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Il dizionario ideale

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Enrico C

unread,
Aug 19, 2009, 10:46:26 AM8/19/09
to
Dando per scontato che il contenuto deve essere solido, frutto di una
ricerca oggettiva e non di ubbie personali degli autori... come
sarebbe il vostro dizionario ideale? Completissimo, ma col rischio di
sommergere di minuzie e rami secchi, o essenziale? Aggiornatissimo con
gli ultimi neologismi o più prudente per attendere cosa resta e cosa
no? Ricco di citazioni letterarie di autori famosi o viceversa
esemplificare l'uso corrente?

A me piacerebbe che possedesse le seguenti caratteristiche.

1. Impostazione tipo "learner's", come i dizionari inglesi per
stranieri, ma con informazioni grammaticali e d'uso per ogni lemma
utili anche per i native speaker che studiano o in preda a qualche
dubbio amletico.

2. Presentazione dei diversi significati dei lemmi secondo un preciso
ordine di frequenza d'uso: prima i significati più comuni, in fondo
quelli specialistici e rari.
La frequenza d'uso per ogni significato dovrebbe essere in ogni caso
specificata, come fa il De Mauro.

3. Non limitarsi al significato, ma portare esempi degli usi più
tipici, le occasioni in cui si usa un termine, le altre parole a cui
di solito si accompagna.

4. Almeno cenni sull'etimo e sull'epoca di introduzione.

5. Riportare le varianti lessicali "non standard", spiegando se si
tratta di regionalismi, di uso colloquiale o anche semplicemente di
uso improprio ma frequente. Per esempio, dovrebbero esserci anche le
voci "ombellico", "giuoco" e "acchitto", con rimandi del tipo:
"ombellico, variante popolare, vedi la forma standard ombelico";
"giuoco, variante ormai poco utilizzata per gioco, ma ancora presente
in formule fisse come Federazione italiana giuoco calcio";
"acchitto", forma errata di acchito".

6. Indicazioni sulla pronuncia standard (con file sonoro nella
versione multimediale che accompagna quella cartacea) e sulla
principali varianti di pronuncia geografiche. Per i prestiti da lingue
straniere, riportare la pronuncia prevalente in Italia, in genere
tanto più italianizzata tanto più la parola è ormai acquisita: per
esempio gap si pronuncia gap, non gæp, e Adam Smith si pronuncia Adam
Smit, non Æd@m Smiθ, mentre per parole di fresca introduzione, quasi
citazioni dirette da una lingua straniera, e per alcuni nomi
contemporanei, si sentono usare anche varianti più vicine
all'originale (per esempio, nei notiziari Washington viene pronunciata
sia con la o, sia con un suono più largo tendente alla a).

7. Avere anche voci per forme flesse o tronche che possono dare luogo
a dubbi, sempre nella logica del "learner's". Per esempio, dovrebbero
esserci voci per "dà" e per "bel". Se cerco sul Sabatini Collettini,
"bel" è solo l'unità multiplo dei decibel.

8. Essere anche dizionario enciclopedico, con nomi e pronuncia
prevalente in italiano di nomi e luoghi italiani e stranieri. Sul Dop
trovo "Roma", ma non trovo "Washington".

9. Essere ricco di locuzioni con significato particolare. Per fare un
esempio: "dolce vita". Sul De Mauro non ne trovo traccia né sotto
"dolce" né sotto "vita".

10. Utilizzare illustrazioni. Il modo migliore per spiegare lo stile
"delfino" a chi non lo conosce è accompagnare la descrizione con un
disegno, mentre dalle sole parole del De Mauro chi non conoscesse già
il significato avrebbe solo una vaga idea: "stile di nuoto che
richiama lo spostamento in acqua del cetaceo".

11. Evitare definizioni circolari. Utililizzare invece (e riportare in
appendice) un elenco ristretto di poche migliaia di parole base di uso
comune per la definizione di tutti gli altri lemmi.

Enrico Olivetti

unread,
Aug 20, 2009, 3:42:57 AM8/20/09
to
Enrico C wrote:

> come
> sarebbe il vostro dizionario ideale?

