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Falce

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Maurizio Pistone

unread,
May 2, 2011, 5:55:35 PM5/2/11
to
Per migliaia di anni lo strumento col quale si mieteva il grano è stata
la falce ricurva

http://tinyurl.com/6xxh6xt

http://tinyurl.com/6y6zblr

http://tinyurl.com/3hlfjjs

Il mietitore, stando curvo sul terreno, con una mano prendeva un fascio
di steli (un "mannello"), con l'altra li tagliava alla base.

In un unico gesto quindi compiva due operazioni: il taglio delle piante,
e la raccolta delle spighe. Il grano tagliato non si lascia sul terreno,
ma deve essere subito raccolto, altrimenti andrebbe perduto.

Nella prima immagine possiamo anche osservare la spigolatrice, che
seguendo il mietitore raccoglie con cura le spighe che sono rimaste sul
terreno.

Questo è l'attrezzo che ancora oggi conserva il nome di "falce
messoria", in piemontese amsora (pr. /amsùra/) amsòira, mëssòira e altre
varianti locali.

A partire dal medioevo, si è introdotto in Europa un nuovo tipo di
falce, caratterizzata una lunga lama con una curvatura molto meno
pronunciata, un manico lungo, e due impugnature trasversali rispetto al
manico

http://tinyurl.com/3b8kvuj

Poiché l'attrezzo impegna entrambe le mani del lavoratore, le piante
tagliate rimangono sparse sul terreno. Ancora oggi il nome più diffuso è
"falce fienaia" (piem. faussija, siëssa), perché all'origine era usata
prevalentemente (o esclusivamente) per il taglio dell'erba: infatti
l'erba tagliata non viene raccolta immediatamente, ma viene riunita con
forconi e rastrelli in "andane" e lasciata seccare (infatti è un
disastro se poi piove):

http://tinyurl.com/3v7prn6

Ben presto però si dovette scoprire la comodità di usare quest'attrezzo
anche per la mietitura del grano. In questo caso la raccolta deve essere
effettuata da altre persone, che seguono immediatamente i falciatori, e
raccolgono le spighe in covoni, poi accatastati in borle (pron.
/bùrle/). La cosa interessante è che spesso l'attrezzo usato per
quest'operazione è la falce messoria, questa volta manovrata non come
una lama, ma come un uncino per unire gli steli. È molto significativo
che non si sia inventato uno strumento apposito per un'operazione così
importante e specializzata, cosa che invece è la norma nei lavori
contadini. Di quest'uso non ho immagini, ma mi baso su testimonianze
dirette.

====

È ancora il caso di dire che in piemontese il faussèt non è la piccola
falce, ma lo strumento per tagliare rami che in italiano si chiama
roncola o pennato:

http://tinyurl.com/68fm4gj

====

La Morte, che miete in abbondanza ma non raccoglie, usa ovviamente la
grande falce fienaia:

http://tinyurl.com/6apf8bf

====

Chiedo scusa se in certi casi ho trascritto approssimativamente la
pronuncia di alcune parole piemontesi, ma non voglio ripetere
l'estenuante discussione che ho avuto con quello che insisteva "non si
dice picio, si dice piciu".

--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it

abc

unread,
May 3, 2011, 3:05:46 AM5/3/11
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:1k0nzqz.1uijhb42hmdvaN%scri...@mauriziopistone.it...
> Per migliaia di anni lo strumento col quale si mieteva il grano č stata
> la falce ricurva

> Č ancora il caso di dire che in piemontese il faussčt non č la piccola


> falce, ma lo strumento per tagliare rami che in italiano si chiama
> roncola o pennato:
>
> http://tinyurl.com/68fm4gj

Da qui il doppio senso del boccaccesco frate Cipolla: "ho visto volare i
pennati"

orpheus

unread,
May 3, 2011, 3:34:17 AM5/3/11
to
Maurizio Pistone lunedì 02/05/2011 alle 23.55.35 nel post su
it.cultura.linguistica.italiano ha scritto:

> Per migliaia di anni lo strumento col quale si mieteva il grano è stata
> la falce ricurva
[...]

interessante, grazie

--
Ahimè, alla terra di quali uomini nuovamente son giunto?
Saranno violenti, selvaggi e ingiusti,
o amici degli stranieri e rispettosi degli dei?
(Odissea, l.VI, vv.119-121)


JaWo

unread,
May 3, 2011, 5:25:06 AM5/3/11
to
Maurizio Pistone ha scritto:

> Per migliaia di anni lo strumento col quale si mieteva il grano è stata
> la falce ricurva
>
> http://tinyurl.com/6xxh6xt
>
> http://tinyurl.com/6y6zblr
>
> http://tinyurl.com/3hlfjjs
>
> http://tinyurl.com/68fm4gj
>
> http://tinyurl.com/6apf8bf
>
═════════════════════════════════════

Hai dimenticato questa falce importante:

http://tinyurl.com/4y9ot7g

Klaram

unread,
May 3, 2011, 5:44:02 AM5/3/11
to
Il 02/05/2011 23.55, Maurizio Pistone ha scritto:
> Per migliaia di anni lo strumento col quale si mieteva il grano è stata
> la falce ricurva

Molto interessante.

Aggiungo che la più antica falce conosciuta è la "falce dentata", che
risale al neolitico. Era chiamata così perché era di legno o di osso con
delle lamine di selce che formavano dei denti ed era piccola come il
nostro falcetto.
La falce più grande di metallo, per fienagione, risale al bronzo o al ferro.

In area italide abbiamo tre nomi:

1) lat. falx, da falcula, con geovarianti come dacula, zankle (Sicilia).

2) lat. sicilis, da secare (forse da un PIE *sek tagliare), ancora
attesto al Nord con le radici sec- e sic-).

3) serra, forse dal lat. series, da sero ordinare. Serra avrebbe dato
sega, ma in alcune zone indica ancora la falce (serrone Liguria,
sericchio It. centromerid.) E ha dato anche serra, nel senso di catena
montuosa che appariva come una falce dentata.
Secondo alcuni AA, serra sarebbe precedente a falx, ma quest'ultimo
termine avrebbe preso il sopravvento con la comparsa della falce grande
liscia di metallo.

k


Klaram

unread,
May 3, 2011, 5:48:44 AM5/3/11
to
Il 02/05/2011 23.55, Maurizio Pistone ha scritto:


> Chiedo scusa se in certi casi ho trascritto approssimativamente la
> pronuncia di alcune parole piemontesi, ma non voglio ripetere
> l'estenuante discussione che ho avuto con quello che insisteva "non si
> dice picio, si dice piciu".

Hai fatto benissimo. :-))

Anzi faccio un riassunto:

còl, si legge col = collo

col, si legge cul = quello

cul, si legge cül = c...

k

orpheus

unread,
May 3, 2011, 5:58:12 AM5/3/11
to
Klaram martedì 03/05/2011 alle 11.44.02 nel post su
it.cultura.linguistica.italiano ha scritto:

> Il 02/05/2011 23.55, Maurizio Pistone ha scritto:
>> Per migliaia di anni lo strumento col quale si mieteva il grano è stata
>> la falce ricurva

> Molto interessante.
> Aggiungo che la più antica falce conosciuta è la "falce dentata"

[...]

cacchio... già conoscevano Freud? B-)

Giovanni Drogo

unread,
May 3, 2011, 6:07:13 AM5/3/11
to
> In area italide abbiamo tre nomi:

E la "ranza" (quella per falciare l'erba, col bastone lungo, tipo quella
della morte con la falce) ?

abc

unread,
May 3, 2011, 6:36:43 AM5/3/11
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:1k0nzqz.1uijhb42hmdvaN%scri...@mauriziopistone.it...
> A partire dal medioevo, si č introdotto in Europa un nuovo tipo di

> falce, caratterizzata una lunga lama con una curvatura molto meno
> pronunciata, un manico lungo, e due impugnature trasversali rispetto al
> manico

http://www.youtube.com/watch?v=x8ggNe81Y24&t=71m13s

JaWo

unread,
May 3, 2011, 7:31:41 AM5/3/11
to
Klaram ha scritto:

> Il 02/05/2011 23.55, Maurizio Pistone ha scritto:
>> Per migliaia di anni lo strumento col quale si mieteva il grano è stata
>> la falce ricurva
> ..............

