Dico questo perchè sono quasi due anni che mi sono trasferito a Roma io che
ho un accento veneto-emiliano. Mi sto studiando.... :-)
Mi viene facile ad esempio abbandonare la sonorità della c dolce e farla
diventare strascicata alla romana. Alle volte mi viene da sola senza
pensarci.
> Considerazione forse stupida. Si è mai studiato come una persona che si
> trasferisce in un altra regione perda progressivamente il suo accento per
> acquisire quello locale ? Cosa si perde per prima e cosa invece ti resta
> addosso ? E quanto tempo ci vuole ? E' un fatto soggettivo ?
Credo di sì.
> Dico questo perchè sono quasi due anni che mi sono trasferito a Roma io che
> ho un accento veneto-emiliano. Mi sto studiando.... :-)
> Mi viene facile ad esempio abbandonare la sonorità della c dolce e farla
> diventare strascicata alla romana. Alle volte mi viene da sola senza
> pensarci.
Ma "sénsa pensarzi" o "sènza penzarci"?
Ciao, FB
--
"Melissa [P.] spazzola Thomas Fazi"
(notizia apparsa su it.cultura.libri)
Credo che sia un fatto soggettivo, forse dipende dalla musicalità, o forse
no. Io ho preso sempre gli accenti dei posti dove ho vissuto però ho notato
in realtà che soprattutto veneti, romani e napoletani difficilmente perdono
il loro accento...
Probabilmente è un fatto puramente soggettivo.
floria
Posso raccontare delle mie "origini linguistiche", saranno un po' di righe
e, vi avverto, qualcuno le troverą noiose.
Sono nato e ho vissuto a Palermo fino all'etą di nove anni e avevo
quell'accento. Poi otto anni a Roma e ho preso l'accento romano. Poi di
nuovo due anni a Palermo che mi hanno cancellato l'accento della capitale
senza ridarmi quello precedente. Poi un anno a Norimberga e qui non dico
d'accento, non ho nemmeno imparato bene il tedesco. Da trent'anni abito a
Brescia. Mia madre parla con accento palermitano, ma i suoi, per motivi
politici, parlavano uno strano (siculo)francese. Mio padre milanese, ma i
suoi emiliani.
Il risultato č che nessuno percepisce in me un accento; ma io, che essendo
un frequentatore di icli faccio attenzione a certe cose, avverto l'impronta
che Roma ha lasciato nel mio linguaggio. Cosa assai curiosa č invece che mi
si riconosca per "meridionale" se tento di parlare il bresciano o l'inglese;
non succede col francese, il tedesco, lo spagnolo e il latino.
Ciao.
Sergio.
>> diventare strascicata alla romana. Alle volte mi viene da sola senza
>> pensarci.
>Ma "sénsa pensarzi" o "sènza penzarci"?
non so di dove sia lui (lei?) ma io, personalmente, penso in quanto
romano, mi ritrovo a rifletterci, ogni tanto, su come scrivere cose
tipo (*) :
pensare
senso
senza
polso
...
mi trovo anche (ma già di meno) qualche volta a pensare alle doppie.
non sono al livello di chi è abituato a dire "staMMatina", però le
leggi fonetiche quelle sono.
ciao
(*) vado a dormire in quanto tutti quegli incisi mi hanno fatto venire
sonno
--
>Giò
-Tutto ciò che può esistere, esiste.
(Tullio Regge)
>Considerazione forse stupida. Si č mai studiato come una persona che si
>trasferisce in un altra regione perda progressivamente il suo accento per
>acquisire quello locale ? Cosa si perde per prima e cosa invece ti resta
>addosso ? E quanto tempo ci vuole ? E' un fatto soggettivo ?
Nella mia esperienza io tendo a _perdere_ la cadenza e ad acquisire
quella del posto/del contesto.
In genere tale fenomeno si č sempre vericato dopo una full & complete
immersion di due-tre settimane.
Voglio dire: quando ho fatto delle vacanze di un mese in Sicilia, o
sono stato a Londra per due mesi.
--
>Giň
-Tutto ciň che puň esistere, esiste.
(Tullio Regge)
> "floria tosca" <floria to...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
> news:YKvFe.17129$B6.4...@twister1.libero.it...
>>
>> "Vale" <NOS...@libero.it> ha scritto nel messaggio
>> news:dc5mm3$ehk$1...@newsread.albacom.net...
>>> Considerazione forse stupida. Si è mai studiato come una persona che si
>>> trasferisce in un altra regione perda progressivamente il suo accento per
>>> acquisire quello locale ? Cosa si perde per prima e cosa invece ti resta
>>> addosso ? E quanto tempo ci vuole ? E' un fatto soggettivo ?
>>>
>>
>> Credo che sia un fatto soggettivo, forse dipende dalla musicalità, o forse
>> no. Io ho preso sempre gli accenti dei posti dove ho vissuto però ho
>> notato in realtà che soprattutto veneti, romani e napoletani difficilmente
>> perdono il loro accento...
>> Probabilmente è un fatto puramente soggettivo.
>
> Posso raccontare delle mie "origini linguistiche", saranno un po' di righe
> e, vi avverto, qualcuno le troverà noiose.
> Sono nato e ho vissuto a Palermo fino all'età di nove anni e avevo
> quell'accento. Poi otto anni a Roma e ho preso l'accento romano.
A quell'età è facile essere presi in giro dai compagni di scuola se si ha
l'accento di un'altra città, nevvero? Ne so qualcosa.... :-)
> Poi di
> nuovo due anni a Palermo che mi hanno cancellato l'accento della capitale
> senza ridarmi quello precedente. Poi un anno a Norimberga e qui non dico
> d'accento, non ho nemmeno imparato bene il tedesco. Da trent'anni abito a
> Brescia. Mia madre parla con accento palermitano, ma i suoi, per motivi
> politici, parlavano uno strano (siculo)francese. Mio padre milanese, ma i
> suoi emiliani.
> Il risultato è che nessuno percepisce in me un accento; ma io, che essendo
> un frequentatore di icli faccio attenzione a certe cose, avverto l'impronta
> che Roma ha lasciato nel mio linguaggio. Cosa assai curiosa è invece che mi
> si riconosca per "meridionale" se tento di parlare il bresciano o l'inglese;
> non succede col francese, il tedesco, lo spagnolo e il latino.
>
> Ciao.
>
> Sergio.
Sia a Roma sia a Palermo le erre d'inizio parola sono particolarmente
marcate, mi pare, anche se diversamente. Quale erre è prevalsa? :-)
> Nella mia esperienza io tendo a _perdere_ la cadenza e ad acquisire
> quella del posto/del contesto.
Credo che succeda a tutti.
Probabilmente succede *meno* a chi continua a frequentare soprattutto
connazionali e compaesani, e a chi è meno giovane.
--
Enrico C
>> Nella mia esperienza io tendo a _perdere_ la cadenza e ad acquisire
>> quella del posto/del contesto.
>Credo che succeda a tutti.
sě sě. non volevo essere originale io :-)
>Probabilmente succede *meno* a chi continua a frequentare soprattutto
>connazionali e compaesani, e a chi č meno giovane.
sě, infatti ho specificato "full & _complete_ immersion".
ciao, good4u
La vu.
;-)))
Sergio.