Ne consegue che: "Mi piace l'acqua piuttosto che il vino" significa, nel
nuovo gergo romano-milanese, che mi piacciono sia l'acqua che il vino.
Mentre il vero significato è: "Preferisco l'acqua al vino".
Questo modo di parlare è direttamente proporzionale all'intenzione di
voler fare bella figura davanti agli astanti, soprattutto nel mondo
"business". Inoltre, la parola "piuttosto" è evocativa di un registro
linguistico alto, ma un po' pesante.
Ovviamente, esiste anche l'uso multiplo e "pronominale". Esempio: "Con
questo PC è possibile scrivere, PIUTTOSTO CHE disegnare grafici, PIUTTOSTO
CHE ascoltare musica, PIUTTOSTO CHE." Da notare l'utilizzo in coda di
detta espressione. Che sembra essere particolarmente amata dalle donne.
--
"A pensar male non si va in paradiso, ma non si sbaglia mai."
Giulio Andreotti
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> Ne consegue che: "Mi piace l'acqua piuttosto che il vino" significa, nel
> nuovo gergo romano-milanese, che mi piacciono sia l'acqua che il vino.
Scusa. Io sono milanese e non ho mai sentito questa farse nell'accezione
che tu registri qui.
Dire, poi, che esiste un gergo romano-milanese mi sembra cosa strana:
anche linguisticamente Roma e Milano differiscono in modo considerevole.
P.
--
Prepariamo una agilità di corpi italiani adatti
ai leggerissimi treni di alluminio che sostituiranno
gli attuali pesanti di ferro legno acciaio.
> dingo.m...@vivacity.it (Dingo Mandingo, al buio...) wrote:
> > Ne consegue che: "Mi piace l'acqua piuttosto che il vino" significa, nel
> > nuovo gergo romano-milanese, che mi piacciono sia l'acqua che il vino.
> Scusa. Io sono milanese e non ho mai sentito questa farse nell'accezione
> che tu registri qui.
Il "piuttostoché" è utilizzatissimo, a Milano più che a Roma, dove è stato
importato. Vivo a Milano e sono di Roma, sono un attento osservatore delle
due favelle.
> Dire, poi, che esiste un gergo romano-milanese mi sembra cosa strana:
> anche linguisticamente Roma e Milano differiscono in modo considerevole.
Linguisticamente? Ho parlato di gergo. È facile che alcuni termini si
scambino tra le due città, visto che molte persone viaggiano per lavoro.
Linguisticamente siamo identici, parliamo un italiano senza dialetto ma
con un gergo e un accento differente. In un altro post proporrò un'analisi
contrastiva di alcuni termini delle due città.
[...]
> Ovviamente, esiste anche l'uso multiplo e "pronominale".
Perché multiplo e perché pronominale?
> Esempio: "Con questo PC è possibile scrivere, PIUTTOSTO CHE disegnare grafici, PIUTTOSTO
> CHE ascoltare musica, PIUTTOSTO CHE." Da notare l'utilizzo in coda di
> detta espressione. Che sembra essere particolarmente amata dalle donne.
In italiano, colui che dice questa frase sta elencando tutte le cose che
non puoi fare con quel pc, poiché puoi solo scriverci.
Ciao, FB
--
"What meaning of this, Mitter Twain?" "I will tell you, Mr Wang, if you can
tell me why a man who possesses one of the most brilliant minds of this
century can't say his prepositions or articles"
(Murder by Death)
> On Wed, 10 Nov 2004 12:38:53 +0100, Dingo Mandingo, al buio... wrote:
> [...]
> > Ovviamente, esiste anche l'uso multiplo e "pronominale".
> Perché multiplo e perché pronominale?
Multiplo nel senso in serie, come se fossero tante "e". "Pronominale", nel
senso che viene utilizzato per chiudere una frase, vedi l'esempio
sottostante.
> > Esempio: "Con questo PC è possibile scrivere, PIUTTOSTO CHE disegnare
grafici, PIUTTOSTO
> > CHE ascoltare musica, PIUTTOSTO CHE." Da notare l'utilizzo in coda di
> > detta espressione. Che sembra essere particolarmente amata dalle donne.
> In italiano, colui che dice questa frase sta elencando tutte le cose che
> non puoi fare con quel pc, poiché puoi solo scriverci.
> Ciao, FB
--
Che sembra essere particolarmente amata dalle donne.
>
>
A mi me par minga...
GraZia
> Linguisticamente siamo identici,
Ho qualche dubbio ma non essendo né di su né di giů potrei sbagliare...
>parliamo un italiano senza dialetto
Con questa invece ho molto piů che qualche dubbio!
--
somekindanerve
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Programmi per il futuro: non sottovalutare le conseguenze dell'amore
----------------------------------------------------------------------------
[ elimina la televisione per scrivermi ]
> dingo.m...@vivacity.it (Dingo Mandingo, al buio...) wrote:
>
>> Ne consegue che: "Mi piace l'acqua piuttosto che il vino" significa, nel
>> nuovo gergo romano-milanese, che mi piacciono sia l'acqua che il vino.
>
>Scusa. Io sono milanese e non ho mai sentito questa farse nell'accezione
>che tu registri qui.
>Dire, poi, che esiste un gergo romano-milanese mi sembra cosa strana:
>anche linguisticamente Roma e Milano differiscono in modo considerevole.
>
L'uso di piuttoso come congiunzione coordinativa invece che
avversativa o sostitutiva si è ultimamente molto diffuso in certe aree
geografiche (soprattutto Lombardia) e culturali.
Non solo, temo persino che l'uso "normale" e "corretto" vada
addirittura scomparendo.
Sono un traduttore e questo inutile vezzo mi causa un mare di
problemi. E' spesso impossibile capire cosa voglia dire l'estensore
del testo italiano, e, di riflesso, mi impedisce di utilizzare
"piuttosto" quando voglio e mi obbliga a usare "invece" (v. il
paragrafo precedente).
> Ho qualche dubbio ma non essendo né di su né di giů potrei sbagliare...
Sei di scčntro?
