In verità non si riesce a capire l'etimologia di questo aggettivo, del tutto
nuovo e quindi non riportato dai dizionari, probabilmente inventato da
qualche americano colto o buontempone o pasticcione.
Ho rovistato nel mio dizionario di greco antico, ma di "timestico" non ho
trovato nulla o, meglio, ho trovato che il verbo "timào" e i sostantivi
"timè", "tìmesis" e "timèma" si riferiscono alla "stima", alla
"considerazione" e anche all' "apprezzamento".
Dunque qualcosa di diverso dalla memoria vera e propria.
Un altro dei pochi articoli disponibili su questo argomento
http://psicocafe.blogosfere.it/2006/03/la-donna-che-no.html
parla di "ipertimesi", termine che deriverebbe dalle parole greche
"thymesis" ("ricordare") e "hyper" ("più del normale"), ma in greco non
esiste (o almeno io non ho trovato) alcuna "thymesis", né con la "tau", né
con la "theta" e comincio a sospettare che questi scienziati americani
stiano esagerando nell'invenzione di nuove parole scientifiche
"para-greche".
In realtà un aggettivo che riguarda la grande capacità (anche patologica) di
ricordare eventi lontani (e i sogni in particolare) esiste già, inventato e
usato dagli psicoanalisti, ed è "ipermnestico", da "mneme" (la facoltà di
ricordare).
Che bisogno c'era di inventare un aggettivo nuovo e incomprensibile?
Non sarà per caso che quel "timestico" è piaciuto perché appare molto simile
al sostantivo inglese "time - times"?
Chissà se qualcuno dei povericlisti colti e dotati di grande memoria
(praticamente tutti), smentendomi, può venirne a capo e spiegarlo: se così
fosse, me ne ricorderò con gratitudine, per almeno alcune ore.
Epimeteo (da Collegno)
---
"... e ti ricordo ancora,
dimmi che non è cambiato niente da allora,
chissà se parli ancora agli animali,
se ti commuovi davanti a un film...
E ti ricordo ancora,
nei pomeriggi di primavera al doposcuola,
tu mi parlavi di una colonia sopra il mare..."
http://www.youtube.com/watch?v=7ny2rAnquYU
(cit. ipermnestica)
> E' il misterioso aggettivo, riportato su un quotidiano di oggi,
> [...]
> Chissà se qualcuno dei povericlisti colti e dotati di grande memoria
> (praticamente tutti), smentendomi, può venirne a capo e spiegarlo: se
> così fosse, me ne ricorderò con gratitudine, per almeno alcune ore.
Il giornalista di La Repubblica deve essere anche lui di Collegno, perché,
fatta una frettolosa ricerca, ho trovato che questa notizia risale al maggio
dell'anno scorso.
Del resto, confermando le tue osservazioni, non ho trovato nulla
che potesse giustificare la coniazione di quel termine.
Buona giornata!
> Epimeteo (da Collegno)
Roger (della Mirandola)
--
FAQ di ICLIt:
http://www.mauriziopistone.it/testi/linguaitaliana.html
"Poveretto colui che per vedere le stelle ha bisogno di una botta in testa."
(Stanislaw J. Lec)
Anche per me è una sorpresa, e mi occupo dell'argomento in modo
professionale da anni, leggendo di tanto in tanto anche cose in
inglese. Mai sentito. Sulle prime e le seconde ho pensato ad un refuso
per ipermnestico. Bisognerebbe risalire a chi lo ha scritto la prima
volta. Il bisogno di inventare termini incomprensibili c'è in tutti
quelli che cercano di darsi un'aria di allontanare gli altri pollici
opponibili dai loro oggetti di appropriazione, circondandoli di
segreti. Quindi basta il neurologo in carriera per sparare questo tipo
di palle. Che poi non vanno lontano, a meno che non siano utilizzabili
anche dagli altri. Est contradictio in adjecto.
F.
