grazie
Guarda, sono una mezza sega in latino quindi è molto probabile che mi
stia sbagliando; ho tradotto così: fugge il buio e richiama la luce.
I verbi - fugat e reducit - credo (e sottolineo: credo) che siano terza
persona singolare, modo indicativo tempo presente; la frase penso che
avrebbe più senso se fossero seconda persona singolare... ma come al
solito quando traduco dal latino, le frasi, di senso, ne hanno ben poco.
> grazie
Ciao,
Perf.
Non è "fugit", ma "fugat", cioè "mette in fuga", "respingere".
L'ho trovato come motto di una associazione di stampatori di Parigi
su una medaglia del 1840 (con Google).
"Respinge le tenebre e riporta la luce": chissà, forse si riferisce
alla cultura o alla scienza.
Ciao
Enrico
Ah, che bello, ci avevo quasi preso!:)
Comunque grazie, il dubbio mi attanagliava.
> Ciao
> Enrico
Ciao,
Perf.
Il 24/9/06 22:54, nell'articolo 240920062354283491%greg...@math.unipd.it,
"Enrico Gregorio" <greg...@math.unipd.it> ha scritto:
> Non è "fugit", ma "fugat", cioè "mette in fuga", "respingere".
>
> L'ho trovato come motto di una associazione di stampatori di Parigi
> su una medaglia del 1840 (con Google).
>
> "Respinge le tenebre e riporta la luce": chissà, forse si riferisce
> alla cultura o alla scienza.
Penso allay cultura perchè ne è piena l'Europa in quei secoli di questi temi
" Where the darkness is .. ignorance "
manca qualcosa forse lo sanno quelli di it.cultura.linguistica.inglese
in questo caso il cross post lo vedo sacrosanto
è alla statua di W.Shakespeare, in Leicester Square dove si legge " Where
the darkness ... ignorance "
traduco così " dove il buio non è altro che ignoranza " infatti sta scritto
sul libro aperto che ha davanti - Stesso tema lo si legge sull'autoritratto
di Salvator Rosa in National Gallery " Mi sporco le mani per l'arte " quindi
sono chiarissimo dentro ovvio
Gli stampatori ... Globe Theatre - la zecca era vicino al teatro di W She
Shakespeare a quel tempo.
http://www.youtube.com/watch?v=SYEyjAtZApU&mode=related&search=
--
potuto scurreggiare dopo operazione al colon: FANFARE
con it.democrazia.tecnologica la morte si allontana
la clonazione al pacco intestinale ano compreso è il minimo
che si possa accordare ai malati terminali al posto dell'eutanasia.
> > Fugat tenebras lucemque reducit ( č sul muro dell'univ. a Torino)
> "Respinge le tenebre e riporta la luce":
Vabbe', questa č la traduzione seria, ma sarebbe molto piů divertente
tradurre, maccheronicamente, "...riduce la luce", cosě da creare un
paradossale indovinello: cosa mai puň respingere le tenebre e ridurre la
luce allo stesso tempo? ;-)
Ugualmente, la cultura (e/o la scienza).
Perf.
ILLUMINISTA!
Epimeteo
---
"Han spento già la luce,
son rimasto solo io
e mi sento il mal di mare,
il bicchiere però è mio,
cameriere lascia stare,
camminare io so..."
(cit. medievale)
Bè, la scienza sì allontana le tenebre... però riduce anche la luce,
poiché quando risponde a una domanda se ne trova davanti altre dieci.
Tanto per la cronaca, non sono contro la scienza e la cultura.
> Epimeteo
> ---
> "Han spento già la luce,
> son rimasto solo io
> e mi sento il mal di mare,
> il bicchiere però è mio,
> cameriere lascia stare,
> camminare io so..."
> (cit. medievale)
>
Perf.
Trovata una citazione con qualche somiglianza:
Sic ait, et dicto citius tumida aequora placat,
collectasque fugat nubes, solemque reducit.
Ciao
Enrico
Il paralume?
k
Abatjour che diffondi la luce blu
di lassù...
> "Perfidious" <perfidio...@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
> news:ef8tbn$acn$2...@nnrp-beta.newsland.it...