Ciao, FB
--
Mrs. Palmer, in her way, was equally angry. 'She was determined to drop his
acquaintance immediately, and she was very thankful that she had never been
acquainted with him at all'. (Jane Austen)
> L'uso di piuttoso come congiunzione coordinativa invece che
> avversativa o sostitutiva si è ultimamente molto diffuso in certe aree
> geografiche (soprattutto Lombardia) e culturali.
Volevi dire pseudo culturali ovvero cultural-televisivi.
Non sciupare aggettivi.
Bruno
> >[noi di Roma] parliamo un italiano senza dialetto
>
> Con questa invece ho molto più che qualche dubbio!
Anch'io. Ultimamente leggo per curiosità it.sport.calcio.roma: La
maggior parte di coloro che interviene usa un singolare linguaggio
romanesco che, se tanto mi dà tanto, deve essere comunemente usato
anche dal medio parlante romano.
D'altra parte non ho mai letto gruppi in cui una connotazione gografica
tipicamente locale desse adito a messaggi scritti in milanese.
E questo è naturalmente per me un peccato. I dialetti o anche solo una
forte presenza dialettale nel parlato e nello scritto sono per me un
tesoro.
>Si sta affermando, a Milano e a Roma, l'uso dell'espressione "piuttosto
>che" come congiunzione anziché avversativa, come dovrebbe essere.
č una moda ormai non piů recente. A parte qualche rappresentante
di Tecnocasa, credo che non la usi piů nessuno. Tipo "un
attimino..." ecc., si sono resi conto tutti che fanno una figura
da pirla.
Alla prossima frase del menga.
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
>In italiano, colui che dice questa frase sta elencando tutte le cose che
>non puoi fare con quel pc, poiché puoi solo scriverci
sc. sopra con il pennarello
... orribile, ancora usato regolarmente dai "commerciali" delle
societa' di informatica, sentito per la prima volta a Milano tre anni
fa, dilagato a Roma ma ultimamente (spero) un po' in regressione...
... e si', mi pare usato con frequenza leggermente maggiore
dalle donne - o forse e' solo piu' fastidioso da una voce femminile
(e quindi piu' notato) ...
--
Gnomo
"Sembra".
A me mi par.
A me sembra.
> "Dingo Mandingo, al buio wrote ...
> > Si sta affermando, a Milano e a Roma, l'uso dell'espressione "piuttosto
> > che" come congiunzione anziché avversativa, come dovrebbe essere.
> .... orribile, ancora usato regolarmente dai "commerciali" delle
> societa' di informatica, sentito per la prima volta a Milano tre anni
> fa, dilagato a Roma ma ultimamente (spero) un po' in regressione...
> .... e si', mi pare usato con frequenza leggermente maggiore
> dalle donne - o forse e' solo piu' fastidioso da una voce femminile
> (e quindi piu' notato) ...
> --
> Gnomo
Credo che Gnomo e [L] abbiano centrato il problema.
> Alla prossima frase del menga.
Ne butto un'altra romano-milanese:
"E QUANT'ALTRO"
Espressione che sostituirebbe "eccetera", "e così via". È un'espressione
meno errata del "piuttostoché", ma comunque pesante e inappropriata.
Sul vetro della mia auto mi hanno scritto "PIRLA" sulla polvere del
lunotto. Mi chiedo il motivo, ho delle ipotesi:
1. Auto targata "Roma" parcheggiata a Milano.
2. Parabrezza molto sporco.
3. Insulto incomprensibile al di fuori della Longobardia.
4. Insulto rivolto a una persona che potrebbe godersi la vita altrove.
5. Sanno che posto su questo newsgroup.
6. Volevano scrivere "Perla".
7. Volevano scrivere "Parla".
8. Volevano scrivere "Porla". Una donna (?)
9. Volevano scrivere "Parli".
Inoltre, come hanno saputo che apparteneva a un uomo? Perché una donna non
può essere pirla?
> FB <fam.baldu...@tin.it> ha scritto su
> it.cultura.linguistica.italiano:
>
>>In italiano, colui che dice questa frase sta elencando tutte le cose che
>>non puoi fare con quel pc, poiché puoi solo scriverci
>
> sc. sopra con il pennarello
Č una proposta o ho sbagliato qualcosa?
Ciao, FB
--
Emily: "I'm going to Europe and I'm going to have a marvellous time. I'm
going to get up at ten and have two glasses of wine at lunch every single
day."
Richard: "Only prostitutes have two glasses of wine at lunch!"
(Gilmore Girls, 501)
> Sul vetro della mia auto mi hanno scritto "PIRLA" sulla polvere del
> lunotto. Mi chiedo il motivo, ho delle ipotesi:
>
> 1. Auto targata "Roma" parcheggiata a Milano.
E' più probabile che tu avessi posteggiato la macchina in modo
fastidiosio, e il fatto di essere targato Roma ha sicuramente peggiorato
la tua situazione. Da qui il "pirla", che è valido sia per donne che
uomini.
A questo punto ti chiedo: ma dove "stava" la tua auto?
Che dovrebbe innescare una interessante discussione sulla differenza di
uso dei verbi stare/essere a Roma e Milano.
> > sc. sopra con il pennarello
>
> È una proposta o ho sbagliato qualcosa?
Niente di tutto questo. Solo che ultimamente il Pist-One frequenta siti
vinari con quel che ne consegue.
> dingo.m...@vivacity.it (Dingo Mandingo, al buio...) wrote:
> > Sul vetro della mia auto mi hanno scritto "PIRLA" sulla polvere del
> > lunotto. Mi chiedo il motivo, ho delle ipotesi:
> >
> > 1. Auto targata "Roma" parcheggiata a Milano.
> E' più probabile che tu avessi posteggiato la macchina in modo
> fastidiosio, e il fatto di essere targato Roma ha sicuramente peggiorato
> la tua situazione. Da qui il "pirla", che è valido sia per donne che
> uomini.
> A questo punto ti chiedo: ma dove "stava" la tua auto?
Parcheggiata perfettamente, come al solito. La grafia era adolescenziale,
credo femminile, molto arrotondata.
