Vi pongo un quesito "diacritico" (è pertinente l'aggettivo?)
Sono solito usare l'accento circonflesso per plurali quali spazi^ e
servizi^ (scusate non ho il codice ASCII) e sono quasi certo di non
sbagliare nel farlo. Tuttavia non mi è del tutto chiaro l'uso di
quell'accento: il compianto Bruno Zevi, scrivendo d'architettura,
descriveva, oltre agli spazi^ delle opere di Mies, vo^lte a botte e
vo^lte rampanti, senza peraltro usare alcun accento le volte in cui si
occupava di pilastri. Ciò mi ha fatto sorgere il sospetto che io non
conosca la corretta pronuncia della parola volte nel senso di
strutture: che abbia una o più lunga di volte nel senso di... times?
--
Jonnah
"Now my charms are all o'erthrown
and what strength I have's mine own"
William Shakespeare
"Jonnah" <panz...@mclink.it> wrote:
Che argomento emozionante! Dunque:
> il compianto Bruno Zevi, scrivendo d'architettura,
> descriveva, oltre agli spazi^ delle opere di Mies, vo^lte a botte e
> vo^lte rampanti,
A parte i plurali che hai giustamente citato, l'accento circonflesso,
ora in nettissimo disuso, e' sempre stato usato nella tradizione
letteraria italiana, massime quella poetica, in certi casi.
Soprattutto, serviva a indicare contrazioni poetiche tipo "fu^r"
per "furono", "to^rre" per "togliere", etc. Ne trovi ancora molti in
Leopardi, dopo, nel XIX secolo, la presenza di circonflessi scema
vistosasmente. In casi eccezionali, il circonflesso veniva usato da
taluni autori per distinguere alcuni omofoni, riservando il
circonflesso al termine meno di uso comune. Per esempio, tante "volte"
potresti trovare descrizioni di "vo^lte" a botte. Un altro esempio e'
quello di "vo^to" per "vuoto". Al momento non rammento altri casi, che
d'altronde sono poco numerosi.
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
Sent via Deja.com
http://www.deja.com/
Jonnah wrote:
> Ciò mi ha fatto sorgere il sospetto che io non
> conosca la corretta pronuncia della parola volte nel senso di
> strutture: che abbia una o più lunga di volte nel senso di... times?
Uhm, non credo sia una questione di lunghezza della vocale.
Credo più che altro si tratti di più marcata apertura: fra torre
(costruzione) e tôrre (togliere) la distinzione fra le due 'o' è evidente.
Chiusa nel prima caso, aperta nel secondo.
Credo che, seguendo questa logica, potrebbe essere corretto distinguere
fra "botte" (recipiente di legno) e "bôtte" (colpi, urti, percosse).
O fra "colpo" (urto, percossa) e côlpo (prefisso dal greco kolpos, 'seno,
golfo' poi passato al significato di 'vagina') nelle parole come
"côlposcopia".
Attendo lumi dal luminescente Nicola Nôbili...
P.
Salve!
Nicola Nobili non poteva risponderti meglio, ma ribadirei che, in
fine di parola, sulla -i, era usato per il plurale, qualora il singolare
fosse in -io atono (-i^ = -j, se hai seguito il recente filone).
Quindi è naturale che i pilastri non abbiano l'accento. :)
--
Bye.
Lem
----------------- 'CLOCK is what you make of it' -----------------
Distributed computing projects: www.nyx.net/~kpearson/distrib.html
> Credo che, seguendo questa logica, potrebbe essere corretto distinguere
> fra "botte" (recipiente di legno) e "bôtte" (colpi, urti, percosse).
> O fra "colpo" (urto, percossa) e côlpo (prefisso dal greco kolpos, 'seno,
> golfo' poi passato al significato di 'vagina') nelle parole come
> "côlposcopia".
Ti confesso che a quest'ultimo caso non avevo proprio pensato...
Comunque devo smentire che il punto sia: opposizione tra vocale aperta e
chiusa. Per questo scopo esistono già i due accenti "canonici", acuto e
grave, per cui, volendo distinguere tra due vocali qualora formino coppie
minime, si ricorre senz'altro ad essi: "bótte" (per il vino), "bòtte" (da
orbi).
In parte hai ragione: la vocale recante il circonflesso è sempre aperta
(o perlomeno, non riesco a pensare ad alcun caso in cui essa sia chiusa),
però è necessario che vi sia anche una contrazione interna alla parola,
altrimenti non v'è ragione d'optare per questo grazioso diacritico.
> Attendo lumi dal luminescente Nicola Nôbili...
Eh! A volte sono "Nicola Nobili (senza circonflessi)", tu invece m'hai
appena trasformato in "Nicola Nôbili (con circonflesso)". Pittoresco, non
c'è che dire.
Non si tratta né di quantità né di qualità differenti: tutte le "volte"
hanno ò aperta (e breve). Il circonflesso (che però mi sembra ormai
inusitato) sulla vôlta archittettonica è piuttosto probabilmente una sorta
d'ideogramma, una specie di piccolo arco, per ragioni tipografiche
trasformatio in "falso arco". (E così salta fuori che pure l'italiano ha
gl'ideogrammi ...)
G.P.
ma daaaai!!
J
ehm... dicevo: le VOLTE in cui parlava di pilastri non usava
l'accento... volevo fare il burlone...
Evidentemente avevo le connessioni sinaptiche in cortocircuito.
Sorry.
Per il resto, confermo quanto ho scritto. :)