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Imperfetto o condizionale?

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pisoloso

unread,
Nov 22, 2012, 6:52:08 AM11/22/12
to
Quale delle due frasi è corretta?

1) Ma allora non sapevo a cosa sarei andato incontro e così suggellai la
mia fine.

2) Ma allora non sapevo a cosa andavo incontro e così suggellai la mia
fine.

Grazie

Klaram

unread,
Nov 22, 2012, 7:01:03 AM11/22/12
to
pisoloso ci ha detto :
Formalmente è meglio la prima.
La seconda è più colloquiale.

k


edi'®

unread,
Nov 22, 2012, 7:01:50 AM11/22/12
to
"pisoloso" <info.e...@email.it> ha scritto
Entrambe.
Nella prima non sapevi a cosa saresti andato incontro successivamente,
magari in seguito a un'azione non ancora fatta.
Nella seconda non sapevi a cosa stavi già andando incontro.

Non sapevo a cosa sarei andato incontro se avessi comprato un sidecar sovietico.
Non sapevo a cosa andavo incontro mentre compravo un sidecar sovietico.

E.D.

JaWo

unread,
Nov 22, 2012, 7:16:15 AM11/22/12
to
edi'® ha scritto:
> ...
>
> Non sapevo a cosa sarei andato incontro se avessi comprato un sidecar
> sovietico.
> Non sapevo a cosa andavo incontro mentre compravo un sidecar sovietico.
>
--------------------------------
Un sidecar sovietico?

http://ru.wikipedia.org/wiki/Sidecar_%28%D0%BA%D0%BE%D0%BA%D1%82%D0%B5%D0%B9%D0%BB%D1%8C%29


vuol dire che è con vodka, no con brandy?


Ciao, Wo. (preoccupato)





edi'®

unread,
Nov 22, 2012, 7:25:46 AM11/22/12
to
"JaWo" <Ja...@niko.invalid> ha scritto

>> Non sapevo a cosa sarei andato incontro se avessi comprato un sidecar
>> sovietico.
>> Non sapevo a cosa andavo incontro mentre compravo un sidecar sovietico.
>>
> --------------------------------
> Un sidecar sovietico?
>
> http://ru.wikipedia.org/wiki/Sidecar_%28%D0%BA%D0%BE%D0%BA%D1%82%D0%B5%D0%B9%D0%BB%D1%8C%29
>
> vuol dire che è con vodka, no con brandy?

http://it.wikipedia.org/wiki/Motocarrozzetta
quello rosso, a destra, è il mio ;-)

E.D.

edevils

unread,
Nov 22, 2012, 7:35:42 AM11/22/12
to
Volendo parlare in punta di forchetta: Non sapevo a cosa andassi
incontro...

JaWo

unread,
Nov 22, 2012, 7:36:15 AM11/22/12
to
edi'® ha scritto:
-----------------------------------
Ancora di fabricazione sovietica? Felicitazione.
Tra l'altro, l'etimologia di 'Dnepr' è alquanto difficile.
Assumomo origine scita.

Ciao, Wo.




Klaram

unread,
Nov 22, 2012, 7:41:47 AM11/22/12
to
edi'® ha usato la sua tastiera per scrivere :
Detto così, hai ragione. "Non sapevo a cosa andavo incontro,
significherebbe "non sapevo a cosa stavo andando incontro" in quel
momento.
Dato che nella prima frase l'evento è futuro ho supposto che
l'evento fosse futuro anche nella seconda e che la domanda riguardasse
solo la forma.

k


*GB*

unread,
Nov 22, 2012, 8:29:15 AM11/22/12
to
"JaWo" <Ja...@niko.invalid> ha scritto:

> Tra l'altro, l'etimologia di 'Dnepr' è alquanto difficile.
> Assumomo origine scita.

La parte Dn si ritrova anche in Don, Donetz e Danubio, oltre che in
Dnestr (i nomi Dnepr, Dnestr assomigliano tanto a Don + epr, estr).
Ci sono altri due fiumi chiamati Don in Inghilterra, e uno in Scozia.

Un radicale consonantico simile (Dr, forse dissimilazione della dentale)
si ritrova in Dora (Baltea o Riparia), Duero (Sp.), Douro (Port.).

Bye,

*GB*


JaWo

unread,
Nov 22, 2012, 9:15:36 AM11/22/12
to
*GB* ha scritto:
> Bye *GB*
>

---------------------------------
Sì, la prima parte non pare difficile. *danu- è 'fiume' nell' avesta e
nel celto, bensì la seconda parte con -epr/est-.

