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Sorellastre

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abc

unread,
Sep 11, 2015, 6:38:06 AM9/11/15
to
Dopo il mio precedente messaggio (L'insulto più elegante) dove accennavo
alle sorellastre di Cenerentola, mi sono domandato se la parola italiana
"sorellastra" non abbia influenzato la rappresentazione del loro aspetto
fisico. Notiamo innanzitutto che questa parola non compare in italiano
che nel '700 (nel 1786 secondo lo Zingarelli, ma il Basile lo usa già -
in napoletano - nel secolo precedente), e nel suffisso dispregiativo
-astro si rende evidente il giudizio fortemente negativo, presente anche
nelle parole matrigna, patrigno e fratellastro: siamo in un'epoca dove
essere un membro della famiglia "venuto da fuori" è una colpa. Un
dispregiativo può diventare linguisticamente anche un giudizio estetico
(es. "la sorella di Marta è veramente brutta, una sorellastra!"). La
parola corrispondente in tedesco, inglese e francese (stiefschwester,
stepsister, demi-soeur) indica piuttosto una situazione di mancanza, di
incompletezza, e comunque stief- step- e demi- non sono prefissi
dipregiativi.

Veniamo alla fiaba: il Basile e il Perraut non fanno cenno all'aspetto
fisico delle sorellastre: entrambi sottolineano la loro vanità
nell'agghindarsi (il Basile con un meraviglioso barocchismo: "tutte
spampanate, sterliccate 'mpallaccate, tutte zagarelle campanelle e
scarpatelle, tutte shiure adure cose e rose" che ricorda il "tardo,
sugliardo e bugiardo; negligente, disubidente e maldicente; trascutato,
smemorato e scostumato" del Boccaccio nella novella di frate Cipolla);
il Perraut le descrive soltanto con "faceano gran figura nel paese".
Nella versione dei fratelli Grimm, poi, le sorellastre erano "belle in
volto ma perfide d'animo", e "avevano entrambe dei piedi graziosi".
Nelle illustrazioni del tempo le sorellastre erano belle quanto
Cenerentola:
http://www.mazzate.com/wordpress/christian/opera/cenerentola/perrault6.jpg
https://it.wikipedia.org/wiki/Matrigna_(Cenerentola)#/media/File:%C3%89pinal_-_Cendrillon_01.jpg

La svolta avviene con il "melodramma giocoso" rossiniano La Cenerentola
(1816) dove il librettista Ferretti, condizionato certo dal carattere
buffo dell'opera, ma anche dal peggiorativo -astre, ne fa dei personaggi
brutti e sgraziati nei commenti dei personaggi maschili.

L'opera è uno dei maggiori successi di Rossini: ai primi del '900 ha
ispirato direttamente una celebre pantomima inglese (in questa
pubblicazione d'epoca si possono scaricare i modellini di carta per
rappresentarla in casa:
http://www.vam.ac.uk/__data/assets/pdf_file/0004/178168/58800_file.pdf -
i nomi dei personaggi sono gli stessi di Rossini). La pantomima e
l'Opera rossiniana sono stata studiate dagli sceneggiatori della Disney
mentre preparavano il film del 1950, dal quale provengono le immagini
delle sorellastre (dopo il film chiamate in inglese le "ugly sister")
che hanno influenzato il nostro immaginario visivo:
http://tinyurl.com/q8hc297

https://www.youtube.com/watch?v=NB14yuKef1s

Klaram

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Sep 11, 2015, 8:22:20 AM9/11/15
to
Scriveva abc venerdì, 11/09/2015:
> Dopo il mio precedente messaggio (L'insulto più elegante) dove accennavo alle
> sorellastre di Cenerentola, mi sono domandato se la parola italiana
> "sorellastra" non abbia influenzato la rappresentazione del loro aspetto
> fisico. Notiamo innanzitutto che questa parola non compare in italiano che
> nel '700 (nel 1786 secondo lo Zingarelli, ma il Basile lo usa già - in
> napoletano - nel secolo precedente),

Credo che nei dialetti esistesse da molto prima che non in italiano.
Nel mio la parola "matrigna" era inesistente, c'era solo marastra.

>e nel suffisso dispregiativo -astro si
> rende evidente il giudizio fortemente negativo, presente anche nelle parole
> matrigna, patrigno e fratellastro: siamo in un'epoca dove essere un membro
> della famiglia "venuto da fuori" è una colpa. Un dispregiativo può diventare
> linguisticamente anche un giudizio estetico (es. "la sorella di Marta è
> veramente brutta, una sorellastra!"). La parola corrispondente in tedesco,
> inglese e francese (stiefschwester, stepsister, demi-soeur) indica piuttosto
> una situazione di mancanza, di incompletezza, e comunque stief- step- e demi-
> non sono prefissi dipregiativi.

L'essere venuti da fuori sicuramente non era indifferente, ma c'erano
anche tanti reali conflitti, soprattutto tra matrigne e figliastri;
però io ho sempre percepito il suffisso -astro/a in senso negativo ma
come cattivo (madre buona, matrigna cattiva) non in senso estetico.

Può essere che nel melodramma italiano o in altri ambiti dove si tende
ad enfatizzare, il cattivo sia diventato anche brutto. Brutti e
cattivi, appunto.

k
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