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Olmo

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Alex 5630

unread,
May 13, 2000, 3:00:00 AM5/13/00
to
Nei paesi di montagna dell'Italia meridionale c'e' l'abitudine di
giocare a carte nelle bettole. Le serate terminano immancabilmente con
un giuoco, "padrone e sotto", in cui sono messi in palio dei bicchieri
di vino. Il vincitore del gioco, il "padrone", ha la facolta' di
offrire da bere a ciascun giocatore; il secondo classificato, il
cosiddetto "sotto", ha il diritto di veto. Poiche' i bicchieri di vino
a disposizione sono di una unita' inferiore al numero dei giocatori,
almeno un giocatore resta senza bere. Questa condizione e' chiamata,
non so perche', "restare all'olmo". Chi e' restast all'olmo spesso
considera l'incidente un'offesa intollerabile, da lavare col sangue;
e qualche volta riesce a lavare l'offesa; il piu' delle volte
inserisce chi l'ha lasciato all'olmo --il padrone, se non ha inserito
il suo nome fra gli eletti, o il sotto, se ha messo un veto
all'offertya del padrone-- in una /blacklist di persone da lasciare
all'olmo non appena sara' lui ad avere il potere. Quest'ultima
situazione e' descritta con l'espressione "avere un olmo".
Due persone che hanno un olmo spesso si insultano e cercano
l'occasione per litigare anche in circostanze diverse dal gioco delle
carte: si beccano quando si incontrano per la strada, annoiano gli
estranei parlando a male l'uno dell'altro, e cosi' via.
Vengo alla domanda: esiste in italiano un vocabolo o una locuzione
corrispondente alle espressioni "rimanere all'olmo" o "avere un olmo"?
Ciao
Alex (5630)

Maurizio Pistone

unread,
May 14, 2000, 3:00:00 AM5/14/00
to
a_ale...@my-deja.com (Alex 5630) ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Nei paesi di montagna dell'Italia meridionale c'e' l'abitudine di
>giocare a carte nelle bettole. Le serate terminano immancabilmente con

>un giuoco, "padrone e sotto" ecc.

Non avevo mai sentito di un gioco del genere. Trovo che sia un'usanza
interessantissima, e ti rinrazio di avermela fatta conoscere.

Non conosco nessun corrispondente italiano dell'espressione "restare
all'olmo". Ma sei sicuro che si parli proprio dell'albero? Spesso nei
giochi alcuni termini dialettali vengono fraintesi, e nascono delle
false etimologie. I Piemonte esiste una variante del gioco dei
tarocchi in cui, dopo la distribuzione delle carte, i giocatori
dichiarano il valore dei punti piů alti che avevano in mano. Uno dice
per esempio "cuso ['cyzu] quatt" cioč "accuso, dichiaro quattro re".
Ma ho sentito spesso interpretare quest'espressione come se fosse
"cucio quattro". (Il gioco si chiama "mitigatti" - termine a me
incomprensibile - oppure "tarocchi con gli accusi").

Cosě, se non sbaglio, in Sicilia l'asso del gioco delle carte č
l'"arso", e questa parola entra in molte espressioni proverbiali, ma
spesso viene fraintesa.


Maurizio Pistone - Torino

http://www.mclink.it/personal/MG5960
mailto:pis...@mclink.it

strenua nos exercet inertia Hor.

Sergio

unread,
May 14, 2000, 3:00:00 AM5/14/00
to
On Sun, 14 May 2000 11:56:28 +0200, Maurizio Pistone <pis...@mclink.it>
wrote:

>Cosě, se non sbaglio, in Sicilia l'asso del gioco delle carte č
>l'"arso", e questa parola entra in molte espressioni proverbiali, ma
>spesso viene fraintesa.

Esatto. Quello che dovrebbe essere l' "assu" in alcune determinate zone
diventa l' "arsu". Si dice cosi' probabilmente per il motivo opposto, per
distinguerlo foneticamente da "lassu" (lascio) e quindi per "non" essere
fraintesi.
Ma e' una ipotesi, il siciliano, come lingua, ha una enormita' di
variazioni locali.

Ciao.
Sergio.

