>¦ Quali parlate regionali non lo conoscono ? (Azzardo: tutte quelle a nord
>¦ della Toscana).
Mi sa che hai azzardato male :))
È precisamente al nord che il rafforzamento sintattico è pressoché
ignoto e ignorato ;)), mentre viene regolarmente applicato nel Centro
e Sud d'Italia.
>¦ Esiste in altre lingue ?
Mi sa che nello spagnolo esiste, seppur non cosí marcato come
nell'italiano.
--
Ciao,
Mariuccia®
>¦ "Piero" wrote:
>¦ >¦ Quali parlate regionali non lo conoscono ? (Azzardo: tutte quelle a nord
>¦ >¦ della Toscana).--------^^^^
>¦
>¦ Mi sa che hai azzardato male :))
-------------------------- Oops!
Mi scuso per il qui pro quo :(
Me lo diceva sempre la mi' mamma che la gatta frettolosa fa i gattini
ciechi :))
> Mi sa che hai azzardato male :))
> È precisamente al nord che il rafforzamento sintattico è pressoché
> ignoto e ignorato ;))
Diciamo meno diffuso, ma comunque ampiamente attestato e conosciuto.
"Duemmezza" è parlare comune anche qui al nord ;-)
Ciao
Ale
--
Namárië Valinor
--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it
Va(b)be' che sono siculo, ma in alcuni casi non vedo come se ne
potrebbe fare a meno:
- e (s)sì che ci riesci...
- domani ce ne andiamo a (m)mare...
--
Ciao.
Sergio®
> Va(b)be' che sono siculo, ma in alcuni casi non vedo come se ne
> potrebbe fare a meno:
>
> - e (s)sě che ci riesci...
> - domani ce ne andiamo a (m)mare...
I napoletani, poi, raddoppiano anche quello che NON
si dovrebbe raddoppiare neanche nel loro stesso
dialetto; S. Giorgio a Cremano, il paese di Troisi,
viene pronunciato "san giorgio a ccremano", come
se il santo si fosse recato a Cremano per le vacanze...
mentre la pronuncia originale era "san giorgio 'a cremano"
(S. Giorgio DA Cremano).
--
Er Roscio.
Eppure, qui aMilaaano ne facciamo améééno: io dico "esě" e direi
"amare" (se lo dicessi, ma qui si dice "aL mare", forse proprio per
evitare l'omofonia con il verbo).
In pratica, il raddoppiamento sintatico lo facciamo solo in certe
frasi fatte (come "E (v)va (b)be'...", "Ma (d)ove!?"), oppure quando č
registrato dalla grafia (come in "soprattutto" o "dell'uovo"). Cioč,
insomma, lo facciamo solo quando il raddoppiamento č ormai
lessicalizzato e non puň piů dirsi "sintattico".
Ciao.
Marco
>I napoletani, poi, raddoppiano anche quello che NON
>si dovrebbe raddoppiare neanche nel loro stesso
>dialetto; S. Giorgio a Cremano, il paese di Troisi,
>viene pronunciato "san giorgio a ccremano", come
>se il santo si fosse recato a Cremano per le vacanze...
Perche' dici cio'? ;-))
Il raddoppiamento e' sicuramente (almeno quello meridionale) un
fenomeno di sandhi esterno dovuto alla legatura tra una preposizione o
congiunzione terminante con vocale atona ed una parola iniziante per
consonante. Ed e' talmente forte che costringe, per eufonia, anche al
cambio di consonante: vogghiu jiri a (R)roma; haju a (g)ghiri a
(R)roma.
>mentre la pronuncia originale era "san giorgio 'a cremano"
>(S. Giorgio DA Cremano).
Qualche dubbio ce l'ho. Se non ricordo male il napoletano, cosě come
il siciliano, non "tiene" l'ablativo e quindi la preposizione "da" non
dobrebbe esistere. Se fosse come dici tu dovrebbe essere "San Giorgio
'e Cremano" (genitivo: di). Quell' "a" secondo me sta per "che si
trova a", "nei pressi di".
--
Ciao.
SergioŽ
>Eppure, qui aMilaaano ne facciamo améééno: io dico "esì" e direi
>"amare"
Pero' suonano "strani", almeno per me.
>(se lo dicessi, ma qui si dice "aL mare", forse proprio per
>evitare l'omofonia con il verbo).
Un raddoppiamento... improprio? ;-))
Rimane sempre un problema: aL mare, vai a_fare il bagno? ;-))
--
Ciao.
Sergio®
tanto quanto a me suonano strane le forme col raddoppiamento (anzi prima
di sentire su questo NG mi suonavano addirittura dialettali o incolte !
salvo ovviamente quelle come "soprattutto" che ho imparato PER ISCRITTO)
> >(se lo dicessi, ma qui si dice "aL mare", forse proprio per
> Rimane sempre un problema: aL mare, vai a_fare il bagno? ;-))
io no perche' non so nuotare, ma se devo mandare qualcuno "a ranare" lo
mando sicuramente "a fare un bagno" ... rigorosamente con una f (non e'
mica un "affare" ... quelli si fanno in Piazza degli Affari) :-)
--
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>io no perche' non so nuotare, ma se devo mandare qualcuno "a ranare" lo
>mando sicuramente "a fare un bagno" ... rigorosamente con una f (non e'
>mica un "affare" ... quelli si fanno in Piazza degli Affari) :-)
Mi sto rendendo conto che, pure essendo trapiantato a Roma dal '62, mi
rimangono alcune caratteristiche di milanese che ritengo orma indeibili,
tra le quali senza dubbio queste di cui stiamo trattando, mentre altre
si sono a poco a poco fatte larghe a spallate.
