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Che cosa fa lo scanner?

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Rocky XXVIII

unread,
Aug 5, 2004, 12:33:08 PM8/5/04
to
Buongiorno,
vorrei sapere quale vocabolo italiano possiamo usare per indicare
l'azione dello scanner , cioč di quello strumento che acquisisce le
immagini e le trasforma in file per Pc.
Sono indeciso tra scansiona, scannerizza,o acquisisce, e sopratutto le
immagini gią passate sono scansite, scansionate,scannerizzate, o
acquisite?

Grazie


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

tortoise

unread,
Aug 5, 2004, 12:48:11 PM8/5/04
to

"Rocky XXVIII" <alfa...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4ca7949c79008163b91...@mygate.mailgate.org...

> Buongiorno,
> vorrei sapere quale vocabolo italiano possiamo usare per indicare
> l'azione dello scanner , cioč di quello strumento che acquisisce le
> immagini e le trasforma in file per Pc.

Magari sbaglio, ma secondo me lo scanner 'digitalizza' le immagini e i
testi. Quindi le immagini passate allo scanner sono 'digitalizzate' (anche
se ammetto di usare il pessimo 'scannerizzate')

Ciao
A.


Paolo Bonardi dalla Dinamica Modernita' e Futurista

unread,
Aug 5, 2004, 12:48:28 PM8/5/04
to
Il /05 ago 2004/, *Rocky XXVIII* ha scritto:

> vorrei sapere quale vocabolo italiano possiamo usare per indicare

> l'azione dello scanner , cioè di quello strumento che acquisisce le


> immagini e le trasforma in file per Pc.

Lo scanner scanziona sicuramente. Fa delle scansioni.
Scannare et similia è roba davvero brutta.
Acquisire mi sembra poco preciso, a meno che non si specifichi: nota
come con poche parole il concetto si esprima chiaramente:
"Ho scansionato una fotografia"
"Ho acuisito una fotografia con uno scasnner".
Infatti "acquisire" non è di per sé sufficiente ad esprimere il
concetto, secondo me: avrei potuto acuisire -pagandola- una fotografia
di una collezione privata, per esempio.
Sicuramente "scansionare" è la soluzione migliore ed è anche parola
italiana.

P.

--
Crediamo innanzitutto necessaria l'abolizione della pastasciutta,
assurda religione gastronomica italiana.

Pastello

unread,
Aug 5, 2004, 12:56:08 PM8/5/04
to
Scansire e scansite. No?


Ghost

unread,
Aug 5, 2004, 12:44:54 PM8/5/04
to
Rocky XXVIII ha scritto:

>Sono indeciso tra scansiona, scannerizza,o acquisisce, e sopratutto le
>immagini già passate sono scansite, scansionate,scannerizzate, o
>acquisite?

Salve!
Lo scanner è uno degli strumenti con cui si possono acquisire immagini.

In particolare le scandisce (le immagini sono quindi scandite).
--
Bye, Ghost of Lem Novantotto
Informazioni su it.*: http://www.news.nic.it
Archivio news: http://groups.google.com/advanced_group_search?hl=it
Linee guida della netiquette: http://www.faqs.org/rfcs/rfc1855.html

Maurizio Pistone

unread,
Aug 5, 2004, 2:08:06 PM8/5/04
to
"Rocky XXVIII" <alfa...@hotmail.com> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Buongiorno,
>vorrei sapere quale vocabolo italiano possiamo usare per indicare
>l'azione dello scanner , cioč di quello strumento che acquisisce le
>immagini e le trasforma in file per Pc.
>Sono indeciso tra scansiona, scannerizza,o acquisisce, e sopratutto le
>immagini gią passate sono scansite, scansionate,scannerizzate, o
>acquisite?

scandisce.

E guai a chi fiata.


Maurizio Pistone

unread,
Aug 5, 2004, 2:09:42 PM8/5/04
to
"tortoise" <qskor...@tiscalinet.it> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Magari sbaglio, ma secondo me lo scanner 'digitalizza' le immagini e i
>testi. Quindi le immagini passate allo scanner sono 'digitalizzate' (anche
>se ammetto di usare il pessimo 'scannerizzate')

la digitalizzazione (cioč la trasformazione di un segnale analogico in
digitale) č un'operazione successiva all'acquisizione dell'immagine. A
rigore, le due operazioni potrebbero essere effettuate da apparecchi
diversi.


Maurizio Pistone

unread,
Aug 5, 2004, 2:09:58 PM8/5/04
to
"Pastello" <past...@yahoo.it> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Scansire e scansite. No?

e scansate?


Pastello

unread,
Aug 5, 2004, 2:48:52 PM8/5/04
to
> scandisce.


Ma tu si ppazze?


PaolaP

unread,
Aug 5, 2004, 3:14:09 PM8/5/04
to

magica

unread,
Aug 5, 2004, 4:15:33 PM8/5/04
to
Lo scanner scandisce.

Ciao.

Gian Carlo

magica

unread,
Aug 5, 2004, 4:18:26 PM8/5/04
to
In <OHvQc.110790$G%.38885@tornado.fastwebnet.it> "PaolaP" <p...@fol.it>
scrive...

>http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4092&ctg_id=93

Chissà che cosa dice la Crusca a proposito di cerchiobottismo.

Ciao.

Gian Carlo

Michele Pili

unread,
Aug 6, 2004, 1:25:50 AM8/6/04
to
Il Thu, 5 Aug 2004 16:33:08 +0000 (UTC), "Rocky XXVIII"
<alfa...@hotmail.com> ha scritto:

>Sono indeciso tra scansiona, scannerizza,o acquisisce, e sopratutto le
>immagini gią passate sono scansite, scansionate,scannerizzate, o
>acquisite?

Tempo fa qui si parlo' del verbo "scansire".
Ciao

Michele Pili
Terrinca di Stazzema LU

Gnomo

unread,
Aug 6, 2004, 3:36:57 AM8/6/04
to
Rocky XXVIII wrote ...
> l'azione dello scanner

compie una SCANSIONE delle immagini,
cioe' le SCANDISCE; ovviamente, al temine
della scansione, le immagini sono ACQUISITE
(certi calchi dall'inglese informatico sono
orribilissimi, ma mi manca il coraggio di dire scandite).

--
Gnomo
...any way the wind blows...

Posi

unread,
Aug 6, 2004, 10:00:54 AM8/6/04
to
In data Thu, 05 Aug 2004 18:09:42 GMT, Maurizio Pistone ha scritto:

> "tortoise" <qskor...@tiscalinet.it> ha scritto su
> it.cultura.linguistica.italiano:
>
>>Magari sbaglio, ma secondo me lo scanner 'digitalizza' le immagini e i
>>testi. Quindi le immagini passate allo scanner sono 'digitalizzate' (anche
>>se ammetto di usare il pessimo 'scannerizzate')
>

> la digitalizzazione (cioè la trasformazione di un segnale analogico in
> digitale) è un'operazione successiva all'acquisizione dell'immagine. A


> rigore, le due operazioni potrebbero essere effettuate da apparecchi
> diversi.

Non vedo in che senso si possa considerare "acquisita" un'immagine che non
è ancora stata digitalizzata.
Io credo che per acquisizione si intenda tutto il processo,
dall'inserimento della foto nello scanner, fino al trasfermimento
dell'immagine digitalizzata nella memoria del sistema.
Tra i processi necessari all'acquisizione sanza dubbio il più importante è
quello della digitalizzazione, quindi, se il termine "acquisire" appare
troppo generico si può dire "digitalizzare". Invece, il fatto che tale
digitalizzazione avvenga attraverso una scansione riga per riga anziché
coinvolgere l'immagine tutta insieme, mi sembra un particolare piuttosto
irrilevante per l'utente.
Tra l'altro non escluderei che, così come è accaduto per le telecamere, in
futuro anche gli "scanner" utilizzeranno metodi diversi dalla scansione per
effettuare il loro compito (che non è quello di "scandire", ma di
digitalizzare un'imaggine), sarebbe improprio continuarli a chiamare
scanner.

Cingar

unread,
Aug 6, 2004, 10:47:44 AM8/6/04
to
Posi ha scritto:
> [...]

> Non vedo in che senso si possa considerare "acquisita" un'immagine che non
> è ancora stata digitalizzata.

Qui son d'accordo.

> [...]


> Tra i processi necessari all'acquisizione sanza dubbio il più importante è
> quello della digitalizzazione, quindi, se il termine "acquisire" appare
> troppo generico si può dire "digitalizzare". Invece, il fatto che tale
> digitalizzazione avvenga attraverso una scansione riga per riga anziché
> coinvolgere l'immagine tutta insieme, mi sembra un particolare piuttosto
> irrilevante per l'utente.

Non certo irrilevante per chi costruisce lo scanner, visto che la
complessità dell'apparecchio risiede quasi tutta nella meccanica che fa
muovere la testina. Di conseguenza, la cosa non è irrilevante nemmeno per
l'utente, perché è soprattutto dalla qualità di questa meccanica che dipende
la bontà dell'acquisizione.

Comunque, per fare l'avvocato del diavolo, nel mio lavoro esistono anche
scanner, quelli per codici a barre, il cui rilevatore non si muove, perché
dell'immagine interessa acquisire solo una sola sctriscetta trasversale.

> Tra l'altro non escluderei che, così come è accaduto per le telecamere, in
> futuro anche gli "scanner" utilizzeranno metodi diversi dalla scansione
per
> effettuare il loro compito (che non è quello di "scandire", ma di

> digitalizzare un'imaggine) sarebbe improprio continuarli a chiamare
> scanner.

Sarà. Ma la cappelliera dell'automobile (quel ripiano dietro il sedile
posteriore) si chiama così anche se non ho mai visto nessuno metterci il
cappello. Idem per la guantiera, che di solito serve per portare in tavola i
pasticcini. Per non parlare dell'insalatiera dove, come s'è visto in un
recente thread, si mettono anche gli spaghetti.

--
Cingar


--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Maurizio Pistone

unread,
Aug 6, 2004, 10:56:57 AM8/6/04
to
Posi <posi...@infinito.it> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Non vedo in che senso si possa considerare "acquisita" un'immagine che non

>č ancora stata digitalizzata.

be', una telecamera della vecchia generazione acquisiva immagini e le
registrava su nastro con un segnale analogico.

Adesso ho la casa piena di cassette che si stanno smagnetizzando, e
digitalizzarle mi costerebbe una fortuna.

Poiché l'esperienza non mi insegna mai nulla, un anno fa mi sono
comprato una reflex d'occasione, e ho cominciato a riempirmi la casa
di diapositive.

> Invece, il fatto che tale
>digitalizzazione avvenga attraverso una scansione riga per riga anziché
>coinvolgere l'immagine tutta insieme, mi sembra un particolare piuttosto
>irrilevante per l'utente.

evidentemente chi l'ha chiamato scanner non era un semplice utente, ma
uno che considerava la cosa un particolare tutt'altro che irrilevante.

>Tra l'altro non escluderei che, cosě come č accaduto per le telecamere, in


>futuro anche gli "scanner" utilizzeranno metodi diversi dalla scansione per

>effettuare il loro compito (che non č quello di "scandire", ma di


>digitalizzare un'imaggine), sarebbe improprio continuarli a chiamare
>scanner.

se si chiameranno in modo diverso da "scanner", troveremo un'altra
traduzione. Ma se si chiama cosě, allora la traduzione letterale č:
apparecchio che scandisce un'immagine riga per riga.

La cosa ti sembra strana? Be', pensa che il CD Writer viene chiamato
in Italia "masterizzatore". E i ragazzini non si copiano i CD, se le
"masterizzano". Questa sě che č una cosa da pazzi.


Cingar

unread,
Aug 6, 2004, 11:17:24 AM8/6/04
to
Pastello ha scritto:
> Scansire e scansite. No?

Ma certo, mi pare ovvio: ciò che fa una scansione scansisce.

Analogamente, ciò che fa una circoncisione circoncisisce, chi prende una
decisione decisisce, chi fa una dissuasione dissuasisce, ciò che fa
un'estrusione estrusisce, chi compie un'evasione evasisce, ciò che fa
un'incisione incisisce, chi fa un'invasione invasisce, chi fa un'irrisione
irrisisce, chi fa una persuasione persuasisce, chi fa una previsione
previsisce, chi fa una revisione revisisce, chi fa una riflessione
riflessisce, ciò che compie un'uccisione uccisisce e chi ha una visione
visisce.

FB

unread,
Aug 6, 2004, 12:33:08 PM8/6/04
to
On Fri, 06 Aug 2004 14:56:57 GMT, Maurizio Pistone wrote:

> La cosa ti sembra strana? Be', pensa che il CD Writer viene chiamato
> in Italia "masterizzatore". E i ragazzini non si copiano i CD, se le
> "masterizzano".

I ragazzini anglofoni bruciano, invece.


