Nun ci sta, nun ci...
Epimeteo
> Nun ci sta, nun ci...
Pero su un Topolino di qualche anno fa ricordo che Paperino,
rivolgendosi al proprio terribile zio che lo menava, diceva: "Ahimè,
sono soccombuto".
--
"Sotto il sole del deserto il cammelliere fa i suoi progetti, ma li fa anche il cammello."
Proverbio Arabo.
"dido" <mastr...@wc.net> ha scritto nel messaggio
news:pqELa.158935$pR3.3...@news1.tin.it...
> potete rivelarmi qual è, o sapienti?
> grazie!
> dido
Esiste, esiste. Brutto, poco o mai usato, ma esiste: SOCCOMBUTO.
Trascrivo un passo da: "Si dice o non si dice" di Aldo Gabrielli, linguista
lucido quant'altri mai: "[...] i verbi 'procombere, pendere, spandere,
stridere, mescere, splendere, risplendere, fendere' e chi sa quanti altri.
Come fanno nel participio questi verbi? Ovviamente, come tutti gli altri
verbi della seconda coniugazione che hanno il participio passato in -uto:
quindi, 'procombuto, penduto, spanduto, striduto, mesciuto, splenduto,
risplenduto, fenduto', e di conseguenza anche 'incombuto' e 'soccombuto'. So
già che tutti arricceranno il naso e diranno che sono orribili. Può essere;
ma solo perché non abbiamo fatto mai l'orecchio a queste forme verbali;
tuttavia corrette sono, non ci son santi; e fanno male, malissimo i
dizionari e le grammatiche a ignorarle, e peggio a dire che non esistono
affatto. La verità è, ripeto, che a certi suoni bisogna abituarsi, come ci
siamo abituati a suoni non meno brutti come quelli dei participi 'perduto,
creduto, caduto, bevuto, riflettuto, piovuto, giaciuto, combattuto, taciuto,
temuto, piaciuto, cresciuto, rincresciuto', e via all'infinito. Si cominci a
usare 'soccombuto, incombuto' e 'penduto' e alla fine il naso non lo
arricceremo più. Esempi di questi 'brutti' participi non mancano,
soprattutto presso gli antichi, ma neppure i moderni li hanno sempre
ignorati. [...]
Il D'Annunzio usò moltissime di queste forme; una per tutte, dalla 'Canzone
per la tomba di Giosue Carducci': 'Necessità del fuoco, hai risplenduto!'."
Certo, queste sono forme piuttosto rare, ma credo tuttavia che il bello e il
brutto siano spesso una questione di abitudine.
--
lu.
_Ultima Badessa Scalza Di Passaggio_
"Dicono che nel folto de le chiome
voi abbiate una ciocca rossa come
una fiamma: nel folto chiusa. È vero?"
Gabriele d'Annunzio
Anche "imbuto" e "tributo"?
E "velluto" e "trinariciuto"?
:-)))
Epimeteo
Padre, chi se lo sarebbe mai aspettato un Paperino dannunziano? ():-o
Epimeteo
P.S. Padre reverendo, a Lei che oltre ad essere un inarrivabile grecista č anche
sommo latinista, domando e dico: visto che "scoccombere" deriva da "succumbere",
il suo participio passato non dovrebbe essere "succůbito"?
> P.S. Padre reverendo, a Lei che oltre ad essere un inarrivabile grecista è anche
> sommo latinista, domando e dico: visto che "scoccombere" deriva da "succumbere",
> il suo participio passato non dovrebbe essere "succùbito"?
Sorvolo sulle laudi che mi fanno sospettare un' amichevole presa per
il... fondello :-). Faccio solo, umilmente, osservare che, giudicando
col Suo metro, anche il participio passato di bere (bibere) dovrebbe
essere bìbito. In molta parte del Meridione esiste a tutt'oggi una
forma dialettale "vipto" che ne deriva direttamente, ma io credo che
Lei usi più frequentemente "bevuto".
Altri esempi? Perdere, perduto e non pérdito; Credere, creduto...
--
La televisione è puro terrorismo. La parola scompare, e con la parola ogni possibilità di riflessione.
Hans Magnus Enzensberger
> > risplenduto, fenduto', e di conseguenza anche 'incombuto' e 'soccombuto'.