Qui assumono
áparas (sanscr) 'posteriore, di dietro', apara- (avesta)
<-- *Dānu-apara- 'fiume remoto' e

nazdyō (av.) 'vicino', nazd (farsi) 'vicino'
<-- *Dānu-nazd- 'fiume vicino' --> Dnestr.

Se non è vero...

Ciao, Wo.




pisoloso

unread,
Nov 22, 2012, 9:20:22 AM11/22/12
to
pisoloso <info.e...@email.it> ha scritto:
Credo che sia fondamentale spiegare il senso della mia frase, tenuto conto
delle cose di cui non siete a conoscenza:

Quel giorno, quando presi la mia decisione, non sapevo che sarebbero
successe tante di quelle cose che, alla fine, mi hanno spinto a...

Bene, sulla base di questa mia precisazione, quale frase posso scegliere
come la più indicata?

pisoloso

unread,
Nov 22, 2012, 9:23:49 AM11/22/12
to
Klaram <nos...@libero.it> ha scritto:

> Detto così, hai ragione. "Non sapevo a cosa andavo incontro,
> significherebbe "non sapevo a cosa stavo andando incontro" in quel
> momento.
> Dato che nella prima frase l'evento è futuro ho supposto che
> l'evento fosse futuro anche nella seconda e che la domanda riguardasse
> solo la forma.
>
> k

"in quel momento" non stavo andando incontro a nulla.
"in quel momento" non sapevo che POI sarebbe successo qualcosa.


edevils

unread,
Nov 22, 2012, 10:13:38 AM11/22/12
to

"pisoloso" <info.e...@email.it> ha scritto nel messaggio
news:201211221...@mynewsgate.net...
Io scriverei:
"All'epoca non sapevo che sarei andato incontro a gravi conseguenze
prendendo quella decisione."
o anche
"All'epoca non sapevo di andare incontro a gravi conseguenze prendendo
quella decisione."


Klaram

unread,
Nov 22, 2012, 11:24:31 AM11/22/12
to
Sembra che pisoloso abbia detto :
> pisoloso <info.e...@email.it> ha scritto:

> Credo che sia fondamentale spiegare il senso della mia frase, tenuto conto
> delle cose di cui non siete a conoscenza:
>
> Quel giorno, quando presi la mia decisione, non sapevo che sarebbero
> successe tante di quelle cose che, alla fine, mi hanno spinto a...
>
> Bene, sulla base di questa mia precisazione, quale frase posso scegliere
> come la più indicata?

Se quello a cui saresti andato incontro è posteriore a quel momento,
sicuramente la prima (sarei andato).

L'altra con "andavo" non è corretta, ma oggi si sente spesso nel
parlato informale.
Come "se lo sapevo non venivo", invece del corretto "se lo avessi
saputo non sarei venuto".

k


*GB*

unread,
Nov 22, 2012, 11:30:16 AM11/22/12
to
"JaWo" <Ja...@niko.invalid> ha scritto:

> áparas (sanscr) 'posteriore, di dietro', apara- (avesta)
> <-- *Danu-apara- 'fiume remoto' e
>
> nazdyo (av.) 'vicino', nazd (farsi) 'vicino'
> <-- *Danu-nazd- 'fiume vicino' --> Dnestr.
>
> Se non č vero...

Interessante. E, secondo te, Donets vorrebbe dire Don-est?

Considera infatti che quei cinque grandi fiumi scorrono (il Danubio con
corso assai tortuoso) in direzione NW-SE e sono, elencandoli da W ad E:

Danubio (Donau) : il (nostro) fiume (tribů occidentale)
Dnestr : il fiume vicino
Dnepr : il fiume remoto

Donets : il fiume ad est
Don : il (nostro) fiume (tribů orientale)

Bye,

*GB*


pisoloso

unread,
Nov 22, 2012, 11:44:32 AM11/22/12
to
Klaram <nos...@libero.it> ha scritto:


> Se quello a cui saresti andato incontro è posteriore a quel momento,
> sicuramente la prima (sarei andato).
>
> L'altra con "andavo" non è corretta, ma oggi si sente spesso nel
> parlato informale.
> Come "se lo sapevo non venivo", invece del corretto "se lo avessi
> saputo non sarei venuto".
>
> k
Mi hai convinto, scelgo la prima. Grazie!


