Pirandello, Scialle nero:
s'udiva un lontanissimo zirlio di grilli (...).
Per quanto riguarda l'articolo oserei dire che davanti alla zeta è d'obbligo
* lo*,
infatti la grammatica dice che davanti ai nomi maschili che iniziano con "s"
impura (cioè seguita da consonante, come sc di scolaro, sp di sposo, ecc.),
"z" (zaino), "x" (xenofobo), Il "gn" (gnomo), "pn" (pneumatico), "ps"
(psicologo) si usano gli articoli uno e lo (plurale gli).
Ma si tratta della Deledda. Quindi non correggo.
--
lu.
Ultima Badessa Di Passaggio
* C'è chi misura l'amore a misura di silenzio
e di assenza. Forse è nel vero.*
G. d'Annunzio a Nella Doria Cambon, 1919
>infatti la grammatica dice
le grammatiche sono roba da maestrine, non contano niente. Anzi per
parlare italiano bisogna dimenticare quello che c'è scritto e dire
evàpora e il gnocco come s'usa oggi. E naturalmente perplime.
--
Chi tardi arriva perde metà dell'opera.
La miglior vendetta è il Pernod.
Gatta covat in lapide.
> Usato dalla Deledda in Canne al vento.Ma il mio vocabolario attribuisce
> questo verso ai tordi non ai grilli.
Non si può essere troppo rigidi con gli aninali, povere bestie. I termini
che designano i rispettivi versi sono onomatopeici, cercano di imitarne il
suoni, almeno a grandi linee. Eppure, non sempre la parola ufficiale è
quella più adatta a rendere l'idea. Il gatto che si aggira a casa mia, per
esempio, non fa affatto "Miao". Al massimo farà un "Mii". E quando vede una
mosca le parla con una serie di brevi e continui "Mlic", "Mlac" gutturali
(difficile descriverli a parole), e sfido io a chiamarlo miagolio. :)
--
Enrico C
=======================================
http://www.lillathedog.net/icling/dizionari_inglese.html
>Il gatto che si aggira a casa mia, per
>esempio, non fa affatto "Miao". Al massimo farà un "Mii".
Sarà siciliano. Quelli che ho ascoltato sono più loquaci, sento
distintamente un altro suono nel "rilascio" (forse il "meow" americano
rende di più)
> Enrico C <use_reply...@despammed.com>. Apri la mente a quel
> ch'io ti paleso e fermalvi entro; ché non fa scienza, sanza lo
> ritenere, aver inteso....
>
>>Il gatto che si aggira a casa mia, per
>>esempio, non fa affatto "Miao". Al massimo farà un "Mii".
>
> Sarà siciliano.
E' tigrato, sembra un po' il gatto silvestre suo cugino.
Forse per questo non è molto civilizzato e non fa un Miao come si deve!?
> Quelli che ho ascoltato sono più loquaci, sento
> distintamente un altro suono nel "rilascio" (forse il "meow" americano
> rende di più)
Ecco!, confrontando le parole che si usano per lo stesso verso in lingue
diverse ci si rende conto dell'arbitrarietà. I cani inglesi, per esempio,
fanno "Woof", non "Bau"!
> "luciana" <luci...@tiscali.it>. Apri la mente a quel ch'io ti
> paleso e fermalvi entro; ché non fa scienza, sanza lo ritenere, aver
> inteso....
>
>>infatti la grammatica dice
>
> le grammatiche sono roba da maestrine, non contano niente.
> evàpora e il gnocco come s'usa oggi. E naturalmente perplime.
Mmmh... More solito, fai di tutte l'erbe una fascia Gibaud.
