Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Avallare

36 views
Skip to first unread message

ADPUF

unread,
Oct 21, 2015, 6:38:19 PM10/21/15
to
Lo scrivono "avvallare" anche sui giornali!

VERGOGNA!!!!!!!!!!!


--
AIOE ³¿³

Dragonòt

unread,
Oct 22, 2015, 12:23:15 AM10/22/15
to
> "ADPUF" ha scritto:
>Lo scrivono "avvallare" anche sui giornali!


Arroma seddirà così ...
Bepe

Fathermckenzie

unread,
Oct 22, 2015, 1:53:55 AM10/22/15
to
Il 22/10/2015 06:23, Dragonòt ha scritto:
>> Lo scrivono "avvallare" anche sui giornali!
>
>
> Arroma seddirà così ...

Negativo, la v non si raddoppia, è un normale errore di grammaTTica

--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)

abc

unread,
Oct 22, 2015, 2:17:08 AM10/22/15
to
Il 22/10/2015 00.39, ADPUF ha scritto:
> Lo scrivono "avvallare" anche sui giornali!
>
> VERGOGNA!!!!!!!!!!!
>
>

Hai ragione! avvallo il tuo messaggio!!

Fathermckenzie

unread,
Oct 22, 2015, 2:21:13 AM10/22/15
to
Il 22/10/2015 07:53, Fathermckenzie ha scritto:
> Il 22/10/2015 06:23, Dragonòt ha scritto:
>> Arroma seddirà così ...
>
> Negativo, la v non si raddoppia, è un normale errore di grammaTTica

Forse in Sardegna ma non da Roma in giù

Dragonòt

unread,
Oct 22, 2015, 5:04:44 AM10/22/15
to
> "Fathermckenzie" ha scritto:
>
> Negativo, la v non si raddoppia,


Ma c'è "ovvero", si dice "evvai", etc.
Bepe

Valerio Vanni

unread,
Oct 22, 2015, 7:53:41 AM10/22/15
to
On Thu, 22 Oct 2015 11:04:50 +0200, Dragonòt <drag...@libero.it>
wrote:
>> Negativo, la v non si raddoppia,
>
>Ma c'è "ovvero", si dice "evvai", etc.

Mi pare che si stia facendo confusione.
C'è "Avallare", che deriva da "Avallo" (un titolo d'obbligazione,
parola che a sua volta viene dal francese).

C'è poi "Avvallare" (mandare a valle), che deriva da "ad vallem" e ha
la doppia.
Il verbo in se è non è molto usato, ma c'è il derivato "avvallamento"
che probabilmente è il motivo principale dell'errore in questione.


--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.

qualcunaltro

unread,
Oct 22, 2015, 8:06:40 AM10/22/15
to
On 22/10/2015 13:53, Valerio Vanni wrote:
> On Thu, 22 Oct 2015 11:04:50 +0200, Dragonòt <drag...@libero.it>
> wrote:
>>> Negativo, la v non si raddoppia,
>>
>> Ma c'è "ovvero", si dice "evvai", etc.
>
> Mi pare che si stia facendo confusione.
> C'è "Avallare", che deriva da "Avallo" (un titolo d'obbligazione,
> parola che a sua volta viene dal francese).
>
> C'è poi "Avvallare" (mandare a valle), che deriva da "ad vallem" e ha
> la doppia.
> Il verbo in se è non è molto usato, ma c'è il derivato "avvallamento"
> che probabilmente è il motivo principale dell'errore in questione.
>
>


Anche nel senso di "abbassare":

Avvalla il figlio de la madre in faccia
Il viso e gli occhi muti,
Che non rivegga in lui la cara traccia
De’ suoi quattro perduti.

edevils

unread,
Oct 22, 2015, 9:12:29 AM10/22/15
to
On 22/10/2015 07:53, Fathermckenzie wrote:
> Il 22/10/2015 06:23, Dragonòt ha scritto:
>>> Lo scrivono "avvallare" anche sui giornali!
>>
>>
>> Arroma seddirà così ...
>
> Negativo, la v non si raddoppia,

Infatti. La bbb e la ggg sì, ma cavillare e cavalcare, lavorare e
traversare, levigato e navigato.


> è un normale errore di grammaTTica

Ancor più precisamente, di ortografia.

Fathermckenzie

unread,
Oct 22, 2015, 9:44:58 AM10/22/15
to
Il 22/10/2015 11:04, Dragonòt ha scritto:
>
> Ma c'è "ovvero", si dice "evvai", etc.
> Bepe

Evvai lo dicono a Milano, "ovvero" lo puoi trovare nel dizionario
italiano come congiunzione con valore disgiuntivo (forse intendevi il
napoletano "'o ver", che si pronuncia con una v e significa "veramente"?)

