pensate vada lasciato uno spazio dopo un'elisione?
es. "Dov' è" oppure "dov'è"?
A presto.
dC
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
No.
> pensate vada lasciato uno spazio dopo un'elisione?
no
> es. "Dov' è" oppure "dov'è"?
tu andresti a capo così:
dov'
è
?
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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> tu andresti a capo cosě:
Grazie mille per l'aiuto, ho colto la risposta, ma non riesco a capire il
tuo paragone: dovrei comunque andare a capo "rompendo" l'elisione se i
caratteri fossero finiti, indipendentemente dallo spazio. Sbaglio?
Grazie e buona giornata.
> Grazie mille per l'aiuto, ho colto la risposta, ma non riesco a capire il
> tuo paragone: dovrei comunque andare a capo "rompendo" l'elisione se i
> caratteri fossero finiti, indipendentemente dallo spazio. Sbaglio?
Premessa. L'elisione è un fenomeno fonetico che porta a fondere insieme
i suoni di due parole vicine. Se dico "la amica" non faccio una pausa
tra articolo e nome; pronuncio le due vocali di seguito. Poiché in
italiano tutte le vocali hanno approssimativamente la stessa durata, io
dico "lamica". L'apostrofo è un segno grafico che mi permette di
riconoscere, nello scritto, la composizione delle due parole; ma nella
pronuncia non c'è alcuna differenza tra "l'una" e "Luna".
Quando abbiamo un'elisione, la cosa migliore è pensare ad un'unico
insieme sonoro formato da due parole ormai inscindibilmente fuse; e
anche la divisione in sillabe tiene conto solo del risultato finale,
come se l'apostrofo non ci fosse.
Di conseguenza:
1. non si può mettere lo spazio dopo l'apostrofo;
2. non si può andare a capo con l'apostrofo in fine di riga.
Per quanto riguarda la regola numero 2, è vero che alcune grammatiche
seguono ancora un vecchia normativa UNI che permetteva questa forma; ma
è un fatto che le norme redazionali di tutte le case editrici importanti
escludono questa possibilità: e secondo me, a ragione.
Riassumendo: per andare capo con
dell'amica
l'unica forma universalmente accettata è
del-
l'amica.
Alcune grammatiche ammettono la forma
dell'
amica
che però di fatto è disusata (oltre che brutta, secondo me).
È del tutto da escludere
della
amica
che provoca una arbitraria alterazione del testo.
> un'unico
Il troppo stroppia!
> Di conseguenza:
>
> 1. non si può mettere lo spazio dopo l'apostrofo;
> 2. non si può andare a capo con l'apostrofo in fine di riga.
>
> Per quanto riguarda la regola numero 2, è vero che alcune grammatiche
> seguono ancora un vecchia normativa UNI che permetteva questa forma; ma
> è un fatto che le norme redazionali di tutte le case editrici importanti
> escludono questa possibilità: e secondo me, a ragione.
Componendo testi con una giustezza adeguata il problema della cesura
si presenta piuttosto raramente e non è difficile evitare di andare
a capo in insiemi di parole con l'apostrofo; è bene usare sistemi di
composizione con il calcolatore che inseriscano il minimo possibile di
cesure (TeX, per esempio, ma non solo).
La cesura all'apostrofo è ammissibile, secondo me, quando la giustezza
è piccola (colonne di giornale), perché il non usarla di solito crea
maggiori problemi di quanti ne risolva.
Ciao
Enrico
> Quando abbiamo un'elisione, la cosa migliore è pensare ad un'unico
> insieme sonoro formato da due parole ormai inscindibilmente fuse; e
> anche la divisione in sillabe tiene conto solo del risultato finale,
> come se l'apostrofo non ci fosse.
Molto chiaro.
Grazie mille.