Come si scrive il nome completo di una donna sposata? Ci sono opinioni
divergenti: c'è chi dice che prima bisogna mettere il cognome da nubile e
poi quello del marito (es. Sandra Mondaini Vianello) e chi l'opposto (es.
Sandra Vianello Mondaini).
Secondo voi qual è l'uso più corretto? Come s'usa fare all'estero?
Ciao,
Paolo
> Come si scrive il nome completo di una donna sposata? Ci sono opinioni
> divergenti: c'è chi dice che prima bisogna mettere il cognome da nubile e
> poi quello del marito (es. Sandra Mondaini Vianello) e chi l'opposto (es.
> Sandra Vianello Mondaini).
Credo che la legge sia cambiata da qualche tempo. Ora la donna coniugata
mantiene il cognome da nubile e PUO' aggiungere il cognome del marito.
Sandra Mondaini in Vianello dovrebbe essere la formula corretta.
Nei documenti il cognome riportato è solo quello da signorina.
O tempora, o mores.
All'estero? Boh, potresti chiedere nei vari gnusgrùp stranieri, perché no?
P.
> Come si scrive il nome completo di una donna sposata?
come se non lo fosse... (sposata, ovviamente)
prima il nome... poi il cognome :)
questo ovviamente in Italia
ciao
c.morgana
> Come si scrive il nome completo di una donna sposata?
Nome + Cognome da signorina + in + Cognome del marito.
Basta osservare le lapidi in qualsiasi cimitero. Una volta, al cimitero,
ho trovato scritto: "Domenica Melalavo in Piazza", che rischiava di farmi
perdere il contegno consono ad un luogo di riposo...
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
> >Paolo
> > Come si scrive il nome completo di una donna sposata?
>
> Nome + Cognome da signorina + in + Cognome del marito.
"in" non e' pleonastico?
>Una volta, al cimitero, ho trovato scritto:
>"Domenica Melalavo in Piazza", che rischiava di farmi
> perdere il contegno consono ad un luogo di riposo...
:)))) ma e' una barzelletta?
ciao
c.morgana
In USA la moglie prende il cognome del marito, e solo quello. Il cognome
da ragazza della propria madre viene cosi` "perso" e puo` essere usata
come password. Ad esempio quando si apre un conto in banca chiedono il
cognome della madre prima che si sposasse, in modo da essere sicuri
dell'identita` della persona in caso di comunicazioni telefoniche.
Mia moglie e io abbiamo mantenuto i nostri due cognomi, dando origine a
perplessita` (ma non siete sposati?) oppure a divertenti equivoci,
quando chiamano me con il cognome di mia moglie, assumendo che quello
che lei aveva detto fosse il mio.
Ciao
--
Franco
Wovon man nicht sprechen kann, darüber muß man schweigen.
(L. Wittgenstein)
Il nuovo Codice di Famiglia, della prima metà degli anni '70, stabilisce la
facoltà (non obbligo) della donna coniugata di aggiungere il cognome del
marito al proprio (senza "in"), nonché quello di chi raggiunge la maggiore
età di aggiungere il cognome della madre come secondo cognome.
ciao
--
Danilo Giacomelli
_______________________________
Il sonno della ragione genera ragionieri
--------------------------------------------------------------
Salve!
Per legge la donna sposata prende il cognome del marito e lo *aggiunge*
al proprio (art. 143-bis c.c., introdotto nel 1975 colla riforma del
diritto di famiglia). Nei fatti, però, molto spesso le mogli continuano
ad usare il solo cognome da nubili.
Diversamente accade nelle adozioni di persone maggiori d'età, ove il
cognome dell'adottante si antepone al cognome dell'adottato (art. 299
c.c. - ci sono però vari casi particolari).
--
Bye.
Lem
'CLOCK is what you make of it: partecipa ad un progetto diffuso'
Distributed computing: http://www.aspenleaf.com/distributed/
> > Come si scrive il nome completo di una donna sposata? Ci sono opinioni
> > Secondo voi qual è l'uso più corretto? Come s'usa fare all'estero?
Alla prima domanda, l'uso piu' corretto e' quello che pare a ognuno/a !
Alla seconda riporto alcuni dati (non normativi).
> In USA la moglie prende il cognome del marito, e solo quello. Il cognome
Puo' avvenire anche legalmente il viceversa. Il signor Tyler Jones,
manutentore delle pagine web della Human Language Page (che non dovrebbe
essere sconosciuto qui) da quando si e' sposato si firma Tyler Chambers.