Dragonòt

unread,
Oct 22, 2015, 3:18:29 PM10/22/15
to
> "Fathermckenzie" ha scritto:
> "ovvero" lo puoi trovare nel dizionario italiano


Eri tu che avevi scritto che la "v" non si raddoppia.
Bepe

Valerio Vanni

unread,
Oct 22, 2015, 5:17:30 PM10/22/15
to
On Thu, 22 Oct 2015 21:18:08 +0200, Dragonňt <drag...@libero.it>
wrote:
Vuol dire che /v/ non si raddoppia per regola fonologica (cosě come
avviene per /b/ e /dZ/, non che sia per forza singola. Sono due cose
differenti.

Dragonòt

unread,
Oct 23, 2015, 12:28:54 AM10/23/15
to
> "Valerio Vanni" ha scritto:
> Vuol dire che /v/ non si raddoppia per regola fonologica


Ma allora "ovvero" e "evvai" ?
Bepe

Fathermckenzie

unread,
Oct 23, 2015, 2:43:00 AM10/23/15
to
Il 23/10/2015 06:28, Dragonòt ha scritto:
> Ma allora "ovvero" e "evvai" ?

Evvai lo usano i comici e i telecronisti.

Dragonòt

unread,
Oct 23, 2015, 3:57:43 AM10/23/15
to
> "Fathermckenzie" ha scritto:
>> Ma allora "ovvero" e "evvai" ?
>
> Evvai lo usano i comici e i telecronisti.


Vabbene ;-) ma quel raddoppiamento che cos'è?
E quello di "ovvero" e di "evviva" ?
Bepe

ADPUF

unread,
Oct 23, 2015, 2:38:55 PM10/23/15
to
Dragonòt 09:57, venerdì 23 ottobre 2015:
Suvvia...


--
AIOE ³¿³

Valerio Vanni

unread,
Oct 23, 2015, 5:35:20 PM10/23/15
to
On Fri, 23 Oct 2015 06:28:56 +0200, Dragonòt <drag...@libero.it>
wrote:
>> Vuol dire che /v/ non si raddoppia per regola fonologica
>
>Ma allora "ovvero" e "evvai" ?

Queste doppie sono i residui delle consonanti finali latine (nello
specifico, "aut" e "et").
Nelle regioni centrali l'italiano si è evoluto per trasmissione orale,
e ancora oggi nella pronuncia sono presenti queste doppie. Senza che
siano mai state scritte, hanno viaggiato nei secoli dai genitori ai
figli.

In alcuni casi le doppie sono state incorporate nella forma scritta
(accasarsi, avvenire, eppure, oppure etc) e quindi sono state imparate
anche nelle altre regioni che hanno imparato l'italiano per via
scritta.

Però non è una regola fonologica. Esistono sia /v/ che /vv/, con
distribuzione non prevedibile. "Cavallo", "Ravenna", "vivere", "piove"
etc, e chissà quante altre, hanno la singola.

Si ha una regola fonologica quando la distribuzione è prevedibile,
cioè quando possiamo sapere già il risultato dalle condizioni al
contorno.
Se non possiamo farlo, in sincronia (ovvero nel presente, senza
scomodare la storia), la regola non c'è. Insomma, se nel presente qui
c'è /v/ e qui /vv/ "perché sì", non c'è una regola.

Un esempio di regola fonologia semplice e abbastanza evidente è
l'autogeminazione di /b/ e /dZ/ nell'italiano regionale mediano.
In posizione post vocalica non possiamo trovare /b/ o /dZ/, solo /bb/
e /dZdZ/. Gli arcinoti "sabbato", "raggione", "la bbanca" romaneschi.

O, nell'italiano standard, l'autogeminazione di /ts/ e /dz/.
Dopo una vocale, troviamo sempre /tsts/ e /dzdz/.
Anche se l'etimologia avrebbe potuto dare esiti diversi: "stazione"
viene da "stationem", "azione" da "actionem", ma entrambe hanno
/tsts/.

Fathermckenzie

unread,
Oct 23, 2015, 6:08:35 PM10/23/15
to
Il 23/10/2015 23:35, Valerio Vanni ha scritto:
> In posizione post vocalica non possiamo trovare/b/ o/dZ/

Intervocalica per la precisione. Agronomo lo pronunciamo con una g.
Agenda con due.