>> Enrico C ha scritto:
>>> On Sun, 24 Sep 2006 23:54:28 +0200, Enrico Gregorio wrote:
>>>> "Respinge le tenebre e riporta la luce":
>
>>> Vabbe', questa č la traduzione seria, ma sarebbe molto piů divertente
>>> tradurre, maccheronicamente, "...riduce la luce", cosě da creare un
>>> paradossale indovinello: cosa mai puň respingere le tenebre e ridurre la
>>> luce allo stesso tempo? ;-)
>
>> Ugualmente, la cultura (e/o la scienza).
>
> ILLUMINISTA!
Anche le persiane e le tende delle finestre: tengono fuori dalla nostra
vista la tenebre della notte, le respingono!, ma riducono la luce del
giorno.
> Il paralume?
Un reostato?
Un dimmer?
> Abatjour che diffondi la luce blu
> di lassù...
KARLA!
Ciao,
Epimeteo
---
"... noi siam come le lucciole,
viviamo nelle tenebre,
figli di un mondo brutal,
noi siamo il fior del mal..."
(cit. fotofobica)
>"... noi siam come le lucciole,
>viviamo nelle tenebre,
Uno dei più celebri, non risolti, casi di plagio.
Copiato da Puccini, solo con un ritmo un po' diverso, il primo verso è
identico, il secondo lievemente diverso: "Mail mio mistero è chiuso in
me - il nome mio nessun saprà". Ma chi ha copiato?
La canzone è stata pubblicata dopo l'opera pucciniana (1927 la
canzone, 1926 l'opera), ma il M.o Bixio ha sostenuto che la data
della propria composizione fosse anteriore.
--
Questo post contiene scene di sesso, violenza,terrorismo,
abigeato e gerontofilia. Pertanto la sua lettura potrebbe
causare traumi irreversibboli ai minori di anni trentacinque.
>La canzone è stata pubblicata dopo l'opera pucciniana (1927 la
>canzone, 1926 l'opera), ma il M.o Bixio ha sostenuto che la data
>della propria composizione fosse anteriore.
E Bixio l'avrebbe tenuta nel cassetto per lo meno da tre anni: Puccini
e' morto nel 1924; la Turandot e' postuma, oltre che incompiuta.
Ciao,
Alex (5630)
> Uno dei più celebri, non risolti, casi di plagio.
> Copiato da Puccini, solo con un ritmo un po' diverso, il primo verso è
> identico, il secondo lievemente diverso: "Mail mio mistero è chiuso in
> me - il nome mio nessun saprà". Ma chi ha copiato?
Padre, se anche Puccini avesse copiato e le note fossero identiche, tra i
due brani musicali io trovo una differenza abissale: appassionata, e anche
drammatica, la musica pucciniana, un po' frou frou quella bixiana.
E tutto questo lavorando solo sul ritmo e sulla lunghezza delle note?
Potenza della linguistica musicale!
Mi benedica.
Epimeteo
---
"Il Maestro è nell'anima
e dentro all'anima per sempre resterà.
Viva lei, bella e martire,
che tutto quello che le chiede gli darà.
Niente di più seducente c'è
di un'orchestra eccitata e ninfomane,
chiusa nel golfo mistico
che ribolle di tempesta e libertà..."
(cit. operistica)
> Il paralume?
>
> k
>
> Abatjour che diffondi la luce blu
> di lassů...
forse pensi anche tu a chi non c'č piů...
>E tutto questo lavorando solo sul ritmo e sulla lunghezza delle note?
Naturalmente, com'altri ben piu' autorevolmente saprebbe argomentare,
un brano musicale non è solo linea melodica, ma ritmo, armonia,
orchestrazione. Eppure, se si prova ad accennare con un solo strumento
le prime note dei due brani, è indubbio che qualcosa di familiare...
Tanto che l'editore Ricordi fece causa a Bixio e Cherubini e nonso se
riuscì ad aver ragione.
>>> Vabbe', questa č la traduzione seria, ma sarebbe molto piů divertente
>>>> tradurre, maccheronicamente, "...riduce la luce", cosě da creare un
>>>> paradossale indovinello: cosa mai puň respingere le tenebre e ridurre la
>>>> luce allo stesso tempo? ;-)
> Anche le persiane e le tende delle finestre: tengono fuori dalla nostra
> vista la tenebre della notte, le respingono!, ma riducono la luce del
> giorno.
