L'esempio riportato è:
Giuseppe Garibaldi
via dei Mille 101
20099 SESTO SAN GIOVANNI MI
Alcune considerazioni su quest'esempio:
- prima del nome è d'obbligo un bel "Sig." (o "Sig.ra" o "Sig.na"), come
formula di cortesia;
- la dicitura nome/cognome contrariamente alla maggior parte delle lettere
che mi arrivano (sic); se proprio è necessario anteporre il cognome (per
esempio nel caso di elenchi alfabetici), si dovrebbe separarlo dal nome con
una virgola: per esempio: <Giuseppe Garibaldi> o <Garibaldi, Giuseppe> ma
MAI <Garibaldi Giuseppe>!
- "via" minuscolo: forse è meglio metterlo maiuscolo visto che si tratta di
un "a capo";
- niente virgola tra il nome della strada e il numero, sebbene esistano casi
come <Piazza Giovanni XXIII 23>, in cui la virgola mi sembra d'obbligo;
- niente sigla internazionale prima del CAP, il che (forse) va bene per
spedizioni in Italia, ma per le lettere indirizzate all'estero è
assolutamente inadeguato: quindi io indicherei SEMPRE la sigla dello Stato a
cui fa riferimento il CAP, anche nelle spedizioni interne;
- località scritta in "tutto maiuscolo": forse così è più chiaro, ma
graficamente non mi convince, è troppo poco elegante;
- Indicazione della provincia di appartenenza del comune: vabbè la chiarezza
ma non possono esistere in Italia due comuni con lo stesso CAP e lo stesso
nome! E comunque il CAP dovrebbe già indicare di per sé la zona d'Italia
verso cui va indirizzata quella lettera.
Pertanto io avrei scritto:
Sig. Giuseppe Garibaldi
Via dei Mille, 101
I-20099 Sesto San Giovanni
Voi che ne pensate?
Ciao,
Paolo
Io avrei scritto:
Signor
Giuseppe Garibaldi
Via dei Mille, 101
20099 Sesto San Giovanni
Milano
Se, invece, fossi all'estero e dovessi spedire la lettera in Italia, allora
scriverei:
Signor
Giuseppe Garibaldi
Via dei Mille, 101
I 20099 Sesto San Giovanni
(MI) Italia
p.s.: colgo l'occasione per salutare tutti. Vi leggo spesso da un po' di
tempo a questa parte e siete molto simpatici. Spero, dopo aver finito di
leggere tutti i messaggi sul server, e credo che siano piu' di 13000, di
sentirmi un po' meno ignorante :-)))
Ciao e ... scusate l'intrusione.
Giuseppe Garibaldi
via dei Mille, 101
I-20099 Sesto San Giovanni
ciao
--
Danilo Giacomelli
----------------------------------
Signùr arda 'n zó, se no arde 'n sö mé e Te ède le gambe
----------------------------------
> L'esempio riportato è:
>
> Giuseppe Garibaldi
> via dei Mille 101
> 20099 SESTO SAN GIOVANNI MI
>
Pertanto io avrei scritto:
>
> Sig. Giuseppe Garibaldi
> Via dei Mille, 101
> I-20099 Sesto San Giovanni
>
> Voi che ne pensate?
>
Scusate se mi intrometto ma ho lavorato per tre anni in un'azienda che fa
sistemi di smistamento automatizzati della posta con OCR.
L'esempio riportato è inelegante ma ha una sua ragione "meccanica".
Di solito la macchina che legge automaticamente il CAP è diversa dalla
macchina che legge l'indirizzo, anzi, di solito esiste la prima e non la
seconda (costa di più il riconoscitore di lettere che di numeri, anche per
la casistica varia).
Per cui scrivere 20099 è non ambiguo, mentre I-20099 è ambiguo per una
macchina che legge numeri, perché dovrebbe segmentare (scusate il
"tecnichese") la I e riconoscerla come i maiuscola e non come uno.
Ma questo, per una macchina che sa fare solo numeri, è chiedere troppo...
La soluzione, forse, potrebbe essere quella di avere, finalmente, un CAP
europeo, cioè un codice numerico da anteporre al cap nazionale (ma per
questo bisognerebbe uniformare i cap nazionali, e non è semplice).
Scrivere SESTO SAN GIOVANNI invece di Sesto San Giovanni obbliga la gente ad
usare lo stampatello che, per una macchina, è più comprensibile.
Anche la ripetizione della provincia serve alla macchina per decidere la
sorte di una lettera con un CAP letto in parte.
Scusate della spiegazione tecnica (non so se sia proprio per questo, ma
penso che qui l'eleganza non c'entri nulla).
Linus.
Io invece mi attengo agli indirizzi normalizzati.
Perché? Ma perché molta della posta viene elaborata con mezzi meccanici e la
normalizzazione serve ad aiutare le macchine.