Sulla z che si pronuncerebbe doppia ho varie volte esplicitato le mie
perplessità. In dialetto sì, ma in italiano dalle mie parti ho sempre
sentito natsione, datsio. Invece, per esemplificare, Azeri viene
pronunciato addseri.

Mad Prof

unread,
Oct 23, 2015, 10:16:46 PM10/23/15
to
Valerio Vanni <valeri...@inwind.it> wrote:

> Queste doppie sono i residui delle consonanti finali latine (nello
> specifico, "aut" e "et").
> Nelle regioni centrali l'italiano si è evoluto per trasmissione orale,
> e ancora oggi nella pronuncia sono presenti queste doppie. Senza che
> siano mai state scritte, hanno viaggiato nei secoli dai genitori ai
> figli.

Mi chiedo se si possa fare un analogo discorso per il "ched è"? (Quid est?
> ched è)

--
73 is the Chuck Norris of numbers.

Dragonòt

unread,
Oct 24, 2015, 3:17:38 AM10/24/15
to
> "Valerio Vanni" ha scritto:
>>
>>Ma allora "ovvero" e "evvai" ?
>
> Queste doppie sono i residui delle consonanti finali latine [CUT] hanno
> viaggiato nei secoli


Tutto potrebbe essere, anche questo. Ma:
1) almeno in 2 hanno scritto che "evvai" lo usano i telecronisti, quindi
come ha fatto a viaggiare nei secoli?
2) "intravvedere": in parecchi si sforzano di spiegare che è sbagliato, ma è
usato e già citato a inizio 1900. In questo caso non c'era consonante
latina.
Bepe

edevils

unread,
Oct 24, 2015, 4:17:01 AM10/24/15
to
On 24/10/2015 09:17, Dragonòt wrote:
...
> 1) almeno in 2 hanno scritto che "evvai" lo usano i telecronisti, quindi
> come ha fatto a viaggiare nei secoli?

Nel senso, credo, che appartiene a un linguaggio enfatico.

Valerio Vanni

unread,
Oct 24, 2015, 4:54:09 AM10/24/15
to
On Sat, 24 Oct 2015 00:08:31 +0200, Fathermckenzie
<fatherm...@fathermckenzie.edu> wrote:

>Il 23/10/2015 23:35, Valerio Vanni ha scritto:
>> In posizione post vocalica non possiamo trovare/b/ o/dZ/
>
>Intervocalica per la precisione. Agronomo lo pronunciamo con una g.
>Agenda con due.

Agronomo non c'entra, non ha /dZ/ ma /g/.
Per quanto riguarda /b/, la posizione post vocalica è sufficiente.
Esempio: "le bbraccia".
Per quanto riguarda /dZ/, le due cose coincidono dato che non esiste
/dZ/ seguito da consonante.

>Sulla z che si pronuncerebbe doppia ho varie volte esplicitato le mie
>perplessità. In dialetto sì, ma in italiano dalle mie parti ho sempre
>sentito natsione, datsio. Invece, per esemplificare, Azeri viene
>pronunciato addseri.

Sì, mi ricordo. Parlavo della pronuncia centrale, dove è sempre
doppia.
Anche in Romagna (e nel resto del Nord) è possibile sentire delle zeta
singole. A seconda di quanto è marcata regionalmente la parlata.

Valerio Vanni

unread,
Oct 24, 2015, 5:08:05 AM10/24/15
to
On Sat, 24 Oct 2015 09:17:43 +0200, Dragonòt <drag...@libero.it>
wrote:

>> Queste doppie sono i residui delle consonanti finali latine [CUT] hanno
>> viaggiato nei secoli
>
>Tutto potrebbe essere, anche questo. Ma:
>1) almeno in 2 hanno scritto che "evvai" lo usano i telecronisti, quindi
>come ha fatto a viaggiare nei secoli?

"Evvai" ha un regolare raddoppiamento etimologico (da "et"), non ti
seguo su un punto: il fatto che lo usino i telecronisti cosa cambia
nella questione?

>2) "intravvedere": in parecchi si sforzano di spiegare che è sbagliato, ma è
>usato e già citato a inizio 1900. In questo caso non c'era consonante
>latina.

Insistendo sul fatto che non c'è una regola fonologica di questo tipo
(è pieno di parole con /v/), si tratta semplicemente di errori.
Probabilmente dovuti ad analogie con altre parole che hanno segmenti
simili: nel caso può essere "avveduto", "avvedere", "avvistare".

