--
J. Grass (nome jedi: graloroce), il terribile analcolico moro
/* per contattarmi in pvt rendi LIBERO l'indirizzo */
Per quanto riguarda le regole non saprei, ma sicuramente alcuni vocaboli
hanno significato differente.
Quello che in Italia si chiama "medicinale", in Svizzera si chiama
"medicamento". Quello che in Italia si chiama "saldo" (inteso come
vendita a prezzi scontati), in Svizzera si chiama "azione"...
--
------=* Roberto Waha - robert...@retro-it.org *=-----+ () ASCII
El Senyor és la meva força, el Senyor el meu cant. | /\ Ribbon
Ell m'ha estat la salvació. En Ell confío, i no tinc por.| Campaign
---------------* http://www.retro-it.org *---------------+ NO HTML Mail
> E' vero che ha alcune regole diverse dall'italiano che si parla in Italia?
> Quali?
Sicuramente un valore diverso dell'aggettivo "imprendibile".
A lugano vidi una casa in vendita con la dicitura "casa con vista
imprendibile sul lago".
Su questo gnusgrùp uno svizzero mi spiegò che in linguaggio
immobiliaristico "imprendibile" significa che non può essere tolto,
coperto; ovvero nessuna costruzione si frapporrà mai fra quella
abitazione e il lago.
Effettivamente il cartello mi aveva lasciato piuttosto perplesso.
P.
--
Sentiamo inoltre la necessita' di impedire che l'Italiano
diventi cubico massiccio impiombato da una compattezza opaca e cieca
> Quello che in Italia si chiama "saldo" (inteso come
> vendita a prezzi scontati), in Svizzera si chiama "azione"...
I saldi, in Italia, riguardano soprattutto, se non esclusivamente, merci
che hanno a che fare con il campo della moda (abbigliamento
e accessori), quando si avvicina il cambio di stagione.
L'"azione", in Svizzera, può riguardare qualunque merce, anche i prodotti
alimentari, che in Italia non sono mai soggetti a saldi, ma, per i quali
ci sono altre 'azioni' di promozione (3 per 2 e simili).
Roger
Sì però se dici a un italiano che ai grandi magazzini è in corso un'azione,
senza specificare altro, quello pensa a un'irruzione della polizia, a una
protesta politica, a una performance di mimi, a tutto fuorché a una campagna
di sconti. Idem per il tedesco "Aktion": penso che solo in Svizzera lo si
usi senza specificazioni per indicare i saldi; i tedeschi direbbero
"Promoaktion", "Rabattaktion", ecc.
Altre espressione svizzero-italiana per noi un po' bizzarre sono: "essere a
giorno" (aggiornato, al corrente), "la tenuta a giorno" (aggiornamento), "il
postale" (autobus), "l'automatico" (distributore automatico).
Nel campo dell'informatica, fino a qualche anno fa si usava ancora una
terminologia francesizzante: "logicale" (software), "ordinatore" (computer),
"megaottetto" (megabyte), ecc.
Ciao.
Marco
--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it
> E' vero che ha alcune regole diverse dall'italiano che si parla in Italia?
> Quali?
Be', "l'italiano che si parla in Italia" è un concetto astratto; ci
sono italiani regionali. La lingua regionale in Ticino, che è
lombardo, è molto vicina a quella della Lombardia. Le differenze nel
vocabolario sono da ascrivere alla terminologia amministrativa e
politica, l'influenza dei traduttori nel commercio dominato da
germanofoni, quella dell'immigrazione germanica in Ticino, e la
prevalenza del dialetto nella vita quotidiana.
Un ottimo libro da consultare è quello di Sandro Bianconi: "I due
linguaggi - Storia linguistica della Lombardia svizzera dal 400 ai
nostri giorni" Casagrande, Bellinzona 1989.
C'è anche un altro "italiano svizzero", quello che informalmente si
chiama "italiano federale", lo stranissimo gergo dei parlamentari di
Berna.
