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ipercorrettismo ed etimologie popolari

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Janis

unread,
Aug 23, 1998, 3:00:00 AM8/23/98
to
Sono molto divertita dai fenomeni di ipercorrettismo ed etimologie
popolari, in tutte le lingue...io ne ricordo pochi purtroppo, mi potete
aiutare scrivendomi quelli che vi vengono in mente? (salvero' i post
ovviamente, 'che il mio hd funziona molto meglio del mio cervello ;) )
ciao
Janis

Rnd

unread,
Aug 23, 1998, 3:00:00 AM8/23/98
to
Eccomi......sono Francesco di PV e grazie ad Orlando posso rispondere alla
tua domanda........se vuoi possiamo anche mantenerci in contatto attraverso
l'e-mail di Orlando.....ma torniamo alla risposta:

Window: finestra, il termine indica l'occhio(eye) esposto al vento(wind);

Trieste: città del Mercato, analogo a Targeste (città Libica)

Faggio: albero che da nutrimento; infatti il termine indica che l'uomo un
tempo si nutriva di ghiande (es.:antropofago.......)

erario: anticamente i metalli preziosi erano Cu e Bronzo aerarium era la
sala del tempio di saturno dove era conservato il tesoro di Roma, in seguito
si conservo principalmente Au, Ag ma il termine non cambiò

Spero che la cosa ti sia stata gradita e mi piacerebbe poter scambiare
ancora quattro parole con te.
l'email di Orlando è: s.or...@mi.flashnet.it
a presto

Janis ha scritto nel messaggio <01bdceb3$de74b420$e4826ec3@nisiirob>...

Elrond

unread,
Aug 23, 1998, 3:00:00 AM8/23/98
to
On Sun, 23 Aug 1998 22:19:57 +0200, "Rnd" <s.or...@mi.flashnet.it>
wrote:

>erario: anticamente i metalli preziosi erano Cu e Bronzo aerarium era la
>sala del tempio di saturno dove era conservato il tesoro di Roma, in seguito
>si conservo principalmente Au, Ag ma il termine non cambiò

Ma questa non e' la _vera_ etimologia di "erario"?

Ciao
Elrond

____________________________________________________

Time flies like an arrow. Fruit flies like a banana.

Alessio Quirino

unread,
Aug 23, 1998, 3:00:00 AM8/23/98
to
On 23 Aug 1998 16:34:16 GMT, "Janis" <MD5...@miciolink.it> wrote:

>Sono molto divertita dai fenomeni di ipercorrettismo ed etimologie
>popolari, in tutte le lingue...io ne ricordo pochi purtroppo, mi potete
>aiutare scrivendomi quelli che vi vengono in mente? (salvero' i post
>ovviamente, 'che il mio hd funziona molto meglio del mio cervello ;) )

Sei fortunata: proprio in questi giorni dovevo studiare queste cose
per un esame :-)
Ecco alcuni esempi tratti da "L' italiano" di Francesco Bruni:

autobilancia (per: autoambulanza)
le tasse celebri (per: le tasse celibi dell' epoca fascista)
si inciampo' l' arma (per: inceppo')
il confine di pulizia (per: confino di polizia)
rotamobile (per: automobile)

Ciao,
Alessio

Janis

unread,
Aug 24, 1998, 3:00:00 AM8/24/98
to

>
> Ma questa non e' la _vera_ etimologia di "erario"?
>
> Ciao
> Elrond
>

ehm, si' infatti. Forse non sono stata chiara io...
Per etimologia popolare intendo quel fenomeno linguistico per il quale una
parola "passa" da una lingua all'altra subendo delle variazioni dovute alla
loro somiglianza con qualche parola o costrutto della lingua "ricevente",
variazioni chiaramente frutto della poca erudizione linguistica della
generalita' delle persone (da cui popolare)...esempio: usignolo (o si dice
usiguolo? mah!) era in latino luscinius e quindi si sarebbe dovuto dire
lusignolo semmai, ma la elle iniziale e' stata avvertita come un articolo
(per somiglianza fonetica immagino) e quindi e' stata tolta....in spagnolo
addirittura e' diventato luis senor...proprio perche' la parola somigliava
ad altre gia' esistenti...e cosi' gli spagnoli chiamano un povero uccellino
"signor luigi"! ahah non e' divertente?

Io spero che mi troviate altri esempi perché io ne ho sentiti tanti che
pero' poi ho dimenticato (cerchero' di spremere il mio cervellino in questi
giorni e se mi torna in mente qualcosa lo postero'). Ci sono esempi molto
interessanti anche nei dialetti...
...e a proposito di dialetti...ho un esempio in dialetto del fenomeno
dell'ipercorrettismo (e il collegamento l'ho fatto io, non l'ho letto ne'
alcuno me lo ha detto - voglio la medaglia!- ehhe)...allora sentite questa:
in abruzzo (ma sono sicura che in altre regioni del sud si dice allo stesso
modo) ho sentito dire da parte di persone non istruite che tentavano di
parlare italiano: ho guadambiato (invece di guadagnato) tanti soldi
io credo si tratti di ipercorrettismo, infatti, nello stesso dialetto il
suono italiano -mb- spesso diventa -gn- (ad esempio nella parola cambiare
che in quel dialetto si dice "cagna' " ) quindi le persone avvertono il
suono -gn- come dialettale nella parola guadagno e si correggono
cambiandola in guadambio...dando appunto luogo al fenomeno
dell'ipercorrettismo :)
carino no?
baci
Janis


Laser

unread,
Aug 24, 1998, 3:00:00 AM8/24/98
to
Il giorno 24 Aug 1998 01:07:15 GMT, "Janis" <MD5...@miciolink.it> ha
stastierato:

>generalita' delle persone (da cui popolare)...esempio: usignolo (o si dice
>usiguolo? mah!) era in latino luscinius e quindi si sarebbe dovuto dire
>lusignolo semmai, ma la elle iniziale e' stata avvertita come un articolo
>(per somiglianza fonetica immagino)

E' successa qualcosa del genere anche per oro - d'oro - dorato ?


Grazie


Spino

Sempre andare controvento, soltanto cosi' e' possibile alzarsi in volo
(Proverbio cinese)


Giancarlo Riccardi

unread,
Aug 24, 1998, 3:00:00 AM8/24/98
to

Janis ha scritto nel messaggio <01bdcefb$8dbb08c0$9f826ec3@nisiirob>...

>Io spero che mi troviate altri esempi perché io ne ho sentiti tanti che
>pero' poi ho dimenticato (cerchero' di spremere il mio cervellino in questi
>giorni e se mi torna in mente qualcosa lo postero'). Ci sono esempi molto
>interessanti anche nei dialetti...


