Mi sembra ci sia un po' di confusione: i complementi oggetti si
riferiscono agli infiniti. "Venitela a scoprire" --> "Venite a scoprire
lei"... il verbo transitivo e' scoprire! Idem per trovare e vedere.
Su "Vatti a fidare" invece non avevo mai riflettuto. "Vai a fidarti".
Probabilmente la riflessivita' di "fidarsi" e' in qualche modo trasferita
nella principale... ma non so se e' un costrutto grammaticalmente corretto.
Aspetto con curiosita' il parere di chi mastica la grammatica meglio di me.
Ciao.
Giusto.
> Su "Vatti a fidare" invece non avevo mai riflettuto. "Vai a fidarti".
> Probabilmente la riflessivita' di "fidarsi" e' in qualche modo trasferita
> nella principale... ma non so se e' un costrutto grammaticalmente
corretto.
Semplicemente, visto che l'imperativo "vai" è alla 2^ persona singolare,
anche l'infinito, che di norma ha lo stesso soggetto della reggente,
dev'essere coniugato alla 2^ singolare. Di questo non ce ne accorgiamo
perché l'infinito è un modo indefinito in cui il soggetto non viene espresso
tramite la variazione delle desinenze, ma in verbi riflessivi come
"fidarsi", in cui il complemento diretto è necessariamente coincidente col
soggetto, il pronome annesso all'infinito va modificato secondo i casi.
Del resto, come si potrebbe mai pensare di dire "vai a fidarsi"?
Saluti
--
Wilmer Ricciotti
wi...@bigfoot.com
Eh no, non č cosě semplice!
Se cosě fosse, quando dico (riferendomi al gatto) "portalo a mangiare",
intendo dire porta il gatto in pasto a qualcuno?
Secondo me si deve dire "venite a scoprirla", "domani vengo a trovarti",
"vai a vederlo", ecc.
Le forme:
- Venitela a scoprire
- Domani ti vengo a trovare
- Vallo a vedere
e simili, sono, perň, di uso comune e, probabilmente, anche corrette.
Perň mi piacerebbe sapere perché, se, cioč, c'č una regola che governa
questo tipo di costruzione.
Roger
Proprio perché questi verbi sono intransitivi, non c'è il rischio di
confusione che c'è con "portalo a mangiare".
Roger, venire ed andare sono intransitivi e reggono (in questo caso) un
complemento di moto a luogo. Pero' in questi esempî il moto a luogo e'
rappresentato da un verbo all'infinito (transitivo) a cui il complemento
oggetto e' riferito. Potrebbe destare perplessita' l'ultimo esempio (vatti
a fidare), che ad una prima analisi potrebbe sembrare riflessivo (andare),
ma e' un imperativo, il riflessivo e' fidare: "vai tu a fidarti"
Ciao.
Sergio.