Alla stessa maniera, i (parecchio diffusi) "raccimolare" e
"accelerare" non derivano da una regola fonologica raddoppiante per
/l/ e /tS/.

edevils

unread,
Oct 24, 2015, 5:20:40 AM10/24/15
to
On 24/10/2015 11:08, Valerio Vanni wrote:
...
> Alla stessa maniera, i (parecchio diffusi) "raccimolare" e
> "accelerare" non derivano da una regola fonologica raddoppiante per
> /l/ e/tS/.

"raccimolare" non l'ho mai notato, ma di "accellerare" credo capiti a
molti!
Per non confondersi, bisognerebbe ricordare che "accelerare", la forma
corretta, deriva da "celere", con una elle.


Qui si spiega la possibile origine dell'errore diffuso.
http://www.treccani.it/enciclopedia/accelerare-o-accellerare_%28La-grammatica-italiana%29/

Klaram

unread,
Oct 24, 2015, 7:29:30 AM10/24/15
to
Valerio Vanni ha usato la sua tastiera per scrivere :
> On Fri, 23 Oct 2015 06:28:56 +0200, Dragonòt <drag...@libero.it>
> wrote:
>>> Vuol dire che /v/ non si raddoppia per regola fonologica
>>
>> Ma allora "ovvero" e "evvai" ?
>
> Queste doppie sono i residui delle consonanti finali latine (nello
> specifico, "aut" e "et").
> Nelle regioni centrali l'italiano si è evoluto per trasmissione orale,
> e ancora oggi nella pronuncia sono presenti queste doppie. Senza che
> siano mai state scritte, hanno viaggiato nei secoli dai genitori ai
> figli.

> Si ha una regola fonologica quando la distribuzione è prevedibile,
> cioè quando possiamo sapere già il risultato dalle condizioni al
> contorno.
> Se non possiamo farlo, in sincronia (ovvero nel presente, senza
> scomodare la storia), la regola non c'è. Insomma, se nel presente qui
> c'è /v/ e qui /vv/ "perché sì", non c'è una regola.

Esistono "o vero", "su via", "e viva".

k

Klaram

unread,
Oct 24, 2015, 7:39:06 AM10/24/15
to
Scriveva Valerio Vanni sabato, 24/10/2015:
> On Sat, 24 Oct 2015 09:17:43 +0200, Dragonòt <drag...@libero.it>
> wrote:
>
>>> Queste doppie sono i residui delle consonanti finali latine [CUT] hanno
>>> viaggiato nei secoli
>>
>> Tutto potrebbe essere, anche questo. Ma:
>> 1) almeno in 2 hanno scritto che "evvai" lo usano i telecronisti, quindi
>> come ha fatto a viaggiare nei secoli?
>
> "Evvai" ha un regolare raddoppiamento etimologico (da "et"), non ti
> seguo su un punto: il fatto che lo usino i telecronisti cosa cambia
> nella questione?

Non ho capito bene nemmeno io.

"Evviva" è attestato nel secolo XIV da "e viva", che preesisteva.

"Evvai" è stato detto che è molto recente, e deriva da "e vai".
Qui, dalle mie parti, diciamo tuttora "e vai". Che ci azzecca "et
vai"?


k

Klaram

unread,
Oct 24, 2015, 8:19:22 AM10/24/15
to
Dragonòt ha pensato forte :
Forse perché il raddoppiamento grafico di intravvedere è dovuto ad
analogia con avvedere? Ti ho intravisto (senza radd.).

k

Valerio Vanni

unread,
Oct 24, 2015, 4:03:58 PM10/24/15
to
On Sat, 24 Oct 2015 13:39:12 +0200, Klaram <nos...@nospam.it> wrote:

> Non ho capito bene nemmeno io.
>
> "Evviva" è attestato nel secolo XIV da "e viva", che preesisteva.

Quella "e" veniva da "et", quindi raddoppiava anche allora.

> "Evvai" è stato detto che è molto recente, e deriva da "e vai".

Molto recente? E' stato sempre detto con la doppia, "et" sta dietro a
"e".
Semplicemente, a un certo punto (recente?) qualcuno ha deciso di
mettere per iscritto quella pronuncia con la doppia.

Valerio Vanni

unread,
Oct 24, 2015, 4:07:18 PM10/24/15
to
On Sat, 24 Oct 2015 13:29:35 +0200, Klaram <nos...@nospam.it> wrote:

>> Si ha una regola fonologica quando la distribuzione è prevedibile,
>> cioè quando possiamo sapere già il risultato dalle condizioni al
>> contorno.
>> Se non possiamo farlo, in sincronia (ovvero nel presente, senza
>> scomodare la storia), la regola non c'è. Insomma, se nel presente qui
>> c'è /v/ e qui /vv/ "perché sì", non c'è una regola.
>
> Esistono "o vero", "su via", "e viva".