Davide Pioggia

unread,
Nov 22, 2012, 4:30:57 PM11/22/12
to
Klaram ha scritto:

> L'altra con "andavo" non è corretta, ma oggi si sente spesso nel
> parlato informale.

http://www.youtube.com/watch?v=YdH3-9_RaCE



ADPUF

unread,
Nov 22, 2012, 5:54:24 PM11/22/12
to
edi'®, 13:01, giovedì 22 novembre 2012:
> "pisoloso" <info.e...@email.it> ha scritto
>
>> 1) Ma allora non sapevo a cosa sarei andato incontro e così
>> suggellai la mia fine.
>>
>> 2) Ma allora non sapevo a cosa andavo incontro e così
>> suggellai la mia fine.
>
> Nella prima non sapevi a cosa saresti andato incontro
> successivamente, magari in seguito a un'azione non ancora
> fatta. Nella seconda non sapevi a cosa stavi già andando
> incontro.
>
> Non sapevo a cosa sarei andato incontro se avessi comprato un
> sidecar sovietico.
> Non sapevo a cosa andavo incontro mentre compravo un sidecar
> sovietico.


In quel caso io userei il gerundio:
"Ma allora non sapevo a cosa stavo andando incontro e così
suggellai la mia fine."


Il gerundio, questo trascurato!
(con un nome così ridicolo, poi...)


--
"When the wedding was over the bridegroom clasped his loved one
tight in his arms, while the little organ began to swell & fill
the room."
(On "A ceremony you have witnessed.")
-- Exam howlers as noted by Eric W. N. Smith

ADPUF

unread,
Nov 22, 2012, 5:54:56 PM11/22/12
to
*GB*, 14:29, giovedì 22 novembre 2012:
Qui c'è il Torre, e la Meduna, che forse rientrano nello schema.


--
"Queequeg was a native of Rokovoko, an island far away to the
West and South. It is not down in any map; true places never
are."
Herman Melville, Moby Dick.

JaWo

unread,
Nov 23, 2012, 4:44:55 AM11/23/12
to
*GB* ha scritto:
> "JaWo" <Ja...@niko.invalid> ha scritto:

> Interessante. E, secondo te, Donets vorrebbe dire Don-est?
> .........
> Dnestr : il fiume vicino
> Dnepr : il fiume remoto
>
> Donets : il fiume ad est
> Don : il (nostro) fiume (tribù orientale)
>

-----------------------------------------------

No no.
Don < *Dānu- (avesta) 'fiume'.
Donets (r. Донец; ukr. Донець) < Don- + -ets (diminutivo).




Klaram

unread,
Nov 24, 2012, 7:51:42 AM11/24/12
to
> Klaram ha scritto:
>
>> L'altra con "andavo" non ᅵ corretta, ma oggi si sente spesso nel
>> parlato informale.
>
> http://www.youtube.com/watch?v=YdH3-9_RaCE

In un registro regionale come quello di Jannacci, "se me lo dicevi
prima" sta benissimo.
Il corretto e colto "se me lo avessi detto prima" perderebbe di
efficacia, oltre ad essere fuori luogo.

A proposito, noi parliamo sempre di corretto, errato, colloquiale,
regional-dialettale, ma non mi risulta che siano stati fatti studi
approfonditi sui vari "stili funzionali" della lingua, come quelli
fatti da Murat sul russo e sull'inglese.
Lui ha distinto sette stili:

1) della conversazione colta;
2) poetico;
3) pubblicistico-politico;
4) ufficiale-amministrativo;
5) scientifico;
6) medico-professionale;
7) popolare-familiare;

ha verificato che questi stili si sovrappongono l'uno all'altro, e
rappresentandoli graficamente ha individuato una zona di
sovrapposizione comune, che ha chiamato nucleo, che corrisponderebbe
allo stile della conversazione colta.

k


edevils

unread,
Nov 24, 2012, 8:31:22 AM11/24/12
to

"Klaram" <nos...@libero.it> ha scritto

> In un registro regionale come quello di Jannacci, "se me lo dicevi prima"
> sta benissimo.
> Il corretto e colto "se me lo avessi detto prima" perderebbe di efficacia,
> oltre ad essere fuori luogo.
...snip...

Giᅵ eliminando il "se" iniziale si alleggerisce un po'.
"Me lo avessi detto prima...".
Oppure su puᅵ riformulare in uno stile colloquiale ma evitando forme
substandard:
"Potevi dirmelo prima che...".