Avevo pensato a tutti i serramenti, ma come risposta č stiracchiata.
Tu hai detto "respingere la tenebra e ridurre la luce *allo stesso
tempo*", le tende non respingono un bel niente, perchč la tenebra, di
notte, č sia dentro che fuori e viene respinta solo dalla luce
lampadina. Riducono la luce di giorno, ma quando la tenebra non c'č.
Il paralume invece lascia passare la luce dalla lampada, che respinge le
tenebre, e contemporaneamente la riduce. Ergo, mi sembra la risposta
giusta. O no?
k
> > Abatjour che diffondi la luce blu di lassů...
>
> forse pensi anche tu a chi non c'č piů...
Il Nobili ? Il Bonardi ?
--
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>> forse pensi anche tu a chi non c'è più...
> Il Nobili ? Il Bonardi ?
Tutte vittime della lingua.
Preghiamo per la loro anima.
Epimeteo
---
"Quando la morte mi chiamerà,
forse qualcuno protesterà,
dopo aver letto nel testamento
quel che gli lascio in eredità,
non maleditemi, non serve a niente,
tanto all'inferno ci sarò già..."
(cit. ferale)
> > > forse pensi anche tu a chi non c'è più...
> > Il Nobili ? Il Bonardi ?
> Tutte vittime della lingua.
Ne colpisce piu' la lingua che la spada ?
>> Tutte vittime della lingua.
> Ne colpisce piu' la lingua che la spada ?
Mi hai tolto la parola (e la lingua) di bocca.
Epimeteo
---
"... le mie parole sono sassi,
precisi aguzzi pronti da scagliare...
...................
razzi incandescenti prima di scoppiare,
sono giocattoli e zanzare,
sabbia da ammucchiare..."
(cit. armata)
> > > Tutte vittime della lingua.
> > Ne colpisce piu' la lingua che la spada ?
> Mi hai tolto la parola (e la lingua) di bocca.
Spero non come Bonifacio VIII secondo Dario Fo (mimica non riproducibile
al computer)
> Spero non come Bonifacio VIII secondo Dario Fo (mimica non riproducibile
> al computer)
Non so se qualcuno sta pensando di creare un niusgruppo
"it.cultura.linguistica.grammelot", però non dev'essere facile parlare in
grammelot su un niusgruppo. Tuttavia, se nel vero grammelot non si può
parlare in questa sede, noi abbiamo il Mustodario che ha un suo grammelot
personale e nascosto...
Anche questa "poesia metasemantica" di Fosco Maraini (Il lonfo) ha un suono
di grammelot:
---------
Il lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco, e gnagio s'archipatta.
È frusco il lonfo! È pieno di lupigna
arrafferìa malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e t'arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;
e quasi quasi, in segno di sberdazzi
gli affarfaresti un gniffo. Ma lui zuto
t'alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.
--------
Ciao,
Epimeteo
---
"«Pape Satàn, pape Satàn aleppe!»,
cominciò Pluto con la voce chioccia;
e quel savio gentil, che tutto seppe,
disse per confortarmi: «Non ti noccia..."
(cit. di grammelot sommo)
>però non dev'essere facile parlare in
>grammelot su un niusgruppo.
anche su questo non è facile parlare. IO non ho nemmanco il microfono.
> "Giovanni Drogo" <dr...@rn.bastiani.ta.invalid> ha scritto nel messaggio
> news:Pine.LNX.4.61.06...@cbfrvqba.ynzoengr.vans.vg...
> > On Tue, 26 Sep 2006, Epimeteo wrote:
> >> Mi hai tolto la parola (e la lingua) di bocca.
>
> > Spero non come Bonifacio VIII secondo Dario Fo (mimica non riproducibile
> > al computer)
>
> Non so se qualcuno sta pensando di creare un niusgruppo
> "it.cultura.linguistica.grammelot", però non dev'essere facile parlare in
> grammelot su un niusgruppo. Tuttavia, se nel vero grammelot non si può
> parlare in questa sede, noi abbiamo il Mustodario che ha un suo grammelot
> personale e nascosto...
> Anche questa "poesia metasemantica" di Fosco Maraini (Il lonfo) ha un suono
> di grammelot:
> ---------
> Il lonfo non vaterca né gluisce
...
`Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe:
All mimsy were the borogoves,
And the mome raths outgrabe.
"Beware the Jabberwock, my son!
The jaws that bite, the claws that catch!
Beware the Jubjub bird, and shun
The frumious Bandersnatch!"
He took his vorpal sword in hand:
Long time the manxome foe he sought --
So rested he by the Tumtum tree,
And stood awhile in thought.
And, as in uffish thought he stood,
The Jabberwock, with eyes of flame,
Came whiffling through the tulgey wood,
And burbled as it came!
One, two! One, two! And through and through
The vorpal blade went snicker-snack!
He left it dead, and with its head
He went galumphing back.
"And, has thou slain the Jabberwock?
Come to my arms, my beamish boy!
O frabjous day! Callooh! Callay!'
He chortled in his joy.
`Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe;
All mimsy were the borogoves,
And the mome raths outgrabe.
È Jabberwocky di Lewis Carroll; c'è anche una traduzione italiana
di Bruno Garofalo, il titolo è "Il mascellodonte".
Cenorava. E i visciattivi cavatalucerti
Girillavano e sfrocchiavano nella serbaja;
Mollicciattoli eran gli spennavoli
E gli smarruti verporcelli fistarnuiurlavano.
"Guardati dal mascellodonte, figlio mio!
Le mascelle che mordono e le tenaglie che afferrano.
Sii sospettoso del rapace malco ed evita
Lo schiumarioso Bamariolo!"
Egli prese la sua vorpale spada
E a lungo cercò il suo feriale nemico.
Così riposò presso a un ombroso sicumaro
E lì stette in meditabondo pensiero.
E mentre era afflitto da uffanti pensieri
Il mascellodonte dagli occhi di fiamma
Venne sguillando per il fitto bosco
E barbagliò al suo cospetto!
Uno, due, uno, due! E affondò
La vorpale lama zucando e zacando
Fino alla morte. Poi con la sua testa
Galonfoppando ritornò.
"Hai ucciso il mascellodonte?
Vieni tra le mie braccia, mio radioso fanciullo
O giorno fravoloso! Evviva evviva!"
E cordeggiò un inno per la gioia.
Cenorava. E i visciattivi cavatalucerti
Girillavano e sfrocchiavano nella serbaja;
Mollicciattoli eran gli spennavoli
E gli smarruti verporcelli fistarnuiurlavano.
Ciao
Enrico
la tipa con il calco della figura di Elvis ed il grammy in cornice sul
grammelot voleva avanzare onde arricchirmi e diventare mia sposa?
> e nascosto...
si legge eccome lo sviluppo del mio pensiero rimario mario mario
> Anche questa "poesia metasemantica" di Fosco Maraini (Il lonfo) ha un suono
> di grammelot:
> ---------
> Il lonfo non vaterca né gluisce
> e molto raramente barigatta,
> ma quando soffia il bego a bisce bisce
> sdilenca un poco, e gnagio s'archipatta.
>
> È frusco il lonfo! È pieno di lupigna
> arrafferìa malversa e sofolenta!
> Se cionfi ti sbiduglia e t'arrupigna
> se lugri ti botalla e ti criventa.
>
> Eppure il vecchio lonfo ammargelluto
> che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
> fa lègica busìa, fa gisbuto;
>
> e quasi quasi, in segno di sberdazzi
> gli affarfaresti un gniffo. Ma lui zuto
> t'alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.
ps. scrivi una pagina sul Grammelot da registare su IAS
E' una parola!
IAS come International Accounting Standard?
Oppure si tratta di IAS - Istituto Attività Subacquee di Palermo o anche
dell'Impresa Autolinee Scura srl di Corigliano Calabro?
[Quasi quasi chiedo a Drogo di scrivere per me allo IAS, Istituto di Fisica
Spaziale di Tor Vergata, per farmi assumere come custode del grammelot
spaziale: magari lui ha delle buone entrature in questi posti...]
D'altra parte, come scrive un certo dottor Carlo Ruotolo di Salerno, che
copincollo papale papale dal web:
------------
Lo sciabicar zannesco
Sol per la geldra è vesco;
Ma qui del sicomoro
Io, dicace eppur soro,
Nel vellicar non fado
Con diletico bado;
Oh! schicchero carte io,
Ed odo il ripetio:
Necessaria ignoramus
Quia superflua amamus!
