e, in particolare, nella differenza tra il
linguaggio comune e quello tecnico: l'aggettivo _numerico_ indica un
qualcosa di preciso sia nella lingua di tutti i giorni sia in quella degli
ingegneri (es: macchine a controllo numerico, alias CAM, computer aided
machinery). Nel linguaggio dei matematici, _numerico_ e' un che di
impreciso, una procedura che non si riesce a eseguire per puri passaggi
logico-simbolici, che sarebbero esatti e rigorosi, ma richiede calcoli con
numeri, e quindi, giocoforza, approssimazioni: ecco che _precisione
numerica_ diventa una vox media. O quasi...
Saluti
Elrond
> Andr3a wrote:
[...]
>> A voi vengono in mente altri esempi del genere?
> Per ora no e spero che non ce ne siano altri...
Mostro, direi.
Gian Carlo
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> Anzi, anche in Italiano, e, in particolare, nella differenza tra il
> linguaggio comune e quello tecnico: l'aggettivo _numerico_ indica un
> qualcosa di preciso sia nella lingua di tutti i giorni sia in quella degli
> ingegneri (es: macchine a controllo numerico, alias CAM, computer aided
> machinery).
Questa mi sembra un po' tirata.
> Nel linguaggio dei matematici, _numerico_ e' un che di
> impreciso, una procedura che non si riesce a eseguire per puri passaggi
> logico-simbolici, che sarebbero esatti e rigorosi, ma richiede calcoli con
> numeri, e quindi, giocoforza, approssimazioni: ecco che _precisione
> numerica_ diventa una vox media. O quasi...
Gian Carlo
Ha sicuramente due significati, ma intendi che se dico "quello
e` un mostro" qualcuno puo` pensare che e` brutto e qualcun altro
che e` bello?
> g.ma...@usa.net wrote:
> > Mostro, direi.
> Ha sicuramente due significati, ma intendi che se dico "quello
> e` un mostro" qualcuno puo` pensare che e` brutto e qualcun altro
> che e` bello?
Al di fuori di qualsiasi contesto, qualcuno potrebbe pensare che e` brutto e
qualcun altro che e' molto bravo, ad esempio (un mostro di bravura). Credo
che, atualmente, pochi penserebbro che si tratti di un mostro di bellezza,
anche se, di per se', il termine consentirebbe anche questa interpretazione.
Secondo il Devoto-Oli...
1. Creatura mitica risultante da una contaminazione innaturale di elementi
diversi, e tale da suscitare l'orrore o lo stupore [...]
fig. Criminale efferato (i m. nazisti) o essere di una bruttezza repellente
(e` un m.!)
Fatto o fenomeno clamorosamente assurdo o contraddittorio: quel processo e`
un vero e proprio m. giuridico [...]
2. lett. Prodigio, portento; com., non senza una sfumatura scherzosa, di
persona superdotata