In Germania una mia amica italiana si firma col suo cognome seguito da
quello del marito (senza trattino). Se sia una scelta, un obbligo di
legge, o una convenienza per il postino non lo so.
In Inghilterra una mia collega italiana ha aggiunto il cognome del
marito al suo, separandoli con un trattino. Credo abbia dovuto scegliere
quella alternativa in una rosa di possibilita'.
--
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Users can disclose their e-mail address in the article if they wish so.
Quindi... io potrei essere Alessandro Valli Marconi e mio figlio
diventerebbe Giuliano Valli Marconi. Se lui scegliesse di aggiungere il
cognome della madre, sarebbe Giuliano Valli Marconi Bianchi; suo figlio
sarebbe quindi (fra qualche decina d'anni) un ipotetico Cirillo Valli
Marconi Bianchi e potrebbe diventare Cirillo Valli Marconi Bianchi
Pirimpazzi, e così via... non è un tantinello scomodo?
Assurdità della legge...
Ciau
Ale
In Spagna fanno cosě di regola, ma il nome materno non viene trasmesso ai
discendenti.
ciao
--
Danilo
-----------------------
Se esiste il ketchup, non esiste Dio
----------------------
No. Non è pleonastico, è arcaico.
Non è pleonastico, perché SERVIVA per distinguere
un cognome da sposata da un doppio cognome.
"Giuseppina Turrisi Colonna" non è la signorina Turrisi che si è sposata
con un Colonna, mentre lo è "Giuseppina Turrisi IN Colonna".
> >Una volta, al cimitero, ho trovato scritto:
> >"Domenica Melalavo in Piazza", che rischiava di farmi
> > perdere il contegno consono ad un luogo di riposo...
>
> :)))) ma e' una barzelletta?
Sì. Anche perché queste scritte il signor Nobili le può trovare solo
al cimitero, dato che la legislazione italiana nel frattempo è andata
avanti.
Fino ad alcuni anni addietro, nelle carte d'identità delle donne sposate
si trovava l'indicazione dello stato civile (coniugata), seguito dal
cognome del marito (ma in quella del marito NON era riportato il
cognome della moglie !!!...)
Adesso, con la legge sulla privacy, si legge solo lo stato civile,
e non sempre. Io ho visto carte d'identità recenti dove non è
riportato NEANCHE lo stato civile !!!...
--
Er Roscio.
> On Tue, 04 Sep 2001 18:47:16 GMT, Paolo wrote:
> >Come si scrive il nome completo di una donna sposata?
>
> Salve!
> Per legge la donna sposata prende il cognome del marito e lo *aggiunge*
> al proprio (art. 143-bis c.c., introdotto nel 1975 colla riforma del
> diritto di famiglia).
Hai dimenticato di aggiungere SE VUOLE. (così recita il nuovo diritto di
famiglia)
--
Er Roscio.
Errore !...
Il figlio di tuo figlio non si chiamerebbe "Valli Marconi Bianchi",
perché SUA madre non si chiama Bianchi.
Si chiamerebbe Valli Marconi. Con la maggiore età potrebbe
decidere di firmarsi (ma non "chiamarsi") "Valli Marconi Pirimpazzi".
--
Er Roscio.
Danilo Giacomelli wrote:
>
>
> Il nuovo Codice di Famiglia, della prima metà degli anni '70, stabilisce la
> facoltà (non obbligo) della donna coniugata di aggiungere il cognome del
> marito al proprio (senza "in"), nonché quello di chi raggiunge la maggiore
> età di aggiungere il cognome della madre come secondo cognome.
Esatto! E' già stato detto, ma è bene ripererlo. In Italia, la moglie
usa il proprio cognome: Sandra Mondaini, e basta. Anche sulla carta
d'identità non compare nè il cognome del marito, nè la parola coniugata
( a meno che non sia lei a volerlo). Se i due hanno la separazione dei
beni, negli atti notarili riguardanti proprietà della moglie, il marito
è come se non esistesse.
Solo se vuole, nei rapporti sociali, può aggiungere il cognome del
marito "dopo" il proprio : Sandra Mondaini Vianello.
Gli esempi dei cimiteri, o degli annunci mortuari: Sandra Mondaini in
Vianello, o Sandra Mondaini ved. Vianello ecc., sono residui del
passato, quando la donna aveva l'obbligo di portare anche il cognome
del marito, o, ad esempio nella scuola, solo quello. Veramente le mie
professoresse dovevano usare il cognome del marito "prima" del proprio,
e finiva che, nell'uso, rimaneva solo quello.