Ciao, FB
--
"Gli americani sono ignoranti per loro stessa natura"
that is "The Americans are naturally ignorant"
(Paolo Bonardi on it.cultura.linguistica - http://snipurl.com/7ryg)

Cingar

unread,
Aug 6, 2004, 12:45:23 PM8/6/04
to
FB ha scritto:

> I ragazzini anglofoni bruciano, invece.

Mizzica! Sarà mica la maledizione di Canneto di Caronia che è arrivata
oltremanica?

Nostos

unread,
Aug 7, 2004, 11:42:05 AM8/7/04
to
"Gnomo" <gnom...@tuttintornoate.it> wrote in message news:<2ngqft...@uni-berlin.de>...

> compie una SCANSIONE delle immagini,
> cioe' le SCANDISCE; ovviamente, al temine
> della scansione, le immagini sono ACQUISITE
> (certi calchi dall'inglese informatico sono
> orribilissimi, ma mi manca il coraggio di dire scandite).

ma che problema c'è a dire che lo scanner _scansiona_ le immagini e
dopo ciò esso sono _scansionate_?

Xelloss dal portatile

unread,
Aug 7, 2004, 12:31:47 PM8/7/04
to
Rocky XXVIII ha scritto:

> vorrei sapere quale vocabolo italiano possiamo usare per indicare

> l'azione dello scanner , cioè di quello strumento che acquisisce le


> immagini e le trasforma in file per Pc.

Qualche anno fa, quando gli scanner erano apparecchi utilizzati solo da
studi grafici o testate giornalistiche, si diceva "scandire".
Poi "scanner" è diventato una parola di uso comune senza portarsi dietro
il verbo corrispondente. Sono apparsi il terribile "scannerizzare", poi
l'assurdo "scansire", nonché lo "scansionare", che è il meno peggio
perché "scansione" è una parola italiana, e molti altri verbi della
prima coniugazione si sono formati in questo modo.

Comunque non posso fare a meno di notare che se qualcuno avesse avuto il
buonsenso di tradurre la parola scanner con, che so, "fotolettore", ci
saremmo risparmiati questo caos linguistico.

Saluti.
--
\/ wirix...@libero.it ICQ UIN: 3233084
/\ e l l o s s (per rispondermi in privato, elimina il DEMONE)

_Airplane_

unread,
Aug 7, 2004, 4:02:29 PM8/7/04
to

"Xelloss dal portatile" <wirix...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:pan.2004.08.07....@libero.it...
[...]

> Comunque non posso fare a meno di notare che se qualcuno avesse avuto il
> buonsenso di tradurre la parola scanner con, che so, "fotolettore", ci
> saremmo risparmiati questo caos linguistico.

In questo modo modo però, avresti creato più problemi di tipo pratico.
E poi non è nella lingua italiana trovare traduzioni improbabili come il
francese 'ordinateur' per computer.
Insomma, meglio scanner e scansire e/o scansionare e scansione.

Airplane


Danilo Giacomelli

unread,
Aug 7, 2004, 4:27:48 PM8/7/04
to

"Xelloss dal portatile" <wirix...@libero.it> ha scritto ...
...........

> Qualche anno fa, quando gli scanner erano apparecchi utilizzati solo da
> studi grafici o testate giornalistiche, si diceva "scandire".

Tra il 1978 e il 1980, nel Laboratorio (ora Istituto) di Genetica Biochimica
ed Evoluzionistica del C.N.R. di Pavia si leggeva e registrava serialmente
la densità ottica del bromuro di etidio legato agli acidi nucleici nei gel
di acrilamide.
In inglese l'operazione è uno scanning: ivi era "scannare i gel"
.........


> Comunque non posso fare a meno di notare che se qualcuno avesse avuto il
> buonsenso di tradurre la parola scanner con, che so, "fotolettore", ci
> saremmo risparmiati questo caos linguistico.

Si sarebbero affrettati a ribattezzarlo fottolettore, e immaginati il
Verbo.....

ciao

--
Danilo Giacomelli
--------------------------
Spesso si danno ai figli nomi che ricordano la professione di un genitore:
infatti una sorella di M. Jackson si chiama La Toya.
--------------------------


Father McKenzie

unread,
Aug 7, 2004, 6:20:02 PM8/7/04
to
Sulla strada della pioggia / "_Airplane_" prendeva a calci l'acqua / un
velo rosso moriva / danzando, ai suoi piedi. / Il buio di rosso macchiava /
il cielo e sull'asfalto vegliava / una finestra di ferro / una croce di
legno

> E poi non è nella lingua italiana trovare traduzioni improbabili come il
> francese 'ordinateur' per computer.

Perché improbabile? Anche spagnolo (castigliano) e catalano hanno optato
per questa soluzione. Avevo un coinquilino catalano che scriveva tutti i
suoi documenti "amb ordinador".
Non credo che una soluzione sia più improbabile delle altre, dipende da
vari fattori culturali, amibientali... In fondo l'idea del fotolettore non
è tanto peregrina, se chiamiamo tuttora "macchina fotografica" quella che
potrebbe essere una "camera" e tastiera la keyboard, schermo lo screen,
motocicletta la bike e pane il bread.
A me, che ho cominciato a fotografare trent'anni fa, dà fastidio sentir
dire fotocamera. Trent'anni fa lo dicevano i fichetti, quelli che: "sto
lavorando a f/16 con 1/125, per far uscire le ombre devo tirarla a 800?".
--
Chi crede che esista la democrazia non ha mai avuto un contratto a termine
08/08/2004 0.19.43

Father McKenzie

unread,
Aug 7, 2004, 6:20:33 PM8/7/04
to
Sulla strada della pioggia / "_Airplane_" prendeva a calci l'acqua / un
velo rosso moriva / danzando, ai suoi piedi. / Il buio di rosso macchiava /
il cielo e sull'asfalto vegliava / una finestra di ferro / una croce di
legno

> E poi non è nella lingua italiana trovare traduzioni improbabili come il
> francese 'ordinateur' per computer.

Perché improbabile? Anche spagnolo (castigliano) e catalano hanno optato


per questa soluzione. Avevo un coinquilino catalano che scriveva tutti i
suoi documenti "amb ordinador".
Non credo che una soluzione sia più improbabile delle altre, dipende da
vari fattori culturali, amibientali... In fondo l'idea del fotolettore non
è tanto peregrina, se chiamiamo tuttora "macchina fotografica" quella che
potrebbe essere una "camera" e tastiera la keyboard, schermo lo screen,
motocicletta la bike e pane il bread.
A me, che ho cominciato a fotografare trent'anni fa, dà fastidio sentir
dire fotocamera. Trent'anni fa lo dicevano i fichetti, quelli che: "sto
lavorando a f/16 con 1/125, per far uscire le ombre devo tirarla a 800?".

--
I can see the lemmings coming,
but I know I'm just a man;
Do I join or do I founder?
Which can is the best I may?

08/08/2004 0.20.10

FB

unread,
Aug 7, 2004, 6:50:19 PM8/7/04
to
On Sat, 07 Aug 2004 22:20:33 GMT, Father McKenzie wrote:

> In fondo l'idea del fotolettore non

> č tanto peregrina

Beh, "fotolettore" o no, non si potrebbe dire comunque che lo scanner legge
un'immagine, cosa che diremmo se "fotolettore" fosse usato?
Sono per "leggere", o "scandire", perciň.

Mariuccia Ruta

unread,
Aug 7, 2004, 9:02:49 PM8/7/04
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <0st4h01jaou4edj29...@4ax.com>,
Maurizio Pistone ha scritto:

>¦ E guai a chi fiata.

Mi sento soffocare.

Mariuccia Ruta

unread,
Aug 7, 2004, 9:24:11 PM8/7/04
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <lsuah0hh1tsmo0dld...@4ax.com>,
Mariuccia Ruta ha scritto:

>¦ Maurizio Pistone ha scritto:



>¦ >¦ E guai a chi fiata.

>¦ Mi sento soffocare.

Posso riprender fiato?
.
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Tanto l'ho già ripreso.
'cciderba allo spreco di banda.

_Airplane_

unread,
Aug 8, 2004, 2:57:17 AM8/8/04
to

"Father McKenzie" <indirizz...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:f1ouuxv1d4rp$.1ovf9wrsa7cjb$.dlg@40tude.net...

> Sulla strada della pioggia / "_Airplane_" prendeva a calci l'acqua / un
> velo rosso moriva / danzando, ai suoi piedi. / Il buio di rosso macchiava
/
> il cielo e sull'asfalto vegliava / una finestra di ferro / una croce di
> legno
>
> > E poi non è nella lingua italiana trovare traduzioni improbabili come il
> > francese 'ordinateur' per computer.
>
> Perché improbabile? Anche spagnolo (castigliano) e catalano hanno optato
> per questa soluzione. Avevo un coinquilino catalano che scriveva tutti i
> suoi documenti "amb ordinador".

Peggio per lui :-) io l'avrei scritti al computer.
Improbabile nel senso di impreciso, inadeguato.
La lingua italiana filtra, secondo me ottimamente, tutti i termini che nella
società attuale viaggiano continuamente da una lingua ad un'altra,
scegliendo di tradurne alcuni ma di accettarne altri.
Scegliere di non tradurre computer, mouse, scanner, mi sembra saggissimo.

Airplane


Father McKenzie

unread,
Aug 8, 2004, 4:10:12 AM8/8/04
to
Sulla strada della pioggia / "_Airplane_" prendeva a calci l'acqua / un
velo rosso moriva / danzando, ai suoi piedi. / Il buio di rosso macchiava /
il cielo e sull'asfalto vegliava / una finestra di ferro / una croce di
legno

> Scegliere di non tradurre computer, mouse, scanner, mi sembra saggissimo.

Perché invece si dice stampante (bruttino), schermo, tastiera, altoparlanti
(diffusori), cuffie, presa, scheda, portatile? Sacche di resistenza o è
troppo brutto dire printer e laptop?


--
Chi crede che esista la democrazia non ha mai avuto un contratto a termine

08/08/2004 10.09.53

_Airplane_

unread,
Aug 8, 2004, 5:04:53 AM8/8/04
to

"Father McKenzie" <indirizz...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:1uczxbv6nb7yp.1f2q1ci3jhnq6$.dlg@40tude.net...

> Sulla strada della pioggia / "_Airplane_"

> > Scegliere di non tradurre computer, mouse, scanner, mi sembra


saggissimo.
>
> Perché invece si dice stampante (bruttino), schermo, tastiera,
altoparlanti
> (diffusori), cuffie, presa, scheda, portatile? Sacche di resistenza o è
> troppo brutto dire printer e laptop?

È la linea di confine.
Molti oggetti o concetti possono essere espressi in italiano in due modi
differenti, poi c'è solo l'italiano o solo il termine straniero.
Ad esempio 'video' che è tornato in Italia dall'inglese ma che si può
chiamare anche 'schermo', in italiano. O 'station-wagon' e 'familiare', ed
altri esempi che si possono trovare.
Poi c'è la stampante (italiano) e lo scanner (inglese).
Insomma insistere nell'italianizzare per forza mi sembra deleterio, oggi,
per l'italiano.

Airplane


magica

unread,
Aug 8, 2004, 3:07:55 PM8/8/04
to
In <k20bh0lta865pfqhj...@4ax.com> Mariuccia Ruta
<ruta...@telcel.net.ve> scrive...
>Maurizio Pistone ha scritto:

>>E guai a chi fiata.

>Mi sento soffocare.

>Posso riprender fiato?

Sě. Possibilmente scandendo (scannerizzando? scansionando? scannando?)
il tempo del tuo respiro. :-)

Bentornata.

Ciao.

Gian Carlo

Mariuccia Ruta

unread,
Aug 8, 2004, 10:08:35 PM8/8/04
to
Su it.cultura.linguistica.italiano,
nell'articolo <u9uch09gvih3cvhe3...@4ax.com>,
magica ha scritto:

>¦ In <k20bh0lta865pfqhj...@4ax.com> Mariuccia Ruta


>¦ <ruta...@telcel.net.ve> scrive...
>¦ >Maurizio Pistone ha scritto:

>¦ >>E guai a chi fiata.

>¦ >Mi sento soffocare.

>¦ >Posso riprender fiato?


>¦ Sì. Possibilmente scandendo (scannerizzando? scansionando? scannando?)


>¦ il tempo del tuo respiro. :-)

Sapevo che qualcuno di sarebbe mosso a compassione.
Tutta la mia gratitudine, Gian Carlo :))
Ma intanto, scandendo e bighellonando, bighellonando e scandendo, mi
sono imbattuta in un vecchio post del nostro Maurizio, colui che non
demorde :))
··································································
Newsgroups: it.cultura.linguistica.italiano
Subject: Notizie
From: pis...@iol.it (Maurizio Pistone)
Date: Thu, 22 Apr 1999 13:48:14 GMT
Message-ID: <371f26a...@news.iol.it>
-----------------------------------------
La Repubblica di oggi, giovedi` 22 aprile 1999.

