Tutti i bambini la usano correntemente, sicuramente molto più
dell'impossibile temperamatite o dell'improbabile temperino.
Ho consultato alcuni vocabolari, tra cui Zingarelli, Garzanti, ed altri
ancora, ma tutti la ignorano.
E' veramente errato usarla?
Saluti
Francesca
Sul serio? In che regione?
>sicuramente molto più
>dell'impossibile temperamatite o dell'improbabile temperino.
Che c'è d'impossibile in /temperamatite, o d'improbabile in
/temperino?
>Ho consultato alcuni vocabolari, tra cui Zingarelli, Garzanti, ed altri
>ancora, ma tutti la ignorano.
Sul Gabrielli c'è. :)
>E' veramente errato usarla?
No.
--
Bye.
Lem
CLOCK is what you make of it: non sprecare i cicli idle della tua CPU
Per aiutare a comprendere il genoma: http://genomeathome.stanford.edu
temperamatite i bambini si "vergognano" ad usarla perchè li fa ridere
nessuno di loro ha mai usato un temperino (piccolo coltello a serramanico)
per fare la punta ad un lapis (matita con la mina di grafite)
"Lem Novantotto" <Le...@Hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:87fda70e40b12649...@HerenotThere.h3ce7443f.invalid...
confermo: in Toscana si dice "appuntalapis".
>
>
> temperamatite i bambini si "vergognano" ad usarla perchè li fa ridere
Chissà se al giorno d'oggi i bambini si vergognano anche a dire "papà" e
"adesso" (entrambe voci non toscane). Un tempo lo facevano :-)
Ciao,
Paolo
>La regione è la Toscana
>
>temperamatite i bambini si "vergognano" ad usarla perchè li fa ridere
>
>nessuno di loro ha mai usato un temperino (piccolo coltello a serramanico)
>per fare la punta ad un lapis (matita con la mina di grafite)
Il fatto è che nell'Italia del nord, almeno quand'ero piccolo, il
temperino (anche in dialetto) era (e credo lo sia tuttora) proprio
solo il temperamatite. Il piccolo coltello a serramanico qui si chiama
coltellino.
Poi credo che nessun bambino chiamerebbe lapis la matita.
Ciao.
Gian Carlo
>La regione è la Toscana
Ah.
Maurizio Pistone - Torino
http://www.mauriziopistone.it
mailto:pis...@mclink.it
strenua nos exercet inertia Hor.
Art. 33. L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.
>La regione è la Toscana
>
>temperamatite i bambini si "vergognano" ad usarla perchè li fa ridere
>
>nessuno di loro ha mai usato un temperino (piccolo coltello a
>serramanico)
E quindi in Toscana vi vergonate di ascoltare il clavicembalo ben
temperato di J. S. Bach?
;o)))
Ciao
Frank
ehm... io, toscana, ho sempre detto "lapis" e ho scoperto da grandicella che
si poteva dire "matita" intendendo il "lapis". Per me le "matite" erano solo
quelle colorate. "Temperamatite" e "temperino" ho sempre pensato che fossero
termini desueti.
e.
> Ciao.
>
> Gian Carlo
>
Grazie. :)
>temperamatite i bambini si "vergognano" ad usarla perchè li fa ridere
Sinceramente, mi sfugge il motivo di tale ilarità. E' forse un termine
particolarmente allusivo?
>nessuno di loro ha mai usato un temperino (piccolo coltello a serramanico)
...che, però, non è l'unico significato di /temperino, come scrive
giustamente Gian Carlo (magica). :)
>per fare la punta ad un lapis (matita con la mina di grafite)
...però /lapis (termine comunque usato pochissimo, almeno nel
Settentrione) non è specificamente la matita con mina in grafite. :)
Se interessa, /matita viene dal latino /haematite(m), sott. lapide(m),
mentre /lapis è tratto dalla loc. lat. /lapis_haematites propr. "pietra
di color rosso sangue". Le matite (o lapis) coll'anima di grafite (la
vera e propria 'mina') sono molto, molto più tarde. :)
Infatti, dalla Rizzoli Larousse:
'Fino al XVI sec., le matite erano semplici bastoncini di ematite o di
carbone di legna, oppure tubetti di rame entro cui veniva colato piombo
fuso. Con la scoperta, avvenuta verso il 1564, nel Cumberland di alcune
miniere di grafite, iniziò la fabbricazione delle matite con mina di
questa sostanza. Nel 1792 il francese N.-J. Conté ideò la matita con
mina di grafite miscelata con argilla, contenuta in un involucro
cilindrico di legno di cedro, che si diffuse poi nel mondo intero.'
