On Thu, 27 Oct 2016 18:41 +0200, Roger wrote:
>
> Wolfgang ha scritto:
>> [...]
>> P.S. Perché scrivi la <a> con l'accento acuto, come fanno gli
>> spagnoli e portoghesi?
>
> Per indicare l'accento tonico. Lo faccio solo per la a la i
> e la u. Perché per le altre vocali (e ed o) indico l'accento
> tonico in base alla pronuncia (cercando di usare quella corretta :-))
Mentre alcuni autori, tra cui il Serianni, ritengono corrette, anzi
preferibili, le grafie <í> e <ú> perché, secondo loro, le vocali più
chiuse richiederebbero l'accento acuto, tu mi sembra essere l'unico
che se ne serva per la <a>, cioè la vocale più aperta.
Avevo addotto lo spagnolo e il portoghese per esemplificare il tuo
modo di accentuare la <a>, ma per la precisione va detto che le
condizioni in queste due lingue sono differenti tra loro. Mentre in
ispagnolo l'acuto è l'unico accento, i portoghesi distinguono i
timbri. Ecco le corrispondenze:
- vocali chiuse: accento acuto = acento circunflexo (¹)
- vocali aperte: accento grave = acento agudo
- vocali atone contratte: accento circonflesso = acento grave
(¹) esiste in portoghese anche una <â>, cioè una <a> chiusa.
Come si vede dalla tabella, la <é> di autodafé è aperta. Gli
Italiani avrebbero fatto meglio a sostituirla con una <è> quando
hanno importato la parola.
Ciao,
Wolfgang