Oltre alle cose già citate da altri, cito quest'altra, ascoltata da un
simpatico comico italiano (Natalino Balasso).
In Isvizzera, quando si scende da un treno per prenderne un altro si parla
di "corrispondenza", perché al fatto di scendere da un treno *corrisponde*
il fatto che ce ne sia un altro ad aspettare.
In Italia, quando si scende da un treno per prenderne un altro si parla di
"coincidenza", perché se l'altro treno è lì che aspetta, be', è solo per
coincidenza.
Ciao
Ale
--
Namárië Valinor
> C'è anche un altro "italiano svizzero", quello che informalmente si
> chiama "italiano federale", lo stranissimo gergo dei parlamentari di
> Berna.
Tipo, tipo?
Ciao, FB
> E' vero che ha alcune regole diverse dall'italiano che si parla in Italia?
> Quali?
Io trovo strana anche la pronuncia. Hanno tutti un accento fortissimo, anche
le persone più importanti.
Ciao, FB
Invece per "italiano federale"
si intende quello strano idioma che usano non
i parlamentari a Berna ma le amministrazioni federali,
in particolare l'esercito.
L'esempio più bello, e più noto, è
"il sacco della lingerìa", che è il sacco che
i militari usavano per mandare a casa la biancheria
(= lingerie, fr.) sporca.
Ciao
GiM
> > C'č anche un altro "italiano svizzero", quello che informalmente si
> > chiama "italiano federale", lo stranissimo gergo dei parlamentari di
> > Berna.
> Tipo, tipo?
Sarebbe un piacere improvvisare una parodia, come si fa in betola dopo
mezzanotte. Ero proprio bravo a quel gioco, secoli fa. Ma qui su NG si
rischia di offendere qualcuno, e poi l'accento č proprio importante.
La miglior soluzione sarebbe di ascoltare l'ora parlamentare, o
notizie di politica, alla radio o tivů della Svizzera Italiana.
> Altre espressione svizzero-italiana per noi un po' bizzarre sono: "essere a
> giorno" (aggiornato, al corrente), "la tenuta a giorno" (aggiornamento), "il
> postale" (autobus),
Uellà! anche in Barbagia l'autobus di linea si chiama "su postale" (e a
Nuoro, quello urbano si chiama "postalino")
ciao
--
Sandro su SV 650 "Desolina" e Scarabeo 150 "su Karrabusu"- Quartu [CA]
Fondatore del GIPPIOLA FAN CLUB *** IHM_Ichnusa ML *** SFC ** PPCSP **
** CSC ** Pisitteddu & Kiwetta, i Gippiolini-Ninja *** VBIOAAAFMTOR **
McC4FFC#554 ** GFC page: http://floop.piessestudio.it/the_gfc_page.htm
> La miglior soluzione sarebbe di ascoltare l'ora parlamentare, o
> notizie di politica, alla radio o tivų della Svizzera Italiana.
Io prendo TSI 1, ma non ho mai sentito nulla di sconvolgente.
Ciao, FB
> Altre espressione svizzero-italiana per noi un po' bizzarre sono: "essere a
> giorno" (aggiornato, al corrente), "la tenuta a giorno" (aggiornamento), "il
> postale" (autobus)
Piu' spesso (e piu' simpaticamente) si dice "la posta".
> "l'automatico" (distributore automatico).
"Il servisol" (self-serfice)...
"Il cartoncino giallo" (cartellino giallo)...
"La licenza di condurre" (patente di guida)...
> Nel campo dell'informatica, fino a qualche anno fa si usava ancora una
> terminologia francesizzante: "logicale" (software), "ordinatore" (computer),
> "megaottetto" (megabyte), ecc.
Oggi ho visto un articolo che parlava di un "disco duro"; ci ho messo
qualche secondo a capire che si parlava di informatica e si intendeva
"disco fisso/rigido" :-)
Visto che nessuno lo ha ancora fatto, vi segnalo anche questo sito sul
lessico italiano in svizzera:
http://www.crcsoft.com/lessico/
Ma la domanda originale era sulle regole e non sul lessico, quindi
posso raccontare che una volta uno svizzero italiano mi ha domandato:
"Tu c'eri a Friburgo?". Io sono rimasto perplesso e mi sono chiesto:
"In quale occasione avrei dovuto essere a Friburgo"?