Davide Pioggia

unread,
Nov 24, 2012, 10:18:37 AM11/24/12
to
Klaram ha scritto:

> In un registro regionale come quello di Jannacci, "se me lo dicevi
> prima" sta benissimo.
> Il corretto e colto "se me lo avessi detto prima" perderebbe di
> efficacia, oltre ad essere fuori luogo.

C'� anche un'altro aspetto da tenere presente, che � la rappresentazione di
un tipo sociale.

Chi parla � un uomo di potere, che parla in un certo modo, perch� per
arrivare dov'� arrivato non ha avuto bisogno della grammatica. Jannacci gli
d� voce, e ce lo possiamo quasi immaginare, con quel modo di fare ipocrita
di chi tende a colpevolizzare gli altri per la loro debolezza. Se Jannacci
gli avesse fatto dire �Se me lo avessi detto prima�, sarebbe emerso un tipo
sociale completamente diverso, e non ci saremmo immaginati ci� che ci fa
immaginare quel registro discorsivo.

Questo ovviamente non significa che un predatore non possa esprimersi con
tutti i congiuntivi al loro posto. Anzi, per quel che mi riguarda la grande
borghesia colta e "perbene" mi fa anche pi� paura dell'arraffone poco
raffinato. In ogni caso cambiando il registro linguistico cambia il tipo
sociale che associamo al quel registro.

> A proposito, noi parliamo sempre di corretto, errato, colloquiale,
> regional-dialettale, ma non mi risulta che siano stati fatti studi
> approfonditi sui vari "stili funzionali" della lingua, come quelli
> fatti da Murat sul russo e sull'inglese.
> Lui ha distinto sette stili
> [...]
> ha verificato che questi stili si sovrappongono l'uno all'altro, e
> rappresentandoli graficamente ha individuato una zona di
> sovrapposizione comune, che ha chiamato nucleo, che corrisponderebbe
> allo stile della conversazione colta.

Non conosco questi lavori, ma a naso mi sembrano valutazioni che non
condivido.

Per me il linguaggio serve principalmente per mentire, e ogni gruppo sociale
ha bisogno di mentire su un certo aspetto dell'esistenza e dei rapporti
umani.

Ad esempio la borghesia colta non si scandalizza a parlare dell'incesto
(ormai anche nei salotti buoni si sente parlare del "complesso edipico"), ma
prova a chiedere a cena, a un branco di professionisti e funzionari, quanto
guadagnano esattamente all'anno. Una volta ho fatto una scommessa con un
amico sui grandi tab� della borghesia (lui diceva che praticamente non ce ne
sono pi�, solo perch� si fa finta di parlare di sesso) e ho provocato
reazioni feroci. Sono cose che non si fanno, � inopportuno, volgare,
eccetera. Come dicevo, ogni gruppo sociale ha i suoi mascheramenti.
Ad esempio se sei a cena con dei professionisti americani gli puoi chiedere
tranquillamente quanto guadagnano. Perch� quella � ancora una societ�
sostanzialmente puritana (lo dimostra anche il fatto che hanno la pi� grande
produzione mondiale di pornografia), e i tab� sono altri. Invece una cultura
basata da millenni sul "chiagne e fotti" non pu� ostentare pubblicamente la
ricchezza e il potere.

Ora, se tu fai l'intersezione di tutti i registri non fai altro che sommare
tutti i tab� e i mascheramenti dei gruppi sociali che usano la stessa
linguia. La cosiddetta "conversazione colta" � quella che non urta nessuno,
n� per lo stile n� per i contenuti. Tutto viene stemperato. Come sai bene io
ritengo che certe cose si possano dire solo in modo "volgare". Non si tratta
solo di parlare esplicitamente del cazzo, della figa e del buco del culo.
Anzi, in alcuni casi questo linguaggio ti intrappola nel ruolo del buffone,
e la gente sa difendersi dai ruoli. Anche il re poteva accettare dal buffone
di corte delle verit� per le quali sarebbero volate delle teste.

Insomma, l'aspetto che pi� mi interessa del linguaggio � proprio il
contrario dell'"intersezione degli insiemi". Le parole che non fanno
incazzare nessuno non mi fanno capire le cose, non imparo niente da quelle,
e non mi interessano. Invece dove c'� qualcuno che si incazza, anche solo
per il fatto che viene storpiata la sua lingua prediletta, c'� qualcosa da
capire.