--
Bye.
Lem
CLOCK is what you make of it: non sprecare i cicli idle della tua CPU
Conoscere meglio le proteine: www.stanford.edu/group/pandegroup/Cosm/
> > >temperamatite i bambini si "vergognano" ad usarla perchè li fa ridere
> > Poi credo che nessun bambino chiamerebbe lapis la matita.
> ehm... io, toscana, ho sempre detto "lapis" e ho scoperto da grandicella
che
> si poteva dire "matita" intendendo il "lapis". Per me le "matite" erano
solo
> quelle colorate. "Temperamatite" e "temperino" ho sempre pensato che
fossero
> termini desueti.
Dalle mie parti... Quand'ero bambino, "lapis" era un termine desueto
(l'usava mio nonno, nato nel sec XIX) e noi bambini usavamo correntemente
"matita" e "temperamatite". Mi risulta che sia ancora cosi', a tanti anni
di distanza. Appuntalapis e' la prima volta che lo sento, eppure ho
trascorso due anni in Toscana (Pisa). Ma era l'inizio dell'era delle penne
hi-tech, chi volete che usasse il lapis?
> >temperamatite i bambini si "vergognano" ad usarla perchè li fa ridere
> E quindi in Toscana vi vergonate di ascoltare il clavicembalo ben
> temperato di J. S. Bach?
Lo chiamano "ben appuntato". Infatti, a suonarlo e' sempre un carabiniere,
almeno da quelle parti.
> >nessuno di loro ha mai usato un temperino (piccolo coltello a serramanico)
> >per fare la punta ad un lapis (matita con la mina di grafite)
>
> Il fatto è che nell'Italia del nord, almeno quand'ero piccolo, il
> temperino (anche in dialetto) era (e credo lo sia tuttora) proprio
> solo il temperamatite. Il piccolo coltello a serramanico qui si chiama
> coltellino.
>
> Poi credo che nessun bambino chiamerebbe lapis la matita.
Non so adesso tra i bambini, di certo non quando ero bambino io a Milano
(e c'era i sindaci Ferrari e Cassinis, sigh) ne' tra gli adulti
lombardi.
Ho sempre ritenuto "lapis" un termine desueto, che si trovava forse in
Collodi e nel Giornalino di Giamburrasca, ma ho sempre detto "matita" (o
"pastello" per quelle colorate).
L'oggetto per temperarle e' sempre stato comunemente il temperino (ho
scoperto piu' tardi che alcuni indicavano con cio' un coltellino ... mi
meravigliavo molto che qualcuno potesse ferire o ferirsi con un
temperamatite ... avevo interpretato la cosa come il fatto che il
temperamatite [in plastica o alluminio con lama d'acciaio e vitina di
bronzo] fosse una "new technology" rispetto al piu' arcaico coltellino).
Temperamatite si dice(va) e non fa(ceva) ridere, era solo una forma piu'
lunga, corretta e "letteraria" di temperino.
Appuntalapis lo sento la prima volta oggi qui.
--
----------------------------------------------------------------------
nos...@ifctr.mi.cnr.it is a newsreading account used by more persons to
avoid unwanted spam. Any mail returning to this address will be rejected.
Users can disclose their e-mail address in the article if they wish so.
> "magica" <ma.g...@bigfoot.com> ha scritto nel messaggio
>
> > Il fatto è che nell'Italia del nord, almeno quand'ero piccolo, il
> > temperino (anche in dialetto) era (e credo lo sia tuttora) proprio
> > solo il temperamatite. Il piccolo coltello a serramanico qui si chiama
> > coltellino.