Non credo che "i gnocchi" sia prevalente su "gli gnocchi" nell'uso delle
persone colte, specie quando si parla o si scrive in maniera più
sorvegliata. "I gnocchi" viene ancora avvertito come una forma regionale,
non molto corretta, anche se è vero che questa percezione si sta
affievolendo. Quando tutti o quasi tutti diranno "i gnocchi", ne
riparleremo. Se succedesse, però, non ne farei una tragedia. L'uso di un
articolo al posto di un altro è nato, se non erro, per agevolare la
pronuncia in certi casi. E allora, se ai moderni risulta più agevole dire
"i pneumatici", non è la loro motivazione buona quanto quell'altra?
"Perplimere" mi lascia perplesso. Lo userei solo per scherzo, ma senza
abusarne, perché un bel gioco dura poco. Se in futuro tale forma effimera
attecchirà nel vocabolario serio, non sarà un dramma: ci faremo il callo.
Su "evàpora" si è detto già: chiunque sia dotato di orecchie sa che è ormai
il nuovo standard di fatto del 99 percento degli italiani, saputi o
ignoranti che siano. Nessuno ti impedisce di usare legittimamente l'accento
etimologico sulla "o", ma dovrai portare pazienza se qualche giovanastro
sorriderà dietro ai banchi!
>n altro suono nel "rilascio" (forse il "meow" americano
>> rende di più)
>
>Ecco!, confrontando le parole che si usano per lo stesso verso in lingue
>diverse ci si rende conto dell'arbitrarietà. I cani inglesi, per esempio,
>fanno "Woof", non "Bau"!
Nel caso di miao-meow il verso è quasi identico, nel meow percepisco
una maggior durata (tanto è vero che si scrive anche miaow):
http://www.m-w.com/dictionary/meow
In realtà a me sembra che i gatti dicano mi-o, ma dopo tutto anche noi
umani di regioni e paesi diversi parliamo diversamente.
> Su "evàpora" si è detto già: chiunque sia dotato di orecchie sa che è ormai
> il nuovo standard di fatto del 99 percento degli italiani, saputi o
> ignoranti che siano. Nessuno ti impedisce di usare legittimamente l'accento
> etimologico sulla "o", ma dovrai portare pazienza se qualche giovanastro
Giovanastro ? E' piu' di mezzo secolo che sento e dico solo evApora.
--
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Padre, Enrico, Giovanni! Tra gatti, miao, e evapOra non avete neppure
risposto al messaggio iniziale.
Bravi. Zero piů.
--
lu.
Ultima Badessa Di Passaggio
* C'č chi misura l'amore a misura di silenzio
e di assenza. Forse č nel vero.*
Il 21/8/06 12:42, nell'articolo t5nf8j50...@news.lillathedog.net,
"Enrico C" <use_reply...@despammed.com> ha scritto:
> On Mon, 21 Aug 2006 13:26:47 +0200, on ng it.cultura.linguistica.italiano,
> in <news:e06je2lo9j99dk2ug...@4ax.com>, FatherMcKenzie wrote:
>
>> Enrico C <use_reply...@despammed.com>. Apri la mente a quel
>> ch'io ti paleso e fermalvi entro; ché non fa scienza, sanza lo
>> ritenere, aver inteso....
>>
>>> Il gatto che si aggira a casa mia, per
>>> esempio, non fa affatto "Miao". Al massimo farà un "Mii".
>>
>> Sarà siciliano.
>
> E' tigrato, sembra un po' il gatto silvestre suo cugino.
> Forse per questo non è molto civilizzato e non fa un Miao come si deve!?
>
>> Quelli che ho ascoltato sono più loquaci, sento
>> distintamente un altro suono nel "rilascio" (forse il "meow" americano
Me ...ow
... il gatto mangia il pesce ...
ma avete letto " La prima volta del gatto " o parlate da zoo senza sapere i
punti alti?
Miei rotti in CL adesso è Galleria
Rimuda Opere di Riccardomustodario
http://snipurl.com/uu20
LuglioLettureSuglioScoglio2006
http://snipurl.com/tde2
--
Indulto, viaggiA pure su it.arti.scrivere fino a Stoccolma, se non fosse per
me che aspetto il Primo Nobel Prize Elettronico Usenet per la gloria della
Letteratura contemporanea, IAS sarebbe al lumicino, e cosa dire delle mani
in pasto IP?
