Il mio zingarelli e' per orecchie , attendo altri pareri in merito
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> Il soggetto dice tutto ... si scrive tiratine d'orecchi oppure orecchie ?
Essendo *orecchio* un nome sovrabbondante io non mi porrei il
problema.
Forse, se proprio vogliamo esser pignoli, si potrebbe dire:
"Tirata d'orecchi" in riferimento ad un rimprovero verbale.
"Tirata d'orecchie" se c'è azione fisica.
Se poi si tratta di persone che dicono "gli orecchi" e non "le
orecchie", allora dovrebbe esser la prima anche con riferimento al
gesto fisico. Ahiii! :)))
> Il mio zingarelli e' per orecchie , attendo altri pareri in merito
Lo Zingarelli è maiuscolo :))
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Ciao
Mariuccia®
> > Il soggetto dice tutto ... si scrive tiratine d'orecchi oppure orecchie ?
>
> Essendo *orecchio* un nome sovrabbondante io non mi porrei il
> problema.
> Se poi si tratta di persone che dicono "gli orecchi" e non "le
> orecchie", allora dovrebbe esser la prima anche con riferimento al
> gesto fisico.
In Toscana (Empoli) è più frequente "orecchi", così come "urli" e "diti". Il
plurale in -a sembra essere più raffinato in questi casi. In altri è l'opposto.
Noto anche dalle mie parti l'uso sbagliato *"una frutta" invece di "un frutto".
Paolo
> > > Il soggetto dice tutto ... si scrive tiratine d'orecchi oppure
orecchie ?
> >
> > Essendo *orecchio* un nome sovrabbondante io non mi porrei il
> > problema.
> > Se poi si tratta di persone che dicono "gli orecchi" e non "le
> > orecchie", allora dovrebbe esser la prima anche con riferimento al
> > gesto fisico.
>
> In Toscana (Empoli) č piů frequente "orecchi", cosě come "urli" e "diti".
Il
> plurale in -a sembra essere piů raffinato in questi casi. In altri č
l'opposto.
> Noto anche dalle mie parti l'uso sbagliato *"una frutta" invece di "un
frutto".
scusate... scusate... mi gira la testa... non so se sia perche' sono da poco
uscito da una angosciosa condizione di lurker, oppure perche' ICLI per i
suoi contenuti fa girare piu' facilmente la testa di altri gruppi di
discussione...
provo a raccapezzarmi, e allora mi viene da chiedere:
1) che differenza c'e' tra "le orecchie" e "gli orecchi"? parrebbe, infatti,
che una variante significhi meglio il senso metaforico della tirata
(persino, implicitamente, per un vocabolario a cui tutti ci arrendiamo),
mentre l'altra sia piu' atta a evocare il senso materiale del prendere in
mano un orecchio (o il paio di questi organi) e tirarlo (e tirarli); pero',
su quali basi linguistiche?
2) la questione del plurale in "-a" (piu' o meno corretta? piu' o meno
raffinata?) mi interessa parecchio, tanto che ho azzardato a inserirmi nel
filone su "le mura" (lo confesso: sono un parlante "nativo" dell'italiano un
po' anomalo, giacche' ho abbondanti sostrati slavi che mi distorcono
l'udito), e qui l'orecchio di un toscano mi sarebbe di grande soccorso;
3) "una frutta" lo trovo, francamente e facilmente, sbagliato, e tuttavia,
persuaso come sono che ogni errore abbia i suoi motivi (sbagliati, certo),
mi piacerebbe sapere il perche' (se ce n'e' uno, ma credo almeno uno che ce
ne sia) possa venire naturale di adoperare una simile espressione;
come vedete, mi interessano piu' i peccati (con le loro perdenti ragioni)
che i peccatori; sono, infatti, cattivo; e vi saluto, caramente
(apropo': si potrebbe aprire un filone sui modi piu' cortesi -- codificati,
certo -- di aprire e chiudere una missiva? lo chiedo da interessato, e
divertito, utente delle piu' varie forme di posta) (e ah, e si', "caramente"
non mi piace affatto)
P.K.