> Il giornalista di La Repubblica deve essere anche lui di Collegno, perché,
> fatta una frettolosa ricerca, ho trovato che questa notizia risale al maggio
> dell'anno scorso.
>
> http://www.telegraph.co.uk/news/newstopics/howaboutthat/1940420/The-w...
>
> Del resto, confermando le tue osservazioni, non ho trovato nulla
> che potesse giustificare la coniazione di quel termine.
http://en.wikipedia.org/wiki/Hyperthymesia
La carriera di tre ricercatori californiani, punto primo. Punto
secondo, il tentativo di eliminare la storia e di mettere al suo posto
la farmacologia (la prima non porta molti quattrini, la seconda può).
Punto terzo, il by-product letterario libri, articoli e pappiolotti.
Se adottavano "ipermnestico" era più difficile e poi magari dovevano
fare i conti con una tradizione letteraria nella quale la storia
vissuta ha un suo peso. Meglio rifare tutto daccapo e chi se ne fotte
del referente. Sempre di vandalismo tecnocratico si parla, by the way.
F.
> E' il misterioso aggettivo, riportato su un quotidiano di oggi,
relativo a
> una particolare sindrome che consiste sostanzialmente nella capacità (e
> anche nella dannazione) di ricordare tutto quello che è successo nel
> passato, nei minimi particolari, anche a distanza di molti anni:
> http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/scienze/donna-memoria/donna-
memoria/donna-memoria.html
>
Io sapevo della memoria eidetica, che però dovrebbe essere un po'
diversa e cioè la capacità di ricordare fatti lontani con la stessa
freschezza di quelli appena accaduti.
GraZia
> Ho rovistato nel mio dizionario di greco antico, ma di "timestico" non ho
> trovato nulla o, meglio, ho trovato che il verbo "timào" e i sostantivi
> "timè", "tìmesis" e "timèma" si riferiscono alla "stima", alla
> "considerazione" e anche all' "apprezzamento".
Si direbbe una malattia che colpisce i nani
> Che bisogno c'era di inventare un aggettivo nuovo e incomprensibile?
> Non sarà per caso che quel "timestico" è piaciuto perché appare molto simile
> al sostantivo inglese "time - times"?
Dopo aver letto una volta, su molti giornali importanti, un articolo sul fatto che in un certo mese
si sarebbe dovuto verificare il fenomeno della "Luna Blu" (sic!) penso che i traduttori precari a
700€ al mese siano capaci di ogni nefandezza.
> In verità non si riesce a capire l'etimologia di questo aggettivo, del tutto
> nuovo e quindi non riportato dai dizionari, probabilmente inventato da
> qualche americano colto o buontempone o pasticcione.
Ci ho pensato un po' su....
In greco moderno esiste il verbo medio-passivo thymamai.
Vuol dire io mi ricordo....
deriva da enthymeomai (pensare riflettere considerare)
> parla di "ipertimesi", termine che deriverebbe dalle parole greche
> "thymesis" ("ricordare") e "hyper" ("più del normale"), ma in greco non
> esiste (o almeno io non ho trovato) alcuna "thymesis",
Esiste nel greco moderno:
- memoria: enthimesi
- mi ricordo: thimame
edi'® (E.D.)
> In greco moderno esiste il verbo medio-passivo thymamai.
> Vuol dire io mi ricordo....
Ops... ho scritto senza leggere prima tutte le risposte.
Vabbeh, io però l'ho scritto diversamente, in frangohiotika...
edi'® (E.D.)
la sapevo ma non me la ricordo più
rodolfo
Ecco la fonte.
Grazie!
"Enthymesis" l'ho trovato anche nel greco antico e significa "pensiero,
riflessione, considerazione", insieme all'altro sostantivo "enthymema", che
nel linguaggio filosofico vuol dire "ragionamento in forma
sillogistico-deduttiva" (il verbo è "enthymeomai"). Niente che abbia a che
fare con la memoria in senso stretto, ma pare che sia imparentato con
"thymos" (vita, anima, principio vitale, mente, pensiero) e con "thyos"
(aroma, profumo), forse affini al latino "fumus".