>
> ciao>
Danilo Giacomelli
Ciao
Karla
> > "in" non e' pleonastico?
>
> No. Non è pleonastico, è arcaico.
potrebbe essere inteso in entrambi i modi
poiche' 'in' non e' necessario...quindi pleonastico
(in senso estensivo)
> Non è pleonastico, perché SERVIVA per distinguere
> un cognome da sposata da un doppio cognome.
appunto...serviva
oggi non serve perche' una donna sposata firma soltanto
con il proprio cognome. Naturalmente ci sono le eccezioni!!
> "Giuseppina Turrisi Colonna" non è la signorina Turrisi che si è sposata
> con un Colonna, mentre lo è "Giuseppina Turrisi IN Colonna".
vediamo se ho capito...
Giuseppina Turrisi Colonna e' la sig.ra Giuseppina Turrisi Colonna
Giuseppina Turrisi e' la sig.ra Giuseppina Turrisi
se poi e' sposata o no...ha importanza? :)
> ...Io ho visto carte d'identità recenti dove non è
> riportato NEANCHE lo stato civile !!!...
in effetti non mi sembra un dato rilevante.
ciao
c.morgana
>Per legge la donna sposata prende il cognome del marito e lo *aggiunge*
>al proprio (art. 143-bis c.c., introdotto nel 1975 colla riforma del
>diritto di famiglia). Nei fatti, perň, molto spesso le mogli continuano
>ad usare il solo cognome da nubili.
Appunto. Ricordo che ai tempi della mia ... giovinezza, le dizioni
legali possibili erano due:
Sandra Vianello nata Mondaini;
Sandra Mondaini in Vianello.
La seconda veniva usata solo nei rapporti di lavoro.
A Palermo, la "situazione" piu' osče era: Signora Cazzola in Culella
(insegnante realmente esistente).
--
Ciao.
SergioŽ
> se poi e' sposata o no...ha importanza? :)
E' una vergogna!
P.
> E' una vergogna!
prego?!
ogni donna e' libera di essere single, convivente, sposata.
ogni uomo e' libero di essere single, convivente, sposato.
sbaglio?
no.
ciao
c.morgana
> prego?!
>
> ogni donna e' libera di essere single, convivente, sposata.
> ogni uomo e' libero di essere single, convivente, sposato.
>
> sbaglio?
> no.
Vero. E ogni uomo č libero di celiare.
P.
Perdono, allora non ho capito:
la facoltà è quella di aggiungere il cognome materno *alla firma*, punto e
basta? O è quella di *assumere* anche il cognome materno? Ossia: il mio
cognome rimarrebbe Valli, con la facoltà di firmare Valli Marconi, o
diventerebbe Valli Marconi? Che stabilisce la legge in proposito? O non è
chiara (come al solito ^_^)?
Grazie per le delucidazioni.
Ciau
Ale
--
Namarië Valinor
Yesse... il cognome materno non ha valore giuridico, a meno di intentare
un procedimento giuridico per il cambio del cognome per motivi particolari.
(vedi il sig. Giuseppe Farina - alias Pinin Farina - i cui eredi hanno
chiesto
ed ottenuto di mutare il loro cognome in Pininfarina, data la popolarità del
marchio omonimo, o Miriam Ponzi, figlia del defunto Tom Ponzi, che ha
chiesto
ed ottenuto di mutare il proprio cognome in Tomponzi)
Lo so che non sono esempi molto calzanti, ma non me ne venivano di migliori.
--
Er Roscio.
OK, era comunque chiaro.
Grazie!
Ciao
Ale
--
Namariė Valinor
> > Non è pleonastico, perché SERVIVA per distinguere
> > un cognome da sposata da un doppio cognome.
>
> appunto...serviva
> oggi non serve perche' una donna sposata firma soltanto
> con il proprio cognome. Naturalmente ci sono le eccezioni!!
Non è pleonastico, né arcaico, dal momento che tutte le donne sposate,
volendo, hanno pieno diritto di firmarsi ANCHE col nome del marito, o
semplicemente di usarlo, a loro piacimento. Quell'IN è utilissimo. Eppoi, la
domanda era proprio come scrivere ufficialmente un nome di donna sposata per
esteso...
Non mi pare d'aver dimenticato.
Mi pare, anzi, che tu ti riferisca ad una proposta di legge che ad
oggi non mi consta essere passata.