------------
Sei d'accordo?
Ciao,
Epimeteo
---
"... ed io,
io non ho mai capito niente,
visto che oramai non me lo levo dalla mente
che lei, lei era..."
(Boh? Che diavolo era?)
Una volta telefonai a Palermo perchè il WWF mi sembra organizzava un
concorso di sctrittura, il giorno dopo non si capì niente e poco dopo
ancora aTorino aprì la prima libreria minimale e dire che aspettavo il
Premio Nobel minimale a quel tempo, per la mia abilità di ridurre "
Titolto " onde concorrenziare con il computer.
> dell'Impresa Autolinee Scura srl di Corigliano Calabro?
> [Quasi quasi chiedo a Drogo di scrivere per me allo IAS, Istituto di Fisica
> Spaziale di Tor Vergata, per farmi assumere come custode del grammelot
> spaziale: magari lui ha delle buone entrature in questi posti...]
>
> D'altra parte, come scrive un certo dottor Carlo Ruotolo di Salerno, che
> copincollo papale papale dal web:
> ------------
> Lo sciabicar zannesco
> Sol per la geldra è vesco;
> Ma qui del sicomoro
> Io, dicace eppur soro,
> Nel vellicar non fado
> Con diletico bado;
> Oh! schicchero carte io,
> Ed odo il ripetio:
> Necessaria ignoramus
> Quia superflua amamus!
> ------------
> Sei d'accordo?
non vorrei iniziare sull'errore o slittamento tanto sciabicar non
sollevo dal verso quanto da ammantar il lupo come orso al miele
perverso ed uguale libidine pesco nella gerla che da i suoi frutti in
sol sic et moro ... il vello taurino non fa biforcuto dicansi pure ciò
che si vuole ... è superfluo
amare, se non accartare spermaflex
> ---
> "... ed io,
> io non ho mai capito niente,
> visto che oramai non me lo levo dalla mente
> che lei, lei era..."
> (Boh? Che diavolo era?)
era carta igienica erotika
> IAS come International Accounting Standard?
> [Quasi quasi chiedo a Drogo di scrivere per me allo IAS, Istituto di Fisica
> Spaziale di Tor Vergata, per farmi assumere come custode del grammelot
> spaziale: magari lui ha delle buone entrature in questi posti...]
"Tu vuoi ch'io rinnovelli / disperato dolor che 'l cor mi preme" ?
Eccoti accontentato ...
Dunque, lo IAS (che era Istituto di Astrofisica Spaziale full stop),
nato come LAS (Laboratorio di ...) e' morto con tale denominazione
durante la Precedente Riforma del CNR (Berlinguer), quando tale Organo
CNR fu accorpato con l'IFCTR (gia' LFCTR, Ist/Lab di Fisica Cosmica e
Tecnologie Relative) di Milano, il TESRE (TEcnologie e Studio delle
Radiazioni Extraterrestri) di Bologna e l'IFCAI (Istituto di Fisica
Cosmica e Applicazioni all'Informatica, gia' sezione di Palermo
dell'LFCTR) di Palermo. I 3 istituti non romani divennero Sezioni del
nuovo megaistituto con sede a Roma (dove il nostro direttore divenuto
megadirettore dovette trasferirsi) che fu denominato IASF (Istituto di
Astrofisica Spaziale e Fisicacosmica). Per stavolta le tecnologie
relative, le applicazioni all'informatica e soprattutto le radiazioni
extraterrestri finirono nel cassetto.
Con l'Ultima Riforma (Moratti), lo scorporo dal CNR e la incorporazione
nell'INAF le quattro sezioni sono state rese nuovamente Strutture
autonome dell'INAF, a tempo determinato e con il nome provvisorio di
IASF Roma, IASF Milano ecc. ecc.
Se alla scadenza (31/12/2006) resteranno strutture autonome (probabile
per Roma e Bologna) o verranno "rimodulate" accorpandole con altre
strutture INAF (pure loro a tempo determinato) co-locate nella stessa
area geografica, lo dovrebbe decidere il Consiglio di Amministrazione
alla prossima riunione.
Cosa succedera' con la Prossima Riforma (Mussi) chissa' chi lo sa (cit.)