Da qui sono finito al "timo" che, oltre ad essere una ghiandola a secrezione
interna (piuttosto importante per il sistema immunitario), è anche una
pianta con proprietà terapeutiche (digestive, disinfettanti e balsamiche),
le cui foglie hanno un particolare profumo che ne spiega l'uso in cucina (ma
questo bisogna chiederlo alla Zia).
Rimane quindi poco giustificata l'invenzione di "ipertimestico" con
significato attinente alla memoria, però in compenso mi è venuta fame...
Ciao.
Epimeteo
---
"... 'mamma!' mormora la bambina,
mentre pieni di pianto ha gli occhi,
'per la tua piccolina
non compri mai balocchi,
mamma, tu compri soltanto
i profumi per te'..."
http://www.youtube.com/watch?v=cg9nbT9BE-o
(cit. fragrante)
Non solo: se voi frequentaste i classici, vi rivordereste che "Thyme,
thym' amekhanoisi kedesin kykomene" (Archiloco) sta per "Cuore (animo),
cuore, scosso da affanni senza rimedio"
--
Egerthésontai gŕr pseudóchristoi kaě pseudoprofętai, kaě dósousin semeîa
megála kaě térata hóste planęsai, ei dunatón, kaě toůs eklektoús:
idoů proeíreka humîn. (Euaggélion katŕ Matthaîon 24,24-25)
surgent enim pseudochristi et pseudoprophetae et dabunt signa magna
et prodigia ita ut in errorem inducantur, si fieri potest, etiam
electi: ecce praedixi vobis
Immagino che "tenere a mente, nell'animo" equivaolga a memorizzare.
A Napoli si dice "tien'a mment"
non so dove l'hai sentito tu, ma c'era una volta un centro sociale che
si chiamava "Tien'a ment", probabilmente per assonanza con Tien-An-Men.
E il significato "ricorda" lo ricordo bene: č per questo che fu chiamato
cosě
Forse questi inventori volevano hanno preso un vocabolario di greco
moderno e non antico. Sono americani.
F.
>In verità non si riesce a capire l'etimologia di questo aggettivo, del tutto
>nuovo e quindi non riportato dai dizionari, probabilmente inventato da
>qualche americano colto o buontempone o pasticcione.
Da thymesis (ricordare):
ipertimesia: memoria "esagerata", memoria totale;
ipertimestico: chi presenta ipertimesia, relativo all'ipertimesia.
Probabilmente dalle parole inglesi hyperthymesia, hypethymestic,
costruite su thymesia, thymestic.
Ciao.
Gian Carlo
>In verità non si riesce a capire l'etimologia di questo aggettivo, del tutto
>nuovo e quindi non riportato dai dizionari, probabilmente inventato da
>qualche americano colto o buontempone o pasticcione.
Ecco l'"abstract" dell'articolo in cui è stato coniato il vocabolo, "A
Case of Unusual Autobiographical Remembering", Elizabeth S. Parker,
Larry Cahill, James L. McGauhgh, 7 novembre 2005, Neurocase (2006) 12,
35–49:
This report describes AJ, a woman whose remembering dominates her
life. Her memory is "nonstop, uncontrollable, and automatic.2 AJ
spends an excessive amount of time recalling her personal past with
considerable accuracy and reliability. If given a date, she can tell
you what she was doing and what day of the week it fell on. She
differs from other cases of superior memory who use practiced
mnemonics to remember vast amounts of personally irrelevant
information. We propose the name hyperthymestic syndrome, from the
Greek word thymesis meaning remembering, and that AJ is the first
reported case.
Ciao.
Gian Carlo
>>
> Immagino che "tenere a mente, nell'animo" equivaolga a memorizzare.
> A Napoli si dice "tien'a mment"
Pensa a come si dice in inglese imparare a memoria...