> In area italide abbiamo tre nomi:
>
> 1) lat. falx, da falcula, con geovarianti come dacula, zankle (Sicilia).
>
> 2) lat. sicilis, da secare (forse da un PIE *sek tagliare), ancora
> attesto al Nord con le radici sec- e sic-).
>
> 3) serra, forse dal lat. series, da sero ordinare. Serra avrebbe dato
> sega, ma in alcune zone indica ancora la falce (serrone Liguria,
> sericchio It. centromerid.)..............
>
> k
═════════════════════════════════════

Patrimonio ereditario di

1) faucille -fr; hoz - esp; falç - cat; foice - port.

2)sicilis (sostituisce german. Hippe):
Sichel – ted; sickle - ingl; sikkel - olan; sigd - norv.

3)*ser-p-
cерп - ru e ukr.;
sierp – pol. (sierpień, agosto‚ = 'luna di falce')
srp - croato (srpanj, giulio, = 'luna di falce').

w
==================================================================

Klaram

unread,
May 3, 2011, 7:41:17 AM5/3/11
to

Questa non l'avevo considerata. E dire che termine comunissimo il
Piemonte, soprattutto nel Monferrato!

Ranza, deriverebbe da un termine germanico (in ted. Rand) che significa
orlo.
"Da randa" significa "a lato"; randé rasentare, ma anche scolmare,
rasare, infatti la "randa" è anche uno strumento per rasare, in it.
rasiera.

k

Klaram

unread,
May 3, 2011, 8:04:42 AM5/3/11
to
Il 03/05/2011 13.31, JaWo ha scritto:

> Patrimonio ereditario di
>
> 1) faucille -fr; hoz - esp; falç - cat; foice - port.
>
> 2)sicilis (sostituisce german. Hippe):
> Sichel – ted; sickle - ingl; sikkel - olan; sigd - norv.
>
> 3)*ser-p-
> cерп - ru e ukr.;
> sierp – pol. (sierpień, agosto‚ = 'luna di falce')
> srp - croato (srpanj, giulio, = 'luna di falce').

Belli, gli ultimi due! Da noi si direbbe "falce di luna". :-)


Qui ho trovato alcuni nomi dai dialetti d'Italia:

http://www.dialettando.com/dizionario/detail_new.lasso?id=706

Il ligure dagliu dovrebbe derivare dal gruppo 1: antico fr. dail;
provenzale dahl; catalano dalla.

k

Maurizio Pistone

unread,
May 3, 2011, 8:11:35 AM5/3/11
to
abc <x...@xx.it> wrote:

> http://www.youtube.com/watch?v=x8ggNe81Y24&t=71m13s

verso 1:22 si vede distintamente la falce messoria usara per formare i
mannelli

JaWo

unread,
May 3, 2011, 10:14:49 AM5/3/11
to
Klaram ha scritto:

> Il 03/05/2011 13.31, JaWo ha scritto:
>
>> Patrimonio ereditario di
>>
>> 1) faucille -fr; hoz - esp; falç - cat; foice - port.
>>
>> 2)sicilis (sostituisce german. Hippe):
>> Sichel – ted; sickle - ingl; sikkel - olan; sigd - norv.
>>
>> 3)*ser-p-
>> cерп - ru e ukr.;
>> sierp – pol. (sierpień, agosto‚ = 'luna di falce')
>> srp - croato (srpanj, giulio, = 'luna di falce').
>
> Belli, gli ultimi due! Da noi si direbbe "falce di luna". :-)
>
> http://www.dialettando.com/dizionario/detail_new.lasso?id=706
>
> Il ligure dagliu dovrebbe derivare dal gruppo 1: antico fr. dail;
> provenzale dahl; catalano dalla.
>
> k

═════════════════════════════════════
Dal gruppo 4:

M'hai costretto a dare un'occhiata al
"Corpus glossariorum latinorum":
http://www.archive.org/stream/corpusglossario02leipgoog#page/n5/mode/2up

ma «no matches were found».

