Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Conducator de noantri

46 views
Skip to first unread message

Lem Novantotto

unread,
Dec 10, 2012, 5:48:28 AM12/10/12
to
Il Corriere riporta la seguente frase del satiro nazionale (che poco
*sa*, ed ancor meno è in *tiro*):
«Per quanto mi riguarda ho alle mie spalle, naturalmente, quasi vent'anni
di leadership, dieci anni di governo e poi una carriera imprenditoriale
che mi porta ad essere considerato dagli italiani un conducator di cui
fidarsi».

"ConducAtor"? Chissà se s'ispira a Ionescu o a Ceausescu!?

Non è che voleva dire "conductor", magari? Lo sapremo solo dalla prossima
smentita.

O magari gli viene un coccolone, e la finiamo una buona volta sia colle
cazzate sia colle smentite.
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
_________________________________________________________________
Non sprecare i cicli idle della tua CPU, né quelli della tua GPU.
http://www.worldcommunitygrid.org/index.jsp
http://www.rnaworld.de/rnaworld/ http://home.edges-grid.eu/home/
http://www.gpugrid.net/

Lem Novantotto

unread,
Dec 10, 2012, 5:50:31 AM12/10/12
to
Lem Novantotto ha scritto:

> considerato dagli italiani

Ah, naturalmente, bravo Corriere! Una garanzia.
"Italiani" minuscolo.

Klaram

unread,
Dec 10, 2012, 6:10:57 AM12/10/12
to
Lem Novantotto a l'ha scrit:
> Il Corriere riporta la seguente frase del satiro nazionale (che poco
> *sa*, ed ancor meno ᅵ in *tiro*):
> ᅵPer quanto mi riguarda ho alle mie spalle, naturalmente, quasi vent'anni
> di leadership, dieci anni di governo e poi una carriera imprenditoriale
> che mi porta ad essere considerato dagli italiani un conducator di cui
> fidarsiᅵ.
>
> "ConducAtor"? Chissᅵ se s'ispira a Ionescu o a Ceausescu!?
>
> Non ᅵ che voleva dire "conductor", magari? Lo sapremo solo dalla prossima
> smentita.


Il termine "conducator" l'aveva laciato qualche anno fa Ferrara,
apostrofando Santoro come il "conducator di Anno Zero".
B. ha l'abitudine di parlare a braccio ed evidentemente si ᅵ confuso.

k


Lem Novantotto

unread,
Dec 10, 2012, 6:22:30 AM12/10/12
to
Klaram ha scritto:

> evidentemente si è confuso.

Anche io, s'è per questo: Antonescu, non Ionescu.

Il fatto è che lui si confonde un po' troppo spesso.

Wolfgang

unread,
Dec 10, 2012, 7:28:58 AM12/10/12
to
On 12/10/12 11:50, Lem Novantotto wrote:
>
> Lem Novantotto ha scritto:
>>
>> considerato dagli italiani
>
> Ah, naturalmente, bravo Corriere! Una garanzia.
> "Italiani" minuscolo.

A quanto ne sappia io, si può scrivere «Italiani» in maiuscolo
quando ci si riferisce, come nella fattispecie, all'intero popolo.
Non credo però che l'uso della maiuscola sia d'obbligo in questo
caso. O sbaglio?

Ciao,
Wolfgang

Maurizio Pistone

unread,
Dec 10, 2012, 8:02:12 AM12/10/12
to
Wolfgang <w...@ariannuccia.de> wrote:

> > Ah, naturalmente, bravo Corriere! Una garanzia.
> > "Italiani" minuscolo.
>
> A quanto ne sappia io, si può scrivere «Italiani» in maiuscolo
> quando ci si riferisce, come nella fattispecie, all'intero popolo.

le moderne norme editoriali impongono i nomi di popoli in minuscolo.

Io però sono della vecchia scuola, scrivo Italiani e Romani, Rurili e
Reti.

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

Maurizio Pistone

unread,
Dec 10, 2012, 8:02:12 AM12/10/12
to
Klaram <nos...@libero.it> wrote:

> > Non è che voleva dire "conductor", magari? Lo sapremo solo dalla prossima
> > smentita.
>
>
> Il termine "conducator" l'aveva laciato qualche anno fa Ferrara,
> apostrofando Santoro come il "conducator di Anno Zero".

il termine Conducator è stato applicato dai suoi avversari al
Presidente De Noantri fin dalla sua invasione di campetto.

Immagino che Ferrara abbia voluto ritorcere l'appellativo su un noto
AntiB.

Che il Presidente Terza Età l'abbia applicato a sé stesso, un segno
della sua confusione mentale.

Wolfgang

unread,
Dec 10, 2012, 12:23:11 PM12/10/12
to
On 12/10/12 14:02, Maurizio Pistone wrote:
> Wolfgang<w...@ariannuccia.de> wrote:
>
>>> Ah, naturalmente, bravo Corriere! Una garanzia.
>>> "Italiani" minuscolo.
>>
>> A quanto ne sappia io, si puň scrivere «Italiani» in maiuscolo
>> quando ci si riferisce, come nella fattispecie, all'intero popolo.
>
> le moderne norme editoriali impongono i nomi di popoli in minuscolo.
>
> Io perň sono della vecchia scuola, scrivo Italiani e Romani, Rurili e
> Reti.

Su http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Maiuscolo_e_minuscolo si trova
questa regola alquanto buffa:

«Per quanto riguarda i nomi di popoli o tribů, vanno in maiuscolo
solo i nomi dei popoli antichi (es.: "Unni", "Longobardi", "Sumeri",
"italiani", "francesi", "asiatici", "africani" ecc.). La maiuscola
distingue nomi di popoli antichi da popolazioni omonime che li
continuano nell'epoca contemporanea ("Romani", "romani", "Greci",
"greci" ecc.).»

Cosě si puň fare a meno degli aggettivi «antichi» e «moderni» in
frasi come questa: «La lingua dei romani č diversa da quella dei
Romani.» Temo perň che tale parsimonia risulti alquanto ermetica
alla maggior parte degl'italiani.

Ciao,
Wolfgang



Wolfgang

unread,
Dec 10, 2012, 12:38:27 PM12/10/12
to
On 12/10/12 18:23, Wolfgang wrote:
> On 12/10/12 14:02, Maurizio Pistone wrote:
>> Wolfgang<w...@ariannuccia.de> wrote:
>>
>>>> Ah, naturalmente, bravo Corriere! Una garanzia.
>>>> "Italiani" minuscolo.
>>>
>>> A quanto ne sappia io, si può scrivere «Italiani» in maiuscolo
>>> quando ci si riferisce, come nella fattispecie, all'intero popolo.
>>
>> le moderne norme editoriali impongono i nomi di popoli in minuscolo.
>>
>> Io però sono della vecchia scuola, scrivo Italiani e Romani, Rurili e
>> Reti.
>
> Su http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Maiuscolo_e_minuscolo si trova
> questa regola alquanto buffa:
>
> «Per quanto riguarda i nomi di popoli o tribù, vanno in maiuscolo
> solo i nomi dei popoli antichi (es.: "Unni", "Longobardi", "Sumeri",
> "italiani", "francesi", "asiatici", "africani" ecc.). La maiuscola
> distingue nomi di popoli antichi da popolazioni omonime che li
> continuano nell'epoca contemporanea ("Romani", "romani", "Greci",
> "greci" ecc.).»
>
> Così si può fare a meno degli aggettivi «antichi» e «moderni» in
> frasi come questa: «La lingua dei romani è diversa da quella dei
> Romani.» Temo però che tale parsimonia risulti alquanto ermetica
> alla maggior parte degl'italiani.
>
> Ciao,
> Wolfgang

Solo ora apprendo che la regola di sopra riportata è di Luca
Serianni. Se ciò l'avessi saputo prima, non l'avrei dispettosamente
qualificata come «alquanto buffa».

Ciao,
Wolfgang

Maurizio Pistone

unread,
Dec 10, 2012, 12:46:05 PM12/10/12
to
Maurizio Pistone <scri...@mauriziopistone.it> wrote:

> Rurili

sc. Rutuli, errore di tasto

Maurizio Pistone

unread,
Dec 10, 2012, 12:46:05 PM12/10/12
to
Wolfgang <w...@ariannuccia.de> wrote:

> Su http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Maiuscolo_e_minuscolo si trova
> questa regola alquanto buffa:
>
> «Per quanto riguarda i nomi di popoli o tribù, vanno in maiuscolo
> solo i nomi dei popoli antichi (es.: "Unni", "Longobardi", "Sumeri",
> "italiani", "francesi", "asiatici", "africani" ecc.). La maiuscola
> distingue nomi di popoli antichi da popolazioni omonime che li
> continuano nell'epoca contemporanea ("Romani", "romani", "Greci",
> "greci" ecc.).»

una regola che brilla per la sua inutilità

sembra fatta apposta per il cretino televisivo di turno, "i Romani con
la maiuscola", magari facendo comunque con i ditini il segno delle
virgolette - che comunque non c'entrano niente ma comunque vanno sempre
bene, e quant'altro e piuttostoché... a trecentossessantagradi,
assolutamente.

