"se fossi stato tua moglie, ci sarei andato" , oppure
"se fossi stato tua moglie, ci sarei andata" ?
In questo caso mi sembra sia più adatta la prima, ma nel caso in cui si
parlasse di cose tipiche del sesso femminile ? Esempio:
"se fossi stato tua moglie, mi sarei truccato meglio" , oppure
"se fossi stato tua moglie, mi sarei truccata meglio" ?
Grazie e scusate la banalità del messaggio :-)
A me suona meglio la prima.
Se mia nonna avesse avuto i baffi, sarebbe stata mio nonno.
k
Mah, sai che io invece avrei accordato al femminile fin dal principio?
"Se fossi stata tua moglie, ci sarei andata/mi sarei truccata meglio."
Ad esempio, io, che sono una ragazza, direi:
"Se fossi stato tuo marito, ci sarei andato/ mi sarei messo la
cravatta."
P.S.: Un uomo potrebbe dire "Mi sono messa la cravatta"? Facendo accordo
col compl. ogg.?
Bella. Noi veneti ne sappiamo una versione leggermente diversa, che ha
me ha sempre fatto molto ridere:
Se me nono gavèsse 'e rode, el sarìa un triciclo.
(trad.: Se mio nonno avesse le ruote, sarebbe un triciclo).
Si usa quando si vuol rispondere a qualcuno che fa ipotesi troppo
assurde.
Userei comunque il maschile:
"Anche se fossi nato donna, non metterei i tacchi alti."
--
Enrico C
Sí, ha la libera scelta fra l'accordo col soggetto dei participi
costrutti con l'ausiliare «essere» e quello col complemento
oggetto dei participi di verbi transitivi.
Pertanto tu, Elisa, potresti ad esempio dire: «Mi son messo/a il
cappello» oppure «Mi son messe/a le scarpe» ecc.
Discutemmo l'argomento anni fa, ma non ricordo piú in che filone.
Ciao e Buona Pasqua,
Wolfgang
>
> Userei comunque il maschile:
>
> "Anche se fossi nato donna, non metterei i tacchi alti."
>
>
Sě, ma da questa frase che hai scritto non si capisce se il soggetto,
nella seconda parte della frase, sia diventato femminile o meno ...
cioč, tu scriveresti
"Anche se fossi nato donna, non mi sarei mai messA i tacchi alti" oppure
"Anche se fossi nato donna, non mi sarei mai messO i tacchi alti" ?
Analogamente, qui a Roma si usa (si usava di più in passato, però) :
"Si mi' nonno ciaveva le rote, era 'n tram"
(ma anche: "Si mi' nonno ciaveva tre palle era 'n flipper").
"Se te gh'eret la perteghètta, te seret un tram".
Ciao, FB
--
If you knock on my door and I call out "Who is it?", you, as a normal
person, knowing that I would recognize your voice, would say "It's me". If
you said "It is I", I would not be nearly so inclined to let you in.
(Geoffrey K. Pullum - http://snipurl.com/bhtu)
Un giorno lo dirò... :)
>
> Discutemmo l'argomento anni fa, ma non ricordo piú in che filone.
>
> Ciao e Buona Pasqua,
> Wolfgang
Grazie Wolfgang, Buona Pasqua anche a te!
Ah, capisco: quel giorno verrà quando ti sarai finalmente comprato/a
un paio di scarpe. Il cappello ce l'hai già, ma non puoi mettertelo,
giacché esso ti serve ancora a raccogliere i soldi per le scarpe.
> Grazie Wolfgang, Buona Pasqua anche a te!
E una scalza Pasqua a te, suor Elisa delle Francescane, dal
Lupo di Hannubbio
?? "scalza"? perchè mi auguri di andare in giro senza scarpe? E' un
augurio di bel tempo e di corse a piedi nudi su praticelli erbosi?
suor Elisa delle Francescane,
??? Ehm....
> dal Lupo di Hannubbio
!! Lupo mannaro?
> Sě, ma da questa frase che hai scritto non si capisce se il soggetto,
> nella seconda parte della frase, sia diventato femminile o meno ... cioč,
> tu scriveresti
> "Anche se fossi nato donna, non mi sarei mai messA i tacchi alti" oppure
> "Anche se fossi nato donna, non mi sarei mai messO i tacchi alti" ?
Io direi:
Anche se fossi nato donna, non mi sarei mai messI i tacchi alti.
Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://www.mauriziopistone.it/linguaitaliana.html
"What's in a name? That which we call a rose
By any other name would smell as sweet."
> Anche se fossi nato donna, non mi sarei mai messI i tacchi alti.
«Se fossi cane, bau.
Se fossi gatto, miao.
Se fosse tardi, ciao.»
[cit.]
Eh, starò attenta. Ma tanto ai lupi mannari conviene stare al largo da
me... farebbero una brutta fine. Mi sono fatta una cultura su di loro e
so perfettamente come batterli.
> Ciao, Buona Pasqua!
Buona Pasqua anche a te! Un bacione!
Se fosse tardi, tao.
>> «Se fossi cane, bau.
>> Se fossi gatto, miao.
>> Se fosse tardi, ciao.»
> Se fosse tardi, tao.
Si c'était mardi, mao.
La Fiorelis'è docile, è rispettosa, è bona ed è obbediente,
Si lascia prendere, si fa guidar dal lupo mannaro.
Ma se le tocca dove è il suo debole,
Sarà una vipera, abbrevia le parole
E scriverà tutto in minuscolo
E cento trappole prima di cedere gli farà giocar...
Buona Pasqua e pacifica,
Wolfgang
> «Se fossi cane, bau.
> Se fossi gatto, miao.
> Se fosse tardi, ciao.»
> [cit.]
Il grandissimo Brunello Robertetti!
G
> Il grandissimo Brunello Robertetti!
Ehhhrrr... un grande protaconista del novecento,insieme naturalmente a
Tonino Mutandari, inventore del nascondismo e dello spicciolismo.
> "Imho" ha scritto:
>
>> Sě, ma da questa frase che hai scritto non si capisce se il soggetto,
>> nella seconda parte della frase, sia diventato femminile o meno ... cioč,
>> tu scriveresti
>> "Anche se fossi nato donna, non mi sarei mai messA i tacchi alti" oppure
>> "Anche se fossi nato donna, non mi sarei mai messO i tacchi alti" ?
>
> Io direi:
> Anche se fossi nato donna, non mi sarei mai messI i tacchi alti.
Questo potrei dirlo anch'io. Ma anche le altre varianti proposte da Imho mi
non mi paiono impossibili.
>> "Anche se fossi nato donna, non mi sarei mai messO i tacchi alti" ?
Questa č la frase che sceglierei piů probabilmente. Non foss'altro che per
l'abitudine a parlare al maschile :)
>> "Anche se fossi nato donna, non mi sarei mai messA i tacchi alti" oppure
Qui l'appartente incoerenza tra la prima e la seconda parte potrebbe
giustificarsi con una improvvisa immedesimazione....
"Anche se fossi nato donna, [dunque da questo punto in qua ragiono come se
fossi donna], non mi sarei messa i tacchi alti."
--
Enrico C
>>"Imho" ha scritto:
>>
>>>"Anche se fossi nato donna, non mi sarei mai messO i tacchi alti" ?
>
>
> Questa č la frase che sceglierei piů probabilmente. Non foss'altro che per
> l'abitudine a parlare al maschile :)
>
>
>>>"Anche se fossi nato donna, non mi sarei mai messA i tacchi alti" oppure
>
>
> Qui l'appartente incoerenza tra la prima e la seconda parte potrebbe
> giustificarsi con una improvvisa immedesimazione....
>
> "Anche se fossi nato donna, [dunque da questo punto in qua ragiono come se
> fossi donna], non mi sarei messa i tacchi alti."
Ci sarebbero anche le varianti "fossi natA" -> "non mi sarei messO" e
"fossi natA" -> "non mi sarei messA" , ma non mi sembrano credibili
(forse la seconda suona meglio).
Comunque ho capito che non c'č una regola precisa, come in molti altri
contesti. Grazie a tutti e Buona Pasqua!
Ciao, Diego.
>Salve, ho un dubbio: io, di sesso maschile, dovrei dire:
>
>"se fossi stato tua moglie, ci sarei andato" , oppure
>"se fossi stato tua moglie, ci sarei andata" ?
>
>In questo caso mi sembra sia più adatta la prima, ma nel caso in cui si
>parlasse di cose tipiche del sesso femminile ? Esempio:
>
>"se fossi stato tua moglie, mi sarei truccato meglio" , oppure
>"se fossi stato tua moglie, mi sarei truccata meglio" ?