Il dizionaario dovrebbe essere elettronico e per elettronico non mi
riferisco alla semplice trasposizione su CD di un dizionario cartaceo
Il contenuto dovrebbe sommare tutte le caratteristiche che hai detto.
Il cuore starebbe poi nel sistema di ricerca. tu digiti "sali" e lui ti
propone

sali plurale di sale
sali II persona presente indicativo verbo salire
sali II persona presente indicativo verbo salare
ecc.

oppure digiti "giuoco" e ti manda al lemma "gioco" dove c'� anche scritto
che come forma arcaica si dice anche "giuoco"

infine digiti "squola" e lui ti dice "forse cercavi scuola"

A questo punto la ridondanza dei contenuti non sarebbe pi� un impiccio
perch� l'efficienza del motore di ricerca interno la renderebbe
impercepibile

Inoltre ogni articolo dovrebbe avere uno o pi� link a articoli
sull'argomento trattato o a immagini che descrivono l'oggetto

GCPillan

unread,
Aug 20, 2009, 4:29:42 AM8/20/09
to
Enrico C:

> A me piacerebbe che possedesse le seguenti caratteristiche.

Ieri volevo aggiungere la dodicesima caratteristica come la versione
evoluta di ciò che oggi ha scritto Enrico Olivetti: ovvero il
dizionario dovrebbe capire e rispondere a domande tipo: "Come posso
dire che il film mi è piaciuto un sacco usando parole di registro
IN2L?"

Questo in seguito a due considerazioni. La prima è che se c'è un libro
non ha più senso tenere in forma cartacea è proprio il dizionario,
visto che l'ordinamento alfabetico a lemmi risolve, seppur malamente,
il problema della ricerca e non aiuta minimamente la ricerca semantica
o fonetica o dei sinonimi, per le quali andrebbe molto meglio la
struttura semantica ad albero.

La seconda è che oggi il problema principale dell'informazione è
proprio l'inefficacia del suo reperimento. Forse oggi abbiamo
l'impressione che tra Google, giornali, libri ed enciclopedie sia
tutto prontamente disponibile. In realtà se troviamo l'1% di quanto
disponibile è già molto. E questo succede non solo perché ancor oggi
la maggior parte delle informazioni è soggetta a pagamento e
archiviata da società distinte e isolate, ma soprattutto perché la
ricerca è basata su parole e non su concetti, perché i livelli di
dettaglio e di autorevolezza non sono né codificati, né
standardizzati, perché i riconoscitori del linguaggio naturale non
sono ancora soddisfacenti.

GCPillan

unread,
Aug 20, 2009, 6:04:31 AM8/20/09
to
Enrico Olivetti:

> infine digiti "squola" e lui ti dice "forse cercavi scuola"

E se digiti naturale, noce, canaletto o wengé ti mostra dei colori.

Enrico Olivetti

unread,
Aug 20, 2009, 8:25:36 AM8/20/09
to
GCPillan wrote:

> Enrico C:
> > A me piacerebbe che possedesse le seguenti caratteristiche.
>
> Ieri volevo aggiungere la dodicesima caratteristica come la versione

> evoluta di ci� che oggi ha scritto Enrico Olivetti: ovvero il


> dizionario dovrebbe capire e rispondere a domande tipo: "Come posso

> dire che il film mi � piaciuto un sacco usando parole di registro
> IN2L?"

Questo � ancora pi� evoluto... diciamo che sarebbe la versione 2.0 di
quanto ho suggerito io


> Questo in seguito a due considerazioni. La prima � che se c'� un libro
> non ha pi� senso tenere in forma cartacea � proprio il dizionario,


> visto che l'ordinamento alfabetico a lemmi risolve, seppur malamente,
> il problema della ricerca e non aiuta minimamente la ricerca semantica
> o fonetica o dei sinonimi, per le quali andrebbe molto meglio la
> struttura semantica ad albero.