Alcuni esempi raccolti sul campo,
...purtroppo non sempre riesco a dissimulare la sonora risata
che sgorga irrefrenabile, e i miei clienti forse pensano che
fumi qualcosa di strano

1 - " ...dove vanno i prensili ?? " detto da un montatore di mobili
( da: prendere, ovviamente )

2 - " ...vorrei mettere in cortile un bel Gazzello " detto da una signora
che cercava disperatamente
di non parlare dialetto per darsi un tono.
Solo che l'immagine di questo gazzello che gli pascolava nel cortile mi ha
fatto sbottare.
Che fatica il recupero...ah, stava per "gazebo"

3 - "...e qui ci facciamo una bella sogliola di marmo "
detta dal cliente al marmista...io guardavo di sottecchi il marmista
sgignazzando , che replica
" una sogliola...no č meglio di travertino "e rimane serio.Poi ho scoperto
che le _soglie_ le chiamava cosě pure lui.

4 - Questa č al quadrato :
stavo seguendo la trivellazione di un pozzo , quando , si intercetta
la falda.
il cliente : "avete trovato la falda FRENETICA ?"
l'operaio : "sě, ma non č buona , č acqua EUFORICA"
sono quasi svenuto

5 - prometto che č l'ultima, me l'hai fatta venire in mente con l'Abruzzo.
Mio cugino ( per gli amici di IDLM , č vero ) un giorno ha girato un paese
intero
( dalle parti di Tortoreto ) cercando un tizio che gli doveva prestare la
scala.
Il vicino gli aveva infatti chiesto di andare a prendere la scala alta da lu
minio.
Quando č tornato dopo due ore č sbottato arrabbiatissimo
" ma chi č 'sto minio, che non lo conosce nessuno ".
Vi lascio immaginare gli sguardi di compatimento della famiglia che l'aveva
visto sparire.
Ciao
Giancarlo


Elrond

unread,
Aug 24, 1998, 3:00:00 AM8/24/98
to
On Mon, 24 Aug 1998 16:35:13 +0200, "Giancarlo Riccardi"
<Gric...@racine.ra.it> wrote:

>stavo seguendo la trivellazione di un pozzo , quando , si intercetta
>la falda.
>il cliente : "avete trovato la falda FRENETICA ?"

>l'operaio : "sì, ma non è buona , è acqua EUFORICA"

Per la falda "freatica", OK.
Ma che cavolo e' l'acqua "euforica"?

Mi viene in mente "Prendere un appetitivo" (citato da Alberto Savinio,
per "aperitivo") e poi "le isole Balneari".

Janis

unread,
Aug 24, 1998, 3:00:00 AM8/24/98
to

Giancarlo Riccardi <Gric...@racine.ra.it> scritto nell'articolo
<6rs0o5$j...@racine.provincia.ravenna.it>...


>
> Alcuni esempi raccolti sul campo,
> ...purtroppo non sempre riesco a dissimulare la sonora risata
> che sgorga irrefrenabile, e i miei clienti forse pensano che
> fumi qualcosa di strano
>

ahahhaah io per fortuna ho potuto ridere tranquillamente! Al massimo il mio
vicino, che sa che vivo da sola, pensera' che sono pazza o che e' colpa dei
gatti!
Una precisazione pero', per te e gli altri che hanno risposto: sia
l'ipercorrettismo sia le etimologia popolari erano da me intese, nella
domanda iniziale, non come fenomeni sporadici o errori individuali di
qualche persona ignorante (pero' continuate a mandarli che sono davvero
spassosi!) ma come fenomeni linguistici generalizzati in grado di incidere
su una lingua o un dialetto (insomma, na cosa seria!).
Continuo a sperare
Janis


Maurizio Pistone

unread,
Aug 24, 1998, 3:00:00 AM8/24/98
to
Su it.cultura.linguistica.italiano "Janis" <MD5...@miciolink.it> ha
scritto:

>Sono molto divertita dai fenomeni di ipercorrettismo ed etimologie
>popolari, in tutte le lingue...io ne ricordo pochi purtroppo, mi potete
>aiutare scrivendomi quelli che vi vengono in mente? (salvero' i post
>ovviamente, 'che il mio hd funziona molto meglio del mio cervello ;) )

>ciao
>Janis

Estetica da esteriore.


Maurizio Pistone - Torino

http://freeweb.aspide.it/freeweb/pistone/

mailto:pis...@iol.it

strenua nos exercet inertia Hor.


Lbo da casa

unread,
Aug 24, 1998, 3:00:00 AM8/24/98
to
>Sono molto divertita dai fenomeni di ipercorrettismo ed etimologie
>popolari, in tutte le lingue...io ne ricordo pochi purtroppo, mi potete

be', forse non e' proprio quello che ti interessa, ma eccone una
fresca fresca appena crosspostata da it.hobby.cucina:

Lbo da casa ha scritto nel messaggio <35d58cb9...@news.ntt.it>...
>>nelle osmizze (posto dove si beve vino
>>prodotto ed imbottigliato dal produttore)
>
>mmmh... osmizze... interessante questo termine... ormai la
>frequentazione di it.cultura.linguistica.italiano mi ha
>condizionato...
>
>che l'etimo non sia da ricercare in una radice comune a "mescita"? e'
>un termine friulano, triestino o slavo?

Ciao Lbo, c'eri quasi arrivato da solo, ma chi sei???? Dante!
:-)))))))))

L'etimo, deriva dalla parola Slovena osmica "leggesi osmiza", =
ottavo, (ottavo di vino, ottavo giorno, o per l'appunto otto giorni
nel senso quantitativo), per intenderci, era il termine di tempo che i
contadini potevano tenere aperta la cantina per la vendita del proprio
vino, sfuso o in damigiane, al pubblico, questa legge e' stata attuata
e applicata per la prima volta, sotto il dominio AustroUngarico, e
vige tuttora. per la gente odierna significa piu' o meno: luogo dove
si vende il vino prodotto dalle proprie vigne; il luogo viene
segnalato con delle frasche appese all'entrata della casa e nelle
vicinanze, facilitando il ritrovamento del posto ai viandanti.
Ciao! :-))
Marinetto


======================================================

my opinions do not necessarily have to be true.