Sempre la prima.
Io (che sono un maschio) ci sarei andato, e mi sarei truccato meglio,
anche se fossi stato tua moglie.
--
>Giò
A man has dreams of walking with giants,
to carve his niche in the edifice of time.
Before the mortar of his zeal
has a chance to congeal
the cup is dashed from his lips,
the flame is snuffed aborning.
Sì, ma non è una "regola", giusto ?
Ehhhrrrrr, lui non è bbono a dipingere, ehhhhrrr, non è capace, ehhhrrrrr,
tant'è che si firma "Sono una pippa".
Tempo fa ho fornito diversi url donde scaricare filmati.
Ciao, FB
--
"Is this Miss Prism a female of repellent aspect, remotely connected with
education?" "She is the most cultivated of ladies, and the very picture of
respectability" "It is obviously the same person".
("The Importance of Being Earnest", Oscar Wilde)
> Ciao e Buona Pasqua!
BP a tutto il mondo
se fosse sardo, sau.
se fosse Stuarda, stuao.
se fosse un dardo, dao (l'amor è un dardo).
se fosse fard, fao.
se fosse Garda, gao.
se fosse hard, hao.
se fosse 'na ciarda, ciao.
>>se fosse 'na ciarda, ciao.
> Non ti piace ballar la ciarda? ;-))
A Roma (chiedo aiuto a Giovanni) 'a ciarda non è una danza, ma il supporto
del cono ("-'abbè, damme 'ncono de cinquanta")
> Ciao, Father McKenzie. Tu as écrit :
>
>>A Roma (chiedo aiuto a Giovanni) 'a ciarda non è una danza, ma il supporto
>>del cono ("-'abbè, damme 'ncono de cinquanta")
> ?? Un cono gelato?!
La "cialda", dalle mie parti anche "parigina", è la materia di cui è fatto
il cono su cui poggia il gelato.
Ciao, FB
--
Domanda: "Era il figlio di Iside e Osiride".
Risposta: "Thor".
(quiz televisivo)
> On Sat, 26 Mar 2005 18:17:18 +0100, Colette wrote:
>
>> Ciao, Father McKenzie. Tu as écrit :
>>
>>>A Roma (chiedo aiuto a Giovanni) 'a ciarda non č una danza, ma il supporto
>>>del cono ("-'abbč, damme 'ncono de cinquanta")
>> ?? Un cono gelato?!
>
> La "cialda", dalle mie parti anche "parigina", č la materia di cui č fatto
> il cono su cui poggia il gelato.
Piů precisamente, la cialda č la materia e, per estensione, il cono stesso,
mentre la parigina č solo il cono.
Ciao, FB
--
Se dico "siedi!" manca l'oggetto.
Siedo chi? Lei o me?
(da it.cultura.linguistica.italiano)
Eh eh eh... Si, anche.
Ora ti spiego, Colette, così in caso anche tu sai come difenderti. Per
battere un lupo mannaro bisogna traffiggergli la testa con una croce
d'argento. Oppure bisogna tagliargli la testa direttamente, cosa che va
fatta in ogni caso (mi raccomando!) perchè se tu seppelisci il lupo
mannaro con la sua testa, quello dopo un po' risorge sotto forma di
vampiro.
Ho anche letto che voi francesi un tempo avevate un metodo molto carino
per guarire il licantropo: lo facevate frustare da 10 vergini finchè la
sua pelle non era tutta coperta di sangue. Poi gli buttavate addosso un
pentolone di acqua bollente. Se sopravviveva, era guarito! :)
P.S.: oltre che sui licantropi, sono molto ferrata su streghe,
stregoneria e diavoli.
Che bravo, questo lupetto mannaro! Mi ha dedicato una poesia! Che
carino! Grazie grazie! Sono arcicontenta! :)
Sssmack!
> Buona Pasqua e pacifica,
> Wolfgang
Augh! Grande capo!
Non sono d'accordo.
La prima parte della frase ipotizza che tu sia femmina. Quindi nella
seconda parte, devi metterti al femminile.
E' come quando si gioca al dottoressa e al paziente. Se io faccio il
paziente e tu la dottoressa, tu devi parlare al femminile!
Complimenti per il bel gioco di parole! Brava Colette!
Non è una poesia, è una parafrasi della Cavatina di Rosina dal Barbiere
di Siviglia di Rossini.