Se è per questo, io normalmente scrivo in corsivo, non in stampatello; ma
sulle lettere è sicuramente meglio (per non dire obbligatorio) scrivere in
stampatello.
Se le Poste chiedono di adottare un certo tipo di normalizzazione, è facile
che abbiano i loro motivi. E immaginatevi, nel caso di posta smistata a
mano, il povero postino che vede passare migliaia di lettere, ognuna con
l'indirizzo riportato in maniera differente.
No, no, ci sono regole di normalizzazione; meglio attenersi a quelle.
Ciao
Ale
--
Namárië Valinor
> Sull'opuscolo delle Poste "Lettere: tutti i modi per spedirle" c'è un
> indicazione alquanto sbrigativa e incompleta su come andrebbero scritti
gli
> indirizzi sulle lettere.
>
> L'esempio riportato è:
>
> Giuseppe Garibaldi
> via dei Mille 101
> 20099 SESTO SAN GIOVANNI MI
>
> Alcune considerazioni su quest'esempio:
>
> - prima del nome è d'obbligo un bel "Sig." (o "Sig.ra" o "Sig.na"), come
> formula di cortesia;
Proprio perché "di cortesia" non è affatto obbligatorio.
> - la dicitura nome/cognome contrariamente alla maggior parte delle lettere
> che mi arrivano (sic); se proprio è necessario anteporre il cognome (per
> esempio nel caso di elenchi alfabetici), si dovrebbe separarlo dal nome
con
> una virgola: per esempio: <Giuseppe Garibaldi> o <Garibaldi, Giuseppe> ma
> MAI <Garibaldi Giuseppe>!
Infatti, nel truo esempio, prima c'è il nome e poi il cognome, come
vuole la buona creanza...
> - "via" minuscolo: forse è meglio metterlo maiuscolo visto che si tratta
di
> un "a capo";
Assolutamente no. Gli indirizzi postali non hanno "a capo"
grammaticali da rispettare e "via" è la tipologia toponomastica
che DEVE avere l'iniziale in minuscolo.
> - niente virgola tra il nome della strada e il numero, sebbene esistano
casi
> come <Piazza Giovanni XXIII 23>, in cui la virgola mi sembra d'obbligo;
La virgola o l'uso dell'abbreviazione n. sono, se non obbligatorie,
sicuramente auspicabili per una maggiore comprensione e una
migliore lettura.
> - niente sigla internazionale prima del CAP, il che (forse) va bene per
> spedizioni in Italia, ma per le lettere indirizzate all'estero è
> assolutamente inadeguato: quindi io indicherei SEMPRE la sigla dello Stato
a
> cui fa riferimento il CAP, anche nelle spedizioni interne;
Se la lettera è indirizzata all'interno della nazione italiana,
tutti gli orpelli "internazionalistici" sono superflui.
> - località scritta in "tutto maiuscolo": forse così è più chiaro, ma
> graficamente non mi convince, è troppo poco elegante;
Sarà poco elegante, ma le macchine (o il personale) adibite
allo smistamento della posta devono capire DOVE cacchio
è indirizzata la lettera, più che A CHI è indirizzata.
> - Indicazione della provincia di appartenenza del comune: vabbè la
chiarezza
> ma non possono esistere in Italia due comuni con lo stesso CAP e lo stesso
> nome! E comunque il CAP dovrebbe già indicare di per sé la zona d'Italia
> verso cui va indirizzata quella lettera.
La ridondanza, qui, serve proprio a dirimere eventuali questioni
dubbie (il CAP può essere sbagliato, ma la coppia comune-provincia
è sicuramente più precisa).
> Pertanto io avrei scritto:
>
> Sig. Giuseppe Garibaldi
> Via dei Mille, 101
> I-20099 Sesto San Giovanni
>
> Voi che ne pensate?
Che non ti sei accorto dell'unico vero errore: la provincia
(vuoi siglata o per esteso) va chiusa tra parentesi.
--
Er Roscio.
>- niente virgola tra il nome della strada e il numero,
Mi sono sempre domandato perché mettere la virgola ed infatti non l'ho
mai messa.
> sebbene esistano casi
>come <Piazza Giovanni XXIII 23>, in cui la virgola mi sembra d'obbligo;
Non vedo che miglioramento introduca la virgola.
--
Bye
Vitt
Penso che:
- Quel "Sig." non è obbligatorio. Pensa se Giuseppe è un bimbo di 5
anni, per esempio. Oltre al fatto che, per le donne, potresti non
sapere lo stato coniugale, e l'italiano non ha una forma neutra come
l'inglese Ms. Eppoi, se si tratta di un mio amico, non ci scrivo una
formula tanto pomposa! Insomma, può essere elegante, ma dipende dal
caso. Nel dubbio, meglio non mettere niente.