Maurizio Pistone

unread,
Dec 10, 2012, 1:58:30 PM12/10/12
to
Wolfgang <w...@ariannuccia.de> wrote:

> Solo ora apprendo che la regola di sopra riportata č di Luca
> Serianni. Se ciň l'avessi saputo prima, non l'avrei dispettosamente
> qualificata come «alquanto buffa».

con tutto il rispetto per Serianni, che č uno dei miei autori, la regola
continua a sembrarmi inutile

Roger

unread,
Dec 10, 2012, 4:13:22 PM12/10/12
to
Lem Novantotto ha scritto:

> Il Corriere riporta la seguente frase del satiro nazionale (che poco
> *sa*, ed ancor meno è in *tiro*):

LOL

Ciao,
Roger

ADPUF

unread,
Dec 10, 2012, 6:42:38 PM12/10/12
to
Wolfgang, 18:38, lunedì 10 dicembre 2012:
>
> Solo ora apprendo che la regola di sopra riportata è di Luca
> Serianni. Se ciò l'avessi saputo prima, non l'avrei
> dispettosamente qualificata come «alquanto buffa».


Proprio tu che condanni il principio di autorità... ?!
:-O


--
"Cui c'al è usât a stâ picjât, no j dûl il cuel."

ADPUF

unread,
Dec 10, 2012, 6:43:46 PM12/10/12
to
Maurizio Pistone, 18:46, lunedì 10 dicembre 2012:
> Maurizio Pistone <scri...@mauriziopistone.it> wrote:
>
>> Rurili
>
> sc. Rutuli, errore di tasto


Dei Rutuli ricordo solo che facevano fare il re a Turno.


--
"."

fathermckenzie

unread,
Dec 10, 2012, 7:15:14 PM12/10/12
to
Il 11/12/2012 00:43, ADPUF ha scritto:
> Dei Rutuli ricordo solo che facevano fare il re a Turno.

Il giorno dopo l'ultima puntata dell'"Eneide" televisiva, con Giulio
Brogi, nella parte di Enea, che uccideva il re dei Rutuli, su tutte le
edicole e le farmacie appariva la scritta in onore dello sconfitto:
"Chiuso per Turno".

--
Makárioi hoi eirenopoioí, hoti autoì huioì Theoû klethésontai
(Euaggélion katà Matthaîon, 5,9)

edevils

unread,
Dec 11, 2012, 2:46:26 PM12/11/12
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto

> le moderne norme editoriali impongono i nomi di popoli in minuscolo.
>
> Io però sono della vecchia scuola, scrivo Italiani e Romani, Rurili e
> Reti.

Per me i Romani sono il popolo dell'antica Roma.
I moderni abitanti dell'Urbe sono i romani.

Lem Novantotto

unread,
Dec 12, 2012, 6:56:42 AM12/12/12
to
edevils ha scritto:

> Per me i Romani sono il popolo dell'antica Roma.
> I moderni abitanti dell'Urbe sono i romani.

Beh, ma nessuno scrive Romani per intendere gli abitanti della città di
Roma, né scrive Milanesi o Bergamaschi.

Però gli Italiani, intesi come intero popolo, vanno scritti colla
maiuscola, così come Francesi, Neozelandesi o Cinesi...

- La vita media degli Italiani (di tutti loro) s'è allungata.

- Gli italiani che preferiscono il panettone al pandoro sono un tot.

edevils

unread,
Dec 12, 2012, 8:22:10 AM12/12/12
to

"Lem Novantotto" <Le...@Hotmail.com> ha scritto

...snip...
> Però gli Italiani, intesi come intero popolo, vanno scritti colla
> maiuscola, così come Francesi, Neozelandesi o Cinesi...

Non direi. Che io sappia, la convenzione corrente non è quella che pensi.
Dopodiché, trattandosi appunto di convenzioni, che possono mutare col tempo,
non ne farei neanche un dramma.
Nel dubbio però credo sia sempre preferibile non eccedere con le maiuscole,
almeno scrivendo in italiano.

Lem Novantotto

unread,
Dec 12, 2012, 9:31:05 AM12/12/12
to
edevils ha scritto:

> Non direi. Che io sappia, la convenzione corrente non è quella che
> pensi.

Sì, lo è.
Message has been deleted

edevils

unread,
Dec 12, 2012, 10:37:04 AM12/12/12
to

"Lem Novantotto" <Le...@Hotmail.com> ha scritto

> Sì, lo è.

No, non lo è.
Andiamo avanti così o proviamo a dare qualche pezza d'appoggio alle
rispettive opinioni?
Per quanto mi riguarda, già in questo thread Maurizio ha ricordato che

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto

> le moderne norme editoriali impongono i nomi di popoli in minuscolo.
>
> Io però sono della vecchia scuola, scrivo Italiani e Romani, Rurili e
> Reti.


Dunque, fermo restando che sono possibili scelte personali diverse, le
convenzioni editoriali vogliono che si scriva italiani e francesi, non
Italiani e Francesi.

Message has been deleted

edevils

unread,
Dec 12, 2012, 10:49:35 AM12/12/12
to

"Mad Prof" <nos...@mail.invalid> ha scritto

> Evidentemente la convenzione non è sufficientemente convenuta... :-)

O conosciuta. ;)

> Anch'io sono per il maiuscolo comunque.

Io sono indifferente. Potrei anche scrivere iTaLiaNi, se un giorno fosse
questa la convenzione. Ora mi pare assurdo, ma probabilmente mi ci
abituerei.
Ma non stavamo parlando di preferenze personali.

Message has been deleted

Una voce dalla Germania

unread,
Dec 12, 2012, 11:07:25 AM12/12/12
to
Mad Prof schrieb:
> Mad Prof <nos...@mail.invalid> wrote:
>
>> <http://buscon.rae.es/dpd/srv/search?key=mayusculas&origen=RAE>
>
> A proposito:
>
> 6. Casos en que no debe usarse la mayúscula inicial. Se escriben con
> minúscula inicial, salvo que la mayúscula venga exigida por la
> puntuación, las palabras siguientes:
> [...]
> 6.7. Los nombres de tribus o pueblos y de lenguas, así como los
> gentilicios: el pueblo inca, los mayas, el español, los ingleses.


E faccio anch'io così quando scrivo in spagnolo. Non scrivo
mai in spagnolo, ma questo è un altro discorso.
Quando scrivo in inglese, seguo le convenzioni ortografiche
inglesi e scrivo i nomi dei popoli in maiuscolo.

Se non sto facendo un errore clamoroso, però, ci troviamo
nel gruppo it.cultura.linguistica.italiano e pertanto
discutiamo su come si scrive IN ITALIANO.

La convenzione citata da Lem Novantotto non la conosco e non
la condivido.
Serianni è già stato citato, se non ricordo male.
Aggiungo R. Lesina, Il Manuale di Stile, 7.1.5 Nomi di
popolazioni: "I nomi che identificano gruppi etnici
(razziali, linguistici, tribali, ecc.) si scrivono
normalmente con iniziali maiuscole quando vengono usati come
sostantivi.
...
I termini indicanti nazionalità o semplice appartenenza a
regioni geografiche o politiche si scrivono normalmente con
iniziale _minuscola:_
i francesi, i sovietici, gli scandinavi, i piemontesi, i
napoletani.
Gli stessi termini _possono_ essere scritti con iniziale
maiuscola qando la designazione intende avere uno spiccato
senso storico o politico."

Domanda conclusiva: qualcuno considera gli italiani una
razza o una tribù?
Message has been deleted

Maurizio Pistone

unread,
Dec 12, 2012, 11:47:20 AM12/12/12
to
Una voce dalla Germania <tradu...@sags-per-mail.de> wrote:

> I nomi che identificano gruppi etnici
> (razziali, linguistici, tribali, ecc.)

quindi gli italiani ma gli Occitani? portoghesi e spagnoli ma Galiziani?

arabi con la minuscola come cittadini dell'Arabia, con la maiuscola come
parlanti la lingua araba?

Mi sembra un casino peggio che province e provincie.

Lem Novantotto

unread,
Dec 12, 2012, 2:10:09 PM12/12/12
to
Una voce dalla Germania ha scritto:

> La convenzione citata da Lem Novantotto non la conosco e non la
> condivido.

Bene, che i nomi *propri* dei popoli vadano scritti maiuscoli a me è
sempre stato insegnato, in ogni ordine e grado.

Naturalmente capire che cosa sia un popolo e che cosa no (i Romani
ovviamente lo erano, ovviamente i romani non lo sono), e la differenza
che passa fra nomi e aggettivi, è impresa troppo ardua per lo scrivente
medio. Perciò anche su questo la lingua è andata, e sempre più sta
andando, a ramengo. Trent'anni fa, però, ricordo benissimo che si
stigmatizzava se un giornale scriveva "gli italiani" o "i tedeschi",
colla minuscola.

Quanto alle pezze d'appoggio, sottomano ho questi due tomi:

Ceppellini, "Dizionario pratico di grammatica e linguistica": ... la
maiuscola è altresì obbligatoria con i nomi propri, non solo di persona,
ma anche di regioni, città, popoli, vie, porte, quartieri, edifici,
oggetti famosi, istituzioni, feste, opere d'arte, fatti storici... (nota
mia: per brevità ho omesso gli esempi).

Gabrielli, "Come parlare e scrivere meglio": ... la lingua italiana esige
l'iniziale maiuscola... nei nomi di popoli in forma di sostantivo (in
lieve disuso): i Francesi, gli Spagnoli...

BTW: Lesina è un pazzo. Persino Gabrielli, che non è d'accordo con me,
sul punto specifico lo smentisce, parlando d'impressione: "[... ] Di qui
l'impressione che la maiuscola per gli etnici sia caratteristica di
«alcuni libri di storia»: è un'impressione giusta, perché è per l'appunto
nei libri di storia che si parla di popoli antichi e non dei loro
corrispondenti moderni."