:-)
Ciao
> L'amor è enfant de Bohême! :-))
"L'amour est un oiseau rebelle!"
Ciao
>>«Se fossi cane, bau.
>>Se fossi gatto, miao.
>>Se fosse tardi, ciao.»
>>[cit.]
>
>
> Il grandissimo Brunello Robertetti!
Tu, farfalla volteggevole
la tua vita dura un attimo,
dalla sera al mattino:
poche ore per fare un bilancio critico
di chi siamo, cos'è la vita
e per parlare un inglese scorrevole.
Un attimo fuggevole
uno sbattito di ciglia...
...e proprio nel sugo del mio rigatone
ti vai a poggiare?
Con quante parole si può esprimere l'amore?
Con tre, io credo: amore... amore...
e un'altra che non mi ricordo.
Ho trovato me stesso
Dopo anni perduti a cercare di essere un altro
Inseguendo sogni che non erano i miei
Perseguendo obiettivi che non erano i miei
Rinunciando ad essere una persona LIBERA.
Finalmente ho trovato me stesso
Dopo anni passati a ignorare i miei veri bisogni
Ignorando il bisogno di sentirmi diviso in due,
di tradire, calpestare con disprezzo ciò che veramente ero,
di abbandonarmi come un cane in autostrada
per diventare qualcuno che somigliasse a come mi volevano gli altri...
Oggi ho trovato me stesso
Non volevo più essere diviso da me
Mi sono cercato a lungo...
Interrogandomi su dove potessi essere finito
Perché quella parte di me che era stata tradita
Ormai mi temeva, mi sfuggiva...
C’è voluto molto.
Ho dovuto cercarmi, frugarmi come un poliziotto dell’anima.
È stato difficile
Ma ormai non volevo più rinunciare, non
Potevo tradirmi di nuovo...
Ho dovuto guardare in ogni ricordo,
ogni sbiadito frammento della mia vita
e finalmente
ho trovato me stesso...
che stavo a letto colla MIA ragazza!
http://www.my-tv.it/programmi/video.jsp?IdArt=1325&idsez=63&&col=2
http://www.hokutoaudioteca.it/index.html?http://www.hokutoaudioteca.it/cabaret_drago/telun7.shtml
> "Erase una vez un lobito bueno
> alché (?) matrataban todos los corderos.
> Y habia tambien un principe malo,
> Una bruja hermosa y un pirato honrado..."
> (Paco Ibañez)
"Ogni mattina
come Narciso si specchia
nel ruscello retrovisore
io mi specchio in te
e nei tuoi occhi mi rado.
La prima lama solleva il pelo,
la seconda lo taglia,
la terza gode."
(Brunello Robertetti)
http://www.hokutoaudioteca.it/cabaret_drago/tel%20chi%20el%20telun/guzzanti/mi_rado.wav
:-)
Ciao
> "Que nul ne peut apprivoiser
> et c'est bien en vain qu'on l'appelle
> s'il lui convient de refuser... [...]
> Tu crois le tenir, il t'évite,
> tu crois l'éviter et il te tient!"
"L'oiseau que tu croyais surprendre
battit de l'aile et s'envola...
l'amour est loin, tu peux l'attendre;
tu ne l'attends plus, il est là!"
Ciao,
buona Pasqua anche a te!
> per guarire il licantropo: lo facevate frustare da 10 vergini finchè la
> sua pelle non era tutta coperta di sangue. Poi gli buttavate addosso un
> pentolone di acqua bollente. Se sopravviveva, era guarito! :)
e le vergini che fine facevano?
>> Io (che sono un maschio) ci sarei andato, e mi sarei truccato meglio,
>> anche se fossi stato tua moglie.
>Sě, ma non č una "regola", giusto ?
Boh.
Queste cose noi madre lingua le "sentiamo"; non ci vengono insegnate.
--
>Giň
A man has dreams of walking with giants,
to carve his niche in the edifice of time.
Before the mortar of his zeal
has a chance to congeal
the cup is dashed from his lips,
the flame is snuffed aborning.
>Non sono d'accordo.
>La prima parte della frase ipotizza che tu sia femmina. Quindi nella
>seconda parte, devi metterti al femminile.
Come ti pare, ma non "suona" così.
>E' come quando si gioca al dottoressa e al paziente. Se io faccio il
>paziente e tu la dottoressa, tu devi parlare al femminile!
