L'ultimo mio dubbio riguarda l'uso di *costui/costei/costoro* che
alcune grammatiche di italiano per inglesi definiscono *spregiativi*.
Si, capisco che in un certo contesto possano assumere una sfumatura
spregiativa, ma *spregiativi* tout court mi pare esagerato - o
sbaglio? Mi ricordo mio padre (toscano) usava *costui/costoro* nel
linguaggio di tutti i giorni, e non mi pare con intenzione di
disprezzo.
Sarei tanto grata per qualche vostra opinione e suggerimento sul modo
migliore di spiegare questo pronome ai miei allievi.
Saluti a tutti.
Anna Maria
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Prego togliere XX dall'indirizzo
> [...]
> L'ultimo mio dubbio riguarda l'uso di *costui/costei/costoro* che
> alcune grammatiche di italiano per inglesi definiscono *spregiativi*.
> Si, capisco che in un certo contesto possano assumere una sfumatura
> spregiativa, ma *spregiativi* tout court mi pare esagerato - o
> sbaglio? Mi ricordo mio padre (toscano) usava *costui/costoro* nel
> linguaggio di tutti i giorni, e non mi pare con intenzione di
> disprezzo.
I pronomi dimostrativi: "costui"/"costei"/"costoro" sono poco diffusi
persino qui in Toscana; comunque -se non proprio tono spregiativo-
trasmettono sempre una sfumatura negativa.
La categoria grammaticale è quella dei pronomi dimostrativi e servono
ad indicare esclusivamente persone.
> Sarei tanto grata per qualche vostra opinione e suggerimento sul modo
> migliore di spiegare questo pronome ai miei allievi.
Io spiego ai miei alunni che non vengono usati nel linguaggio comune e
quindi non vale la pena dilungarsi sull'argomento. Se qualcuno ha
bisogno di maggiori spiegazioni, dico quanto ho scritto in precedenza.
Buon lavoro! ^_^.
--
Ciao
Mariuccia®
mah, a me non darebbe nessun fastidio essere definito "costui"!
poi sai, dipende come costruisci la frase, dal suo contesto. e'
possibile caricare di sottintesi negativi anche la parola piu'
innocente, come "amico".
diciamo che costui spregiativo si usa in un contesto esageratamente
formale, per far vedere che non si perdono le staffe o non si da
importanza a qualcuno. ma e' uno dei possibili usi, non il piu'
importante!
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concorsi pubblici truccati. questo è solo un esempio:
"Costui", "costei" e "costoro" non rappresentano altro che la sincope di
"codesto lui", "codesta lei" e "codesti loro".
L'aggettivo "codesto" viene utilizzato per indicare qualcosa o qualcuno
lontano da chi parla e vicino a chi ascolta. Oggi, sostituito da "quello",
viene usato soltanto nell'area linguistica toscana e nel resto d'Italia in
senso, appunto, dispregiativo.
La sfumatura spregiativa di questi termini consiste proprio nel fatto che
chi li utilizza vuole evidenziare la distanza che li separa da essi,
attribuendone la vicinanza soltanto a chi l'ascolta.
Ciao, Luca Tassoni.
Ciao!
>"Costui", "costei" e "costoro" non rappresentano altro che la sincope di
>"codesto lui", "codesta lei" e "codesti loro".
>L'aggettivo "codesto" viene utilizzato per indicare qualcosa o qualcuno
>lontano da chi parla e vicino a chi ascolta. Oggi, sostituito da "quello",
>viene usato soltanto nell'area linguistica toscana e nel resto d'Italia in
>senso, appunto, dispregiativo.
>La sfumatura spregiativa di questi termini consiste proprio nel fatto che
>chi li utilizza vuole evidenziare la distanza che li separa da essi,
>attribuendone la vicinanza soltanto a chi l'ascolta.
>
>Ciao, Luca Tassoni.
Grazie, Luca, per l'esauriente risposta. Mi e' molto preziosa.
Saluti,
>Benvenuta su questo NG.
>Pur essendo toscano, avverto ormai i pronomi dimostrativi
>*costui/costei/costoro* come troppo "scritti" e, se non usati da persone di
>una certa età e/o cultura, portatori di quella sfumatura spregiativa citata
>dalle grammatiche italiane per inglesi. Per mia esperienza, sono
>dialoghista, credo che tutto dipenda dall'intonazione con cui vengono
>pronunciati.