ADPUF

unread,
Dec 12, 2012, 6:30:46 PM12/12/12
to
Mad Prof, 16:36, mercoledě 12 dicembre 2012:
> Lem Novantotto <Le...@Hotmail.com> wrote:
>> edevils ha scritto:
>>
>> > Non direi. Che io sappia, la convenzione corrente non č
>> > quella che pensi.
>>
>> Sě, lo č.
>
> Evidentemente la convenzione non č sufficientemente
> convenuta... :-) Anch'io sono per il maiuscolo comunque.


Io, come tanti altri italiani, preferisco la minuscola.

Tutti gli italiani invece sono d'accordo che su ogni questione
bisogna dividersi in due fazioni.


--
"It is computed that eleven thousand persons have at several
times suffered death, rather than submit to break their eggs at
the smaller end."
-- Jonathan Swift, Gulliver's Travels.

edevils

unread,
Dec 13, 2012, 3:10:16 AM12/13/12
to

"Mad Prof" <nos...@mail.invalid> ha scritto nel messaggio
news:1kuzq39.60l8pbuo8tsbN%nos...@mail.invalid...
> edevils <use_reply...@devils.com> wrote:
>
>> Andiamo avanti così o proviamo a dare qualche pezza d'appoggio alle
>> rispettive opinioni?
>
> Esiste qualcosa di simile per l'italiano?
>
> <http://buscon.rae.es/dpd/srv/search?key=mayusculas&origen=RAE>


Altre volte è stato citato il manuale di stile Edigeo.


> Mi pare che la RAE abbia un carattere molto più "normativo" della
> Crusca, che spesso sembra un'associazione culturale come tante altre...

Ovviamente l'italiano non ha autorità normative come quelle dello spagnolo,
per disgrazia o per fortuna.

edevils

unread,
Dec 13, 2012, 3:34:48 AM12/13/12
to

"Lem Novantotto" <Le...@Hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:50c8d691$0$1599$5fc...@news.tiscali.it...
> Una voce dalla Germania ha scritto:
>
>> La convenzione citata da Lem Novantotto non la conosco e non la
>> condivido.
>
> Bene, che i nomi *propri* dei popoli vadano scritti maiuscoli a me è
> sempre stato insegnato, in ogni ordine e grado.

Anzitutto un caveat, che rivolgo anche a me stesso. Parliamo di convenzioni
tipografiche, che non sono scritte nella pietra ma sulla sabbia, e possono
cambiare nel tempo. Se non siamo di primissimo pelo, anche quello che ci era
stato insegnato nelle scuole di ogni ordine e grado potrebbe non essere più
valido.
A imbrogliare ulteriormente la matassa, su una base già labilina,
l'influenza dell'inglese in questo campo è come un'onda di piena. Sta
portando a imitarne le abitudini anche per le maiuscole. Quindi capita di
leggere che le elezioni si terranno in una Domenica di Febbraio, che in
Italia si parla l'Italiano, e che Manzoni ha scritto I Promessi Sposi.


> Naturalmente capire che cosa sia un popolo e che cosa no

Infatti. Se parliamo di popoli storici o etnografici, allora concordiamo, e
d'altra parte la regola è di facile applicazione. Se invece si vuol
estendere la maiuscola anche a Francesi e Italiani, cioè alle nazionalità,
credo che questa usanza sia quella della "vecchia scuola", poi caduta in
disuso, ma che in futuro potrebbe tornare in auge con la complicità dei
corsi di lingua inglese.

> (i Romani
> ovviamente lo erano, ovviamente i romani non lo sono), e la differenza
> che passa fra nomi e aggettivi, è impresa troppo ardua per lo scrivente
> medio. Perciò anche su questo la lingua è andata, e sempre più sta
> andando, a ramengo. Trent'anni fa, però, ricordo benissimo che si
> stigmatizzava se un giornale scriveva "gli italiani" o "i tedeschi",
> colla minuscola.

Trent'anni fa.

> Quanto alle pezze d'appoggio, sottomano ho questi due tomi:
>
> Ceppellini, "Dizionario pratico di grammatica e linguistica": ...

Di quale epoca?

> la
> maiuscola è altresì obbligatoria con i nomi propri, non solo di persona,
> ma anche di regioni, città, popoli, vie, porte, quartieri, edifici,
> oggetti famosi, istituzioni, feste, opere d'arte, fatti storici... (nota
> mia: per brevità ho omesso gli esempi).
>
> Gabrielli, "Come parlare e scrivere meglio": ... la lingua italiana esige
> l'iniziale maiuscola... nei nomi di popoli in forma di sostantivo (in
> lieve disuso): i Francesi, gli Spagnoli...

Immagino che anche questa citazione risalga ad alcuni decenni fa, e già il
Gabrielli ammetteva il "lieve disuso".

Una voce dalla Germania

unread,
Dec 13, 2012, 3:49:46 AM12/13/12
to
ADPUF schrieb:
> Tutti gli italiani invece sono d'accordo che su ogni questione
> bisogna dividersi in due fazioni.


Solo due???
Allora come mai il bipartitismo non funziona???

Giovanni Drogo

unread,
Dec 13, 2012, 3:57:45 AM12/13/12
to
On Thu, 13 Dec 2012, edevils wrote:

> Anzitutto un caveat, che rivolgo anche a me stesso. Parliamo di
> convenzioni tipografiche, che non sono scritte nella pietra ma sulla
> sabbia,

ah allora non sono litografiche ? :-)
psammografiche ?

PS
con riferimento al subject glielo ha detto nessuno a B. che il titolo se
lo era dato Ceausescu, e che quello ha fatto una brutta fine ?

Una voce dalla Germania

unread,
Dec 13, 2012, 4:06:02 AM12/13/12
to
edevils schrieb:

>> BTW: Lesina è un pazzo. Persino Gabrielli, che non è d'accordo con me,
>> sul punto specifico lo smentisce, parlando d'impressione: "[... ] Di qui
>> l'impressione che la maiuscola per gli etnici sia caratteristica di
>> «alcuni libri di storia»: è un'impressione giusta, perché è per l'appunto
>> nei libri di storia che si parla di popoli antichi e non dei loro
>> corrispondenti moderni."


A scanso di equivoci, anche a me le distinzioni fatte da
Lesina nel caso che ho citato sembrano troppo complicate e
poco applicabili nella pratica quotidiana. La citazione mi
serviva più che altro per contrastare chi afferma che per i
nomi dei popoli si usi sempre la maiuscola, un uso che
invece, a mio modesto parere e come dici anche tu, è
l'ennesimo esempio di sottomissione all'inglese.
Dimenticavo: quando cito Lesina, mi riferisco sempre alla
prima edizione del 1986, quindi di quasi trent'anni fa,
perché non ho alcuna intenzione di comprare due volte lo
stesso libro.

Maurizio Pistone

unread,
Dec 13, 2012, 4:11:21 AM12/13/12
to
edevils <use_reply...@devils.com> wrote:

> > Bene, che i nomi *propri* dei popoli vadano scritti maiuscoli a me �
> > sempre stato insegnato, in ogni ordine e grado.
>
> Anzitutto un caveat, che rivolgo anche a me stesso. Parliamo di convenzioni
> tipografiche

in questo caso, ortografiche

edevils

unread,
Dec 13, 2012, 5:15:11 AM12/13/12
to

"Una voce dalla Germania" <tradu...@sags-per-mail.de> ha scritto nel
messaggio news:kac50h$u64$1...@dont-email.me...
S'intende che ci si divide in due su *ciascuna* questione, cioè per ogni
singola questione si crea una faglia che spacca in due.
Posto uguale a n il numero delle questioni, il numero massimo delle fazioni
risulterà pari a 2 elevato alla ennesima potenza.

edevils

unread,
Dec 13, 2012, 5:21:49 AM12/13/12
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:1kv1dep.ph4p401kfzsbiN%scri...@mauriziopistone.it...
> edevils <use_reply...@devils.com> wrote:
>
>> > Bene, che i nomi *propri* dei popoli vadano scritti maiuscoli a me č
>> > sempre stato insegnato, in ogni ordine e grado.
>>
>> Anzitutto un caveat, che rivolgo anche a me stesso. Parliamo di
>> convenzioni
>> tipografiche
>
> in questo caso, ortografiche

Sě, ma che nascono e si consolidano in ambito editoriale, piů che altro, mi
pare.

Maurizio Pistone

unread,
Dec 13, 2012, 5:50:24 AM12/13/12
to
edevils <use_reply...@devils.com> wrote:

> >> Anzitutto un caveat, che rivolgo anche a me stesso. Parliamo di
> >> convenzioni
> >> tipografiche
> >
> > in questo caso, ortografiche
>
> Sě, ma che nascono e si consolidano in ambito editoriale, piů che altro, mi
> pare.

penso che anche gli amanuensi avessero delle abitudini radicate

se non sbaglio, la distinzione tra maiuscole e minuscole č quasi
contemporanea alla minuscola carolina, quando le vecchie lettere
capitali romane cominciano ad essere usate per i titoli e per i
capilettera

Wolfgang

unread,
Dec 13, 2012, 6:24:34 AM12/13/12
to
On 12/13/12 09:10, edevils wrote:
>
> "Mad Prof" <nos...@mail.invalid> ha scritto nel messaggio
>> [...]
>> Mi pare che la RAE abbia un carattere molto più "normativo" della
>> Crusca, che spesso sembra un'associazione culturale come tante
>> altre...
>
> Ovviamente l'italiano non ha autorità normative come quelle dello
> spagnolo,

L'autorità normativa della RAE è soprattutto dovuta al colonialismo.
Si voleva e ancora vuole far sì che in tutto il mondo ispanofono si
parli e scriva la stessa lingua. Non essendoci riuscito al 100%, la
RAE è diventata di recente molto più tollerante verso le varianti
sudamericane, tenendo pure conto della moda descrittiva, che oggidì
determina gli stili dei vocabolari di tutto il mondo, anche di
quelli italiani, naturalmente.