Nel supplemento Computer si usa il verbo "scandire" invece di
"scannerizzare" (p. 5: Polaroid, uno scanner).
[...]
··································································


>¦ Bentornata.

Grazie. È sempre bello far capolino e ritrovarvi.

--
Ciao,
Mariuccia®
http://www.analitica.com/va/vpi/
http://www.cnnenespanol.com/americas/
http://www.mundolatino.org/us.htm

Gnomo

unread,
Aug 9, 2004, 11:04:46 AM8/9/04
to
Nostos wrote ...

> ma che problema c'è a dire che lo scanner _scansiona_

... che l'italiano ha gia' un verbo per "fare la scansione"
e questo verbo e' "scandire", tutto qui...

IMMHO non e' bello creare un calco straniero quando
la parola italiana esiste gia' - in generale sa di sciatteria
e pigrizia mentale ("impattare", "performante"...)

Ammetto che nel contesto dello scanner "scandire" mi suona
un po' strano (forse per mancanza di abitudine), per cui spesso
dico invece "acquisire" o "fare la scansione", pero' in fondo
e' sempre questione di impegno e autodisciplina :-)))

FWIW

Cingar

unread,
Aug 9, 2004, 11:14:57 AM8/9/04
to
Nostos ha scritto:
> ma che problema c'č a dire che lo scanner _scansiona_ le immagini e
> dopo ciň esso sono _scansionate_?

Nessun problema, infatti.

Cosě come lo specchio serve a riflessionare le immagini, lo scanner serve a
scansionarle.

Epimeteo

unread,
Aug 9, 2004, 12:10:17 PM8/9/04
to

"Cingar" <cingar.s...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:195Z223Z37Z55Y1...@usenet.libero.it...
> Nostos ha scritto:
> > ma che problema c'è a dire che lo scanner _scansiona_ le immagini e
> > dopo ciò esso sono _scansionate_?
>
> Nessun problema, infatti.
> Così come lo specchio serve a riflessionare le immagini, lo scanner
> serve a scansionarle.

Mio cuggino ha un CD di un certo John Lennon dove è incisionata una
canzone che fa più o meno così:

"Imagine there's no heaven
It's easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today... "

Ciao,
Epimeteo


Cingar

unread,
Aug 9, 2004, 12:44:41 PM8/9/04
to
Epimeteo ha scritto:
> Mio cuggino ha un CD di un certo John Lennon dove č incisionata una
> canzone che fa piů o meno cosě:

>
> "Imagine there's no heaven

Sě, la ricordo. Diceva qualcosa tipo: "Immaginazionate che non esista il
paradiso", ecc.

Ghost

unread,
Aug 9, 2004, 1:01:05 PM8/9/04
to
Cingar ha scritto:
>Così come lo specchio serve a riflessionare le immagini, lo scanner serve a
>scansionarle.

<joke>
Sei indietro 'na cifra: scansionerizzazionarle, semmai.
Trovo accettabile anche scansionerizzarle, scansirizzarle, scannerirle e,
ma solo quando s'abbia fretta, scarle.
</joke>
--
Bye, Ghost of Lem Novantotto
Informazioni su it.*: http://www.news.nic.it
Archivio news: http://groups.google.com/advanced_group_search?hl=it
Linee guida della netiquette: http://www.faqs.org/rfcs/rfc1855.html

Father McKenzie

unread,
Aug 9, 2004, 1:07:31 PM8/9/04
to
Sulla strada della pioggia / "Cingar" prendeva a calci l'acqua / un velo

rosso moriva / danzando, ai suoi piedi. / Il buio di rosso macchiava / il
cielo e sull'asfalto vegliava / una finestra di ferro / una croce di legno

> Così come lo specchio serve a riflessionare le immagini, lo scanner serve a
> scansionarle.

Via, perché state a discussionare? E' semplice soluzionare il problema.
Basta restituzionare lo scanner ed ecco sistemazionato tutto.

Father McKenzie

unread,
Aug 9, 2004, 1:08:33 PM8/9/04
to
Sulla strada della pioggia / "Epimeteo" prendeva a calci l'acqua / un velo

rosso moriva / danzando, ai suoi piedi. / Il buio di rosso macchiava / il
cielo e sull'asfalto vegliava / una finestra di ferro / una croce di legno

> It's easy if you try

Uhm... non credo che si parli di uno scanner, allora.

Cingar

unread,
Aug 9, 2004, 1:21:42 PM8/9/04
to
_Airplane_ ha scritto:

> Peggio per lui :-) io l'avrei scritti al computer.

"Computer" passi, ma "al" invece di "amb" non sarebbe catalano corretto. :-)

> Improbabile nel senso di impreciso, inadeguato.

Un termine è preciso e adeguato se tutti lo capiscono.

Se gli informatici italiani di trent'anni fa avessero deciso di dire "patata
secca" invece di "computer", oggi nessuno troverebbe strana l'affermazione
che le macchine da scrivere sono sparite dagli uffici a causa della grande
diffusione delle patate secche.

> La lingua italiana filtra, secondo me ottimamente, tutti i termini che
nella
> società attuale viaggiano continuamente da una lingua ad un'altra,
> scegliendo di tradurne alcuni ma di accettarne altri.

Non vedo chi o cosa avrebbe fatto queste scelte. Io parlerei semmai di caso
fortuito.

> Scegliere di non tradurre computer, mouse, scanner, mi sembra saggissimo.

Scelta? Quale scelta?

Se veramente ci fosse stata una scelta consapevole, almeno questi tre
sarebbero stati senz'altro tradotti, visto che non presentano nessuna
difficoltà.

Due dei tre sono infatti di origine latina e quindi facilmente adattabili in
"computatore" e "scansore" (o "scanditore"). Il terzo, "mouse", si sarebbe
potuto tradurre letteralmente "topo" (o "topolino") mantenendo intatta la
metafora originale (i due bottoni come orecchie del roditore, il cavo di
connessione come coda).

Si può forse parlare di scelta nel caso del mantenimento di termini come
"software" o "bit", che sono effettivamente di difficile resa: "software" è
infatti una gioco di parole intraducibile (il contrario scherzoso di
"hardware"), e "bit" è la sigla "B.IT" ("Binary digIT") ma significa anche
"pezzettino", "briciola".

Epimeteo

unread,
Aug 9, 2004, 1:51:56 PM8/9/04
to

"Cingar" <cingar.s...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:195Z223Z37Z55Y...@usenet.libero.it...

>
> Due dei tre sono infatti di origine latina e quindi facilmente
> adattabili in
> "computatore" e "scansore" (o "scanditore"). Il terzo, "mouse"

...è latino anch'esso, mi pare (mus, muris), oltre che greco (mys), ed è
presente nell'aggettivo "murino", usato in ambito scientifico
(biologico) per indicare un prodotto che deriva da un topo (ad esempio,
un anticorpo, specialmente se monoclonale).
In fondo anche il "mus-colo" è un piccolo topo...

Ciao,
Epimeteo


_Airplane_

unread,
Aug 9, 2004, 2:14:06 PM8/9/04
to

"Cingar" <cingar.s...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:195Z223Z37Z55Y...@usenet.libero.it...

> _Airplane_ ha scritto:
> > Peggio per lui :-) io l'avrei scritti al computer.
>
> "Computer" passi, ma "al" invece di "amb" non sarebbe catalano corretto.
:-)
>
> > Improbabile nel senso di impreciso, inadeguato.
>
> Un termine è preciso e adeguato se tutti lo capiscono.

Infatti: io avevo detto l'improbabile 'ordinateur', per dire che la scelta
non è stata probabile, cioè 'intuitiva', 'facile' 'ovvia'.
La comprensione non c'entra.

> Non vedo chi o cosa avrebbe fatto queste scelte. Io parlerei semmai di
caso
> fortuito.
>
> > Scegliere di non tradurre computer, mouse, scanner, mi sembra
saggissimo.
>
> Scelta? Quale scelta?

Mi pare si chiami 'uso' della lingua. I parlanti hanno scelto.

> Due dei tre sono infatti di origine latina e quindi facilmente adattabili
in
> "computatore" e "scansore" (o "scanditore"). Il terzo, "mouse", si sarebbe
> potuto tradurre letteralmente "topo" (o "topolino") mantenendo intatta la
> metafora originale (i due bottoni come orecchie del roditore, il cavo di
> connessione come coda).

Con quale vantaggio?

> Si può forse parlare di scelta nel caso del mantenimento di termini come
> "software" o "bit", che sono effettivamente di difficile resa: "software"
è
> infatti una gioco di parole intraducibile (il contrario scherzoso di
> "hardware"), e "bit" è la sigla "B.IT" ("Binary digIT") ma significa anche
> "pezzettino", "briciola".

Di nuovo: con quale vantaggio se c'era una parola che avesse tradotto
'software', l'avresti tradotta?


Airplane


Daniele

unread,
Aug 9, 2004, 2:16:51 PM8/9/04
to
Il Mon, 09 Aug 2004 17:21:42 GMT, cingar.s...@libero.it (Cingar)
scriveva:

>Due dei tre sono infatti di origine latina e quindi facilmente adattabili in
>"computatore"

Abbiamo "calcolatore" che è anche una bella parola...
Oltretutto esiste ("computatore" dovremmo inventarlo).

Daniele

--
Lo di' c'han detto ai dolci amici addio

Father McKenzie

unread,
Aug 9, 2004, 5:05:10 PM8/9/04
to
Sulla strada della pioggia / "Daniele" prendeva a calci l'acqua / un velo

rosso moriva / danzando, ai suoi piedi. / Il buio di rosso macchiava / il
cielo e sull'asfalto vegliava / una finestra di ferro / una croce di legno

> Abbiamo "calcolatore" che è anche una bella parola...


> Oltretutto esiste ("computatore" dovremmo inventarlo).

A me piaceva "elaboratore" (di dati), usato fino a non molti anni fa.
Computer mette in risalto le capacità di calcolo, ma un computer, specie se
si parla di quelli multimediali, fa molto di più che calcolare, quindi...

Xelloss dal portatile

unread,
Aug 9, 2004, 6:31:58 PM8/9/04
to
Father McKenzie ha scritto:

> A me piaceva "elaboratore" (di dati), usato fino a non molti anni fa.
> Computer mette in risalto le capacità di calcolo, ma un computer, specie se
> si parla di quelli multimediali, fa molto di più che calcolare, quindi...

Solo perché tu hai una visione di alto livello... in realtà un computer
calcola e basta: ciò che lo differenzia da una calcolatrice è che può
eseguire qualunque tipo di calcolo, o meglio risolvere qualunque problema
sia risolvibile per mezzo di calcoli.

Xelloss dal portatile

unread,
Aug 9, 2004, 6:33:00 PM8/9/04
to
Epimeteo ha scritto:

> ...è latino anch'esso, mi pare (mus, muris), oltre che greco (mys), ed è

Diciamo banalmente indoeuropeo :-p

ADPUF

unread,
Aug 9, 2004, 6:39:56 PM8/9/04
to
on 00:31, martedì 10 agosto 2004 Xelloss dal portatile
wrote:

>> A me piaceva "elaboratore" (di dati), usato fino a non
>> molti anni fa. Computer mette in risalto le capacità di
>> calcolo, ma un computer, specie se si parla di quelli
>> multimediali, fa molto di più che calcolare, quindi...
>
> Solo perché tu hai una visione di alto livello... in
> realtà un computer calcola e basta: ciò che lo differenzia
> da una calcolatrice è che può eseguire qualunque tipo di
> calcolo, o meglio risolvere qualunque problema sia
> risolvibile per mezzo di calcoli.


Beh, a basso livello (molto basso) si dovrebbe dire
NANDorizzatore o qualcosa del genere, visto che fa tutto
con le porte NAND (o NOR?)

Ma poi non è detto che esso risolva problemi risolvibili,
in fondo fa qualunque cosa gli si ordini, incluso il
caso GIGO (Garbage In, Garbage Out)


--
pecunia non olet, sed scarseggiat semper

Epimeteo

unread,
Aug 10, 2004, 1:27:27 AM8/10/04
to

"Xelloss dal portatile" <wirix...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:pan.2004.08.09....@libero.it...