Poi ho capito che, nell'italiano che parlo io, la sua domanda sarebbe
stata: "Tu ci sei [mai] stato a Friburgo?".
> posso raccontare che una volta uno svizzero italiano mi ha domandato:
> "Tu c'eri a Friburgo?". Io sono rimasto perplesso e mi sono chiesto:
> "In quale occasione avrei dovuto essere a Friburgo"?
> Poi ho capito che, nell'italiano che parlo io, la sua domanda sarebbe
> stata: "Tu ci sei [mai] stato a Friburgo?".
In Toscana, si sarebbe detto: "[Ci] sei ristato a Friburgo"?
Roger
> Visto che nessuno lo ha ancora fatto, vi segnalo anche questo sito sul
> lessico italiano in svizzera:
>
> http://www.crcsoft.com/lessico/
Grazie, molto interessante. E' vero: "comanda" e "comandare", in Italia sono
dialettali. Dissento, tuttavia, su alcuni punti (non ho letto tutto):
Gabola ==> grana, guaio; si usa tranquillamente anche qui (Provincia di
Milano)
Giornalmente ==> quotidianamente; io l'ho gią letto sicuramente
Ciao, FB
> Grazie, molto interessante. E' vero: "comanda" e "comandare", in Italia sono
> dialettali. Dissento, tuttavia, su alcuni punti (non ho letto tutto):
>
> Gabola ==> grana, guaio; si usa tranquillamente anche qui (Provincia di
> Milano)
>
> Giornalmente ==> quotidianamente; io l'ho già letto sicuramente
Mi fa venire in mente quella volta che arrivai a Bucarest
verso le nove di sera, dopo un lungo viaggio in automobile.
Chiesto dove si poteva andare a mangiare, mi risposero:
"Da nessuna parte".
Era il luglio dell'anno 1989, nei ristoranti c'erano appesi
cartelli che dicevano "ultima comanda 20.30" (probabilmente
con qualche accento sulle "a", direi).
Ciao
Enrico
Interessante! Ma alcuni di questi presunti svizzerismi (uhm... elvetismi?)
li usiamo anche qui in Lombardia. Altri mi paiono diffusi in tutta Italia,
ma può darsi che si tratti di neologismi recenti.
Fra i lemmi ritenuti esclusivi della Svizzera italiana, "balosso" (balordo),
"gibollo" (ammaccatura) e "ghitarra" sono diffusi anche in Lombardia.
"Generalista" e "giornalmente" mi paiono ustati in tutta Italia. "Gàbola"
(guaio) andrebbe spostato fra i lemmi di significato diverso: in Lombardia
significa "espediente", "trucco".
Fra i lemmi di significato diverso, "cartone" (cazzotto), "rispettivamente"
(nonché) e "marcare giù" (annotare) si usano in Lombardia, e i primi due si
stanno probabilmente diffondendo anche nel resto d'Italia. "Ufficio" nel
senso di stanza all'interno di un ufficio mi sembra il significato più
comune anche in Italia: per l'ufficio nel suo complesso si usa più spesso il
plurale "gli uffici".
Fra le locuzioni, "bocciare" (fare un tamponamento), "in faccia" (di
fronte), "ora di allora" (entro quel momento), "sul lavoro" (al lavoro),
"Roma per toma" (lucciole per lanterne), "settimana prossima" e "piuttosto
che" (oppure) si usano sicuramente in Lombardia, ma forse anche altrove.
"Prendere con sé", "punto di domanda" e "sala multiuso" mi sembrano
normalissimi.