> per disgrazia o per fortuna.

Sempre di nuovo mi sembra meravigliosa la regolarità e razionalità
dell'italiano, e tanto di più vista la mancanza di un'autorità
normativa.

Ciao,
Wolfgang

Klaram

unread,
Dec 13, 2012, 6:59:10 AM12/13/12
to
Maurizio Pistone a l'ha scrit:
> Una voce dalla Germania <tradu...@sags-per-mail.de> wrote:
>
>> I nomi che identificano gruppi etnici
>> (razziali, linguistici, tribali, ecc.)
>
> quindi gli italiani ma gli Occitani? portoghesi e spagnoli ma Galiziani?
>
> arabi con la minuscola come cittadini dell'Arabia, con la maiuscola come
> parlanti la lingua araba?
>
> Mi sembra un casino

Ma chi ha inventato queste sciocchezze, come le giustifica?

La mia vecchia maestra, che mi ha insegnato a scrivere con la
maiuscola i nomi indicanti appartenenza a nazioni, regioni, città, e
con la miuscola se erano aggettivi, aveva molto più buon senso... e
anche più bon ton!

k


Maurizio Pistone

unread,
Dec 13, 2012, 7:34:57 AM12/13/12
to
Klaram <nos...@libero.it> wrote:

> Ma chi ha inventato queste sciocchezze, come le giustifica?
>
> La mia vecchia maestra, che mi ha insegnato a scrivere con la
> maiuscola i nomi indicanti appartenenza a nazioni, regioni, città, e
> con la miuscola se erano aggettivi, aveva molto più buon senso... e
> anche più bon ton!

anche a me hanno insegnato così

una regola semplice, ragionevole, facile da ricordare e da applicare

che discende direttamente da una regola generale: in maiuscolo i nomi
propri

poi non so chi e perché ha cambiato le cose

Wolfgang

unread,
Dec 13, 2012, 7:35:47 AM12/13/12
to
On 12/13/12 12:59, Klaram wrote:
> Maurizio Pistone a l'ha scrit:
>> Una voce dalla Germania <tradu...@sags-per-mail.de> wrote:
>>
>>> I nomi che identificano gruppi etnici (razziali, linguistici,
>>> tribali, ecc.)
>>
>> quindi gli italiani ma gli Occitani? portoghesi e spagnoli ma
>> Galiziani?
>>
>> arabi con la minuscola come cittadini dell'Arabia, con la
>> maiuscola come
>> parlanti la lingua araba?
>>
>> Mi sembra un casino
>
> Ma chi ha inventato queste sciocchezze, come le giustifica?

Le ha scritte Luca Serianni. Vista la sua autorità generalmente
riconosciuta, non credo che abbia bisogno di giustificarle.

> La mia vecchia maestra, che mi ha insegnato a scrivere con la
> maiuscola i nomi indicanti appartenenza a nazioni, regioni, città, e
> con la miuscola se erano aggettivi, aveva molto più buon senso... e
> anche più bon ton!

Nonostante l'autorità del Serianni, mi vanno benissimo gli Italiani,
Francesi, Spagnoli ecc. (grafia propagata anche dal Gabrielli) e, se
la tua maestra ci insiste, pure i Toscani, Marchigiani e Pugliesi.
Ma i Fiorentini, Anconitani, Baresi? Comunque non capisco che
c'entri il bon ton.

Ciao,
Wolfgang

Maurizio Pistone

unread,
Dec 13, 2012, 7:38:44 AM12/13/12
to
Wolfgang <w...@ariannuccia.de> wrote:

> > Ma chi ha inventato queste sciocchezze, come le giustifica?
>
> Le ha scritte Luca Serianni. Vista la sua autorità generalmente
> riconosciuta, non credo che abbia bisogno di giustificarle.

non credo che sia lui l'inventore

Wolfgang

unread,
Dec 13, 2012, 7:52:03 AM12/13/12
to
On 12/13/12 13:38, Maurizio Pistone wrote:
> Wolfgang<w...@ariannuccia.de> wrote:
>
>>> Ma chi ha inventato queste sciocchezze, come le giustifica?
>>
>> Le ha scritte Luca Serianni. Vista la sua autorità generalmente
>> riconosciuta, non credo che abbia bisogno di giustificarle.
>
> non credo che sia lui l'inventore

Non abbia pure inventato le sciocchezze, basta che le approvi,
sostenga e propaghi, servendosi dell'autorità della Crusca.

Ciao,
Wolfgang



Roger

unread,
Dec 13, 2012, 8:51:29 AM12/13/12
to
Lem Novantotto ha scritto:

> [...]

> Gabrielli, "Come parlare e scrivere meglio": ... la lingua italiana
> esige l'iniziale maiuscola... nei nomi di popoli in forma di sostantivo
> (in lieve disuso): i Francesi, gli Spagnoli...

Nella mia copia (MCMLXXVII), ma forse anche nella tua, Il Gabrielli
aggiunge:

» Nella frase:
» "Gli inglesi vinsero l'incontro di calcio"
» non si usa l'iniziale maiuscola perché non indica il nome del
» popolo, ma significa "i calciatori inglesi".

> Bye, Lem

Ciao,
Roger

edevils

unread,
Dec 13, 2012, 9:12:30 AM12/13/12
to

"Wolfgang" <w...@ariannuccia.de> ha scritto

> Sempre di nuovo mi sembra meravigliosa la regolarità e razionalità
> dell'italiano, e tanto di più vista la mancanza di un'autorità normativa.

Siamo un esempio di crowdsourcing!

edevils

unread,
Dec 13, 2012, 9:28:54 AM12/13/12
to

"Roger" <rugfa...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:kacmh3$6f3$1...@tdi.cu.mi.it...
Potrei anche capire la logica, ma mi pare una logica troppo contorta per
l'applicazione prratica.
Mi pare più semplice dire che i sostantivi che indicano l'appartenza a
nazioni, regioni, città, e da questi derivati... vadano trattati tutti allo
stesso modo: scrivendoli con la minuscola, almeno in italiano, almeno a
oggi, almeno prendendo a modello gli usi editoriali prevalenti.
Mi pare invece ci siano minori difficoltà per la maiuscola dei nomi di
popoli storici o etnografici, più facilmente identificabili come nomi
propri.

"I Northmen erano anche conosciuti come Ascomanni".

" In Australia gli Arunta, ritornando dalla guerra, ballano una danza
selvaggia"-


Roger

unread,
Dec 13, 2012, 11:01:50 AM12/13/12
to
edevils ha scritto:

> [...]

>> » "Gli inglesi vinsero l'incontro di calcio"
>> » non si usa l'iniziale maiuscola perché non indica il nome del
>> » popolo, ma significa "i calciatori inglesi".

> Potrei anche capire la logica, ma mi pare una logica
> troppo contorta per l'applicazione prratica.

Su qyuesto penso di essere d'accordo con te.
Infatti, secondo il Gabrielli dovremmo scrivere:

Gli Italiani sono un popolo di santi, poeti e navigatori
e
Gli italiani hanno vinto quattro volte la coppa del mondo di calcio
e i tedeschi solo tre.

Posso anche capire la logica, ma credo che farei difficoltà
ad applicarla.

> Mi pare più semplice dire che i sostantivi che indicano
> l'appartenza a nazioni, regioni, città, e da questi derivati...
> vadano trattati tutti allo stesso modo: scrivendoli
> con la minuscola, almeno in italiano

Qui sono meno d'accordo, ma, visto i pareri, anche autorevoli,
discordanti, penso che ognuno sia padrone di seguire le proprie
abitudini.

Ciao,
Roger

Wolfgang

unread,
Dec 13, 2012, 12:26:45 PM12/13/12
to
On 12/13/12 17:01, Roger wrote:
> [...]
> Gli Italiani sono un popolo di santi, poeti e navigatori
> e
> Gli italiani hanno vinto quattro volte la coppa del mondo di calcio
> e i tedeschi solo tre.
>
> Posso anche capire la logica, ma credo che farei difficoltà
> ad applicarla.

Nel caso limite da te addotto è comprensibile la tua difficoltà
perché si sentono spesso manifestazioni di solidarietà come «Abbiamo
vinto noi», quasi non solo le relative squadre ma le nazione intere
avessero partecipato fisicamente.

Ma se si trattasse di una partita tra le squadre di, mettiamo,
Chelsea e Guimarães, allora troverei alquanto ridicolo l'uso del
maiuscolo in una frase come «Hanno vinto gli Inglesi».

Ciao,
Wolfgang

Una voce dalla Germania

unread,
Dec 13, 2012, 12:57:18 PM12/13/12
to
edevils schrieb:
>
> "Roger" <rugfa...@tin.it> ha scritto nel messaggio
>> » Nella frase:
>> » "Gli inglesi vinsero l'incontro di calcio"
>> » non si usa l'iniziale maiuscola perché non indica il nome del
>> » popolo, ma significa "i calciatori inglesi".
>
> Potrei anche capire la logica, ma mi pare una logica troppo contorta per
> l'applicazione prratica.
> Mi pare più semplice dire che i sostantivi che indicano l'appartenza a
> nazioni, regioni, città, e da questi derivati... vadano trattati tutti
> allo stesso modo: scrivendoli con la minuscola, almeno in italiano,
> almeno a oggi, almeno prendendo a modello gli usi editoriali prevalenti.
> Mi pare invece ci siano minori difficoltà per la maiuscola dei nomi di
> popoli storici o etnografici, più facilmente identificabili come nomi
> propri.
>
> "I Northmen erano anche conosciuti come Ascomanni".
>
> " In Australia gli Arunta, ritornando dalla guerra, ballano una danza
> selvaggia"-


D'accordo al 97%.
Il 3% mancante:
- Scrivo pratica con una sola erre. Cose che capitano.
- Avrei scritto ... "con la minuscola in italiano", anche se
la tua formulazione con quei tre "almeno" esprime più forza.
- Invece di "almeno a oggi" avrei scritto "almeno oggi" o
"almeno nell'uso attuale": questo è l'1%.