Cito parte della proposta:
1. L'articolo 143-bis del codice civile e' sostituito dal seguente:
"Art. 143-bis. - (Cognome della moglie). - Ciascun coniuge conserva il
proprio cognome e, solo nei casi in cui sia necessario, dopo il suo
cognome e' apposta la dizione "coniugato/a con" seguita dal cognome
dell'altro coniuge".
[...]
Art. 3.
1. L'articolo 156-bis del codice civile e' abrogato.
[...]
Ripeto: se è passata non me ne sono accorto. Vorrei i riferimenti,
grazie.
Vedi anche l'articolo 156-bis c.c., che appunto c'è ancora, a quanto so:
Il giudice può vietare alla moglie l'uso del cognome del marito quando
tale uso sia a lui gravemente pregiudizievole, e può parimenti
autorizzare la moglie a non usare il cognome stesso, qualora dall'uso
possa derivarle grave pregiudizio.
Ci sarebbe bisogno dell'autorizzazione del giudice, persino per
consentire ad una donna *separata* di non usare il nome del marito.
Quindi la donna il cognome lo prende, e lo aggiunge al proprio. Avrà
così è il suo nuovo, doppio cognome.
Il matrimonio è infatti uno dei motivi espressamente indicati dalla legge
per il cambio di nome, insieme a riconoscimenti, legittimazioni, adozioni
di vario tipo, ripristino dei nomi modificati in tempo fascista, richiesta
dell'interessato per evidenti motivi di opportunità etc. etc. etc., e già
questo basta a creare notevolissimi problemi e spinose questioni: vedi,
per esempio, http://www.gol.grosseto.it/asso/anusca/rel10.htm
Che poi spesso continui ad *usare* solo il cognome da nubile, così come il
fatto che in certi documenti debba continuare ad essere indicata con
quello soltanto, sono cose completamente differenti.
BTW: anche quella di consentire al figlio, in certi casi, di aggiungere il
cognome della madre a quello del padre è solo una proposta.
> Vero. E ogni uomo č libero di celiare.
scusami, ho frainteso...
ancora non so leggere nel pensiero,
ma cerchero' di imparare.
ciao
c.
Presumo di non essere il solo a ricordare il caso della (ex-)moglie
del giornalista Paolo Frajese.
:o)))
--
Ciao
Frank
Giovanni Drogo wrote:
> > In USA la moglie prende il cognome del marito, e solo quello. Il cognome
>
> Puo' avvenire anche legalmente il viceversa. Il signor Tyler Jones,
> manutentore delle pagine web della Human Language Page (che non dovrebbe
> essere sconosciuto qui) da quando si e' sposato si firma Tyler Chambers.
Si`, anche se e` piu` raro. E la moglie puo` firmare la carta di credito
del marito, usando nome e cognome del marito. D'altra parte la signora
Mary Smith, sposata a John Smith puo` essere chiamata signora John
Smith. Oltre al cognome puo` quasi assumere il nome del marito.
Lem Novantotto wrote:
>
.
> Il giudice può vietare alla moglie l'uso del cognome del marito quando
> tale uso sia a lui gravemente pregiudizievole,
E' quello che è capitato a Marina Lante Della Rovere. Per fortuna ha
subito trovato il sostituto Ripa di Meana.
> Quindi la donna il cognome lo prende, e lo aggiunge al proprio. Avrà
> così è il suo nuovo, doppio cognome.
Noto che le donne prendono il cognome del marito, e se lo tengono anche
dopo il divorzio, solo se lui si chiama: Lante Della Rovere, Marzotto,
Moravia (non Pincherle) ecc. Non fanno mai cause per chiamarsi: Rossi,
Pautasso, Incorvaia, Scravaglieri ecc. :-))
> Bye.
> Lem
Bye
Karla
Nicola Nobili wrote:
>
> c.morgana
>
> > > Non è pleonastico, perché SERVIVA per distinguere
> > > un cognome da sposata da un doppio cognome.
> >
> > appunto...serviva
> > oggi non serve perche' una donna sposata firma soltanto
> > con il proprio cognome. Naturalmente ci sono le eccezioni!!
>
> Non è pleonastico, né arcaico, dal momento che tutte le donne sposate,
> volendo, hanno pieno diritto di firmarsi ANCHE col nome del marito, o
> semplicemente di usarlo, a loro piacimento. Quell'IN è utilissimo. Eppoi, la
> domanda era proprio come scrivere ufficialmente un nome di donna sposata per
> esteso...
Per me "in" è un residuo del passato, come dice Morgana, e penso che
col tempo sparirà del tutto.