> Anche "imbuto" e "tributo"?
> E "velluto" e "trinariciuto"?
E' certo e risaputo che basta uno starnuto per essere creduto dal
medico saputo.
Ps- il pp di fendere non era fesso?
> potete rivelarmi qual č, o sapienti?
So' cotto !... ;-)))
--
Er Roscio.
> "dido" <mastr...@wc.net> ha scritto nel messaggio
> news:pqELa.158935$pR3.3...@news1.tin.it...
>
> > potete rivelarmi qual è, o sapienti?
>
> So' cotto !... ;-)))
O cuociuto? ;-)))
Roger
Ma cosa dice, Padre? Non ho citato apposta la sua posizione di assoluto rilievo,
a livello mondiale, nella conoscenza del sumero, giusto per evitare di sollevare
questo sospetto... :-)))
> Faccio solo, umilmente, osservare che, giudicando
> col Suo metro, anche il participio passato di bere (bibere) dovrebbe
> essere bìbito. In molta parte del Meridione esiste a tutt'oggi una
> forma dialettale "vipto" che ne deriva direttamente, ma io credo che
> Lei usi più frequentemente "bevuto".
Ovviamente Lei ha ragione, Padre.
D'altra parte, con il caldo che fa, ho appena bevuto una "bibita" fredda...
> Altri esempi? Perdere, perduto e non pérdito; Credere, creduto...
Ho capito (e non "capto" né, tantomeno, "catto").
Epimeteo
> Ma cosa dice, Padre? Non ho citato apposta la sua posizione di assoluto rilievo,
> a livello mondiale, nella conoscenza del sumero, giusto per evitare di sollevare
> questo sospetto... :-)))
Ssss.... non voglio che si sappia della mia collaborazione con
l'università araba di Baghdad, sa di questi tempi....
Quanto a captare, intensivo di capio, formaqto dal supino di
quest'ultimo, è entrato tal quale in italiano, come è capitato a
cantare, intensivo di canere, e qualche altro (transitare?)
Esiste, non esiste.. la grammatica non è matematica. Tu lo dici
"soccombuto"? Perché in genere si evita di dirlo? Perché "soccombuto" e non
"soccùbito"?
Non dico che sia vietato usare "soccombuto", ma è un fatto che moltissimi
strafalcioni hanno più diffusione e radicamento di questo participio passato
inventato di sana pianta...
Quindi soccombere non ha participio passato; o almeno non ne ha uno
naturale.
Saluti.
--
\/ | | Wilmer Ricciotti - ICQ UIN: 3233084
/\ e | | o s s wi...@libero.it
HiT - EdenGames: http://hit.edengames.net
sito personale: http://www.cs.unibo.it/~ricciott/ (non attivo)
> Non dico che sia vietato usare "soccombuto", ma è un fatto che moltissimi
> strafalcioni hanno più diffusione e radicamento di questo participio passato
> inventato di sana pianta...
> Quindi soccombere non ha participio passato; o almeno non ne ha uno
> naturale.
Inventato di sana pianta non direi, almeno stando a Gabrielli
http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_5/interventi/1574.shtml
Strafalcione? Perché? Forse trattasi di forma errata? E quale sarebbe
quella regolare?
Non usato? Prova a fare una ricerca su google e vedrai che c'è chi lo
usa, incredibile ma vero: riviste di fantascienza, architetti, Carlo
Pisacane ("Pazzo era il nostro Colombo prima ch’ei discoprisse
l’America, ed il volgo avrebbe trattato da pazzi e da imbecilli
Annibale e Napoleone, se avessero soccombuto l’uno alla Trebbia e
l’altro a Marengo. Io non ho la presunzione di paragonare la mia
impresa a quella di quei grandi uomini, però vi si rassomiglia per una
parte...")
--
"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci"
Salvor Hardin da "Cronache della Galassia" di I. Asimov
Di sana pianta proprio no, sta di fatto che il participio "regolare" che
proponete non era contemplato dalla lingua antica ed è pochissimo
contemplato da quella moderna
> Strafalcione? Perché? Forse trattasi di forma errata? E quale sarebbe
> quella regolare?
No, rileggi il messaggio, ho detto che ci sono strafalcioni più diffusi.