Roger

unread,
Dec 13, 2012, 3:20:49 PM12/13/12
to
Wolfgang ha scritto:
Certamente.

Non per nulla ho usato come esempio un "caso limite" :-)

Ciao,
Roger

Klaram

unread,
Dec 13, 2012, 3:47:25 PM12/13/12
to
Wolfgang a l'ha scrit:
Spaccare il capello in quattro su popoli, etnie, e (udite, udite!)
razze, può diventare imbarazzante e creare disagi.


k


ADPUF

unread,
Dec 13, 2012, 6:23:49 PM12/13/12
to
edevils, 11:15, giovedì 13 dicembre 2012:
> "Una voce dalla Germania" <tradu...@sags-per-mail.de> ha
>> ADPUF schrieb:
>>> Tutti gli italiani invece sono d'accordo che su ogni
>>> questione bisogna dividersi in due fazioni.
>>
>> Solo due???
>> Allora come mai il bipartitismo non funziona???
>
> S'intende che ci si divide in due su *ciascuna* questione,
> cioè per ogni singola questione si crea una faglia che spacca
> in due.
> Posto uguale a n il numero delle questioni, il numero massimo
> delle fazioni risulterà pari a 2 elevato alla ennesima
> potenza.


Sì, certo.

Come con i frattali; ogni partito ha due correnti, ogni corrente
ha due tendenze ecc.

Nella mia regione per fare le primarie regionali del PD avevano
costituito a fatica un comitato di otto membri per rappresentare
tutte le correnti e sottocorrenti...


--
"He who opens a school door, closes a prison."
-- Victor Hugo

ADPUF

unread,
Dec 13, 2012, 6:25:49 PM12/13/12
to
Giovanni Drogo, 09:57, giovedì 13 dicembre 2012:
>
> PS
> con riferimento al subject glielo ha detto nessuno a B. che il
> titolo se lo era dato Ceausescu, e che quello ha fatto una
> brutta fine ?


In Italia per essere fucilati bisogna almeno perdere una guerra,
e B. non ci è riuscito.

Gli toccherà scappare alle Cayman e non morirà davanti a un muro
di forte Boccea ma dentro a un lettone.


--
"Non posso ascoltare molto Wagner. Comincio a sentire l'urgenza
di conquistare la Polonia."
-- Woody Allen

ADPUF

unread,
Dec 13, 2012, 6:26:03 PM12/13/12
to
Wolfgang, 12:24, giovedì 13 dicembre 2012:
>
>> per disgrazia o per fortuna.
>
> Sempre di nuovo mi sembra meravigliosa la regolarità e
> razionalità dell'italiano, e tanto di più vista la mancanza di
> un'autorità normativa.


Teniamo conto che in gran parte d'Italia i semafori sono
consigli più che obblighi.

Eppure gli incidenti sono rari.


--
"All the problems we face in the United States today can be
traced to an unenlightened immigration policy on the part of
the American Indian."
-- Pat Paulsen

Wolfgang

unread,
Dec 13, 2012, 7:17:38 PM12/13/12
to
On 12/14/12 00:26, ADPUF wrote:
> Wolfgang, 12:24, giovedì 13 dicembre 2012:
>>
>> Sempre di nuovo mi sembra meravigliosa la regolarità e
>> razionalità dell'italiano, e tanto di più vista la mancanza di
>> un'autorità normativa.
>
> Teniamo conto che in gran parte d'Italia i semafori sono
> consigli più che obblighi.

Ciò mi sembra di averlo letto anni fa su un giornale tedesco. Allora
non ci credevo e continuo a non crederci.

> Eppure gli incidenti sono rari.

Ecco!

Ciao,
Wolfgang

Epimeteo

unread,
Dec 14, 2012, 2:50:00 AM12/14/12
to

"ADPUF" <flyh...@mosq.it> ha scritto nel messaggio
news:50ca63ff$0$13276$4faf...@reader2.news.tin.it...
> Giovanni Drogo, 09:57, giovedì 13 dicembre 2012:
>> PS
>> con riferimento al subject glielo ha detto nessuno a B. che il
>> titolo se lo era dato Ceausescu, e che quello ha fatto una
>> brutta fine ?

> In Italia per essere fucilati bisogna almeno perdere una guerra,
> e B. non ci è riuscito.
> Gli toccherà scappare alle Cayman e non morirà davanti a un muro
> di forte Boccea ma dentro a un lettone.

Conoscendolo, credo che proverà a rifugiarsi in Lettonia, dove però non c'è
più la presidente Vaira Vike-Freiberga, ma un presidente maschio e con un
passato comunista...

Saluti col pugno alzato,
Epimeteev
---
"... ma non vorrei che tu,
a mezzanotte e tre,
stai già pensando a un altro uomo...
Mi sento gia sperduto
e la mia mano, dove prima tu brillavi,
è diventata un pugno chiuso, sai..."
http://www.youtube.com/watch?v=TiPKzeLKO5Q
(cit. pugnace)





Maurizio Pistone

unread,
Dec 14, 2012, 3:12:50 AM12/14/12
to
ADPUF <flyh...@mosq.it> wrote:

> Eppure gli incidenti sono rari.

sono andato a controllare:

http://it.wikipedia.org/wiki/Incidenti_stradali_in_Europa

manca però una statistica degli incidenti in rapporto alla popolazione

Wolfgang

unread,
Dec 14, 2012, 4:54:18 AM12/14/12
to
On 12/14/12 09:12, Maurizio Pistone wrote:
> ADPUF<flyh...@mosq.it> wrote:
>
>> Eppure gli incidenti sono rari.
>
> sono andato a controllare:
>
> http://it.wikipedia.org/wiki/Incidenti_stradali_in_Europa
>
> manca però una statistica degli incidenti in rapporto alla popolazione

Non ce n'è bisogno, visto che le cifre sono in rapporto al numero
dei veicoli moltiplicato per il chilometraggio.

Ciao,
Wolfgang

Maurizio Pistone

unread,
Dec 14, 2012, 5:05:23 AM12/14/12
to
Wolfgang <w...@ariannuccia.de> wrote:

> > manca però una statistica degli incidenti in rapporto alla popolazione
>
> Non ce n'è bisogno, visto che le cifre sono in rapporto al numero
> dei veicoli moltiplicato per il chilometraggio.

credo però che nei diversi paesi ci sia un uso diverso dell'automobile

Una voce dalla Germania

unread,
Dec 14, 2012, 6:06:37 AM12/14/12
to
Wolfgang schrieb:
> On 12/14/12 00:26, ADPUF wrote:
>> Wolfgang, 12:24, giovedì 13 dicembre 2012:
>>>
>>> Sempre di nuovo mi sembra meravigliosa la regolarità e
>>> razionalità dell'italiano, e tanto di più vista la mancanza di
>>> un'autorità normativa.
>>
>> Teniamo conto che in gran parte d'Italia i semafori sono
>> consigli più che obblighi.
>
> Ciò mi sembra di averlo letto anni fa su un giornale tedesco. Allora non
> ci credevo e continuo a non crederci.


Semaforo rosso a Berlino: le auto si fermano nel 99,99% dei
casi, i ciclisti si fermano spesso, circa un pedone su
cinque passa col rosso dopo avere guardato che non arrivi
nessuno.
Semaforo rosso a Milano: le auto si fermano in molti casi,
ciclisti e pedoni passano col rosso dopo avere guardato che
non arrivi nessuno.
Semaforo rosso a Napoli: le auto passano lo stesso, ma
lentamente, di solito perché l'incrocio è intasato, mentre i
pedoni passano col rosso sgusciando fra le auto in
movimento. Tanto, devono sgusciare lo stesso in mezzo alle
auto anche col semaforo verde. ;-)
Queste descrizioni rispecchiano esperienze personali,
compreso il fatto di non avere visto nessun ciclista a Napoli.

Klaram

unread,
Dec 14, 2012, 7:12:13 AM12/14/12
to
Wolfgang a l'ha scrit:
> On 12/13/12 12:59, Klaram wrote:


> Nonostante l'autoritᅵ del Serianni, mi vanno benissimo gli Italiani,
> Francesi, Spagnoli ecc. (grafia propagata anche dal Gabrielli) e, se la tua
> maestra ci insiste, pure i Toscani, Marchigiani e Pugliesi. Ma i Fiorentini,
> Anconitani, Baresi? Comunque non capisco che c'entri il bon ton.

Spaccare il capello in quattro su popoli, etnie, e (udite, udite!)
razze, puᅵ diventare imbarazzante e creare disagi.


k


Roger

unread,
Dec 14, 2012, 7:31:11 AM12/14/12
to
Maurizio Pistone ha scritto:

> Wolfgang wrote:

>> > manca però una statistica degli incidenti in rapporto alla
>> popolazione

>> Non ce n'è bisogno, visto che le cifre sono in rapporto al numero
>> dei veicoli moltiplicato per il chilometraggio.