"urli" e "diti". Fenomeno comune in tutta l'Italia centrale: Paolo Volponi
dice " i bracci" per "le braccia", quando fa parlare agli Urbinati la loro
lingua.
Uso sbagliato?
--
emgipi
>scusate... scusate... mi gira la testa... non so se sia perche' sono da
poco
>uscito da una angosciosa condizione di lurker, oppure perche' ICLI per i
>suoi contenuti fa girare piu' facilmente la testa di altri gruppi di
>discussione...
>provo a raccapezzarmi, e allora mi viene da chiedere:
>1) che differenza c'e' tra "le orecchie" e "gli orecchi"?
Io, per esempio, dico "le orecchie"; "gli orecchi", al mio ... orecchio
lombardo, suona affettato.
Ma non dico "l' orecchia", al singolare; preferisco "l' orecchio".
Che sia una questione -come nella maggior parte dei casi- geografica?
>[...] prendere in
>mano un orecchio (o il paio di questi organi) e tirarlo (e tirarli); pero',
>su quali basi linguistiche?
I milanesi hanno risolto con un "va' a da' via l' orghen"!!! Che intendano
vai a dare via le orecchie?
Paolo
> > > Il soggetto dice tutto ... si scrive tiratine d'orecchi oppure orecchie ?
> >
> > Essendo *orecchio* un nome sovrabbondante io non mi porrei il
> > problema.
> > Se poi si tratta di persone che dicono "gli orecchi" e non "le
> > orecchie", allora dovrebbe esser la prima anche con riferimento al
> > gesto fisico.
> In Toscana (Empoli) è più frequente "orecchi", così come "urli" e "diti". Il
> plurale in -a sembra essere più raffinato in questi casi. In altri è l'opposto.
A GR, ma non ci giurerei a questo punto, mi sembra d'aver sempre
sentito "l'orecchio / le orecchie"; però non vorrei confondermi con
ciò che io ho sempre detto.
A quanto m'è dato sapere, "l'orecchia" si usa solo in senso figurato,
per esempio: per indicare la piegatura nell'angolo di un foglio di
carta. Ma anche questa va presa col beneficio d'inventario (mio) :))
"orecchi che suonano affettati": sa di poesia acida
> Ma non dico "l' orecchia", al singolare; preferisco "l' orecchio".
> Che sia una questione -come nella maggior parte dei casi- geografica?
hm... forse si'... personalmente, infatti, al singolare sento meglio
"orecchio", e per il plurale non ho preferenze
(e' probabile che per ipercorrettismo, e non solo linguistico, rifiuti
"orecchia" a causa di un'assonanza con "la 'recia"; e sempre per
ipercorrettismo rifuggirei "orecchie", perche' simili alle "'rece" -- solo
che qui, essendoci pure "i oreci", raggiungo l'equilibrio, l'indifferenza,
l'atarassia)
> >[...] prendere in
> >mano un orecchio (o il paio di questi organi) e tirarlo (e tirarli);
pero',
> >su quali basi linguistiche?
>
> I milanesi hanno risolto con un "va' a da' via l' orghen"!!! Che intendano
> vai a dare via le orecchie?
de gustibus...
e poi, la generosita' va sempre incoraggiata
saluto
P.K.
> [scusa il taglio]
> A GR, ma non ci giurerei a questo punto, mi sembra d'aver sempre
> sentito "l'orecchio / le orecchie"; però non vorrei confondermi con
> ciò che io ho sempre detto.
> A quanto m'è dato sapere, "l'orecchia" si usa solo in senso figurato,
> per esempio: per indicare la piegatura nell'angolo di un foglio di
> carta. Ma anche questa va presa col beneficio d'inventario (mio) :))
certo! le orecchie d'asino!