Fra i lemmi dati per rari in Italia, "cartelletta", "colonna" (di auto
ferme), "comparto" (produttivo), "concernere" (riguardare), "famigliare" e
"valevole" mi sembrano comuni anche in Italia. "Epilazione" è comune anche
in Italia, ma solo da pochi anni: in questo caso potrebbe effettivamente
trattarsi di influenza ticinese, per il tramite di qualche prodotto
cosmetico di produzione svizzera.
> Ma la domanda originale era sulle regole e non sul lessico, quindi
> posso raccontare che una volta uno svizzero italiano mi ha domandato:
> "Tu c'eri a Friburgo?". Io sono rimasto perplesso e mi sono chiesto:
> "In quale occasione avrei dovuto essere a Friburgo"?
> Poi ho capito che, nell'italiano che parlo io, la sua domanda sarebbe
> stata: "Tu ci sei [mai] stato a Friburgo?".
Anche questa mi pare una differenza più fraseologia che non di regole
grammaticali. Non credo proprio che esistano particolarità grammaticali o
fonetiche che differenzino l'italiano del Ticino da quello della Lombardia.
> Fra i lemmi ritenuti esclusivi della Svizzera italiana, "balosso"
(balordo),
> "gibollo" (ammaccatura) e "ghitarra" sono diffusi anche in Lombardia.
> "Generalista" e "giornalmente" mi paiono ustati in tutta Italia. "Gàbola"
> (guaio) andrebbe spostato fra i lemmi di significato diverso: in Lombardia
> significa "espediente", "trucco".
Secondo me anche guaio.
"rispettivamente" (nonché)
?
> e "marcare giù" (annotare)
In effetti, in Lombardia abbiamo un sacco di "phrasal verbs", ma questo non
l'ho mai sentito. Un conto, comunque, è il semi-dialetto, un conto è
l'italiano corretto, seppur regionale.
> Fra le locuzioni, "bocciare" (fare un tamponamento)
Boh.
> "in faccia" (di
> fronte)
Comunissima.
> , "ora di allora" (entro quel momento)
Un po' macchinosa.
> , "sul lavoro" (al lavoro),
> "Roma per toma" (lucciole per lanterne), "settimana prossima" e "piuttosto
> che" (oppure) si usano sicuramente in Lombardia, ma forse anche altrove.
> "Prendere con sé", "punto di domanda" e "sala multiuso" mi sembrano
> normalissimi.
Anche a me, sono un po' perplesso.
> Fra i lemmi dati per rari in Italia, "cartelletta", "colonna" (di auto
> ferme), "comparto" (produttivo)
Confermo.
> "concernere" (riguardare)
Vabè, ragazzi:
concernere con|cèr|ne|re
v.tr. (concèrne)
CO avere attinenza, relazione, essere pertinente, riguardare: una
faccenda che non ti concerne, è molto scrupoloso per ciò che concerne il suo
lavoro
Dal De Mauro. Questo è italiano però!
> Anche questa mi pare una differenza più fraseologia che non di regole
> grammaticali. Non credo proprio che esistano particolarità grammaticali o
> fonetiche che differenzino l'italiano del Ticino da quello della
Lombardia.
Se per fonetiche intendi anche l'accento, in Svizzera è spaventoso.
Ciao, FB
Eh eh eh, mi sa che frequentavamo gli stessi trani! Anch'io facevo sempre
quel numero per gli amici:
"E ora, vi emettiamo le attualità telediffuse del Canton Ticino. Un
postale ha colliso con un camióne sulla cantonale Mendrisio-Bellinzona;
numerosi passeggeri sono rimasti ingiuriati in modo non severo e sono
stati traslati al vicino nosocomio federale; tutte illese le galline che
viaggiavano sul camione; in stato di panico i conduttori dei due veicoli."
Perché la parodia venga bene bisogna scegliere vocaboli molto forbiti e
inconsueti e usarli leggermente a sproposito. È essenziale italianizzare
assolutamente tutto (anche una sola parola straniera rovinerebbe l'effetto
generale) e, naturalmente, pronunciare il tutto con un marcatissimo
accento comasco.