Questo ovviamente vale anche per me. Ad esempio a me d� fastidio "settimana
prossima" e "piuttosto che". Volendo dare voce a questo mio fastidio
posso divertirmi a predere per il culo i fighetti milanesi rampanti con
ansia di promozione sociale, ma quando ho finito di prenderli per il culo mi
sono tolto una voglia passeggera, e non so niente di pi� di quello che
sapevo prima. Invece � pi� interessante cercare di capire per quale ragione
mi diano fastidio proprio quei tratti linguistici che io associo a un certo
gruppo sociale. E cos� posso scoprire delle cose interessanti su me stesso.

Dove non c'� incazzatura non c'� sviluppo della conoscenza.
E viceversa (Galileo eccetera).

--
Saluti.
D.



Una voce dalla Germania

unread,
Nov 24, 2012, 10:57:48 AM11/24/12
to
Davide Pioggia schrieb:
> Questo ovviamente vale anche per me. Ad esempio a me dà fastidio "settimana
> prossima" e "piuttosto che". Volendo dare voce a questo mio fastidio
> posso divertirmi a predere per il culo i fighetti milanesi rampanti con
> ansia di promozione sociale,


E qui vorrei chiederti una cosa. Scrive un milanese
emigrato, per nulla fighetto e ben poco rampante.
"Piuttosto che", del tutto legittimo in altri casi, come
confermano i dizionari, dà molto fastidio anche a me quando
viene usato come sinonimo di oppure, per il semplice fatto
che può causare malintesi.
"Settimana prossima", invece, a Milano è normalissimo e non
è affatto un'esclusiva dei fighetti rampanti; inoltre non mi
ricordo di essermi accorto che si sia iniziato
all'improvviso a usare questa espressione, il che mi fa
pensare che si usi da almeno cinquant'anni.
Ti dirò di più: solo in seguito a una discussione in altra
sede mi sono accorto che nel Centro-Sud, e forse anche in
Emilia-Romagna, "settimana prossima" fa girare le palle come
a me quando negli anni settanta sentivo a 90° minuto un
giornalista molto meridionale o quando leggo obbiettivo con
due b, forma ammessa dai dizionari, ma che mi fa digrignare
i denti.

Davide Pioggia

unread,
Nov 24, 2012, 11:33:15 AM11/24/12
to
Una voce dalla Germania ha scritto:

> "Settimana prossima", invece, a Milano è normalissimo e non
> è affatto un'esclusiva dei fighetti rampanti; inoltre non mi
> ricordo di essermi accorto che si sia iniziato
> all'improvviso a usare questa espressione, il che mi fa
> pensare che si usi da almeno cinquant'anni.

Sì, mi sembra che me lo avevi già spiegato. In effetti anch'io l'ho sentito
da persone d'una certa età, che dovrebbero essere "al si sopra di ogni
sospetto".

Ad ogni modo non intendevo descrivere oggettivamente i socioletti milanesi,
ma mi riferivo più che altro alle mie percezioni e alle mie associazioni
mentali,
fondate o meno che siano.

--
Saluti.
D.



Klaram

unread,
Nov 24, 2012, 12:54:48 PM11/24/12
to
Una voce dalla Germania a l'ha scrit

> E qui vorrei chiederti una cosa. Scrive un milanese emigrato, per nulla
> fighetto e ben poco rampante.
> "Piuttosto che", del tutto legittimo in altri casi, come confermano i
> dizionari, dà molto fastidio anche a me quando viene usato come sinonimo di
> oppure

Anche a me.

> "Settimana prossima", invece, a Milano è normalissimo e non è affatto
> un'esclusiva dei fighetti rampanti; inoltre non mi ricordo di essermi accorto
> che si sia iniziato all'improvviso a usare questa espressione, il che mi fa
> pensare che si usi da almeno cinquant'anni.
> Ti dirò di più: solo in seguito a una discussione in altra sede mi sono
> accorto che nel Centro-Sud, e forse anche in Emilia-Romagna, "settimana
> prossima" fa girare le palle

Anche in Piemonte dà fastidio. Ma se mi dici che è un modo di dire
locale e non recente, ecco che lo accetto volentieri, perché ho una e
disposizione d'animo molto favorevole verso la storia e le tradizioni
locali.
Anni fa, mi dava fastidio l'uso di dare del tu a sconosciuti, tipico di
certe zone del centro-sud, poi ho scoperto che è un residuo dell'uso
latino che si è conservato nei secoli, da quel momento l'ho visto sotto
ben altra luce, molto più favorevole.
Come vedi c'è del vero nelle affermazioni di Davide! :-))

k


ADPUF

unread,
Nov 24, 2012, 5:47:50 PM11/24/12
to
Una voce dalla Germania, 16:57, sabato 24 novembre 2012:
>
> "Settimana prossima", invece, a Milano è normalissimo e non
> è affatto un'esclusiva dei fighetti rampanti; inoltre non mi
> ricordo di essermi accorto che si sia iniziato
> all'improvviso a usare questa espressione, il che mi fa
> pensare che si usi da almeno cinquant'anni.


