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Meticci, incroci e bastardi

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Anastasia

unread,
Mar 27, 2002, 9:00:41 AM3/27/02
to
Chi mi aiuta a dissipare un dubbio? Si parla di cani:
un cane NON di razza può essere

A) figlio di due cani appartenenti a due razze pure, diverse tra loro
B) figlio di due cani a loro volta non di razza pura

(non mi sembra il caso di considerare diversamente da B la terza ipotesi,
figlio di un cane di razza e uno non di razza)

Io sostengo che il soggetto A si possa definire "incrocio", B invece è un
"meticcio". Al contrario un mio amico ritiene che A sia un "meticcio" e B un
"bastardo"

Consultando il dizionario non ho trovato risposte soddisfacenti, ammesso che
ve ne siano e che esistano termini che effettivamente distinguano A da B.
Qualcuno ne sa di più?

Grazie per le risposte
Anastasia

Roscio

unread,
Mar 27, 2002, 10:57:56 AM3/27/02
to
"Anastasia" <n...@spam.it> wrote in message
news:dgko8.27770$pT1.7...@news1.tin.it...

> Chi mi aiuta a dissipare un dubbio? Si parla di cani:

> un cane NON di razza puň essere

Un cane non di razza pura viene definito un "incrocio" solo
nel caso in cui l'accoppiamento viene effettuato di proposito
con lo specifico intento di miscelare caratteristiche tipiche
delle due razze, ad esempio, per mitigare il carattere di
una razza troppo aggressiva, o per dare maggior potenza
ad una razza di costituzione gracile, ecc.

In tutti gli altri casi si parla di "meticcio" o, con un'espressione
volgare o se vogliamo, dialettale, di "bastardo".

--
Er Roscio.

Danilo Giacomelli

unread,
Mar 27, 2002, 12:35:51 PM3/27/02
to

"Roscio" <ser...@libero.it> ha scritto ...
......

> In tutti gli altri casi si parla di "meticcio" o, con un'espressione
> volgare o se vogliamo, dialettale, di "bastardo".

Non mi risulta (SE&O) che bastardo sia mai stato dialettale.
Per quel che riguarda la connotazione volgare credo sia recente, forse di
origine nordamericana.
Ritengo che avesse inizialmente una connotazione neutra, direi
classificatoria in ambito genealogico.
Nel 1066 Guglielmo il Bastardo sbarcò in Inghilterra.
Nel XVIII secolo, Voltaire, nella "Pulzella d'Orleans" definì senza ironia
"Il Gran Bastardo" il personaggio di sangue reale che protesse l'eroina.

ciao

--
Danilo Giacomelli
------------------------------------------
Dio non può cambiare il passato, gli storici si: è forse perché essi Gli
possono essere utili in questo modo che Egli tollera la loro esistenza.
----- Samuel Butler -----


Gi udt

unread,
Mar 27, 2002, 2:46:12 PM3/27/02
to

Danilo Giacomelli wrote:
>
> "Roscio" <ser...@libero.it> ha scritto ...
> ......
> > In tutti gli altri casi si parla di "meticcio" o, con un'espressione
> > volgare o se vogliamo, dialettale, di "bastardo".
>
> Non mi risulta (SE&O) che bastardo sia mai stato dialettale.
> Per quel che riguarda la connotazione volgare credo sia recente, forse di
> origine nordamericana.
> Ritengo che avesse inizialmente una connotazione neutra, direi
> classificatoria in ambito genealogico.

Sicuramente, nel passato, "bastardo" aveva una connotazione neutra,
anche in antropologia. Tanto è vero che studiosi di antropologia fisica
(ripeto fisica, non culturale) avevano chiamato i figli nati da Europei
e Ottentotti "bastardi di Rehoboth".
Oggi, se suonano offensive le parole 'negro' o 'razza'(riferita
all'uomo), figuriamoci "bastardo" che non si usa più nemmeno per i cani!

Naturalmente, i vecchi antropologi non erano certo razzisti, e, grazie
ai loro studi sull'interfecondità tra le razze umane, si è potuto
appurare che tutti gli uomini della Terra appartenevano ad un'unica
specie, molto prima che fossero possibili sofisticati esami sul DNA.