> Ma qui su NG si rischia di offendere qualcuno,
Ma no, dài, si fa per ridere! E, poi, anche gli svizzeri avranno di che
ridere dell'italiano d'Italia e della sua esagerata anglofilia:
"Trasmettiamo ora le lócal niùs. Si è verificato un crèsh fra un bàs e
un tràck sulla hàiuei Milano-Brescia; sul posto sono accorse numerose
emèrgensi iùnits, che hanno provveduto a trasportare i numerosi viggiatori
feriti presso il medical sènter più vicino; tutte illese le cìkens che
viaggiavano sul tràck; sotto shock i due dràivers."
Ciao.
Marco
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
Ho sbagliato io: intendevo "oppure".
"Vieni tu da me, se puoi. Rispettivamente, vengo io da te più tardi". In
effetti (e per fortuna!) non è poi così diffuso.
> > e "marcare giù" (annotare)
>
> In effetti, in Lombardia abbiamo un sacco di "phrasal verbs", ma questo
non
> l'ho mai sentito.
Io lo sento spesso, specialmente nei negozi alimentari che fanno credito:
"Paga subito o marco giù?"
> Un conto, comunque, è il semi-dialetto, un conto è
> l'italiano corretto, seppur regionale.
Ma il glossario di cui stiamo parlando si occupa di entrambi i registri,
distinguendoli però accuratamente.
> > Fra le locuzioni, "bocciare" (fare un tamponamento)
>
> Boh.
Mai sentito? "Ho bocciato con la macchina". Ovviamente rientra fra le voci
dialettali.
[...]
> > Anche questa mi pare una differenza più fraseologia che non di regole
> > grammaticali. Non credo proprio che esistano particolarità grammaticali
o
> > fonetiche che differenzino l'italiano del Ticino da quello della
> Lombardia.
>
> Se per fonetiche intendi anche l'accento, in Svizzera è spaventoso.
Ma molto simile all'accento di Como e del Lario, di qua dal confine.
> Ho sbagliato io: intendevo "oppure".
>
> "Vieni tu da me, se puoi. Rispettivamente, vengo io da te più tardi". In
> effetti (e per fortuna!) non è poi così diffuso.
Mi sembra uno di quegli usi che le persone si compiacciono tanto nell'usare.
> Mai sentito? "Ho bocciato con la macchina". Ovviamente rientra fra le voci
> dialettali.
O dico "tamponato", in italiano, o "giboulàa", in dialetto.
> Ma molto simile all'accento di Como e del Lario, di qua dal confine.
Boh. Comunque è fortissimo, a prescindere dal ceto. Non è che mi dispiaccia,
ma quando parlano di argomenti seri mi fa tanto "ciciarada".
Ciao, FB
posso conferire una parola diversa dall'italian dell'Italia. La conoscevo
già, ma viaggiando su un treno Zurigo-Milano ho avuto la conferma che è
usata comunemente: c'erano due ragazze in età da patente e parlavano di
costi delle automobili. Una aggiunge alle spese anche la "vignetta per
l'autostrada".
Naturalmente è un francesismo (vignette = tagliando, contrassegno) in quanto
non ho mai visto fumetti (cioè vignette all'italiana!) in autostrada!! :-)
Purtroppo questo termine mi ha contaminato: lo uso normalmente quando mi
capita di parlare del tagliandino che sostituisce il pedaggio sulle
autostrade svizzere...
--
Hub.
*** Tuttosopra!! --> http://utenti.lycos.it/henkel76
- La mail indicata è sintetica -
---
Outgoing mail is certified Virus Free.
Checked by AVG anti-virus system (http://www.grisoft.com).
Version: 6.0.490 / Virus Database: 289 - Release Date: 16/06/2003
Come anche in Brianza (quando non c'erano ancora tutte ste macchine).
...
> "La licenza di condurre" (patente di guida)...
Quello è il termine scritto. Si pronuncia patente.
...
> Ma la domanda originale era sulle regole e non sul lessico, quindi
> posso raccontare che una volta uno svizzero italiano mi ha domandato:
> "Tu c'eri a Friburgo?". Io sono rimasto perplesso e mi sono chiesto:
> "In quale occasione avrei dovuto essere a Friburgo"?