Si vede che è un uso locale che solo da poco si è diffuso in
TV.

A me dà fastidio, ma d'altronde anche "domani" si usa senza
articolo.

«"Domani andrò a Rhò." dissi. L'indomani andai a Rho, come avevo
detto.»

Sostituendo "settimana prossima" a "domani" cambia qualcosa?


> Ti dirò di più: solo in seguito a una discussione in altra
> sede mi sono accorto che nel Centro-Sud, e forse anche in
> Emilia-Romagna, "settimana prossima" fa girare le palle come
> a me quando negli anni settanta sentivo a 90° minuto un
> giornalista molto meridionale o quando leggo obbiettivo con
> due b, forma ammessa dai dizionari, ma che mi fa digrignare
> i denti.


In un certo senso anche "repubblica" (con 2 B) mi fa digrignare
i denti.


--
"Research is what I'm doing when I don't know what I'm doing."
-- Wernher von Braun

fathermckenzie

unread,
Nov 24, 2012, 6:12:00 PM11/24/12
to
Il 24/11/2012 16:57, Una voce dalla Germania ha scritto:
> quando leggo obbiettivo con due b, forma ammessa dai dizionari, ma che
> mi fa digrignare i denti.

Purtroppo per te è una tua idiosincrasia: anch'io scrivo quasi sempre
obiettivo, obiettare, obiezione, ma le forme con due b non sono solo
ammesse: soo ALTRETTANTO CORRETTE di quelle con una.

--
Makárioi hoi eirenopoioí, hoti autoì huioì Theoû klethésontai
(Euaggélion katà Matthaîon, 5,9)

*GB*

unread,
Nov 25, 2012, 1:58:30 AM11/25/12
to
"fathermckenzie" ha scritto:

> Purtroppo per te è una tua idiosincrasia: anch'io scrivo quasi sempre
> obiettivo, obiettare, obiezione, ma le forme con due b non sono solo
> ammesse: soo ALTRETTANTO CORRETTE di quelle con una.

Lui vuol dire che la presenza di una sola B in latino e in inglese:

res publica = republic = repuBBlica
oboedio = I obey = oBBedisco
obiectio = objection = oBBieZione (anziché oBieZZione)

è retaggio di un periglioso influsso terronico sulla lingua toscana.

Bye,

*GB*

fathermckenzie

unread,
Nov 25, 2012, 2:59:59 AM11/25/12
to
Il 25/11/2012 07:58, *GB* ha scritto:
> Lui vuol dire che la presenza di una sola B in latino e in inglese:

Che ce frega der latino, parlamo taliano. L'inglesi poi aòh, te li ricomanno

Valerio Vanni

unread,
Nov 25, 2012, 9:15:14 PM11/25/12
to
On Sat, 24 Nov 2012 16:18:37 +0100, "Davide Pioggia"
<duca_...@yahoo.com> wrote:

>Ad esempio a me dà fastidio "settimana prossima" e "piuttosto che".

Anche a me non piacciono, in particolare il secondo.

"settimana prossima" mi suona parecchio strano, mi chiedo sempre "E
l'articolo?" (articolo che invece mi sembra di troppo davanti ai nomi
di persona "Ti ha chiamato l'Antonella?").
Ma non influiscono molto a livello sostanziale.

"piuttosto che" invece lo trovo assurdo.


--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.

Valerio Vanni

unread,
Nov 27, 2012, 1:48:09 AM11/27/12
to
On Mon, 26 Nov 2012 03:15:14 +0100, Valerio Vanni
<valeri...@inwind.it> wrote:

>"settimana prossima" mi suona parecchio strano, mi chiedo sempre "E
>l'articolo?" (articolo che invece mi sembra di troppo davanti ai nomi
>di persona "Ti ha chiamato l'Antonella?").
>Ma non influiscono molto a livello sostanziale.
>
>"piuttosto che" invece lo trovo assurdo.

Ieri sera ho visto "La mala educaxxxion" (su La7d) e la conduttrice
non ci ha fatto mancare nessuno dei due :-)
Ha aggiunto anche un'altra cosa che ho trovato strana: "verso" anzich�
"versus" nel significato di "contro" .
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