Non è la stessa cosa.
--
>Giò
Niente, lo frustavano e si godevano lo spettacolo, credo...
Fa niente... se non me lodicevi tu, io avrei creduto che se l'era
inventata lui!
> Ho anche letto che voi francesi un tempo avevate un metodo molto carino
> per guarire il licantropo: lo facevate frustare da 10 vergini finchè la
> sua pelle non era tutta coperta di sangue.
Effettivamente questo metodo sarebbe molto efficace, ma non si usa più da
secoli, perché non si riescono più a trovare le 10 vergini.
--
Ciao,
D.
Why not?
Se io fossi un cane, abbaierei.
Se io fossi un uomo, parlerei al maschile
Se io fossi un uomo, mi piacerebbero le donne
Se io fossi stato un uomo, mi sarei messo la cravatta e mi sarei fatto
la barba.
Non posso dire:
Se io fossi stata (stato) un uomo, mi sarei fatta la barba.
A meno che, ovviamente, non concordi col compl ogg.
>Se io fossi un cane, abbaierei.
Ok.
>Se io fossi un uomo, parlerei al maschile
Ok.
>Se io fossi un uomo, mi piacerebbero le donne
Ok.
>Se io fossi stato un uomo, mi sarei messo la cravatta e mi sarei fatto
>la barba.
Ok.
>Non posso dire:
>Se io fossi stata (stato) un uomo, mi sarei fatta la barba.
Non è la stessa cosa.
E perchè? Dove sta la differenza?
>> Non č la stessa cosa.
>E perchč? Dove sta la differenza?
Boh. Fammi pensare ad una situazione personale, plausibile:
Incontro un amico. Stiamo parlando d'un amica in comune. Io dico:
Guarda perň che se fossi stato Erika io da mo' che avrei fatto
qualcosa, non mi sarei fatto imporre niente, non sarei stato a
guardare...
Non so, č che č proprio difficile per me parlare al femminile, anche
quando "impersono" una donna.
Dovrei pensarci per mettere al femminile alcuni termini, anche perché
non vanno tutti al femminile, in tutti i casi. Non si concordano
sempre...insomma, come spiegare...non ci sono abituato. Per me č
spontaneo parlare cosě.
Perň forse confondo l'italiano (corretto) scritto con l'italiano
(colloquiale) parlato.
--
>Giň
Ed io speravo che non te ne accorgevi. Magari non c'era Lilith!
Ciao, Wolfgang
Grazie a Google non è stato difficile trovar il testo:
http://www.elalmanaque.com/enero/19-1-poe.htm
Érase una vez un lobito bueno
Al que maltrataban todos los corderos.
Y había también un príncipe malo,
Una bruja hermosa y un pirata honrado.
Todas estas cosas había una vez.
Cuando yo soñaba un mundo al revés.
José Agustín Goytisolo
(nato a Barcellona nel 1928, si suicidò nel 1999)
Buona Pasqua!
Wolfgang
>> Non ti piace ballar la ciarda? ;-))
>
>A Roma (chiedo aiuto a Giovanni) 'a ciarda non č una danza, ma il supporto
>del cono ("-'abbč, damme 'ncono de cinquanta")
Tanto piů che la csárdás (= ballo da osteria) in gelateria...
--
Ciao
Sergio®
Eh, tu eri convento che la facevi franca, non pensavi che Lilith ti
sgamava e faceva la spia!
Oh Wolfgang, non avrei mai creduto che usavi tanti imperfetti! Tu, cosě
perfetto!
(Lisetta scherzosa).
>
> Non so, è che è proprio difficile per me parlare al femminile, anche
> quando "impersono" una donna.
>
>
> Dovrei pensarci per mettere al femminile alcuni termini, anche perché
> non vanno tutti al femminile, in tutti i casi. Non si concordano
> sempre...insomma, come spiegare...non ci sono abituato. Per me è
> spontaneo parlare così.
Ah, ora ho capito. E' una delle tue tante bizzarrie!
Se non eri stata te a impararmeli, non sapevo usarli. Te lo giuro!
Scherzi a parte, avendo imparato l'italiano al 95% da letture,
non essendomi mai fermato di seguito nel vostro Paese per piú
di due settimane, mi costa un vero sforzo e tanta concentrazione
servirmi di forme correnti, ma errate.