Ma nel REW ho trovato il lemma nr. 2458 «daculum»
che cita anche piem. dai(a), prov. dalh, cat. dalla,
et al.

w

----------------------------------------------------------------

AntiKomunista

unread,
May 3, 2011, 11:00:10 AM5/3/11
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:1k0nzqz.1uijhb42hmdvaN%scri...@mauriziopistone.it...
> A partire dal medioevo, si è introdotto in Europa un nuovo tipo di
> falce, caratterizzata una lunga lama con una curvatura molto meno
> pronunciata, un manico lungo, e due impugnature trasversali rispetto al
> manico
>
> http://tinyurl.com/3b8kvuj
>
> Poiché l'attrezzo impegna entrambe le mani del lavoratore, le piante
> tagliate rimangono sparse sul terreno. Ancora oggi il nome più diffuso è
> "falce fienaia" (piem. faussija, siëssa), perché all'origine era usata
> prevalentemente (o esclusivamente) per il taglio dell'erba: infatti
> l'erba tagliata non viene raccolta immediatamente, ma viene riunita con
> forconi e rastrelli in "andane" e lasciata seccare (infatti è un
> disastro se poi piove):
>
FRULLANA, il suo nome è frullana.

AntiKomunista


Dragonņt

unread,
May 3, 2011, 11:12:07 AM5/3/11
to
"JaWo" <Ja...@niko.invalid> ha scritto nel messaggio

> Ma nel REW ho trovato il lemma nr. 2458 «daculum»
> che cita anche piem. dai(a), prov. dalh, cat. dalla,
> et al.
> w


"dai" (forse "daj" ?) è usato a Cavour (TO).
Bepe


Barone Barolo

unread,
May 4, 2011, 2:31:29 AM5/4/11
to
Il 02/05/2011 23:55, Maurizio Pistone ha scritto:
> A partire dal medioevo, si è introdotto in Europa un nuovo tipo di
> falce, caratterizzata una lunga lama con una curvatura molto meno
> pronunciata, un manico lungo, e due impugnature trasversali rispetto al
> manico
>
> http://tinyurl.com/3b8kvuj
>
> Poiché l'attrezzo impegna entrambe le mani del lavoratore, le piante
> tagliate rimangono sparse sul terreno. Ancora oggi il nome più diffuso è
> "falce fienaia" (piem. faussija, siëssa)

"falce fenàra" nelle campagne attorno ad Ancona.

-- bb

Klaram

unread,
May 4, 2011, 5:07:23 AM5/4/11
to
Il 03/05/2011 16.14, JaWo ha scritto:
> Klaram ha scritto:


> Ma nel REW ho trovato il lemma nr. 2458 «daculum»
> che cita anche piem. dai(a), prov. dalh, cat. dalla,
> et al.

Daculum/a dovrebbe derivare da falx, per retroformazione da fa(l)cula
(analogamente a debelus da favilla).

k

Klaram

unread,
May 4, 2011, 5:12:57 AM5/4/11
to
Il 03/05/2011 17.00, AntiKomunista ha scritto:

> FRULLANA, il suo nome è frullana.


E' il nome usato nel fiorentino, pisano, lucchese e maremmano, ma non
è molto antico (inizio XIX sec.), e viene da furlan.
Chissà perché l'hanno chiamata friulana.

k

AntiKomunista

unread,
May 4, 2011, 7:02:29 AM5/4/11
to

"Klaram" <nos...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:4dc117e4$2...@newsgate.x-privat.org...

