--
Giochi di ruolo, Fantasy, Tolkien, Castelli. Io impazzisco!!! ^___^;
"L'ignoranza e' il pensare di sapere gia abbastanza"
Sto leggendo: "Il Re e l'Impero" di Harry Harrison
Ed L'Addolorato Fan Club TESSERA 01 Sono aperte le iscrizioni!
ICQ 132312979 - IAFO N° 189
Dirk
> Qualcuno sa da dove deriva la parola Eroe?
Dal greco héros. In neogreco si dice "o ěroas"
P.
--
Osare. Sempre piů. Osare. Temerariamente.
>¦ Qualcuno sa da dove deriva la parola Eroe?
Dal latino "heros", a sua volta dal greco "héros", di etimologia
incerta.
--
Ciao,
Mariuccia®
http://www.analitica.com/va/vpi/
http://www.cnnenespanol.com/americas/
http://www.mundolatino.org/us.htm
Viene dal greco, e dovrebbe avere la stessa origine di "servo".
La radice indeuropea è "*serw-", che significava all'incirca "proteggere":
"*serw-os" era dunque "il protettore".
In latino, "servus" doveva essere, in origine, lo schiavo che custodiva il
bestiame, poi il termine si estese anche agli schiavi addetti a qualsiasi
altra mansione. Il significato originale si intuisce meglio nei verbi
derivati dalla stessa radice: "conservare", "praeservare", "reservare", ecc.
In greco, "*serw-os" ha subito le consuete alterazioni fonetiche: la "s"
iniziale è diventata una semplice aspirazione "h", e la "w" è sparita,
allungando la vocale seguente: "hérôs"
Sul piano del significato, lo "hérôs" greco non era il "protettore" del
bestiame mail "protettore" della nazione , cioè in pratica un militare, o
almeno un uomo abile al servizio militare. Nei testi omerici il termine è
ancora usato prevalentemente in questo senso strettamente tecnico. Il senso
odierno di persona che compie imprese prodigiose o coraggiosissime lo
assumerà nei secoli successivi.
Ciao.
Marco
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
un valido ( ma antico ) dizionario presente sul web , il Century Dictionary
, propone un ' etimologia dal sanscrito ' vira ' , corrispondente al latino
' vir ' e nelle lingue nordiche anche a wair o wer ( cfr. wergild ,
werwolf ) , ossia un uomo , un uomo libero , un guerriero
questo mi sembra plausibile , perchč l ' ěros greco ha sulla prima vocale un
apostrofo che potrebbe benissimo rappresentare una fricativa [ la sparo lě ,
eh ? ] , ovvero un suono simile alla nostra ' v '
la successione quindi potrebbe essere questa :
sanscrito vira
greco viros
latino vir
ciao
heliogabalus
--
.......................................................................
' le cose che conosciamo meglio sono quelle che non ci hanno insegnato '
vauvenargues
> sanscrito vira
>
> greco viros
>
> latino vir
E dal sanscrito come ci passa al greco? Con quali contatti?
Non è più facile vedere la strada che altri hanno indicato:
latino-graco-indoeuropeo?
--
Bye
Jefferson
non lo so
> Non è più facile vedere la strada che altri hanno indicato:
> latino-graco-indoeuropeo?
il latino e il greco sono due rami dell ' albero " sanscrito "
prova a considerare la parola ' cento ' ( ' hundred ' ) :
---------------------------------------------------------------------------
Indo-Iranian Sanskrit satam [acute on s and last a]
Avestan satem [e is upside down]
Baltic Lithuanian simtas [hacek on first s,
squiggly line above m]
Slavic Old Church Slavic suto [short mark above u]
Italic Latin centum
Greek Greek hekaton [acute on o]
Celtic Old Irish cet [long mark over the e]
Welsh cant
Germanic English hund-red (Note: original k-sound
becomes a sound represented here by
an h via a regular process in
Germanic)
Tocharian Tocharian kant [umlaut over a]
------------------------------------------------------------------------
come vedi , centum ( latino ) ed hekaton ( greco ) sono due parole
notevolmente diverse
quindi il latino non è figlio del greco , ( a parte numerose eccezioni ) ma
cugino
perciò ho sbagliato indicando sanscrito-greco-latino come se fossero in
successione
avrei dovuto dire :
sanscrito vira
|
|
--------------
latino vir greco viros
take care
> il latino e il greco sono due rami dell ' albero " sanscrito "
Fino alla fine dell'ottocento si credeva cosě, mi pare. Poi il sanscrito fu
inserito nelle lingue indoeuropee. Se questo č vero, mi sembra inutile
scomodare il sanscrito ( a meno che uno non abbia delle buone ragioni per
farlo), quando si ha a disposizione la radice indoeuropea che č madre sia
del greco che del latino.
--
Bye
Jefferson
Che il sanscrito in sč non sia la lingua madre č ormai opinione accademica
da decenni.
Che discenda insieme a latino e greco da una lingua comune, č addirittura
l'intuizione che ha fatto nascere la moderna filologia comparata, nel '700
;-)
Resta solo da vedere se lo sconosciuto e ricostruito antenato indoeuropeo di
"eroe" puň essere considerato, alla luce dei moderni studi, il medesimo di
"vir".
