Ho qualche domanda riguardo la lingua italiana, spero che mi diate delle indicazioni :)
1. Per la data, non so se si scrive "L'1 gennaio" o "Il 1 gennaio".
2. Per i nomi dei paesi, quando ci vuole l'articolo determinativo? A volte vedo "Nella Francia", a volte vedo "In Francia". La mia ipotesi e' che quando riguarda la posizione geografica, si usa il nome con l'articolo.
3. In un racconto, posso usare il passato remoto e il passato prossimo in diversi paragrafi? Perche' per i fatti successi secoli fa che non hanno relazione con il presente, e' logico usare il passato remoto, mentre quando racconto i fatti recenti che hanno relazione con il presente, mi sembra piu' adatto usare il passato prossimo.
Grazie
>Ciao,
>
> Ho qualche domanda riguardo la lingua italiana, spero che mi diate delle indicazioni :)
>
>1. Per la data, non so se si scrive "L'1 gennaio" o "Il 1 gennaio".
>
L'uno gennaio
Goofy
g....@xciaoweb.it - leva le x per rispondere
Per il primo giorno di ogni mese si usa il numero ordinale: "il primo
gennaio" ("il 1° gennaio).
Per tutti gli altri giorni si usano invece i numeri cardinali: "il due
novembre", "l'otto marzo", "il trentun dicembre" ("il 2 novembre",
"l'8 marzo", "il 31 dicembre").
In ogni caso, la scelta dell'articolo maschile dipende solo dal suono
iniziale del nome: "l'" per le vocali, "lo" per certe consonanti o
gruppi di consonanti, "il" negli altri casi.
> 2. Per i nomi dei paesi, quando ci vuole l'articolo determinativo? A volte vedo "Nella Francia", a volte vedo "In Francia". La mia ipotesi e' che quando riguarda la posizione geografica, si usa il nome con l'articolo.
Con la preposizione "in" normalmente non si usa l'articolo: "in
Francia", "in Italia", "in Polonia".
L'articolo però rimane per i paesi che iniziano con un nome comune
("stato", "repubblica", "regno", "paese", ecc.): "negli Stati Uniti",
"nella Repubblica Dominicana", "nel Regno Unito", "nei Paesi Baschi".
L'articolo rimane anche quando il nome del paese è modificato da un
attributo: "nella Francia rivoluzionaria", "nella bella Italia",
"nella Polonia moderna".
Ciao.
Marco
> L'articolo però rimane per i paesi che iniziano con un nome
> comune ("stato", "repubblica", "regno", "paese", ecc.): "negli
> Stati Uniti", "nella Repubblica Dominicana", "nel Regno Unito",
> "nei Paesi Baschi".
>
> L'articolo rimane anche quando il nome del paese è modificato
> da un attributo: "nella Francia rivoluzionaria", "nella bella
> Italia", "nella Polonia moderna".
Ne fa eccezione l'aggettivo «tutto»: in tutta Italia.
Sia inoltre annotato che le predette regole valgono non
solo per «in» ma anche per «di», mentre tutte le altre
preposizioni richiedono l'articolo.
Ciao, Wolfgang
>> L'articolo rimane anche quando il nome del paese è modificato
>> da un attributo: "nella Francia rivoluzionaria", "nella bella
>> Italia", "nella Polonia moderna".
> Ne fa eccezione l'aggettivo «tutto»: in tutta Italia.
A voler essere pignoli questo è vero se l'aggettivo precede
Italia. In caso contrario si dice (anche se la forma è
pochissimo usata) "nell'Italia tutta".
Ciao.
Gian Carlo
--
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Si può anche scrivere "I gennaio". Forse è più semplice.
> Con la preposizione "in" normalmente non si usa l'articolo: "in
> Francia", "in Italia", "in Polonia".
Negli Stati (nota la maiuscola) ben conosciuti prevale "in"; in quelli meno
conosciuti, "nel": "nel Burkina Faso", "nell'Ecuador", "nel Ruanda".
Poi "nel" è praticamente obbligatorio per "Yemen": "in Yemen" mi suona
proprio male.
Un discorso simile vale per gli stati (nota la minuscola) facenti parte di
una federazione: "in Florida", "in California" ma "nel Wisconsin", "nel New
Hampshire" &c.
Ciao,
Paolo
Cosě, secondo te, piuttosto che dire:
"Mio figlio č nato il primo gennaio 1980"
é piů semplice dire:
"Mio figlio č nato I gennaio 1980" ?
Ma forse volevi dire un'altra cosa.
Ciao,
S.
Mi pare che, con "di", l'esclusione dell'articolo non sia più una
regola produttiva nell'italiano contemporaneo e che rimanga solo in
espressioni stereotipate: "marinai d'Italia", "maresciallo di
Francia", "cavallo di Frisia", "arance di Sicilia", eccetera.
Ciao.
Marco
> Ne fa eccezione l'aggettivo «tutto»: in tutta Italia.
Non è del tutto vero: "in tutta l'Italia" è perfettamente corretto e
comune. Diciamo che in questo caso sono ammesse le due forme.
Ma forse il punto è un altro: non è un eccezione "tutto", lo è "Italia".
Infatti, coi nomi di altri Paesi non riesco a pensare ad una preposizione
senza articolo. Io direi esclusivamente: "in tutta LA Francia", "in tutto IL
Brasile", etc.
