"Lem Novantotto" <Le...@Hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:50c8d691$0$1599$5fc...@news.tiscali.it...
> Una voce dalla Germania ha scritto:
>
>> La convenzione citata da Lem Novantotto non la conosco e non la
>> condivido.
>
> Bene, che i nomi *propri* dei popoli vadano scritti maiuscoli a me è
> sempre stato insegnato, in ogni ordine e grado.
Anzitutto un caveat, che rivolgo anche a me stesso. Parliamo di convenzioni
tipografiche, che non sono scritte nella pietra ma sulla sabbia, e possono
cambiare nel tempo. Se non siamo di primissimo pelo, anche quello che ci era
stato insegnato nelle scuole di ogni ordine e grado potrebbe non essere più
valido.
A imbrogliare ulteriormente la matassa, su una base già labilina,
l'influenza dell'inglese in questo campo è come un'onda di piena. Sta
portando a imitarne le abitudini anche per le maiuscole. Quindi capita di
leggere che le elezioni si terranno in una Domenica di Febbraio, che in
Italia si parla l'Italiano, e che Manzoni ha scritto I Promessi Sposi.
> Naturalmente capire che cosa sia un popolo e che cosa no
Infatti. Se parliamo di popoli storici o etnografici, allora concordiamo, e
d'altra parte la regola è di facile applicazione. Se invece si vuol
estendere la maiuscola anche a Francesi e Italiani, cioè alle nazionalità,
credo che questa usanza sia quella della "vecchia scuola", poi caduta in
disuso, ma che in futuro potrebbe tornare in auge con la complicità dei
corsi di lingua inglese.
> (i Romani
> ovviamente lo erano, ovviamente i romani non lo sono), e la differenza
> che passa fra nomi e aggettivi, è impresa troppo ardua per lo scrivente
> medio. Perciò anche su questo la lingua è andata, e sempre più sta
> andando, a ramengo. Trent'anni fa, però, ricordo benissimo che si
> stigmatizzava se un giornale scriveva "gli italiani" o "i tedeschi",
> colla minuscola.
Trent'anni fa.
> Quanto alle pezze d'appoggio, sottomano ho questi due tomi:
>
> Ceppellini, "Dizionario pratico di grammatica e linguistica": ...
Di quale epoca?
> la
> maiuscola è altresì obbligatoria con i nomi propri, non solo di persona,
> ma anche di regioni, città, popoli, vie, porte, quartieri, edifici,
> oggetti famosi, istituzioni, feste, opere d'arte, fatti storici... (nota
> mia: per brevità ho omesso gli esempi).
>
> Gabrielli, "Come parlare e scrivere meglio": ... la lingua italiana esige
> l'iniziale maiuscola... nei nomi di popoli in forma di sostantivo (in
> lieve disuso): i Francesi, gli Spagnoli...
Immagino che anche questa citazione risalga ad alcuni decenni fa, e già il
Gabrielli ammetteva il "lieve disuso".