> >
> > Poi credo che nessun bambino chiamerebbe lapis la matita.
>
> ehm... io, toscana, ho sempre detto "lapis" e ho scoperto da grandicella che
> si poteva dire "matita" intendendo il "lapis". Per me le "matite" erano solo
> quelle colorate. "Temperamatite" e "temperino" ho sempre pensato che fossero
> termini desueti.
Ullalà! Io, milanese, ho sempre pensato che lapis fosse termine desueto. Mio
nonno -classe 1892- diceva lapis, ma sono sicuro che fosse un toscanismo.
Il lapis per me è la "matita"; le matite colorate per me sono i "pastelli" e il
temperino è l'attrezzo per fare la punta alle matite e ai pastelli.
Confermo l'osservazione di magica: il temperino, inteso come piccolo coltello, è
il "coltellino" (cfr. "i coltellini svizzeri", ordigni plurilama e
plurifunzione).
P.
Invece a Empoli (non so se in tutta la Toscana vale questo):
la "matita di grafite" è il "lapis";
la "matita colorata " è la "matita" tout court.
"Pastello" non è usato: anche i pastelli a cera e a olio sono detti "matite a cera"
e "matite a olio".
>
> Confermo l'osservazione di magica: il temperino, inteso come piccolo coltello,
Il Devoto-Oli segna come unica accezione di "temperino" quella di "coltellino
tascabile, munito di una o più lame che posono esser ripiegate alla base e chiuse
nella cavità del manico". Credo che si usasse un tempo anche per appuntare lapis e
matite, prima che si diffondesse l'appuntalapis (oops... il temperamatite!).
> è
> il "coltellino" (cfr. "i coltellini svizzeri", ordigni plurilama e
> plurifunzione).
Chiamali "coltellini"... ne ho visto uno con trenta lame e non entrava neanche in
tasca!
Luca Logi wrote:
> Mio nonno usava
> solo "lapis", mio padre ambedue, io preferibilmente "matita".
Perfetto: ecco un esempio luminoso di evoluzione della lingua. Tre generazioni,
e il termine per indicare uno stesso oggetto muta: la prima generazione usa solo
lapis; la seconda lapis e matita; la terza preferibilmente matita (e se Luca
Logi non abitasse a Firenze, provabilmente userebbe solo matita).
> Qualcuno dei miei colleghi fa anche finta di non capire se dico matita,
> ma capisce immediatamente un "passami il lapis" (o, meglio, "lapisse").
Un po' come il lombardo verbo "stortare", di cui si parlò qui a più riprese: a
Roma "fanno finta" (o è vera difficoltà?) di non capirne il senso. Se dici "si è
stortato il tubo di ferro" non capiscono, ma sedici "si è storto iltiubo di
ferro" comprendono...
Per quanto riguarda il dibattito temperalapis/temperino/temperamatite, vorrei
sottolineare un'ulteriore precisazione: per me (e credo per la maggior parte dei
parlanti milanesi) il temperino è quell'attrezzo piccolo, solitamente metallico,
con uno o due buchi di diametro differente, in cui inserire la matita da
temperare. Ed è tascabile. O può stare in un astuccio.
Il temperamatite, invece, è quell'ordigno più grosso, solitamente fissato a un
tavolo o a un piano mediante una piccola morsa, e che svolge la sua funzione di
temperare le matite o lapis grazie all'uso di una manovella. Un attrezzo più
"professionale", insomma, e non portatile né tascabile.
P.
>> temperamatite i bambini si "vergognano" ad usarla perchè li fa ridere
>Chissà se al giorno d'oggi i bambini si vergognano anche a dire "papà" e
>"adesso" (entrambe voci non toscane). Un tempo lo facevano :-)
Se si <<vergognino>> non saprei, certo e' che per i bambini toscani,
figli di toscani, il genitore di sesso maschile e' solo e unicamente
<<il mi' babbo>>, e chiamarlo papa', tra grandi e piccini, identifica
immediatamente come non toscani :-) (e mi pare che in Umbria sia lo
stesso.)
da toscana d'adozione,
--
Isa
Work like you don't need money,
Love like you've never been hurt,
And dance like no one's watching
> per me (e credo per la maggior parte dei
>parlanti milanesi) il temperino è quell'attrezzo piccolo, solitamente metallico,
>con uno o due buchi di diametro differente, in cui inserire la matita da
>temperare. Ed è tascabile. O può stare in un astuccio.