Se la grammatica d'una lingua straniera ti dice che in un certo
caso la forma corretta è, mettiamo, «pensassi», allora userai
questa forma, non vedendo alcun motivo di preferirle qualsiasi
altra, «pensavo» o «penserei» che sia, giacché non c'è nessuno
che ti abbia mai detto che queste ultime sarebbero piú «facili»
di quella corretta. Cosí finisci per usare le forme corrette,
non perché tu sia tanto brava, bensí solo perché ignori quelle
errate.
È in fine dei conti l'ignoranza la vera base della perfezione.
Ignoranti saluti,
Wolfgang
>> Non so, č che č proprio difficile per me parlare al femminile, anche
>> quando "impersono" una donna.
>> Dovrei pensarci per mettere al femminile alcuni termini, anche perché
>> non vanno tutti al femminile, in tutti i casi. Non si concordano
>> sempre...insomma, come spiegare...non ci sono abituato. Per me č
>> spontaneo parlare cosě.
>Ah, ora ho capito. E' una delle tue tante bizzarrie!
Beh, insomma, dai....
Tu dici sempre "io ho fatto la spesa", come noi maschi.
Perň dici "io sono stata a Londra", mentre noi diciamo "io sono stato
a Londra".
Non č tanto facile, tocca starci a pensare un po'...dai...
Oh! Che ho fatto! Ti ho corrotto!
>
> Scherzi a parte, avendo imparato l'italiano al 95% da letture,
> non essendomi mai fermato di seguito nel vostro Paese per piú
> di due settimane, mi costa un vero sforzo e tanta concentrazione
> servirmi di forme correnti, ma errate.
>
> Se la grammatica d'una lingua straniera ti dice che in un certo
> caso la forma corretta è, mettiamo, «pensassi», allora userai
> questa forma, non vedendo alcun motivo di preferirle qualsiasi
> altra, «pensavo» o «penserei» che sia, giacché non c'è nessuno
> che ti abbia mai detto che queste ultime sarebbero piú «facili»
> di quella corretta. Cosí finisci per usare le forme corrette,
> non perché tu sia tanto brava, bensí solo perché ignori quelle
> errate.
>
> È in fine dei conti l'ignoranza la vera base della perfezione.
>
> Ignoranti saluti,
> Wolfgang
Magari fossi anch'io ignorante come te, allora! :)
Si, è vero. Per noi donne è più facile fare l'uomo di quanto non sia per
voi uomini fare la donna. A me viene molto spontaneo parlare da uomo!
>> Non è tanto facile, tocca starci a pensare un po'...dai...
>Si, è vero. Per noi donne è più facile fare l'uomo di quanto non sia per
>voi uomini fare la donna. A me viene molto spontaneo parlare da uomo!
Vabbè, ora non esagerare, dai! Riappropriati della tua identità
sessuale, sù! :-))
--
>Giò
> Eh, tu eri convento
Con 'sta pioggia e con 'sto vento, chi è che bussa al mio convento?
Ciao
La sai la barzelletta dell'uomo che va a confessarsi dal prete? Una,
due, tre, quattro, cinque..., poi ci va una sesta volta, quando c'è la
bufera...?
> La sai la barzelletta dell'uomo che va a confessarsi dal prete? Una,
> due, tre, quattro, cinque..., poi ci va una sesta volta, quando c'č la
> bufera...?
No.
Com'č?
Ciao
Neanche io!
(Che scema che sono!)
> Com'č?
Bah, me l'hanno raccontata molto tempo fa. Te la dico cosě come me la
ricordo.
C'era una volta un prete; un giorno un giovane va a confessarsi da lui:
- Figliuolo, dimmi i tuoi peccati.
- Padre, ieri sera sono andato a trovare la mia ragazza. Mentre ero a
casa sua, č scoppiato un grosso temporale, cosě la sua famiglia mi ha
detto: - E' pericoloso mettersi in viaggio con questo tempo, resta a
dormire qui da noi. Cosě sono rimasto; ma durante la notte mi č venuta
una voglia incontrollabile, sono entrato nella camera della mia ragazza
e ci ho fatto sesso.
- Figliuolo, per penitenza dirai 5 Ave Marie. Ora va in pace.
Il giorno dopo ritorna lo stesso giovane, che vuole di nuovo
confessarsi. Il frate gli chiede:
- Cosa hai fatto di cosě grave?