Non friulana, ma frullana.
E' il nome italiano.
Il movimento ed il rumore dell'attrezzo nel tagliare l'erba sono un
"frullo".

AntiKomunista


edi'®

unread,
May 4, 2011, 12:41:21 PM5/4/11
to
"Klaram" <nos...@libero.it> ha scritto

> Chissà perché l'hanno chiamata friulana.

http://etimo.it/?term=frullana&find=Cerca

E.D.

Klaram

unread,
May 4, 2011, 1:53:13 PM5/4/11
to

C'è anche questa teoria, ma la maggior parte degli etimologisti la fa
derivare da furlana, per metatesi.
Anche il Treccani.

http://www.treccani.it/vocabolario/tag/frullani/

k

Francesco Potortì

unread,
May 9, 2011, 7:47:52 AM5/9/11
to
scri...@mauriziopistone.it (Maurizio Pistone):

>Per migliaia di anni lo strumento col quale si mieteva il grano è stata
>la falce ricurva
>
> http://tinyurl.com/6xxh6xt
> http://tinyurl.com/6y6zblr
> http://tinyurl.com/3hlfjjs
>
>Il mietitore, stando curvo sul terreno, con una mano prendeva un fascio
>di steli (un "mannello"), con l'altra li tagliava alla base.

Beh, dalle prime due foto si vede che tagliarli alla base è un uso
relativamente recente. Leggevo infatti che una volta si tagliavano solo
le spighe, le stoppie venivano lasciate sul posto.

Stoppie, giusto? Ma allora la paglia? Mi pare che una volta si
indicasse con paglia quel che rimaneva dopo la battitura delle spighe,
ma ora si parla di balle di paglia. Ha cambiato significato?

Francesco Potortì

unread,
May 9, 2011, 7:52:19 AM5/9/11
to
scri...@mauriziopistone.it (Maurizio Pistone):

>È ancora il caso di dire che in piemontese il faussèt non è la piccola
>falce, ma lo strumento per tagliare rami che in italiano si chiama
>roncola o pennato:
>
> http://tinyurl.com/68fm4gj

Il pennato non è la roncola con una lama anche dalla parte opposta, a
mo' di mannaia?

Dragonņt

unread,
May 10, 2011, 4:57:22 AM5/10/11
to
"Francesco "Potortě"" <p...@potorti.it> ha scritto:

>
> Stoppie, giusto? Ma allora la paglia? Mi pare che una volta si
> indicasse con paglia quel che rimaneva dopo la battitura delle spighe,
> ma ora si parla di balle di paglia. Ha cambiato significato?


Le stoppie sono i 5 o 10 cm. dei fusti di frumento che rimangono piantati a
terra dopo il taglio (mietitura).
In piemontese "stobie" (['stubie]) e per estensione "stobia" = campo a
stoppie.

La paglia č la parte vegetale tagliata (mietuta), quella che veniva portata
via per essere trebbiata. Probabilmente, oltre al fatto di raccoglierla per
fare la lettiera nelle stalle, il tagliare tutta la "paglia" rendeva piů
facile la raccolta di grandi volumi, perché si poteva legare, accatastare
nei covoni, etc...

Dagli anni '60 le "mietitrebbie" anche da noi realizzano le 2 operazioni
nello stesso tempo. Negli USA le "mietitrebbie" dovrebbero risalire agli
anni '40.

