orpheus scriveva il 12/03/2014 :
> Klaram così disse:
>
>>
massimo...@gmail.com ha usato la sua tastiera per scrivere :
>>> Dopo il thread su chi stabilisce le regole di una lingua, mi è
>>> venuto in mente una variante: chi stabilisce se un vocabolo è
>>> volgare e maleducato o inopportuno? Sempre l'uso? Ad esempio
>>> "cesso" , che come voi sapete viene da "ritirata". E' che mi
>>> sembra proprio strano il percorso del vocabolo, e di tute le altre
>>> "bad words"
>>
>> Le convenzioni che variano da un'epoca all'altra, da una classe
>> sociale all'altra e in parte anche da un individuo all'altro in base
>> all'educazione (repressione) che ha ricevuto.
>
> Mi meraviglio che tu non abbia nominato l'aspetto "regionale"
Certo, ci sono differenze anche da regione a regione.
Nel Settecento, i marinai piemontesi venivano puniti severamente per
bestemmia, mentre i Toscani erano considerati bestemmiatori. Non credo
affatto che i Piemontesi non bestemmiassero, ma le regole erano quelle.
:-)
Però, come ho detto nell'altro messaggio, l'educazione, il bon ton , il
buon gusto ecc. vengon dopo, quando cioè si è già stabilito che cosa è
parolaccia e che cosa non lo è.
> Poi educazione come "repressione" non mi convince,
L'educazione è sempre anche repressione.
"Il disagio della civiltà" di Freud, che ci crea tanti problemi, viene
da quella parte ineluttabilmente repressiva dell'educazione.
> forse nle passato, quando dopo una "parolaccia"
> la maestra poteva lavare con il sapone la bocca,
> ma il concetto di educazione comprende anche aspetti
> più sofisticati della reprezzione...
> il primo che mi viene in mente è quello
> espresso dalla Cardinal "Le parole per dirlo",
> dove la funzione è quella di trovare le parole
> giuste per esprimere livelli anche traumatici,
> che altrimenti ptotrebbero trovare sfogo
> in maniera solo più "primitive" o con la negazione
> (riprendendo un vecchio discorso).
La Cardinal si riferisce alla verbalizzazione del disagio come
strumento di superamento dei suoi gravi problemi psichici, dovuti alla
mancanza d'amore, al rifiuto da parte della madre, e anche in parte
alla repressione.
Se ben ricordo la sua severa governante, quando doveva andare ai
servizi, pretendeva che indicasse certe funzioni come numero uno e
numero due.
Poi, nessuno nega che la parolaccia o la bestemmia, dette in un
momento di tensione, di rabbia, siano un ottimo sfogo per scaricarci e
anche benefico per la nostra salute, perché si evita di saricare la
tensione sui nostri organi interni, favorendo 'ipertensione, l'ulcera
ecc. :-)
k