> Epimeteo ha scritto:
>
> > ...è latino anch'esso, mi pare (mus, muris), oltre che greco (mys),

> Diciamo banalmente indoeuropeo :-p

...perché non possiamo non dirci indoeuropei... :-PP

Epimeteo

Father McKenzie

unread,
Aug 10, 2004, 3:31:07 AM8/10/04
to
Sulla strada della pioggia / "ADPUF" prendeva a calci l'acqua / un velo

rosso moriva / danzando, ai suoi piedi. / Il buio di rosso macchiava / il
cielo e sull'asfalto vegliava / una finestra di ferro / una croce di legno

>> Solo perché tu hai una visione di alto livello... in


>> realtà un computer calcola e basta:

E 'o ssacc', pero' l'utente finale, di cui ho la visione, non vede i
calcoli ma sente la musica. E la lingua è fatta dalla gente comune, non
dagli informatici, je pense.ù

--
Chi crede che esista la democrazia non ha mai avuto un contratto a termine

10/08/2004 9.30.45

Father McKenzie

unread,
Aug 10, 2004, 3:43:03 AM8/10/04
to
Sulla strada della pioggia / "Father McKenzie" prendeva a calci l'acqua /

un velo rosso moriva / danzando, ai suoi piedi. / Il buio di rosso
macchiava / il cielo e sull'asfalto vegliava / una finestra di ferro / una
croce di legno


>>> Solo perché tu hai una visione di alto livello... in
>>> realtà un computer calcola e basta:
>
> E 'o ssacc', pero' l'utente finale, di cui ho la visione, non vede i
> calcoli ma sente la musica. E la lingua è fatta dalla gente comune, non
> dagli informatici, je pense.ù

Secondo la tua logica radio e tv si dovrebbero chiamare trasmettitori di
onde elettromagnetiche e i giornali e i libri fogli p
ieni di segnacci a piombo.


--
Chi crede che esista la democrazia non ha mai avuto un contratto a termine

10/08/2004 9.42.42

Xelloss dal portatile

unread,
Aug 10, 2004, 5:19:30 AM8/10/04
to
ADPUF ha scritto:

> Beh, a basso livello (molto basso) si dovrebbe dire
> NANDorizzatore o qualcosa del genere, visto che fa tutto
> con le porte NAND (o NOR?)

Beh se proprio vogliamo è un'astrazione anche quella... in principio era
il segnale elettrico :-p
Però non volevo arrivare a livello COSI' basso ;-p

> Ma poi non è detto che esso risolva problemi risolvibili,
> in fondo fa qualunque cosa gli si ordini, incluso il
> caso GIGO (Garbage In, Garbage Out)

Ecco. Comunque per definizione è un calcolo pure quello.

Cingar

unread,
Aug 10, 2004, 5:50:10 AM8/10/04
to
_Airplane_ ha scritto:

> > Un termine è preciso e adeguato se tutti lo capiscono.
>
> Infatti: io avevo detto l'improbabile 'ordinateur', per dire che la scelta
> non è stata probabile, cioè 'intuitiva', 'facile' 'ovvia'.

Non capisco per quale ragione il franciose "ordinatore" debba essere più o
meno intuitivo dell'albionico "computatore".

Certo, i computer fanno sia calcoli sia ordinamenti, ma nessuna delle due
operazioni è particolarmente frequente agli occhi dell'utilizzatore medio (a
meno che la media sia calcolata fra i frequentatori di una facoltà di
matematica o di un editore di dizionari).

> La comprensione non c'entra.

Infatti la comprensione dell'etimologia del termine non c'entra una fava.

Chissà quanta gente usa ogni giorno le espressioni "the computer" o
"l'ordinateur" senza essersi mai fermarti a riflettere sulla parentela coi
verbi "to compute" o "ordiner". Ripeto: se il computer si fosse chiamato
"patata secca", l'abitudine ci farebbe sembrare perfettamente normale pure
questo termine.

> > > Scegliere di non tradurre computer, mouse, scanner, mi sembra
> saggissimo.
> >
> > Scelta? Quale scelta?
>
> Mi pare si chiami 'uso' della lingua. I parlanti hanno scelto.

In questo contesto, "uso" e "scelta" sono due concetti antitetici.

Se si segue l'"uso" non si sceglie un bel niente: semplicemente ci si
adegua. Per contro, se c'è bisogno di "scegliere" deliberatamente un termine
è perché non c'è ancora alcun uso a cui attenersi.

> > Due dei tre sono infatti di origine latina e quindi facilmente
adattabili
> in
> > "computatore" e "scansore" (o "scanditore"). Il terzo, "mouse", si
sarebbe
> > potuto tradurre letteralmente "topo" (o "topolino") mantenendo intatta
la
> > metafora originale (i due bottoni come orecchie del roditore, il cavo di
> > connessione come coda).
>
> Con quale vantaggio?

Con quale svantaggio?

E, comunque, io sto sostenendo appunto che non tradurre termini come
"computer", "scanner" e "mouse" è stato un frutto del caso e non una scelta
consapevole e, quindi, nessuno si è messo a ponderare vantaggi e svantaggi.

Comunque, qualche vantaggio marginale lo vedo: "computatore", "scansore" e
"topo" (o, se vuoi, "calcolatore", "scanditore" e "topolino") sono termini
foneticamente, graficamente e morfologicamente italiani e, dunque, non
pongono nessuna complicazione di pronuncia, ortografia e grammatica (ad
esempio, qual è il plurale di "il mouse"? "i mouse", "i mouses", "i mice",
"i mausi"?).

D'altra parte, non vedo svantaggi: l'unico aspetto positivo nel mantenere
termini informatici inglesi è che, in tal modo, li si riconosce prontamente
anche leggendo materiale in lingua inglese. Ma, ne converrai, termini come
"computatore", "scansore" e "topo" sono talmente simili ai corrispondenti
termini inglesi che nessuno avrebbe avuto problemi a riconoscerli leggendo
in inglese, così come nessuno ha problemi, leggendo un testo in inglese, a
identificare parole come "function", "procedure", "printer" o "window" con i
corrispondenti italiani "funzione", "procedura", "stampante" e "finestra".

Intendiamoci, non sto sostenendo che ora, dopo trent'anni d'informatica in
Italia, dobbiamo metterci a cambiare i termini: in questioni di lingua sono
sempre a favore dello status quo, quindi teniamoci pure "mouse". Sto solo
contestando la tua idea, a mio avviso alquanto ingenua, che dietro
all'adozione di questi termini ci sia stata una precisa scelta. Non c'è
stata anche perché non c'era nessuno che potesse fare una tale scelta:
storicamente, l'Italia non si è mai dotata di istituzioni incaricate di
definire la terminologia tecnico-scientifica. Se ci fossero stata una tale
istituzione, avrebbe forse scelto di dire comuque "software", ma
difficilmente avrebbe scelto di dire "mouse".

> > Si può forse parlare di scelta nel caso del mantenimento di termini come
> > "software" o "bit", che sono effettivamente di difficile resa:
"software"
> è
> > infatti una gioco di parole intraducibile (il contrario scherzoso di
> > "hardware"), e "bit" è la sigla "B.IT" ("Binary digIT") ma significa
anche
> > "pezzettino", "briciola".
>
> Di nuovo: con quale vantaggio se c'era una parola che avesse tradotto
> 'software', l'avresti tradotta?

Per i vantaggi, vedi sopra.

"Software" si sarebbe potuto validamente tradurre "logica", contrapposto a
"fisica" per dire "hardware".

Ma, in questo caso, ci sarebbero stati sì dei problemi: come avremmo
tradotto un'espressioni come "the logics of software" o "that software is
illogical" o, peggio, "a software for physics"? Ne sarebbero usciti degli
ossimori spassosissimi.

Inoltre, chi avesse incontrato in un testo inglese i termini "software" e
"hardware" non sarebbe stato in grado, senza dizionario, di riconoscervi gli
italiani "logica" e "fisica"; e, una volta scopertolo, avrebbe avuto
difficoltà a memorizzare la corrispondenza.

Non a caso, i "software" e "hardware" sono stati mantenuti non tradotti o
appena adattati anche in lingue che abitualmente (e, qui sì, per scelta)
traducono tutti i termini tecnici. Persino in francese, che pure avrebbe
ufficialmente la parola "logiciel", l'anglicismo "software" è comunissimo.

Xelloss dal portatile

unread,
Aug 10, 2004, 8:05:53 AM8/10/04
to
Cingar ha scritto:

> Non capisco per quale ragione il franciose "ordinatore" debba essere più o
> meno intuitivo dell'albionico "computatore".

Io invece non ho mai capito perché non ci siamo tenuti "calcolatore":
traduce in italiano corretto "computer", descrive con precisione
l'attività compiuta dalla macchina in questione ed è inoltre un termine
inequivocabile. Trattasi evidentemente di masochismo linguistico.

Maurizio Pistone

unread,
Aug 10, 2004, 9:21:14 AM8/10/04
to
cingar.s...@libero.it (Cingar) ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Analogamente, ciň che fa una circoncisione circoncisisce, chi prende una
>decisione decisisce, chi fa una dissuasione dissuasisce, ciň che fa
>un'estrusione estrusisce, chi compie un'evasione evasisce, ciň che fa
>un'incisione incisisce, chi fa un'invasione invasisce, chi fa un'irrisione
>irrisisce, chi fa una persuasione persuasisce, chi fa una previsione
>previsisce, chi fa una revisione revisisce, chi fa una riflessione
>riflessisce, ciň che compie un'uccisione uccisisce e chi ha una visione
>visisce.

chi va in pensione: pensisce


Maurizio Pistone

unread,
Aug 10, 2004, 9:21:51 AM8/10/04
to
Mariuccia Ruta <ruta...@telcel.net.ve> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Posso riprender fiato?

se č per dire "scandire", sě


Maurizio Pistone

unread,
Aug 10, 2004, 9:22:57 AM8/10/04
to
Mariuccia Ruta <ruta...@telcel.net.ve> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Sapevo che qualcuno di sarebbe mosso a compassione.

che fa, compassisce?


Maurizio Pistone

unread,
Aug 10, 2004, 9:24:09 AM8/10/04
to
eto...@supereva.it (Nostos) ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>ma che problema c'è a dire che lo scanner _scansiona_ le immagini e
>dopo ciò esso sono _scansionate_?

che fa chi scansiona? una scansionazione.


Maurizio Pistone

unread,
Aug 10, 2004, 9:27:25 AM8/10/04
to
"_Airplane_" <marc...@web.it> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>La lingua italiana filtra, secondo me ottimamente, tutti i termini che nella
>società attuale viaggiano continuamente da una lingua ad un'altra,

la lingua italiana è una cozza?


Cingar

unread,
Aug 10, 2004, 9:28:08 AM8/10/04
to
Xelloss ha scritto:

> Io invece non ho mai capito perché non ci siamo tenuti "calcolatore":
> traduce in italiano corretto "computer"

Be', in realtà ce lo siamo tenuti, ed è termine tuttora piuttosto comune,
anche se non quanto quello inglese.

Ho l'impressione che "computer" sia arrivato con l'espressione "personal
computer". Non so perché non si sia diffusa invece la traduzione
"calcolatore personale". Potrebbe forse dipendere dall'ordine delle lettere
nella sigla "PC", che era di gran moda negli anni '80-'90 (ricordo persino
una rivista che si chiamava così).

> descrive con precisione l'attività compiuta dalla macchina in questione

Be' non troppo: il computer non serve certo principalmente a fare calcoli, a
meno che uno faccia il matematico o il commercialista.

Infatti, la "macchina per fare i calcoli" ha un nome diverso sia in italiano
sia in inglese: "calcolatrice" e "calculator".

In ogni caso, concordo che "calcolatore" non è certo peggio di "computer",
anzi: quanto meno non c'è dubbio su come si scriva, si legga e se ne faccia
il plurale.

> Trattasi evidentemente di masochismo linguistico.

Io resto della mia idea: trattasi di caso fortuito. Sfiga, insomma.

Maurizio Pistone

unread,
Aug 10, 2004, 9:30:20 AM8/10/04
to
Father McKenzie <indirizz...@tin.it> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Sacche di resistenza

stamina bags?


Cingar

unread,
Aug 10, 2004, 10:04:59 AM8/10/04
to
Father McKenzie ha scritto:
> Perché invece si dice stampante (bruttino), schermo, tastiera,
altoparlanti
> (diffusori), cuffie, presa, scheda, portatile?

Tranne l'ultimo, sono tutti termini che erano già diffusi prima
dell'esplosione dell'informatica: la stampante l'avevano anche i telex, la
tastiera ce l'hanno anche i pianoforti e le macchine da scrivere, lo schermo
c'è anche nella TV e al cinema, altoparlanti, prese e cuffie ci sono pure su
radio e giradischi.

Quanto a "portatile", è termine che appartiene alla seconda (o terza) ondata
di termini informatici. In questa fase, quella attuale, l'italianizzazione
dei termini è molto più comune, se non addirittura la norma.

Ricordo che, nei primi tempi della diffusione dell'informatica di massa
(epoca Commodore 64, insomma) i manuali e i programmi tradotti in italiano
erano pressoché inesistenti: tutto era scritto in inglese.

Il poco materiale in italiano (principalmente articoli su riviste) era
scritto da "smanettoni" che s'improvvisavano traduttori o giornalisti. In
queste condizioni, chi te lo faceva fare di trovare equivalenti italiani di
termini come "file", "directory" o "byte"? A chi sarebbe servito?

