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Zenzero e ginger...

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Paolo

unread,
May 4, 2001, 9:08:08 AM5/4/01
to
Al supermercato noto che la radice di zenzero ("Zingiber officinalis") è
chiamata all'inglese "ginger", mentre i peperoncini ("Capsicum frutescens")
sono chamati "zenzeri".

Anche a voi risulta questa confusione tra zenzero e peperoncino? Oppure si
tratta soltanto di un'usanza toscana?

Ciao,
Paolo


Mariuccia Ruta

unread,
May 4, 2001, 10:29:16 AM5/4/01
to

Credo si tratti di uso toscano, ma credo anche che ci sia una qualche
distinzione: il peperoncino rosso a Grosseto è una cosa e lo zenzero
un'altra. Non son mai riuscita a capire la differenza.
Io conobbi lo zenzero da amici di Empoli che venivano al mare a GR e
si portavano dietro la salsa con lo zenzero per condirci la pasta.
>
> Ciao,
> Paolo

--
Ciao,
Mariuccia®

Paolo Bonardi dalle Spaventose Distanze e Cosmiche

unread,
May 5, 2001, 8:52:31 AM5/5/01
to
Paolo wrote:

> Al supermercato noto che la radice di zenzero ("Zingiber officinalis") è
> chiamata all'inglese "ginger", mentre i peperoncini ("Capsicum frutescens")
> sono chamati "zenzeri".

Strana roba, effettivamente. Credo che la spiegazione più logica sia che
moltissimi italiani, soprattutto giovani, non sappiano cosa sia lo zenzero.
Credono che nulla abbia a che fare con il ginger che è ... solo il ginger.
Lo zenzero non gode della stessa pubblicità di cui gode invece il ginger.

> Anche a voi risulta questa confusione tra zenzero e peperoncino? Oppure si
> tratta soltanto di un'usanza toscana?

Zenzero per peperoncino? Mai sentito. Almeno qui.

P.

Karla Giudt

unread,
May 6, 2001, 7:52:50 AM5/6/01
to

"Paolo" <pao...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:YQxI6.13585$FS.2...@news1.tin.it...
La polvere di peperoncino è chiamata anche paprica,
da non confondere con quella che si mette nel goulasch
che è la paprica (o paprika) dolce.

Un' altra radice, usata in cucina, su cui si fa confusione
è il cren. Secondo alcuni è rafano, secondo altri sarebbe
una radice simile, ma non la stessa.

Ciao
Karla

Liberty Kid

unread,
May 6, 2001, 11:40:06 AM5/6/01
to

Mariuccia Ruta <ruta...@telcel.net.ve> wrote in message
3af2bb6f...@News.CIS.DFN.DE...


Pellegrino Artusi, a proposito di cacciucco, ha scritto:
*Per la stessa quantita' di pesce pestate in un mortaio tre grossi spicchi
d'aglio, e dello zenzero fresco, oppure secco, per ridurlo in polvere. Per
zenzero cola' s'intende il peperone rosso piccante, quindi va escluso il
pepe.*

Cordialita'
Liberty Kid


Paolo

unread,
May 6, 2001, 2:05:01 PM5/6/01
to
> La polvere di peperoncino è chiamata anche paprica,
> da non confondere con quella che si mette nel goulasch
> che è la paprica (o paprika) dolce.

Comunque la "paprica da gulasch" è fatta anch'essa con peperoncini
rossi("Capsicum" spp), però di qualità dolce.

"Paprica" deriverebbe dal serbocroato "paprika" a sua volta dal latino
"piper". Ma non era ungherese? Mah...

> Un' altra radice, usata in cucina, su cui si fa confusione
> è il cren. Secondo alcuni è rafano,

Mi risulta anche a me: rafano, barbaforte o cren (quest'ultimo usato
specialmente per la salsa) = "Armoracia rusticana".

"Cren" è parola che viene dal tedesco ("Kren").

Noto però che il termine "rafano" è un po' improprio per l'"Armoracia
rusticana". Il genere "Raphanus" comprende il ravanello (o rapanello), la
landra, il ramolaccio ma non il rafano. I due generi appartengono entrabi
alle crocifere ("Cruciferae").