> Padre, Enrico, Giovanni! Tra gatti, miao, e evapOra non avete neppure
> risposto al messaggio iniziale.
> Bravi. Zero più.
Quello sui gridi del tordo? Un tordo bottaccio fa "zit", dunque non
avrei esitazioni a dire che "zirla".
> mosca le parla con una serie di brevi e continui "Mlic", "Mlac" gutturali
> (difficile descriverli a parole), e sfido io a chiamarlo miagolio. :)
Il gatto non solo miagola, ma mugola, ustola, ronfa e fa "prrr prrr",
le fusa... :)
Enrico C wrote:
> Il gatto non solo miagola, ma mugola, ustola, ronfa e fa "prrr prrr",
> le fusa... :)
segna il territorio....
> Quello sui gridi del tordo? Un tordo bottaccio fa "zit", dunque non
> avrei esitazioni a dire che "zirla".
Quanto al canto del grillo, che i più precisini chiamerebbero
"frinire", forse alla Deledda ricordava lo zirlio di un tordo!
Correggi, correggi.
La Deledda era troppo poco attenta alla grammatica
e all'ortografia.
Né le si può attribuire l'autorevolezza di chi scrive
"il zappatore"...
Bruno
Anche le mie fonti dicono che i grilli (e le cicale?) friniscono e i
tordi zirlano.
k
> Anche le mie fonti dicono che i grilli (e le cicale?) friniscono e i
> tordi zirlano.
E il coccodrillo come fa?
GraZia
> Quanto al canto del grillo, che i pi? precisini chiamerebbero
> "frinire", forse alla Deledda ricordava lo zirlio di un tordo!
E non solo alla Deledda.
"Solo, nel gran silenzio, s'udiva un lontanissimo zirlio di grilli"
> (e le cicale?)
cicale cicale cicale
e la formica
invece non cicale mica
(cit. mus. pop.)
--
Non saprei... a me sembra che sibili come i serpenti.
Qui puoi sentire quello del Mississipi:
k
> Giovanastro ?
In effetti, ? pi? comune "giovinastro". Treccani d? "giovanastro"
come variante "ant.".
> E' piu' di mezzo secolo che sento e dico solo evApora.
Certo, ma perch?? Quando ? saltato l'accento e per quale cagione?
Come mai l'antica "evapOra" ha perso la sua planitudine, mentre la
sorella "svapOra" non ha seguito la stessa sorte?
--
> Giovanastro ?
In effetti, ? pi? comune "giovinastro". Treccani d? "giovanastro"
come variante "ant.".
> E' piu' di mezzo secolo che sento e dico solo evApora.
Certo, ma perch?? Quando ? saltato l'accento e per quale cagione?
>>> Anche le mie fonti dicono che i grilli (e le cicale?) friniscono e i
>>> tordi zirlano.
>> E il coccodrillo come fa?
> Non saprei... a me sembra che sibili come i serpenti.
Sbagliato.
Ti rispondo io che sono uno dei numerosissimi nipotini della Zia e ti dico
che...
"... non c'è nessuno che lo sa.
Si dice mangi troppo,
non metta mai il cappotto,
che con i denti punga,
che molto spesso pianga,
però quand'è tranquillo
come fa 'sto coccodrillo?"
(Qualcuno dice che il coccodrillo emetta degli infrasuoni.)
Ciao,
Epimeteo
---
"... but the biggest kick I ever got
was doing a thing called the Crocodile Rock,
while the other kids were Rocking Round the Clock
we were hopping and bopping to the Crocodile Rock..."
(cit. sonora)
> (cit. mus. pop.)
Min. cul. pop.?
> > E' piu' di mezzo secolo che sento e dico solo evApora.
>
> Certo, ma perch?? Quando ? saltato l'accento e per quale cagione?
questo dovresti chiederlo a qualcuno piu' vecchiardo di me, io e' dalla
nascita che sento evApora.