Tuttavia, anche nel passato, quando le mogli usavano sempre il cognome
del marito, "in" compariva solo in casi particolari (
necrologi,documenti ecc.) proprio per ragioni di chiarezza. Nelle
presentazioni, biglietti da visita, firme di lettere ecc. "in" non si
doveva usare nel modo più assoluto.
Qualsiasi scrittrice di libri di bon ton, in primis Donna Letizia, alias
Colette Rosselli, moglie di Montanelli, sarebbe inorridita nel leggere
Sandra Mondaini in Vianello, e la poveretta sarebbe stata immediatamente
degradata da "donna di classe" a "pacchiana" (vedi recente filone). :-))
>
> Ciao,
> Nicola
Ciao Karla
Mi viene in mente la cuoca russa che ha sposato un gondoliere veneziano:
Galina Kocimilova in Padelin
>
>
> Presumo di non essere il solo a ricordare il caso della (ex-)moglie
> del giornalista Paolo Frajese.
Ahilui: dell'ex giornalista Frajese. Egli infatti non è più.
Effettivamente Marina Lothar (?), nota pornostar degli anni '70 e '80,
seppur divorziata dal Frajese il quale aveva chiesto la separazione per
evidenti motivi, mantenne il cognome del marito a lungo, ma solo in
àmbito artistico. Il danno per l'immagine e l'onorabilità del de cuius
venne giudicato sufficiente per imporre alla Marina di sostituire il
cognome del marito con il proprio.
Devo altresì sottolineare che in un'intervista passata in tivù qualche
tempo fa la Lothar, parlando della propria atistica carriera, tenne a
precisare: "Ma io non ho mai fatto film [pornografici] con i cavalli e
con i negri".
P.
[...]
>Devo altresě sottolineare che in un'intervista passata in tivů
qualche
>tempo fa la Lothar, parlando della propria atistica carriera, tenne a
>precisare: "Ma io non ho mai fatto film [pornografici] con i cavalli
e
>con i negri".
Deve averlo detto prima di aver girato "Marina e la sua bestia", dove
la bestia č proprio un cavallo.
Cosě mi raccontano amici bene informati. Sono sicuro che lei,
disegregio Bonardi, con la sua cultura, sappia sull'argomento piů di
quanto vuole dare a intendere...
--
Frank
> Deve averlo detto prima di aver girato "Marina e la sua bestia", dove
> la bestia č proprio un cavallo.
> Cosě mi raccontano amici bene informati.
A-ha! Ruscalla, sei caduto nella mia subdola trappola!
Ruscalla!
Com'č che ogni volta che si tratta di questi temi si fa sempre riferimento a
un qualche non meglio specificato e anonimo "amico"?
Ruscalla!
Che gente frequenti?
Ruscalla!
Che amici hai?
Ruscalla! E' dimostrato: tu frequenti dei pornomani zoofili. Ti vergogni?
Puah.
P.
Gente come te.
>Ruscalla!
>Che amici hai?
Sei il mio unico amico, lo sanno tutti.
--
Frank
In Toscana, anziche 'in', scrivono 'nei'.
> Ciao,
> Nicola
Ciao,
Roger
--
rugf...@tin.it
Togliere 99 per rispondere direttamente
E 'anziché' lo scrivono con l'accento. :-)
> > Ciao,
> > Nicola
>
> Ciao,
> Roger
Riciao,
> Quell'IN è utilissimo.
è una preposizione semplice... in più
> Eppoi, la domanda era proprio come scrivere ufficialmente un nome di donna
>sposata per esteso...
hai ragione...
una curiosità...come si scrive ufficialmente e per esteso il nome
di un uomo sposato?
ciao
c.morgana
PS non ditelo a nessuno...
...sul mio cedolino c'è scritto cxxxx mxxxxxxx IN xxxxxxxxx
sigh!
> una curiosità...come si scrive ufficialmente e per esteso il nome
> di un uomo sposato?
Paolo Bonardi Libero & Felice.
P.
Naturalmente ho sbagliato: la risposta era alla domanda "come si scrive
ufficialmente e per esteso il nome di un uomo NON sposato?"
La risposta doveva invece essere
Paolo Bonardi Finito per Sempre.
Grunt!
P.
>una curiosità...come si scrive ufficialmente e per esteso il nome
>di un uomo sposato?
Non essendo possibile in Italia (al contrario di quanto avviene, ad esempio, in
Germania) scegliere come cognome di famiglia (e quindi anche come cognome dei
figli) quello della moglie, il problema non si pone. Un uomo sposato si chiama
nello stesso modo di quand'era celibe.