> secondo altri sarebbe
> una radice simile, ma non la stessa.

La pastinaca ("Pastinaca sativa")?

Ciao,
Paolo

Giovanni Drogo

unread,
May 7, 2001, 4:11:34 AM5/7/01
to
On Sat, 5 May 2001, Paolo Bonardi dalle Spaventose Distanze e Cosmiche wrote:

> Strana roba, effettivamente. Credo che la spiegazione più logica sia che
> moltissimi italiani, soprattutto giovani, non sappiano cosa sia lo zenzero.

ahime' si' ... e tra breve non sapranno nemmeno cosa sono le rape, la
zucca, o le mele annurche. Difatti io compro tutte queste cose (incluso
lo zenzero) dall'unica bancarella del mercato che le tiene.

> Credono che nulla abbia a che fare con il ginger che è ... solo il ginger.

nel senso di bevanda ? tipo quella che una volta chiamavano "la spuma" ?

> Zenzero per peperoncino? Mai sentito. Almeno qui.

Nemmeno qui. Ma credo che, nonostante le spaventose distanze cosmiche
che ci separano, il mio qui sia molto vicino al bonardiano qui :-)

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Giovanni Drogo

unread,
May 7, 2001, 4:20:11 AM5/7/01
to
On Sun, 6 May 2001, Paolo wrote:

> Comunque la "paprica da gulasch" è fatta anch'essa con peperoncini

> "Paprica" deriverebbe dal serbocroato "paprika" a sua volta dal latino
> "piper". Ma non era ungherese? Mah...

Pero' in Germania chiamano Paprika anche i normalissimi peperoni.

> > Un' altra radice, usata in cucina, su cui si fa confusione
> > è il cren. Secondo alcuni è rafano,

> "Cren" è parola che viene dal tedesco ("Kren").

i quali tedeschi lo chiamano pero' "Meerrettich" (e dal sapore della
salsa, una specie di besciamella insaporita al cren che si usa con il
lesso, e' proprio quello che dico io).

Mai capito pero' perche' sia il "rettich di mare" quando il Rettich e'
una radice dalla pelle bianca (pelle sottile, non scorza), grossa
(diametro fio a 10 cm) e allungata (fino a 30 cm), dalla consistenza
acquosa e priva di gusto.

come purtroppo sono diventati anche i rapanelli da noi quasi sempre ...

> rusticana". Il genere "Raphanus" comprende il ravanello (o rapanello), la
> landra, il ramolaccio ma non il rafano. I due generi appartengono entrabi

In quanto al "remolass" ("ravanei e remolass / barbabietul e spinass /
du palanch al mass"), che e' globoso (diametro 10 cm), dalla scorza
nera, e molto piccante, non li si trova nemmeno sulla bancarella dello
zenzero.

magica

unread,
May 7, 2001, 4:20:35 AM5/7/01
to
Il 7 maggio 2001 alle 10:11 Giovanni Drogo ha scritto:
>On Sat, 5 May
2001, Paolo Bonardi dalle Spaventose Distanze e Cosmiche
>wrote:

>>


Zenzero per peperoncino? Mai sentito. Almeno qui.

>Nemmeno qui.
Nemmeno qui.

>Ma credo che, nonostante le spaventose distanze cosmiche
>che ci separano, il mio qui sia molto vicino al bonardiano
>qui :-)

Idem.

Gian Carlo

--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it

Wolfgang Mueller

unread,
May 7, 2001, 6:14:02 AM5/7/01
to
Giovanni Drogo wrote:
>
> Paolo wrote:
> > [...]
> > "Cren" parola che viene dal tedesco ("Kren").
>
> i quali tedeschi lo chiamano però "Meerrettich" [...]

Gli austriaci preferiscono dire «Kren».

> Mai capito però perché sia il "rettich di mare" ...

In alcune parole tedesche il prefisso «Meer-» significa
«pervenuto da oltremare» e, per estensione, «di origine
straniera». Un altro esempio è la cavia, detta in tedesco
«Meerschweinchen», alla lettera «porcellino di mare».