> Come mai l'antica "evapOra" ha perso la sua planitudine, mentre la
> sorella "svapOra" non ha seguito la stessa sorte?
sorella molto minore, frequenza 1000:1. Non ho dubbi nel dire evApora e
guarderei strano uno che dica evapOra. Avrei dubbi tra dire svApora o
svapOra (con preferenze per il primo), ma in realta' avrei dubbi
nell'usare la parola stessa.
Puo' farsi che il fatto di iniziare per vocale c'entri con lo
spostamento dell'accento ?
> Padre, Enrico, Giovanni! Tra gatti, miao, e evapOra non avete neppure
> risposto al messaggio iniziale.
Mi sembrava che avessero risposto altri.
Per me il tordo zirla (in una delle celeberrime cacce al tesoro, di
quelle della serie "sotto l'embricata araucaria della Patagonia", una
delle mete era "la' dove zirlano gli ingabbiati" ... si sa, Berghem e'
terra di cacciatori) ... il grillo fa cri-cri.
> il mio vocabolario...
Aspettando l'ora di cena.
Disc:
zirlio = assente
zirlo = Verso acuto caratteristico del tordo, che, non essendo modulato,
si differenzia dal canto e si avvicina al fischio / voce onom. * sec. XVI
zirlare = Detto del tordo, emettere il caratteristico verso acuto; di
altri animali, mandare fischi simili al verso del tordo: sentire z. un
topo; estens. detto del cacciatore, imitare il verso del tordo come
richiamo / denom. di zirlo * sec. XVI
De Mauro:
zirlìo = CO verso caratteristico del tordo, costituito da brevi gridi
frequenti e continui
zìrlo, = CO il verso caratteristico del tordo / estens., il verso acuto di
pulcini o topi, simile a quello del tordo
zirlare = CO
1 emettere zirli: il tordo zirla / estens., imitare il verso del tordo,
spec. come richiamo
2 estens., emettere versi acuti simili a quelli del tordo: il pulcino zirla
Deli:
zirlo = s. m. 'verso breve e acuto del tordo' (1738, Crusca 4).
zirlare = v. intr. 'emettere uno o più zirli, detto del tordo' (av. 1566,
A. Caro), 'mandare il sibilo caratteristico del tordo, detto di topi,
pulcini e di cacciatori' (1891, Petr.).
zirlare = Vc. onomat., come il lat. zinzilulare, dal quale non dipenderà
dir. Scarsamente attendibile la vecchia ipotesi che si sia di fronte ad un
prestito dell'ant. alto ted. (Th. Braune in ZrPh XVIII 1894 528)
Pianigiani:
zirlàre = sp. chirlar, chirriar; port. chirlar, chirlrar: voce
onomatopeica come il lat. zinlilulàre for[s]e il verso della rondine,
forse proveniente da questa stessa e divenuta qual'è [sic] per scorcio e
dissimilazione (cfr. Zanzara).
Mandar la voce acuta e tronca / detta Zirlo/ che fa il tordo.
[Che lo 'zirlare' abbia qualcosa a che vedere con il 'ciarlare' e 'il
cicalare'?]
Liz:
zirlo =
Pascoli [uccellino]
Pascoli [tordo]
Pascoli [non meglio precisato]
Boine [grillo] x 2
zirlio = Pirandello [grillo]
zirlare =
Boine [macchina da cucire]
Capuana [grillo]
Oriani [tordo]
Oriani [verso italiano]
Pascoli [rondine]
Pascoli [siepe]
Pascoli [tordo] x 3
Web:
Lo 'zirlio' ricorre associato soprattutto alla parola 'grilli':
+zirlio = 320
+zirlio -tordi = 320
+zirlio -tordo = 316
+zirlio -grilli = 33
+zirilio -grillo = 208
[...]