Ma su questo lascio ai piů esperti, io sono solo un dilettante (nel senso
buono della parola ;-)
Ered Luin
sì , hai ragione tu , ho pescato meccanicamente l ' origine sanscrita dal
Century Dictionary e mi ci sono attenuto nei ragionamenti successivi
questo ha anche spiegazione psicoanalitica , se vuoi : quand ' ero ragazzino
lessi un meraviglioso romanzo di urania , ' i giganti di pietra ' , in cui
le statue dell ' isola di pasqua , a un certo punto , cominciavano a
pronunciare parole in SANSCRITO che , volando sul mare , raggiungevano il
protagonista che si trovava sul ponte di una nave
quando , molto più in là , ho scoperto che la maggior parte delle lingue
europee proviene dal cuore dell ' asia , il nome di tale lingua m ' era
rimasto così impresso che l ' ho associato al concetto di lingua madre delle
medesime
venendo però al concetto di indoeuropeo , devo osservare che si tratta di
una categoria di comodo dei linguisti , che però non fa riferimento a nessun
rapporto di filiazione preciso fra una determinata lingua e l ' altra :
quando poi si arrivi a determinazioni più specifiche , occorre deporre tale
denominazione per indicare il dove , il come e il quando
infine , pare proprio che il termine vira sia di origine sanscrita :
Entry vira
Meaning m. a man , (esp.) a brave or eminent man , hero , chief
(sometimes applied to gods , as to Indra , Vishn2u &c. ; pl. men , people ,
mankind , followers , retainers) RV. &c. &c. ; a hero (as opp. to a god)
RTL. 272 n. ; a husband MBh. R. Pur. ; a male child , son (collect. male
progeny) RV. AV. Br. Gr2S3rS. ; (collect. male progeny) RV. AV. Br. Gr2S3rS.
; the male of an animal AV. S3a1n3khS3r. ; (with , Ta1ntrikas) an adept (who
is between the %{divya} and the %{pazu} RTL. 191) Rudray. ; (in dram.)
heroism (as one of the 8 Rasas [q.v.] ; the Vi1ra-carita [q.v.] exhibits an
example) Bhar. Das3ar. Sa1h. &c. ; an actor W. ; a partic. Agni (son of
Tapas) MBh. ; fire , (esp.) sacred or sacrificial fire L. ; N. of various
plants (Terminalia Arunja ; Nerium Odorum ; Guilandina Bonduc , manioc-root)
L. ; N. of an Asura MBh. ; of a son of Dhr2ita-ra1sht2ra ib. ; of a son of
Bharad-va1ja ib. ; of a son of Purusha Vaira1ja and father of Priya-vrata
and Utta1na-pa1da Hariv. ; of a son of Gr2in5jima ib. ; of two sons of
Kr2ishn2a BhP. ; of a son of Kshupa and father of Vivin6s3a Ma1rkP. ; of the
father of Li1la1vati1 ib. ; of a teacher of Vinaya Buddh. ; of the last
Arhat of the present Avasarpin2i L. ; (also with %{bhaTTa} , %{AcArya} &c.)
of various authors &c. Cat. ; (pl.) of a class of gods under Manu Ta1masa
BhP. ; (%{A}) f. a wife , matron (whose husband and sons are still alive) L.
; an intoxicating beverage ib. ; N. of various plants and drugs (Flacourtia
Cataphracta ; Convolvulus Paniculatus ; Gmelina Arborea ; the drug
Ela-va1luka &c.) L. ; (in music) a partic. S3ruti Sam2gi1t. ; N. of the wife
of Bharad-va1ja L. ; of the wife of Karam2-dhama Ma1rkP. ; of a river MBh.
(B. %{vANI}) ; n. (only L.) a reed (Arundo Tibialis) ; the root of ginger(?)
; pepper ; rice-gruel ; the root of Costus Speciosus , of Andropogon
Muricatus &c. [1005,3] ; mf(%{A})n. heroic , powerful , strong , excellent ,
eminent L. [Cf. Lat. {vir} ; Lith. {vy4ras} ; Goth. {wair} ; Angl. Sax.
{w?r} , {w?re-wulf} ; Eng. {werewolf} ; Germ. {Werwolf} , {Wergeld}.]
( Cologne Digital Sanskrit Lexicon )
ciao
heliogabalus
--
« Toute l'eau de la mer ne suffirait pas à laver une tache de sang
intellectuelle »
Lautréamont
> le statue dell ' isola di pasqua , a un certo punto , cominciavano a
> pronunciare parole in SANSCRITO che , volando sul mare , raggiungevano il
> protagonista che si trovava sul ponte di una nave
Sul fascino della lingua e della cultura indiane non si discute. È unico.
> infine , pare proprio che il termine vira sia di origine sanscrita :
>
> Entry vira
>
> Meaning m. a man , (esp.) a brave or eminent man , hero , chief
[...]
> ( Cologne Digital Sanskrit Lexicon )
Ma per uno che mastica pochissimo inglese scolastico, la tua citazione
appare molto simile al sanscrito se non all'indoeuropeo. :-)
--
Bye
Jefferson
la lingua madre di che ? di latino e greco , intendi ?
> Che discenda insieme a latino e greco da una lingua comune, è addirittura
> l'intuizione che ha fatto nascere la moderna filologia comparata, nel '700
> ;-)
quindi porresti sanscrito , greco e latino sullo stesso piano , in quanto
discendenti da un ' antichissima lingua comune ? un po' come italiano ,
francese e spagnolo , che derivano tutti dal latino ?
in questo caso , ho le mie perplessità , perchè ritengo che le antiche
popolazioni ariane che si spinsero ad ovest parlassero un linguaggio più
vicino al sanscrito , quale che sia la lingua madre di questo , che al
latino e al greco , e che questi ultimi siano il frutto di un adattamento di
tali popoli nomadi alle condizioni linguistiche che essi incontrarono in
loco
> Resta solo da vedere se lo sconosciuto e ricostruito antenato indoeuropeo
di
> "eroe" può essere considerato, alla luce dei moderni studi, il medesimo di
> "vir".
ho riferito l ' opinione espressa da un dizionario : tutto qui
> quindi porresti sanscrito , greco e latino sullo stesso piano , in quanto
> discendenti da un ' antichissima lingua comune ? un po' come italiano ,
> francese e spagnolo , che derivano tutti dal latino ?
