djake ha scritto:
> "Mi fa male la gamba"
>
> In questa frase "male" è un nome o un avverbio?
Trovo la questione interessante.
Procediamo per gradi, e cambiamo la frase di partenza.
1) Sto male. Sto peggio di prima. Sto malissimo.
Qui "male" è evidentemente avverbio, usato nei suoi diversi gradi:
positivo, comparativo, superlativo.
Ad ulteriore conferma, si chiede solo e soltanto "stai meglio o peggio?",
e si risponde solo e soltanto "sto meglio" o "sto peggio", e non "sto più
bene" o "sto più male".
A dire il vero "sto più male di prima" a volte si sente, al posto di "sto
peggio di prima".
Ma si sentono tante cose. ;)
Idem dicasi per: va male, va peggio, va malissimo.
2) Hai fatto male ad andartene. Hai fatto peggio ad andartene. Hai fatto
malissimo ad andartene.
Anche qui "male" è avverbio, per gli stessi motivi suesposti.
Ora veniamo a noi.
3) La gamba mi fa male.
Abbiamo una locuzione verbale, come già ti è stato risposto, fatta da un
verbo (fare) e da "male".
Certamente *non* si può dire "la gamba mi fa peggio di prima", ma solo
"la gamba mi fa più male di prima" o, ancor più chiaramente, "la gamba mi
fa male più di prima". Ciò ci aiuta molto, perché il comparativo
dell'avverbio "male" è solo "peggio", e non "più male". Se non possiamo
usare "peggio", e invece usiamo "più male", allora non abbiamo a che fare
coll'avverbio "male". Quindi qui "male" è un nome.
Tuttavia come conciliare il fatto che qui "male" sia sostantivo,
coll'espressione "la gamba mi fa malissimo"? Che? Facciamo il superlativo
anche dei nomi, ora? Beh, la risposta in realtà è sì! Capita che venga
licenziosamente fatto il superlativo anche dei nomi, specie se si trovano
in locuzioni aggettivali o avverbiali:
- Claudia è molto in gamba -> è in gambissima;
- sono davvero a posto -> sono a postissimo;
- ti trovo in gran forma -> ti trovo in formissima;
- spicciati, sei in grave ritardo -> sei in ritardissimo;
- etc.
ma anche in locuzioni del tutto simili alla nostra, pur se non troppo
spesso:
- 'sta cosa mi fa proprio schifo -> mi fa schifissimo;
- quel film fa una paura del diavolo -> fa paurissima;
- etc.
Il fatto è che, mentre ai superlativi come "paurissima" non siamo affatto
abituati, e avvertiamo la forzatura, a "malissimo" e "benissimo" siamo
abituati eccome, perché "male" e "bene" sono anche avverbi graduabili:
quindi ci suonano sempre corretti, e non ci peritiamo d'adoprarli anche
quando la sintassi non sarebbe granché d'accordo.
Ecco che, invece di dire:
- la gamba mi fa davvero male
diciamo tutti giulivi:
- la gamba mi fa malissimo.
Ma è comunque nome, in questo frangente, come appunto lo sono rabbia,
paura, pena, tristezza... in far rabbia/paura/pena/tristezza... :)
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
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