> Poi ho capito che, nell'italiano che parlo io, la sua domanda sarebbe
> stata: "Tu ci sei [mai] stato a Friburgo?".
Si sentiva da vecchietti che si sforzano di parlare "italiano", anche
in Italia. Chi è stato punito tante volte all'elementare da maestrina
ipercorretta ossessa con l'idea che "ci sei stato" uguale "te ghe se
staa", e te lo fa riscrivere in tempi "corretti", finisce col
confondersi un pochino.
Bravo. Però quello del "Care concittadine, cari concittadini, è tempo
di presentare il consueto bilancio annuo delle attività del nostro, e
vostro, Partito nel corso dello scorso anno" coll'accento zurighese
non lo faccio qui.
> Boh. Comunque è fortissimo, a prescindere dal ceto. Non è che mi dispiaccia,
> ma quando parlano di argomenti seri mi fa tanto "ciciarada".
Ri-boh. Una fracca di discussioni di biologia molecolare o linguistica
o filosofia o quel che voi si fanno non in italiano coll'accento, ma
in lombardo stretto, con qualche concessione per la terminologia.
Quando arriva qualcuno che riserva il dialetto per ciciarade, si passa
all'italiano. Perché mai perdere l'accento, o meglio, che accento
adottare? Fiorentino? Romano? Bergamasco?
Salve!
Dei tre, conoscevo solo gibollo/gibollare.
>"Gàbola"
>(guaio) andrebbe spostato fra i lemmi di significato diverso: in Lombardia
>significa "espediente", "trucco".
Pensi in particolare al "gol di gabola" (gol fortunoso, nato da un
espediente, e quindi gol "bugiardo", perché frutto d'un imbroglio o
perché non rispecchia il reale andamento della partita)?
Mi pare comunque che il significato di "guaio, problema, situazione
intricata" sia comune anche da noi.
Il De Mauro dà, IMHO correttamente:
gà·bo·la
s.f. RE centrosett.
bugia, frottola | intrigo, imbroglio
DATA: 1961.
ETIMO: propr. var. di cabala.
Ho poi trovato che si usa pure in Sardegna, col senso di
"sotterfugio, scusa":
http://www.codda.org/cultura/coddabolario/g.htm
--
Bye, Ghost of Lem Novantotto
Informazioni su it.*: http://www.news.nic.it
Archivio news: http://groups.google.com/advanced_group_search?hl=it
Linee guida della netiquette: http://www.faqs.org/rfcs/rfc1855.html
Io, mai sentito.
>Mai sentito? "Ho bocciato con la macchina".
Io, frequentemente.
# "E ora, vi emettiamo le attualità telediffuse del Canton Ticino. Un
# postale ha colliso con un camióne sulla cantonale Mendrisio-Bellinzona;
# numerosi passeggeri sono rimasti ingiuriati in modo non severo e sono
# stati traslati al vicino nosocomio federale; tutte illese le galline che
# viaggiavano sul camione; in stato di panico i conduttori dei due veicoli."
E via, non ti sembra di esagerare? Ascolto spesso via internet il
telegiornale svizzero ( http://www.rtsi.ch/prog/news/welcome.cfm ) e
non ho rilevato né accenti particolarmente pesanti (e se lo dico io
che sono meridionale...) né un lessico fuori dell'ordinario.
Le trasmissioni sono quasi tutte ben fatte e approfondite, avessimo
noi una tv cosi'...
--
I have been one acquainted with the night
I have walked out in rain, and back in rain
I have outwalked the furthest city light.
Tema: spieghi il candidato la differenza fra "esagerazione" e "parodia",
citando almeno dieci parabole del Grande Puffo.
