UOVA SPERATE - Cent.mi 55
Qualcuno sa che cosa significa (o cosa significava)?
Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://www.mauriziopistone.it/testi/linguaitaliana.html
"Poveretto colui che per vedere le stelle ha bisogno di una botta in testa."
(Stanislaw J. Lec)
Da:
Dizionario moderno delle parole che non si trovano nei dizionari
comuni
di Alfredo Panzini, Alfredo Schiaffini, Bruno Migliorini - 1942 - 895
pagine
tramite Google Libri.
Aggiungo che deriva dal latino volgare "spera" per il classico
"sphaera", dal gr. "spaira", e che sopravvive in molti termini
dialettali che riguardano il raggio di luce o il vetro, come il
settentr. speral, cornice della finestra; il friul. sperà, guardare
attraverso la luce; il sardo esperiare, vedere da lontano; il lomb.
sperlà, fissare.
k
> Aggiungo che deriva dal latino volgare "spera" per il classico
> "sphaera", dal gr. "spaira"
Discutiamo pure della pronuncia della fi/phi greca, ma la grafia
corretta, nei principali dialetti, � sfa�ra (o spha�ra, ovv.)
--
Egerth�sontai g�r pseud�christoi ka� pseudoprof�tai, ka� d�sousin seme�a
meg�la ka� t�rata h�ste plan�sai, ei dunat�n, ka� to�s eklekto�s:
ido� proe�reka hum�n. (Euagg�lion kat� Mattha�on 24,24-25)
surgent enim pseudochristi et pseudoprophetae et dabunt signa magna
et prodigia ita ut in errorem inducantur, si fieri potest, etiam
electi: ecce praedixi vobis
Sphaira, la h mi � rimasta sulla tastiera, la i col cappelletto non la
posso scrivere perch� risulta un punto interrogativo. :-(
k
aspe... ALT 140 (ci vorrebbe il circonflesso fatto a tilde ~ (alt 126,
ma viene a met� rigo), ma va bene pure questo qua :))
Alt+0238
�
>> aspe... ALT 140
> Alt+0238
� lo stesso carattere (gli smanettoni spiegano che ci sono due serie
ascii e osci, o Hoshi- la traduttrice della prima Enterprise)
Grazie.
Il fatto che il termine sia caduto in disuso mi pare strano.
Si direbbe che le uova non si sperino più o non sia
più necessario sperarle e ci limitiamo a "spelarle" (quelle sode, ovviamente
:-))
Ciao,
Chi ha detto che sia caduto in disuso?
Trovi 3000 pagine web sulla speratura, tra cui le tecnologie più
sofisticate per eseguirla industrialmente a gran velocità con le
tecnologie della visione artificiale. Per esempio: http://www.ovocheck.com/?page=1&lang=it
> Si direbbe che le uova non si sperino più o non sia
> più necessario sperarle e ci limitiamo a "spelarle" (quelle sode, ovviamente
> :-))
L'operazione è ancora fondamentale per aumentare la resa.
Quello che non si fa più è allevare i polli nel proprio cortile.
Ricordo il regolamento condominiale di dove abitavo a Torino che lo
vietava espressamente.
Uova, sode o no, con il guscio peloso?
Io dico sbucciare l'uovo, ma credo sia più corretto sgusciare l'uovo.
Nel chimichese della produzione biofarmaceutica, se ricordo bene,
l'operazione di "sperlatura" (il verbo è "sperlare") consiste o consisteva
in un esame dei flaconi e delle fiale prima del riempimento, per verificare
l'eventuale presenza di anomalie (presenza di corpi estranei, in particolare
di frammenti di vetro, flaconi difettosi, ecc.).
Non so oggi come venga fatta (se viene fatta) la sperlatura.
Mi pare che si facesse una sperlatura anche prima del confezionamento
finale, ma forse su questo aspetto tu hai maggiori informazioni.
Ciao.
Epimeteo
---
"... libertà e perline colorate,
ecco quello che io ti darò,
e la sensualità delle vite disperate,
ecco il dono che io ti farò...
Donna che stai entrando nella mia vita,
con una valigia di perplessità..."
http://www.youtube.com/watch?v=7OSXPIH1_iQ
http://www.youtube.com/watch?v=w6MZKq1TkjI
(cit. di una perla)
Con la mentalit� di oggi, ti meraviglieresti se ci somministrassero i
pezzi di vetro con il medicinale? Io proprio no.
--
Egerth�sontai g�r pseud�christoi ka� pseudoprof�tai, ka� d�sousin seme�a
meg�la ka� t�rata h�ste plan�sai, ei dunat�n, ka� to�s eklekto�s:
ido� proe�reka hum�n. (Euagg�lion kat� Mattha�on 24,24-25)
Lo dico io perch� non l'ho mai sentito, mentre un tempo, come
testimonia quella fotografia di una semplice bottega, era evidentemente
un termine conosciuto alle massaie.
Tra l'altro, tu stesso hai trovato la definizione nel "dizionario moderno
delle parole che non si trovano nei dizionari comuni?"