Parrebbe di sì. In linea di massima, come 'substrato'.
>
> in questo caso , ho le mie perplessità , perchè ritengo che le antiche
> popolazioni ariane che si spinsero ad ovest parlassero un linguaggio più
> vicino al sanscrito , quale che sia la lingua madre di questo , che al
> latino e al greco , e che questi ultimi siano il frutto di un adattamento
di
> tali popoli nomadi alle condizioni linguistiche che essi incontrarono in
> loco
Ti riferisci a migrazioni dall'India verso l'occidente, successive alle
migrazioni indoeuropee?
Martinet fa una triplice classificazione delle popolazioni indoeuropee
(L'indoeuropeo -lingue, popoli e culture- pagg.7-8):
"Al primo gruppo appartengono gli Indo-Iranici, che ritroveremo più tardi in
Asia, dalla Mesopotamia al Golfo del Bengala, gli Armeni, gli Albanesi, i
Baltici e gli Slavi. Il greco, sfuggito alla palatizzazione, da cui dunque
(gi)gnosko -conoscere-, deve essere restato a lungo a stretto contatto con i
dialetti dei futuri Indo-Iranici. L'indeuropeo occidentale, che alla fine si
estenderà dal Baltico al Mediterraneo all'Atlantico, porta con sé, in
embrione, le varietà che diventeranno poi l'italico, il celtico e il
germanico".
Poi, si sa, queste considerazioni hanno di scientifico parecchio, ma alla
fine si basano su induzioni anche abbastanza personali. Il mondo scientifico
pare però che l'abbia accettata senza troppe critiche.
Ovviamente queste, non sono state le uniche migrazioni della preistoria. :-)
--
Bye
Jefferson
In realtà sono stato impreciso: all'origine ('700-'800) si ritenne proprio
che il sanscrito fosse la lingua madre (termine cmq improprio).
Poi fu la volta del Lituano e del Germanico, poi (quando fu tradotto)
dell'Ittita, che presenta tratti molto arcaici e peculiari.
Sicuramente oggi si ritiene che il sanscrito sia una lingua "figlia" al pari
di tutte le altre, anzi, proprio l'estrema completezza grammaticale e
fonetica del sanscrito che tanto affascinò i linguisti sette-ottocenteschi,
in cerca delle lingua oerfettaoriginale, sarebbe piuttosto la dimostrazione
di come su di essa abbia pperato in maneira sapiente i grammatici
dell'antichità indiana, in primo luogo Panini.
Tutt'oggi oggetto di dibattito è invece ed in effetti quanto i proto-greco
abbiano coabitato con gli indoiranici, i proto-italici coi proto-celti e
così via.
Tra le pubblicazioni più recenti consiglio:
Villar "Gli indoeuropei e le origini dell'Europa", molto completo e molto
critico con Martinet
Ambrosini "Introduzione alla glottologia indoeuropea"
Lehmann (non ricordo il titolo)
Volendo c'è poi Alinei che invece utilizza tutto un altro approccio, molto
contestato (Ambrosini però non lo rigetta in toto)
Ciao.
Ered Luin
innanzitutto ti ringrazio , perchè le tue osservazioni mi spingono a far
chiarezza in un panorama che per me resta ancora nebbioso
>
> >
> > in questo caso , ho le mie perplessità , perchè ritengo che le antiche
> > popolazioni ariane che si spinsero ad ovest parlassero un linguaggio più
> > vicino al sanscrito , quale che sia la lingua madre di questo , che al
> > latino e al greco , e che questi ultimi siano il frutto di un
adattamento
> di
> > tali popoli nomadi alle condizioni linguistiche che essi incontrarono in
> > loco
>
> Ti riferisci a migrazioni dall'India verso l'occidente, successive alle
> migrazioni indoeuropee?
no , mi riferisco proprio agli indoeuropei
(http://www15.brinkster.com/mehijoon/his_aria.htm) :
' Ariano, o Indo-Europeo, è il nome generico dato al popolo che si pensa sia
originario delle steppe dell'Asia centrale e meridionale. Attorno al
4000-3000 a.C. questa popolazione cominciò a emigrare verso terre più calde,
a sud e a ovest. Molti studiosi ritengono che risalga a questo periodo la
differenziazione degli Indoeuropei in varie tribù. Le tribù che emigrarono a
ovest sono le progenitrici dei Tedeschi, degli Slavi, dei Greci, dei Latini,
e probabilmente dei Celti. I popoli che scelsero come destinazione il sud
sono noti come Indo-Iranici. '
intendevo parlare , quindi , di una trasmissione linguistica diretta dagli
ariani ai greci , ma mi sbagliavo ritenendo che il mio adorato sanscrito
costituisse senz ' altro lo strumento di trasmissione
> Martinet fa una triplice classificazione delle popolazioni indoeuropee
> (L'indoeuropeo -lingue, popoli e culture- pagg.7-8):
> "Al primo gruppo appartengono gli Indo-Iranici, che ritroveremo più tardi
in
> Asia, dalla Mesopotamia al Golfo del Bengala, gli Armeni, gli Albanesi, i
> Baltici e gli Slavi. Il greco, sfuggito alla palatizzazione, da cui dunque
> (gi)gnosko -conoscere-, deve essere restato a lungo a stretto contatto con
i
> dialetti dei futuri Indo-Iranici. L'indeuropeo occidentale, che alla fine
si
> estenderà dal Baltico al Mediterraneo all'Atlantico, porta con sé, in
> embrione, le varietà che diventeranno poi l'italico, il celtico e il
> germanico".