Bepe


Francesco Potortì

unread,
May 10, 2011, 7:13:31 AM5/10/11
to
"Dragonòt" <drag...@gmail.it>:
>"Francesco "Potortì"" <p...@potorti.it> ha scritto:

>>
>> Stoppie, giusto? Ma allora la paglia? Mi pare che una volta si
>> indicasse con paglia quel che rimaneva dopo la battitura delle spighe,
>> ma ora si parla di balle di paglia. Ha cambiato significato?
>
>
>Le stoppie sono i 5 o 10 cm. dei fusti di frumento che rimangono piantati a
>terra dopo il taglio (mietitura).
>In piemontese "stobie" (['stubie]) e per estensione "stobia" = campo a
>stoppie.
>
>La paglia è la parte vegetale tagliata (mietuta), quella che veniva portata
>via per essere trebbiata. Probabilmente, oltre al fatto di raccoglierla per
>fare la lettiera nelle stalle, il tagliare tutta la "paglia" rendeva più
>facile la raccolta di grandi volumi, perché si poteva legare, accatastare
>nei covoni, etc...

Quindi la stoppia e la paglia diventano due cose distinte solo dopo il
taglio. Anzi, la loro esistenza inizia dopo il taglio, prima c'è il
gambo e la spiga, giusto?

Dragonņt

unread,
May 10, 2011, 8:18:22 AM5/10/11
to
"Francesco "Potortì"" <Pot...@isti.cnr.it> ha scritto:

> Quindi la stoppia e la paglia diventano due cose distinte solo dopo il
> taglio. Anzi, la loro esistenza inizia dopo il taglio, prima c'è il
> gambo e la spiga, giusto?


Per essere precisi, la stoppia inizia dopo il taglio o mietitura (in piem
"tajé ël gran").
Prima c'è la "pianta dël gran" che comprende "jë spi" (le spighe).
La paglia esiste dopo la trebbiatura (in piem. "bate ël gran").

Adesso, le due azioni avvengono nello stesso tempo (mietitrebbiatura),
quindi le stoppie e la paglia esistono quando il grano viene mietitrebbiato.

Nel passato, c'era un periodo tra mietitura e trebbiatura, in cui esistevano
già le stoppie ma non ancora la paglia. Il grano mietuto veniva raccolto in
fasci (non mi sovviene come si chiamano in italiano, in piemontese erano le
"giavèle"), i fasci erano legati o con lo stesso grano o con cordini di
canapa ("càuna"). I fasci erano accatastati nei campi in covoni (in piem.
"capale"), poi erano portati a casa per la trebbiatura.

Dopo la trebbiatura si aveva la paglia ed ovviamente il grano. Ma anche la
pula, in piem. "arësche" (plur.).

Ciao,
Bepe


Klaram

unread,
May 10, 2011, 11:11:16 AM5/10/11
to
Il 10/05/2011 14.18, Dragonòt ha scritto:

> Nel passato, c'era un periodo tra mietitura e trebbiatura, in cui esistevano
> già le stoppie ma non ancora la paglia. Il grano mietuto veniva raccolto in
> fasci (non mi sovviene come si chiamano in italiano, in piemontese erano le
> "giavèle"), i fasci erano legati o con lo stesso grano o con cordini di
> canapa ("càuna"). I fasci erano accatastati nei campi in covoni (in piem.
> "capale"), poi erano portati a casa per la trebbiatura.

La giavèla (mannello), era un fascio di grano che veniva legato, e
dove non c'era la canapa (cordin da gran) si usava la "tortagna" = ramo
di salice, e si otteneva la "cheuv" (o gregna) o covone.
Alcuni covoni (messi in modo che le spighe non si bagnassero in caso di
pioggia) formavano la "capàla".
Se il mucchio di covoni era grande si formava la "borla", detta anche
"capéla" a seconda delle zone.

Covone:
http://www.logosdictionary.org/bimbi/images/covone.jpg

Capàla:
http://www.proverde.it/images/Covoni%20di%20grano.jpg

Borla:
http://files.splinder.com/c7c3d10e12f2dd262e4dd59e83f94388.jpeg

k


Klaram

unread,
May 10, 2011, 11:21:52 AM5/10/11
to

Da noi il faussèt si chiama "poarin".

k

Enrico Olivetti

unread,
May 10, 2011, 9:06:55 PM5/10/11
to
Klaram wrote:

> Da noi il faussèt si chiama "poarin".

