>Nei paesi di montagna dell'Italia meridionale c'e' l'abitudine di
>giocare a carte nelle bettole. Le serate terminano immancabilmente con
>un giuoco, "padrone e sotto" ecc.
Non avevo mai sentito di un gioco del genere. Trovo che sia un'usanza
interessantissima, e ti rinrazio di avermela fatta conoscere.
Non conosco nessun corrispondente italiano dell'espressione "restare
all'olmo". Ma sei sicuro che si parli proprio dell'albero? Spesso nei
giochi alcuni termini dialettali vengono fraintesi, e nascono delle
false etimologie. I Piemonte esiste una variante del gioco dei
tarocchi in cui, dopo la distribuzione delle carte, i giocatori
dichiarano il valore dei punti piů alti che avevano in mano. Uno dice
per esempio "cuso ['cyzu] quatt" cioč "accuso, dichiaro quattro re".
Ma ho sentito spesso interpretare quest'espressione come se fosse
"cucio quattro". (Il gioco si chiama "mitigatti" - termine a me
incomprensibile - oppure "tarocchi con gli accusi").
Cosě, se non sbaglio, in Sicilia l'asso del gioco delle carte č
l'"arso", e questa parola entra in molte espressioni proverbiali, ma
spesso viene fraintesa.
Maurizio Pistone - Torino
http://www.mclink.it/personal/MG5960
mailto:pis...@mclink.it
strenua nos exercet inertia Hor.
>Cosě, se non sbaglio, in Sicilia l'asso del gioco delle carte č
>l'"arso", e questa parola entra in molte espressioni proverbiali, ma
>spesso viene fraintesa.
Esatto. Quello che dovrebbe essere l' "assu" in alcune determinate zone
diventa l' "arsu". Si dice cosi' probabilmente per il motivo opposto, per
distinguerlo foneticamente da "lassu" (lascio) e quindi per "non" essere
fraintesi.
Ma e' una ipotesi, il siciliano, come lingua, ha una enormita' di
variazioni locali.
Ciao.
Sergio.
>>Nei paesi di montagna dell'Italia meridionale c'e' l'abitudine di
>>giocare a carte nelle bettole. Le serate terminano immancabilmente con
>>un giuoco, "padrone e sotto" ecc.
>
>Non avevo mai sentito di un gioco del genere.
Son certo che ne hai già sentito parlare. Il gioco attirò anche
l'interesse di un tuo illustre conterraneo:
"La passatella è il gioco più comune quaggiù: è il gioco dei
contadini. [...] più che un gioco, è un torneo di oratoria contadina,
dove si sfogano, in interminabili giri di parole, tutti i rancori, gli
odî, le rivendicazioni represse. Con una partita breve di carte si
determina un vincitore, che è il Re della passatella, e un suo
aiutante. Il Re è padrone della bottiglia che tutti hanno pagato, e
riempie i bicchieri a questo e a quello, secondo il suo arbitrio,
lasciando a bocca asciutta chi gli pare. L'aiutante offre i bicchieri,
e ha diritto di veto: può cioè impedire a chi si appresta a bere di
portare il bicchiere alle labbra. Sia il Re che l'aiutante debbono
giustificare il loro volere e il loro veto, e lo fanno, in
contraddittorio, con lunghi discorsi, dove si alternano l'ironia e le
passioni represse. Qualche volta il gioco è innocente e si limita allo
scherzo di far bere tutto a uno solo, che sopporta male il vino, o di
lasciare a secco proprio quello che sa amarlo di più." (Carlo Levi,
Cristo si è fermato a Eboli, Oscar Mondadori, 1968, pp. 152-3).
>Non conosco nessun corrispondente italiano dell'espressione "restare
>all'olmo". Ma sei sicuro che si parli proprio dell'albero?
Stranamente anche dalle mie parti gli olmi hanno a che fare con i
locali dove si beve vino. I piccoli produttori di vino, infatti,
mettono disposizione dei clienti i tavoli e le sedie della cantina
("tinello"). Questa opportunità viene segnalata da una "frasca", un
ramo fronzuto di olmo, appeso a mo' di insegna; in tal caso il tinello
viene chiamato "fraschetta". Mario dell'Arco, il grande poeta
romanesco scomparso di recente, ha dedicato a Genzano una raccolta di
poesie intitolata "Ormo più ormo". L'ormo è ovviamente l'olmo.
Ciao
Ferdinando
L'olmo è l'albero tradizionalmente usato come sostegno per le viti, quindi
tutto ciò non è strano.
Restare (o andare) all'olmo significa essere beffati, ingannati. Perché? Non
lo so.
un saluto
alea
>> >Non conosco nessun corrispondente italiano dell'espressione "restare
>> >all'olmo". Ma sei sicuro che si parli proprio dell'albero?
>
>L'olmo è l'albero tradizionalmente usato come sostegno per le viti,
E' vero! L'olmo veniva utilizzato come sostegno vivo delle viti. Non
ci avevo fatto caso :-(
Nel gioco delle carte rimaneva all'olmo chi rimaneva a bocca asciutta,
e quindi della vite non poteva goderne il *frutto*, cio' che veniva
sostenuto dall'olmo.
>Restare (o andare) all'olmo significa essere beffati, ingannati. Perché? Non
>lo so.
Evidentemente deriva dall'espressione usata nel gioco delle carte: chi
rimane all'olmo non beve, sebbene abbia pagato il vino.
Piuttosto, dove hai sentito l'espressione "rimanere all'olmo"?
Nell'Italia meridionale?
Grazie
Alex (5630)