E poiché sui documenti d'identitificazione ora non è più obbligatoria
l'indicazione dello stato civile, forse il problema non si pone più nemmeno per
le donne sposate.
Ciao.
Gian Carlo
>> Paolo Bonardi Libero & Felice.
>Naturalmente ho sbagliato: la risposta era alla domanda "come si scrive
>ufficialmente e per esteso il nome di un uomo NON sposato?"
>La risposta doveva invece essere
>Paolo Bonardi Finito per Sempre.
Mmmmm. I lapsus di solito hanno una ragion d'essere. (-:
Ciao.
Gian Carlo
>
> E poiché sui documenti d'identitificazione ora non è più obbligatoria
> l'indicazione dello stato civile, forse il problema non si pone più nemmeno
> per
> le donne sposate.
Non solo non è più obbligatorio -la qual cosa mi fa scaturire la
domanda: e allora perché mantenere un apposito spazio per la dicitura?-
ma non è neppure più prevista la definizione "celibe" e "nubile": le due
bellissime parole sono ora sostituite da un inspiegabile quanto orrifico
"libero" e "libera".
Il quale "libero" ancora di più mi convince di quanto da me prima
affermato, ovvero che un uomo coniugato, non essendo più libero, diventa
per definizione schiavo.
P.
[...]
>ma non č neppure piů prevista la definizione "celibe" e "nubile": le due
>bellissime parole sono ora sostituite da un inspiegabile quanto orrifico
>"libero" e "libera".
[...]
Orrifico puo' essere, inspiegabile magari no: per quanto ne so io si
e' voluto porre fine alla (antipatica?) distinzione tra le diciture
"celibe" e "nubile" che si riferivano esclusivamente a coloro che non
avevano mai contratto matrimonio, e le diciture "libero/a di stato"
che si riferivano ai divorziati con sentenza depositata, che dopo il
divorzio non tornano celibi o nubili ma, appunto, liberi di contrarre
nuovamente matrimonio.
--
Isa
Work like you don't need money,
Love like you've never been hurt,
And dance like no one's watching
>Non solo non è più obbligatorio -la qual cosa mi fa scaturire la
>domanda: e allora perché mantenere un apposito spazio per la dicitura?-
Perché (legge 15 maggio 1997, n. 127) nella carta di identità non è necessario
indicare lo stato civile della persona titolare, salvo quando il richiedente lo
richieda espressamente con atto scritto.
>ma non è neppure più prevista la definizione "celibe" e "nubile": le due
>bellissime parole sono ora sostituite da un inspiegabile quanto orrifico
>"libero" e "libera".
Lo dicitura di stato libero non si applica solo a celibi e nubili, ma a chiunque
non sia coniugato, (indipendentemente dal
motivo della libertà di stato.
>Il quale "libero" ancora di più mi convince di quanto da me prima
>affermato, ovvero che un uomo coniugato, non essendo più libero, diventa
>per definizione schiavo.
Per te. Ma per il competente ministero chissà. Perché guarda cosa mi tocca
leggere, proprio in giorni in cui si discute se sia lecito o no mascherarsi (ad
esemp[io, ma non solo, quando si partecipa a maniefstazioni come quella di
Genova) e quindi occultare la propria identità, magari con l'inetnzione (già, ma
l'intenzione non attuata è provabile?) di delinquere.
--
[Circolare del Ministero dell'Interno n. 4 del 15/3/1995]
Rilascio di carta di identità a cittadini che professano culti religiosi diversi
da quello cattolico - Uso del copricapo.
[...]
La questione per il passato è già stata sottoposta all'attenzione di questo
Ministero, in relazione alla circostanza che determinate religioni impongono
l'uso continuo del copricapo o del capo coperto. Ciò premesso questo Ministero è
dell'avviso che nei casi in cui la copertura del capo in vari modi: velo,
turbante o altro, è imposta da motivi religiosi, la stessa non può essere
equiparata all'uso del cappello, ricadendo così nel divieto posto dall'articolo
289 del regolamento del t.u.l.p.s. Invero la cennata disposizione regolamentare
non parla di capo scoperto ma bensì fa riferimento al cappello cioè ad un
accessorio dell'abbigliamento il cui uso è eventuale e che, per le sue
caratteristiche, potrebbe alterare la fisionomia di chi viene ritratto. Diverso
è invece il caso in esame ove il turbante
ovvero il velo delle religiose, sono parte degli indumenti abitualmente portati
e che concorrono nel loro insieme a identificare chi li porta. Ciò premesso si
ritiene opportuno, anche alla luce di possibili richiami al precetto
costituzionale della libertà di culto e di religione, che le richieste in
argomento debbano trovare favorevole accoglimento presso le amministrazioni
comunali, purché i tratti del viso siano ben visibili. Si pregano le ss.ll. di
curare la più celere e massima diffusione del presente documento presso i Comuni
ed, in particolare, i servizi demografici.