Nel canavese "sessa"

Enrico Olivetti

unread,
May 10, 2011, 9:12:35 PM5/10/11
to
Klaram wrote:

> dove non c'era la canapa (cordin da gran) si usava la "tortagna" = ramo
> di salice, e si otteneva la "cheuv" (o gregna) o covone.

Nel canavese si usava un altro albero diverso dal salice, del quale ignoro il
nome. Aveva i rami lunghi un metro circa, sottilissimi e flessibili ma,
contrariamente al salice, rivolti verso l'alto. Si usava anche per legare i fasci
di pannocchie rivoltate che venivano appese a seccare prima della sgranatura

ADPUF

unread,
May 11, 2011, 6:10:43 PM5/11/11
to
Enrico Olivetti, 03:12, mercoledì 11 maggio 2011:


Vimini? Si usavano anche per legare le viti ai supporti.

Qui ci sono toponimi come Venchiaredo (vencjarêt da vencjâr
altro nome del salgâr)


--
"La bigamie consiste à avoir une femme de trop; la monogamie
aussi."
-- Anonyme

orpheus

unread,
May 11, 2011, 7:04:46 PM5/11/11
to
Francesco Potortì lunedì 09/05/2011 alle 13.47.52 nel post su
it.cultura.linguistica.italiano ha scritto:

> scri...@mauriziopistone.it (Maurizio Pistone):
>> Per migliaia di anni lo strumento col quale si mieteva il grano è stata
>> la falce ricurva
>>
>> http://tinyurl.com/6xxh6xt
>> http://tinyurl.com/6y6zblr
>> http://tinyurl.com/3hlfjjs
>>
>> Il mietitore, stando curvo sul terreno, con una mano prendeva un fascio
>> di steli (un "mannello"), con l'altra li tagliava alla base.

> Beh, dalle prime due foto si vede che tagliarli alla base è un uso
> relativamente recente. Leggevo infatti che una volta si tagliavano solo
> le spighe, le stoppie venivano lasciate sul posto.

http://utenti.multimania.it/elrondmezzelfo/img/fattori1.jpg

Giovanni Fattori - Il cavallo morto 1894
olio su tela, Genova, Collezione Taragni

Su una strada sterrata che si snoda tra campi di *stoppie*
e sullo sfondo di un cielo nuvoloso si stagliano due figure:
un cavallo stramazzato a terra e, accanto, un uomo in piedi
che con una mano tiene ancora le redini, mentre nell'altra
regge una frusta.

--
Ahimè, alla terra di quali uomini nuovamente son giunto?
Saranno violenti, selvaggi e ingiusti,
o amici degli stranieri e rispettosi degli dei?
(Odissea, l.VI, vv.119-121)


Enrico Olivetti

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May 12, 2011, 4:10:35 PM5/12/11
to
ADPUF wrote:

> Vimini? Si usavano anche per legare le viti ai supporti.

Domenica arrivo in Italia e la sera sarň tra le mie montagne
Lunedě saprň il nome dell'albero che ho menzionato.

Enrico Olivetti

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May 12, 2011, 4:11:39 PM5/12/11
to
orpheus wrote:

> e sullo sfondo di un cielo nuvoloso si stagliano due figure:
> un cavallo stramazzato a terra e, accanto, un uomo in piedi

La figura del cavallo non poteva stagliarsi piů di tanto essendo stramazzato a
terra

Klaram

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May 13, 2011, 10:44:06 AM5/13/11
to
Il 12/05/2011 22.10, Enrico Olivetti ha scritto:
> ADPUF wrote:
>
>> Vimini? Si usavano anche per legare le viti ai supporti.
>
> Domenica arrivo in Italia e la sera sarò tra le mie montagne
> Lunedì saprò il nome dell'albero che ho menzionato.

Interessante.
Al mio paese, dove ci sono molti boschi di castagno, usavano sottili
rami di castagno più ancora del salice.

k


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