# Tema: spieghi il candidato la differenza fra "esagerazione" e "parodia",
# citando almeno dieci parabole del Grande Puffo.
Saggio breve:
La parodia (greco paro[i]dìa, da parà e o[i]dè) è una composizione
(letteraria o musicale) che contraffà, con intento comico o satirico,
un'opera conosciuta (Garzanti), o, come nel caso in esame, si propone
di riprodurre in modo caricaturale, col medesimo intento, un modo di
parlare, di presentarsi, di atteggiarsi di q.cuno.
Ora, per 'caricatura', sempre secondo il Garzanti, s'intende una
"rappresentazione (disegno, incisione o pittura) in cui i tratti
caratteristici del soggetto sono esagerati o distorti per produrre un
effetto comico o grottesco". Dunque, l'esagerare fa parte del bagaglio
tecnico del parodista. Il tutto, pero, deve risultare aderente al
vero, altrimenti l'effetto comico non si produce. Se io facessi una
caricatura di Berlusconi disegnandolo alto un metro e novanta, coi
capelli alla Sandokan gli occhi blu e il naso francese nessuno lo
riconoscerebbe. Il requisito dell'aderenza al vero, benché distorta
attraverso l'esagerazione, è ciò che fa di un parodista un grande
parodista. Ho, da parte mia, obiettato che l'esagerazione della
parlata svizzera era talmente... esagerata da non risultare
riconoscibile, fa fede in tal senso l'ascolto dell'emittente ticinese.
--
"Sotto il sole del deserto il cammelliere fa i suoi progetti, ma li fa anche il cammello."
Proverbio Arabo.
Va be', ho capito, da grande non farò il cabarettista. Sigh!
A mia parziale discolpa, ricordo ciò che ha detto mb sull'accento: il fatto
che nello scritto si perda è una mutilazione grave per questo genere di
facezie. E aggiungo che, trattandosi di una parodia da osteria, è anche
importante il tenore alcolico del pubblico. Tu, prima di leggere, te li sei
fatti i venti bianchini regolamentari?
# facezie. E aggiungo che, trattandosi di una parodia da osteria, è anche
# importante il tenore alcolico del pubblico. Tu, prima di leggere, te li sei
# fatti i venti bianchini regolamentari?
Qui ho solo birra, vino rosso e Bacardi all'ananas: eventualmente
posso mescolare e shakerare.
Comunque la parodia faceva ridere: solo che non so se uno svizzero
sarebbe d'accordo. ma quelli so' svizzeri...
--
La rivoluzione non è un pranzo di gala ma nemmeno una colazione
al sacco (metà Mao e metà io)
Eh, non č la stessa cosa dei bianchini dell'osteria.
> Comunque la parodia faceva ridere: solo che non so se uno svizzero
> sarebbe d'accordo. ma quelli so' svizzeri...
Ora sii serio per un secondo: dici davvero che poteva essere offensivo?
Onestamente, non mi pareva. Se Ma se qualche svizzero sintonizzato su queste
frequenze l'avesse vista cosě, chiedo umilmente scusa!
Comunque, just in case, ci ho messo pure la presa per i fondelli dei
telegiornali italiani, la cui ridicola anglomania č sicuramente nota anche
oltre confine.
Cioč?
>
> Ora sii serio per un secondo: dici davvero che poteva essere offensivo?
> Onestamente, non mi pareva. Se Ma se qualche svizzero sintonizzato su
queste
> frequenze l'avesse vista cosě, chiedo umilmente scusa!
Sě, almeno io ci sono: vedi il post firmato GiM.
Non servono scuse, tanto eno umili:
sei stato divertente, ma, da ticinese,
non mi sono ritrovato nella parodia/esagerazione/caricatura.
Cosě parlerebbe, o avrebbe parlato, il sindaco (ticinesismo?)
di un paesino di qualche remota vallata.
Almeno lo spero...
Ciao
GiM
# > > Comunque la parodia faceva ridere: solo che non so se uno svizzero
# > > sarebbe d'accordo. ma quelli so' svizzeri...
# Cioč?
Era una battuta. Di solito vi descrivono come puntigliosi e per niente
disposti a lasciar correre.