Gerle
Pour ce qui est du crocodile, en silence, il croque Odile... qui est
croquante à craquer.
--
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http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> In realt? a me sembra che i gatti dicano mi-o,
Hai ragione, in realt? dice anche "Mi-o", oppure "Mi-a".
> Hai ragione, in realtà dice anche "Mi-o", oppure "Mi-a".
Una volta io avevo un gatto, di pelo rosso, che diceva "mao".
Ciao,
Epimeteo
---
"Maramao, Maramao,
fanno i mici in coro,
Maramao, Maramao
mao mao mao mao mao...
Maramao, perché sei morto,
pane e vin non ti mancava,
l'insalata era nell'orto
e una casa avevi tu.
Le micine innamorate
fanno ancor per te le fusa..."
(cit. in memoria)
>Avrei dubbi tra dire svApora o
>svapOra (con preferenze per il primo)
svaporato. :)
--
Chi tardi arriva perde metà dell'opera.
La miglior vendetta è il Pernod.
Gatta covat in lapide.
> il grillo fa cri-cri.
A Bergamo. Ccà, cru cru, faci.
>Hai ragione, in realt? dice anche "Mi-o", oppure "Mi-a".
possessivo animale.
>Una volta io avevo un gatto, di pelo rosso, che diceva "mao".
Io ne avevo uno di pelo più rosso che diceva "maarx"
>questo dovresti chiederlo a qualcuno piu' vecchiardo di me, io e' dalla
>nascita che sento evApora.
Vivrò in una dimensione parallela, ma ho sempre detto e fatto dire
evapòra (e pure con la o aperta...)
Infatti, qiand'ero bambino, si diceva che fosse la ragione per la quale i
russi (intesi come sovietici) uccidevano i gatti.
ciao
--
Danilo Giacomelli
-------------
L'òm pié de solcc l'è ric: el siòr l'è chèl che gh-e n'empórta 'n fic.
(Ràsega)
-------------
> "Epimeteo" <ep...@tin.it>. Apri la mente a quel ch'io ti paleso e
> fermalvi entro; ché non fa scienza, sanza lo ritenere, aver inteso....
>
>>Una volta io avevo un gatto, di pelo rosso, che diceva "mao".
>
> Io ne avevo uno di pelo piů rosso che diceva "maarx"
Io avevo un gatto con una faccetta nera, di razza abissina: faceva
"M...niii" e andava a caccia di Petti Rossi.
Infine lo soppressi con una ciotola di olio di ricino.
--
> Giovanni Drogo <dr...@rn.bastiani.ta.invalid>. Apri la mente a quel
> ch'io ti paleso e fermalvi entro; ché non fa scienza, sanza lo
> ritenere, aver inteso....
>
>> il grillo fa cri-cri.
>
> A Bergamo. Ccà, cru cru, faci.
Forse dipende dal numero di grilli, come dice il Carducci per il frinire
delle cicale: "Come strillavano le cicale giù per la china meridiana del
colle... Veramente per significare lo strepitio delle cicale... scavarono
... il verbo "frinire". E per una cicala che canti, amatrice solinga, sta.
Ma quando le son tante a cantar tutte insieme, altro che frinire, filologi
cari!"
> Ecco!, confrontando le parole che si usano per lo stesso verso in lingue
> diverse ci si rende conto dell'arbitrarietā. I cani inglesi, per esempio,
> fanno "Woof", non "Bau"!
Per chi vuol saperne di pių:
http://www.eleceng.adelaide.edu.au/Personal/dabbott/animal.html
http://www.georgetown.edu/faculty/ballc/animals/animals.html
http://www.flat33.com/bzzzpeek/index1.html
Ciao.
Sergio.
P.S.: Perché nei tuoi scritti vedo un "?" sostituirsi ad alcuni caratteri?
>Infatti, qiand'ero bambino, si diceva che fosse la ragione per la quale i
>russi (intesi come sovietici) uccidevano i gatti.
NOn spiega perché i vicentini li mangiassero.