======================================================
per rispondermi rimuovere NOSPAM. dall'indirizzo email
to answer me remove NOSPAM. from email address
======================================================


Elrond

unread,
Aug 24, 1998, 3:00:00 AM8/24/98
to
On 24 Aug 1998 18:34:12 GMT, "Janis" <MD5...@miciolink.it> wrote:

> fenomeni linguistici generalizzati in grado di incidere
>su una lingua o un dialetto (insomma, na cosa seria!).
>Continuo a sperare

"Stravizio" come "superlativo" di "vizio", cioe' come bagordo: a
quanto ho capito deriva dallo Sloveno "Sdravica", che significa
brindisi.

Elrond

unread,
Aug 24, 1998, 3:00:00 AM8/24/98
to
On Mon, 24 Aug 1998 20:20:50 GMT, pis...@iol.it (Maurizio Pistone)
wrote:

>Estetica da esteriore.

Mi ricorda le cose tipo "lucus a non lucendo", "canis a non canendo"
etc.

g.ma...@usa.net

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to
In <35e1bc6c...@news1.tin.it> Elrond scrive...

> On Mon, 24 Aug 1998 16:35:13 +0200, "Giancarlo Riccardi"
> <Gric...@racine.ra.it> wrote:

>> stavo seguendo la trivellazione di un pozzo , quando , si intercetta
>> la falda.
>> il cliente : "avete trovato la falda FRENETICA ?"
>> l'operaio : "sì, ma non è buona , è acqua EUFORICA"

> Per la falda "freatica", OK.
> Ma che cavolo e' l'acqua "euforica"?

Solforica?

> Mi viene in mente "Prendere un appetitivo" (citato da Alberto Savinio,
> per "aperitivo") e poi "le isole Balneari".

A me viene in mente la paziente che disse al medico: "Dottore, ho misurato la
temperatura nei due modi che mi ha detto: all'ascella e al rettile".

Aggiungo che, diverse volte, ho sentito parlare di "provvidenza sociale".

Gian Carlo

-----== Posted via Deja News, The Leader in Internet Discussion ==-----
http://www.dejanews.com/rg_mkgrp.xp Create Your Own Free Member Forum

g.ma...@usa.net

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to
In <35e1ca8c...@news.iol.it> Maurizio Pistone scrive...

> Estetica da esteriore.

La professoressa di un liceo scientifico: "E non cercate di copiare, perche'
vi vedo: ho cento occhi: come il centauro".

Giancarlo Riccardi

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to

Janis ha scritto nel messaggio <01bdcf8d$cdc1a400$d7826ec3@nisiirob>...

>Una precisazione pero', per te e gli altri che hanno risposto: sia
>l'ipercorrettismo sia le etimologia popolari erano da me intese, nella
>domanda iniziale, non come fenomeni sporadici o errori individuali di
>qualche persona ignorante (pero' continuate a mandarli che sono davvero
>spassosi!) ma come fenomeni linguistici generalizzati in grado di incidere

>su una lingua o un dialetto (insomma, na cosa seria!).
>Continuo a sperare
>Janis

Infatti ( e purtroppo ) passato il primo attimo di smarrimento, ho
constatato che tali termini
sono comunemente utilizzati.

Mi riferisco a "sogliola" invece di soglia ( la sogliola è piatta , da qui
il collegamento "metaforico"
che mi sono immaginato, oltre all'eufonia ) in voga presso quasi tutti i
marmisti e muratori.

Un'altro comunissimo che avevo omesso è " faccia a lisca " al posto di
"faccia a vista " detto di un muro
edificato con gli elementi ( pietre piene o mattoni ) non intonacati.
Presumo che l'errore sia generato da un determinato tipo di posa in cui i
mattoni si collocano " a V "
dando l'illusione di una lisca di pesce stilizzata.

Anche "falda frenetica" ( al posto di FREATICA ) l'ho sentita da persone
diverse.

L'acqua "euforica" ...secondo me, il soggetto in questione entrando nella
discussione non voleva essere da meno , e per darsi una apparenza di
cognizione di causa l'ha sparata così , come gli è venuta.
Sempre secondo la mia deduzione , il processo è stato questo :
acqua solforosa ( non si ricordava bene il termine ) >acqua solforica
c'era qualcosa che non lo convinceva !) > acqua euforica ( la parola
l'aveva già sentita ed il dittongo EU gli suonava bene )
ciao


Daniele A. Gewurz

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to
On 23 Aug 1998, Janis wrote:

> Sono molto divertita dai fenomeni di ipercorrettismo ed etimologie

Me n'e` venuto in mente un paio: credo si possa considerare un
ipercorrettismo il fatto che molti, in italiano, scrivono "suspence"
anziche' "suspense". Evidentemente il ragionamento e`: "Spesso in inglese
o francese la 'c' si pronuncia 's' e quindi..."

Un ipercorrettismo antico, che ha dato origine ad una grafia attuale
pare che sia quello che ha portato da "Hispania" a "Spagna". Pare che
nella pronuncia popolare del latino fosse frequente anteporre una "i"
alle "s" impure, e quindi piu` d'uno, scrivendo una parola come "Hispania"
avra` pensato che era lui a pronunciarla male, e che era piu` corretto
"spania" (la mia fonte e` la storia della lingua italiana di Migliorini,
a memoria).

Saluti,
Daniele

Giancarlo Riccardi

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to

Giancarlo Riccardi ha scritto nel messaggio
<6ru0eg$f...@racine.provincia.ravenna.it>...

...ne dimanticavo uno quasi "nazionale" , che perň č strano.
Sento molti , in varie parti d'Italia, chiamare CATASTRO
l' Ufficio tecnico Erariale, per gli intimi CATASTO.

Mi pare strano perchč la radice catasto, catasta, ha un senso
anche nella lingua corrente ed il termine č tuttora usato.

L'unico nesso plausibile č l'omofonia di catastro con catastrofe.
Spiegabile con il fatto che quando hai avuto a che fare con il Catasto ,
seguono a ruota le tasse e le imposte sugli immobili.
Insomma, per i piů , una catastrofe ;-)

Elrond

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to
On Tue, 25 Aug 1998 10:39:11 +0200, "Giancarlo Riccardi"
<Gric...@racine.ra.it> wrote:

>acqua solforosa ( non si ricordava bene il termine ) >acqua solforica
> c'era qualcosa che non lo convinceva !) > acqua euforica ( la parola
>l'aveva già sentita ed il dittongo EU gli suonava bene )

Si trattava quindi di un'acqua _eufonica_

Elrond

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to
On Tue, 25 Aug 1998 10:01:37 GMT, g.ma...@usa.net wrote:

>La professoressa di un liceo scientifico: "E non cercate di copiare, perche'
>vi vedo: ho cento occhi: come il centauro".