Il 29/9/06 08:43, nell'articolo
Pine.LNX.4.61.06...@cbfrvqba.ynzoengr.vans.vg, "Giovanni
Drogo" <dr...@rn.bastiani.ta.invalid> ha scritto:
chiaramente tu darai l'assenso a it.politica.democrazia.tecnologica?
http://www.youtube.com/watch?v=SYEyjAtZApU&mode=related&search=
--
potuto scurreggiare dopo operazione al colon: FANFARE
con it.democrazia.tecnologica la morte si allontana
la clonazione al pacco intestinale ano compreso č il minimo
> "Tu vuoi ch'io rinnovelli / disperato dolor che 'l cor mi preme" ?
> Eccoti accontentato ...
>
> Dunque, lo IAS
[...]
> nato come LAS
[...]
> durante la Precedente Riforma del CNR
[...]
> fu accorpato con l'IFCTR (gia' LFCTR,
[...]
> il TESRE (TEcnologie e Studio delle
> Radiazioni Extraterrestri) di Bologna e l'IFCAI (Istituto di Fisica
> Cosmica e Applicazioni all'Informatica, gia' sezione di Palermo
[...]
> megadirettore dovette trasferirsi) che fu denominato IASF
> Con l'Ultima Riforma (Moratti), lo scorporo dal CNR e la incorporazione
> nell'INAF le quattro sezioni sono state rese nuovamente Strutture
> autonome dell'INAF, a tempo determinato e con il nome provvisorio di
> IASF Roma, IASF Milano ecc. ecc.
P I E T À!
[Mi sta bene, così imparo a fare lo spiritoso...
E dire che volevo chiedere a Drogo se ci sono notizie dell'INFN, Istituto
Nazionale di Fisica Nucleare, e del CNEN, Comitato Nazionale per l'Energia
Nucleare, oggi ENEA, Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente...
Ma chi ha il coraggio?]
Ciao,
Epimeteo
---
"... dove corrono dolcissime
le mie malinconie,
l'universo trova spazio dentro me,
ma il coraggio di vivere,
quello ancora non c'è..."
(cit. coraggiosa)
IO
però devi cross postare questo messaggio su ITechnodemocratic - lì il
fatto è seriamente politico anche se cantato ... musical techno.
...di suoni nel mio abitacolo
stan chiuse le danze
musicicalità con chiave o senza
spazio teatrale rimasto uguale...
from VIAVA di riccardomustodario e non è FANFARE Prrodiane capisci a
me già sai va cac
> > "Tu vuoi ch'io rinnovelli / disperato dolor che 'l cor mi preme" ?
> P I E T À!
> E dire che volevo chiedere a Drogo se ci sono notizie dell'INFN, Istituto
> Nazionale di Fisica Nucleare, e del CNEN, Comitato Nazionale per l'Energia
> Nucleare, oggi ENEA, Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente...
La risposta e' facile e breve essendo piuttosto fuori dal mio giro.
L'INFN (nato credo come CNRN) ha fama di essere l'ente di ricerca con la
migliore gestione (autogestione da parte del personale scientifico) ed
e' fortunatamente scampato a tutte le riforme.
L'ENEA ex CNEN ha fama di essere l'ente di ricerca con la peggiore
gestione (eterogestione da parte di una cricca politico-sindacale).
Tornando in topic linguistico lessicale ...
Nel "vecchio" CNR si definivano "Organi" le articolazioni chiamate
Laboratori, Centri e Istituti (i Laboratori e Centri erano a tempo
determinato, gli Istituti permanenti, i Centri alloggiati presso le
universita'). A volte i giornalisti espandevano la C di CNR come
"Centro" (per imitazione dal CNRS francese ?) mentre invece e'
Consiglio. Cioe' prendevano la parte (inferiore) per il tutto.
Nel seminuovo CNR gli "Organi" erano solo Presidente, Consiglio di
Amministrazione, Revisori dei conti ecc.
D'altra parte molti enti (INFN INGV INFM INAF) sono "Istituti" ma almeno
nel caso dell'INAF anche alcune delle "strutture" sono "Istituti" (in
una delle stesure del DL c'erano addirittura articoli separati su
"Osservatori" e "Istituti", del tutto privi di senso).