Nel parlato, non esistono (a meno che non prendiamo in considerazioni
regioni non centrali).
Però non capisco cosa c'entri: se anche esistessero (sempre
nell'Italia centrale) degli "o vero" "su via" "e viva" senza
raddoppio, sarebbero ulteriori prove della non esistenza di una regola
fonologica raddoppiante su "v".
Si aggiungerebbero a "cavallo" "avulso" "di vetro" etc.

Barone Barolo

unread,
Oct 25, 2015, 5:13:21 AM10/25/15
to
On Saturday, October 24, 2015 at 8:17:38 AM UTC+1, Dragonòt wrote:
> 2) "intravvedere": in parecchi si sforzano di spiegare che è sbagliato, ma è
> usato e già citato a inizio 1900. In questo caso non c'era consonante
> latina.

Un banale ipercorrettismo?

-- bb

Barone Barolo

unread,
Oct 25, 2015, 5:19:01 AM10/25/15
to
On Saturday, October 24, 2015 at 12:39:06 PM UTC+1, Klaram wrote:
> Non ho capito bene nemmeno io.
>
> "Evviva" è attestato nel secolo XIV da "e viva", che preesisteva.
>
> "Evvai" è stato detto che è molto recente, e deriva da "e vai".
> Qui, dalle mie parti, diciamo tuttora "e vai". Che ci azzecca "et
> vai"?

Tra "e vai" ed "evvai", come del resto tra "e viva" ed "evviva", in italiano standard cambia solo la grafia: la pronuncia è sempre stata con la doppia, dalle origini ai giorni nostri.
Quando la locuzione ha cominciato ad essere percepita come esclamazione, abbiamo deciso di scriverla in una parola sola, quindi siamo stati obbligati a usare la doppia anche nella grafia.

-- bb

edevils

unread,
Oct 25, 2015, 5:34:11 AM10/25/15
to
Già. Non per nulla non scriviamo "eviva!", "evai!".
Tuttavia c'è una differenza. "E vai!" è tuttora percepito come locuzione
composta da due parole, generalmente, tanto che i dizionari non
attestano ancora "evvai!", che rimane nell'ambito delle "grafie
colloquiali", per così dire, quelle cioè che cercano di rendere più da
vicino il parlato.
Viceversa, "evviva!" ha del tutto scalzato "e viva".

Dragonòt

unread,
Oct 25, 2015, 5:55:07 AM10/25/15
to
> "Barone Barolo" ha scritto:
>> 2) "intravvedere": in parecchi si sforzano di spiegare che è sbagliato,
>> ma è
>> usato e già citato a inizio 1900. In questo caso non c'era consonante
>> latina.
>
> Un banale ipercorrettismo?


Molto probabile. Si dice che c'è una regola e tutto quello che non la
rispetta viene preso a picconate per farlo rientrare.
Bepe

posi

unread,
Oct 25, 2015, 12:34:45 PM10/25/15
to
Il 23/10/15 23.35, Valerio Vanni ha scritto:

> Un esempio di regola fonologia semplice e abbastanza evidente è
> l'autogeminazione di /b/ e /dZ/ nell'italiano regionale mediano.
> In posizione post vocalica non possiamo trovare /b/ o /dZ/, solo /bb/
> e /dZdZ/. Gli arcinoti "sabbato", "raggione", "la bbanca" romaneschi.
>

"Sabato" però era un ipercorrettismo. Etimologicamente si dovrebbe dire,
e scrivere, "sabbato".

ADPUF

unread,
Oct 25, 2015, 5:22:15 PM10/25/15
to
posi 17:34, domenica 25 ottobre 2015:
In Friuli c'erano certe località dette "sante Sàbide" ossia al
femminile.

Potrebbero essere stati culti ebraico-cristiani, ma ne so poco,
solo per sentito dire.

https://fur.wikipedia.org/wiki/Sante_Sabide


--
AIOE ³¿³

Roger

unread,
Oct 26, 2015, 7:29:06 AM10/26/15
to
ADPUF ha scritto:

> Lo scrivono "avvallare" anche sui giornali!
>
> VERGOGNA!!!!!!!!!!!

Saranno quei maledetti giornali comunisti, perbacco!

--
Ciao,
Roger

--
Essere superstiziosi è da stupidi, non esserlo porta male
0 new messages