Ci sono altri termini strani tra Roma e Milano:
Termosifone-calorifero
Busta-sacchetto
Asciugamano-salvietta
Fila-coda
Il 64-la 64 (autobus) > Questa è Resto del mondo-Milano
Rosetta-michetta
> dingo.m...@vivacity.it (Dingo Mandingo, al buio...) wrote:
> > Sul vetro della mia auto mi hanno scritto "PIRLA" sulla polvere del
> > lunotto. Mi chiedo il motivo, ho delle ipotesi:
> >
> > 1. Auto targata "Roma" parcheggiata a Milano.
> E' più probabile che tu avessi posteggiato la macchina in modo
> fastidiosio, e il fatto di essere targato Roma ha sicuramente peggiorato
> la tua situazione. Da qui il "pirla", che è valido sia per donne che
> uomini.
> A questo punto ti chiedo: ma dove "stava" la tua auto?
Parcheggiata perfettamente, come al solito. La grafia era adolescenziale,
credo femminile, molto arrotondata. Forse si tratta di una proiezione
introiettiva. Un po' come Tremaglia e i gay: è solo omosessualità latente.
Ci sono altri termini strani tra Roma e Milano:
Termosifone-calorifero
Busta-sacchetto
Asciugamano-salvietta
Fila-coda
Il 64-la 64 (autobus) > Questa è Resto del mondo-Milano
Rosetta-michetta
E per quale strano motivo lo sarebbe?
--
Bye, Ghost of Lem Novantotto
Informazioni su it.*: http://www.news.nic.it
Archivio news: http://groups.google.com/advanced_group_search?hl=it
Linee guida della netiquette: http://www.faqs.org/rfcs/rfc1855.html
Vero, perchè mai tale espressione dovrebbe essere "pesante" od almeno perchè
mai dovrebbe essere più pesante di "eccetera", la quale ultima fra l'altro
mi pare un pomposo ed inutile latinismo. Mi sono già espresso altrove
sull'inutilità di fara un uso imporprio del latino. Tu cosa ne pensi?
Ciao
Ser.
> Parcheggiata perfettamente, come al solito. La grafia era adolescenziale,
> credo femminile, molto arrotondata.
Consolati pensando a questa ragazzina, che sarà andata a casa tutta
contenta per aver fatto la trasgressiva. Chissà, se l'avessero vista,
avrebbero anche potuto farla arrestare...
> Ci sono altri termini strani tra Roma e Milano:
> Termosifone-calorifero
Si usano entrambi.
> Busta-sacchetto
Si usano entrambi.
> Asciugamano-salvietta
Si usano entrambi.
> Fila-coda
Si usano entrambi.
> Il 64-la 64 (autobus) > Questa è Resto del mondo-Milano
Boh.
> Rosetta-michetta
Si usano entrambi, ma sono la stessa cosa? Perché se non è così, va da sé
che i nomi son diversi.
Ciao, FB
--
"Is this Miss Prism a female of repellent aspect, remotely connected with
education?" "She is the most cultivated of ladies, and the very picture of
respectability" "It is obviously the same person".
("The Importance of Being Earnest", Oscar Wilde)
> > Rosetta-michetta
> Si usano entrambi, ma sono la stessa cosa? Perché se non è così, va da sé
> che i nomi son diversi.
> Ciao, FB
Dimenticavo:
Cornetto-brioche o croissant
> Vero, perchè mai tale espressione dovrebbe essere "pesante" od almeno perchè
> mai dovrebbe essere più pesante di "eccetera", la quale ultima fra l'altro
> mi pare un pomposo ed inutile latinismo. Mi sono già espresso altrove
> sull'inutilità di fara un uso imporprio del latino. Tu cosa ne pensi?
> Ciao
> Ser.
Parliamo latino. Eccetera e Quant'altro derivano dal latino. Eccetera non
è un latinismo, come "gratis", "alias", "amen", "rebus"...
Piuttosto lo è "Timeo Danaos et dona ferentes", "sic stantibus rebus" o
qualsiasi termine latino non correntemente utilizzato.
Perdincibacco!
Te ne do atto: per definire "eccetera" un pomposo latinismo, ci vuole un
bel coraggio! ;)
>Mi sono già espresso altrove
>sull'inutilità di fara un uso imporprio del latino.
So d'essere di parte, ma io apprezzo l'uso di parole o motti latini, se
non è improprio, e se è presumibilmente comprensibile per chi ascolta o
legge. Vero è che la penso diversamente per le altre lingue. Mi piace
pensare che ciò sia dovuto anche al fatto che il latino è l'italiano di
ieri.
--
ferentis
--
> "eccetera", la quale ultima fra l'altro mi pare un pomposo ed inutile
> latinismo.
Forse parli di "et cetera"?
> Mi sono già espresso altrove
> sull'inutilità di fara un uso imporprio del latino.
Ma "eccetera" non è latino. E' italiano.
Certo, è prosecuzione di "et cetera". Ma allora definirei un inutile ed
improprio latinismo anche la parola "acqua", "lago", "amore", "poeta",
et cetera.
A mio avviso lo è (un latinismo inutile) proprio perchè potrebbe essere
sostituito da espressioni nostrane altrettanto significanti, come ad esempio
il "pesante" "quant'altro". Lo stesso vale spesso (s enon sempre) per gli
altri esempi da te sopra citati.
> Piuttosto lo è "Timeo Danaos et dona ferentes", "sic stantibus rebus" o
> qualsiasi termine latino non correntemente utilizzato.
Ser.
Ma la quasi identià di pronuncia fra "eccetera" ed "et cetera" non va , a
tuo avviso, rimarcata. Esistono traduzioni italiane di "et cetera" che
preferisco usare, come il pesante "quant'altro". Se mi permetti una
battutina, anche io assomiglio a mio padre ma se mi chiamassero Andrea
invece di Sergio mi darebbe fastidio.
So di essere di parte, ma che posso farci?
Ciao con affetto
Ser.
E va bene, ho un po' esagerato!!! In ogni caso sono parole che non mi
piacciono molto.
>>Mi sono già espresso altrove
>>sull'inutilità di fara un uso imporprio del latino.
>
> So d'essere di parte, ma io apprezzo l'uso di parole o motti latini,
> se
> non è improprio, e se è presumibilmente comprensibile per chi ascolta
> o
> legge.