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
> Negli Stati (nota la maiuscola) ben conosciuti prevale "in"; in quelli
meno
> conosciuti, "nel": "nel Burkina Faso", "nell'Ecuador", "nel Ruanda".
Ma anche qui è diffusissima la preposizione semplice.
> Poi "nel" è praticamente obbligatorio per "Yemen": "in Yemen" mi suona
> proprio male.
Mah, a me sembra meglio "in Yemen" (dizione che, peraltro, ho sentito
sovente, guarda caso a lezioni di arabo) piuttosto che "nello Yemen" o,
peggio ancora, "nell'Yemen".
Azzardo: Paolo intendeva dire che abbreviare "primo" con un numero
romano ("I") è più facile che non usando la lettera ad apice ("1°").
In realtà, però, con l'attuale tastiera italiana la o all'apice "°" si
scrive con lo stesso sforzio della lettera maiuscola "I": <tasto
maiuscole> + <tasto lettera>. Quindi, almeno per il maschile
singolare, la difficoltà non esiste.
D'altra parte, i numeri romani per indicare gli ordinali sono ambigui
perché si usano anche per scrivere i numeri cardinali. Scrivendo "I
maggio" si rischia che la gente legga "uno maggio", sul modello di
"XXV aprile".
Ciao.
Marco
Ma lo si è appena detto... Ricapitoliamo.
Con i nomi di paesi e regioni:
- la preposizione "in" solitamente non vuole l'articolo ("in
Sicilia"), a meno che non ci sia un attributo ("nella Sicilia
moderna"),
- la preposizione "di" solitamente lo vuole ("della Sicilia"), a parte
alcune espressioni stereotipate ("arance di Sicilia"),
- le altre preposizioni lo vogliono sempre ("dalla Sicilia", "con la
Sicilia", "per la Sicilia").
Ciao.
Marco
Proviamo a invertire?
"Dalla Gran Bretagna [...] giungendo fino in Germania".
--
Ciao
MariucciaŽ
Esatto.
>
> In realtà, però, con l'attuale tastiera italiana la o all'apice "°" si
> scrive con lo stesso sforzio della lettera maiuscola "I": <tasto
> maiuscole> + <tasto lettera>. Quindi, almeno per il maschile
> singolare, la difficoltà non esiste.
A voler essere precisissimi, il circolino non è l'ordinale maschile. Il
glifo "circolino/simbolo di grado" è 0176 mentre il glifo "ordinale
maschile" è 0186 ed è inaccessibile dalla tastiera italiana standard, anche
se, a onor del vero, non tutti i tipi carattere distinguono bene questi
glifi.
> D'altra parte, i numeri romani per indicare gli ordinali sono ambigui
> perché si usano anche per scrivere i numeri cardinali. Scrivendo "I
> maggio" si rischia che la gente legga "uno maggio", sul modello di
> "XXV aprile".
Non ci avevo pensato. In effetti si usa scrivere "XXV Aprile" per il più
corretto (IMHO) "25 Aprile" come per dargli un'aura di solennità e/o per
marcare la differenza con le date "comuni" (nota anche la maiuscola sul nome
del mese, solitamente tutto minuscolo). Mi sa che abbiamo trovato l'origine
dell'aberrante (sempre IMHO) scrittura <II°> diffusissima anche in Francia,
dov'è in pratica la norma.
Solo per curiosità dico che la De Agostini usa i numeri romani per i mesi
nelle date: 11-XII-2001 è l'undici dicembre del 2001.
Ciao,
Paolo
>1. Per la data, non so se si scrive "L'1 gennaio" o "Il 1 gennaio".
il 1° (primo) gennaio; per tutti gli altri giorni, il 2 (due) ecc.
>3. In un racconto, posso usare il passato remoto
>e il passato prossimo in diversi paragrafi? Perche'
>per i fatti successi secoli fa che non hanno relazione con il presente,
> e' logico usare il passato remoto, mentre quando racconto
> i fatti recenti che hanno relazione con il presente,
>mi sembra piu' adatto usare il passato prossimo.
La scelta fra passato prossimo e passato remoto è largamente
soggettiva. Che cosa ha relazione, e che cosa non ha relazione con
il presente? Il cappuccino che ho bevuto ieri, e che ho digerito e
dimenticato? L'imperatore Flavio Vespasiano, che ha costruito il
Colosseo mentre il figlio Tito distruggeva il Tempio di
Gerusalemme?
In ogni caso, il vero e proprio tempo della narrazione è il
passato remoto. Il passato prossimo si usa per esperienze, vicine
o lontane nel tempo, a cui accenniamo in modo più familiare. Il
tale è stato mio professore al liceo. Il professor Tale pubblicò
degli studi di grande importanza nel campo della filologia
classica.
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
> > Poi "nel" è praticamente obbligatorio per "Yemen": "in Yemen" mi suona
> > proprio male.
>
> Mah, a me sembra meglio "in Yemen" (dizione che, peraltro, ho sentito
> sovente, guarda caso a lezioni di arabo) piuttosto che "nello Yemen" o,
> peggio ancora, "nell'Yemen".
A me suona meglio "nello Yemen".
"In Yemen" mi costringe a una sillabazione piuttosto innaturale /in'jE-men/
o a pronunciare /i'njE-men/ che forse è ancora peggio.
Ciao,
Paolo
> Scrivendo "I maggio" si rischia che la gente legga "uno maggio", sul modello di
>"XXV aprile".
oppure "I [cuoricino] Maggio"