Maurizio Pistone ha detto questo giovedᅵ :
> Questo ᅵ il capitoletto sulla punteggiatura:
>
>
http://www.mauriziopistone.it/temp/Punteggiatura.htm
Questo tuo interessante capitoletto mi dᅵ lo spunto per fare alcune
considerazione sull'utilitᅵ, anzi sulla necessitᅵ dello studio di una
lingua, della sua grammatica e della sua filologia.
I dialetti che non sono mai stati scritti sono una bellissima cosa per
studiare la formazione e l'evoluzione di una lingua al di lᅵ di ogni
prescrizione. Sono naturali, come piacciono a Davide, e chi li conosce
li parla benissimo, senza bisogno di nient'altro.
Ma questa conoscenza orale non basta piᅵ nel momento in cui vengono
scritti. Non solo occorre la punteggiatura come dimostra il tuo pezzo,
ma anche la conoscenza della grammatica, altrimenti si rischia di
scrivere "la pecheronza" invece di "l'ape che ronza".
Questo l'ho visto fare in rete da tante persone, e anche da chi scrive
piccole grammatiche di questo o quel dialetto che non ha una norma.
Voglio spezzare un grissino a favore dei tanto vituperati grammatici.
Voi sapete come io ami e apprezzi i dialetti (tutti), e quindi come io
sia al di sopra di ogni sospetto di spregio o di prevenzione verso di
essi, ebbene se confronto l'italiano con la mia parlata locale non
posso non vedere come l'italiano sia piᅵ sobrio, piᅵ essenziale, piᅵ
elegante del mio dialetto, e degli stessi dialetti toscani, proprio per
merito di quei grammatici che consigliano e prescrivono.
Vi faccio un esempio: noi abbiamo l'obbligo del pronome soggetto, in
piᅵ abbiamo il pronome obliquo che si puᅵ omettere:
(ti) ti vai (tu vai) che corrisponde al toscano "(te) tu vai", ebbene
nella forma interrogativa il pronome sogg. passa in fondo al verbo:
va-ti?
e potrebbe bastare, ma si puᅵ anche lasciare l'obliquo:
ti va-ti?
e siamo a due!, ma la forma piᅵ usata ᅵ questa:
ti e va-ti?
dove si aggiunge una "e" in analogia alle altre persone che hanno "e"
come pronome soggetto.
Cioᅵ la forma piᅵ usata ripete per ben tre volte lo stesso pronome. Mi
sembra eccessivo, anche se per abitudine lo dico senza neanche
pensarci.
Quindi, ben vengano i grammatici a consigliare di evitare "a me mi",
"ma perᅵ", preposizione piᅵ partitivo (che suona malissimo), o a
prescrivere "qual ᅵ" senza apostrofo.
Anche se puᅵ capitare (raramente) che qualche prescrizione sia
discutibile, come nel caso di "se stesso", complessivamente la lingua
ne trae grande giovamento sia nel rispetto della grammatica e della
filologia, quando ᅵ nota, sia nello stile.
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