non mi è chiara la collocazione del greco secondo martinet : gruppo autonomo
rispetto all ' indo-iranico e all ' occidentale ?
ad ogni modo , ti voglio riferire una quadruplice classificazione dovuta a
THOMAS V. Gamkrelidze e V. V. IVANOV , in un ' opera intitolata The
IndoEuropean Language and the Indo-Europeans , pubblicata in russia nel 1984
( quindi anteriore a quella del martinet ) e poi tradotta in inglese e
riassunta , a cura di Scientific American , qui :
http://www.armenianhighland.com/homeland/chronicle120.html
la classificazione è sintetizzata in un favoloso ' albero delle lingue ' che
non posso riportare perchè è sconsigliato postare in html , e che
curiosamente ha alla base il protoindoeuropeo ma che è privo di radici ,
quasi a confermare la mia affermazione per cui quella dell ' indoeuropeo è
una denominazione di comodo dei linguisti , in mancanza di conoscenze più
precise
riferisco in in inglese , perchè alcuni nomi non li so tradurre
i rami sono 4 : anatolian , celto-italo-tocharian , balto-slavo-germanic ,
aryano-greco-armenic
quest ' ultimo presenta una biforcazione : greek e armeno-aryan
il greco dà origine alle diramazioni che non riesco mai a imparare a memoria
: arcadian , aeolic , ionic e doric
l ' altro ramo si biforca in armenian e indo-iranian
quest ' ultimo si suddivide in old iranian e sanskrit
conclusione : greco e sanscrito appaiono abbastanza strettamente imparentati
, in quanto entrambi appartengono al ramo principale aryano-greco-armenic
quanto al latino , il discorso è completamente diverso
esso nasce dal celto-italo-tocharian , che si biforca in proto-celtic e
italic , dal quale ultimo sorgono le lingue romanze
dal protoceltico , invece , nasce , fra l ' altro , lo scozzese , che quindi
si trova imparentato molto più strettamente a noi che all ' inglese
forse questo spiega la mia simpatia per il glen grant : )
ciao
heliogabalus
--
' Est enim philosophia paucis contenta judicibus, multitudinem consulto ipsa
fugiens, eique suspecta et invisa '
Cic., Tusc.quaest., lib. II, cap. I
>
> conclusione : greco e sanscrito appaiono abbastanza strettamente
imparentati
> , in quanto entrambi appartengono al ramo principale aryano-greco-armenic
>
> quanto al latino , il discorso č completamente diverso
>
> esso nasce dal celto-italo-tocharian , che si biforca in proto-celtic e
> italic , dal quale ultimo sorgono le lingue romanze
Esatto, e difatti molti studiosi delle origini del latino trovano una
parentela particolare del latino col celtico.
>
> dal protoceltico , invece , nasce , fra l ' altro , lo scozzese , che
quindi
> si trova imparentato molto piů strettamente a noi che all ' inglese
Infatti.
E anche a me piacerebbe approfondire. Per adesso mi sono segnato un paio di
titoli (di Ered) e ora vado a sbirciare i tuoi link.
>
> forse questo spiega la mia simpatia per il glen grant : )
Io invece continuo a preferire l'italico vino. :-)
--
Bye
Jefferson
>> Ti riferisci a migrazioni dall'India verso l'occidente,
>> successive alle migrazioni indoeuropee?
>
> no , mi riferisco proprio agli indoeuropei
> (http://www15.brinkster.com/mehijoon/his_aria.htm) :
>
> ' Ariano, o Indo-Europeo, è il nome generico dato al
> popolo che si pensa sia originario delle steppe dell'Asia
> centrale e meridionale. Attorno al 4000-3000 a.C. questa
> popolazione cominciò a emigrare verso terre più calde, a
> sud e a ovest. Molti studiosi ritengono che risalga a
> questo periodo la differenziazione degli Indoeuropei in
> varie tribù. Le tribù che emigrarono a ovest sono le
> progenitrici dei Tedeschi, degli Slavi, dei Greci, dei
> Latini, e probabilmente dei Celti. I popoli che scelsero
> come destinazione il sud sono noti come Indo-Iranici. '
Ricordo di aver letto che un autore inglese di cui ora
scordo il nome (anzi credo che sia l'archeologo Colin
Renfrew, vedere con Google) sostiene che l'origine delle
lingue indoeuropee non sarebbe nelle steppe dell'Asia
centrale ma più a occidente fra Anatolia e Mesopotamia.
> intendevo parlare , quindi , di una trasmissione
> linguistica diretta dagli ariani ai greci , ma mi
> sbagliavo ritenendo che il mio adorato sanscrito
> costituisse senz ' altro lo strumento di trasmissione
>
>> Martinet fa una triplice classificazione delle
>> popolazioni indoeuropee
...
> ad ogni modo , ti voglio riferire una quadruplice
> classificazione dovuta a THOMAS V. Gamkrelidze e V. V.
> IVANOV , in un ' opera intitolata The IndoEuropean
> Language and the Indo-Europeans , pubblicata in russia nel
> 1984 ( quindi anteriore a quella del martinet ) e poi
> tradotta in inglese e riassunta , a cura di Scientific
> American , qui :
> http://www.armenianhighland.com/homeland/chronicle120.html
>
> la classificazione è sintetizzata in un favoloso ' albero
> delle lingue ' che non posso riportare perchè è
> sconsigliato postare in html , e che curiosamente ha alla
> base il protoindoeuropeo ma che è privo di radici , quasi
> a confermare la mia affermazione per cui quella dell '
> indoeuropeo è una denominazione di comodo dei linguisti ,
> in mancanza di conoscenze più precise
Gli alberi linguistici "genealogici" hanno il difetto di
non far notare le reciproche influenze fra le lingue.