Io adoro il latino e la sua letteratura, davvero, ma preferisco leggerla per
quel che era e non cercare di adattarla ad una lingua moderna ed
"autosufficiente" come la nostra. Sono scelte personali, lo so. Non potrò
mai sostenere che eccetera sia "sbagliato" ma che sia inelegante si.
Vero è che la penso diversamente per le altre lingue. Mi piace
> pensare che ciò sia dovuto anche al fatto che il latino è l'italiano
> di
> ieri.
Ripeto ciò che ho appena scirtto altrove, anche io assomiglio a mio padre,
ed in un certo senso da lui "derivo" ma mi piace essere chiamato Sergio e
non Andrea.
Ser.
> Ma la quasi identià di pronuncia fra "eccetera" ed "et cetera" non va , a
> tuo avviso, rimarcata.
A mio avviso, i latini dicevano proprio [et'tSEtera], al massimo allungando
un po' la [t] (che non è la [t] di "tavolo").
Ciao, FB
--
"It sounds appalling!"
"Interesting and appalling. The others just sound appalling!"
(Cold Comfort Farm, the film)
> A mio avviso, i latini dicevano proprio [et'tSEtera]
Provabilmente, almeno in epoca classica, dicevano et k'etera-->ekketera
> Sul vetro della mia auto mi hanno scritto "PIRLA" sulla polvere del
> lunotto. Mi chiedo il motivo, ho delle ipotesi:
>
> 1. Auto targata "Roma" parcheggiata a Milano.
> 2. Parabrezza molto sporco.
> 3. Insulto incomprensibile al di fuori della Longobardia.
> 4. Insulto rivolto a una persona che potrebbe godersi la vita altrove.
> 5. Sanno che posto su questo newsgroup.
> 6. Volevano scrivere "Perla".
> 7. Volevano scrivere "Parla".
> 8. Volevano scrivere "Porla". Una donna (?)
> 9. Volevano scrivere "Parli".
10. Qualcuno che ti conosce bene.
k
http://groups.google.it/groups?hl=it&lr=&threadm=36dc4a9b.286447%40news.ats.
it&rnum=7&prev=/groups%3Fas_q%3Dun%2520po%27%2520di%2520tempo%26as_ugroup%3D
it.cultura.linguistica.italiano%26as_uauthors%3DMarco%26as_drrb%3Db%26as_min
d%3D12%26as_minm%3D5%26as_miny%3D1998%26as_maxd%3D10%26as_maxm%3D11%26as_max
y%3D2000%26lr%3D%26hl%3Dit
k
"Paolo Bonardi dalla Fosforescente Modernita' e Accecante"
<p1...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:p140-AC0729.1...@individual.net...
> dingo.m...@vivacity.it (Dingo Mandingo, al buio...) wrote:
>
> > Ne consegue che: "Mi piace l'acqua piuttosto che il vino" significa, nel
> > nuovo gergo romano-milanese, che mi piacciono sia l'acqua che il vino.
>
> Scusa. Io sono milanese e non ho mai sentito questa farse nell'accezione
> che tu registri qui.
Sentita anche in televisione.
Usa. Pare sia scic...!
--
lu.
Ultima Badessa Scalza Di Passaggio
_Porti sempre un libro con te, come una Sibilla..._
Gabriele d'Annunzio, Notturno
> Provabilmente, almeno in epoca classica, dicevano et k'etera-->ekketera
Egregio,
ero convinto che quel "provabilmente" fosse solo un errore di battitura,
conoscendo la sua poca dimestichezza con la elettrotastiera.
Google mi rivela che lei ha scritto nella sua elettrovita usenettiana 62
volte "provabilmente" e solo 55 volte "probabilmente".
Mi spiega l'arcano?
Grazie
--
Frank IV
"GraZia" <Gra...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:KLnkd.149888$b5.73...@news3.tin.it...
>
> Dingo Mandingo, al buio... <dingo.m...@vivacity.it> wrote in message
> cmsukh$d7l$1...@news.newsland.it...
>
> Che sembra essere particolarmente amata dalle donne.
> >
> >
> A mi me par minga...
> GraZia
Perché mettete sempre le donne di mezzo se c'č qualcosa di negativo?
Maschi microcefali.
"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:m664p05nu15huh1dm...@4ax.com...
> dingo.m...@vivacity.it (Dingo Mandingo, al buio...) ha scritto
> su it.cultura.linguistica.italiano:
>
> >Si sta affermando, a Milano e a Roma, l'uso dell'espressione "piuttosto
> >che" come congiunzione anziché avversativa, come dovrebbe essere.
>
> č una moda ormai non piů recente. A parte qualche rappresentante
> di Tecnocasa, credo che non la usi piů nessuno. Tipo "un
> attimino..." ecc., si sono resi conto tutti che fanno una figura
> da pirla.
>
> Alla prossima frase del menga.
Maurizio...quasi mi spaventi.
Stai bene?
> L'iberico Pablo Bonardi
>
>> Provabilmente, almeno in epoca classica, dicevano et k'etera-->ekketera
>
[...]
> Google mi rivela che lei ha scritto nella sua elettrovita usenettiana 62
> volte "provabilmente" e solo 55 volte "probabilmente".
>
> Mi spiega l'arcano?
Roba futurista, immagino. I vocabolari non conoscono quella variante.
"Dingo Mandingo, al buio..." <dingo.m...@vivacity.it> ha scritto nel
messaggio news:cmtaan$6ub$1...@news.newsland.it...
>
>
> > Vero, perchè mai tale espressione dovrebbe essere "pesante" od almeno
perchè
> > mai dovrebbe essere più pesante di "eccetera", la quale ultima fra
l'altro
> > mi pare un pomposo ed inutile latinismo. Mi sono già espresso altrove
> > sull'inutilità di fara un uso imporprio del latino. Tu cosa ne pensi?
> > Ciao
> > Ser.
>
> Parliamo latino. Eccetera e Quant'altro derivano dal latino.
Io uso * quant'altro * e * et cetera* e non mi sento strana.
>Eccetera non
> è un latinismo, come "gratis", "alias", "amen", "rebus"...
Latinismo> latinìsmo: latinìsmo
s. m., in linguistica, parola, frase, costrutto direttamente desunto dal
latino e adattato graficamente o morfologicamente
Quindi ECCETERA cos'è?