-"Via" maiuscolo o minuscolo mi pare soggettivo, in ogni caso non
pregiudica la comprensione.
-La virgola prima del numero è comoda, in certi casi. In questo è
irrilevante. Io, personalmente, la uso solo dopo indirizzi tipo "Via
21 aprile 1945", ma è una questione personale.
-La "I" non serve se scrivo dall'Italia. Come regola pratica, "d'oro",
è di non mettere mai informazioni superflue e inutili (non è
un'endiadi...).
-Io la provincia la metto senz'altro, sia perché "non si sa mai", sia
perché il CAP è un numero, si fa in fretta a sbagliarsi. Un errore di
una cifra nel CAP può spedire una lettera da tutt'altra parte. A me,
per esempio, arrivò con mesi di ritardo una lettera coll'indirizzo
corretto solo perché avevano sbagliato UNA cifra del CAP, e quindi la
lettera era stata indirizzata a Ravenna. Insomma, quando si tratta di
numeri, meglio affiancare un'informazione superflua, ma non inutile,
perché in caso di errore, può darsi che la missiva giunga ugualmente a
destinazione.
Insomma, la corrispondenza è un po' come le bibliografie: occorre che
siano chiare, che contengano tutte (e possibilmente ma non
obblligatoriamente, solo) le informazioni necessarie. Si deve comunque
ammettere una qualche variazione soggettiva.
Ciao,
Nicola
Piccola rettifica (a meno che si scriva da Bellinzona):
(MI) Italie / Italien / Italy / Olaszország ecc. ecc. a seconda del luogo
da cui si scrive.
Che io sappia, la lingua internazionale delle poste è il francese.
Quindi:
Giuseppe Garibaldi
Via (via) dei Mille(,) 101
20099 Sesto San Giovanni (MI)
Italie
La I davanti al CAP mi sembra sbagliata per due motivi:
1) assomiglia ad un "1"
2) secondo gli standard ISO l'Italia casomai sarà "IT" o "ITA", ma non "I"
--
Gianni [fr,it,en,oc(,hu,de,ca,es,ru,ro)]
nassuu a Milan (IT-MI)
crescut a Tolosa (FR-31)
habitant le Vexin (FR-95)
_______________________________________________________________________
Lu francés per amics, mas non per vesins, se pòdes.
(provèrbi niçard)
--
Posted from [212.73.232.46]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
Olaszország ?!? stranissimo, non lo conoscevo, ho cercato, e' Ungherese,
vero? Qual'e' l'origine?
Marco
olasz (italiano) + ország (paese)
--
Gianni [fr,it,en,oc(,hu,de,ca,es,ru,ro)]
nassuu a Milan (IT-MI)
crescut a Tolosa (FR-31)
habitant le Vexin (FR-95)
_______________________________________________________________________
Pau entre pobles, guerra entre classes
Grazie ma... lo strano sta proprio in quell' "olasz". Mi pare chiaro che non
derivi da Italia o da una delle sue forme, o sbaglio?
Marco Turconi
> >
> > olasz (italiano) + ország (paese)
> >
>
> Grazie ma... lo strano sta proprio in quell' "olasz". Mi pare chiaro che non
> derivi da Italia o da una delle sue forme, o sbaglio?
Ne abbiamo già parlato su ICL:
http://groups.google.com/groups?selm=d4gc7.878%24JY1.36794%40news.infostrada.it&output=gplain
--
Gianni [fr,it,en,oc(,hu,de,ca,es,ru,ro)]
nassuu a Milan (IT-MI)
crescut a Tolosa (FR-31)
habitant le Vexin (FR-95)
_______________________________________________________________________
Ne te mets pas Martel en tête
Pour nous Poitiers fut une défaite
(Fabulous Trobadors)
[...]
> Che io sappia, la lingua internazionale delle poste è il francese.
E l'inglese. Infatti se devi inviare una lettera per posta aerea devi
scrivere "par avion/air mail" a quanto mi risulta.
>
> Quindi:
> Giuseppe Garibaldi
> Via (via) dei Mille(,) 101
> 20099 Sesto San Giovanni (MI)
> Italie
>
> La I davanti al CAP mi sembra sbagliata per due motivi:
> 1) assomiglia ad un "1"
Ma le poste francesi non usano la formula internazionale F-xxxxx per il CAP?
Io li ho trovati spesso. E così per tutta l'area centro-nord-europea
(Austria, Svizzera, Germania, Danimarca, Svezia...)
> 2) secondo gli standard ISO l'Italia casomai sarà "IT" o "ITA", ma non
"I".
E allora perché sulle nuove targhe "europee" delle auto ci sono sempre i
"vecchi" codici? I, F, D, E...