Oggi la situazione è profondamente cambiata: il software che utilizziamo è
quasi sempre distribuito già localizzato in italiano, e le librerie sono
piene di manuali di informatica tradotti o scritti direttamente in Italia.

Oggi ci sono professionisti (come il nostro beneamato "Patriarca" Valli) che
nella vita non fanno altro che tradurre in italiano manuali di informatica
e, quindi, hanno tempo e modo di riflettese su quando e come tradurre i
termini in italiano.

Supponendo che il Valli sia rappresentativo della categoria (e credo che lo
sia), il traduttore o il technical writer informatico del giorno d'oggi usa
sì senza remore i termini inglesi ormai consolidati, ma si guarda bene
dall'introdurne di nuovi se non assolutamente indispensabile. Insomma, i
termini inglesi esistenti ce li dobbiamo tenere, ma non dobbiamo aspettarci
di vederne molti nuovi.

Insomma, probabilmente sia chi grida allo scandalo per l'eccesso di
anglicismi nell'informatica sia chi difende questo fenomeno con presunti
argomenti razionali sta in realtà combattendo una guerra ormai conclusa da
vent'anni...

(Avete presente quel soldato giapponese che s'era perso su un'isola del
Pacifico e non sapeva che la Seconda Guerra Mondiale era finita da decenni?)

Cingar

unread,
Aug 10, 2004, 10:39:48 AM8/10/04
to
Epimeteo ha scritto:
> Il terzo, "mouse"
>
> ....è latino anch'esso, mi pare (mus, muris), oltre che greco (mys),

Vedi? Anche il latino e il greco hanno parole di origine inglese, quindi
che c'è di male?

--
Cingar


--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Cingar

unread,
Aug 10, 2004, 10:45:24 AM8/10/04
to
Maurizio Pistone ha scritto:

> Father McKenzie <indirizz...@tin.it> ha scritto
> >Sacche di resistenza
> stamina bags?

"Terror pockets", mi dicono dal Pentagono.

_Airplane_

unread,
Aug 10, 2004, 11:44:23 AM8/10/04
to

"Cingar" <cingar.s...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:195Z223Z37Z55Y1...@usenet.libero.it...

> Non capisco per quale ragione il franciose "ordinatore" debba essere più o
> meno intuitivo dell'albionico "computatore".

Secondo me, non traducendolo ci abbiamo gudagnato in velocità.
Se devo cercare dei computer con google, se cerco la parola 'computer' ho un
numero altissimo di risultati ed ho una scelta ampissima, se facessi la
stessa ricerca con 'ordinatore' (posto fosse il nostro termine per indicare
il pc) non avrei la stessa scelta a disposizione.
È lo stesso motivo per cui trovo sciocco tradurre 'pizza' o spaghetti' in
altre lingue, visto che il termine è comodo così com'è, oggi, non vedo il
motivo di cercarne un'altro.

> > La comprensione non c'entra.
>
> Infatti la comprensione dell'etimologia del termine non c'entra una fava.
>
> Chissà quanta gente usa ogni giorno le espressioni "the computer" o
> "l'ordinateur" senza essersi mai fermarti a riflettere sulla parentela coi
> verbi "to compute" o "ordiner". Ripeto: se il computer si fosse chiamato
> "patata secca", l'abitudine ci farebbe sembrare perfettamente normale pure
> questo termine.

> Se si segue l'"uso" non si sceglie un bel niente: semplicemente ci si


> adegua. Per contro, se c'è bisogno di "scegliere" deliberatamente un
termine
> è perché non c'è ancora alcun uso a cui attenersi.

Ho capito, ma non sono d'accordo: è stata una scelta collettiva: quella di
non scegliere di cambiare il termine.
Così come i francesi hanno scelto 'ordinateur'.
Ma non avresti scelto neanche se si fosse deciso con un decreto governativo
che si sarebbe dovuta chiamare 'patata secca'.

> > Con quale vantaggio?
>
> Con quale svantaggio?

L'ho spiegato poco più sopra.

> Comunque, qualche vantaggio marginale lo vedo: "computatore", "scansore" e
> "topo" (o, se vuoi, "calcolatore", "scanditore" e "topolino") sono termini
> foneticamente, graficamente e morfologicamente italiani e, dunque, non
> pongono nessuna complicazione di pronuncia, ortografia e grammatica (ad
> esempio, qual è il plurale di "il mouse"? "i mouse", "i mouses", "i mice",
> "i mausi"?).

Sarà, a me questo sembra positivo.
Coi tempi (anglofoni) che corrono. :-)
Ma forse questo è lo stesso motivo per cui tu vedi ciò negativamente.

> D'altra parte, non vedo svantaggi: l'unico aspetto positivo nel mantenere
> termini informatici inglesi è che, in tal modo, li si riconosce
prontamente
> anche leggendo materiale in lingua inglese.

Ecco, infatti.

> Sto solo
> contestando la tua idea, a mio avviso alquanto ingenua, che dietro
> all'adozione di questi termini ci sia stata una precisa scelta.

Certo non pensavo ad un referendum ma ad 'una scelta', nel senso che le cose
sono andate così.

> Inoltre, chi avesse incontrato in un testo inglese i termini "software" e
> "hardware" non sarebbe stato in grado, senza dizionario, di riconoscervi
gli
> italiani "logica" e "fisica"; e, una volta scopertolo, avrebbe avuto
> difficoltà a memorizzare la corrispondenza.

Già.

> Non a caso, i "software" e "hardware" sono stati mantenuti non tradotti o
> appena adattati anche in lingue che abitualmente (e, qui sì, per scelta)
> traducono tutti i termini tecnici. Persino in francese, che pure avrebbe
> ufficialmente la parola "logiciel", l'anglicismo "software" è comunissimo.

Vedi che anche i francesi, nonostante facciano i difficilotti, di fronte
alla praticità di un termine comune, ne afferrano la praticità e lo fanno
loro.


--
bye
Airplane


FB

unread,
Aug 10, 2004, 11:45:19 AM8/10/04
to
On Tue, 10 Aug 2004 17:44:23 +0200, _Airplane_ wrote:

> Č lo stesso motivo per cui trovo sciocco tradurre 'pizza' o spaghetti' in
> altre lingue, visto che il termine č comodo cosě com'č, oggi, non vedo il


> motivo di cercarne un'altro.

Caccia all'errore.


Ciao, FB
--
Se dico "siedi!" manca l'oggetto.
Siedo chi? Lei o me?
(da it.cultura.linguistica.italiano)

_Airplane_

unread,
Aug 10, 2004, 12:05:12 PM8/10/04
to

"FB" <fam.baldu...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:o93qcxo35aep.1j...@40tude.net...

> On Tue, 10 Aug 2004 17:44:23 +0200, _Airplane_ wrote:

> > un'altro.
>
> Caccia all'errore.

Che vista! :-)

Airplane


_Airplane_

unread,
Aug 10, 2004, 12:09:55 PM8/10/04
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:2ajhh0hkpscmom5t4...@4ax.com...

No, nell'altra accezione: 'seleziona'. :-)

Airplane


Cingar

unread,
Aug 10, 2004, 1:00:52 PM8/10/04
to
_Airplane_ ha scritto:
> "Cingar" ha scritto nel messaggio

>
> > Non capisco per quale ragione il franciose "ordinatore" debba essere più
o
> > meno intuitivo dell'albionico "computatore".
>
> Secondo me, non traducendolo ci abbiamo gudagnato in velocità.
> Se devo cercare dei computer con google, se cerco la parola 'computer' ho
un
> numero altissimo di risultati ed ho una scelta ampissima, se facessi la
> stessa ricerca con 'ordinatore' [...]

Scusa, ma non ti pare un'argomentazione un po' farlocca!?

Se anche in italiano il computer si chiamasse "patata secca", chi ti
impedirebbe di cercare su Google il termine inglese "computer", se sai e
vuoi leggere materiale in inglese?

Se m'interessasse trovare materiale su, per dire, le funzioni iperboliche, o
sulla coniugazione dei verbi greci, la prima cosa che mi verrebbe in mente
di fare è di andare su Google e digitare "hyperbolic functions" o "Greel
conjugation", perché in genere in inglese si trovi più materiale su
qualsiasi argomento.

E, se non fossi soddisfatto dei risultati, continuerei digitando "fonctions
hyperboliques" o "conjugaison grecque", e così via.

Non per questo proporrei di sostituire le espressioni italiane che indicano
questi concetti con quelle inglesi o francesi!

> È lo stesso motivo per cui trovo sciocco tradurre 'pizza' o spaghetti' in
> altre lingue, visto che il termine è comodo così com'è, oggi, non vedo il
> motivo di cercarne un'altro.

Io trovo sciocco che tu trovi sciocco il comportamento di lingue che non
conosci.

In alcune lingue "pizza" e "spaghetti" si scrivono come in italiano (ma,
comunque, si pronunciano sempre in modo un po' diverso), in altre la grafia
è stata adattata alle regole ortografiche lingua, in altre ancora uno o
entrambi i termini sono stati completamente tradotti, magari usando parole
preesistenti che indicava cibi identici o analoghi.

Ad esempio, il cinese ha adottato il termine "pizza" (ovviamente trascritto
in caratteri cinesi, che ri-trascritto fa "bisa") ma, ovviamente, non il
termine "spaghetti", cibo che loro hanno inventato prima di noi e per cui
ovviamente dispongono già da secoli di un termine: "miantiao". Se stanno
parlando di cucina italiana, gli basta aggiungere "all'italiana" al loro
termine: "Yidali miantiao".

Come si può dire, a priori, se tutto ciò sia giusto o sbagliato, sciocco o
furbo, senza conoscere le caratteristiche grammaticali, ortografiche,
lessicali di ogni singola lingua?

> > Se si segue l'"uso" non si sceglie un bel niente: semplicemente ci si

> > adegua. [...]


>
> Ho capito, ma non sono d'accordo: è stata una scelta collettiva: quella di
> non scegliere di cambiare il termine.

Sì, vabbe', qui siamo a discutere sul sesso degli angeli...

> Così come i francesi hanno scelto 'ordinateur'.
> Ma non avresti scelto neanche se si fosse deciso con un decreto
governativo
> che si sarebbe dovuta chiamare 'patata secca'.
>

> > Comunque, qualche vantaggio marginale lo vedo: [...]


>
> Sarà, a me questo sembra positivo.
> Coi tempi (anglofoni) che corrono. :-)

Non credo proprio che i termini inglesi presenti nell'italiano ci
favoriscano granché nell'apprendimento dell'inglese, anzi.

Nella maggior parte dei casi bisogna fare doppia fatica: per riuscire a
imparare la parola inglese, bisogna prima sradicare la pronuncia
italianizzata a cui siamo abituati e il significato alterato o parziale che
crediamo sia l'unico esistente.

Chissà quanti italiani, imparando l'inglese, rimangono allibiti scoprendo
che "printer" è anche il titolare di una tipografia, che "directory" è la
guida del telefono, che "file" è un armadietto schedario, che "fast food" è
uno spuntino o, addirittura, che "mouse" è un animaletto ghiotto di
formaggio.

> Ma forse questo è lo stesso motivo per cui tu vedi ciò negativamente.

Io non vedo ciò negativamente. Se si dice "computer" si dice così e non me
ne faccio un problema. Ma non mi racconto favole sul perché questo sarebbe
il migliore dei mondi possibili.

> > D'altra parte, non vedo svantaggi: l'unico aspetto positivo nel
mantenere
> > termini informatici inglesi è che, in tal modo, li si riconosce
> prontamente
> > anche leggendo materiale in lingua inglese.
>
> Ecco, infatti.

Ecco infatti che? Leggi anche quanto segue...

> [...]


> > Non a caso, i "software" e "hardware" sono stati mantenuti non tradotti
o
> > appena adattati anche in lingue che abitualmente (e, qui sì, per scelta)
> > traducono tutti i termini tecnici. Persino in francese, che pure avrebbe
> > ufficialmente la parola "logiciel", l'anglicismo "software" è
comunissimo.
>
> Vedi che anche i francesi, nonostante facciano i difficilotti, di fronte
> alla praticità di un termine comune, ne afferrano la praticità e lo fanno
> loro.

Non ci siamo capiti... Perché si possa parlare di "praticità di un termine
comune" bisogna che questo termine sia *già* comune, quindi non è una valida
giustificazione per l'adozione di un termine nuovo.

Comunque, direi che è meglio lasciar perdere i francesi e la loro politica
linguistica che, effettivamente, è troppo all'estremo opposto della
non-politica linguistica italiana per poter fare confronti sensati.

Direi invece di dare un'occhiata a un dizionari informatico di *tedesco*.
Fra le lingue che conosco un po', il tedesco mi pare quello che più di tutte
ha mantenuto una buona via di mezzo in questa questione.