Il mio ex prof di Storia, di fronte a una classe globalmente affetta
da raucedine: "Ragazzi, come tossite! Alla vostra eta' siete gia'
tutti _tossici_"

Maurizio Borrelli

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to

Janis ha scritto nel messaggio <01bdcefb$8dbb08c0$9f826ec3@nisiirob>...

>[...] ho guadambiato [...]

Non ricordo dove ma lo trovi usato in Gadda. Purtroppo in questo periodo
sono lontano dai miei libri e non posso cercarlo.


Ciao.
Maurizio

Maurizio Borrelli

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to

Janis ha scritto nel messaggio <01bdceb3$de74b420$e4826ec3@nisiirob>...

>[...] scrivendomi quelli che vi vengono in mente? [...]

Il caso di una mamma veneziana che presenta ad un parlante italiano il
figlio Matteo (_Mateo_) come Mattello e' un ipercorrettismo?
(Marteo-Martello, Serveo-Cervello, etc.). Sembra piuttosto un vero e proprio
errore di traduzione da una lingua ad un'altra che si conosce poco ma che
suona simile alla nostra, come per gli italiani il francese o lo spagnolo.
Ovvero, se uno parla abitualmente dialetto e non ha studiato, chiaramente
parlera' un'italiano storpiato. Si puo' parlare di ipercorrettismo in questo
caso?

Ciao.
Maurizio

Elrond

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to
On Tue, 25 Aug 1998 09:54:55 +0200, "Maurizio Borrelli"
<mbor...@tin.it> wrote:


>Ovvero, se uno parla abitualmente dialetto e non ha studiato, chiaramente
>parlera' un'italiano storpiato. Si puo' parlare di ipercorrettismo in questo
>caso?

Credo che sia la definizione di ipercorrettismo.

MarcoVAldo

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to
"Janis" <MD5...@miciolink.it> wrote:

>Sono molto divertita dai fenomeni di ipercorrettismo ed etimologie

>popolari, in tutte le lingue

dalle mie parti si dice comunemente _filibustiere_ per indicare
l'autista dei filobus (abito sull'isola del tesoro)

cio` viene facilitato dal fatto che _il filobus_ in dialetto si dice,
oltre che _el filobus_ e _la filobus_, anche _la filibus_

il passaggio a _filibu..stier_ e` un giuoco da ragazzi

il motivo della bisessualita` del filobus, invece, e` piu` oscuro

mi viene anche in mente che invece gli autobus (senza fili) vengono
comunemente chiamati _radiali_ (femminile), senza alcun nesso con il
tragitto che compiono; anzi, direi che le _circolari_ sono servite da
autobus, che vengono puntualmente chiamati _radiali_; mentre i
percorsi radiali sono appannaggio dei filobus (e relativa filibusta)

salutibus,
m.

MarcoVAldo

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to
"Giancarlo Riccardi" <Gric...@racine.ra.it> wrote:

>...ne dimanticavo uno quasi "nazionale" , che però è strano.


>Sento molti , in varie parti d'Italia, chiamare CATASTRO
>l' Ufficio tecnico Erariale, per gli intimi CATASTO.

pero` sia in francese che in inglese si dice _cadastre_

anche in portoghese si usa cadastro, anche se con un significato piu`
esteso

che gli anormali siamo noi?

>Mi pare strano perchè la radice catasto, catasta, ha un senso
>anche nella lingua corrente ed il termine è tuttora usato.

lo Zing propone radici (greche) diverse per i due termini; fosse vero,
il nesso fra catasto e catasta starebbe nel fatto che tutti immaginano
che al catasto ci siano cataste di documenti ammuffiti (ah,
l'immaginario collettivo)

ecco le etimologie Zingarellesche:

catasta [lat. catasta (m (sic)), forse dal gr. katastasis
'collocazione']

catasto [gr. tardo katastichon, da kata stichon 'riga per riga'
(stichos 'riga')]

perche` anche i greci _scannerizzizzavano_ le mappe una riga per volta

m.

_____________
Marco Lazzari
marco...@geocities.com
http://www.geocities.com/Athens/Acropolis/5398/
_____________

Janis

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to

Maurizio Borrelli <mbor...@tin.it> scritto nell'articolo
<6rueeq$j70$7...@nslave1.tin.it>...


> Il caso di una mamma veneziana che presenta ad un parlante italiano il
> figlio Matteo (_Mateo_) come Mattello e' un ipercorrettismo?
> (Marteo-Martello, Serveo-Cervello, etc.). Sembra piuttosto un vero e
proprio
> errore di traduzione da una lingua ad un'altra che si conosce poco ma che
> suona simile alla nostra, come per gli italiani il francese o lo
spagnolo.

> Ovvero, se uno parla abitualmente dialetto e non ha studiato, chiaramente
> parlera' un'italiano storpiato. Si puo' parlare di ipercorrettismo in
questo
> caso?
>

Bravo! E' *esattamente* questo l'ipercorrettismo! Infatti, nel tentativo di
parlare un corretto italiano, la persona che ha come prima lingua un
dialetto cerca di applicare (e lo fa inconsapevolmente quasi sempre) alcune
regole tratte dall'esperienza trasformando alcuni suoni che avverte come
dialettali nel loro corrispondente italiano. Mi chiedo se l'esempio che hai
fatto sia inventato o sentito da qualche parte, perché mi pare incredibile
che questo possa succedere anche con i nomi propri (e del figlio per di
piu'!)
Ringrazio tutti per i loro post divertenti e informativi (<---ok sto
traducendo dall'inglese mia prima lingua...come diavolo si dice in
italiano?)
baci
Janis

mroghy

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to
Della serie:

Maresciallo: Da dove vieni?
Soldato: Da Spinella

Anziché Spinea, Comune in provincia di Venezia.

Sono stato un testimone oculare, mi sono piegato dal ridere e mi sono beccato
una pulizia cessi premio.

Maurizio.

Maurizio Borrelli wrote:

> Janis ha scritto nel messaggio <01bdceb3$de74b420$e4826ec3@nisiirob>...
>

> >[...] scrivendomi quelli che vi vengono in mente? [...]