Ferdinando Chiodo

unread,
May 14, 2000, 3:00:00 AM5/14/00
to
In article <ovtshsg8da63797km...@4ax.com>, on Sun, 14

May 2000 11:56:28 +0200, Maurizio Pistone <pis...@mclink.it> wrote:

>>Nei paesi di montagna dell'Italia meridionale c'e' l'abitudine di
>>giocare a carte nelle bettole. Le serate terminano immancabilmente con
>>un giuoco, "padrone e sotto" ecc.
>
>Non avevo mai sentito di un gioco del genere.

Son certo che ne hai già sentito parlare. Il gioco attirò anche
l'interesse di un tuo illustre conterraneo:

"La passatella è il gioco più comune quaggiù: è il gioco dei
contadini. [...] più che un gioco, è un torneo di oratoria contadina,
dove si sfogano, in interminabili giri di parole, tutti i rancori, gli
odî, le rivendicazioni represse. Con una partita breve di carte si
determina un vincitore, che è il Re della passatella, e un suo
aiutante. Il Re è padrone della bottiglia che tutti hanno pagato, e
riempie i bicchieri a questo e a quello, secondo il suo arbitrio,
lasciando a bocca asciutta chi gli pare. L'aiutante offre i bicchieri,
e ha diritto di veto: può cioè impedire a chi si appresta a bere di
portare il bicchiere alle labbra. Sia il Re che l'aiutante debbono
giustificare il loro volere e il loro veto, e lo fanno, in
contraddittorio, con lunghi discorsi, dove si alternano l'ironia e le
passioni represse. Qualche volta il gioco è innocente e si limita allo
scherzo di far bere tutto a uno solo, che sopporta male il vino, o di
lasciare a secco proprio quello che sa amarlo di più." (Carlo Levi,
Cristo si è fermato a Eboli, Oscar Mondadori, 1968, pp. 152-3).

>Non conosco nessun corrispondente italiano dell'espressione "restare
>all'olmo". Ma sei sicuro che si parli proprio dell'albero?

Stranamente anche dalle mie parti gli olmi hanno a che fare con i
locali dove si beve vino. I piccoli produttori di vino, infatti,
mettono disposizione dei clienti i tavoli e le sedie della cantina
("tinello"). Questa opportunità viene segnalata da una "frasca", un
ramo fronzuto di olmo, appeso a mo' di insegna; in tal caso il tinello
viene chiamato "fraschetta". Mario dell'Arco, il grande poeta
romanesco scomparso di recente, ha dedicato a Genzano una raccolta di
poesie intitolata "Ormo più ormo". L'ormo è ovviamente l'olmo.
Ciao
Ferdinando

al3a

unread,
May 14, 2000, 3:00:00 AM5/14/00
to

Ferdinando Chiodo <f.ch...@NOSPAMtiscalinet.it> wrote in message
391ebd96...@news.tiscalinet.it...

L'olmo è l'albero tradizionalmente usato come sostegno per le viti, quindi
tutto ciò non è strano.

Restare (o andare) all'olmo significa essere beffati, ingannati. Perché? Non
lo so.

un saluto
alea

Alex 5630

unread,
May 15, 2000, 3:00:00 AM5/15/00
to
On Sun, 14 May 2000 18:11:33 GMT, al3a wrote:

>> >Non conosco nessun corrispondente italiano dell'espressione "restare
>> >all'olmo". Ma sei sicuro che si parli proprio dell'albero?
>

>L'olmo è l'albero tradizionalmente usato come sostegno per le viti,

E' vero! L'olmo veniva utilizzato come sostegno vivo delle viti. Non
ci avevo fatto caso :-(
Nel gioco delle carte rimaneva all'olmo chi rimaneva a bocca asciutta,
e quindi della vite non poteva goderne il *frutto*, cio' che veniva
sostenuto dall'olmo.

>Restare (o andare) all'olmo significa essere beffati, ingannati. Perché? Non
>lo so.

Evidentemente deriva dall'espressione usata nel gioco delle carte: chi
rimane all'olmo non beve, sebbene abbia pagato il vino.
Piuttosto, dove hai sentito l'espressione "rimanere all'olmo"?
Nell'Italia meridionale?
Grazie
Alex (5630)

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