--
lu.
*Non ho più nome né sorte
tra gli uomini; ma il mio nome
è Meriggio. In tutto io vivo
tacito come la Morte.
E la mia vita è divina.*
G.D'Annunzio, Meriggio da Alcyone, 1902
http://web.tiscali.it/LucianaGrazioli
> Ritornano, con l'Euro, i centesimi.
> In dialetto lodigiano il centesimo era il *ghel* , al plurale :* i ghei*.
> Avete qualche idea sull'etimologia?
Da "nichel", forse?
> Giovanni?
>
No, dubito che possa venire da "Giovanni".
Max
Credo da "gallo". D'altronde, anche dalle mie parti, accanto a "franco",
s'usa, popolarmente, il termine "gallo" per riferirsi al danaro. Dal momento
che sia l'Emilia che la zona di Lodi una volta facevano parte della Gallia,
ritengo sia un'ipotesi plausibile: molte valute prendono nome, con
alterazioni piú o meno evidenti, dal nome del Paese o del popolo che
v'abita.
Ciao,
Nicola
P.S. In padovano "i gai" significa "i galli", ulteriore riprova, forse,
della parentela linguistica. Esiste anche uno scioglilingua (non sono sicuro
della grafia): "igai igai i gai" ("essi hanno legato i galli").
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
> luciana
> > In dialetto lodigiano il centesimo era il *ghel* , al plurale :* i ghei*.
> > Avete qualche idea sull'etimologia?
>
> Credo da "gallo".
Non potrebbe essere imparentato con il tedesco "geld" (denaro)?
Max
Anche a Brescia abbiamo i franc e i ghèi (esenziale l'apertura della e...).
Occorre notare che i ghèi sono anche i centimetri. Potrebbe essere
un'estensione ad altri sottomultipli, ma forse la radice è un'altra.
ciao
--
Danilo Giacomelli
--------------------------
Quando stringe la man Cesare a Piero
da quella stretta umano sangue stilla.
(G. Carducci)
--------------------------
>In dialetto lodigiano il centesimo era il *ghel* , al plurale :* i ghei*.
Somiglia a "schei" (o "sghei") un termine che ho sentito usare un po'
ovunque come sinonimo di "quattrini", "soldi". Credo derivi dal tedesco
"Scheidemünze" (spicciolo). Dovrebbe essere una essere una eredità del
dominio austriaco nel Lombardo-Veneto.
Ciao
Ferdinando
>------------
Remove ~ from the address for direct mail
>Ritornano, con l'Euro, i centesimi.
>In dialetto lodigiano il centesimo era il *ghel* , al plurale :* i ghei*.
>Avete qualche idea sull'etimologia?
Attenzione che si dicono anche "sghei"
--
Bye
Vitt
Riepilogando:
— mil. ghèll (pl. ghèj) "quattrino";
— bs. s'ghèj o schèj (il secondo termine credo che sia proprio della parte
orientale dell'area BS, ma non ho fatto ricerche in proposito" "quattrino" >
"denaro in genere";
— bs. ghèl, pl. ghèj "centesimo; centimetro".
Gli unici vocabolari dialettali etimologici che ho potuto consultare o
ignorano le voci o le danno per "etimologicamente dubbie".
L'ipotesi < ted. Scheidemünze potrebbe valere per schèj, ma non per
ghèl(l)/ghèj, per il quale allora potrebbe essere valido < ted. Geld. La
mancanza dell'occlusiva dentale non dovrebbe costituire un ostacolo
insormontabile, giacché il plurale "Gelder" dovrebbe sonare in molti
dialetti tedeschi "Geller"; il tipo "s'ghèj" potrebbe essere un incrocio
ghèj X schèj.
Però non escluderei che anche "schèj" (e quindi "s'ghèj") siano
riconducibili a Geld, attraverso la concrezione dell'articolo (das Geld;
dialettale das > as > s); /g/ tedesca ha poi (anche se non nella "pronuncia
drammatica") una realizzazione intermedia tra /g/ e /k/ romanzi.
In tal caso il paradigma tedesco (dialettale) "(da)s Geld ~ d(ie) Geller"
potrebbe, nella ricezione lombarda del termine, essere stato livellato in
*s-chell ~ *chell(er)" > *schell ~ *schell" e con adeguamento al paradigma
flessionale lombardo *schèl(l) ~ schèj".
G.P.
Danilo Giacomelli wrote:
> Anche a Brescia abbiamo i franc e i ghči (esenziale l'apertura della e...).
> Occorre notare che i ghči sono anche i centimetri. Potrebbe essere
> un'estensione ad altri sottomultipli, ma forse la radice č un'altra.
A Bergamo i ghei sono solo i centrimetri. Non cosi' gli sghei (termine
generico per soldi). Le lire sono i franc. Per gli euro bisogna
aspettare le decisioni
dell' Academia dela Croesca de Hanga.
ciao
vitto
>Somiglia a "schei" (o "sghei") un termine che ho sentito usare un po'
>ovunque come sinonimo di "quattrini", "soldi". Credo derivi dal tedesco
>"Scheidemünze" (spicciolo). Dovrebbe essere una essere una eredità del
>dominio austriaco nel Lombardo-Veneto.
L'etimologia e' ripresa anche sul Corriere della Sera di oggi
(3/1/2002), nell'articolo di Paolo Conti " Gli studiosi bocciano gli
'euri', per dire centesimi va bene 'cent' ", a pagina 5:
Nell'articolo viene detto, fra l'altro:
Potrebbe ripetersi cio' che in Veneto probabilmente accadde per
"schei", forma breve della moneta austro-ungarica "Scheidemunze". Il
suffisso iniziale, appunto "schei", era scritto a grandi lettere. E
quello restò in uso nell’area veneta.
L'articolo puo' essere letto anche attraverso la URL
<http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=TUTTI_GLI_ARTICOLI&doc=1111>
Ciao,
Alex (5630)