Per quello basta il gusto: sono onnivori come il maiale e si muovono come
selvatici.
ciao
--
Danilo Giacomelli
--------------------------
Un genio non è necessariamente una persona intelligente.
--------------------------
>> In effetti, ? pi? comune "giovinastro". Treccani d?
>> "giovanastro" come variante "ant.".
> Perché mi viene in mente Giovanardi?
Questo è un problema tuo, così come i punti interrogativi di Enrico C. sono
un problema suo.
Ne riconosco la gravità, ma al di là di una generica solidarietà umana, non
posso darti di più.
Ciao,
Epimeteo
---
"Giovinezza, giovinezza,
primavera di bellezza,
della vita nell'asprezza
il tuo canto squilla e va..."
(cit. giovanile)
> Una volta io avevo un gatto, di pelo rosso, che diceva "mao".
Ma, come diceva Teng Hsiao Ping, i topi li prendeva ?
> "Giovinezza, giovinezza,
> primavera di bellezza,
> della vita nell'asprezza
> il tuo canto squilla e va..."
> (cit. giovanile)
Non ti facevo così preistorico!
> Questo č un problema tuo, cosě come i punti interrogativi di Enrico C. sono
> un problema suo.
E' che ieri mi veniva di parlare solo in ascii. Oggi son tornato a
spiccicar l'iso. ;)
>> mosca le parla con una serie di brevi e continui "Mlic", "Mlac" gutturali
>> (difficile descriverli a parole), e sfido io a chiamarlo miagolio. :)
>
> Il gatto non solo miagola, ma mugola, ustola, ronfa e fa "prrr prrr",
> le fusa... :)
Inoltre sibila, soffia, piange, strepita, canta, fa serenate e in casi
disperati non escludo che possa anche zirlare.
--
Poi ringhia, brontola, e non so che altro.
Per riprenderci un po', dopo i verdi pascoli...
Dans ma cervelle se promène,
Ainsi qu'en son appartement,
Un beau chat, fort, doux et charmant.
Quand il miaule, on l'entend à peine,
Tant son timbre est tendre et discret;
Mais que sa voix s'apaise ou gronde,
Elle est toujours riche et profonde.
C'est là son charme et son secret.
Cette voix, qui perle et qui filtre
Dans mon fonds le plus ténébreux,
Me remplit comme un vers nombreux
Et me réjouit comme un philtre.
Elle endort les plus cruels maux
Et contient toutes les extases;
Pour dire les plus longues phrases,
Elle n'a pas besoin de mots.
Non, il n'est pas d'archet qui morde
Sur mon coeur, parfait instrument,
Et fasse plus royalement
Chanter sa plus vibrante corde,
Que ta voix, chat mystérieux,
Chat séraphique, chat étrange,
En qui tout est, comme en un ange,
Aussi subtil qu'harmonieux!
> sorella molto minore, frequenza 1000:1. Non ho dubbi nel dire evApora e
> guarderei strano uno che dica evapOra. Avrei dubbi tra dire svApora o
> svapOra (con preferenze per il primo), ma in realta' avrei dubbi
> nell'usare la parola stessa.
"SvapOra" /svap'ura/ è dialetto piemontese. :-))
"Svaporare" in it. è attestato dal XIV sec. con tutti i derivati:
-àbile, -àmento, -àto, -àzione, -eggiare, c'era anche svaporire.
k
> Certo, ma perch?? Quando ? saltato l'accento e per quale cagione?
> Come mai l'antica "evapOra" ha perso la sua planitudine, mentre la
> sorella "svapOra" non ha seguito la stessa sorte?
Forse perchè è meno usata, è con l'uso che si tende a sdrucciolare;
inoltre in diversi dialetti, dove non esiste "evapora", è rimasta piana,
es. piem. /svap'ura/ , genovese /svap'ua/ ecc.
k
Io avevo un certosino che faceva "ora pro nobis"... l'ho portato a
Vicenza!
k
> Enrico C ha scritto:
>
>> Certo, ma perch?? Quando ? saltato l'accento e per quale cagione?