I tedeschi non si sono fatti scrupoli di mantenere in inglese termini
difficilmente traducibili come "bit", "byte", "software" o "hardware"
(l'unico adattamento è che li scrivono con la maiuscola, ovviamente) ma
hanno tradotto tutto ciò che era facilmente traducibile, come "mouse",
"file", "driver", ecc., che sono diventati "Maus", "Datei", "Treiber", ecc.

FB

unread,
Aug 10, 2004, 1:08:46 PM8/10/04
to

Solo per gli errori altrui.


Ciao, FB
--
Mrs. Palmer, in her way, was equally angry. 'She was determined to drop his
acquaintance immediately, and she was very thankful that she had never been
acquainted with him at all'. (Jane Austen)

Epimeteo

unread,
Aug 10, 2004, 1:53:46 PM8/10/04
to

"Cingar" <cingar.s...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:cfamnk$7rs$1...@news.newsland.it...

> Epimeteo ha scritto:
> > Il terzo, "mouse"
> >
> > ....è latino anch'esso, mi pare (mus, muris), oltre che greco (mys),

> Vedi? Anche il latino e il greco hanno parole di origine inglese,
> quindi che c'è di male?

Niente, ma non tutti sanno che i greci hanno appreso questi termini
inglesi consultando un antico libro accadico dal titolo "Miriadi di
miriadi di miriadi di miriadi di miriadi di miriadi di miriadi di
miriadi di miriadi di miriadi di parole".

Ciao,
Epimeteo


Epimeteo

unread,
Aug 10, 2004, 1:55:16 PM8/10/04
to

"FB" <fam.baldu...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:o93qcxo35aep.1j...@40tude.net...

> On Tue, 10 Aug 2004 17:44:23 +0200, _Airplane_ wrote:
>
> > È lo stesso motivo per cui trovo sciocco tradurre 'pizza' o
> > spaghetti' in
> > altre lingue, visto che il termine è comodo così com'è, oggi, non

> > vedo il motivo di cercarne un'altro.

> Caccia all'errore.

FB, apostrofo rosa tra le parole "spaghetti all'amatriciana", non vedo
nessun'altro errore se non quello di rispondere alle tue provocazioni.

Ciao,
Epimeteo

Xelloss dal portatile

unread,
Aug 10, 2004, 2:41:06 PM8/10/04
to
Cingar ha scritto:

> Be' non troppo: il computer non serve certo principalmente a fare calcoli, a
> meno che uno faccia il matematico o il commercialista.
>
> Infatti, la "macchina per fare i calcoli" ha un nome diverso sia in italiano
> sia in inglese: "calcolatrice" e "calculator".

Non è esatto... in realtà l'attività del computer è sempre e solo
calcolare. La differenza tra una calcolatrice e un calcolatore, oltre
che la dimensione, è che la calcolatrice può fare solo certi calcoli, il
calcolatore invece può fare virtualmente tutti i calcoli possibili.
In pratica i computer sono nati proprio quando si è riusciti a dare una
definizione abbastanza ampia e precisa di cosa fosse un calcolo. Oggi
possiamo dire che un calcolo è qualunque operazione possa essere eseguita
da un calcolatore: questa affermazione (nota come tesi di Church) è
comunemente ritenuta indimostrabile ma vera.

Comunque, anche la maggior parte degli informatici non hanno cognizione
del fatto che i calcolatori sappiano "solo" calcolare...

Saluti.

FB

unread,
Aug 10, 2004, 3:23:25 PM8/10/04
to
On Tue, 10 Aug 2004 17:55:16 GMT, Epimeteo wrote:

> FB, apostrofo rosa tra le parole "spaghetti all'amatriciana"

Avrei detto "rosso", caro apostrofo, rosso anch'esso, tra le parole
"nessun'altro".

marilena

unread,
Aug 10, 2004, 4:38:47 PM8/10/04
to
Epimeteo ha scritto:

> Niente, ma non tutti sanno che i greci hanno appreso questi termini
> inglesi consultando un antico libro accadico dal titolo "Miriadi di
> miriadi di miriadi di miriadi di miriadi di miriadi di miriadi di
> miriadi di miriadi di miriadi di parole".

Accadico? Libro? Qualcosa mi sfugge. Anzi, forse è sfuggita dalle tue mani
qualche tavoletta e si è frantumata in miriadi di schegge? :-P

> Ciao,
> Epimeteo

Buon risveglio!

Marilena


ADPUF

unread,
Aug 10, 2004, 6:14:11 PM8/10/04
to
on 19:00, marted? 10 agosto 2004 Cingar wrote:

> In alcune lingue "pizza" e "spaghetti" si scrivono come in
> italiano (ma, comunque, si pronunciano sempre in modo un

> po' diverso), in altre la grafia ? stata adattata alle


> regole ortografiche lingua, in altre ancora uno o entrambi
> i termini sono stati completamente tradotti, magari usando
> parole preesistenti che indicava cibi identici o analoghi.


In slovenščina scrivono "pica" e "špageti".


--
pecunia non olet, sed scarseggiat semper

magica

unread,
Aug 10, 2004, 8:42:26 PM8/10/04
to
In <1uczxbv6nb7yp.1f2q1ci3jhnq6$.d...@40tude.net> Father McKenzie
<indirizz...@tin.it> scrive...

>Perché invece si dice stampante (bruttino),

Temporibus illis (e mi pare di averlo già scritto), l'IBM la chiamava
stampatrice.

Ciao.

Gian Carlo

Epimeteo

unread,
Aug 11, 2004, 1:27:26 AM8/11/04
to

"FB" <fam.baldu...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:uz4adja3k3f4.2e4f57ii1b4s$.dlg@40tude.net...

> On Tue, 10 Aug 2004 17:55:16 GMT, Epimeteo wrote:
>
> > FB, apostrofo rosa tra le parole "spaghetti all'amatriciana"

> Avrei detto "rosso", caro apostrofo, rosso anch'esso, tra le parole
> "nessun'altro".

[Eh eh eh... Il capo occulto degl'apostrofi è un pò nervoso... Eh eh
eh... Per fortuna me n'è torno in vacanza (vado all'ago) l'ontano dai
computer... Eh eh eh...]

Epimeteo
--
"Non ci sono le condizioni politiche per riaprire il discorso sulla 194"
(Girolamo Sirchia, ministro della Salute, fisica e mentale)

Epimeteo

unread,
Aug 11, 2004, 1:28:40 AM8/11/04
to

"marilena" <m...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:41193296$1...@x-privat.org...

'Gnurant, va' a sciacquare i panni in Tigri!
Si trattava del Google sumerico, denominato Goolgamesh, contenente un
numero di parole pari a 1 seguito da 40 zeri, come avrà capito chiunque
abbia studiato *con serietà* queste lingue antichissime.

E poi gli accadi, lo sanno tutti, facevano tavolette infrangibili, di un
materiale chiamato "enkene" o "urukene"...

Buona giornata,
Epimeteo


Cingar

unread,
Aug 11, 2004, 4:55:30 AM8/11/04
to
Epimeteo ha scritto:

> E poi gli accadi, lo sanno tutti,

... erano facilmente digeribili.

--
Cingar

P.S. Ma davvero voglio premere "send" per 'sta baggianata? No, so che non
farò, ora premo "Annul

Cingar

unread,
Aug 11, 2004, 5:17:45 AM8/11/04
to
Xelloss dal portatile ha scritto:

> Cingar ha scritto:
>
> > Be' non troppo: il computer non serve certo principalmente a fare
calcoli, a
> > meno che uno faccia il matematico o il commercialista.
> >
> > Infatti, la "macchina per fare i calcoli" ha un nome diverso sia in
italiano
> > sia in inglese: "calcolatrice" e "calculator".
>
> Non è esatto... in realtà l'attività del computer è sempre e solo
> calcolare. [...]

Suvvia! Mi pari un bambino di setto anni che, avendo appena imparato che
esistono il regno minerale, vegetale e animale, si alza ed esclama che la
vecchia zia Peppina è un animale...

Certo, dal suo punto di vista infantilmente scientifico avrà anche ragione,
però nemmeno il papà non ha tutti i torti a mollargli uno scapaccione.

Tornando a noi, che se ne farebbe una macchina destinata solo a fare calcoli
di uno schermo a colori, di una coppia di altoparlanti stereofonici e di una
connessione a Internet!?

Siamo d'accordo che, al cuore di quel complesso elettrodomestico chiamato
"computer", ci sia un componente elettronico chiamato "processore" e che il
cuore di questo componente altro non sia che un'implementazione della
cosiddetta macchina di Von Neumann... Ma da qui a ridurre quel costoso
aggeggio che abbiamo sulla scrivania *solo* a questo mi pare, come dire, una
brutta sineddoche.

ADPUF

unread,
Aug 11, 2004, 6:35:19 PM8/11/04
to
on 07:27, mercoledì 11 agosto 2004 Epimeteo wrote:

> [Eh eh eh... Il capo occulto degl'apostrofi è un pò
> [nervoso... Eh eh
> eh... Per fortuna me n'è torno in vacanza (vado all'ago)
> l'ontano dai computer... Eh eh eh...]
>
> Epimeteo


Buone vacanze. Ma poi t'orni?

Xelloss dal portatile

unread,
Aug 12, 2004, 6:18:38 AM8/12/04
to
Cingar ha scritto:

> Suvvia! Mi pari un bambino di setto anni che, avendo appena imparato che
> esistono il regno minerale, vegetale e animale, si alza ed esclama che la
> vecchia zia Peppina è un animale...
>
> Certo, dal suo punto di vista infantilmente scientifico avrà anche ragione,
> però nemmeno il papà non ha tutti i torti a mollargli uno scapaccione.

Ohibò! un gentile paragone proprio adatto a una dotta discussione tra
gentiluomini! Calma, amico...

Non è colpa mia se il nome "calcolatore" (come "computer", del resto) è
stato deciso da persone che avevano bene in mente di cosa stavano
parlando; mentre gli italiani, dal loro solito ignorante punto di vista,
si sono innamorati della parola straniera che, in quanto parte di un
vocabolario a loro praticamente ignoto, evidenzia meglio i meccanismi
magici che permettono alla macchina in questione di funzionare.

Il bambino di sette anni che dici tu si chiama "Illuminismo"; viviamo
in un'epoca diversa, certamente, ma certo lo preferisco al babbo
oscurantista che gli molla lo scapaccione.

Con tutto ciò, che voglio dire? Come qualcun altro ha fatto notare,
potevamo anche chiamare questo oggetto "patata lessa"; ovviamente per la
maggior parte dei nomi c'è una controindicazione: ad esempio "patata
lessa" non c'entra nulla con l'attività svolta dalla macchina, mentre
"computer" non è italiano. "calcolatore" invece non ha queste
controindicazioni: l'idea secondo cui esso "non compie soltanto calcoli"
è dettata unicamente da ignoranza, e per l'ignorante va bene sia
calcolatore, sia computer, sia patata lessa (a patto che non gli venga in
mente di metterci il sale sopra e la manzotin a fianco).

Nota finale: "elaboratore" è senza dubbio peggio di "calcolatore"; non
solo perché sembra una parola più innaturale, ma perché elaborato ha un
significato ben più ampio di calcolo. Se questo fosse veramente un
elaboratore, vorrei che data la traccia di un tema mi restituisse
l'elaborato scritto corrispondente...

Danilo Giacomelli

unread,
Aug 12, 2004, 6:34:11 AM8/12/04
to

"Xelloss dal portatile" <wirix...@libero.it> ha scritto ...
.............

> Nota finale: "elaboratore" è senza dubbio peggio di "calcolatore"; non
> solo perché sembra una parola più innaturale, ma perché elaborato ha un
> significato ben più ampio di calcolo. Se questo fosse veramente un
> elaboratore, vorrei che data la traccia di un tema mi restituisse
> l'elaborato scritto corrispondente...

Su ciò dissento.
Elabora qualsiasi cosa che restituisce in uscita qualcosa di diverso a ciò
che riceve in entrata.

ciao

--
Danilo Giacomelli
---------------------------
"Noi non apparteniamo a nessuna religione: siamo cattolici normali"
(dichiarazione di una signora ad un contenitore televisivo)
--------------------------


Xelloss dal portatile

unread,
Aug 12, 2004, 6:46:44 AM8/12/04
to
Danilo Giacomelli ha scritto:

> Su ciò dissento.
> Elabora qualsiasi cosa che restituisce in uscita qualcosa di diverso a ciò
> che riceve in entrata.

Senza dubbio. Il punto è che non può produrre un generico elaborato, non
può compiere ogni genere di elaborazione, ma solo quelle che appartengono
a specifiche classi.

Father McKenzie

unread,
Aug 12, 2004, 7:22:51 AM8/12/04
to
"Xelloss dal portatile", Perché tu possa ascoltarmi le mie parole si fanno
sottili, a volte, come impronte di gabbiani sulla spiaggia.