Penso che di tali classificazioni ve ne siano molte
dfferenti.
>
> riferisco in in inglese , perchè alcuni nomi non li so
> tradurre
...
> dal protoceltico , invece , nasce , fra l ' altro , lo
> scozzese , che quindi si trova imparentato molto più
> strettamente a noi che all ' inglese
>
> forse questo spiega la mia simpatia per il glen grant : )
>
> ciao
> heliogabalus
Pare che il gaelico di Scozia sia dovuto a immigrazioni
dall'Irlanda, così come il bretone di Bretagna sarebbe
risultato di immigrazioni dal Galles.
Purtroppo non posso citare opere a sostegno dato che non
ricordo dove ho letto queste informazioni.
ciao
--
oggi no, domani sì
> all'origine ('700-'800) si ritenne proprio
> che il sanscrito fosse la lingua madre (termine cmq improprio).
> Poi fu la volta del Lituano e del Germanico, poi (quando fu tradotto)
> dell'Ittita, che presenta tratti molto arcaici e peculiari.
vedo sull ' albero di cui ho riferito a jefferson che attualmente l ' ittita
è ' semplicemente ' considerato uno dei ( per me misteriosi ) linguaggi
anatolici , assieme a ' palaic , lydian , luwian e lycian '
vedo poi anche che c ' è un ristretto gruppo di popoli che non partecipò
alla " corsa all ' occidente "
' There are also a rather small group of people who most likely chose not to
participate in this great migration. These later entered the pages of
history as Scythians and Samarians, although they are also believed to be
nomadic Indo-Iranians since their language and customs are closely tide to
the Ancient Persians. '
>
> Sicuramente oggi si ritiene che il sanscrito sia una lingua "figlia" al
pari
> di tutte le altre, anzi, proprio l'estrema completezza grammaticale e
> fonetica del sanscrito che tanto affascinò i linguisti
sette-ottocenteschi,
> in cerca delle lingua oerfettaoriginale, sarebbe piuttosto la
dimostrazione
> di come su di essa abbia pperato in maneira sapiente i grammatici
> dell'antichità indiana, in primo luogo Panini.
sigh
il mio mito del sanscrito come lingua madre della civiltà occidentale
tramonta
>
> Tutt'oggi oggetto di dibattito è invece ed in effetti quanto i proto-greco
> abbiano coabitato con gli indoiranici, i proto-italici coi proto-celti e
> così via.
interessante , ma sono troppo agli inizi per presumere di potermi occupare
di questioni del genere
> Tra le pubblicazioni più recenti consiglio:
>
> Villar "Gli indoeuropei e le origini dell'Europa", molto completo e molto
> critico con Martinet
> Ambrosini "Introduzione alla glottologia indoeuropea"
> Lehmann (non ricordo il titolo)
>
>
> Volendo c'è poi Alinei che invece utilizza tutto un altro approccio, molto
> contestato (Ambrosini però non lo rigetta in toto)
gentilissimo , ma non leggo più materiale cartaceo , sia per le difficoltà
di reperibilità nella città in cui abito ( a partire dalla biblioteca ) ,
sia per la perdita di tempo e di soldi che un ' operazione del genere
comporterebbe
se metto ' indoeuropean ' nel motore di ricerca di google ottengo 26000
risultati , e sono fiducioso di trovare fra di essi ( quasi ) ogni risposta
ai miei quesiti
grazie e ciao
sì , ho trovato la sua home page
http://www.mcdonald.cam.ac.uk/McD/Staff/Renfrew.htm
ha una faccia simpatica e rassicurante , e , a parte questo inciso , ricordo
anch 'io di aver letto qualcosa del genere
> Gli alberi linguistici "genealogici" hanno il difetto di
> non far notare le reciproche influenze fra le lingue.
> Penso che di tali classificazioni ve ne siano molte
> dfferenti.
sono completamente d ' accordo , e penso che a un esame più profondo gli
alberi possano rivelarsi addirittura mistificatori
ma per un principiante come me sono utili , cominciano col farmi vedere uno
schema
> Pare che il gaelico di Scozia sia dovuto a immigrazioni
> dall'Irlanda, così come il bretone di Bretagna sarebbe
> risultato di immigrazioni dal Galles.
interessante
sull ' albero trovo che dal protoceltico si diramano il manx [ isola di
man ] , il gaulish , da cui derivano scottish e irish , e il britanic , da
cui derivano il welsh , il breton e il cornish
e a questo punto mi viene un atroce dubbio tipico , per l ' appunto , dei
principianti
gaulish dovrebbe significare gallico , francese , lingua dei galli
e allora che differenza c ' è fra gaulish e french , ovvero tra francese e
gallico ?
oppure gaulish indica il gaelico ?
>> Ricordo di aver letto che un autore inglese di cui ora
>> scordo il nome (anzi credo che sia l'archeologo Colin
>> Renfrew, vedere con Google) sostiene che l'origine delle
>> lingue indoeuropee non sarebbe nelle steppe dell'Asia
>> centrale ma più a occidente fra Anatolia e Mesopotamia.
>
> sì , ho trovato la sua home page
> http://www.mcdonald.cam.ac.uk/McD/Staff/Renfrew.htm
>
> ha una faccia simpatica e rassicurante , e , a parte
> questo inciso , ricordo anch 'io di aver letto qualcosa
> del genere
Non sapevo che fosse diventato Lord Renfrew, evidentemente
non è un ciarlatano qualsiasi.