Ciao,
Paolo
No, non è necessario. Anzi, basta la dicitura francese. Di solito ogni
Paese stampa adesivo con questa scritta in francese e nella sua lingua
nazionale, non in inglese. Tant'è che spesso ricevo lettere da Paesi come la
Bielorussia o il Giappone con su scritto "par avion/avija" o "par
avion/checavolosaràingiapponese".
> E allora perché sulle nuove targhe "europee" delle auto ci sono sempre i
> "vecchi" codici? I, F, D, E...
Perché l'Europa raccoglie pochi Paesi, il rischio di equivoco è minimo.
Una norma "mondiale" richiede una maggiore precisione, per esempio codici di
tre lettere, come si fa alle Olimpiadi.
Ciao,
Nicola
--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).
[it, en, ru, es, (fr, pt, la, zh, ar)]
"par
> avion/checavolosaraingiapponese".
航空 "ko-ku-" (il trattino - indica l'allungamento della vocale, e andrebbe
sopra la stessa) ;)
[in cinese e' hang2 kong1]
Marco
>
>"Paolo"
>
>> L'esempio riportato è:
>>
>> Giuseppe Garibaldi
>> via dei Mille 101
>> 20099 SESTO SAN GIOVANNI MI
>> Voi che ne pensate?
>
>Scusate se mi intrometto ma ho lavorato per tre anni in un'azienda che fa
>sistemi di smistamento automatizzati della posta con OCR.
>L'esempio riportato è inelegante ma ha una sua ragione "meccanica".
>Linus.
>> Voi che ne pensate?
...........
>Che non ti sei accorto dell'unico vero errore: la provincia
>(vuoi siglata o per esteso) va chiusa tra parentesi.
--
>Er Roscio.
Mi intrometto anch'io, che vi leggo sempre volentieri, ma non ho
competenze tali da dire la mia sulle dotte questioni che dibattete.
Lavoro alle Poste, posso garantirvi che l'indirizzo standardizzato,
oltre a consentire l'instradamento attraverso lettori ottici, rende
più rapida e precisa la lavorazione manuale.
Le parentesi non devono essere usate per racchiudere la sigla della
provincia sia perché possono indurre in errore li lettori ottici, sia
perché, se aggiunte in un indirizzo scritto a mano, possono rendere
meno immediato il riconoscimento delle due lettere che la compongono
(es. PI può sembrare PD).
Breve OT:
Ne approfitto per ringraziare Paolo Bonardi, - dall'elettrico rifugio
e settentrionalissimo - :-) per avermi fatto notare l'incongruenza del
nick che appariva in un mio post su altro ng. Spero di aver corretto
bene l'errore.
Saluti a tutti
Anna
> >> L'esempio riportato č:
> >>
> >> Giuseppe Garibaldi
> >> via dei Mille 101
> >> 20099 SESTO SAN GIOVANNI MI
>
> >> Voi che ne pensate?
> >
> >Scusate se mi intrometto ma ho lavorato per tre anni in un'azienda che fa
> >sistemi di smistamento automatizzati della posta con OCR.
> >L'esempio riportato č inelegante ma ha una sua ragione "meccanica".
[...]
Io dico che oltre a essere inelegante č pure insopportabilmente antiquato:
in tutt'Europa si usa far precedere il CAP dalla sigla del Paese, proprio
per specificare a quale sistema appartenga quel codice. E non mi risulta che
le Poste degli altri Paesi europei consiglino la scrittura maiuscola della
destinazione. O mi sbaglio?
Ciao,
Paolo
Forse si "userà" come dici tu, ma dubito che sia una raccomandazione ufficiale.
In Francia ad esempio non lo è, e nemmeno in Ungheria.
--
Gianni [fr,it,en,oc,hu,de,ca(,es,ru,ro)]
nassuu a Milan (IT-MI)
crescut a Tolosa (FR-31)
habitant le Vexin (FR-95)
_______________________________________________________________________
Lu francés per amics, mas non per vesins, se pòdes.
(provèrbi niçard)
Comunque in Francia è usatissimo. In Ungheria no.
> Gianni [fr,it,en,oc,hu,de,ca(,es,ru,ro)]
Vedo con piacere che alcune lingue (ungherese, tedesco e catalano) sono
passate da dentro la parentesi a fuori parentesi . Hai forse fatto in questi
giorni un corso intensivo di codeste lingue? :-)
Ciao,
Paolo
No, ma lurkando sempre più spesso su europa.linguas e vedendo il livello
linguistico degli avventori mi sono accordo che ero stato troppo modesto e
quindi ho spostato la parentesi un po' più a destra.
Nyugodtan írhatok magyarul, auf deutsch oder en català, llavors vaig decidir de
canviar el sig.
--
Gianni [fr,it,en,oc,hu,de,ca(,es,ru,ro)]
nassuu a Milan (IT-MI)
crescut a Tolosa (FR-31)
habitant le Vexin (FR-95)
_______________________________________________________________________
Pau entre pobles, guerra entre classes