GraZia
> Non solo: se voi frequentaste i classici, vi rivordereste che "Thyme,
> thym' amekhanoisi kedesin kykomene" (Archiloco) sta per "Cuore (animo),
> cuore, scosso da affanni senza rimedio"
Lei ha ragione, Padre, ma non posso frequentare i classici: non appena li
vedo, svengo.
Forse č la lipotimia a causarmi la sindrome di Stendhal o č la sindrome di
Stendhal ad avermi fatto diventare lipotimico?
Non lo sapremo mai.
Mi benedica.
Epimeteo
---
"... ehi, voltati di lŕ,
guarda dentro a quel negozio,
guarda che gambe ha.
Mi svenire... mi fa sve... svenire...
Mi fa morire...
http://www.youtube.com/watch?v=iyh8SFJD05U
(cit. sincopata)
> Immagino che "tenere a mente, nell'animo" equivalga a memorizzare.
> A Napoli si dice "tien'a mment"
Penso che "tenere a mente" si dica anche nell'ubertosa Brianza e nel gelido
Piemonte.
O no?
M'illumini d'incenso.
Epimeteo
---
"... quanno se dice sì,
tienelo a mmente,
nun s'ha da fa' murì
'nu core amante...
Tu me diciste sì
'na sera 'e maggio
e mmo' tiene 'o curaggio
'e me lassà..."
http://www.youtube.com/watch?v=nkffLeBQkT0
(cit. memorabile)
> Pensa a come si dice in inglese imparare a memoria...
Eh, quei romanticoni degli inglesi e degli americani vanno sempre là dove li
porta il cuore...
Beh, anch'io in fondo sono così... ():-o
Del resto era il regista e maestro di teatro Stanislavskij che parlava di
"memoria esteriore" e di "memoria emotiva", quest'ultima più profonda, ricca
e creativa della memoria, diciamo così, mentale.
Tuttavia... ehm... cosa stavo dicendo?
Epìupò
---
"... mem'ries, may be beautiful and yet,
what's too painful to remember
we simply choose to forget...
So it's the laughter
we will remember,
whenever we remember
the way we were...
http://www.youtube.com/watch?v=xtu9RXeYSLU
(cit. anamnestica)
Dunque è come si diceva? Hanno scambiato una parola di greco moderno
con una parola di greco antico? Il senso pare lo stesso di
ipermnestico. Ci voleva una parola nuova?
F.
> Dunque è come si diceva? Hanno scambiato una parola di greco moderno
> con una parola di greco antico? Il senso pare lo stesso di
> ipermnestico. Ci voleva una parola nuova?
>
> F.
Non hai compreso molto bene
Noi siamo arrivati alla radice greco antica perché sapevamo quella del greco
moderno
Certo, "tně a ment" tenere a mente, "avéj a ment" avere a mente, "dé
da ment" dar retta, "tně da ment" far attenzione, e altri che i l'hai pi
nen an ment.
Ah, "a ment" = a memoria.
k
> Non hai compreso molto bene
Mi capita abbastanza regolarmente, ma stavolta almeno mi pare di aver
capito.
> Noi siamo arrivati alla radice greco antica perché sapevamo quella del greco
> moderno
Più che "arrivare alla radice greco antica" si sono fatte delle
ipotesi. La mia era una proposta sul perché questi hanno inventato una
parola nuova invece di prendere ipermnestico, che era disponibile ma
esigente, in termini di uso linguistico. Non era questa la domanda di
Epimeteo? In genere gli angloamericani sono inclini a ridurre tutto
alla fisiologia e alla farmacologia. Una sorta di feticismo degli
oggetti, da un certo punto di vista. Inventare una nuova parola è come
circoscrivere un campo di sfruttamento. Rimane la citazione di Gian
Carlo che però non spiega se è greco antico o greco moderno. Qualcosa
di assonante ci sarà pure in greco antico, come -cor- di ricordare
viene da cuore, che vuol dire un po' tutto quello che attiene alla
sfera emotiva ma mi pare che si sia concluso che ci azzecchi poco e
non abbia un gran valore euristico. Allora la donna di Los Angeles è
ipermnestica o ipertimestica? Che differenza fa? Perché andare dietro
al primo ipertimestico che sbuca da un cappello a cilindro a stelle e
striscie come un coniglio? E' ipermnestica, si dice così. E non è
nemmeno un caso tanto unico. Ce ne sono stati altri. Conoscevo un
regista teatrale che voleva fare uno spettacolo su l'uomo che non
riusciva a dimenticare nulla. Inoltre queste definizioni
pseudopositiviste hanno un grosso difetto: tolgono la possibilità
stessa del perdono, che è la dimenticanza sul piano morale.