--
Come possano essere ben visibili i tratti del viso coperto da un velo o "altro"
(!!!) (dunque anche da qualcosa di piu opaco di un velo) rimane per me un
mistero. E mi piacerebbe sapere che cosa penserebbe il ministro se alla prossima
manifestazione di antiglobalisti (si dice così?) partecipassero, anziché "tute"
bianche, nere o di altri colori, veli o altro. Per motivi religiosi, beninteso.
E naturalmente, in ossequio alle disposizioni ministeriali, "mascherati" anche
nella fotografia sulla carta d'identità.
Gian Carlo
>una curiosità...come si scrive ufficialmente e per esteso il nome
>di un uomo sposato?
>
Nel mio caso Vittorio Magni.
Ufficialmente ed esteso.
--
Bye
Vitt
Il tizio che, nella simil-pergamena arrotolato in un cilindro porpora che ho
in casa, si attribuisce una caterva di titoli, tra i quali il più
improbabile è "Magnifico", lo ha fatto, primo in Italia. Ha aggiunto il
cognome della moglie, o meglio del suocero, insigne matematico.
ciao
--
Danilo Giacomelli
----------------------------------
Signùr varda 'n zó, se no arde 'n sö mé e Te ède le gambe
----------------------------------
>[Circolare del Ministero dell'Interno n. 4 del 15/3/1995]
>Rilascio di carta di identità a cittadini che professano culti religiosi diversi
>da quello cattolico - Uso del copricapo.
[zacchete]
Riconosciamo però che la circolare non può, come in altri casi, essere
segnalata come esempio di burocratese se non per ragioni minori tipo:
la cennata disposizione
trovare favorevole accoglimento
Si pregano le ss.ll.
--
Bye
Vitt
Magari non ti dà fastidio far sapere che sei sposata con tuo marito,
ma chiunque sia la tua ditta, può essere passibile di denuncia
per aver fatto questo. Oggi come oggi è come scrivere sul cedolino:
"Signor xx, protestante, comunista."
--
Er Roscio.
>>[Circolare del Ministero dell'Interno n. 4 del 15/3/1995]
>>Rilascio di carta di identità a cittadini che professano culti religiosi diversi
>>da quello cattolico - Uso del copricapo.
>Riconosciamo però che la circolare non può, come in altri casi, essere
>segnalata come esempio di burocratese se non per ragioni minori tipo:
>
> la cennata disposizione
>
> trovare favorevole accoglimento
>
>Si pregano le ss.ll.
Sì. Per il resto, vedi...
"[...] questo Ministero è dell'avviso che nei casi in cui la copertura del capo
in vari modi: velo, turbante o altro, è imposta da motivi religiosi, la stessa
non può essere [...]"
.. può essere segnalata, al massimo, come un esempio di genericità sconfinante
nel nonsenso, che in una circolare non dovrebbe trovar posto. Infatti una
passamontagna, ad esempio, rientra nell'"altro"?
E anche, mi sembra, come un esempio di quella che qualcuno chiamerebbe, con una
parola abusatissima e ambigua, tolleranza, e che a me invece non sembra altro
che demagogia.
Ciao.
Gian Carlo
> >una curiosità...come si scrive ufficialmente e per esteso il nome
> >di un uomo sposato?
>Un uomo sposato si chiama nello stesso modo di quand'era celibe.
la mia era, naturalmente, una battuta...
... quindi una donna sposata si chiama nello stesso modo
di quand'era nubile
> forse il problema non si pone più nemmeno per le donne sposate.
il problema sussiste per le donne che si sono sposate prima del
1975
ciao
c.morgana
PS...e pensare che ti avevo scambiato per una donna ...magica
> Naturalmente ho sbagliato:
succede... a tutti i comuni mortali
ma chi sbaglia, si sa, paga la penitenza:
dire, fare, dare...
e poi? c'è qualcuno che ricorda questo gioco?
ciao
c.morgana
> >una curiosità...come si scrive ufficialmente e per esteso il nome
> >di un uomo sposato?
> Nel mio caso Vittorio Magni.
