> Devo citare un testo in cui c'è scritto «non poteti [sic] più
> tacere il mio dubbio». Qual è la versione più corretta? Potetti o
> potei? Lo Zingy dà "potetti" come "rar."
Se citi, citi quello che c'è scritto senza correggere.
(comunque io ho sempre sentito potei)
Quello che cito è già a sua volta una citazione (e per giunta in
traduzione), per cui immagino che "poteti" sia solo un banale refuso.
Il mio Zingy, in aggiunta a "potei" e a "potetti", dà una "form." ancora più
"rar.", "possetti".
Certo "poteti" è sbagliato e, a differenza di quanto ritiene EBDB, io credo
che non sia giusto chiudere gli occhi e propagare l'errore. In questo modo
si diventa complici...
Se proprio si trattasse di un manoscritto di valore storico, potresti
lasciare il "poteti" e spiegare in una nota qual è verosimilmente la forma
corretta.
Naturalmente devi essere certa del significato di "poteti" e quindi della
forma corretta: "potei", "potetTi" o "potetE"?
Lo sapremo presto.
Ciao.
Epimeteo
---
"Non poteva non sapere."
(cit. storica)
> Certo "poteti" è sbagliato e, a differenza di quanto ritiene EBDB, io
> credo che non sia giusto chiudere gli occhi e propagare l'errore. In
> questo modo si diventa complici...
Beh, lo avrei citato aggiungendo il [sic] (al più segnalando in nota la
forma corretta). Però bisognerebbe vedere il contesto in cui sta
lavorando Lilith.
> Beh, lo avrei citato aggiungendo il [sic] (al più segnalando in nota la
> forma corretta). Però bisognerebbe vedere il contesto in cui sta
> lavorando Lilith.
È solo la prefazione a una pubblicazione, niente di particolarmente
rilevante da un punto di vista scientifico o linguistico. Il testo è un
articolo di Otto Deutsch pubblicato in tedesco su una rivista e
ristampato in un'altra; da questa seconda pubblicazione è stato tradotto
su una rivista italiana e infine citato nell'articolo che ho trovato io.
Per cui non starei a farmi troppi scrupoli: è un banale refuso e come
tale lo correggo senza neanche stare a segnalare la correzione. Ma come
lo correggo? Potei o potetti? Per ora ho messo "potei". Avete 12 ore e
19 minuti per farmi cambiare idea, dopodiché spedirò il tutto
all'editore e chi s'è visto s'è visto.
Amen.
:)
> Per cui non starei a farmi troppi scrupoli: è un banale refuso e come
> tale lo correggo senza neanche stare a segnalare la correzione. Ma come
> lo correggo? Potei o potetti? Per ora ho messo "potei". Avete 12 ore e
> 19 minuti per farmi cambiare idea, dopodiché spedirò il tutto
> all'editore e chi s'è visto s'è visto.
In questo caso allora hai ragione, correggi pure :)
Io correggerei con "potei".
Prima che scada l'ultimatum, dichiaro di condividere la scelta di EBDB per
"potei": "potetti" mi sembra un po' buffo, leggermente cacofonico e
vagamente dialettale.
Nel caso dovessi scegliere il passato remoto di "dovere", preferirei invece
"dovetti" a "dovei".
Ciao.
Epimeteo
---
"... quanno mammeta t'ha fatta,
quanno mammeta t'ha fatta...
Vuò sapé comme facette?
Vuò sapé comme facette?
Pe' 'mpastá sti carne belle,
pe' 'mpastá sti carne belle...
Tutto chello ca mettette,
tutto chello ca mettette..."
http://www.youtube.com/watch?v=Nwpp2dYhTdg
(cit. ca si adattette a Lilith)
> "potetti" mi sembra un po' buffo, leggermente cacofonico e
> vagamente dialettale.
Propongo: pozzi (eventualmente & Ginori)
--
Egerthésontai gŕr pseudóchristoi kaě pseudoprofętai, kaě dósousin semeîa
megála kaě térata hóste planęsai, ei dunatón, kaě toůs eklektoús:
idoů proeíreka humîn. (Euaggélion katŕ Matthaîon 24,24-25)
surgent enim pseudochristi et pseudoprophetae et dabunt signa magna
et prodigia ita ut in errorem inducantur, si fieri potest, etiam
electi: ecce praedixi vobis
> Propongo: pozzi (eventualmente & Ginori)
Padre, si rende conto che sta svillaneggiando la lingua dei nostri Padri?
Lei sa benissimo che la radice del verbo "possum" č "pot-" (senza "pol"), da
un disusato "poteo", e dunque il perfetto non puň non essere "potui", che
mai e poi mai, in italiano, potrebbe diventare "pozzi", anche perché tra
"potere" e "potare" c'č di mezzo il mare o, se preferisce, la campagna:
detto terra terra, si tratterebbe di una pozione assolutamente non potabile,
come se provenisse da un pozzo salato o avvelenato.
Se vuole, in sostituzione di "potetti", Le propongo dunque "potui", ma se
Lei insiste con "pozzi" io le rispondo, ufficialmente, con un solenne "non
possumus!".
La assolvo.
Epimeteo
---
"...possiamo sempre vivere,
possiamo sempre farci fuori,
anche se siamo soli,
possiamo sempre...
possiamo sempre scegliere,
possiamo sempre farci suore,
possiamo sempre far l'amore
come comanda Dio..."
http://www.youtube.com/watch?v=Svrobv2JKko
(cit. potente)
Con gusto :)
> Lei sa benissimo che la radice del verbo "possum" č "pot-" (senza
> "pol")
Perň in toscano si dice "si pole": pol senza pot
> un disusato "poteo", e dunque il perfetto non puň non essere "potui", che
> mai e poi mai, in italiano, potrebbe diventare "pozzi"
come no? Tutto si trasforma. Potwi, potzi, pozzi.
> "potere" e "potare" c'č di mezzo il mare
Il mare č acqua, e nei pozzi c'č acqua, quindi c'č un legame
> La assolvo.
Per insufficienza di prove
> Prima che scada l'ultimatum,
Scaduto. Un po'... ehm in ritardo, a causa dell'infida ora legale che ha
colpito a tradimento, e di un'aggiunta dell'ultima ora al testo
definitivo. Grazie a tutti per l'aiuto. Tanto poi alla fine ho fatto di
testa mia.
:)
Grazie per il link di Youtube. Bello.