voglio comunicarvi una stranezza che ho scoperto quest'estate che mi
sembra interessante per chi studia i dialetti: nel piemontese dell'Alta
Val Tanaro, c'è una parola formata da sole consonanti.
E' la prima persona pres. ind. del verbo "sfertè" = strofinare.
" mi sfrt" con l'accento sulla f e la s iniziale pronunciata come una sc.
Questa particolarità non esiste nel torinese, dove c'è la u finale: " mi sfrtu"
Mi piacerebbe sapere se, anche in altri dialetti, esistono parole senza vocali.
Vi saluto
Karla
>nel piemontese dell'Alta
>Val Tanaro, c'è una parola formata da sole consonanti.
>
>E' la prima persona pres. ind. del verbo "sfertè" = strofinare.
Dove, esattamente?
--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
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la Cabalesta: I vini dell'arcobaleno
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del Basso Monferrato e del Chierese
Castelnuovo don Bosco (AT)
La "vocale" c'č: č la /r/ intensa, che fa da nucleo sillabico.
> Mi piacerebbe sapere se, anche in altri dialetti, esistono parole senza
vocali.
No (escluse particelle come articoli, preposizioni &c).
Ciao,
Paolo
Maurizio Pistone wrote:
>
> giudt <gi...@galactica.it> ha scritto su
> it.cultura.linguistica.italiano:
>
> >nel piemontese dell'Alta
> >Val Tanaro, c'è una parola formata da sole consonanti.
> >
> >E' la prima persona pres. ind. del verbo "sfertè" = strofinare.
>
> Dove, esattamente?
Sicuramente a Ceva, Nucetto, Perlo, Bagnasco,Pievetta, Priola. Non so a
Garessio, e non ad Ormea, dove il dialetto è completamente diverso ed
incomprensibile, anche per chi abita a pochissimi chilometri di
distanza.
Karla
> voglio comunicarvi una stranezza che ho scoperto quest'estate che mi
> sembra interessante per chi studia i dialetti: nel piemontese dell'Alta
> Val Tanaro, c'è una parola formata da sole consonanti.
>
> E' la prima persona pres. ind. del verbo "sfertè" = strofinare.
>
> " mi sfrt" con l'accento sulla f e la s iniziale pronunciata come una sc.
Dal punto di vista tipologico, non c'è niente di strano. Ci sono parecchie
lingue dove le consonanti sonore possono formare una sillaba senza vocali:
serbo/croato (solo r), ceco (r, l), yiddish (r, l, n) ... In ceco, le parole
simili a quella che dici tu sono frequenti: vlk, vrch, ... Nello yiddish,
mi è sempre piaciuto il diminutivo di 'pioggia': "regndl", con tre sillabe
e una sola vocale :-).
> Questa particolarità non esiste nel torinese, dove c'è la u finale:
> "mi sfrtu"
Anche questa credo che abbia due sillabe, no?
Saluti,
Nikolai
> Dal punto di vista tipologico, non c'è niente di strano. Ci sono parecchie
> lingue dove le consonanti sonore possono formare una sillaba senza vocali:
> serbo/croato (solo r)
Anche in sloveno: Trst (Trieste), Vrhnika (località alla periferia di
Lubiana), mrt (morte?).
P.
> Anche in sloveno: Trst (Trieste), Vrhnika (località alla periferia di
> Lubiana), mrt (morte?).
No, "smrt". Come in cèco. In russo, lingua che non ama troppo i nessi
consonantici tanto in voga presso le slave lingue sorelle, s'interpola una
vocalina, smert'.
In cèco, idioma d'un consonantismo spasmodico, esiste addirittura un
intero scioglilingua privo di vocali:
strC prst zkrz krk (la maiuscola è gancettata)
dal poetico significato di "fíccati un dito in gola".
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
Aggiungo: in tedesco, nella pronuncia corrente, le finali -el, -en si
pronunziano appunto -l, -n sillabiche: die Vögel singen = di fööghl sin(gh)n
(i pignoli preciseranno che quella s- è sonora: in realtà mezza Germania la
pronuncia sorda, seppur lenita).
Sbaglio o anche la -en inglese (es. garden) si pronuncia cosí?
>> Questa particolarità non esiste nel torinese, dove c'è la u finale:
>> "mi sfrtu"
Ma è veramente una "r" sillabica o non piuttosto una "r" consonamtica
preceduta da brevissima vocale indistinta, come suggerirebbe la grafia (<mi
i sfërto>)?
>Saluti,
Giovanni Pontoglio
ATTENZIONE al postincrocio!
In (i)sloveno pare però che piú che d'una vera sonante sillabica s'abbia a
che fare con una "r" preceduta da breve "schwa" (come negli esempi
piemontesi, insomma ...)
ATTENZIONE AL POSTINCROCIO!
G.Pontoglio
> Aggiungo: in tedesco, nella pronuncia corrente, le finali -el, -en si
> pronunziano appunto -l, -n sillabiche: die Vögel singen = di fööghl sin(gh)n
Se e' per quello i dizionari dicono anche che l'inglese "table" e' (piu;
o meno) /teibl/, ma io *percepisco* teibol.
D'altra parte come si dice forno e corno in bresciano ?
> Sbaglio o anche la -en inglese (es. garden) si pronuncia cosí?
Sono generalmente accettate entrambe le pronunce, sia con "n" sillabico,
sia con una piccola "schwa".
> Ma è veramente una "r" sillabica o non piuttosto una "r" consonamtica
> preceduta da brevissima vocale indistinta
Certo, c'è una "vocalina", come la chiamava un mio insegnante. Ma
essendo indistinta e prevedibile al 100% (ossia: quando c'è una "r"
sillabica, la "vocalina" è necessariamente quella), la si può opportunamente
ignorare. D'altronde anche tra le varie vibrazioni della "r" italiana ci
sono vocaline di questo tipo, appena appena udibili, ma noi scriviamo
"pari", non "par@r@r@ri" :-)
D'altra parte come si dice forno e corno in bresciano ?
il forno = el fúren
il corno = el córen
La "e" è nettamente percettibile: quindi non si tratta di nasali sillabiche.
Almeno nel bresciano comune; se in qualche remota località si pronunci
diversamente non lo so.
Saluti
G.Pontoglio
> il forno = el fúren il corno = el córen
>
> La "e" è nettamente percettibile:
Appunto. Il senso della mia domanda era indicare che all'italiano
(quanto meno al lombardo) ripugna il gruppo policonsonantico.