- Padre, ieri sera sono tornato a casa della mia ragazza, ma lei non
c'era. Mentre ero lě, č scoppiato un violento temporale, cosě la
famiglia mi ha detto: - E' pericoloso mettersi in viaggio con questo
tempo, resta a dormire da noi. Cosě sono rimasto, ma di notte mi č
venuta una voglia incontrollabile, sono entrato nella camera della
sorella della mia ragazza e ci ho fatto sesso.
- Figliuolo, non bisogna cedere ai piaceri della carne. Per penitenza
dirai 10 Ave Marie.
Il giorno dopo ritorna lo stesso giovane, che vuole di nuovo
confessarsi.
- Ancora tu?
- Si Padre. Ieri sera sono tornato in quella casa, ma non c'erano nč la
mia ragazza, nč sua sorella. Mentre ero lě, č scoppiato un vioento
temporale e la famiglia mi ha detto: -Resta a dormire qui. Cosě sono
rimasto, ma durante la notte m'č venuta la solita voglia
incontrollabile. Sono entrato nella camera della madre della mia ragazza
e ci ho fatto sesso.
- Figliolo, quello che hai fatto č un peccato molto brutto. Ma ti
assolvo lo stesso. Per penitenza dirai un rosario intero. Va in pace.
Il giorno dopo, lo stesso giovane.
- Con chi, stavolta?
- Padre, č scoppiato il temporale. Son rimasto lě, ma durante la notte
mi č venuta la solita voglia incontrollabile, sono entrato nella camera
del padre della mia ragazza e ci ho fatto sesso.
- Ma figliolo! Come hai potuto? Possibile che tu sia cosě debole? Cerca
di controllarti! Ti assolvo lo stesso, ma per penitenza dirai il rosario
per una settimana.
Il giorno dopo, si ripresenta il giovane.
- Padre, ieri sono stato di nuovo a casa della mia ragazza. Non c'era
nessuno, ma mentre ero lě č scoppiato un violento temporale, e mi sono
rifugiato nella stalla. Di notte mi č venuta la solita voglia
irrefrenabile, ho preso una pecora e ci ho fatto sesso!
- Ma non č possibile! Ma tu sei malato, devi andare farti vedere da un
medico! A ogni modo, ti assolvo dai tuoi peccati, ma come penitenza
dirai il rosario per un anno intero.
La sera dopo, il prete, guardando dalla finestra, vede che sta arrivando
il giovane. Ma vede anche dei grossi nuvoloni neri, carichi di pioggia.
Sente tuoni e vede fulmini. Inizia a piovere violentemente.
- Padre... Padre, mi apra, per favore. Padre! Padre, ma dov'č? Mi apra,
o morirň sotto la pioggia. La prego, Padre. Padre!
> La sera dopo, il prete, guardando dalla finestra, vede che sta arrivando
> il giovane. Ma vede anche dei grossi nuvoloni neri, carichi di pioggia.
> Sente tuoni e vede fulmini. Inizia a piovere violentemente.
> - Padre... Padre, mi apra, per favore. Padre! Padre, ma dov'č? Mi apra,
> o morirň sotto la pioggia. La prego, Padre. Padre!
Ma poi gli ha aperto o no?
Ciao
Ma manca un pezzo. A questo punto il prete apre la porta e fa: "Entra,
figliolo. E' pericoloso mettersi in viaggio con questo tempo, resta a
dormire qui da noi."
Max
> E' come quando si gioca al dottoressa e al paziente. Se io
> faccio il paziente e tu la dottoressa, tu devi parlare al
> femminile!
Come si gioca?
--
"Par la strade che no si ûl cjaminâ tocje di côri."
> José Agustín Goytisolo
> (nato a Barcellona nel 1928, si suicidò nel 1999)
Alcuni puristi trovano disdicevole quel doppio riflessivo.
--
"Hoc eras in votis, sed deficit."
-- ADPUF
Alcuni puristi trovano disdicevole quel doppio riflessivo.
Conosco codeste riserve dei sigg. Puristi. E allora, come
vogliono si dica senza ricorrere a una perifrasi tipo
«Goytisolo commise suicidio nel 1999»?
Se non fosse piú lecito usarne la forma riflessiva, non vedrei
piú a che il verbo «suicidare» potesse servire (a prescindere
dall'uso ironico nel senso di «uccidere, simulando un suicidio
della vittima»).