> credo però che nei diversi paesi ci sia un uso diverso dell'automobile

In che senso?
Parli del modo di guidare?
O dell'uso dell'automobile diverso dal trasporto di persone?
O altro?

Ciao,
Roger

Roger

unread,
Dec 14, 2012, 7:39:15 AM12/14/12
to
Wolfgang ha scritto:

> On 12/14/12 09:12, Maurizio Pistone wrote:
>> ADPUF wrote:

>>> Eppure gli incidenti sono rari.

>> sono andato a controllare:

>> http://it.wikipedia.org/wiki/Incidenti_stradali_in_Europa

>> manca però una statistica degli incidenti in rapporto alla popolazione

> Non ce n'è bisogno, visto che le cifre sono in rapporto al numero dei
> veicoli moltiplicato per il chilometraggio.

Sarebbe interessante aggiungere i limiti di velocità per
avere un raffronto completo.

Tenendo comunque presente che in Germania su molte strade
non esistono limiti di velocità, direi che il numero degli incidenti
è abbastanza limitato.
Forse perché quando i limiti ci sono, questi vengono rispettati :-)

> Ciao,
> Wolfgang

Ciao,
Roger

edevils

unread,
Dec 14, 2012, 9:16:35 AM12/14/12
to

"Klaram" <nos...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:kaf4ve$9sh$1...@dont-email.me...
> Wolfgang a l'ha scrit:
>> On 12/13/12 12:59, Klaram wrote:
>
>
>> Nonostante l'autorità del Serianni, mi vanno benissimo gli Italiani,
>> Francesi, Spagnoli ecc. (grafia propagata anche dal Gabrielli) e, se la
>> tua maestra ci insiste, pure i Toscani, Marchigiani e Pugliesi. Ma i
>> Fiorentini, Anconitani, Baresi? Comunque non capisco che c'entri il bon
>> ton.
>
> Spaccare il capello in quattro su popoli, etnie, e (udite, udite!) razze,
> può diventare imbarazzante e creare disagi.

Sarebbe peraltro difficile spiegare la ratio di una simile distinzione.
Infatti gli inglesi, coerentemente, scrivono "When in Rome do as Romans do",
usando la maiuscola anche per i romani moderni.
Non solo, gli anglofoni scrivono l'iniziale alta anche per l'aggettivo e
anche per il nome della lingua: The Italian job.Do you speak Italian?

Dei tedeschi non parliamo neppure, visto che la maiuscola è per loro la
norma per qualsiasi sostantivo.

Maurizio Pistone

unread,
Dec 14, 2012, 9:17:57 AM12/14/12
to
Roger <rugfa...@tin.it> wrote:

> >> Non ce n'è bisogno, visto che le cifre sono in rapporto al numero
> >> dei veicoli moltiplicato per il chilometraggio.
>
> > credo però che nei diversi paesi ci sia un uso diverso dell'automobile
>
> In che senso?
> Parli del modo di guidare?
> O dell'uso dell'automobile diverso dal trasporto di persone?
> O altro?

diverse percorrenze medie annue

Roger

unread,
Dec 14, 2012, 9:40:58 AM12/14/12
to
Maurizio Pistone ha scritto:

> Roger wrote:

>> >> Non ce n'è bisogno, visto che le cifre sono in rapporto al numero
>> >> dei veicoli moltiplicato per il chilometraggio.

>> > credo però che nei diversi paesi ci sia un uso diverso
>> dell'automobile

>> In che senso?
>> Parli del modo di guidare?
>> O dell'uso dell'automobile diverso dal trasporto di persone?
>> O altro?

> diverse percorrenze medie annue

La statistica che hai segnalato tiene conto di questo, come ha
osservato Wolfgang

Ciao,
Roger

edevils

unread,
Dec 14, 2012, 1:07:16 PM12/14/12
to

edevils

unread,
Dec 14, 2012, 1:14:04 PM12/14/12
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:1kv34o4.jsoykm1lpjk2wN%scri...@mauriziopistone.it...
> ADPUF <flyh...@mosq.it> wrote:
>
>> Eppure gli incidenti sono rari.
>
> sono andato a controllare:
>
> http://it.wikipedia.org/wiki/Incidenti_stradali_in_Europa

Ma come guidano in Slovacchia? :-0

Wolfgang

unread,
Dec 14, 2012, 2:01:41 PM12/14/12
to
Più interessante sarebbe sapere la definizione del morto stradale
per le relative statistiche dei singoli paesi.

Tanto per fare un esempio, da noi in Germania è considerato morto
stradale nel senso statistico un disgraziato che muoia entro un mese
dopo un incidente stradale in cui è coinvolto, purché l'incidente
sia venuto a conoscenza della polizia e qualunque sia la vera causa
della morte.

Questa definizione e soprattutto il periodo letale (se posso
chiamarlo così) variano da paese a paese. Sarebbe interessante
sapere le relative definizioni nei paese scandinavi da una parte e
nella Cechia nonché la Slovacchia dall'altra. Altrettanto
interessante mi sembra anche l'enorme differenza delle cifre
dell'Olanda e del Belgio.

Ciao,
Wolfgang

*GB*

unread,
Dec 14, 2012, 4:32:55 PM12/14/12
to
"edevils" ha scritto:

> A proposito: perché l'arancione dei semafori viene detto "giallo"?

E perché l'arancione del fuoco o di certi capelli o di certi gatti
viene detto "rosso"?

Siccome "arancione" viene da "arancio", mi pare chiaro che prima della
diffusione di massa (XI sec. arancia amara, XV sec. arancia dolce) del
frutto di questo albero in Europa, l'arancione veniva chiamato rosso o
giallo a seconda di quanto gli somigliasse. Infatti le parole "arancia,
arance, arancio, aranci, arancione" non compaiono nella Divina Commedia.

Alle maestre di scuola bisogna spiegare che il fuoco di legna è arancione
o addirittura giallo, e che quindi non frustrino gli scolari a colorarlo
in rosso e non riuscire mai a capacitarsi perché non sembra verosimile.
Invece il sangue è davvero rosso, e come tale andrebbe colorato (e non
in magenta, come fanno in omaggio alla political corruptness).

Bye,

*GB*

Message has been deleted

*GB*

unread,
Dec 14, 2012, 4:59:52 PM12/14/12
to
"Mad Prof" ha scritto:

> Dici che all'epoca c'erano già i semafori...? :-)

No, ma all'epoca c'erano già i capelli rossi, che non sono rossi
ma arancioni (a meno che uno non se li tinga innaturalmente).

Bye,

*GB*

ADPUF

unread,
Dec 14, 2012, 6:00:34 PM12/14/12
to
Epimeteo, 08:50, venerdì 14 dicembre 2012:
>
> Conoscendolo, credo che proverà a rifugiarsi in Lettonia, dove
> però non c'è più la presidente Vaira Vike-Freiberga, ma un
> presidente maschio e con un passato comunista...


Orore!

Ma c'è l'estradizione da lì?


> Saluti col pugno alzato,


Baciamo i pugni a vossia!


> Epimeteev
> ---
> "... ma non vorrei che tu,
> a mezzanotte e tre,
> stai già pensando a un altro uomo...
> Mi sento gia sperduto
> e la mia mano, dove prima tu brillavi,
> è diventata un pugno chiuso, sai..."
> http://www.youtube.com/watch?v=TiPKzeLKO5Q
> (cit. pugnace)


"Pugni chiusi, non ho più speranze..."
(cit. pugnetta)


--
"Nancje il cjan nol mene la code di bant."

ADPUF

unread,
Dec 14, 2012, 6:02:34 PM12/14/12
to
Una voce dalla Germania, 12:06, venerdì 14 dicembre 2012:
> Wolfgang schrieb:
>> On 12/14/12 00:26, ADPUF wrote:
>>>
>>> Teniamo conto che in gran parte d'Italia i semafori sono
>>> consigli più che obblighi.
>>
>> Ciò mi sembra di averlo letto anni fa su un giornale tedesco.
>> Allora non ci credevo e continuo a non crederci.
>
> Semaforo rosso a Berlino: le auto si fermano nel 99,99% dei
> casi, i ciclisti si fermano spesso, circa un pedone su
> cinque passa col rosso dopo avere guardato che non arrivi
> nessuno.
> Semaforo rosso a Milano: le auto si fermano in molti casi,
> ciclisti e pedoni passano col rosso dopo avere guardato che
> non arrivi nessuno.


In genere il primo secondo del rosso è considerato "quasi
giallo"... ci sono quelli che col giallo accelerano!

In Slovenia si accende il giallo un secondo prima che arrivi il
verde, così uno si prepara e mette la prima.


> Semaforo rosso a Napoli: le auto passano lo stesso, ma
> lentamente, di solito perché l'incrocio è intasato, mentre i
> pedoni passano col rosso sgusciando fra le auto in
> movimento. Tanto, devono sgusciare lo stesso in mezzo alle
> auto anche col semaforo verde. ;-)
> Queste descrizioni rispecchiano esperienze personali,
> compreso il fatto di non avere visto nessun ciclista a Napoli.


Neanche a Trieste se ne vedono molti, di ciclisti.

Sospetto che anche a Genova ce ne siano pochi.

Sono città con notevoli pendenze, poco adatte ai ciclisti.

Per Trieste si può aggiungere che ha un'azienda trasporti
pubblici sproporzionatamente enorme (ma d'altronde con tante
vecchiette che ci sono, che si fa, le si mette sulle bici?)


--
On the box of a clockwork toy made in Hongkong:
"Guaranteed to work throughout its useful life."

