Ciao!
spino
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Il Rocci riporta senza possibilita' di interpretare: hyst'era, dal
sanscrito udaram, e poi in latino uterum, e' l'utero femminile e l'ovaia
d'animale; h'ysteros invece, dal sanscrito uttarah, ha un significato
generico di cio' che viene dietro, da cui nel linguaggio scientifico
l'isteresi e' la qualita' di un qualche materiale che si "tiene dietro"
una determinata proprieta'.
Se la mia teoria, e con lei quindi il canovaccio di questa mia email,
viene sgretolata dall'etimo delle parole prima ancora che l'email sia
scritta, lo stesso etimo mi suggerisce un tema ancora piu' interessante.
Dal greco hystera, come avrete capito, deriva anche l'italiano isteria.
utero e isteria si rifondono tremila anni fa nella stessa piccola
parolina.
Incuriosito, approfondisco, per quel che posso.
Lo Zingarelli, alla voce "isteria", riporta: "Che si associa a isterismo
o che ne soffre: crisi isterica; una donna isterica..." alla faccia del
politically correct, notiamo noi; per estensione, il significato che si
usia piu' spesso e' pero' il seguente: "persona soggetta a vistose crisi
di nervi o a reazioni emotive inconsuete o incontrollate." e aggiunge
che in antichita' si facevano risalire i disturbi isterici a condizioni
anormali dell'utero, apparecchiatura di cui in ultima analisi un maschio
non dispone.
Insomma, isterico significa essere ciclotimico, una parola composta da
ciclo-, e cioe' "una successione regolare e in se conclusa di (...) un
fenomeno", cosi' come il ciclo femminile, e del derivato di thymos, che
significa passione o animo, e che curiosamente attraverso i secoli e'
diventato "fumo", th e f si assomigliano molto.
Sbagliato sarebbe pero' sovrapporre l'isteria alle mestruazioni,
giacche' queste ultime arrivano mensilmente, mentre la prima gira
quotidianamente, ad intervalli scanditi piu' dalla lancetta dei minuti
che da quella delle ore.
The Big Wheel keeps on turning cantavano i Massive Attack, e l'isteresi
e' sempre e solo un ciclo; l'uroburo si chiude.
Nello spiegarci la teoria della relativita' ristretta, in quella maniera
estremamente elegante ed affascinantemente chiara di cui solo lui era
capace, il Professor Forino ricordava che le parole sono macigni, e il
loro uso e' importante, che anni quelli, altro che Moretti!
Spino