>
> Il caso di una mamma veneziana che presenta ad un parlante italiano il
> figlio Matteo (_Mateo_) come Mattello e' un ipercorrettismo?
> (Marteo-Martello, Serveo-Cervello, etc.). Sembra piuttosto un vero e proprio
> errore di traduzione da una lingua ad un'altra che si conosce poco ma che
> suona simile alla nostra, come per gli italiani il francese o lo spagnolo.
> Ovvero, se uno parla abitualmente dialetto e non ha studiato, chiaramente
> parlera' un'italiano storpiato. Si puo' parlare di ipercorrettismo in questo
> caso?
>

> Ciao.
> Maurizio


LuS

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to
Sentite di persona in banca:
<<Scusi c'è il direttore o chi ne fa le FECI?>>
<<Me lo farebbe un CARRE' di assegni>>
E non vi dico quanti MIGLIONI ho letto sugli assegni!!!
Ciao,
Lus


Lbo da casa

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to
>Un'altro comunissimo che avevo omesso è " faccia a lisca " al posto di
>"faccia a vista " detto di un muro

non posso trattenermi dal citare la barzelletta dei due ciccioni che
escono contemporaneamente da uno stretto ascensore e si incastrano
nelle porte. "faccia da perno, faccia da perno!", dice, cercando di
divincolarsi, il piu' sveglio dei due. "ma ce sarai, a faccia da
cu*o!"

Lbo da casa

unread,
Aug 25, 1998, 3:00:00 AM8/25/98
to
Premesso che non si puo' compilare .mdb in .exe, on 23 Aug 1998

16:34:16 GMT, "Janis" <MD5...@miciolink.it> wrote:

>Sono molto divertita dai fenomeni di ipercorrettismo ed etimologie

ho capito quello che dici. allora, una colf di mia madre diceva:

forza di gravidanza, per forza di gravita'; i nei per indicare i
lampadari con luci al neon; i cami come plurale di un camion.

durante il servizio militare ho sentito pronunciare la seguente frase:
"non fate confusione con le aradie!", con le radio.

Maurizio Borrelli

unread,
Aug 26, 1998, 3:00:00 AM8/26/98
to

Janis ha scritto nel messaggio <01bdd045$f19c11e0$51856ec3@nisiirob>...

>
>Maurizio Borrelli <mbor...@tin.it> scritto nell'articolo
><6rueeq$j70$7...@nslave1.tin.it>...

>> Il caso di una mamma veneziana che presenta ad un parlante italiano il
>> figlio Matteo (_Mateo_) come Mattello e' un ipercorrettismo?


>[...] Mi chiedo se l'esempio che hai


>fatto sia inventato o sentito da qualche parte, perché mi pare incredibile
>che questo possa succedere anche con i nomi propri (e del figlio per di
>piu'!)

Si racconta come barzelletta ma direi che la probabilita' che sia realmente
successo negli ultimi 50 anni e' pari a 1. Mi conforta il post di mroghy a
proposito di Spinea/Spinella.

Ciao.
Maurizio

Maurizio Borrelli

unread,
Aug 26, 1998, 3:00:00 AM8/26/98
to

LuS ha scritto nel messaggio <35E30BEB...@promix.it>...

>E non vi dico quanti MIGLIONI ho letto sugli assegni!!!

Ma che dico MIGLIONI, MIGLIARDI!
Che figura retorica e'?
(Domando per sapere. Non voglio _sfottere_ nessuno.)

Ciao.
Maurizio

Robu

unread,
Aug 27, 1998, 3:00:00 AM8/27/98
to
Eureka! esclamo' "Janis" <MD5...@miciolink.it>, ma poi scrisse:

>Bravo! E' *esattamente* questo l'ipercorrettismo! Infatti, nel tentativo di
>parlare un corretto italiano, la persona che ha come prima lingua un
>dialetto cerca di applicare (e lo fa inconsapevolmente quasi sempre) alcune
>regole tratte dall'esperienza trasformando alcuni suoni che avverte come
>dialettali nel loro corrispondente italiano.

Questa l'ha riportata Frate Indovino.
Il sindaco di una citta' che non ricordo, durante una celebrazione
vuole presentare un'organizzatrice: "Alla mia sinistra, questa signora
violata..." (vestita di viola)...
La signora sara' diventata viola sul serio.


Ciao Il mio indirizzo e-mail e'
Robu rob...@hotmail.com
<-><-><-><-><-><-><-><-><-><-><->
________________________________
| |
| Meglio un uovo oggi che domani |
|________________________________|

Elrond

unread,
Aug 28, 1998, 3:00:00 AM8/28/98
to
On 24 Aug 1998 01:07:15 GMT, "Janis" <MD5...@miciolink.it> wrote:

>Per etimologia popolare intendo quel fenomeno linguistico per il quale una
>parola "passa" da una lingua all'altra subendo delle variazioni dovute alla
>loro somiglianza con qualche parola o costrutto della lingua "ricevente",
>variazioni chiaramente frutto della poca erudizione linguistica della
>generalita' delle persone

Mi vengono in mente varie cose che sono pero' fenomeni diversi:

"la matita" simile a "l'usignolo", da " l' ematite", materiale di cui
erano fatte le mine

"il vasistas" che e' - almeno nel nord Italia - una finestrella
incernierata in basso posta sopra la porta: dal tedesco "was ist das?"

"omosessuale" di cui alcuni fanno il plurale "uomini sessuali", cioe'
come se "omo" fosse l'uomo e non "lo stesso"

Mi chiedevo perche' da giorni non apparisse questo post e poi non lo
avevo inviato :-(

Laser

unread,
Aug 31, 1998, 3:00:00 AM8/31/98
to
Il giorno Tue, 25 Aug 1998 12:57:14 +0200, "Daniele A. Gewurz"
<gew...@MAI.PIU.SPAM.mat.uniroma1.it> ha stastierato:

>ipercorrettismo il fatto che molti, in italiano, scrivono "suspence"
>anziche' "suspense". Evidentemente il ragionamento e`: "Spesso in inglese
>o francese la 'c' si pronuncia 's' e quindi..."

E io che ho sempre scritto sàspens!!!!!!

Spino

Per me David Hasselhoff rimarra' sempre Michael Night, non Mitch
Buchannon


Alberto

unread,
Aug 31, 1998, 3:00:00 AM8/31/98
to
Robu <rob...@hotNOSPAMmail.com> wrote:

> Questa l'ha riportata Frate Indovino.
> Il sindaco di una citta' che non ricordo, durante una celebrazione
> vuole presentare un'organizzatrice: "Alla mia sinistra, questa signora
> violata..." (vestita di viola)...
> La signora sara' diventata viola sul serio.

Molto bella. Me ne ricorda una raccontata da mio cognato
che e' di Napoli. Alcuni operai che stavano ristrutturando
casa sua, riferendosi al battiscopa (o "zoccolo") hanno
usato il termine "la topolatura".