ADPUF

unread,
Dec 14, 2012, 6:02:44 PM12/14/12
to
Roger, 13:31, venerdì 14 dicembre 2012:
> Maurizio Pistone ha scritto:
>
>> credo però che nei diversi paesi ci sia un uso diverso
>> dell'automobile
>
> In che senso?
> Parli del modo di guidare?
> O dell'uso dell'automobile diverso dal trasporto di persone?
> O altro?


Secondo me in Germania usano di più l'auto fuori città rispetto
a noi, per via dei migliori servizi di trasporto pubblico
urbano.


--
"Ci sono più persone morte che vive. E il loro numero è in
aumento. Quelle viventi diventano sempre più rare."
-- Eugène Ionesco

ADPUF

unread,
Dec 14, 2012, 6:02:59 PM12/14/12
to
Roger, 13:39, venerdᅵ 14 dicembre 2012:
>
> Sarebbe interessante aggiungere i limiti di velocitᅵ per
> avere un raffronto completo.
>
> Tenendo comunque presente che in Germania su molte strade
> non esistono limiti di velocitᅵ, direi che il numero degli
> incidenti ᅵ abbastanza limitato.
> Forse perchᅵ quando i limiti ci sono, questi vengono
> rispettati :-)


Non so in Germania, ma in Italia molti limiti vengono messi
dalle "autoritᅵ" col criterio del "pararsi il qlo" invece di
prendere provvedimenti piᅵ utili ma piᅵ impegnativi.

Poi per forza che nessuno li osserva.


--
"Parsifal - the kind of opera that starts at six o'clock and
after it has been going three hours, you look at your watch and
it says 6:20."
-- David Randolph

ADPUF

unread,
Dec 14, 2012, 6:03:15 PM12/14/12
to
Roger, 15:40, venerdì 14 dicembre 2012:
>
> La statistica che hai segnalato tiene conto di questo, come ha
> osservato Wolfgang


Un'altra tabella:
<http://en.wikipedia.org/wiki/Epidemiology_of_motor_vehicle_collisions#Statistics_in_the_European_Union>

Notare il dato:
Circulation [millions of vehicles x km]
Germany: 684,283 (54,520 millions vehicles)
Italy: 654,197 (43,141 millions vehicles)

Dice niente?

Un'altra:
http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_traffic-related_death_rate

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_vehicles_per_capita


--
"In charity there is no excess."
-- Francis Bacon

Sparrow®

unread,
Dec 14, 2012, 8:26:53 PM12/14/12
to
*GB* scrisse:
> No, ma all'epoca c'erano già i capelli rossi, che non sono rossi
> ma arancioni

Ma arancione.


Message has been deleted

Epimeteo

unread,
Dec 15, 2012, 1:45:35 AM12/15/12
to

"ADPUF" <flyh...@mosq.it> ha scritto nel messaggio
news:50cbaf92$0$13273$4faf...@reader2.news.tin.it...
> Epimeteo, 08:50, venerdì 14 dicembre 2012:

(snip anticorpale)

>> "... ma non vorrei che tu,
>> a mezzanotte e tre,
>> stai già pensando a un altro uomo...
>> Mi sento gia sperduto
>> e la mia mano, dove prima tu brillavi,
>> è diventata un pugno chiuso, sai..."
>> http://www.youtube.com/watch?v=TiPKzeLKO5Q
>> (cit. pugnace)

> "Pugni chiusi, non ho più speranze..."
> (cit. pugnetta)

Tutti sanno che il pugnale sta al pugno come il bracciale sta al braccio e
il pedale sta al piede, ma non riesco a trovare sul mio vecio Zing. un
"testale" che stia alla testa, mentre il Treccani, se cerco "testale", mi
propone di cambiarlo in "testuale"...
Che fare?
Devo "testare" qualche altro vocabolario?

Epi
---
"... volli coprire le sue spalle
tutte di petali di rosa,
ma il suo seno era così minuto
che fu sufficiente una rosa..."
http://www.youtube.com/watch?v=ACALHeUM7sU
(cit. senile)






*GB*

unread,
Dec 15, 2012, 6:45:16 AM12/15/12
to
"Mad Prof" ha scritto:

> Perché? Solo i nomi di fiori o frutti quando usati come aggettivi per
> indicare un colore sono invariabili, che io sappia. Se fosse "arancio"
> allora sì: maglia (color dell') arancio, maglie (color dell') arancio.
> Ma arancione è un aggettivo e ha il suo plurale in arancioni.

Quella è una spiegazione semantica, che richiede di ragionare. Ma ce n'è
anche una morfologica, più istintiva: siccome gli aggettivi italiani,
per essere declinabili, devono rientrare in una delle due classi standard
con desinenze -o/-a/-i/-e oppure -e/-i, qualora un aggettivo al maschile
singolare termini in -a (rosa, viola, porpora, magenta, lilla, fucsia),
in -u (blu) o in -i (cremisi) sarà invariabile. Negli altri casi invece
si declina: arancione/i, marrone/i, azzurro/a/i/e, violetto/a/i/e.

La parola "arancio" fa (apparente) eccezione perché il nome del colore
dovrebbe essere "arancione", e "arancio" ne è sentito come abbreviazione,
quindi ricade nella tipologia di "foto". Tuttavia anche la parola "indaco"
fa eccezione, comportandosi come la parola "bonobo": parrebbe che in
italiano moderno i sostantivi e gli aggettivi terminanti in -o ma di
uso sporadico e origine oscura, tendano a non venire più declinati:
un bonobo indaco, due bonobo indaco (e invece: raggi ultravioletti).

Bye,

*GB*

*GB*

unread,
Dec 15, 2012, 7:13:44 AM12/15/12
to
"*GB*" ha scritto:

> Tuttavia anche la parola "indaco"

Per chi non ha chiara la cosa, aggiungo che Newton, nello spettro della
luce solare diffratta con il prisma, voleva vedere per forza 7 colori
per associarli alle 7 note musicali, quindi invece di progredire dai
3 colori "mesopotamici" e delle bandiere francese e inglese:

red
white
blue

a 5 colori ben distinti:

red
yellow
green
blue
violet

passò a questi 7:

red
orange
yellow
green
blue
indigo
violet

che in italiano all'epoca vennero tradotti così:

rosso
arancio
giallo
verde
azzurro
indaco
violetto

E in tal modo molti non hanno chiaro che colore sia l'indaco. Conoscendo
la valenza dei nomi di colore in italiano moderno, possiamo ben dire che
quei colori sono, puramente e semplicemente (basta guardare uno spettro
effettivo della luce solare):

rosso
arancione
giallo
verde
azzurro
blu
violetto

Ciò perché in inglese blue = azzurro o blu (quando non addirittura
anche violetto). Mentre in italiano moderno il termine "azzurro" (o
almeno "celeste") dovrebbe corrispondere al termine neoinglese "cyan".

L'indaco quindi non esiste, perché noi italiani usiamo il termine "blu"
per riferirci a quel colore, che effettivamente è il blu dell'RGB.

Bye,

*GB*

Maurizio Pistone

unread,
Dec 15, 2012, 7:35:01 AM12/15/12
to
*GB* <gb...@ymail.com> wrote:

> E in tal modo molti non hanno chiaro che colore sia l'indaco. Conoscendo
> la valenza dei nomi di colore in italiano moderno, possiamo ben dire che
> quei colori sono, puramente e semplicemente (basta guardare uno spettro
> effettivo della luce solare):
>
> rosso
> arancione
> giallo
> verde
> azzurro
> blu
> violetto

poiché lo spettro della luce diurna č continuo, l'individuazione dei
"colori" ha valore prettamente culturale

ed effettivamente anche i nomi dei colori sono un prodotto della storia

in latino non esiste una parola per indicare il giallo, i rarissimi
galbus e gilvus sono poco pił che degli apax, e indicavano probabilmente
tonalitą diverse (un verde giallastro il primo, il "giallo miele" il
secondo); caeruleus corrisponde ai nostri blu e azzurro, senza
particolare distinzione...

č noto da tempo che nelle culture primitive pił che i "colori" č
importante indicare la qualitą della luce, la distinzione tra superfici
lucide ed opache, ferme e cangianti (il notissimo "mare colore del vino"
di Omero) ecc.

*GB*

unread,
Dec 15, 2012, 7:43:21 AM12/15/12
to
"Maurizio Pistone" ha scritto:

> in latino non esiste una parola per indicare il giallo,

Ma ne sei sicuro? E "flavus" cos'è?

> (il notissimo "mare colore del vino" di Omero)

Proliferazione di alghe rosse?

Bye,

*GB*

Message has been deleted

Maurizio Pistone

unread,
Dec 15, 2012, 8:24:18 AM12/15/12
to
*GB* <gb...@ymail.com> wrote:

> > in latino non esiste una parola per indicare il giallo,
>
> Ma ne sei sicuro? E "flavus" cos'è?

"biondo", che può indicare una gamma piuttosto varia di tonalità

quello che voglio dire è che è difficile trovare nelle lingue antiche
termini corrispondenti a quell che per noi sono i "colori primari"

Epimeteo

unread,
Dec 15, 2012, 9:10:55 AM12/15/12
to

"*GB*" <gb...@ymail.com> ha scritto nel messaggio
news:kahr9l$12a$1...@speranza.aioe.org...
> "Maurizio Pistone" ha scritto:
>> in latino non esiste una parola per indicare il giallo,

> Ma ne sei sicuro? E "flavus" cos'è?

