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Sul raddoppiamento sintattico

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Piero

unread,
Oct 19, 2002, 9:12:33 AM10/19/02
to
Quali parlate regionali non lo conoscono ? (Azzardo: tutte quelle a nord
della Toscana).
Esiste in altre lingue ?


Mariuccia Ruta

unread,
Oct 19, 2002, 6:06:32 PM10/19/02
to
On Sat, 19 Oct 2002 13:12:33 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
"Piero" <pie975...@UESTOlibero.it> wrote:

>¦ Quali parlate regionali non lo conoscono ? (Azzardo: tutte quelle a nord
>¦ della Toscana).

Mi sa che hai azzardato male :))
È precisamente al nord che il rafforzamento sintattico è pressoché
ignoto e ignorato ;)), mentre viene regolarmente applicato nel Centro
e Sud d'Italia.

>¦ Esiste in altre lingue ?

Mi sa che nello spagnolo esiste, seppur non cosí marcato come
nell'italiano.

--
Ciao,
Mariuccia®

Mariuccia Ruta

unread,
Oct 19, 2002, 11:34:00 PM10/19/02
to
On Sat, 19 Oct 2002 22:06:32 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
Mariuccia Ruta wrote:

>¦ "Piero" wrote:
>¦ >¦ Quali parlate regionali non lo conoscono ? (Azzardo: tutte quelle a nord

>¦ >¦ della Toscana).--------^^^^

>¦ Mi sa che hai azzardato male :))
-------------------------- Oops!
Mi scuso per il qui pro quo :(

Me lo diceva sempre la mi' mamma che la gatta frettolosa fa i gattini
ciechi :))

Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli

unread,
Oct 21, 2002, 8:49:09 AM10/21/02
to
"Mariuccia Ruta" <ruta...@telcel.net.ve> ha scritto nel messaggio
news:3db1d57e...@News.CIS.DFN.DE...

> Mi sa che hai azzardato male :))
> È precisamente al nord che il rafforzamento sintattico è pressoché
> ignoto e ignorato ;))

Diciamo meno diffuso, ma comunque ampiamente attestato e conosciuto.
"Duemmezza" è parlare comune anche qui al nord ;-)
Ciao
Ale

--
Namárië Valinor


bruenn

unread,
Oct 21, 2002, 9:10:15 AM10/21/02
to
Il 21 Ott 2002, 14:49, "Alessandro \"Tagt The Spellcaster\" Valli"
<tagt_the_spel...@gmx.net> ha scritto:
A tal proposito segnalo un articolo interessante di Lidia Costamagna apparso
su Italiano e Oltre 5/2000. L'autrice dice che la cogeminazione non ha la
stessa diffusione nemmeno in tutte le regioni del centro. Il primato
dell'uso è detenuto dalla Toscana e dalla provicia di Roma.
Ciao.
Ilaria

--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

Sergio

unread,
Oct 21, 2002, 1:15:20 PM10/21/02
to

Va(b)be' che sono siculo, ma in alcuni casi non vedo come se ne
potrebbe fare a meno:

- e (s)sì che ci riesci...
- domani ce ne andiamo a (m)mare...

--
Ciao.
Sergio®

Roscio

unread,
Oct 22, 2002, 3:59:56 AM10/22/02
to
"Sergio" <sergio_...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:8i48rugdp1f6hgmgn...@4ax.com...

> Va(b)be' che sono siculo, ma in alcuni casi non vedo come se ne
> potrebbe fare a meno:
>

> - e (s)sě che ci riesci...


> - domani ce ne andiamo a (m)mare...

I napoletani, poi, raddoppiano anche quello che NON
si dovrebbe raddoppiare neanche nel loro stesso
dialetto; S. Giorgio a Cremano, il paese di Troisi,
viene pronunciato "san giorgio a ccremano", come
se il santo si fosse recato a Cremano per le vacanze...
mentre la pronuncia originale era "san giorgio 'a cremano"
(S. Giorgio DA Cremano).