>> Come mai l'antica "evapOra" ha perso la sua planitudine, mentre la
>> sorella "svapOra" non ha seguito la stessa sorte?
>
> Forse perchè è meno usata,
Mi pare una spiegazione verosimile.
> è con l'uso che si tende a sdrucciolare;
Sdrucciolare humanum est! :)
> Ma, come diceva Teng Hsiao Ping, i topi li prendeva ?
Ne era terrorizzato.
Epimeteo
---
"La gente č come l'acqua e l'esercito come il pesce."
(Mao Zedong)
Quando è innamorato, immagino.
Epimeteo
---
"... buona notte,
va dicendo ad ogni cosa,
ai fanali illuminati,
ad un gatto innamorato,
che randagio se ne va..."
(cit. romantica)
> Non ti facevo così preistorico!
Eh, sono una specie di Highlander, io...
Quest'allegra canzoncina, attribuita a Vincenzo Bellini, me la ricordo come
fosse ieri:
------------
Fenesta ca lucive e mo' nun luce,
sign'è ca Nenna mia stace malata.
S'affaccia la surella e mme lu dice:
Nennella toja è morta e s'è atterrata..."
------------
Ciao,
Epimeteo
---
"Every little thing that you say or do,
I'm hung up,
I'm hung up on you,
waiting for your call..."
(cit. sacra)
>Per quanto riguarda l'articolo oserei dire che davanti alla zeta è d'obbligo
>* lo*, infatti la grammatica dice che davanti ai nomi maschili che iniziano
>con "s" impura (cioè seguita da consonante, come sc di scolaro, sp di sposo,
>ecc.), "z" (zaino), "x" (xenofobo), Il "gn" (gnomo), "pn" (pneumatico), "ps"
>(psicologo) si usano gli articoli uno e lo (plurale gli).
Beh, sul "pn" non sarei così sicuro. In "La lingua italiana" di
Sabatini e Coletti, Giunti 1999, leggo: "la regola tradizionale, per
cui lo e uno debbono precedere z, x, s + cons., gn, cons. + cons.
(purché la seconda non sia l o r), come p, ct, cn, pt, è seguita
pacificamente e ammette accezioni quasi solo per pneumatico nel
significato di copertone dell'automobile, il cui largo uso sconsiglia
come troppo affettato lo/uno pneumatico, gli pneumatici e fa preferire
il/un pneumatico, i pneumatici.
Ciao.
Gian Carlo
>le grammatiche sono roba da maestrine, non contano niente.
Dipende dalle grammatiche e da quello che c'è scritto.
>Anzi per parlare italiano bisogna dimenticare quello che c'è scritto
>e dire evàpora e il gnocco come s'usa oggi.
"Il gnocco" s'usa oggi? Non facevo così giovane il Boccaccio, che
immagino usi evapóra. :-)
Ciao.
Gian Carlo
>Perché mi viene in mente Giovanardi?
Forse perché, fortunatamente, è (quasi) evaporato?
Ciao.
Gian Carlo
> Beh, sul "pn" non sarei così sicuro. In "La lingua italiana" di
> Sabatini e Coletti, Giunti 1999, leggo: "la regola tradizionale, per
> cui lo e uno debbono precedere z, x, s + cons., gn, cons. + cons.
> (purché la seconda non sia l o r), come p, ct, cn, pt, è seguita
> pacificamente e ammette accezioni quasi solo per pneumatico nel
> significato di copertone dell'automobile, il cui largo uso sconsiglia
> come troppo affettato lo/uno pneumatico, gli pneumatici e fa preferire
> il/un pneumatico, i pneumatici.
Questione solo di orecchio personale. A qualcuno potrà apparire affettato
"gli pneumatici", a qualcun altro invece può dar fastidio "i pneumatici".