Avanzo anche un dubbio: cosa ci fa considerare più corretto "soccombuto" del
verbo *centrare?
> Non usato? Prova a fare una ricerca su google e vedrai che c'è chi lo
> usa, incredibile ma vero:
Questo è dovuto al fatto che la lingua ha una certa flessibilità, per cui
possiamo inventare forme verbali quando vogliamo.
Io non riesco a capire cosa ci sia di così difficile da accettare
nell'esistenza di verbi difettivi.
> No, rileggi il messaggio, ho detto che ci sono strafalcioni più diffusi.
> Avanzo anche un dubbio: cosa ci fa considerare più corretto "soccombuto" del
> verbo *centrare?
Il fatto- incontestabile- che *centrare è un vero strafalcione,
derivato dall'espressione "c'entra" malcompresa.
Come dire "cciò i tricicli ner sangue".
> Questo è dovuto al fatto che la lingua ha una certa flessibilità, per cui
> possiamo inventare forme verbali quando vogliamo.
> Io non riesco a capire cosa ci sia di così difficile da accettare
> nell'esistenza di verbi difettivi.
Inventare... se si è trattato d'invenzione l'hanno inventata in
parecchi. In ogni caso, non è una creazione fantastica come
perplimere, che non ha alcuna base.
Io non capisco che difficoltà ci sia nell'accettare che esiste ed è
stato usato "soccombuto".
Esatto, ma non sarebbe il primo strafalcione che entra nella lingua e
diventa corretto, mentre soccombuto è inesorabilmente destinato a restarne
ai margini.
A parte che un vero purista si rifarebbe a "soccùbito", visto che esiste
"decùbito" (che non è participio ma viene sempre dal tema del supino).
> Io non capisco che difficoltà ci sia nell'accettare che esiste ed è
> stato usato "soccombuto".
Non lo bollerei come errore blu ma l'italiano è altra cosa.
> Il fatto- incontestabile- che *centrare č un vero strafalcione,
> derivato dall'espressione "c'entra" malcompresa.
Ma solo se usato in quel senso, perň.
Ciao, FB
> A parte che un vero purista si rifarebbe a "soccùbito", visto che esiste
> "decùbito" (che non è participio ma viene sempre dal tema del supino).
Come ho già detto, sono in totale disaccordo. Intanto non esiste
decombere, e decubito ci è arrivato non come pp di un verbo ma come
termine a sé stante (lessico medico); poi ho già argomentato che, con
questo metro, bisognerebbe dire bìbito, credito, perdito etc.
> Non lo bollerei come errore blu ma l'italiano è altra cosa.
Di fronte a tale sicurezza mi dichiaro soccombuto. :-)
> Ma solo se usato in quel senso, però.
Hai centrato la situazone .-)
> "La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci"
> Salvor Hardin da "Cronache della Galassia" di I. Asimov
Gran bel libro, gran bella frase.
Ciao, FB
Almeno, però, decubito ci è arrivato secondo origini attestate. Soccombuto
da dove deriva? Dal tentativo maldestro di ripristinare un participio
passato ormai dimenticato, temo. In questo non è poi molto più nobile di
"centrare".
> > Non lo bollerei come errore blu ma l'italiano è altra cosa.
>
> Di fronte a tale sicurezza mi dichiaro soccombuto. :-)
Tsè, non c'è sicurezza, anche perché l'italiano a differenza della
matematica è un'opinione. O se preferisci una selva di opinioni che
concordano su quasi tutto, ma sul resto divergono in infinite direzioni. Per
me l'italiano quella parte della lingua su cui le varie opinioni sono più o
meno concordi; tu soccombuto dove lo piazzeresti?
> A parte che un vero purista si rifarebbe a "soccùbito", visto che esiste
> "decùbito" (che non è participio ma viene sempre dal tema del supino).
Se è per questo, c'è anche il decùbito prono... :-)))
(riminiscenze di educazione fisica)
> > Io non capisco che difficoltà ci sia nell'accettare che esiste ed è
> > stato usato "soccombuto".
>
> Non lo bollerei come errore blu ma l'italiano è altra cosa.