> controindicazioni: l'idea secondo cui esso "non compie soltanto calcoli"
> è dettata unicamente da ignoranza,

E daje.... trovo veramente offensiva questa presa di posizione. Se tu sei
esperto di computer e ti piace pensare alla tua macchina come a un mero
calcolatore, niente di male; ma non trovo nulla di strano se un'altra
persona, che dell'elaboratore utilizza principalmente altre funzioni,
preferisce altri nomi. Nel mio caso, pur sapendo bene che alle funzioni che
utilizzo altre sono sottese e sottintese, non nascondo che il computer non
mi serve affatto per far di conto, quanto per leggere, scrivere, consultare
siti web e vocabolari on line, ascoltare musica, informarmi e ripassare le
mie materie. NOn trovo alcuna necessità di ricordare, pur sapendolo, che
l'attività di base dell'elaboratore è altra. Vivaddio mi serve per
apprendere e divertirmi. Altrimenti, anche quelle che conosiamo come
intelligenza, memoria, fantasia, dovrebbero esser nominate solo "funzioni
delle cellule nervose"

--

"No alla NATO e sì al pane e pomodoro."
Manuel Vázquez Montalbán, Ricette immorali

Cingar

unread,
Aug 12, 2004, 7:58:40 AM8/12/04
to
Xelloss dal portatile ha scritto:
> Cingar ha scritto:
>
> > Suvvia! Mi pari un bambino di setto anni che, avendo appena imparato che
> > esistono il regno minerale, vegetale e animale, si alza ed esclama che
> > la vecchia zia Peppina è un animale...
> >
> > Certo, dal suo punto di vista infantilmente scientifico avrà anche
> > ragione, però nemmeno il papà non ha tutti i torti a mollargli uno
> > scapaccione.
>
> Ohibò! un gentile paragone proprio adatto a una dotta discussione tra
> gentiluomini! Calma, amico...

E dài, gentiluomo, guarda che sono calmissimo.

Ho portato questo esempio solo perché lo ritenevo sufficientemente
universale: chi di noi non è stato almeno una volta quel bambino,
all'epoca in cui a scuola ci insegnavano i primi rudimenti della biologia?

La parola "animale" è probabilmente uno dei primi casi che si incontrano
nella vita di parole che hanno un certo significato nella lingua di tutti
i giorni ma un significato totalmente diverso (o addirittura, come in
questo caso, del tutto opposto) nelle scienze.

Ciò che i bambini non capiscono subito è che la nuova (per loro) accezione
scientifica del termine "animale" NON cancella quella vecchia che già
conoscevano ma, semmai, le si affianca. Vi sono situazioni in cui si usa
l'accezione comune, altre in cui si usa quella scientifica, e bisogna
imparare a riconoscere queste situazioni.

Man mano che, nel vocabolario del bambino, si moltiplicano i termini che
hanno due o più accezioni, ognuna delle quali valida solo in un certo
ambito, la cosa cessa di stupire e il bambino trova meno divertente fare
affermazioni paradossali come quella per cui la zia è un "animale" (perché
non è un vegetale), l'apribottiglie è una "macchina" (perché è una leva),
il computer è un "calcolatore" (perché, al suo interno, non fa altro che
eseguire operazioni aritmetiche e booleane).

Ma questa forma di ingenuità non cessa mai del tutto, soprattutto quando
tocca la terminologia delle discipline che ti sono più familiari. Quante
volte si sono sentiti matematici fare considerazioni ottuse sull'uso del
termine "esponenziale"?

Inutile tentare di spiegargli, dizionario alla mano, che nel linguaggio
comune l'aggettivo "esponenziale" significa semplicemente "rapido e
consistente": quando un matematico sente un'espressione come "Aumento
esponenziale delle code ai caselli per l'esodo di Ferragosto" gli friggono
i nervi e pretenderebbe, calcolatrice alla mano, di dimostrare che
l'incremento non del traffico non può avere andamento "esponenziale". È
più forte di lui.

Del resto, li capisco anche. Io che mi interesso di linguistica (oltre
tutto solo a livello dilettantesco) non riesco a mandare giù espressioni
come "gender studies" o "gender equality", soprattutto se me le ritrovo
tradotte in italiano. Per me, i "generi" sono le classi nominali in cui,
in certe lingue, si ripartiscono i sostantivi, e nient'altro; vedere usare
il termine in ambito politico-sociale mi scuote le budella.

> Non è colpa mia se il nome "calcolatore" (come "computer", del resto) è
> stato deciso da persone che avevano bene in mente di cosa stavano
> parlando; mentre gli italiani, dal loro solito ignorante punto di vista,

(Gli italiani son tutti eroi, gli italiani son tutti ignoranti, gli
italiani son tutti brava gente, gli italiani son tutti un po' ladri... E
se queste babbionate da bar provassimo a lasciarle, appunto, al bar?)

> si sono innamorati della parola straniera che, in quanto parte di un
> vocabolario a loro praticamente ignoto, evidenzia meglio i meccanismi
> magici che permettono alla macchina in questione di funzionare.

Che cattivi, che ignoranti, che stupidi che sono stati, loro. Ma "loro"
chi, scusa?

> Il bambino di sette anni che dici tu si chiama "Illuminismo";

No, si chiama "paraocchi", "ottusità".

L'ottusità di chi non capisce, o finge di non capire, o non ha ancora
imparato che le parole hanno più significati, e che le lingue non ambigue
esistono solo nella matematica e nella fantasia.

> viviamo in un'epoca diversa, certamente, ma certo lo preferisco al
> babbo oscurantista che gli molla lo scapaccione.

Il metaforico "scapaccione" consiste in una spiegazione sull'uso corretto
delle parole: la zia appartiene sì al regno animale, come qualsiasi altro
vertebrato, ma non si può dirle che è "un animale" perché questo termine
significa "bestia", che è un insulto.

> Con tutto ciò, che voglio dire? Come qualcun altro ha fatto notare,
> potevamo anche chiamare questo oggetto "patata lessa";

Ero io, e la patata era secca. :-)

> ovviamente per la
> maggior parte dei nomi c'è una controindicazione: ad esempio "patata
> lessa" non c'entra nulla con l'attività svolta dalla macchina, mentre
> "computer" non è italiano.

Dire che una parola usata tutti i giorni da tutti e presente sui tutti i
dizionari "non è italiano" non è oscurantismo, no?

Nota che concordo sul fatto che, col senno di poi, "computer" non sia un
barbarismo particolarmente utile, e ho anche spiegato il perché. Ma da qui
a dire che non sia italiana, o al propugnarne uno snobistico rifiuto, ne
corre.

Mi scuserai, ma il fatto che una parola sia considerata "non italiana"
solo perché viene da un'altra lingue e/o non finisce per vocale lo trovo,
questo sì, una manifestazione di ignoranza, un rifiuto di prendere atto
della realtà osservabile che mi ricorda, per certi versi, la superstizione.

> "calcolatore" invece non ha queste
> controindicazioni: l'idea secondo cui esso "non compie soltanto calcoli"
> è dettata unicamente da ignoranza,

Grazie, gentiluomo.

Ne terrò presente: un computer è solo una macchina di Von Neumann. È solo
la mia ignoranza che mi fa vedere gli altoparlanti stereo e le icone sul
desktop.

Anzi darò anche le dimissioni: uno così ignorante dei principi della
computazione non può continuare a fare il programmatore.

> e per l'ignorante va bene sia
> calcolatore, sia computer, sia patata lessa (a patto che non gli venga in
> mente di metterci il sale sopra e la manzotin a fianco).
>
> Nota finale: "elaboratore" è senza dubbio peggio di "calcolatore";

Da un punto di vista di aderenza del termine al significato,
"elaboratore", nella sua genericità, sarebbe stato sicuramente più
appropriato.

Non è affatto vero che i computer fanno solo calcoli. Guardando la cosa a
un livello di astrazione sensato, io, in questo momento, sto utilizzando
il computer per partecipare a una discussione pubblica sulla lingua
italiana: dov'è che starei eseguendo calcoli?

Il fatto che, analizza che ti analizzi, ogni attività del computer si
possa ricondurre a una lunga serie di calcoli aritmentici è un dettaglio
interno, non è più rilevante per la descrizione delle finalità della
macchina di altri dettagli interni, come ad esempio il fatto che, analizza
che ti analizzi, ogni dato trattato dal computer si possa ricondurre a una
serie di circuiti elettrici aperti o chiusi, ognuno dei quali corredato di
un relè capace di fargli cambiare stato.

(Ciumbia! quella qui sopra dev'essere la frase di senso compiuto più lunga
che io abbia mai scritto...)

Xelloss dal portatile

unread,
Aug 12, 2004, 9:16:24 AM8/12/04
to
Father McKenzie ha scritto:

> E daje.... trovo veramente offensiva questa presa di posizione.

Non vedo cosa ci sia di offensivo in quello che ho detto. Ognuno è
ignorante in qualcosa (in molte cose) e la più grande saggezza, come
diceva Socrate, è quella di riconoscere di non sapere tutto.

> Se tu sei
> esperto di computer e ti piace pensare alla tua macchina come a un mero
> calcolatore, niente di male;

Non è questo; io difendo strenuamente il termine "calcolatore", che non
ho inventato io, che ha lo stesso significato di "computer" e che descrive
tutte le operazioni che l'aggeggio può compiere. Inavvertitamente, tocchi
un argomento che non faceva parte del mio discorso e che comunque mi sta a
cuore. Le argomentazioni contro "elaboratore", probabilmente appariranno
meno oggettive; ma visto che convieni che un "calcolo" è qualcosa meno
di un "elaborato", dovresti anche capire che non tutti gli elaborati sono
producibili da un calcolatore; ad esempio, l'elaborato scritto richiesto
dalla traccia di un tema, come dicevo nel messaggio precedente.
Comunque la mia è una crociata contro la parola "computer".

Inavvertitamente, hai toccato anche un argomento che mi sta a cuore, e che
tuttavia non c'entra nulla con questo discorso. Mi piace pensare che la
mia macchina sia un mero calcolatore? Più che altro, di questo sono
sicuro. Mi piaceva invece pensare che tutti i fenomeni reali facciano
parte del "calcolabile": dalle leggi fisiche alla mente umana. Sarebbe uno
scenario interessante, in cui non possono esistere calcolatori più
potenti degli attuali, ma solo più veloci, e in cui molte attività umane
perderebbero il loro alone mistico-misterioso; penso alle opere d'arte,
che rimarrebbero frutto dell'ingegno e dell'abilità dei loro autori, ma
non sarebbero più il risultato di qualche arcana e ineffabile genialità.
Proprio nei giorni passati ho invece letto questo articolo:
http://users.ox.ac.uk/~jrlucas/Godel/mmg.html
in cui si sostiene che la mente umana sia più potente ed espressiva di
qualsiasi calcolatore. Ossia, che la mente umana "elabora", mentre il
calcolatore "calcola", per dirla con le parole che ho utilizzato qui. In
questo scenario, che ancora non mi convince del tutto, ma che comincio a
rivalutare, si stabilisce l'inferiorità della macchina e la superiorità
di una mente che, però, non riesce a spiegarsi da sola, e quindi rimane
avvolta nel mistero.
Conclusioni? Oscillo tra i due punti di vista, che potremmo sintetizzare
come "fascino della razionalità" e "fascino dell'irrazionale"; rimane
comunque la sicurezza che il calcolatore è legato unicamente alla sfera
del razionale e sa fare solo calcoli. Il dubbio è se anche noi sappiamo
fare solo calcoli, o no.

FB

unread,
Aug 12, 2004, 9:22:17 AM8/12/04
to
On Wed, 11 Aug 2004 22:35:19 GMT, ADPUF wrote:

> on 07:27, mercoledì 11 agosto 2004 Epimeteo wrote:
>
>> [Eh eh eh... Il capo occulto degl'apostrofi è un pò
>> [nervoso... Eh eh
>> eh... Per fortuna me n'è torno in vacanza (vado all'ago)
>> l'ontano dai computer... Eh eh eh...]
>>
>> Epimeteo
>
>
> Buone vacanze. Ma poi t'orni?

T'orna, t'orna; non so con cosa, ma t'ornerà.


Ciao, FB
--
"Gli americani sono ignoranti per loro stessa natura"
that is "The Americans are naturally ignorant"
(Paolo Bonardi on it.cultura.linguistica - http://snipurl.com/7ryg)

Father McKenzie

unread,
Aug 12, 2004, 9:32:42 AM8/12/04
to
"Xelloss dal portatile", Perché tu possa ascoltarmi le mie parole si fanno
sottili, a volte, come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

> Non vedo cosa ci sia di offensivo in quello che ho detto. Ognuno è
> ignorante in qualcosa (in molte cose) e la più grande saggezza, come
> diceva Socrate, è quella di riconoscere di non sapere tutto.