Personalmente dico "gli pneumatici", sono quindi in compagnia di salumi e
affettati; ma non attribuisco valore sacrale alle regole dei grammatici: se
mi scompifferasse potrei anche dire "i". :)
--
Enrico C
=======================================
http://www.lillathedog.net/icling/dizionari_inglese.html
>Questione solo di orecchio personale.
Sono d'accordo.
>A qualcuno potrà apparire affettato "gli pneumatici", a qualcun altro
>invece può dar fastidio "i pneumatici". Personalmente dico "gli
>pneumatici", sono quindi in compagnia di salumi e affettati; ma non
>attribuisco valore sacrale alle regole dei grammatici: se mi
>scompifferasse potrei anche dire "i". :)
Personalmente ho sempre detto "i pneumatici", ma anch'io, se mi
scompifferasse, potrei dire "gli".
Ciao.
Gian Carlo
Speriamo. Certi malanni hanno la tendenza a ricomparire, purtroppo.
GraZia
Rapida guglata un po' per gioco, un po' per curiosità:
"sconfiffera" 1420 pagine
"scompiffera" 929 pagine
"sconfinfera" 665 pagine
"sconpiffera" 32 pagine
(De Mauro e Zingarelli riportano solo "sconfinferare", Garzanti non li
riporta).
Ciao,
Epimeteo
---
"... e damme 'stu veleno,
nun aspettà dimane...
ca, indifferentemente,
si tu m'accide,
nun te dico niente..."
(cit. di indifferenza apparente)
>(De Mauro e Zingarelli riportano solo "sconfinferare", Garzanti non li
>riporta).
Da anni sento dire solo "e" sia per la congiunzione che per il verbo;
forse perchè nel parlato l'accento non si sente. I vocabolari
riportano la convenzione antica, forse ottocentesca, forse
settecentesca, forse vattelappesca, che vuole è sempre accentato come
voce del vervbo essere. Credo sia giunto il momento di abbattere
quest'altra regoletta da maestrine. Tanto, ogni attuale forma della
lingua italiana è stata, al suo apparire, considerata errore.
I democristiani ritornano sempre!
k
[Azz...
Il Reverendo e incavolato come una biscia.
E chi a il coraggio di chiedergli qualcosa?]
epimeteo
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"... ne abbiamo attraversate di tempeste
e quante prove antiche e dure
ed un aiuto chiaro da un'invisibile carezza
di un custode.
Degna é la vita di colui che è sveglio,
ma ancor di più di chi diventa saggio
e alla Sua gioia poi si ricongiunge.
Sia lode, lode all'Inviolato..."
(cit. mistica)
E' vero. Mi ricordo di quando Montanelli chiamava Fanfani *il rieccolo*. Eh,
bei tempi...
GraZia
>Da anni sento dire solo "e" sia per la congiunzione che per il verbo;
>forse perchè nel parlato l'accento non si sente.
Padre, vorrà forse dire che è perché lei non sente l'accento, non
perché l'accento non si sente.
>I vocabolari riportano la convenzione antica, forse ottocentesca, forse
>settecentesca, forse vattelappesca, che vuole è sempre accentato come
>voce del vervbo essere. Credo sia giunto il momento di abbattere
>quest'altra regoletta da maestrine.
Se la regola dovesse essere abbattuta solo in base all'udito dei padri
(lasciamo stare le maestrine, che non ci hanno detto come òdono),
suppongo che tutti scriverebbero "da" come voce del verbo dare.
>Tanto, ogni attuale forma della lingua italiana è stata, al suo
>apparire, considerata errore.
Ah, ma allora per perplimere ci sono buonissime speranze. :-)
Ave.
Gian Carlo
>Se la regola dovesse essere abbattuta solo in base all'udito dei padri
>(lasciamo stare le maestrine, che non ci hanno detto come òdono),
>suppongo che tutti scriverebbero "da" come voce del verbo dare.
Prima o poi accadra, tanto l'accento non si sente.