Incrocio, meticcio e bastardo sono sinonimi: animale o vegetale nato
dall'incrocio fra due razze diverse'.
Io credo che la connotazione spregiativa di bastardo derivi dall'altro
significato, cioè 'nato da genitori non coniugati', un po' come
'mignotta' :-)

Secondo Cortelazzo l'uso offensivo sarebbe recente e verrebbe
dall'inglese bastard.

Karla

Danilo Giacomelli

unread,
Mar 27, 2002, 3:11:44 PM3/27/02
to

"Gi udt" <gi...@inwind.it> ha scritto ...
......

> Io credo che la connotazione spregiativa di bastardo derivi dall'altro
> significato, cioè 'nato da genitori non coniugati', un po' come
> 'mignotta' :-)

Questo non lo credo. I due esempi da me citati hanno questo significato e
non sono spregiativi.
Ho la netta impressione che il significato spregiativo derivi dalla
preoccupazione borghese per la trasmissione della titolarità della "premiata
Ditta XYZ".


>
> Secondo Cortelazzo l'uso offensivo sarebbe recente e verrebbe
> dall'inglese bastard.

Come già detto, concordo.
Chiacchierando in rete con un'amica dell'Alabama, ho osato comunicare che il
mio Lupin (mio, insomma.... vive in casa mia e comanda su mia moglie e
quindi su di me) era un "bastard". Ho quasi subito una crocefissione
telematica, in quanto il termine sarebbe rigorosamente riservato agli esseri
umani.

ciao

--
Danilo Giacomelli
-------------
L'òm pié de solcc l'è ric: el siòr l'è chèl che gh-e n'empórta 'n fic.
(Ràsega)
-------------


magica

unread,
Mar 27, 2002, 3:12:01 PM3/27/02
to
In <Xpno8.34304$S52.1...@news2.tin.it> "Danilo Giacomelli"
<danilo.g...@tin.it> scrive...

>Non mi risulta (SE&O) che bastardo sia mai stato dialettale.
>Per quel che riguarda la connotazione volgare credo sia recente, forse di
>origine nordamericana.
>Ritengo che avesse inizialmente una connotazione neutra, direi
>classificatoria in ambito genealogico.

>Nel 1066 Guglielmo il Bastardo sbarcň in Inghilterra.

Beh, ma qui siamo passti dai cani agli... umani.

E, a proposito di Inghilterra e di,,, recente...

Londra. Agosto 1971 (č cosa recente?). Tarda notte quasi mattina,
nel bar di non ricordo quale albergo (questi bar, essendo
considerati una specie di club erano gli unici posti in cui si
poteva, a quell'ora, bere alcolici).
Un grande studioso poliglotta milanese festeggiava con noi il suo
compleanno e ci spiegava che, appena dopo la guerra, proprio nel
Regno Unito nacque la sua passione per le lingue, e che non fu
facile per lui partire con l'inglese, proprio allora che lě tutti
lo chiamavano "bastard". E ricordo ancora, trent'anni dopo, l'enfasi
con cui lo pronuciava, a imitare il disprezzo di chi lo diceva a lui.

In Italia non so.

Ciao.

Gian Carlo

Gi udt

unread,
Mar 27, 2002, 4:01:08 PM3/27/02
to

Danilo Giacomelli wrote:
>
> "Gi udt" <gi...@inwind.it> ha scritto ...
> ......
> > Io credo che la connotazione spregiativa di bastardo derivi dall'altro
> > significato, cioè 'nato da genitori non coniugati', un po' come
> > 'mignotta' :-)
>
> Questo non lo credo. I due esempi da me citati hanno questo significato e
> non sono spregiativi.

Hai ragione.
Mi viene in mente un libro della mia conterranea Gina Lagorio,
intitolato "Il bastardo" Gli amori i travagli e le lacrime di don
Emanuel di Savoia. Anche qui, come nei tuoi esempi, la parola non è
affatto spregiativa.


> ciao
> Danilo Giacomelli

Ciao, una carezza virtuale a Lupin
Karla

--------------
Più conosco gli uomini, più amo i cani (e anche i gatti)

Anastasia

unread,
Mar 28, 2002, 3:56:58 AM3/28/02
to

"magica" <ma.g...@bigfoot.com> ha scritto :

> Beh, ma qui siamo passti dai cani agli... umani.


Eh già...comunque grazie a tutti per le risposte.

Anastasia


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