(che pero', ma infatti! ha il sapore delle prime cose "in lingua" che impari
a scuola, e che poi mantieni invariabili per tutta la vita, in un angolo del
cervello, come criteri del buon parlare... a fronte delle forme dialettali,
indiscutibili... ah, che nostalgia...)
(seconda parentetica: teniamoceli cari, questi sovrabbondanti, che' ci
lasciano ricordare e sognare in pace, che si lasciano rotolare in bocca e
assaporare senza timore di commettere errori)
saluti
P.K.
>In Toscana (Empoli) è più frequente "orecchi", così come "urli" e "diti".
>Il plurale in -a sembra essere più raffinato in questi casi. In altri è
>l'opposto. Noto anche dalle mie parti l'uso sbagliato *"una frutta" invece
>di "un frutto".
>
>
In Toscana, (Firenze), se dicessi a mia moglie al termine del pranzo (ah,
Mariuccia, Colazione la mattina a casa, pranzo a mezzogiorno, sempre a casa,
Cena la sera alle 20 in casa o fuori.....l'intermezzo pomeridiano merenda,
quello mattutino non ha dignità di nome)....comunque, riprendo il filo...se a
pranzo, chiedessi a mia moglie: mi dai un frutto?, credo che , coadiuvata dai
figli,, chiamerebbe la guardia medica!
Il mondo è bello perché e vario :-)
--
Ferdinando
_____________________________
f.ri...@flashnet.it
> [...]
> In Toscana, (Firenze), se dicessi a mia moglie al termine del pranzo (ah,
> Mariuccia, Colazione la mattina a casa, pranzo a mezzogiorno, sempre a casa,
> Cena la sera alle 20 in casa o fuori.....l'intermezzo pomeridiano merenda,
> quello mattutino non ha dignità di nome)
Esattamente come ricordavo io, con la sola differenza che anche lo
spuntino scolastico aveva 'dignità' di "colazione" :))
> ....comunque, riprendo il filo...se a
> pranzo, chiedessi a mia moglie: mi dai un frutto?, credo che , coadiuvata dai
> figli,, chiamerebbe la guardia medica!
Mi sembra che il "frutto" abbia la sua brava eccezione proprio in
*frutta* che è, appunto, quella che si ha in casa e che si manga
(anche) a tavola; rigorosamente al singolare indipendentemente da
varietà e quantità.
Chissà da dove viene tale eccezione.
Buon appetito ^_^.
Completo il mio pensiero: forse i frutti sono tali quando sono ancora
da cogliere o di là da venire, dopo di che diventano:
* la frutta dal fruttivendolo;
* la frutta al mercato;
* la frutta in tavola;
* e chi più ne ha, più ne metta!
Però ... anche dal fruttivendolo si trovano *i frutti* di bosco.
> Chissà da dove viene tale eccezione.
Ribadisco tale riflessione.
| A me sembra un gran pasticcio,
| c'è qualcosa che non va;
| eppur io l'ho visto scritto
| sopra i libri di papà ^____^
(canzoncina infantile di alcuni decenni fa)
La adotterò come "tagline", prima o poi :))))
"tagline"?? Uso ammesso su questo NG?
--
emgipi
> Il soggetto dice tutto ... si scrive tiratine d'orecchi oppure orecchie ?
>
> Il mio zingarelli e' per orecchie , attendo altri pareri in merito
Ho letto i messaggi del thread .... ma mi rimane un dubbio : cosa dicono a
proposito i 'prestigiosi' vocabolari ?
O, meglio ancora "desinare"!
> sempre a casa,
> Cena la sera alle 20 in casa o fuori.....l'intermezzo pomeridiano merenda,
> quello mattutino non ha dignità di nome)....comunque, riprendo il filo...se a
> pranzo, chiedessi a mia moglie: mi dai un frutto?, credo che , coadiuvata dai
> figli,, chiamerebbe la guardia medica!
La frutta non prende l'indeterminativo? Forse "della frutta". "Dammi della
frutta" non è lo stesso di "dammi la frutta". O no?
Paolo