# non mi sono ritrovato nella parodia/esagerazione/caricatura.
# Cosě parlerebbe, o avrebbe parlato, il sindaco (ticinesismo?)
# di un paesino di qualche remota vallata.
Possibile. Io ho ascoltato la tv e mi č parso che lo speaker si
esprimesse piu' che correttamente, piu' dei nostri..
# Ora sii serio per un secondo: dici davvero che poteva essere offensivo?
No, ma vedi che lo svizzero GiM non si è ritrovato?
# Comunque, just in case, ci ho messo pure la presa per i fondelli dei
# telegiornali italiani, la cui ridicola anglomania è sicuramente nota
Quella era la parte migliore :-)
> E via, non ti sembra di esagerare? [...]
> La parodia (greco paro[i]dìa, da parà e o[i]dè) è una composizione
> (letteraria o musicale) che contraffà, con intento comico o satirico,
> un'opera conosciuta (Garzanti), o, come nel caso in esame, si propone
> di riprodurre in modo caricaturale, col medesimo intento, un modo di
> parlare, di presentarsi, di atteggiarsi di q.cuno.
> Ora, per 'caricatura', sempre secondo il Garzanti, s'intende una
> "rappresentazione (disegno, incisione o pittura) in cui i tratti
> caratteristici del soggetto sono esagerati o distorti per produrre un
> effetto comico o grottesco". Dunque, l'esagerare fa parte del bagaglio
> tecnico del parodista. Il tutto, pero, deve risultare aderente al
> vero, altrimenti l'effetto comico non si produce. Se io facessi una
> caricatura di Berlusconi disegnandolo alto un metro e novanta, coi
> capelli alla Sandokan gli occhi blu e il naso francese nessuno lo
> riconoscerebbe. Il requisito dell'aderenza al vero, benché distorta
> attraverso l'esagerazione, è ciò che fa di un parodista un grande
> parodista. Ho, da parte mia, obiettato che l'esagerazione della
> parlata svizzera era talmente... esagerata da non risultare
> riconoscibile, fa fede in tal senso l'ascolto dell'emittente ticinese.
Parole d'oro. Passa ora all'autopsia lo specialista:
> # "E ora, vi emettiamo
Emettiamo, mai "vi emettiamo".
# le attualità telediffuse del Canton Ticino. Un
Suona verissimo. Non sempre si usa, ma tipico.
# postale ha colliso
Molto probabile nella bocca di "confederato" (ossia Svz. non
ticinese). Trasferito nella bocca di un "annunciatore" ticinese riesce
caricaturale ma non mostruoso.
# con un camióne
leggera esagerazione, tipico della gente delle valli
# sulla cantonale Mendrisio-Bellinzona;
veridico
> # numerosi passeggeri sono rimasti ingiuriati in modo non severo e sono
Tre elementi comici che occorrono di quando in quando; frequenti nel
giornale scritto
> # stati traslati
Stile da giornale locale, tendenza DC
# al vicino nosocomio federale
suona vero anche questo; che l'ospedale da cantonale diventi federale
contribuisce alla caricatura
; tutte illese le galline che
no problem
> # viaggiavano sul camione; in stato di panico i conduttori dei due veicoli."
avrebbero detto "sciòcch" o "schock", però come già disse Cimarosti,
bisogna rispettare nella parodia la finzione del "tutto italiano",
altrimenti suona troppo Italia.
Concludendo, si può dire che forza la nota in un paio di passaggi,
altrimenti telescopa nel tempo elementi verosimili con una frequenza
superiore a quella della realtà. Buon comico, caricatura
_riconoscibile_, è quello che conta.
Ma chi me le fa scrivere baggianate come questa?
Giusto... E dov'e' che si gioca(va) di piu' "a telegiornale"? Su in Val di Muggio.
> Se io facessi una
> caricatura di Berlusconi disegnandolo alto un metro e novanta, coi
> capelli alla Sandokan gli occhi blu e il naso francese nessuno lo
> riconoscerebbe.
Ma lui forse si riconoscerebbe, e sarebbe contento.
Epimeteo