> sono completamente d ' accordo , e penso che a un esame
> più profondo gli alberi possano rivelarsi addirittura
> mistificatori
>
> ma per un principiante come me sono utili , cominciano col
> farmi vedere uno schema
Sì sono affascinanti ma occorre sempre avere un po' di
senso critico.
> sull ' albero trovo che dal protoceltico si diramano il
> manx [ isola di man ] , il gaulish , da cui derivano
> scottish e irish , e il britanic , da cui derivano il
> welsh , il breton e il cornish
>
> e a questo punto mi viene un atroce dubbio tipico , per l
> ' appunto , dei principianti
{
Inciso: la tua mania di inserire spazi ovunque fa sì che a
volte un apostrofo finisca a capo lontano dal suo articolo.
}
> gaulish dovrebbe significare gallico , francese , lingua
> dei galli
>
> e allora che differenza c ' è fra gaulish e french ,
> ovvero tra francese e gallico ?
>
> oppure gaulish indica il gaelico ?
>
> ciao
> heliogabalus
Mah, è un po' strano in effetti, dai Galli presumibilmente
celtofoni ma latinizzati ai Franchi germanofoni anch'essi
latinizzati, strano intreccio di popoli e lingue.
ciao.
>> Sicuramente oggi si ritiene che il sanscrito sia una
>> lingua "figlia" al pari
>> di tutte le altre, anzi, proprio l'estrema completezza
>> grammaticale e fonetica del sanscrito che tanto affascinò
>> i linguisti sette-ottocenteschi,
>> in cerca delle lingua oerfettaoriginale, sarebbe
>> piuttosto la dimostrazione
>> di come su di essa abbiano operato in maneira sapiente i
>> grammatici dell'antichità indiana, in primo luogo Panini.
>
>
> sigh
>
> il mio mito del sanscrito come lingua madre della civiltà
> occidentale tramonta
La nostra vita è una continua successione di disillusioni.
> gentilissimo , ma non leggo più materiale cartaceo , sia
> per le difficoltà di reperibilità nella città in cui abito
> ( a partire dalla biblioteca ) , sia per la perdita di
> tempo e di soldi che un ' operazione del genere
> comporterebbe
>
> se metto ' indoeuropean ' nel motore di ricerca di google
> ottengo 26000 risultati , e sono fiducioso di trovare fra
> di essi ( quasi ) ogni risposta ai miei quesiti
>
> grazie e ciao
> heliogabalus
Fai attenzione che nella Rete multimediale si trova di
tutto, ma proprio di tutto, e scovare le fonti serie e
degne di interesse può essere faticoso.
gia'
http://www.google.it/search?q=celti+galati&ie=UTF-8&oe=UTF-8&hl=it&btnG=Cerca+con+Google&lr=
d'altronde i nomi sono fonetica...
ciao, j,
Sui Celti/Keltoi/Galati/Galli si fanno tanti discorsi ma in
fondo si sa poco, mi pare.
Oggigiorno, poi, si intromette pure la politica con
presunti riferimenti a tali antenati che mi paiono
piuttosto arrischiati.
Qui in FVG la precedente giunta di dx stanziò dei soldi
relativi alla cultura celtica, ci fu un'esplosione di roba
celtica, tutto era celtico.
Una cosetta interessante: alle medie la mia prima prof
d'inglese a proposito dei famosi Glasgow Celtics ci chiarì
che la pronuncia "Seltik" era errata ed era meglio dire
"Celtik" all'italiana o meglio ancora "Keltik".
Non so peraltro come la parola venga pronunciata dagli
indigeni.
(Ricordo che i Celtics è la squadra dei cattolici, il
Rangers dei protestanti, il che aggiunge un sapore in più
all'odio reciproco dei tifosi ...)
non ci avevo badato.
parenti degli idiofoni ? :)
> ma latinizzati ai Franchi
> >> germanofoni
stesso suono degli idiofoni, ma gutturale.
> anch'essi latinizzati, strano intreccio di
> >> popoli e lingue.
> >
> > gia'
> >
>
http://www.google.it/search?q=celti+galati&ie=UTF-8&oe=UTF-8&hl=it&btnG=Cerca+con+Google&lr=
> >
> > d'altronde i nomi sono fonetica...
> >
> > ciao, j,
>
>
>
> Sui Celti/Keltoi/Galati/Galli si fanno tanti discorsi ma in
> fondo si sa poco, mi pare.
che il galata morente fosse parente di vercingetorige, mi sembrava di averlo
trovato da piu' parti.
a me piace pensare alle galassie e alla via lattea come cose celtiche :)
> Oggigiorno, poi, si intromette pure la politica con
> presunti riferimenti a tali antenati che mi paiono
> piuttosto arrischiati.
> Qui in FVG la precedente giunta di dx stanziň dei soldi
> relativi alla cultura celtica, ci fu un'esplosione di roba
> celtica, tutto era celtico.
uots fvg ?
se una giunta stanzia dei soldi relativi alla cultura ics, ci sara' un
fiorire di iniziative icsistiche comunque. tralasciamo pietosamente le
culture ipsilon e zeta, che attendono il loro turno (elettorale).
> Una cosetta interessante: alle medie la mia prima prof
> d'inglese a proposito dei famosi Glasgow Celtics ci chiarě
> che la pronuncia "Seltik" era errata ed era meglio dire
> "Celtik" all'italiana
questa fa un po' toto'...
"et vu celtik o tadesk ?"