E' il modo (supponente) in cui si usano le parole a caricarle di
significati altri. Non ce l'ho con te, ma noto che gli informatici tendono
a guardare il resto del mondo con un bel po' di spocchia.
Se quel che dici è corretto, ti invito a spiegare a milioni di utenti che
il termine televisione è fuorviante: l'apparato in questione non trasmette
alcuna immagine, ma solo onde elettromagnetiche. L'immagine viene poi
ricreata localmente grazie a un fascio di elettroni che percorre uno
schermo fluorescente. Altrettanto dicasi del telefono, a meno che tu non
intenda quello primitivo con cui a Napoli ci si parla da una finestra
all'altra.

> Non è questo; io difendo strenuamente il termine "calcolatore", che non
> ho inventato io, che ha lo stesso significato di "computer"

Praticamente coevo è il termine elaboratore, che da questo momento userò
perché mi pare più appropriato in un'ottica consumer oriented...

> dovresti anche capire che non tutti gli elaborati sono
> producibili da un calcolatore; ad esempio, l'elaborato scritto richiesto
> dalla traccia di un tema, come dicevo nel messaggio precedente.

S'intende che nonè direttamente la macchiana a svolgerlo, però io posso
scrivere un discorso all'elaboratore; esso elabora i dati che immetto.
Posso anche giocarci a scacchi, e visto che mi batte, vuol dire che gioca
meglio di me.

> Comunque la mia è una crociata contro la parola "computer".

Oh, qui siamo d'accordo.

> Mi piaceva invece pensare che tutti i fenomeni reali facciano
> parte del "calcolabile": dalle leggi fisiche alla mente umana. Sarebbe uno
> scenario interessante, in cui non possono esistere calcolatori più
> potenti degli attuali, ma solo più veloci, e in cui molte attività umane
> perderebbero il loro alone mistico-misterioso;

In biologia lo chiamiamo riduzionismo, qualcuno lo approva, altri no.
Sir Francis Crick, buon'anima, sosteneva che l'avanzare della biologia
avrebbe spazzato via filosofi e letterati "togliendo loro il terreno di
sotto i piedi" (Uomini e molecole, Zanichelli)

> http://users.ox.ac.uk/~jrlucas/Godel/mmg.html
> in cui si sostiene che la mente umana sia più potente ed espressiva di
> qualsiasi calcolatore. Ossia, che la mente umana "elabora", mentre il
> calcolatore "calcola", per dirla con le parole che ho utilizzato qui.

Personalmente cerco di utilizzare la tecnologia, niente più. E penso che
l'operatore sia sempre più importante, anche se in Formula 1 sembra che la
macchina conti di piu', è il cervello che vince le gare.

> di una mente che, però, non riesce a spiegarsi da sola,

Tempo al tempo. Rispetto a cinquant'anni fa sappiamo molto di piu' sui
meccanismi della mente. E la partita è appena cominciata.

Cingar

unread,
Aug 12, 2004, 9:35:17 AM8/12/04
to
FB ha scritto:

> > Buone vacanze. Ma poi t'orni?
>
> T'orna, t'orna; non so con cosa, ma t'ornerŕ.

Semmai, s'orna, terza persona. E tu in vacanza non ci v'hai?

Cingar

unread,
Aug 12, 2004, 9:47:43 AM8/12/04
to
Xelloss dal portatile ha scritto:
> [...]

> Non è questo; io difendo strenuamente il termine "calcolatore",

E fin qui mi sta bene: è un buon termine, già comunemente usato, capito da
tutti, per cui non vedo perché non lo si dovrebbe usare. E poi, comunque, è
una scelta che spetta a te.

> [...]


> Comunque la mia è una crociata contro la parola "computer".

Questo, invece, non lo capisco proprio. Ed è un atteggiamento comunissimo
fra i frequentatori di questo NG. Ma continuo a non capirlo.

Posto che tantissime cose hanno due o più nomi, e che è sempre stato così in
tutte le epoche e per tutte le lingue, perché mai il computer (o
l'espressione aborrita di turno) dovrebbe fare eccezione?

Io preferisco dire "computer": con che diritto e con che gusto mi fai
oggetto della tua crociata, soprattutto considerato che a me sta benissimo
il tuo "calcolatore" e che entrambi i termini sono comunemente usati?

A meno che io e te non si debba scrivere un libro d'informatica a quattro
mani, perché mai dovremmo obbligarci reciprocamente a usare lo stesso
termine?

Father McKenzie

unread,
Aug 12, 2004, 9:57:34 AM8/12/04
to
"Xelloss dal portatile", Perché tu possa ascoltarmi le mie parole si fanno
sottili, a volte, come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

> Non vedo cosa ci sia di offensivo in quello che ho detto. Ognuno è
> ignorante in qualcosa (in molte cose) e la più grande saggezza, come
> diceva Socrate, è quella di riconoscere di non sapere tutto.

E' il modo (supponente) in cui si usano le parole a caricarle di

significati altri. Non ce l'ho con te, ma noto che gli informatici tendono
a guardare il resto del mondo con un bel po' di spocchia.
Se quel che dici è corretto, ti invito a spiegare a milioni di utenti che
il termine televisione è fuorviante: l'apparato in questione non trasmette
alcuna immagine, ma solo onde elettromagnetiche. L'immagine viene poi
ricreata localmente grazie a un fascio di elettroni che percorre uno
schermo fluorescente. Altrettanto dicasi del telefono, a meno che tu non
intenda quello primitivo con cui a Napoli ci si parla da una finestra
all'altra.

> Non è questo; io difendo strenuamente il termine "calcolatore", che non


> ho inventato io, che ha lo stesso significato di "computer"

Praticamente coevo è il termine elaboratore, che da questo momento userò

perché mi pare più appropriato in un'ottica consumer oriented...

> dovresti anche capire che non tutti gli elaborati sono


> producibili da un calcolatore; ad esempio, l'elaborato scritto richiesto
> dalla traccia di un tema, come dicevo nel messaggio precedente.

S'intende che nonè direttamente la macchiana a svolgerlo, però io posso

scrivere un discorso all'elaboratore; esso elabora i dati che immetto.
Posso anche giocarci a scacchi, e visto che mi batte, vuol dire che gioca
meglio di me.

> Comunque la mia è una crociata contro la parola "computer".

Oh, qui siamo d'accordo.

> Mi piaceva invece pensare che tutti i fenomeni reali facciano


> parte del "calcolabile": dalle leggi fisiche alla mente umana. Sarebbe uno
> scenario interessante, in cui non possono esistere calcolatori più
> potenti degli attuali, ma solo più veloci, e in cui molte attività umane
> perderebbero il loro alone mistico-misterioso;

In biologia lo chiamiamo riduzionismo, qualcuno lo approva, altri no.


Sir Francis Crick, buon'anima, sosteneva che l'avanzare della biologia
avrebbe spazzato via filosofi e letterati "togliendo loro il terreno di
sotto i piedi" (Uomini e molecole, Zanichelli)

> http://users.ox.ac.uk/~jrlucas/Godel/mmg.html


> in cui si sostiene che la mente umana sia più potente ed espressiva di
> qualsiasi calcolatore. Ossia, che la mente umana "elabora", mentre il
> calcolatore "calcola", per dirla con le parole che ho utilizzato qui.

Personalmente cerco di utilizzare la tecnologia, niente più. E penso che

l'operatore sia sempre più importante, anche se in Formula 1 sembra che la
macchina conti di piu', è il cervello che vince le gare.

> di una mente che, però, non riesce a spiegarsi da sola,

Tempo al tempo. Rispetto a cinquant'anni fa sappiamo molto di piu' sui

meccanismi della mente. E la partita è appena cominciata.

PS: alla fin fine, teniamoci computer che non fa male a nessuno. Io
continuerò a dire elaboratore.

FB

unread,
Aug 12, 2004, 11:12:34 AM8/12/04
to
On Thu, 12 Aug 2004 13:35:17 GMT, Cingar wrote:

> FB ha scritto:
>>> Buone vacanze. Ma poi t'orni?
>>

>> T'orna, t'orna; non so con cosa, ma t'ornerà.


>
> Semmai, s'orna, terza persona. E tu in vacanza non ci v'hai?

Ch'issa.


Ciao, FB
--
L'importante è che risplenda tu, sola primadonna e immarcescibile leggenda
del tuo pianerottolo.
(Lucangel su it.cultura.libri)

Danilo Giacomelli

unread,
Aug 12, 2004, 12:56:01 PM8/12/04
to

"Xelloss dal portatile" <wirix...@libero.it> ha scritto ...
...........
> > Elabora qualsiasi cosa che restituisce in uscita qualcosa di diverso a
ciň
> > che riceve in entrata.
>
> Senza dubbio. Il punto č che non puň produrre un generico elaborato, non
> puň compiere ogni genere di elaborazione, ma solo quelle che appartengono
> a specifiche classi.

In linea di principio, dubito. ovviamente gli manca il nastro infinito.

ciao

--
Danilo Giacomelli
------------------------
Il parlamento italiano č il piů cristiano del mondo.
Infatti, Cristo salvň il ladrone di destra.
-------------------------


Epimeteo

unread,
Aug 17, 2004, 1:33:49 PM8/17/04
to

"FB" <fam.baldu...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:jb9eisgj17ke.1h...@40tude.net...

> On Thu, 12 Aug 2004 13:35:17 GMT, Cingar wrote:
>
> > FB ha scritto:
> >>> Buone vacanze. Ma poi t'orni?

> >> T'orna, t'orna; non so con cosa, ma t'ornerà.

> > Semmai, s'orna, terza persona. E tu in vacanza non ci v'hai?

> Ch'issa.

FB, Adpuf, Cingar, fratelli miei in l'ingua e cultura, vedo che avete
fatto delle belle sedute di apostrufologia.
Adesso starò vicino a voi e non vi l'ascerò più per le ternità (o poco
meno).
Oramai, chi osa spiegare cosa fa lo scanner?
Anzi, che c'osè lo scanner?

Epimeteo
--
"Da una ricerca scientifica aggiornata risulta che fare l'amore almeno
tre volte a settimana allunga la vita di dieci anni. Almeno tre volte a
settimana per altri dieci anni? Non ce la posso fare."
(jena, il manifesto, 17 agosto 2004)


ADPUF

unread,
Aug 17, 2004, 4:29:23 PM8/17/04
to
on 19:33, martedì 17 agosto 2004 Epimeteo wrote:


> Oramai, chi osa spiegare cosa fa lo scanner?


Che fa lo scanner?
Si guasta.

GCPillan

unread,
Aug 17, 2004, 6:35:44 PM8/17/04
to
Maurizio Pistone:
> La cosa ti sembra strana? Be', pensa che il CD Writer viene chiamato
> in Italia "masterizzatore". E i ragazzini non si copiano i CD, se le
> "masterizzano". Questa sì che è una cosa da pazzi.

Mi pare di aver spiegato il senso di "master" già un po' di volte ma a
quanto pare inutilmente :-(

Il motivo per cui si chiama "master" un CD scritto è perché da questo
esemplare "padre" si può ottenere la matrice con cui stampare numerose
copie di un CD.

Possiamo forse considerare questo processo cosa rara per l'utente
domestico, ma non dimentichiamo che TUTTI i CD hanno avuto un master e
non dimentichiamo che questo "master" è stato prodotto per mezzo di un
masterizzatore.

In ogni caso, la maggior parte dei CD oggi "scritti" sono "unici" e non
"copie" (anche se sembrano tali) e pertanto possiamo parlare
correttamente di dischi masterizzati.

Tuttavia il ragazzino dice "masterizzato" al posto di "copiato" perché
"copiato" è stato sempre usato per la registrazione su cassetta.

Parafrasando Maurizio...
> La cosa ti sembra strana? Be', pensa che il parapluie viene chiamato
> in Italia "ombrello". E i ragazzini non si proteggono dalla pioggia,
> si fanno "ombra". Questa sì che è una cosa da pazzi.
--
____________________________________

Giancarlo Pillan - Ivrea - Italy
____________________________________


GCPillan

unread,
Aug 17, 2004, 6:36:59 PM8/17/04
to
Father McKenzie:

> [...] In fondo l'idea del fotolettore non
> è tanto peregrina, se chiamiamo tuttora "macchina fotografica" quella che
> potrebbe essere una "camera" e tastiera la keyboard, schermo lo screen,
> motocicletta la bike e pane il bread.

Fotolettori sarebbero quindi il luxmetro, l'esposimetro, la macchina
fotografica, il sensore crepuscolare e alcuni tipi di scanner?

Chiamarlo "coso" sarebbe meno peregrino :-)

> A me, che ho cominciato a fotografare trent'anni fa, dà fastidio sentir
> dire fotocamera. Trent'anni fa lo dicevano i fichetti, quelli che: "sto
> lavorando a f/16 con 1/125, per far uscire le ombre devo tirarla a 800?".

Non mi pare un buon motivo per detestare un termine corretto.

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