--
Er Roscio.

Marco Cimarosti

unread,
Oct 22, 2002, 4:02:00 AM10/22/02
to
Sergio ha scritto:

> On Mon, 21 Oct 2002 14:49:09 +0200, "Alessandro \"Tagt The
> Spellcaster\" Valli" <tagt_the_spel...@gmx.net> wrote:
>
> >"Mariuccia Ruta" <ruta...@telcel.net.ve> ha scritto nel messaggio
> >news:3db1d57e...@News.CIS.DFN.DE...
> >
> >> Mi sa che hai azzardato male :))
> >> Č precisamente al nord che il rafforzamento sintattico č pressoché

> >> ignoto e ignorato ;))
> >
> >Diciamo meno diffuso, ma comunque ampiamente attestato e conosciuto.
> >"Duemmezza" č parlare comune anche qui al nord ;-)

>
> Va(b)be' che sono siculo, ma in alcuni casi non vedo come se ne
> potrebbe fare a meno:
>
> - e (s)sě che ci riesci...

> - domani ce ne andiamo a (m)mare...

Eppure, qui aMilaaano ne facciamo améééno: io dico "esě" e direi
"amare" (se lo dicessi, ma qui si dice "aL mare", forse proprio per
evitare l'omofonia con il verbo).

In pratica, il raddoppiamento sintatico lo facciamo solo in certe
frasi fatte (come "E (v)va (b)be'...", "Ma (d)ove!?"), oppure quando č
registrato dalla grafia (come in "soprattutto" o "dell'uovo"). Cioč,
insomma, lo facciamo solo quando il raddoppiamento č ormai
lessicalizzato e non puň piů dirsi "sintattico".

Ciao.
Marco

Sergio

unread,
Oct 22, 2002, 10:38:35 AM10/22/02
to
On Tue, 22 Oct 2002 07:59:56 GMT, "Roscio" <ser...@libero.it> wrote:

>I napoletani, poi, raddoppiano anche quello che NON
>si dovrebbe raddoppiare neanche nel loro stesso
>dialetto; S. Giorgio a Cremano, il paese di Troisi,
>viene pronunciato "san giorgio a ccremano", come
>se il santo si fosse recato a Cremano per le vacanze...

Perche' dici cio'? ;-))
Il raddoppiamento e' sicuramente (almeno quello meridionale) un
fenomeno di sandhi esterno dovuto alla legatura tra una preposizione o
congiunzione terminante con vocale atona ed una parola iniziante per
consonante. Ed e' talmente forte che costringe, per eufonia, anche al
cambio di consonante: vogghiu jiri a (R)roma; haju a (g)ghiri a
(R)roma.

>mentre la pronuncia originale era "san giorgio 'a cremano"
>(S. Giorgio DA Cremano).

Qualche dubbio ce l'ho. Se non ricordo male il napoletano, cosě come
il siciliano, non "tiene" l'ablativo e quindi la preposizione "da" non
dobrebbe esistere. Se fosse come dici tu dovrebbe essere "San Giorgio
'e Cremano" (genitivo: di). Quell' "a" secondo me sta per "che si
trova a", "nei pressi di".

--
Ciao.
SergioŽ

Sergio

unread,
Oct 22, 2002, 10:38:39 AM10/22/02
to
On 22 Oct 2002 01:02:00 -0700, marco.c...@europe.com (Marco
Cimarosti) wrote:


>Eppure, qui aMilaaano ne facciamo améééno: io dico "esì" e direi
>"amare"

Pero' suonano "strani", almeno per me.



>(se lo dicessi, ma qui si dice "aL mare", forse proprio per
>evitare l'omofonia con il verbo).