L'intenzione era chiaramente di usare il termine "zoccolatura"
che pero' deve essere stato giudicato volgare a causa dell'uso
di "zoccola" come "prostituta". Poiche' a Napoli "zoccola" indica
pero' anche la pantegana, ecco la deviazione quasi disperata
su quello che e' stato interpretato come un possibile sinonimo.

Ferdinando Chiodo

unread,
Aug 31, 1998, 3:00:00 AM8/31/98
to
"Janis" <MD5...@miciolink.it> wrote:

>variazioni chiaramente frutto della poca erudizione linguistica della

>generalita' delle persone (da cui popolare)

Credo esista anche un ipercorrettismo accademico:

1. "Pedagogia" significava inizialmente "arte del pedagogo". In Grecia
il "paidagogos" era lo schiavo che accompagnava i bambini a scuola o
in palestra (paidos = fanciullo, agein = condurre). Nella famiglie
patrizie delle Roma repubblicana il "paedagogus" era lo schiavo
(greco) che insegnava la propria lingua ai bambini romani. Nei corsi
di specializzazione in Gerontologia e Geriatria (geron = vecchio)
della maggior parte delle universita' italiane da qualche anno e'
prevista una disciplina chiamata per assonanza "Geragogia" e definita
"la scienza dell'educazione dell'anziano".

2. Il termine "Policlinico" e' stato verosimilmente importato nell'800
dal tedesco "Poliklinik" o dal francese "Policlinique" per indicare un
ospedale cittadino (polis = citta', kline = letto). Chi ha coniato il
termine non voleva designare, evidentemente, un ospedale multiplo
(polys = molto) perche', in tal caso, avrebbe scritto, a seconda della
nazionalita', "Polyklinik" o "Polyclinique". Con mia sorpresa ho
notato che in inglese si usa il termine "polyclinic" (e non
"policlinic", come ci si dovrebbe aspettare in base all'etimologia).

>...esempio: usignolo (o si dice
>usiguolo? mah!) era in latino luscinius e quindi si sarebbe dovuto dire
>lusignolo semmai, ma la elle iniziale e' stata avvertita come un articolo
>(per somiglianza fonetica immagino)

3. Sono stato in vacanza in Sila. A Soveria Mannelli ho visto un
ruscello chiamato, nel dialetto della Calabria citeriore, "u Lamatu"
("u" = articolo determinativo). Si trattava della sorgente del fiume
chiamato dai greci "Lamete" (alla foce sorgeva la citta' di Lametia),
e riportato sulle carte geografiche italiane (a partire dal 1860?)
come fiume "Amato".
Ciao
Ferdinando Chiodo
--------------------------------------------------------------
mailto: fch...@macronet.it (remove "NOSPAM" from the address)

Janis

unread,
Aug 31, 1998, 3:00:00 AM8/31/98
to
Ferdinando Chiodo <fch...@NOSPAMmacronet.it> scritto nell'articolo
<35ead06f...@news.flashnet.it>...

grazie per il tuo lungo e dettagliato post, ho molto apprezzato ;)



> Con mia sorpresa ho
> notato che in inglese si usa il termine "polyclinic" (e non
> "policlinic", come ci si dovrebbe aspettare in base
all'etimologia).

In inglese, tanto per far un po' di conclusione, sono attestate
entrambe le grafie: quella che tu segnali indica in effetti quello
che in italiano di chiama policlinico (con etimo errato dunque!).
Mentre Policlinic indica il dipartimento dell'ospedale dove sono
trattati i pazienti non ricoverati (mi pare si chiami ambulatorio in
italia...e' quello dove i pazienti ricevono cure ambulatoriali) .
ciao
Janis

--
*************************************************

Unstable condition a symptom of life

Elrond

unread,
Aug 31, 1998, 3:00:00 AM8/31/98
to
On Mon, 31 Aug 1998 18:54:31 +0100, alberto...@iol.it (Alberto)
wrote:

>Molto bella. Me ne ricorda una raccontata da mio cognato
>che e' di Napoli. Alcuni operai che stavano ristrutturando
>casa sua, riferendosi al battiscopa (o "zoccolo") hanno
>usato il termine "la topolatura".

Vera, accaduta ad un irlandese che stava ristrutturando la sua casa in
Italia; disse ai muratori: "portate le zoccole cosi' le montiamo tutti
insieme".
(errore di genere grammaticale).

Elrond

unread,
Aug 31, 1998, 3:00:00 AM8/31/98
to
On Mon, 31 Aug 1998 17:58:22 GMT, fch...@NOSPAMmacronet.it
(Ferdinando Chiodo) wrote:

>2. Il termine "Policlinico" e' stato verosimilmente importato nell'800
>dal tedesco "Poliklinik" o dal francese "Policlinique" per indicare un
>ospedale cittadino (polis = citta', kline = letto). Chi ha coniato il
>termine non voleva designare, evidentemente, un ospedale multiplo
>(polys = molto) perche', in tal caso, avrebbe scritto, a seconda della

>nazionalita', "Polyklinik" o "Polyclinique". Con mia sorpresa ho


>notato che in inglese si usa il termine "polyclinic" (e non
>"policlinic", come ci si dovrebbe aspettare in base all'etimologia).

Pensavo proprio che "policlinico" volesse dire "ospedale multiplo",
nel senso di ospedale dotato di numerose "specialita' "; dopotutto, la
parola e' usata solo per grossi ospedali, mai per quelli piccoli,
anche se situati in grandi citta'.

Altra etimologia popolare, forse gia' discussa (sono arterio...):
"angiporto", interpretato, almeno a Genova, come "zona vicina al
porto" - dove peraltro abbondano gli angiporti veri, cioe' i vicoli.

Elrond

unread,
Aug 31, 1998, 3:00:00 AM8/31/98
to
On Mon, 31 Aug 1998 18:54:31 +0100, alberto...@iol.it (Alberto)
wrote:

>Molto bella. Me ne ricorda una raccontata da mio cognato
>che e' di Napoli. Alcuni operai che stavano ristrutturando
>casa sua, riferendosi al battiscopa (o "zoccolo") hanno
>usato il termine "la topolatura".

Vera, accaduta ad un irlandese che stava ristrutturando la sua casa in
Italia; disse ai muratori: "portate le zoccole cosi' le montiamo tutti
insieme".
(errore di genere grammaticale).

Ciao

Lbo da casa

unread,
Aug 31, 1998, 3:00:00 AM8/31/98
to
>E io che ho sempre scritto sàspens!!!!!!

si e' spenta?

Maurizio Borrelli

unread,
Sep 1, 1998, 3:00:00 AM9/1/98
to

Janis ha scritto nel messaggio <01bdd520$a6938f40$9f826ec3@nisiirob>...