>Il temperamatite, invece, è quell'ordigno più grosso, solitamente fissato a un
>tavolo o a un piano mediante una piccola morsa, e che svolge la sua funzione di
>temperare le matite o lapis grazie all'uso di una manovella. Un attrezzo più
>"professionale", insomma, e non portatile né tascabile.
Mi aggiungo al coro con voce non intonata rispetto a quella di Paolo,
pur da parlante milanese.
Da ragazzino: mi passi il temperamatite? E certo non intendevo quello
"Castell" a manovella.
Su "temperino" dipendeva dalla località.
In classe era il temperamatite (lapis era parola che conoscevamo
soltanto per averla letta sul Vittorioso o sul Corrierino), nei giochi
ecc. il coltellino.
Acc.! Mi accorgo dell'articolo di G.D., ma ormai sta scritto.
--
Bye
Vitt
io, lodigiano, m'accodo. E aggiungo: in diciassett'anni di vita, non ho mai
udito il termine "appuntalapis". Sempre "temperino", qualche volta
"temperamatite", di rado "appuntamatite" (che mi suona goffo e turgido e
ridondante). Yuk!
P.
(lei permette cotanta firma, Paolo, nevvero?)
> Se interessa, /matita viene dal latino /haematite(m), sott. lapide(m),
> [...]
Come no! Interessa, interessa!.
A me (Sicilia e Sardegna) hanno insegnato "tempera-matite" e
"temperino"; i miei figli (Venezuela e Toscana) hanno imparato
"tempera-lapis" e "appuntalapis", termini che io ho adottato pari pari
anche perché son quelli che sento a Grosseto, dove sto quando mi trovo
in Italia.
Premesso quanto sopra, non trovo su nessun dizionario che
"appuntalapis" sia regionalismo o voce dialettale.
E' un termine che trovo sul Gabrielli, sul Satta, su un
Sandron-DeAgostini di 15 anni fa.
Verrebbe da pensare che sia un termine che i dizionari odierni
considerano ormai desueto, se non lo riportasse, guarda caso, anche la
versione elettronica Devoto-Oli dal quale copincollo:
Appuntalàpis: -gram- sostantivo maschile
-definizione- Arnese per far la punta alle matite; temperalapis.
-etim- Composto di appuntare (1) e lapis.
A questo punto, mi stupisce un particolare:
tutti i dizionari, anche quelli che *ignorano* il termine
"appuntalapis", alla voce "appuntare", riportano:
Appuntare (1)
[comp. di a- (2) e punta]
A v. tr.
1 [...].
2 Fare la punta: appuntare una matita | [...]
Alcuni riportano anche un altro termine che io non avevo mai letto né
sentito, prima d'ora, se non in lingua spagnola (con una sola -c):
"Toccalapis": [comp. di tocca(re) e lapis]
s. m. · Matitatoio, portalapis.
"Matitatoio", sí; appuntalapis, no. Mah! :(
Non riesco davvero a capire il motivo che induce certi curatori di
dizionari ad ignorare termini ancora ben vivi nella lingua italiana.
Ed ancor meno capisco quando trovo, su quegli stessi dizionari, un
corollario di termini di riferimento piuttosto completo.
Lapis: [...]; portalapis: [...]. temperalapis: [...]
Matita: [...]; portamatite: [...]; temperamatite: [...]
Matita [da ematite] s. f.
1 [...]. SIN. Lapis.
Làpis: [...] SIN: matita.
Temperalapis: [comp. di tempera(re) e lapis] s. m. inv.
(disus.) Temperamatite.
Lo spagnolo ha conservato il termine latino "lapis"; al plurale fa
"lapices" e l'appuntalapis si dice "sacapunta".
Un'ultima curiosità: "temperamatite" sembra sia molto ma molto piú
recente di "temperalapis".