> ... quando il Rettich è una radice dalla pelle bianca (pelle
> sottile, non scorza), grossa (diametro fino a 10 cm) e allungata


> (fino a 30 cm), dalla consistenza acquosa e priva di gusto.

Una volta era molto piccante, talmente da dover tagliarsi in
fette e metterci molta sale per sottrargli il sugo tramite
osmosi affinché non ci si bruciasse la bocca. Ma oggidí è
diventato una schifezza insipida.

> come purtroppo sono diventati anche i rapanelli da noi quasi sempre ...

Idem.

Wolfgang


Giovanni Drogo

unread,
May 7, 2001, 7:38:03 AM5/7/01
to
Trasferisco su icl dove mi pare piu' appropriato.

On Mon, 7 May 2001, Wolfgang Mueller wrote:

> In alcune parole tedesche il prefisso «Meer-» significa «pervenuto
> da oltremare» e, per estensione, «di origine straniera». Un altro

interessante ....

> esempio è la cavia, detta in tedesco «Meerschweinchen», alla lettera
> «porcellino di mare».

( Da noi e' porcellino d'India, per gli inglesi Guinea pig ...)

Interessante. E non ha nulla a che fare con il "Meerschwein" (in
italiano detto trasparentemente "Marsuino") che e' invece un cetaceo
odontoceto (credo sia odontoceto, potrebbe anche essere misticeto) ?!

> > ... quando il Rettich è una radice dalla pelle bianca (pelle
>

> Una volta era molto piccante, talmente da dover tagliarsi in
> fette e metterci molta sale per sottrargli il sugo tramite

^^^^^

curioso questo femminile, che viene usato involontariamente (o magari
anche volontariamente) anche da qualsiasi parlante milanese ("la sa'") o
lombardo che voglia usare un lombardismo parlando/scrivendo in italiano.

> osmosi affinché non ci si bruciasse la bocca. Ma oggidí è
> diventato una schifezza insipida.
>
> > come purtroppo sono diventati anche i rapanelli da noi quasi sempre ...

tutto il mondo e' paese (lo si diceva anche prima della globalizzazione
:-( )

Roger

unread,
May 7, 2001, 8:50:33 AM5/7/01
to

"Wolfgang Mueller"

Wolfgang!!!!!!!!!!!!!!
Un caloroso "Bentornato"!!!!!!!!!
Ci (mi) sei mancato!
Roger
--
rufa...@iol.it
Togliere 99 per rispondere direttamente


Wolfgang Mueller

unread,
May 7, 2001, 9:52:14 AM5/7/01
to
Roger wrote:
>
> Un caloroso "Bentornato"!!!!!!!!!

«Tornato» sí, se anche «bene», si vedrà ancora...

> Ci (mi) sei mancato!
> Roger

Comunque tantissime grazie del tuo caloroso saluto.

Wolfgang


Mariuccia Ruta

unread,
May 7, 2001, 3:15:45 PM5/7/01
to
On Mon, 7 May 2001 13:38:03 +0200, in it.cultura.linguistica.italiano
Giovanni Drogo <dr...@rn.bastiani.it> wrote:

> On Mon, 7 May 2001, Wolfgang Mueller wrote:

> [...]


> > Una volta era molto piccante, talmente da dover tagliarsi in
> > fette e metterci molta sale per sottrargli il sugo tramite
> ^^^^^
>
> curioso questo femminile, che viene usato involontariamente (o magari
> anche volontariamente) anche da qualsiasi parlante milanese ("la sa'") o
> lombardo che voglia usare un lombardismo parlando/scrivendo in italiano.

Che sia di influenza spagnola?

--
Ciao,
Mariuccia®

Wolfgang Mueller

unread,
May 8, 2001, 7:44:36 AM5/8/01
to
Anette Stegmann wrote:
>
> Secondo il mio dizionario, il seguente è vero.
>
> Originalmente, "Meerrettich" non deduce da "Meer" ma da "mehr".
>
> Questo intende "più Rettich", un "Rettich" più grande.

A me non risulta che sia piú grande. «Piú forte» sarebbe
forse un'interpretazione piú appropriata. Fammi comunque
sapere il titolo del tuo dizionario.

> Più tardi era interpreti come "rettich che è venuto a noi da mare".