>Avendo vissuto e studiato per diversi anni nel Berkshire, mi permetto di
>sollevare qualche dubbio sull'aderenza di tali grammatiche alla realta'.
>Definirli spregiativi tout court mi pare infatti semplificare un po' troppo
>le cose. E la lingua italiana, parlata o scritta, non e' mai semplice.
>Riprendendo la risposta di Mariuccia Ruta che saluto, direi che sono poco
>diffusi, dentro e fuori la Toscana, e che il loro uso, almeno nel parlato,
>si limita al "negativo", scherzoso e non.
Luciano, La ringrazio per aver aggiunto questo interessante commento
che mi chiarisce maggiormente le idee su questo punto. Mi fa
sorridere il fatto che Lei si era limitato a venire a studiare in
Inghilterra, mentre io mi ero spinta piu' innanzi di un altro passo,
sposandomi un inglese! Beh, c'est la vie ...
> AnnMarie <3...@XXbigfoot.com> wrote in message
> > [...]
> "Costui", "costei" e "costoro" non rappresentano altro che la sincope di
> "codesto lui", "codesta lei" e "codesti loro".
Non mi ero mai soffermata su questo particolare. Interessante!
> L'aggettivo "codesto" viene utilizzato per indicare qualcosa o qualcuno
> lontano da chi parla e vicino a chi ascolta. Oggi, sostituito da "quello",
> viene usato soltanto nell'area linguistica toscana e nel resto d'Italia in
> senso, appunto, dispregiativo.
Sbaglierò ..., ma non mi sembra sia così, Luca.
"Costui/costei/costoro" vengono effettivamente usati -nella migliore
delle ipotesi- in senso ironico, ma non direi che lo stesso succeda
con: "codesta, codesto, codesti, codeste": fanno parte, da sempre, del
linguaggio comune toscano e vengono usati normalmente, sempre a
proposito e sempre senza negatività alcuna, in comunissime situazioni
colloquiali, non solo qui a Grosseto, ma in tutta la Toscana.
La sola differenza mi sembra stia nella pronuncia: in alcune località
con la -t al posto della -d: "cotesto, cotesta, cotesti, coteste".
--
Ciao
Mariuccia®
> AnnMarie <3...@XXbigfoot.com> wrote in message
> > [...].
> [...]
> Avendo vissuto e studiato per diversi anni nel Berkshire, mi permetto di
> sollevare qualche dubbio sull'aderenza di tali grammatiche alla realta'.
Condivido totalmente: i testi di grammatica italiana per stranieri
(non solo inglesi) lasciano molto a desiderare. E purtroppo vengono
seguiti alla lettera dai più.
--
Ciao
Mariuccia®
>Pur essendo toscano, avverto ormai i pronomi dimostrativi
>*costui/costei/costoro* come troppo "scritti" e, se non usati da persone di
>una certa età e/o cultura, portatori di quella sfumatura spregiativa citata
>dalle grammatiche italiane per inglesi. Per mia esperienza, sono
>dialoghista, credo che tutto dipenda dall'intonazione con cui vengono
>pronunciati.
Mah....codesta cosa costì, che t'hai appena detta, non mi sembra molto
giusta....
--
Ferdinando
_____________________________
f.ri...@flashnet.it
Probabilmente mi sono spiegato male: intendevo dire che nell'area
linguistica toscana "codesto" viene utilizzato con la sua propria funzione
di aggettivo dimostrativo per indicare qualcosa o qualcuno lontano da chi
parla e vicino a chi a ascolta. Solo nel resto d'Italia e' stato sostituito
da "quello", aggettivo dimostrativo utilizzato per indicare cose lontane sia
da chi parla che da chi ascolta. "Codesto" viene utilizzato in senso
negativo, eccezion fatta per l'area linguistica toscana, dove invece viene
usato appunto normalmente, sempre a proposito e sempre senza negativita'
alcuna.
Ciao, Luca.
> Probabilmente mi sono spiegato male: [...]
No, Luca: avevo frainteso io; mi era sfuggito un particolare di ciò
che tu avevi scritto. Ti prego di scusarmi ^_^.
> Ciao, Luca.
--
Ciao
Mariuccia®