> Piuttosto lo è "Timeo Danaos et dona ferentes", "sic stantibus rebus" o
> qualsiasi termine latino non correntemente utilizzato.
Questo è latino.
> Roba futurista, immagino. I vocabolari non conoscono quella variante.
Be', però "provabile" esiste, e se c'è l'aggettivo si può fare
l'avverbio...
"FB" <fam.baldu...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:k5iqfkk7qj8c.1tll6ugijvj9h$.dlg@40tude.net...
> On Wed, 10 Nov 2004 16:11:13 +0100, Silentarigatai (Sergiotto) wrote:
>
> > Ma la quasi identià di pronuncia fra "eccetera" ed "et cetera" non va ,
a
> > tuo avviso, rimarcata.
>
> A mio avviso, i latini dicevano proprio [et'tSEtera], al massimo
allungando
> un po' la [t] (che non è la [t] di "tavolo").
Secondo me i Latini dicevano: et cetera.
Poi, come puoi ben vedere nell' *Appendix Probi* si tende ad assimilare le
consonanti in beneficio di un suono meno duro.
amycdala non amiddula
pe[rsica] non pessica
auctor non autor
auctoritas non autoritas
Uhm®... Non mi sembra l'autentico stile andreottiano.
Non sarebbe meglio "A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca"?
Ciao,
Epimeteo
> "FB" <fam.baldu...@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:k5iqfkk7qj8c.1tll6ugijvj9h$.dlg@40tude.net...
>> A mio avviso, i latini dicevano proprio [et'tSEtera], al massimo
> allungando
>> un po' la [t] (che non è la [t] di "tavolo").
>
> Secondo me i Latini dicevano: et cetera.
> Poi, come puoi ben vedere nell' *Appendix Probi* si tende ad assimilare le
> consonanti in beneficio di un suono meno duro.
>
> amycdala non amiddula
> pe[rsica] non pessica
> auctor non autor
> auctoritas non autoritas
Mi contraddici? Non mi contraddici?
Ciao, FB
--
L'importante è che risplenda tu, sola primadonna e immarcescibile leggenda
del tuo pianerottolo.
(Lucangel su it.cultura.libri)
> Cornetto-brioche o croissant
Il metrò e la métro.
--
pecunia non olet, sed scarseggiat semper
> Dimenticavo:
>
> Cornetto-brioche o croissant
"Cornètto" va benissimo (i cornètti sono anche i fagiolini). Non credo che
"brioche", la quale, peraltro, comprende il cornetto/croissant, sia usato
solo qui, bensì in tutta Italia (credo esista anche "brioscia").
Ciao, FB
--
"Che cos'è un fallo da tergo? E non stiamo parlando della tua vita
privata."
(Intervista della Gialappa's Band a Elisabetta Canalis)
>¦ [...]
>¦ ... Non credo che
>¦ "brioche", la quale, peraltro, comprende il cornetto/croissant, sia usato
>¦ solo qui, bensì in tutta Italia (credo esista anche "brioscia").
Brioshe in Toscana e anche in Sardegna e non so dove altro.
Brioscia in quel di Palermo e un po' in tutta la Trinacria.
--
Ciao,
Mariuccia®
http://www.analitica.com/va/vpi/
http://www.cnnenespanol.com/americas/
http://www.mundolatino.org/us.htm
> > "A pensar male non si va in paradiso, ma non si sbaglia mai."
> > Giulio Andreotti
>
> Uhm®... Non mi sembra l'autentico stile andreottiano.
> Non sarebbe meglio "A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca"?
L'autentico stile andreottiano č che quella frase non la dice piů...
--
Ciao
Frank
> > Uhm®... Non mi sembra l'autentico stile andreottiano.
> > Non sarebbe meglio "A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca"?
> L'autentico stile andreottiano è che quella frase non la dice più...
Un novello Manzoni* direbbe: "Sminuzzare, minimizzare, sminuire,
banalizzare, ironizzare, ignorare, dimenticare, pazientare, troncare,
sopire e quant'altro..."
Ciao,
Epimeteo
(*) Rusq, nel caso fosse necessario, mi difendi tu dalle ire del
Pistone?
>Dimenticavo:
>
>Cornetto-brioche o croissant
Mi sembra che cornetto e croissant siano ovunque sinonimi. Brioche no.
--
Ciao
SergioŽ
>Ci sono altri termini strani tra Roma e Milano:
>Termosifone-calorifero
Beh, mi sembrano sinonimi. A Palermo usiamo entrambi.
>Busta-sacchetto
Busta mi sembra improprio se si tratta di un sacchetto.
>Asciugamano-salvietta
Questo č un errore. Salvietta viene da servette e vuol dire tovagliolo. Qui
siete contro il mondo! ;-))
>Fila-coda
Anche fila e coda sono sinonimi. Anche queste le usiamo entrambe
indifferentemente.
>Il 64-la 64 (autobus)
Noi diamo per sottinteso bus, tram, filobus e voi linea, filovia...
>Questa č Resto del mondo-Milano Rosetta-michetta
Questa č realta', la michetta č piu' buona. Anche se la rosetta, se non č
industriale...
--
Ciao
SergioŽ
>Maurizio Pistone ha scritto:
>
>> Alla prossima frase del menga.
>
>Ne butto un'altra romano-milanese:
>"E QUANT'ALTRO"
>
>Espressione che sostituirebbe "eccetera", "e così via".
Beh, direi... ecumenica.
Mesi fa, a Palermo è morto un tizio, dal cognome tipicamnete siculo, e nel
necrologio tra le le benemerenze c'era blà-blà, blà-blà... (diversi titoli
e attivita') e quant'altro. Una perdita incolmabile.
--
Ciao
Sergio®
> Perché mettete sempre le donne di mezzo se c'è qualcosa di negativo?
> Maschi microcefali.
Perché quando ci imitate nei nostri difetti (puittostoché nelle nostre
pecche) voi donne divenite nanocefale. Un esempio su tutti: le donne che
negli anni '60 e '70 fumavano per sentirsi indipendenti.