> Ufficialmente ed esteso.
bene!
... finalmente un uomo sposato in questo mondo di nubili e di celibi :)
ciao
c.morgana
Non se rifanno il documento d'identità.
--
Er Roscio.
> ma chiunque sia la tua ditta,può essere passibile di denuncia
> per aver fatto questo.
Hai perfettamente ragione, se penso al tipo di ditta...
mi viene da ridere.
Ho appena telefonato all' ufficio competente per avere
chiarimenti ; mi hanno detto che non è un problema
di vitale importanza ( bella scoperta!) ...
sono stata inserita nella banca-dati con due cognomi.
Come dire...meglio abundare quam deficere.
Comunque ho già scritto una lettera per modificare la distinta
delle competenze mensili. Ma non si chiama cedolino?
ciao
c.morgana
Da me era: dire, fare, baciare, lettera, testamento.
Gli facciamo baciare Ruscaglia?
ciao
--
Danilo Giacomelli
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Signore Distinto: "Scusi, saprebbe indicarmi la Piazza Omonima?
Io: "?????"
Signore Distinto: "Certo, vede qui 'il Collegio Ghislieri,
che si affaccia sulla piazza omonima'..."
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> Da me era: dire, fare, baciare, lettera, testamento.
>
> Gli facciamo baciare Ruscaglia?
Ruscaglia! Chi era costui?
P.
>ma chi sbaglia, si sa, paga la penitenza:
>dire, fare, dare...
Dare? Non era baciare? Beh, ma forse dipende dall'età a cui si gioca. (-:
>e poi?
E poi lettera e testamento.
Ciao.
Gian Carlo
> E poi lettera e testamento.
che erano le penitenze più terribili...
nessuno voleva scrivere.
ciao
c.
> Da me era: dire, fare, baciare, lettera, testamento.
> Gli facciamo baciare Ruscaglia?
... dipende da chi è. Io non lo/la conosco
ciao
c.morgana
>Ma non si chiama cedolino?
Si, per piccole remunerazioni.
Per titoli, cedole.
Non mi risulta l'uso di cedolone.
--
Bye
Vitt
>ma chi sbaglia, si sa, paga la penitenza:
>dire, fare, dare...
>
>e poi? c'è qualcuno che ricorda questo gioco?
>
Ho l'impressione che sotto sotto Morgana voglia conoscere chi sono i
coetanei...
--
Bye
Vitt
> Ho l'impressione che sotto sotto Morgana voglia conoscere chi sono i
> coetanei...
eh...no!! da te proprio non me l'aspettavo! :)
allora... coetaneo da lat. tardo coetane°u(m), comp. di cu°m 'con' e un
deriv. di ae¯tas -a¯tis 'età',
uf... ma cosa significa?
ciao
c.morgana
> >Ma non si chiama cedolino?
> Si, per piccole remunerazioni.
Allora mi vuoi proprio smascherare!?
riflessione... mai fidarsi degli amici.
ciao
c.morgana
>> E poi lettera e testamento.
>che erano le penitenze più terribili...
>nessuno voleva scrivere.
Rigurado a "lettera" non si scriveva, se ben ricordo. O meglio, non si scriveva
con la penna, ma sulla schiena del penitente. Con dei bei colpi quando c'erano
virgole, punti ecc.
"Testamento" non ricordo cosa fosse.
Ciao.
Gian Carlo
> Riguardo a "lettera" non si scriveva, se ben ricordo.
hai ragione
> "Testamento" non ricordo cosa fosse.
Il testamento 'orale' ( or mi sovvien ) consisteva nel chiedere
al penitente "quanti ne vuoi di questi?"
mentre alle spalle ci si divertiva da matti.
Il testamento scritto è, ovviamente, un'altra cosa...
che non ha bisogno di spiegazioni.
ciao
c.morgana
>Il tizio che, nella simil-pergamena arrotolato in un cilindro porpora che ho
>in casa, si attribuisce una caterva di titoli, tra i quali il più
>improbabile è "Magnifico", lo ha fatto, primo in Italia. Ha aggiunto il
>cognome della moglie, o meglio del suocero, insigne matematico.
Aiutino?
--
Bye
Vitt
Se ti interessa, il genero si chiama (penso sia ancora vivente) Alberto
Gigli Berzolari.
ciao
--
Danilo Giacomelli
------------------------------------------
Dio non può cambiare il passato, gli storici si: è forse perché essi Gli
possono essere utili in questo modo che Egli tollera la loro esistenza.
----- Samuel Butler -----