Il problema è che lo stesso verbo "soccombere" una volta era
poco usato, per cui non aveva tutti i modi, soprattutto quelli
composti (che necessitano del p.p). In tempi recenti, la "moda"
ha portato in auge "soccombere", così come "aborrire", e altre
amenità del genere, per cui si è sempre più sentita la necessità
di articolare meglio il discorso usando i tempi e i modi più
vari e disparati e, per quel che ne so, "soccombuto" è il
miglior candidato al p.p.
--
Er Roscio.
Evviva! Questo corrisponde proprio al mio pensiero.
Io dico che siccome esistono molti verbi difettivi in molte lingue, si
potrebbe fare a meno di accettare "soccombuto" tanto per riempire una
casella vuota; e se poi "soccombuto" non dovesse soccombere :-) ma
diventasse di uso comune, potremmo pure riempire tale casella; non mi pare
ancora il momento, però.
"Xelloss dal portatile" <wirix...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:SDgMa.136697$Ny5.3...@twister2.libero.it...
> "Father McKenzie" <vorrei...@buono.org> ha scritto nel messaggio
> news:3f018eb4...@news.tin.it...
> > Inventato di sana pianta non direi, almeno stando a Gabrielli
> > http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_5/interventi/1574.shtml
>
> Di sana pianta proprio no, sta di fatto che il participio "regolare" che
> proponete non era contemplato dalla lingua antica ed è pochissimo
> contemplato da quella moderna
Guarda che TU hai scritto proprio * inventato di sana pianta*.
Non rimangiarti le parole.
Soccombuto esiste, eccome.
Giusto. Ritratto: ho esagerato. Ma continuo a pensare che "soccombuto" sia
una formazione "non scorretta" ma comunque estranea all'italiano.
All'italiano moderno, perlomeno...
Non sono un linguista, quindi parlo (e posso anche dire sciocchezze) "a
orecchio", ma il fatto che "soccombuto" fosse usato in passato non toglie che al
mio orecchio (e forse a quello di molti altri) esso suoni un po' buffo, quasi
comico, come molte parole ottocentesche, laddove "soccombere" ha spesso un
significato drammatico, se non addirittura tragico.
Che senso avrebbe, oggi, scrivere come Gabriele d'Annunzio (o come diavolo si
scrive...) o Carlo Pisacane?
Epimeteo
ciao
andrea
"Epimeteo" <tr...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:vdGLa.272162$g92.6...@news2.tin.it...
>
> "dido" <mastr...@wc.net> ha scritto nel messaggio
> news:pqELa.158935$pR3.3...@news1.tin.it...
> > potete rivelarmi qual è, o sapienti?
>
> Nun ci sta, nun ci...
>
> Epimeteo
>
>
>
>
Per risponderti dovremmo sapere cosa significa.
ciao
--
Danilo Giacomelli
--------------------------
Ma chi ha deciso che il patrono degli insegnanti debba proprio essere S.
Küles?
--------------------------
"Danilo Giacomelli" <danilo.g...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:rb%Ma.12496$xK6.3...@news1.tin.it...
>La frase foderata (o foderatura?) tipica del romanesco è diffusa anche
>altrove?
che significa?
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Ne sai niente?
Un altro esempio, classico: "si tt'acchiappo, sitta..."
ciao
andrea
"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:4cqagvobquu8b6g7f...@4ax.com...
Per quanto mi riguarda, ignoravo il nome di questa figura retorica (si può
definire così?) a cui tu dai dignità letteraria, anche se l'avevo sentita in
rappresentazioni teatrali (soprattutto comiche) romane.
Su Google ho trovato questo documento che credo scritto da un linguista
http://lablita.dit.unifi.it/papers/97coll02.pdf
Ho dato solo un'occhiata, ma pare che l'autore inserisca la frase foderata in un
contesto linguistico-strutturale più ampio.
Sembra interessante: adesso me lo studierò.
Grazie dell'indicazione!
Epimeteo
ciao
a.
"Epimeteo" <tr...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:s7hNa.16457$xK6.4...@news1.tin.it...
Ahimč, č l'unico documento che sono riuscito a trovare su Google in merito alla
"frase foderata" e vedo che ne parla solo di passaggio in una noticina... :-((
Perņ il resto del documento, relativo all'ordine delle parole (e in particolare
alla cosiddetta "dislocazione a destra"), con citazioni tratte da film italiani
degli anni Cinquanta, mi sembra interessante.
Ciao,
Epimeteo