> o meglio ancora "Keltik".
ekko
> Non so peraltro come la parola venga pronunciata dagli
> indigeni.
kelts / keltiks, afaik.
dando cioe' ragione al gadda cognitivo della nea keltike' :)
la prima volta che l'ho sentito (da una irlandese celtica trapiantata a
londinium), ci ho messo un po' a capire.
> (Ricordo che i Celtics č la squadra dei cattolici, il
> Rangers dei protestanti, il che aggiunge un sapore in piů
> all'odio reciproco dei tifosi ...)
gia', se ne sentiva il bisogno...
ciao, j.
>> Sui Celti/Keltoi/Galati/Galli si fanno tanti discorsi ma
>> in fondo si sa poco, mi pare.
>
> che il galata morente fosse parente di vercingetorige, mi
> sembrava di averlo trovato da piu' parti.
Sì, il figlio della sorella della cognata dello zio, ma non
quello zio che stava con la sorella di Asterix, quell'altro
con le orecchie a sventola.
:-)
> a me piace pensare alle galassie e alla via lattea come
> cose celtiche :)
Ah, beh, c'era anche l'ambulatorio dermoceltico ...
>> Oggigiorno, poi, si intromette pure la politica con
>> presunti riferimenti a tali antenati che mi paiono
>> piuttosto arrischiati.
>> Qui in FVG la precedente giunta di dx stanziò dei soldi
>> relativi alla cultura celtica, ci fu un'esplosione di
>> roba celtica, tutto era celtico.
>
> uots fvg ?
Un ninìn di intuito?
>> Non so peraltro come la parola venga pronunciata dagli
>> indigeni.
>
> kelts / keltiks, afaik.
> dando cioe' ragione al gadda cognitivo della nea keltike'
> :)
Qui è il mio intuito a far cilecca. :-(
Approposito, "cilecca" da dove viene?
LAMPVS ! il sindaco nei barattoli d'argento ! :)
> > kelts / keltiks, afaik.
> > dando cioe' ragione al gadda cognitivo della nea keltike'
> > :)
>
>
> Qui č il mio intuito a far cilecca. :-(
non omnes omnia, hoc humanumst.
cognizione del dolore. il parapagual ecc.
> Approposito, "cilecca" da dove viene?
"etimo ignoto"
(garzanti offline)
no, una ricerca online adesso no, pliiiiiiz :)
ciao, j.
> {
> Inciso: la tua mania di
me lo insegnň la maestra , e non tradirei la sua lezione per tutto l ' oro
del mondo : )
> > gaulish dovrebbe significare gallico , francese , lingua
> > dei galli
> >
> > e allora che differenza c ' č fra gaulish e french ,
> > ovvero tra francese e gallico ?
> Mah, č un po' strano in effetti, dai Galli presumibilmente
> celtofoni ma latinizzati ai Franchi germanofoni anch'essi
> latinizzati, strano intreccio di popoli e lingue.
una risposta l ' ho trovata , in un sito semplice semplice ( e forse un po'
sospetto , proprio per questo ) dove c ' č pure il disegno di asterix
se ci fossero gravi inesattezze , chiedo a tutti di farmelo notare
----------------------------------------------------------
le legioni di Cesare che conquistarono la gallia verso il 50 ac trovarono
che le popolazioni locali parlavano una lingua conosciuta ( ovviamente )
come gallico
poco si sa di questa lingua , ma se non altro che si tratta di un antico
linguaggio celtico risalente al 500 ac , e diffuso nell ' europa
occidentale , centrale e perfino in asia minore
la presenza di soldati romani in gallia introdusse pian piano un latino
popolare , diverso dal latino classico , che a roma veniva adottato solo
dalle classi colte
ma neanche questo latino popolare venne adottato fedelmente : i galli , ad
esempio , accorciavano le parole latine pronunciandole fino alla vocale
dell ' ultima sillaba su cui cadeva l ' accento [ questa , francamente , mi
sembra una spiegazione un po' fantasiosa ]
i franchi , provenienti dalla germania , conquistarono la gallia circa
quattrocento anni dopo , introducendo una lingua diversa , di origine
germanica
-------------------------------------------------------
abbiamo quindi in francia il confluire di tre lingue diverse :
un preesistente gallico , di origine protoceltica
un latino , di origine italica
un franco , di origine che ignoro
le prime due lingue , pur appartenendo a rami diversi , fanno parte della
famiglia celtico italico ' tocharian ' [ chi mi aiuta a tradurre
quest ' ultimo termine ? ]
intuisco che il franco appartenga alla stessa famiglia , ma non ne so di piů
quindi , essendomi chiarito il quesito iniziale , posso riformulare la mia
domanda cosě : che origine ha quest ' ultima lingua ?
Turkestano (turchestano) orientale antico?
Forse si fa prima a dire "tocariano" o, al massimo, "toxariano":
http://www.oxuscom.com/eyawtkat.htm
Epimeteo
Il gallico non c'entra niente col francese, ma questo l'hai ormai scoperto.
> > Mah, è un po' strano in effetti, dai Galli presumibilmente
> > celtofoni ma latinizzati ai Franchi germanofoni anch'essi
> > latinizzati, strano intreccio di popoli e lingue.
Mica tanto: è lo stesso identico intreccio di popoli e di lingue che ci fu
in Italia e in Spagna. Non è un caso se le lingue dei tre paesi si
assomigliano tanto.
Cambiano però i popoli germanici che hanno influenzato linguisticamente i
tre paesi: in Francia c'erano i franchi, in Italia i longobardi, in Spagna i
goti (che furono anche in Italia, ma che non si fermarono abbastanza per
influenzare seriamente la nostra lingua).