Ciao,
F.
infatti la peculiarietà dell'espressione napoletana sta nell'elisione della
preposizione
(come en francais 'aller manger').
O no (cediglia più, cediglia meno)?
> Più che "arrivare alla radice greco antica" si sono fatte delle
> ipotesi. La mia era una proposta sul perché questi hanno inventato una
> parola nuova invece di prendere ipermnestico, che era disponibile ma
> esigente, in termini di uso linguistico. Non era questa la domanda di
> Epimeteo? In genere gli angloamericani sono inclini a ridurre tutto
> alla fisiologia e alla farmacologia. Una sorta di feticismo degli
> oggetti, da un certo punto di vista. Inventare una nuova parola è come
> circoscrivere un campo di sfruttamento. Rimane la citazione di Gian
> Carlo che però non spiega se è greco antico o greco moderno. Qualcosa
> di assonante ci sarà pure in greco antico, come -cor- di ricordare
> viene da cuore, che vuol dire un po' tutto quello che attiene alla
> sfera emotiva ma mi pare che si sia concluso che ci azzecchi poco e
> non abbia un gran valore euristico. Allora la donna di Los Angeles è
> ipermnestica o ipertimestica? Che differenza fa? Perché andare dietro
> al primo ipertimestico che sbuca da un cappello a cilindro a stelle e
> striscie come un coniglio? E' ipermnestica, si dice così.
Tanto più che anche in inglese esiste, ed è usatissimo, il termine
amnesia, ed esistono pure amnesiac, amnesic, amnestic. Mentre non si
trova, che so, athimestic o ipothimestic.
Che bisogno c'era di inventare iprethymestic, e, peggio ancora, di
copiarlo come un pappagallo in italiano?
k
Ten a ment.
Accidenti, ci manca la i per sembrare a Tien-An-Men!
k
Oh, una kappa che mi konforta. Mi sono sempre piaciute le k. Da
bambino pensavo che quello strano ghirigoro che mi facevano scrivere a
scuola era ch contratto, suonava uguale. Mi capita di pensarlo anche
adesso, chissà che vuol dire.
Ciao,
F.
Terza persona singolare. La seconda ha la i.
Come spiegavo, quel centro sociale fu fondato nei giorni della rivolta
di piazza Tien An Men...
Una k ogni tanto passi, ma un eccesso di k, più ke un konforto è per me una
spia inkwietante di razzismo inkonscio, di nazismo, di komunismo e di
dittatura (nera o rossa ke sia).
Rikordo ke anni fa, kwando ho kominciato a frekwentare i poveriklisti, sono
stato subito kolpito dalla presenza di Karla, ke per me, oltre ke un bel
nome femminile, era allora il nome in kodice di Markus Wolf (detto Misha),
kapo del kontrospionaggio della Repubblika Demokratika Tedeska, rakkontato
nei libri di Le Karré.
Per kwesto ho sempre avuto un po' di timore a kommentare gli interventi di
Karla, ma forse l'aggettivo "ipertimestiko" (anke nella variante
antiklerikale e magia-preti "ipretimestiko") nelle pieghe naskonde kwesto
timore...
Ciao.
Epimeteo
---
"... from Russia with love I'll fly to you,
much wiser since my goodbye to you...