Dal mare o da oltremare?

----

> Es ist bewußtes tiefes Zeug, das es erfand, in ihrem Verstand.
> Von ihrem verschworenen ausgezeichneten Zeug;
> noch wenn einmal der Atem. Von ihrem richtigen Zeug.
> Das, was sie davon überspringen kann.

«È roba profonda e consapevole che esso inventò, nella sua mente.
Della sua roba eccellente e cospirativa;
se ancora una volta l'alito. Della sua roba giusta.
Quello che ella ne può saltare.»

Che roba!!! Pur essendo tuo connazionale, devo confessare
di non capirne un tubo. Devo vergognarmene?

Un po' meno oscuro, ma solo un pochino, mi risulta un simile
poema inglese che pubblicasti alla Festa nazionale italiana:

> And in his shrewd mind deep stuff did invent.
> From their fine stuff woven; yet when once the breath
> From its own stuff, from its own primal bodies.
> The changeless stuff, and what from that may spring ...

«E nella sua scaltra mente inventò roba profonda.
Tessuta della loro roba fine; quando però una volta l'alito
della sua propria roba, dei suoi propri corpi primordiali.
La roba immutevole e quello che può scaturirne...»

Oh, scaltra Annette, metti lumi a un ottuso connazionale.

Ciao, Wolfgang

ATTENTA al follow up!


Vitt

unread,
May 8, 2001, 9:24:48 AM5/8/01
to
Paolo nel messaggio <hngJ6.6900$DF1.1...@news1.tin.it> ha scritto:

>"Cren" è parola che viene dal tedesco ("Kren").

State parlando del horseradish inglese?

--
Bye
Vitt

Wolfgang Mueller

unread,
May 8, 2001, 12:32:15 PM5/8/01
to
Vitt wrote:
>
> Paolo ha scritto:

>
> > "Cren" è parola che viene dal tedesco ("Kren").
>
> State parlando del horseradish inglese?

Una volta sí.

Ormai non ci si occupa piú di equini, bensí di suini, marittimi
e terrestri, grandi e diminutivi, inoltre della roba(ccia) di
Anette, la sal femminile spagnola e, last not least, gli accenti
preistorici della tua giovinezza, ormai rivitalizzati dal Polo.

Ciao, Wolfgang


Paolo

unread,
May 8, 2001, 2:55:29 PM5/8/01
to
> >> State parlando del horseradish inglese?
> >Una volta sí.
> >Ormai non ci si occupa piú di equini, bensí di suini,
> >marittimi e terrestri, grandi e diminutivi, inoltre della
> >roba(ccia) di Anette, la sal femminile spagnola e, last not
> >least, gli accenti preistorici della tua giovinezza, ormai
> >rivitalizzati dal Polo.
>
> Il "Meerrettich" talvolta è stato chiamato "Maehrrettich", e
> "Maehre" in tedesco è un cavallo

Stessa origine di "mare" inglese (cavalla)?

Ciao,
Paolo


Wolfgang Mueller

unread,
May 8, 2001, 3:55:51 PM5/8/01
to
Paolo wrote:

>
> Anette wrote:
> >
> > "Maehre" in tedesco è un cavallo
>
> Stessa origine di "mare" inglese (cavalla)?

E non solo. Ce l'avete anche voi italiani dato che la prima
componente di «maresciallo» risale alla stessa radice.

Sia annotato che la grafia moderna è «Mähre». Oggi il vocabolo
ha un che di spregiativo, corrispondente piú o meno all'italiano
«ronzino».

Ciao, Wolfgang

Lem Novantotto

unread,
May 9, 2001, 5:40:19 AM5/9/01
to
On Tue, 08 May 2001 19:55:51 +0000, Wolfgang Mueller wrote:
>
>>
>> Stessa origine di "mare" inglese (cavalla)?
>
>E non solo. Ce l'avete anche voi italiani dato che la prima
>componente di «maresciallo» risale alla stessa radice.

E c'è pure marescalco/mariscalco...
--
Bye.
Lem
'CLOCK is what you make of it: non sprecare i cicli idle della tua CPU'
Per aiutare la ricerca sul cancro: http://members.ud.com/vypc/cancer/

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