Questo per confermare la superiorità intellettiva del gentil sesso,
dimostrata anche da ricerche scientifiche sul quoziente intellettivo
mediamente superiore al nostro.
W le donne e la loro generosità.
--
"A pensar male non si va in paradiso, ma non si sbaglia mai."
Giulio Andreotti
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
> Mi sembra che cornetto e croissant siano ovunque sinonimi. Brioche no.
Come li chiamate i krapfen? A Napoli di dice graffa, ma s'intende quella
che nel resto d'Italia si chiama bomba...
> Questa è realta', la michetta è piu' buona.
ma va'? Ora sanno anche fare il pane, a Milano? Com'è che so che alcuni
amici se lo fanno spedire da Cutro?
> W le donne e la loro generosità.
Generosità? Sono prodighe nelle questue?
> Come li chiamate i krapfen? A Napoli di dice graffa, ma s'intende quella
> che nel resto d'Italia si chiama bomba...
"Bomba" mi sembra più una roba da Palermo.
"FB" <fam.baldu...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:1v59lhek13kdm$.15fr6pwbddal2$.dlg@40tude.net...
> On Wed, 10 Nov 2004 18:08:16 +0100, luciana wrote:
>
> > "FB" <fam.baldu...@tin.it> ha scritto nel messaggio
> > news:k5iqfkk7qj8c.1tll6ugijvj9h$.dlg@40tude.net...
> >> A mio avviso, i latini dicevano proprio [et'tSEtera], al massimo
> > allungando
> >> un po' la [t] (che non è la [t] di "tavolo").
> >
> > Secondo me i Latini dicevano: et cetera.
> > Poi, come puoi ben vedere nell' *Appendix Probi* si tende ad assimilare
le
> > consonanti in beneficio di un suono meno duro.
> >
> > amycdala non amiddula
> > pe[rsica] non pessica
> > auctor non autor
> > auctoritas non autoritas
>
> Mi contraddici? Non mi contraddici?
Ti contraddico.
I latino dicevano ET KETERA: pronunciavano alla greca.
> Ti contraddico.
> I latino dicevano ET KETERA: pronunciavano alla greca.
Esatto.
Così come Caesar veniva presumibilmente pronunciato Kàesar, almeno in
epoca classica.
Proprio allora io smisi...
GraZia
> I latino dicevano ET KETERA: pronunciavano alla greca.
I latinos portoricani? :-D Cmq, propendo anch'io per la pronuncia classica,
fino al II-III d.C. almeno.
> Un esempio su tutti: le donne che
> negli anni '60 e '70 fumavano per sentirsi indipendenti.
Le donne cominciarono a fumare in pubblico per dimostrare
spregiudicatezza già negli anni '10, chiudendo così quel periodo in cui
il fumo (e relative sale da fumo) era riservato agli uomini; alle donne,
tutt'al più era concesso un po' di "liquorino per signore". Fumavano
sigarette con lunghi bocchini, portavano abiti corti tagliati a tubo,
tagliavano i capelli alla maschietto, si truccavano gli occhi
pesantemente. Lì cominciò la rivoluzione, mica negli anni '60.
> Le donne cominciarono a fumare in pubblico per dimostrare
> spregiudicatezza già negli anni '10, chiudendo così quel periodo in cui
> il fumo (e relative sale da fumo) era riservato agli uomini; alle donne,
> tutt'al più era concesso un po' di "liquorino per signore". Fumavano
> sigarette con lunghi bocchini, portavano abiti corti tagliati a tubo,
> tagliavano i capelli alla maschietto, si truccavano gli occhi
> pesantemente. Lì cominciò la rivoluzione, mica negli anni '60.
Pfui. Ste cose George Sand le faceva settant'anni prima...
> Un esempio su tutti: le donne che
> negli anni '60 e '70 fumavano per sentirsi indipendenti.
E alla fine degli anni '60, cominciarono a mostrare le tette in pubblico.
> W le donne e la loro generosità.
W, W, W :-)
Ciao,
Rger
>>>In italiano, colui che dice questa frase sta elencando tutte le cose che
>>>non puoi fare con quel pc, poiché puoi solo scriverci
>>
>> sc. sopra con il pennarello
>
>È una proposta o ho sbagliato qualcosa?
Non so cosa volesse comunicarti con precisione Maurizio.
Anche a me --ma dopo aver letto il messaggio di Maurizio-- quel "ci"
sembra un avverbio di luogo. L'avrei inteso pronome personale enfatico
se tu avessi scritto "con quel pc potremmo solo scriverci".
A una prima lettura il tuo scritto mi era sembrato in realta'
corretto.
Ciao,
Alex (5630)
> E alla fine degli anni '60, cominciarono a mostrare le tette in pubblico.
>> W le donne e la loro generosità.
> W, W, W :-)
Wanted by Weight Watchers?
>> E alla fine degli anni '60, cominciarono a mostrare le tette in pubblico.
>>> W le donne e la loro generosità.
>> W, W, W :-)
>
> Wanted by Weight Watchers?
No, viva, viva, viva (le donne e le loro tette, ovviamente) ehehehehehehehe
Ciao,
Roger
>E alla fine degli anni '60, cominciarono a mostrare le tette in pubblico.
Ai tempi di Dante lo facevano gia' le ragazze di Firenze, per non
parlare delle ragazze di Oristano (Purg. XXIII, 94-102).
Ciao,
Alex (5630), che poi alle ragazze di Oristano che mostravano con le
poppe il petto, specie in inverno, non ci ho mai creduto.
"Paolo Bonardi dalla Fosforescente Modernita' e Accecante"
<p1...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:p140-CBBA51.1...@individual.net...
> dingo.m...@vivacity.it (Dingo Mandingo, al buio...) wrote:
>
> > Un esempio su tutti: le donne che
> > negli anni '60 e '70 fumavano per sentirsi indipendenti.
>
> Le donne cominciarono a fumare in pubblico per dimostrare
> spregiudicatezza già negli anni '10, chiudendo così quel periodo in cui
> il fumo (e relative sale da fumo) era riservato agli uomini; alle donne,
> tutt'al più era concesso un po' di "liquorino per signore". Fumavano
> sigarette con lunghi bocchini, portavano abiti corti tagliati a tubo,
> tagliavano i capelli alla maschietto, si truccavano gli occhi
> pesantemente. Lì cominciò la rivoluzione, mica negli anni '60.