Dal De Mauro:
=============
Tem·pe·ra·ma·tì·te: s.m.inv. CO(mune).
Piccolo attrezzo a una o due lame, di varie forme e materiali, con un
foro conico all'interno in cui introdurre la punta di una matita per
temperarla
————————————— DATA: 1957.
ETIMO: comp. di tempera- e del pl. di matita.
-----------------------------------------------------------
Tem·pe·ra·là·pis s.m.inv. CO
temperamatite
————————————— DATA: 1891.
ETIMO: comp. di tempera- e lapis.
Tem·pe·rà·re v.tr. (io tèmpero)
1. [...]
[...]
8. CO(mune): rendere aguzzo, appuntire con temperamatite e sim.:
temperare la matita
—————————————
DATA: av. 1313.
ETIMO: dal lat. temperare, prob. der. di tempus, -oris "tempo".
Passi per "temperare" che sopravvive ad "appuntare", ma confesso che
il "matitatoio" mi ha sconvolta.
> Bye.
> Lem
--
Ciao,
Mariuccia®
> Lo chiamano "ben appuntato". Infatti, a suonarlo e' sempre un carabiniere,
> almeno da quelle parti.
Ma gli appuntati non son stati sostituiti dai (vice?)brigadieri? ;)))
Gulp!
Credo di capire il perché non si possa piú appuntare il lapis...
--
Ciao,
Mariuccia®
_______________________________
Art. 33. (Costituzione Italiana)
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Riccardo Perotti wrote:
> Yuk!
Gulp! Pippo, anche tu qui?
> P.
Ulp!
> (lei permette cotanta firma, Paolo, nevvero?)
Grunf!
D'altronde, egregio Perotti, nulla -neppure la mummificata e vivente morta
Costituzione italiana- le può togliere il sacrosanto diritto ad avere un
cognome con la P. cominciante... Accetto, quindi e mio malgrado, una p-firma a
patto che lei abiuri sic et simpliciter un eventuale, futuro e scellerato patto
con l'extraterrestre Eta Beta.
P. (gawrsh!)
>ehm... io, toscana, ho sempre detto "lapis" e ho scoperto da grandicella che
>si poteva dire "matita" intendendo il "lapis". Per me le "matite" erano solo
>quelle colorate. "Temperamatite" e "temperino" ho sempre pensato che fossero
>termini desueti.
Allora posso aggiungere che qui nessuno chiamerebbe matita (al massimo
matita colorata) quello che noi chiamiamo pastello e, nel mio dialetto
bassobergamasco, pitürina (pitturina).
Ciao.
Gian Carlo
On Sun, 18 Feb 2001 23:48:23 +0100, Lem Novantotto <Le...@Hotmail.com>
wrote:
---- 8< ----
>Se interessa, /matita viene dal latino /haematite(m), sott. lapide(m),
>mentre /lapis è tratto dalla loc. lat. /lapis_haematites propr. "pietra
>di color rosso sangue". Le matite (o lapis) coll'anima di grafite (la
>vera e propria 'mina') sono molto, molto più tarde. :)
>Infatti, dalla Rizzoli Larousse:
>'Fino al XVI sec., le matite erano semplici bastoncini di ematite o di
>carbone di legna, oppure tubetti di rame entro cui veniva colato piombo
>fuso.
---- 8< ----
Aggiungo un breve commento di Aldo Gabrielli, tratto dal suo libro "Si
dice o non si dice?" (Oscar Mondadori): «...la forma latina invariabile
si è stabilizzata da tempo. Tutti, e fin dal Cinquecento, diciamo e
scriviamo senza esitazione "il lapis" e "i lapis", anche se in latino
"lapis", propriamente "pietra", imporrebbe un plurale "làpides".»
Sempre Aldo Gabrielli, nel suo "Dizionario dei sinonomi" (Mondadori,
1976) alla voce /matita riporta i sinonomi "grafite, lapis, piombaggine,
amatita (antiquato)". Curioso /piombaggine, nome popolare della grafite.
Ciao!
--
Marco Sala
c...@adcserver1.biodip.unimi.it
Lucem demonstrat umbra
>qui nessuno chiamerebbe matita (al massimo matita colorata) quello che
>noi chiamiamo pastello e, nel mio dialetto bassobergamasco, pitürina
>(pitturina).