Ancora siamo lontani. I dizionari oggi in commercio ancora altro non sono
che la mera trasposizione dell'opera cartacea

Enrico C

unread,
Aug 20, 2009, 8:54:07 AM8/20/09
to
On Aug 20, 9:42 am, Enrico Olivetti <pi...@pippo.net> wrote:
> Enrico C wrote:
> > come
> > sarebbe il vostro dizionario ideale?
>
> Il dizionaario dovrebbe essere elettronico e per elettronico non mi
> riferisco alla semplice trasposizione su CD di un  dizionario cartaceo
> Il contenuto dovrebbe sommare tutte le caratteristiche che hai detto.
> Il cuore starebbe poi nel sistema di ricerca. tu digiti "sali" e lui ti
> propone
>
> sali plurale di sale
> sali II persona presente indicativo verbo salire
> sali II persona presente indicativo verbo salare
> ecc.

Certo, nella forma elettronica non sarebbero d'impiccio.
In una versione cartacea però selezionerei le sole forme flesse più
ricercate dagli utenti, basandomi sulle statistiche del server che
ospita la versione online.

> oppure digiti "giuoco" e ti manda al lemma "gioco" dove c'è anche scritto


> che come forma arcaica si dice anche "giuoco"
>
> infine digiti "squola" e lui ti dice "forse cercavi scuola"

[...]

Sì, "giuoco" e "ombellico", ma anche "squola", "acchitto" e
naturalmente... "fila" (nel noto e controversissimo uso!), ma non solo
il rimando secco, che non mi accontenterebbe affatto. Per esempio, il
De Mauro rimanda "giuoco" a "gioco" e "ombellico" a "ombelico" con uno
sbrigativo "var.". Io invece vorrei una spiegazione specifica, per
capire se si tratta di una forma obsoleta del passato, di un uso
controverso (e perché), di una variante popolare o di un puro e
semplice strafalcione frequente.

Enrico C

unread,
Aug 20, 2009, 9:02:13 AM8/20/09
to
On Aug 20, 2:25 pm, Enrico Olivetti <pi...@pippo.net> wrote:
> GCPillan wrote:
> > Enrico C:
> > > A me piacerebbe che possedesse le seguenti caratteristiche.
>
> > Ieri volevo aggiungere la dodicesima caratteristica come la versione
> > evoluta di ciò che oggi ha scritto Enrico Olivetti: ovvero il

> > dizionario dovrebbe capire e rispondere a domande tipo: "Come posso
> > dire che il film mi è piaciuto un sacco usando parole di registro
> > IN2L?"
>
> Questo è ancora più evoluto... diciamo che sarebbe la versione 2.0 di
> quanto ho suggerito io
>

> > Questo in seguito a due considerazioni. La prima è che se c'è un libro
> > non ha più senso tenere in forma cartacea è proprio il dizionario,

> > visto che l'ordinamento alfabetico a lemmi risolve, seppur malamente,
> > il problema della ricerca e non aiuta minimamente la ricerca semantica
> > o fonetica o dei sinonimi, per le quali andrebbe molto meglio la
> > struttura semantica ad albero.
>
> Ancora siamo lontani. I dizionari oggi in commercio ancora altro non sono
> che la mera trasposizione dell'opera cartacea

Onelook.com già impiega una tecnologia di reverse dictionary, che cioè
parte dalle definizioni per ricercare i lemmi che le esprimono.
Per esempio, se cerchi

language spoken in Italy
il primo risultato sarà
Italian

female hog (femmina del maiale)
il primo risulato sarà
sow (scrofa)

Imes

unread,
Aug 21, 2009, 8:29:20 AM8/21/09
to
On Thu, 20 Aug 2009 01:29:42 -0700 (PDT), GCPillan
<gcpi...@email.com> wrote:
omissis
>E questo succede non solo perch� ancor oggi
>la maggior parte delle informazioni � soggetta a pagamento e
>archiviata da societ� distinte e isolate, ma soprattutto perch� la
>ricerca � basata su parole e non su concetti, perch� i livelli di
>dettaglio e di autorevolezza non sono n� codificati, n�
>standardizzati, perch� i riconoscitori del linguaggio naturale non
>sono ancora soddisfacenti.