Ti correggo, Paoletto.
Le donne si tagliavano i capelli * alla maschiettA*.
>E alla fine degli anni '60, cominciarono a mostrare le tette in pubblico.
oggi, sulla Stampa, un ufficiale scozzese alza la gonna, mettendo
in imbarazzo la regina Elisabetta.
Sarà l'inizio dell'emancipazione degli Scozzesi.
(Se sale un po' di più, avremo la risposta alla domanda che da un
secolo e mezzo tormenta tutti i non Scozzesi del mondo: ma sotto,
portano le mutande?)
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
"Roger" <rugfa...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:ezHkd.154186$b5.76...@news3.tin.it...
>
> "Dingo Mandingo, al buio..." ha scritto:
>
> > Un esempio su tutti: le donne che
> > negli anni '60 e '70 fumavano per sentirsi indipendenti.
>
> E alla fine degli anni '60, cominciarono a mostrare le tette in pubblico.
La prima a mostrare il seno nudo in un film fu Clara Calamai, nella * Cena
delle beffe*, nel 1941.
> La prima a mostrare il seno nudo in un film fu Clara Calamai, nella * Cena
> delle beffe*, nel 1941.
Luciana, i film pornografici sono molto anteriori. Fine '800.
> Ti correggo, Paoletto.
> Le donne si tagliavano i capelli * alla maschiettA*.
Credo tu abbia ragione. Infatti si dice anche "alla bersagliera".
> Ai tempi di Dante lo facevano gia' le ragazze di Firenze, per non
> parlare delle ragazze di Oristano (Purg. XXIII, 94-102).
Veramente qui si parla delle fiorentine:
..ché la Barbagia di Sardigna assai
ne le femmine sue più è pudica
che la Barbagia dov’io la lasciai.
O dolce frate, che vuo’ tu ch’io dica?
Tempo futuro m’è già nel cospetto,
cui non sarà quest’ora molto antica,
nel qual sarà in pergamo interdetto
a le sfacciate donne fiorentine
l’andar mostrando con le poppe il petto.
Quai barbare fuor mai, quai saracine,
cui bisognasse, per farle ir coperte,
o spiritali o altre discipline?
>Un novello Manzoni* direbbe: "Sminuzzare, minimizzare, sminuire,
>banalizzare, ironizzare, ignorare, dimenticare, pazientare, troncare,
>sopire e quant'altro..."
Sminuzzare piuttosto che minimizzare piuttosto che sminuire
piuttosto che banalizzare piuttosto che ironizzare piuttosto che
ignorare piuttosto che dimenticare piuttosto che pazientare
piuttosto che troncare piuttosto che sopire e quant'altro...
>I latino dicevano ET KETERA: pronunciavano alla greca.
coi pezzettini di feta sopra?
>>I latino dicevano ET KETERA: pronunciavano alla greca.
>
> coi pezzettini di feta sopra?
La feta si mangia solo a fete, mi sembra ovvio.
Quanto al ketera, in greco non si dice kaì tà leipomena (loipà in g.m.)?
Questo è quanto. E quant'altro.
> La feta si mangia solo a fete, mi sembra ovvio.
Veramente la feta non si affetta: la si fa a pezzetti.
> Veramente la feta non si affetta: la si fa a pezzetti.
Era una boutanade: se hai mai provato a taglare la feta capisci da te che
non potevo dire sul serio. Solo la feta a fete mi pare un bel gioco di p.
Come si vede che non avete mai mangiato una autentica Xoriatiki:
http://www.max.gr/mithos/images/xoriatiki.jpg
http://www.laurenlevine.com/pages/Rotation_3/GRE02salad.jpg
:-)~
Ciao,
Roger
>Veramente qui si parla delle fiorentine:
>
>..ché la Barbagia di Sardigna assai
>ne le femmine sue più è pudica
>che la Barbagia dov’io la lasciai.
A me sembra che Dante parlasse e delle fiorentine e delle barbagine
(si dira' cosi'?).
Avrai sentito probabilmente qualcuno/a, magari il tuo preside,
criticare l'abbigliamento delle "ragazze d'oggi". Una frase "le donne
di Kabul sono piu' pudiche di queste ragazzine con l'ombelico di
fuori" mi sembrerebbe strampalata. IMHO, naturalmente.
Ciao,
Alex (5630)
> "Sergio(R)", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como
> las huellas de las gaviotas en las playas.
> > Mi sembra che cornetto e croissant siano ovunque sinonimi. Brioche no.
> Come li chiamate i krapfen? A Napoli di dice graffa, ma s'intende quella
> che nel resto d'Italia si chiama bomba...
No, crafen.
La bomba di Roma, è il bombolone di Rimini.
A Milano si oscilla tra pasta e bombolone, con qualche (sbagliata)
incursione nel panzerotto.
--
"A pensar male non si va in paradiso, ma non si sbaglia mai."
Giulio Andreotti
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> "Sergio(R)", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como
> las huellas de las gaviotas en las playas.
> > Questa è realta', la michetta è piu' buona.
> ma va'? Ora sanno anche fare il pane, a Milano? Com'è che so che alcuni
> amici se lo fanno spedire da Cutro?
Vero.
Il pane di Milano è osceno. Alla Coop di Bonola vendono il "Pane romano" e
il "Pane toscano salato" e le "rosette". La michetta non l'ho mai trovata.
Per non parlare dei Quadrotti o del Francesino, che diventano di marmo il
giorno dopo.
La cosa che più si avvicina al pane è la baguette.
Le panetterie sono poche e non sempre buone. Alle 17.00 il pane è
esaurito, c'è solo il pane inbustato. Per questo non mangio più pane da
quando sono a Milano...
> (Se sale un po' di più, avremo la risposta alla domanda che da un
> secolo e mezzo tormenta tutti i non Scozzesi del mondo: ma sotto,
> portano le mutande?)