Un raddoppiamento... improprio? ;-))
Rimane sempre un problema: aL mare, vai a_fare il bagno? ;-))

--
Ciao.
Sergio®

Giovanni Drogo

unread,
Oct 22, 2002, 11:30:50 AM10/22/02
to
On Tue, 22 Oct 2002, Sergio wrote:
> (Marco Cimarosti) wrote:
>
> >Eppure, qui aMilaaano ne facciamo améééno: io dico "esì" e direi
>
> Pero' suonano "strani", almeno per me.

tanto quanto a me suonano strane le forme col raddoppiamento (anzi prima
di sentire su questo NG mi suonavano addirittura dialettali o incolte !
salvo ovviamente quelle come "soprattutto" che ho imparato PER ISCRITTO)

> >(se lo dicessi, ma qui si dice "aL mare", forse proprio per

> Rimane sempre un problema: aL mare, vai a_fare il bagno? ;-))

io no perche' non so nuotare, ma se devo mandare qualcuno "a ranare" lo
mando sicuramente "a fare un bagno" ... rigorosamente con una f (non e'
mica un "affare" ... quelli si fanno in Piazza degli Affari) :-)

--
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Vitt

unread,
Oct 22, 2002, 11:57:36 AM10/22/02
to
Giovanni Drogo ha scritto:


>io no perche' non so nuotare, ma se devo mandare qualcuno "a ranare" lo
>mando sicuramente "a fare un bagno" ... rigorosamente con una f (non e'
>mica un "affare" ... quelli si fanno in Piazza degli Affari) :-)

Mi sto rendendo conto che, pure essendo trapiantato a Roma dal '62, mi
rimangono alcune caratteristiche di milanese che ritengo orma indeibili,
tra le quali senza dubbio queste di cui stiamo trattando, mentre altre
si sono a poco a poco fatte larghe a spallate.

Non direi mai "a ffare" qualcosa mentre mi capita talvolta di urlare a
qualcumo, prepotente nel traffico, "a stroonzooo".

--
Bye
Vitt

Gi udt

unread,
Oct 22, 2002, 2:00:56 PM10/22/02
to

Marco Cimarosti wrote:
>
> In pratica, il raddoppiamento sintatico lo facciamo solo in certe
> frasi fatte (come "E (v)va (b)be'...", "Ma (d)ove!?"),

Come "eddai". Sono molto comuni, ma a me suonano come centro-meridionali.
Io poi ho la tendenza a dimezzare: su un altro ng ho scritto due volte:
"bel articolo". :-((
Su questo ho scritto "essicare". Mi è andata bene che l'ha fatto pure
qualche Autore. :-))

>
> Ciao.
> Marco

Ciao
Karla


Marco Cimarosti

unread,
Oct 22, 2002, 2:56:24 PM10/22/02
to
Sergio ha scritto:

> >Eppure, qui aMilaaano ne facciamo améééno: io dico "esì" e direi
> >"amare"
>
> Pero' suonano "strani", almeno per me.

Indubbiamente. È grazie a questo genere di "stranezze" che capiamo
quasi sempre al volo la provenienza geografica di chi ci parla.

> Un raddoppiamento... improprio? ;-))

No, una preposizione articolata. :-)

> Rimane sempre un problema: aL mare, vai a_fare il bagno? ;-))

Cèrto chevaaado afaaare il bagno, senò astar lì 'n spiaggia sentza
fargnente m'annoio!

Ciao.
Marco

Piero

unread,
Oct 22, 2002, 4:09:42 PM10/22/02
to

"Mariuccia Ruta" <ruta...@telcel.net.ve> ha scritto nel messaggio
news:3db2231d...@News.CIS.DFN.DE...

> On Sat, 19 Oct 2002 22:06:32 GMT, in it.cultura.linguistica.italiano
> Mariuccia Ruta wrote:

> >Ś Č precisamente al nord che il rafforzamento sintattico č pressoché
> >Ś ignoto e ignorato ;)), mentre viene regolarmente applicato nel
Centro
> >Ś e Sud d'Italia.
> >Ś
> >Ś >Ś Esiste in altre lingue ?
> >Ś
> >Ś Mi sa che nello spagnolo esiste, seppur non cosí marcato come
> >Ś nell'italiano.