Il mio vecissimo "Castiglioni - Mariotti" riporta "flavus" per il giallo
oro, "gilvus" per il giallo chiaro, "fulvus" per il giallo rossastro,
"luteus" per il giallo arancione e "sufflavus" per il colore gialliccio di
certi malati.

>> (il notissimo "mare colore del vino" di Omero)

> Proliferazione di alghe rosse?

In questo caso pare che si usi l'aggettivo "subrufus"...

> Bye,
> *GB*

Vale,
Epimetheus
----
http://www.youtube.com/watch?v=XpaJA8H4Tvw
"... ubi maior minor cessat,
talis pater talis filius,
motu proprio ad maiora...
Ahi, vademecum tango,
sed alea iacta est!
Ipso facto magna pars..."
http://www.youtube.com/watch?v=kCLuDZ8CroE
(citatio saepissime repetita)




*GB*

unread,
Dec 15, 2012, 12:26:28 PM12/15/12
to
"Epimeteo" ha scritto:

> "Castiglioni - Mariotti" riporta "flavus" per il giallo oro,
> (...) e "sufflavus" per il colore gialliccio di certi malati.

Il che la dice lunga sul fatto che all'epoca flavus = giallo ,
in quanto non avrebbero tratto un derivato con il prefisso sub-
da un termine che non fosse quello di significato più generale
(come si nota in subrufus).

Ma so anche che Pistone non ammetterà mai di avere sbagliato. Pace.

> "fulvus" per il giallo rossastro,
> "luteus" per il giallo arancione

E che differenza c'è tra giallo rossastro e arancione? Sono lo stesso
colore. Quindi, forse: luteus = arancione sporco o anche beige.

Piuttosto, è chiaro che: Flavia = donna dai capelli biondi (gialli);
Fulvia = donna dai capelli rossi (in effetti arancioni).

>>> (il notissimo "mare colore del vino" di Omero)
>
>> Proliferazione di alghe rosse?
>
> In questo caso pare che si usi l'aggettivo "subrufus"...

Allora (a parte il fatto che subrufus è latino e non greco) può darsi
che gli antichi Greci bevessero vini come il Verdicchio dei Castelli
di Jesi o il Vinho Verde portoghese...

Bye,

*GB*

*GB*

unread,
Dec 15, 2012, 12:38:55 PM12/15/12
to
"Mad Prof" ha scritto:

> Messa così però mi sembra una non-spiegazione, una di quelle descrizioni
> "fenomeniche" che tentano di coprire più casi possibili, dovendo poi
> però ricorrere a tutta una serie di eccezioni.

Non che per le spiegazioni semantiche sia diverso (vedi la precedente
discussione sui nomi dei popoli).

> Rosa, viola, porpora, lillà e fucsia sono sostantivi.

Oggi si dice anche lilla e non più solo lillà.

> Arancione, azzurro e violetto sono aggettivi

Violetto viene da violetta (che è effettivamente di quel colore).
Imho, si è originato così: una stoffa (color della) violetta ->
una stoffa violetta -> un manto violetto.

> Marrone è un sostantivo che indica un frutto

Come castano. Io ho gli occhi castani ovvero marroni.
E azzurro stava per lapislazzuli, una pietra preziosa.

> Però questo errore di usare marroni al plurale,

Non è più un errore. Oggi è diventato la norma.

> Indaco è un sostantivo (anche se in questo caso non di origine
> botanica). Quindi vale quanto sopra, anche qui nessuna eccezione.

E allora spiegami perché bonobo (Pan paniscus) non si declina.
Eppure è chiaramente un sostantivo.

Bye,

*GB*

*GB*

unread,
Dec 15, 2012, 12:49:00 PM12/15/12
to
"*GB*" ha scritto:

> Fulvia = donna dai capelli rossi (in effetti arancioni).

Se non sbaglio, quando una donna era una prostituta era tenuta a tingersi
i capelli effettivamente di rosso, e allora veniva apostrofata "Rufa"
(ad es. in Catullo).

Bye,

*GB*
Message has been deleted

*GB*

unread,
Dec 15, 2012, 2:02:36 PM12/15/12
to
"Mad Prof" ha scritto:

>> Violetto viene da violetta (che è effettivamente di quel colore).
>
> Esatto. Una cosa è quando si usa un aggettivo che "viene da" un nome,
> altra cosa quando si usa direttamente il nome in funzione di aggettivo.

Sì, ma "violetta" voleva dire "piccola viola, di colore più scuro",
e l'aggettivo corrispondente originariamente era quel sostantivo.

> Castano non è un nome, è un aggettivo che significa "del color della
> castagna". Stesso caso di prima. Quindi tu puoi dire "occhi castani",
> ma non "occhi castagne". Al limite sarebbe "occhi castagna".

Ti darei ragione sul significato di "castano" se non fosse che "castagna"
in origine era l'aggettivo "castanea" = "di Kastania" (sottinteso "noce":
cfr. ingl. chestnut). Pare che Kastania fosse un villaggio della Tessaglia
dove i castagni abbondavano.

>> E azzurro stava per lapislazzuli, una pietra preziosa.
>
> Veramente è il contrario: è lapislazzuli che significa pietra azzurra.

Sì, su questo hai perfettamente ragione. Tuttavia l'aggettivo cromatico
in quella parola (it. azzurro, sp. azul) non è latino ma persiano.

> A parte che non vedo cosa c'entri bonobo con quanto stiamo discutendo,
> comunque immagino sia perché è una parola straniera e come tutte le
> parole straniere in italiano è indeclinabile.

Anche canguro, però di questo si è fatto il plurale canguri.
L'inglese è più coerente: bonobo, bonobos; kangaroo, kangaroos.

La verità è che le parole straniere terminanti in -o venivano declinate
in italiano nell'Ottocento, e si è smesso di farlo da metà Novecento.

Bye,

*GB*

ADPUF

unread,
Dec 15, 2012, 6:26:25 PM12/15/12
to
*GB*, 18:38, sabato 15 dicembre 2012:

>> Indaco è un sostantivo (anche se in questo caso non di
>> origine botanica). Quindi vale quanto sopra, anche qui
>> nessuna eccezione.
>
> E allora spiegami perché bonobo (Pan paniscus) non si declina.
> Eppure è chiaramente un sostantivo.


Origine straniera?

Basta che qualcuno famoso cominci a dire "bonobi" da Bruno Vespa
e tutti si adegueranno.

P.es. Sgarbi dice "B. è il re dei bonobi!" ed è fatta.


Canguro si declina.

Gorilla invece no.

Orango sì, scimpanzè no, gibbone sì, uistitì no.

Mi sembra di essere Gaber, destra-sinistra...


--
In a hotel in Athens:
"Visitors are expected to complain at the office between the
hours of 9 and 11 a.m. daily."

fathermckenzie

unread,
Dec 16, 2012, 3:09:21 AM12/16/12
to
Il 16/12/2012 00:26, ADPUF ha scritto:
> Orango sì, scimpanzè no,

Dovremmo dire gli scimpanzì? :))
I nomi tronchi di solito non cambiano al plurale: le città, le amenità,
i canapè, i caffè...


--
Makárioi hoi eirenopoioí, hoti autoì huioì Theoû klethésontai
(Euaggélion katà Matthaîon, 5,9)

*GB*

unread,
Dec 16, 2012, 6:52:31 AM12/16/12
to
"fathermckenzie" ha scritto:

>> Orango sì, scimpanzè no,
>
> Dovremmo dire gli scimpanzì? :))
> I nomi tronchi di solito non cambiano al plurale

Su questo hai ragione, ma l'unica reale differenza tra orango/oranghi
e bonobo/bonobo è che il primo termine è entrato in italiano già prima
dell'Ottocento (indonesiano orang hutan = persona delle foreste) mentre
il secondo solo nel tardo Novecento (quando gli zoologi decisero che
non era un semplice scimpanzè).

Ricordo che il termine orango divenne famoso in Italia con la traduzione
del racconto di E. A. Poe "I delitti della Rue Morgue" (1841).

Bye,

*GB*

edevils

unread,
Dec 16, 2012, 10:51:19 AM12/16/12
to
On Sat, 15 Dec 2012 09:47:49 -0300, nos...@mail.invalid (Mad Prof)
wrote:
> Arancione, azzurro e violetto sono aggettivi e si comportano
> normalmente.
...

Sì, però anche "capelli arancione" mi suona possibile.

*GB*

unread,
Dec 16, 2012, 11:12:11 AM12/16/12
to
"edevils" ha scritto:

> S�, per� anche "capelli arancione" mi suona possibile.

Se percepisci "marrone" come "castagna", potrai percepire anche "arancione"
come "grosso arancio" (inteso come frutto, non come albero). L'aggettivo
vero e proprio sarebbe "aranciato". Oggi siamo abituati a frutti giganti,
ma una volta erano pi� frequenti quelli piccolini, e un'arancia piccola
(escluse le Tarocco) tende ad avere la buccia gialla pi� che arancione.

Bye,

*GB*

Valerio Vanni

unread,
Dec 16, 2012, 6:58:48 PM12/16/12
to
On Sat, 15 Dec 2012 09:47:49 -0300, nos...@mail.invalid (Mad Prof)
wrote:

>Perň questo errore di usare marroni al plurale, che anch'io commetto
>spesso, č un riflesso della stessa logica di fondo. Infatti č tipico di
>zone dove la parola marrone per indicare la castagna non č molto
>diffusa, quindi non viene percepito come un sostantivo.

Qui da me il marrone č prodotto IGP, ma la parola si declina
normalmente.
Scarpe marroni, calzoni marroni etc.


--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
It is loading more messages.
0 new messages