I've travelled the world to learn
I must return from Russia with love..."
http://www.youtube.com/watch?v=3SJ-u-FzoVs
(cit. spektrale)
> nella variante
> antiklerikale e magia-preti "ipretimestiko"
variante mangiapreti sarà ipretimastiko :)
--
Egerthésontai gàr pseudóchristoi kaì pseudoprofêtai, kaì dósousin semeîa
megála kaì térata hóste planêsai, ei dunatón, kaì toùs eklektoús:
idoù proeíreka humîn. (Euaggélion katà Matthaîon 24,24-25)
> Una k ogni tanto passi, ma un eccesso di k, più ke un konforto è per me una
> spia inkwietante di razzismo inkonscio, di nazismo, di komunismo e di
> dittatura (nera o rossa ke sia).
Dopo aver visto che un mio omonimo lo usava, il k mi è caro.
Laudato si', mi Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po skappare.
Guai a quilli ke morranno ne le peccata mortali;
beati quilli ke se troverà ne le tue sanctissime voluntati;
ka la morte seconda nol farrà male.
Pace e bene,
F.
O imperialista: "amerikani". La k politica era insultante, spregiativa
("il kompagno Kapanna kodista e traditore", citazione d'antan).
Povera k!
k
"la kastagna 'nt ël sò riss
mostra la spin-a
ma se as lassa dëspojé
l'è dossa e fin-a"
(a volte l'apparenza inganna)
>anche in inglese esiste, ed č usatissimo, il termine amnesia,
>ed esistono pure amnesiac, amnesic, amnestic. Mentre non si trova,
>che so, athimestic o ipothimestic.
>
>Che bisogno c'era di inventare iprethymestic, e, peggio ancora, di
>copiarlo come un pappagallo in italiano?
Spiegano l'"invenzione", se a torto o a ragione si puň discutere, gli
inventori del termine, nell'articolo (Elizabeth S. Parker, Larry
Cahill, James L. McGauhgh, "A Case of Unusual Autobiographical
Remembering", Neurocase, 2006, 12, 35–49) di cui ho riportato
l'abstract:
- - - -
We propose that AJ’s form of autobiographical memory syndrome warrants
its own definition and terminology. We suggest calling it the
hyperthymestic syndrome, based on the Greek word thymesis which means
"remembering," and hyper meaning "more than normal." The two defining
features of hyperthymesia are: 1) the person spends an abnormally
large amount of time thinking about his or her personal past, and 2)
the person has an extraordinary capacity to recall specific events
from their personal past. Thus hyperthymesia differs from superior
memory which refers to the supranormal ability to acquire and recall
new information but not autobiographical information. We have avoided
the term hypermnesia as this term has its own specific definition in
the field of experimental psychology and refers to an increase in
recall over repeated tests in the laboratory (for review see Erdelye,
1996).
- - - -
Il libro citato č: Erdelye MH., "The recovery of unconscious memories:
Hypermnesia and reminiscence", Chicago: University of Chicago Press,
1996.
Ciao.
Gian Carlo
> We propose that AJ’s form of autobiographical memory syndrome warrants
> its own definition and terminology. We suggest calling it the
> hyperthymestic syndrome, based on the Greek word thymesis which means
> "remembering," and hyper meaning "more than normal." The two defining
> features of hyperthymesia are: 1) the person spends an abnormally
> large amount of time thinking about his or her personal past, and 2)
> the person has an extraordinary capacity to recall specific events
> from their personal past. Thus hyperthymesia differs from superior
> memory which refers to the supranormal ability to acquire and recall
> new information but not autobiographical information. We have avoided
> the term hypermnesia as this term has its own specific definition in
> the field of experimental psychology and refers to an increase in
> recall over repeated tests in the laboratory (for review see Erdelye,
> 1996).
Ah, quindi hanno voluto sottolineare la differenza del materiale
ricordato e hanno inventato un nome nuovo.
Allora, hanno fatto bene... altrimenti non avrebbero scoperto una nuova
sindrome! :-))
k