Dici ? Ma in spagnolo le consonanti rafforzate non sono una raritŕ ? (A
parte /r:/)

> --
> Ciao,
> MariucciaŽ


Nicola Nobili

unread,
Oct 23, 2002, 3:46:44 PM10/23/02
to
Piero

> Dici ? Ma in spagnolo le consonanti rafforzate non sono una rarità ? (A
> parte /r:/)

In spagnolo la "r" doppia o iniziale non è solo un allungamento di
quella singola. Ma a parte questo, in spagnolo le vocali toniche non sono
raddoppiate come in italiano, pertanto si crea, per l'orecchio di un non
esperto, l'illusione che, se la vocale finale di parola è accentata, la
consonante successiva sia raddoppiata. Ma si tratta di illusione, come
dicevo, il raddoppiamento fonosintattico, in castigliano, non esiste.
Ciao,
Nicola

--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]

Roscio

unread,
Oct 24, 2002, 3:32:17 AM10/24/02
to
"Sergio" <sergio_...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:bqdaru88gfpnd800b...@4ax.com...

>
> Qualche dubbio ce l'ho. Se non ricordo male il napoletano, cosě come
> il siciliano, non "tiene" l'ablativo e quindi la preposizione "da" non
> dovrebbe esistere. Se fosse come dici tu dovrebbe essere "San Giorgio

> 'e Cremano" (genitivo: di). Quell' "a" secondo me sta per "che si
> trova a", "nei pressi di".

Evidentemente, non conosci il napoletano, perché altrimenti sapresti
che i napoletani pronunciano la preposizione "da" semplicemente con
una "a" che, per essere intelligibile esula dalla norma del raddoppio.

--
Er Roscio.

Sergio

unread,
Oct 25, 2002, 7:04:55 AM10/25/02
to

E io che avevo detto (qualche dubbio ce l'ho)? ;-)))
Il "da" esiste e ce ne sono pure due.
Per il nome del luogo la cosa e' diversa:

... circa il nome del paese risulta che intorno all'anno Mille, dopo
una delle solite eruzioni de Vesuvio, gli abitanti della zona (forse
non sapendo piu' a quale santo rivolgersi) decisero di raccomandarsi a
San Giorgio per farsi proteggere dalla lava.
Cessate (temporaneamente) le eruzioni in segno di riconoscimento
costruirono un sacello in suo onore e chiamarono il posto S. Giorgio "
ad Crematum".

Quindi non e' "da", ma "a".

--
Ciao.
SergioŽ

Mariuccia Ruta

unread,
Oct 31, 2002, 1:10:45 PM10/31/02
to
"Piero" <pie975...@UESTOlibero.it>, su
it.cultura.linguistica.italiano, ha scritto:

>¦ > Mariuccia Ruta wrote:
>¦ > >¦ [...]
>¦ > >¦ Mi sa che nello spagnolo esiste, seppur non cosí marcato come
>¦ > >¦ nell'italiano.

>¦ Dici ? Ma in spagnolo le consonanti rafforzate non sono una rarità ? (A
>¦ parte /r:/)

Sí, effettivamente in spagnolo è molto limitato, il raddoppiamento
consonantico (grafico).
Non esiste solo la doppia erre, comunque: esiste anche, seppur in
pochissime parole, la doppia enne.
Ma, indipendentemente da ciò, è comunemente applicato anche in tale
lingua il raddoppiamento fonosintattico. E, malgrado le barzellette
con cui ci delizia Nicola Nobili, non si tratta affatto di
"illusione", ma di realtà: comune e diffusa, seppur di molto inferiore
a quella che si registra nell'italiano.
Se il raddoppiamento fosse "un'illusione", in parole come
"caro/carro", "coral/corral", "enano/innato" ed ancora:
"inamovibilidad, innecesario, inatacable, innegable, ecc. ecc., non si
sentirebbe differenza nella pronuncia fra consonante semplice e
consonante doppia. Invece la differenza c'è e si sente benissimo.

--
Ciao,
Mariuccia®

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