Non direi mai "a ffare" qualcosa mentre mi capita talvolta di urlare a
qualcumo, prepotente nel traffico, "a stroonzooo".
--
Bye
Vitt
Marco Cimarosti wrote:
>
> In pratica, il raddoppiamento sintatico lo facciamo solo in certe
> frasi fatte (come "E (v)va (b)be'...", "Ma (d)ove!?"),
Come "eddai". Sono molto comuni, ma a me suonano come centro-meridionali.
Io poi ho la tendenza a dimezzare: su un altro ng ho scritto due volte:
"bel articolo". :-((
Su questo ho scritto "essicare". Mi è andata bene che l'ha fatto pure
qualche Autore. :-))
>
> Ciao.
> Marco
Ciao
Karla
Indubbiamente. È grazie a questo genere di "stranezze" che capiamo
quasi sempre al volo la provenienza geografica di chi ci parla.
> Un raddoppiamento... improprio? ;-))
No, una preposizione articolata. :-)
> Rimane sempre un problema: aL mare, vai a_fare il bagno? ;-))
Cèrto chevaaado afaaare il bagno, senò astar lì 'n spiaggia sentza
fargnente m'annoio!
Ciao.
Marco
> >Ś Č precisamente al nord che il rafforzamento sintattico č pressoché
> >Ś ignoto e ignorato ;)), mentre viene regolarmente applicato nel
Centro
> >Ś e Sud d'Italia.
> >Ś
> >Ś >Ś Esiste in altre lingue ?
> >Ś
> >Ś Mi sa che nello spagnolo esiste, seppur non cosí marcato come
> >Ś nell'italiano.
Dici ? Ma in spagnolo le consonanti rafforzate non sono una raritŕ ? (A
parte /r:/)
> --
> Ciao,
> MariucciaŽ
> Dici ? Ma in spagnolo le consonanti rafforzate non sono una rarità ? (A
> parte /r:/)
In spagnolo la "r" doppia o iniziale non è solo un allungamento di
quella singola. Ma a parte questo, in spagnolo le vocali toniche non sono
raddoppiate come in italiano, pertanto si crea, per l'orecchio di un non
esperto, l'illusione che, se la vocale finale di parola è accentata, la
consonante successiva sia raddoppiata. Ma si tratta di illusione, come
dicevo, il raddoppiamento fonosintattico, in castigliano, non esiste.
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
Evidentemente, non conosci il napoletano, perché altrimenti sapresti
che i napoletani pronunciano la preposizione "da" semplicemente con
una "a" che, per essere intelligibile esula dalla norma del raddoppio.
--
Er Roscio.
E io che avevo detto (qualche dubbio ce l'ho)? ;-)))
Il "da" esiste e ce ne sono pure due.
Per il nome del luogo la cosa e' diversa:
... circa il nome del paese risulta che intorno all'anno Mille, dopo
una delle solite eruzioni de Vesuvio, gli abitanti della zona (forse
non sapendo piu' a quale santo rivolgersi) decisero di raccomandarsi a
San Giorgio per farsi proteggere dalla lava.
Cessate (temporaneamente) le eruzioni in segno di riconoscimento
costruirono un sacello in suo onore e chiamarono il posto S. Giorgio "
ad Crematum".
Quindi non e' "da", ma "a".
--
Ciao.
SergioŽ
>¦ > Mariuccia Ruta wrote:
>¦ > >¦ [...]
>¦ > >¦ Mi sa che nello spagnolo esiste, seppur non cosí marcato come
>¦ > >¦ nell'italiano.
>¦ Dici ? Ma in spagnolo le consonanti rafforzate non sono una rarità ? (A
>¦ parte /r:/)
Sí, effettivamente in spagnolo è molto limitato, il raddoppiamento
consonantico (grafico).
Non esiste solo la doppia erre, comunque: esiste anche, seppur in
pochissime parole, la doppia enne.
Ma, indipendentemente da ciò, è comunemente applicato anche in tale
lingua il raddoppiamento fonosintattico. E, malgrado le barzellette
con cui ci delizia Nicola Nobili, non si tratta affatto di
"illusione", ma di realtà: comune e diffusa, seppur di molto inferiore
a quella che si registra nell'italiano.
Se il raddoppiamento fosse "un'illusione", in parole come
"caro/carro", "coral/corral", "enano/innato" ed ancora:
"inamovibilidad, innecesario, inatacable, innegable, ecc. ecc., non si
sentirebbe differenza nella pronuncia fra consonante semplice e
consonante doppia. Invece la differenza c'è e si sente benissimo.
--
Ciao,
Mariuccia®