Notevole! Sei pi� ottimista di me, che � tutto dire.
Avanti cos�!
Ciao. Imes

Enrico C

unread,
Aug 21, 2009, 12:16:37 PM8/21/09
to
On 20 Ago, 14:54, Enrico C <use_replyto_addr...@devils.com> wrote:

[...]
> Sì, "giuoco" e "ombellico", ma anche "squola", "acchitto" e

[...]

Il (cartaceo) "Encarta Essential English Dictionary" riporta anche
alcuni lemmi con spelling errato, evidenziandoli con un carattere
diverso e una riga sovrascritta per indicare appunto che è sbagliato.
Per esempio
-forboding-: incorrect spelling of foreboding
-forceably-: incorrect spelling of forcibly

Quando invece un certo uso è controverso, l'Encarta pur essendo
"compatto" trova lo spazio per spiegare la controversia. Mi pare ben
diverso da quel che fanno la maggior parte dei dizionari italiani, che
si limitano ad accettare o rifiutare un uso, senza informare il
lettore sui termini della controversia.

Ad esempio, al lemma "unique", l'Encarta Compact riporta una nota di
usage:

unique
[...]
USAGE. [...] Many dictionaries and usage guides argue that *unique* is
an absolute concept and so cannot be used with qualifying words such
as 'very' and 'rather', but this stricture seems pedantic. It is,
however, best avoided in formal writing.

Altro esempio di disputed usage è quello di "hopefully" per dire "si
spera"...

hopefully
[...]
2 indicates that something is hoped
USAGE. Many people object when *hopefully* is used as a so-called
sentence adverb, that is to say, as an introduction word that
qualifies the entire sentence, as in "Hopefully, someone can resolve
this."
The criticism arises from the fact that in this sentence no one is
present who is meant to be doing the hoping. You can avoid the whole
problem by saying "Let's hope", "Let us hope", or "It is to be hoped".

GCPillan

unread,
Aug 21, 2009, 12:50:24 PM8/21/09
to
Enrico C:

> Il (cartaceo) "Encarta Essential English Dictionary" riporta anche
> alcuni lemmi con spelling errato, evidenziandoli con un carattere
> diverso e una riga sovrascritta per indicare appunto che è sbagliato.

Per l'inglese ha di certo più senso che in italiano, tant'è che
esistevano (ci sono ancora?) gli spell checker elettronici per
bambini. Scrivi la fonetica, viene lo spelling. Non mi risulta che in
italiano si facciano competizioni di Spelling Bee come negli USA.

Enrico C

unread,
Aug 21, 2009, 3:22:57 PM8/21/09
to

Vero, gli inglesi hanno più gatte da pelare con lo spelling, ma anche
gli italiani possono avere incertezze sulla corretta grafia e trovarsi
a cercare parole inesistenti!
"acchitto" per "acchito", "appropiato" per "appropriato", "coscenza"
per "coscienza", "ingegniere" per "ingegnere", "Caltanisetta" per
"Caltanissetta", "Macchiavelli" per "Machiavelli", "aereoporto" per
"aeroporto", "biricchino" per "birichino", "metereologia" o
"meterologia" per "meteorologia"...

GCPillan

unread,
Aug 22, 2009, 7:03:46 AM8/22/09
to
Enrico C:

> Vero, gli inglesi hanno più gatte da pelare con lo spelling, ma anche
> gli italiani possono avere incertezze sulla corretta grafia e trovarsi
> a cercare parole inesistenti!
> "acchitto" per "acchito", "appropiato" per "appropriato", "coscenza"
> per "coscienza", "ingegniere" per "ingegnere", "Caltanisetta" per
> "Caltanissetta", "Macchiavelli" per "Machiavelli", "aereoporto" per
> "aeroporto", "biricchino" per "birichino", "metereologia" o
> "meterologia" per "meteorologia"...

Sono però coppie di parole alfabeticamente vicine: non c'è quindi il
rischio di non trovare ingegnere cercando ingeniere.

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