Magari queste foto ti aiutano a trovare la risposta:
http://www.joe-ks.com/archives_aug2003/Kilt.jpg
http://solstikkan2.tripod.com/pics/pix53/kilt.jpg
http://www.arizonarangers.org/images/kilt.jpg
http://www.pi-hus.dk/pics/1999_06_Roskilde_Festival/pics/ph205.jpg
Ciao,
Roger
Ciò è semplicemente dovuto al fatto che, a Milano, i milanesi non ci sono
quasi più.
--
Bye, Ghost of Lem Novantotto
Informazioni su it.*: http://www.news.nic.it
Archivio news: http://groups.google.com/advanced_group_search?hl=it
Linee guida della netiquette: http://www.faqs.org/rfcs/rfc1855.html
e la prima a mostrarsi completamente nuda (ma potrei sbagliare ) fu edy
lamarr in Ecstasy (1933)
heliogabalus
>"Cornètto" va benissimo (i cornètti sono anche i fagiolini). Non credo che
>"brioche", la quale, peraltro, comprende il cornetto/croissant, sia usato
>solo qui, bensì in tutta Italia (credo esista anche "brioscia").
Almeno qui in Sicilia di' pure brioscia®. E' tutt'altro mangiare!
--
Ciao
Sergio®
> "Sergio(R)", Para que tú me oigas, mis palabras se adelgazan a veces como
> las huellas de las gaviotas en las playas.
>
>> Mi sembra che cornetto e croissant siano ovunque sinonimi. Brioche no.
>
> Come li chiamate i krapfen?
Così. A proposito, ne voglio uno!
Ciao, FB
--
"Che cos'è un fallo da tergo? E non stiamo parlando della tua vita
privata."
(Intervista della Gialappa's Band a Elisabetta Canalis)
> On Wed, 10 Nov 2004 15:14:37 +0100, dingo.m...@vivacity.it (Dingo
> Mandingo, al buio...) wrote:
>>Asciugamano-salvietta
>
> Questo č un errore. Salvietta viene da servette e vuol dire tovagliolo. Qui
> siete contro il mondo! ;-))
Č una parola nostra. Sarebbe un errore usare la parola straniera con un
significato improprio.
Ciao, FB
--
In any case, if you say 'I gotta go' at an important job interview you're
contributing to being allowed just that privilege.
(Tony the ice man on it.cultura.linguistica.inglese)
> "FB" <fam.baldu...@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:1v59lhek13kdm$.15fr6pwbddal2$.dlg@40tude.net...
>> On Wed, 10 Nov 2004 18:08:16 +0100, luciana wrote:
>>
>>> "FB" <fam.baldu...@tin.it> ha scritto nel messaggio
>>> news:k5iqfkk7qj8c.1tll6ugijvj9h$.dlg@40tude.net...
>>>> A mio avviso, i latini dicevano proprio [et'tSEtera], al massimo
>>> allungando
>>>> un po' la [t] (che non è la [t] di "tavolo").
>>>
[...]
>>> Secondo me i Latini dicevano: et cetera.
>> Mi contraddici? Non mi contraddici?
>
> Ti contraddico.
> I latino dicevano ET KETERA: pronunciavano alla greca.
Hai scritto "et cetera". Resta il fatto che probabilmente i latini non
dicevano "ettt cetera", ma "etketera".
Ciao, FB
--
Se dico "siedi!" manca l'oggetto.
Siedo chi? Lei o me?
(da it.cultura.linguistica.italiano)
> On Wed, 10 Nov 2004 14:08:06 GMT, FB <fam.baldu...@tin.it>
> wrote:
>
>>>>In italiano, colui che dice questa frase sta elencando tutte le cose che
>>>>non puoi fare con quel pc, poiché puoi solo scriverci
>>>
>>> sc. sopra con il pennarello
>>
>>È una proposta o ho sbagliato qualcosa?
>
> Non so cosa volesse comunicarti con precisione Maurizio.
> Anche a me --ma dopo aver letto il messaggio di Maurizio-- quel "ci"
> sembra un avverbio di luogo. L'avrei inteso pronome personale enfatico
> se tu avessi scritto "con quel pc potremmo solo scriverci".
> A una prima lettura il tuo scritto mi era sembrato in realta'
> corretto.
Io l'ho inteso come "con esso". Ho errato?
Ciao, FB
--
Mrs. Palmer, in her way, was equally angry. 'She was determined to drop his
acquaintance immediately, and she was very thankful that she had never been
acquainted with him at all'. (Jane Austen)
> Che sembra essere particolarmente amata dalle donne.
> >
> >
> A mi me par minga...
> GraZia
Quoto!
A meno che non ci si riferisca alle donne sparasentenze e superesperte
di niente di certe trasmissioni :-))
ma allora rientriamo nell'ambito televisivo in cui anch'io, che non vivo
né a Roma né a Milano, avevo notato l'uso improprio di /piuttosto che/
invece poco diffuso nel mio ambiente e, oserei dire, in Liguria.
--
Luisella
> Non sarebbe meglio "A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca"?
Non tanto a proposito, cioè OT, ma chiedo lumi agli esperti:
molto tempo fa Andreotti spiegò durante un'intervista che in realtà
l'autore di quell'espressione è Cicerone: risulta a qualcuno?
--
Luisella
> Mi sembra che cornetto e croissant siano ovunque sinonimi. Brioche no.
Per forza: sono due dolci diversi!
Il croissant č un dolce di pasta sfoglia, la brioche invece č un impasto
diversissimo, meno burroso e molto lievitato: ma fallo capire al barista
qui vicino che se chiedo 'brioche' non voglio il 'croissant' :-))
Senza contare che /croissant/ č onomatopeico, credo, e quindi dovrebbe
almeno intuire la differenza!
--
Luisella
Diabolico Andreotti!
Si è anche inventata un'origine letteraria nobile per le sue ciniche
uscite... :-))
Ciao,
Epimeteo
> Si è anche inventata un'origine letteraria nobile per le sue ciniche
> uscite... :-))
Mi confermi un sospetto cui non non osavo dar credito per insicurezza da
analfabetismo di ritorno :-)
Grazie e buona serata!
--
Luisella
Quasi quasi lo chiedo a it.cultura.classica. Beh, Kikero avrebbe detto: A
pensar male si fa pekkato, ma ki si azzekka", no?