Probabilmente il termine "sedia" non l'avresti trovato nello stesso
dizionario :-)
> Trovi 3000 pagine web sulla speratura, tra cui le tecnologie pi�
> sofisticate per eseguirla industrialmente a gran velocit� con le
> tecnologie della visione artificiale. Per esempio:
> http://www.ovocheck.com/?page=1&lang=it
Evidentemente � un termine rimasto circoscritto in
ambito specialistico.
Roger
Perché era normale allevare polli in casa.
> Tra l'altro, tu stesso hai trovato la definizione nel "dizionario moderno
> delle parole che non si trovano nei dizionari comuni?"
Ho scelto quello perché definiva la forma al participio e perché aveva
il titolo più divertente.
Aprire il De Mauro online sull'infinito "sperare" mi pareva troppo
banale, quasi insultante nei tuoi confronti.
> Evidentemente è un termine rimasto circoscritto in
> ambito specialistico.
Beh, certo: se non ti interessa allevare polli, difficilmente ti
interessa sperare le uova.
Infatti il De Mauro lo indica come termine tecnico.
2 spe|rà|re
v.tr. e intr. (io spèro)
1 v.tr. BU guardare controluce un oggetto o una superficie
semitrasparente
2 v.tr. TS tecn., guardare un uovo in controluce per verificare se è
fecondato
Perché era un regolamento degli anni trenta.
Faceva esplicito riferimento anche all'allevamento dei conigli, allo
spaccare il carbone e al gioco della palla. Mancava invece il divieto
al parcheggio delle auto in cortile.
> Saranno polli da compagnia?...
Chissà perché polli no mentre cani gatti e piccioni sì.
> Perch� era un regolamento degli anni trenta.
> Faceva esplicito riferimento anche all'allevamento dei conigli, allo
> spaccare il carbone e al gioco della palla. Mancava invece il divieto
> al parcheggio delle auto in cortile.
nel regolamento di quella che - anagraficamente - � ancora casa mia, c'�
il divieto di fare il bucato in casa: si usino le apposite fontane del
cortile.
La casa � di poco prima della guerra, � gi� nata con l'ascensore e il
termosione, non mi risulta abbia mai avuto fontane in cortile, ma il
regolamento doveva essere molto pi� vecchio.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
"io gli domando amico,
non sei contento?
Vai finalmente a stare in citt�.
L� troverai le cose che non hai avuto qui,
potrai lavarti in casa senza andar
gi� nel cortile!
Mio caro amico, disse,
qui sono nato,
in questa strada
ora lascio il mio cuore.
Ma come fai a non capire,
� una fortuna, per voi che restate
a piedi nudi a giocare nei prati,
mentre l� in centro respiro il cemento.
--
Egerth�sontai g�r pseud�christoi ka� pseudoprof�tai, ka� d�sousin seme�a
meg�la ka� t�rata h�ste plan�sai, ei dunat�n, ka� to�s eklekto�s:
ido� proe�reka hum�n. (Euagg�lion kat� Mattha�on 24,24-25)
> Maurizio Pistone ha scritto:
> > nel regolamento di quella che - anagraficamente - � ancora casa mia, c'�
> > il divieto di fare il bucato in casa: si usino le apposite fontane del
> > cortile.
>
> "io gli domando amico,
> non sei contento?
> Vai finalmente a stare in citt�.
> L� troverai le cose che non hai avuto qui,
> potrai lavarti in casa senza andar
> gi� nel cortile!
la mia casa *�* in citt�.
Un quartiere credo costruito interamente ai tempi del regime.
La via principale � intitolata a Nicola Fabrizi, prima cospiratore con
Ciro Menotti, poi mazziniano e garibaldino.
Le vie interne erano intitolate ai Martiri della Rivoluzione (fascista),
dopo la guerra furono intitolate a caduti della Guerra di Liberazione.
Il divieto di allevare polli e conigli su balcone da noi si trova ancora
nei regolamenti degli anni cinquanta.
> Io ricordo che il parroco teneva i polli all'ultimo piano della
> canonica.
Bocca, nel suo libro Il provinciale, ricorda che la nonna teneva delle
galline in gabbia sul balcone, in centro di Cuneo, e aveva l'ovetto
fresco a colazione. Ma era tempo di guerra.
k
> > Se l'hanno messo nel regolamento vuol dire che qualcuno lo
> > faceva.
>
> Il divieto di allevare polli e conigli su balcone da noi si trova ancora
> nei regolamenti degli anni cinquanta.
i miei narravano del nonno che, durante la guerra, andava a raccogliere
l'erba nei giardinetti e nelle aiuole per nutrire il coniglio di casa
Che delicatezza! :-)
Non mi � venuto in mente che "sperare" potesse avere un significato
diverso da quello che normalmente gli si attribuisce.
Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://www.mauriziopistone.it/testi/linguaitaliana.html
"C'� solo una cosa che si frappone tra me e la grandezza. E sono io"
(Woody Allen)