Ho scordato di far notare che temperino e pitturina sono costruiti
allo stesso modo: il suffisso "ino/a" non ha valore diminutivo, ma
strumentale: temperino è l'attrezzo che serve per temperare, pitturina
quello che serve per dipingere.
Ciao.
Gian Carlo
#Allora posso aggiungere che qui nessuno chiamerebbe matita (al massimo
#matita colorata) quello che noi chiamiamo pastello e, nel mio dialetto
#bassobergamasco, pitürina (pitturina).
Ai miei tempi, nei mei luoghi, li chiamavamo soltanto "colori". La
matita era solo quella standard, color grafite :-).
------signature--------------
Ciò che uno vede dipende sia da ciò che guarda, sia anche da ciò che la sua precedente esperienza visivo-concettuale gli ha insegnato a vedere
(Th.S. Kuhn, La struttura delle rivoluzioni scientifiche)
Depende - de que depende - de según como se mire todo depende
(Jarabe de Palo, Depende)
Per i dizionari forse no; rimane il fatto che, tranne una ben definita
zona della Toscana, nessun altro in Italia ne fa uso (a meno che non
sia toscanofilo. A me piacciono i Toscani, specialmente gli Antichi,
che il mio tabaccaio chiama Etruschi :-)
'Amatita l'avevo sentito, ma pensavo fosse un'espressione dialettale...
Ggienna', passam' 'amatita! :-)
Illustre Pbonardi, mi pduole correggerLa, ma il pfratello Eta non č
extraterrestre: proviene solo pda un'altra pdimensione ed č in possesso di
regolare permesso di psoggiorno.
>s. m. · Matitatoio, portalapis.
>
>"Matitatoio", sí; appuntalapis, no. Mah! :(
Il matitatoio e' il contenitore, quello a molla o altro che contiene
la mina. Per questo si usa l'affilamine (temperamine). Almeno in
Sicilia e S.E.& O.
L'unico uso di "appuntare" che conosco (a parte l'appuntato dei
carabinieri e l'appuntamento) e' quello di "fissare qualcosa con uno
spillo" (o appuntare una medaglia) o un chiodino o pushpin, e in senso
traslato, quello di prendere un appunto (appunto ! perche' il foglietto
veniva appuntato).
Ugh! questi congiuntivi... non ne azzecco più uno!
Di solito li sparo "come mi vengono" ma da quando qualcuno m'ha corretto uno
sgrammaticato "venghino" evito sistematicamente le forme in <-ino>. Anche
quando sono corrette, sigh..
Ciao,
Paolo
>> Se si <<vergognino>>
>Ugh! questi congiuntivi... non ne azzecco più uno!
Oh! Anzi, ulp!... io non ho messo le virgolette per correggere il tuo
congiuntivo, ma solo perche' c'erano anche nel post a cui rispondevo--
a significare che s'intendeva il vergognarsi come lo usano i bambini,
per dire "imbarazzarsi".
"Chissa' se si vergognano" mi sembra correttissimo :-)
>#Allora posso aggiungere che qui nessuno chiamerebbe matita (al massimo
>#matita colorata) quello che noi chiamiamo pastello e, nel mio dialetto
>#bassobergamasco, pitürina (pitturina).
>Ai miei tempi, nei mei luoghi, li chiamavamo soltanto "colori". La
>matita era solo quella standard, color grafite :-).
La mina, vorrai dire. (-:
E la matita "copiativa", quella che salta fuori alle elezioni (ma c'è
un altro paese al mondo in cui la si usa per votare?)?
In Toscana è il "lapis copiativo" o altro?
Ciao.
Gian Carlo
Ma c'č un altro paese al mondo dove si usano ancora le urne di legno
(tarlato)?
> In Toscana č il "lapis copiativo" o altro?
Teoricamente si dovrebbe dire "lapis copiativo", ma il burocratichese fa sě
che spesso quel misterioso oggetto venga chiamato anche da noi "matita
copiativa".
Ciao,
Paolo