> le legioni di Cesare che conquistarono la gallia verso il 50
> ac trovarono che le popolazioni locali parlavano una lingua
> conosciuta ( ovviamente )
> come gallico poco si sa di questa lingua ,
Le iscrizioni galliche sono rarissime, quasi tutte dall'Italia
settentrionale e dalla Svizzera meridionale, in particolare dalle province
di Milano, Como, Varese e dal canton Ticino.
Anche le glosse in testi latini sono abbastanza rare. La più antica credo
sia il celebre "Vae victis" di Brenno (ammesso che sia davvero gallico e non
una traduzione latina).
La glossa più recente, se non ricordo male, è contenuta nell'agiografia di
un martire cristiano di cui non ricordo il nome. Il biografo riporta che la
madre del santo, gallica, durante il martirio del figlio ripeteva
continuamente la frase "figlio mio".
> linguaggio celtico risalente al 500 ac ,
In che senso "risalente al 500 aC"? Tutte le lingue naturali risgono alla
notte dei tempi.
> e diffuso nell ' europa
> occidentale , centrale e perfino in asia minore
Nonché in Spagna.
> [...] i galli , ad esempio , accorciavano le parole latine
> pronunciandole fino alla vocale dell ' ultima sillaba su cui
> cadeva l ' accento [ questa , francamente , mi sembra una
> spiegazione un po' fantasiosa ]
Neanche tanto: il substrato gallico è il principale indiziato per la caduta
delle consonanti e delle vocali atone finali del latino, che caratterizza
tutti i dialetti neolatini di Francia, Spagna (soprattutto nell'est) e
Italia (soprattutto nel nord).
> i franchi , provenienti dalla germania , conquistarono la
> gallia circa quattrocento anni dopo , introducendo una lingua
> diversa , di origine germanica
^^^^^^^^^
> abbiamo quindi in francia il confluire di tre lingue diverse :
>
> un preesistente gallico , di origine protoceltica
>
> un latino , di origine italica
>
> un franco , di origine che ignoro
Ma se dici tu stesso poche righe sopra di che origine fosse: il franco era
una lingua germanica.
> le prime due lingue , pur appartenendo a rami diversi , fanno
> parte della famiglia celtico italico ' tocharian ' [ chi mi
> aiuta a tradurre quest ' ultimo termine ? ]
"Tocario."
Ma non ho mai sentito parlare di questa famiglia "celto-italico-tocario".
Dove l'hai letto?
Ho invece sentito parlare di una ipotetica famiglia
"celto-italico-germanico". Secondo una teoria (non ricodo di chi ma posso
controllare), gli antenati di germani, celti e italici vivevano tutti a
stretto contatto nelle pianure della Germania meridionale o della Svizzera
settentrionale, parlando la stessa lingua.
L'antica lingua comune si spezzerà in tre tronconi quando i futuri italici
varcarono a sud delle Alpi, i futuri germani migreranno a nord per occupare
il nord della Germania e il sud della Scandinavia, e i futuri celti rimasero
nella patria originaria.
> intuisco che il franco appartenga alla stessa famiglia , ma
> non ne so di più
Germanico, celtico e italico sono tutte sottofamiglie della grande famiglia
indeuropea.
Secondo la vecchia teoria dell'albero genealogico, tutte e tre (come anche
il tocario, l'ittita e il greco) appartengono al cosiddetto ramo occidentale
o "kentum", caratterizzato dal fatto che i fonemi occlusivi velari (o
palatali, secondo alcuni), /k/, /g/ e /gh/ si sono mantenuti occlusivi, come
nella consonante iniziale della parola latina che significa "cento":
/kentum/ (scritto "centum", dall'indeuropeo "*kmtom").
Nel ramo orientale o "satem", quegli stessi fonemi, in alcune condizioni, si
sono strasformati in sibilanti, come si vede nella parola persiana che
significa "cento": /satem/ (sempre dall'indeuropeo "*kmntom").
> quindi , essendomi chiarito il quesito iniziale , posso
> riformulare la mia domanda così : che origine ha quest '
> ultima lingua ?
Vedi sopra. Il franco era parente degli attuali tedesco, inglese, svedese,
ecc.
nel frattempo ho ricevuto da marco cimarosti il suggerimento ' tocario ' ,
che mi sembra ancora più adeguato
scopro infatti un sito , fortunatamente in italiano , che adotta proprio
tale termine :
http://www.dejudicibus.it/dizionario/tocario/tocario.html
ne riporto qualche osservazione
-------------------------------------------------------------------
I Tocari erano un popolo vissuto nel V secolo prima di Cristo nella
depressione del Tarim, nel Turkestan Orientale. Si conoscono due lingue: il
Tocario A (Turfariano o Agneano) ed il Tocario B (Koucheano), entrambe con
forti similarità con il celtico ed il germanico piuttosto che l'iraniano o
l'ariano. Si pensa che i Tocari fossero gli antichi Yüeh-chi, un popolo
citato negli antichi annali cinesi.
Il Tocario era scritto con un alfabeto preso in prestito dal nord
dell'India, una scrittura chiamata Brahmi. Questa lingua aveva 3 generi, 3
numeri e ben 9 casi.
-------------------------------------------------------------------
grazie per il link
è interessante l ' osservazione di Lane :
Based on the similarities between Tocharian and the Italic and Celtic
branches, especially the mediopassive in -r and the subjunctive in -a, he
postulates "rather a long period of close contact [between these different
IE branches] after the separation of Tocharian from the nearest of kin,
Thraco-Phrygian (and perhaps Armenian).
ciao
In italiano, ho sempre visto questa forma. Il Garzanti riporta anche la
variante "tocarico":
http://www.garzantilinguistica.it/digita/parola.html?parola=tocario
(Ma riporta anche lo strafalcione ortografico "Turckestan"...)