>Ferdinando Chiodo <fch...@NOSPAMmacronet.it> scritto nell'articolo
><35ead06f...@news.flashnet.it>...
>
>grazie per il tuo lungo e dettagliato post, ho molto apprezzato ;)
>
>> Con mia sorpresa ho
>> notato che in inglese si usa il termine "polyclinic" (e non
>> "policlinic", come ci si dovrebbe aspettare in base
>all'etimologia).
>
>In inglese, tanto per far un po' di conclusione, sono attestate

Gli italiani, invece, sono sempre inconcludenti.

Ciao.
Maurizio

Maurizio Borrelli

unread,
Sep 1, 1998, 3:00:00 AM9/1/98
to

Ferdinando Chiodo ha scritto nel messaggio
<35ead06f...@news.flashnet.it>...

>"Janis" <MD5...@miciolink.it> wrote:
>
>>...esempio: usignolo (o si dice
>>usiguolo? mah!) era in latino luscinius e quindi si sarebbe dovuto dire
>>lusignolo semmai, ma la elle iniziale e' stata avvertita come un articolo
>>(per somiglianza fonetica immagino)


Io ho visto scritto sia usignolo che usignuolo (che credo sia forma
antiquata).

Ciao.
Maurizio

Janis

unread,
Sep 1, 1998, 3:00:00 AM9/1/98
to
Maurizio Borrelli <mbor...@tin.it> scritto nell'articolo
<6sfhbo$ssr$4...@nslave1.tin.it>...

>
> >In inglese, tanto per far un po' di conclusione, sono attestate
>
> Gli italiani, invece, sono sempre inconcludenti.
>
Mau ...questa davvero non l'ho capita...:(
Jan

Maurizio Borrelli

unread,
Sep 1, 1998, 3:00:00 AM9/1/98
to

Janis ha scritto nel messaggio <01bdd570$28c51520$e4826ec3@nisiirob>...

>Maurizio Borrelli <mbor...@tin.it> scritto nell'articolo
><6sfhbo$ssr$4...@nslave1.tin.it>...
>>
>> >In inglese, tanto per far un po' di conclusione, sono attestate
>>
>> Gli italiani, invece, sono sempre inconcludenti.
>>
>Mau ...questa davvero non l'ho capita...:(

Quando incominci con "tanto per far un po' di..." ci si aspetterebbe,
giustificati anche dal contesto, la parola "confusione". Invece scrivi
"conclusione" ed io in italiano ho sempre sentito dire "tanto per
concludere" o cose cosi'. Se invece c'e' qualche altro sottosenso, non l'ho
colto.

Ciao.
Mau(rizio)

Giovanni Caluri

unread,
Sep 1, 1998, 3:00:00 AM9/1/98
to
Janis wrote:
>
> Maurizio Borrelli <mbor...@tin.it> scritto nell'articolo
> <6sfhbo$ssr$4...@nslave1.tin.it>...
> >
> > >In inglese, tanto per far un po' di conclusione, sono attestate
> >
> > Gli italiani, invece, sono sempre inconcludenti.
> >
> Mau ...questa davvero non l'ho capita...:(
Meeeoooooouuuwww (Zahara che impreca in siamese)
Guarda per esempio:
- La metropolitana di Torino
- Il ponte sullo stretto di Messina
- L'autostrada Livorno-Civitavecchia
ed hai dei perfetti esempi di progetti....inconclusi

_______ _______
(-_-<_ \ / _>-_-)
-_-<_ \ / _>-_-
GioVanni- Caluri

Giovann...@CSELT.SFILAMI.IT
http://www.pegacity.it/parco/abita/caluri/index.htm
SFILARE .SFILAMI che e` li per gli spammers

Maurizio Pistone

unread,
Sep 1, 1998, 3:00:00 AM9/1/98
to
Su it.cultura.linguistica.italiano fch...@NOSPAMmacronet.it
(Ferdinando Chiodo) ha scritto:

> Con mia sorpresa ho
>notato che in inglese si usa il termine "polyclinic" (e non
>"policlinic", come ci si dovrebbe aspettare in base all'etimologia).

Idem "style" dal latino "stilus"

Nel medioevo non si sapeva bene cosa farsene della lettera Y; anche
Dante nel De Vulgari Eloquentia scrive Ytalia. Poi però gli Italiani
si sono chiariti le idee.

Maurizio Pistone - Torino

http://www.freeweb.org/letteratura/pistone/
http://www.geocities.com/Athens/Delphi/5707/

mailto:pis...@iol.it

strenua nos exercet inertia Hor.


Ferdinando Chiodo

unread,
Sep 1, 1998, 3:00:00 AM9/1/98
to
fm...@boomboomtin.it (Elrond) wrote:

>Pensavo proprio che "policlinico" volesse dire "ospedale multiplo",
>nel senso di ospedale dotato di numerose "specialita' "; dopotutto, la
>parola e' usata solo per grossi ospedali, mai per quelli piccoli,

>anche se situati in grandi città'.

Il termine "policlinico" originariamente indicava l'ospedale di una
citta'. L'etimologia e' correlata a eventi importanti nella storia
della medicina. Le citta' erano generalmente sedi di universita' e
li', in epoca illuministica, gli ospedali divennero scuole, oltre che
luoghi in cui ci si limitava alla sola assistenza "ospedaliera" (nel
senso di "alberghiera") ai poveri o agli stranieri. Si accoglievano,
al contrario, "malati" residenti nella citta'. Tutto cio' determino'
la nascita della moderna scienza clinica.

Il Gabrielli e il Dizionario Enciclopedico Treccani fanno derivare
"policlinico" da polis (citta'); entrambi, tuttavia, avvertono che il
termine viene ormai attribuito a un complesso ospedaliero in cui si
curano clinicamente /tutte le malattie. Lo Zingarelli (VIII ed, 1960),
invece, fa derivare "policlinico" da "polys" (molto) e lo definisce
"che ha molti letti".

Mi sono chiesto come mai stia prevalendo l'etimologia errata.
Sfogliando un vocabolario inglese, vale a dire di una lingua che
distingue la "i" dalla "y", si osserva che le parole che iniziano con
"poli" siano pochissime (police, policy, polite, political e poche
altre); molto numerose sono, invece, quelle che iniziano con "poly-"
(polyandry, polyanthus, polyester, ecc.). "Policlinico" viene inserito
in questa ultima classe verosimilmente per induzione. E' comunque
interessante osservare come una semplificazione ortografica ( = la
eliminazione in italiano della "y" perche' aveva lo stesso suono della
"i") faccia dimenticare in poco tempo la storia, ovvero il
significato, di una parola.