Un uso intransitivo del verbo, cioè «Goytisolo suicidò nel 1999»,
senza complemento oggetto o pronome riflessivo, mi suona invece
malissimo, ovviamente dovuto al fatto che io non sia ancora
riuscito a sviluppare una sensibilità dell'italiano che possa
appagare il gusto dei puristi. Adesso ci vuole un madrelingua che
m'impartisca una lezione perché detto costrutto convinca anche me.
Ciao, Wolfgang
>>E' come quando si gioca al dottoressa e al paziente. Se io
>>faccio il paziente e tu la dottoressa, tu devi parlare al
>>femminile!
>
>
>
> Come si gioca?
Ci vuole tanta pazienza!
Ciao
Naturalmente condivido, se la capisco bene, l'opinione di Wolfgang:
"suicidarsi" sarà un mostro linguistico, ma è anche l'unico verbo
italiano, che io sappia, a essere costruito in questo modo e va
accettato così com'è, dal momento che "suicidare" è senza capo né coda
(tranne quella ironica).
Non vorrei tornare su un argomento che, immagino, ha suscitato miliardi
di messaggi su ICLI, però va anche ricordato che il "sui" è un genitivo
e dunque il verbo riflessivo "suicidarsi" è come se dicesse "farsi un
omicidio di sé".
Epimeteo
«Si uccise»?
>
> Se non fosse piú lecito usarne la forma riflessiva, non vedrei
> piú a che il verbo «suicidare» potesse servire (a prescindere
> dall'uso ironico nel senso di «uccidere, simulando un suicidio
> della vittima»).
Non vedo perché debba esistere per forza.
Io comunque lo uso considerandolo un derivato di "sus", applicandolo quindi
ad un'attività senza la quale non avremmo prosciutti, salami etc cætera.
ciao
--
Danilo Giacomelli
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Per anni ho fatto l'amore con Control
poi ho scoperto Alt Gr.
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Io uso anche "si diede la morte", "si tolse la vita".
> Naturalmente condivido, se la capisco bene, l'opinione di Wolfgang:
> "suicidarsi" sarà un mostro linguistico, ma è anche l'unico verbo
> italiano, che io sappia, a essere costruito in questo modo e va
> accettato così com'è, dal momento che "suicidare" è senza capo né coda
> (tranne quella ironica).
E' senza capo nè coda perchè è derivato da "suicida"(dal fr.suicide),
uccisore di se stesso. Però "suicidare", pur essendo un riflessivo, non
ne aveva la forma, di qui l'istintiva aggiunta della particella "si".
Ormai esiste da oltre un secolo e mezzo, e tutti lo usano traquillamente .
k
> "Danilo Giacomelli" <danilo.g...@tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:XFr2e.712958$b5.32...@news3.tin.it...
[...]
>> «Si uccise»?
>
> Io uso anche "si diede la morte", "si tolse la vita".
Costanzo si tolse il collo, invece.
Ciao, FB
--
"You must have had a most happy childhood there."
"Er, it was terrific."
"I'm so glad."
"No, I didn't mean it that way."
"I'm so sorry."
("The Philadelphia Story")
> E' senza capo nè coda perchè è derivato da "suicida"(dal fr.suicide),
> uccisore di se stesso. Però "suicidare", pur essendo un riflessivo,
> non ne aveva la forma, di qui l'istintiva aggiunta della particella
> "si".
Il "peccato originale" l'ha commesso quel francese che, partendo da
"suicide", ha voluto per forza creare il verbo corrispondente e questo
non poteva che essere riflessivo. Se esaminiamo tutti gli altri "-cidi"
(da "acaricida" a "zanzaricida" (passando da "deicida", "infanticida",
"insetticida", "liberticida", "regicida" e molti altri), nessuno di
questi si è mai sognato di farsi il suo verbo personale, attivo o
riflessivo che fosse.
Evidentemente per il "suicida" francese la tentazione di avere l'ultimo
(e unico) verbo era molto forte ed egli non ha saputo resistere.
> Ormai esiste da oltre un secolo e mezzo, e tutti lo usano
> traquillamente .
Eh, sont fous les Français, mais les Italiens...
Ciao,
Epimeteo
Si è decapitato? Oppure se l'è fatto asportare e poi gli hanno ricucito
la testa? Voleva che tutti vedessero che è un tipo con la testa sulle
spalle, forse! :)