Daniele A. Gewurz

unread,
Sep 1, 1998, 3:00:00 AM9/1/98
to
> Su it.cultura.linguistica.italiano fch...@NOSPAMmacronet.it
> (Ferdinando Chiodo) ha scritto:
> > Con mia sorpresa ho
> >notato che in inglese si usa il termine "polyclinic" (e non
> >"policlinic", come ci si dovrebbe aspettare in base all'etimologia).

Non ho visto il messaggio originale, cito una citazione e quindi forse
dico una cosa gia` detta. Mi risulta che in "poly-" anziche' "poli-"
abbia giocato anche la contaminazione da "polys", molto, cioe` "luogo con
molti reparti clinici" piu` o meno (oltre che l'originario "polis",
citta`). L'argomento era trattato abbastanza esaurientemente in "Il nostro
greco quotidiano" di Pietro Janni (Laterza) che consiglio.

Ciao,
Daniele

Ferdinando Chiodo

unread,
Sep 1, 1998, 3:00:00 AM9/1/98
to
pis...@iol.it (Maurizio Pistone) wrote:

>Idem "style" dal latino "stilus"
>
>Nel medioevo non si sapeva bene cosa farsene della lettera Y; anche

>Dante nel De Vulgari Eloquentia scrive Ytalia. Poi perň gli Italiani


>si sono chiariti le idee.

Credo che ci sia stato un revival in epoca rinascimentale. Francesco
Guicciardini scriveva "Tyberio" e Ludovico Ariosto "tygre".

Non so adesso, ma qualche anno fa la "y" era considerata un sostituto
"fine" (= signorile) della "i". Fra le mie compagne di scuola di
scuola media inferiore una Adelina si firmava "Lilly" e una Loredana
"Lory", verosimilmente per gli stessi motivi che hanno spinto il
musicista Bussotti a farsi chiamare Sylvano.
E che la "y" abbia una strana attrattiva e' testimoniato, fra l'altro,
dal "Lachryma Christi" (un vino di Capri o di Ischia, non ricordo
bene), dalla "Sony" (ricordo una intervista al giapponese che la aveva
fondata: sosteneva di aver dato un nome latino alla sua fabbrica di
prodotti dedicati alla musica), o dall'agenzia fotografica "Sygma".

eo...@energy.it

unread,
Sep 1, 1998, 3:00:00 AM9/1/98
to
Tutte vere:

due ragazzine sull'autobus:
A:...e questo bambino non parla, ha lo sguardo perso nel vuoto e ogni
tanto dà le testate contro il muro.
B: Ma non lo hanno portato da un dottore?
A: Sì, ma ha detto che non possono farci niente: è utopistico
(=autistico).

...semini i pomodori, e poi ci metti sopra il cellofante...

Negozio di abbigliamento per signora, cliente che rende un body perché
troppo stretto:
-- Questo bodo ho provato a mettermelo, ma mi va troppo stretto.

sic!
eolo
(bello questo newsgroup)

Maurizio Borrelli

unread,
Sep 2, 1998, 3:00:00 AM9/2/98
to

Ferdinando Chiodo ha scritto nel messaggio
<35ec21dc...@news.flashnet.it>...
>pis...@iol.it (Maurizio Pistone) wrote:
>>[...]
>>Nel medioevo non si sapeva bene cosa farsene della lettera Y; [...]

>[...]


>Non so adesso, ma qualche anno fa la "y" era considerata un sostituto
>"fine" (= signorile) della "i". Fra le mie compagne di scuola di
>scuola media inferiore una Adelina si firmava "Lilly" e una Loredana

>"Lory", [...]

"[...] A Gualdo Tadino lo chiamano lo zio Terry. Dopo 15 mesi di rapporti
con il terremoto, si cerca di sdrammatizzare in questa citta', [...]"
Amabile, Flavia _Assisi, l'attesa infinita_, in "La Stampa", martedě 1
Settembre 1998, p. 10.

>[...] verosimilmente per gli stessi motivi che hanno spinto il
>musicista Bussotti a farsi chiamare Sylvano. [...]


Perche', qual'e' il suo vero nome?

Ciao.
Maurizio

Elrond

unread,
Sep 2, 1998, 3:00:00 AM9/2/98
to
On Tue, 01 Sep 1998 18:41:03 GMT, fch...@NOSPAMmacronet.it
(Ferdinando Chiodo) wrote:

>Non so adesso, ma qualche anno fa la "y" era considerata un sostituto
>"fine" (= signorile) della "i". Fra le mie compagne di scuola di
>scuola media inferiore una Adelina si firmava "Lilly" e una Loredana
>"Lory"

A occhio, piu' che "fine" mi sembra "esotico" - credo che Lilly e Lory
volessero "nascondere", chissa' poi perche', l'origine tradizionale
italiana dei loro nomi. Tra l'altro, essendo il nome "il primo atto
linguistico" (non ricordo chi lo ha detto), mi piacerebbe fare un
thread al riguardo (magari torna utile al futuro papa' GR) - senza
necessariamente cadere nelle etimologie dei nomi proprio, reperibili
su migliaia di volumetti, a meno che non siano controverse.
CMQ, tornando a Lory e Lilly, direi che la Y e' la lettera finale piu'
comune per i diminutivi troncati. Rimando al post "nomi propri".

Ciao
Elrond
LOL till April

Giovanni Spinotti

unread,
Sep 2, 1998, 3:00:00 AM9/2/98
to
Non ci credo, ho sempre avuto sotto gli occhi uno degli esempli che
vengono sempre portati da chi dice che i bergamaschi parlano male
l'italiano e non me ne sono mai accorto. posto solo ora.
in queste zone si dice "in parte" per indicare che una cosa sta "in
fianco" o "a lato" (in parte al frigo).
si dice derivi dalla traduzione diretta di "in banda" e, dato che
"banda" in italiano ha altri significati, si usa un'altra possibile
"italianizzazione" di banda.
incredibile e' il fatto che sia _davvero_ molto usato e che anche
persone di una discreta cultura lo dicano, non solo i muratori.

Spino

Lbo da casa

unread,
Sep 3, 1998, 3:00:00 AM9/3/98
to
>Non so adesso, ma qualche anno fa la "y" era considerata un sostituto
>"fine" (= signorile) della "i". Fra le mie compagne di scuola di

ah ah... non hanno mai letto gli articoletti di sardelli (anzi,
sardelly) sul vernacoliere! consigliatissimi!!!

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