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Simbologia pronuncia

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Vitt

unread,
Aug 3, 2001, 11:44:38 AM8/3/01
to
Confesso che quando vedevo scritto in un articolo

"sc(h)olam" /s'kO-lA~, s'khO-lA~/ /s'kwO-la/

oppure

A Firenze si dice [la,un-nEm'mi(-h)a 'mi;a];
A Empoli [,uN-NEm'mi(-h)a 'mi;a]

cercavo disperatamente e senza successo un filtro per mandare
direttamente nel cestino il messaggio,

Visto che però sono in vacanza e durante le vacanze si fanno
(facevano?) i compiti, ho deciso di imparare anche io la simbologia
fonetica che molti di voi usano e che io non conosco.

Dove e come?
Qualche pagina Web che ne riporta i rudimenti pre-elementari?


--
Grazie ed a buon rendere!

Vitt

Vitt

unread,
Aug 4, 2001, 6:53:38 AM8/4/01
to
Vitt nel messaggio <kdnkmtc850gfirgk8...@4ax.com> ha
scritto:

>Confesso che quando vedevo scritto in un articolo
>
>"sc(h)olam" /s'kO-lA~, s'khO-lA~/ /s'kwO-la/
>
>oppure
>
>A Firenze si dice [la,un-nEm'mi(-h)a 'mi;a];
>A Empoli [,uN-NEm'mi(-h)a 'mi;a]
>
>cercavo disperatamente e senza successo un filtro per mandare
>direttamente nel cestino il messaggio,
>
>Visto che però sono in vacanza e durante le vacanze si fanno
>(facevano?) i compiti, ho deciso di imparare anche io la simbologia
>fonetica che molti di voi usano e che io non conosco.

Ho notato che sul Seranni/Garzantina c'è un intero trattato.
Ho inoltre scaricato, su consiglio di faby, la pagina
http://www.geocities.com/Athens/Delphi/8952/fon_ita.htm.
Manca però il significato di " ' ", ",", "(-h)","~", ";" e non sono
riportate la vocali francesi/torinesi/lombarde, tanto per intenderci.
Inoltre come rappresentare il carattere "quadrato" ? (Alt+0129), che
io posso scrivere ma che voi leggerete probabilmente come "?"?

Le mie domande sono quindi ancora valide:

Dove e come?
Qualche pagina Web che ne riporta i rudimenti elementari?

--
Bye
Vitt

Fabiola Cremonesi

unread,
Aug 3, 2001, 6:32:06 PM8/3/01
to

Vitt <v.m...@iol.it> wrote in message
kdnkmtc850gfirgk8...@4ax.com...

> Visto che perň sono in vacanza e durante le vacanze si fanno


> (facevano?) i compiti, ho deciso di imparare anche io la simbologia
> fonetica che molti di voi usano e che io non conosco.
>
> Dove e come?
> Qualche pagina Web che ne riporta i rudimenti pre-elementari?


Puo' esserti utile il testo di G. Berruto "Corso elementare di linguistica
generale",
(1997), rist. 1999, pp. 174, L. 26.000.

E' piů corretto dire _notazione fonetica_ di
_simbologia fonetica_

ciao,
faby


Franco

unread,
Aug 4, 2001, 12:44:33 PM8/4/01
to

Vitt wrote:
>
> Ho notato che sul Seranni/Garzantina c'è un intero trattato.
> Ho inoltre scaricato, su consiglio di faby, la pagina
> http://www.geocities.com/Athens/Delphi/8952/fon_ita.htm.
> Manca però il significato di " ' ", ",", "(-h)","~", ";" e non sono
> riportate la vocali francesi/torinesi/lombarde, tanto per intenderci.
> Inoltre come rappresentare il carattere "quadrato" ? (Alt+0129), che
> io posso scrivere ma che voi leggerete probabilmente come "?"?
>
> Le mie domande sono quindi ancora valide:
>
> Dove e come?
> Qualche pagina Web che ne riporta i rudimenti elementari?

Mi accodo alla domanda rilanciando: alfabeto IPA e relativi esempi audio
con file wave. Esistono da qualche parte?

Grazie

Ciao

--

Franco

Wovon man nicht sprechen kann, darüber muß man schweigen.
(L. Wittgenstein)

Mariuccia Ruta

unread,
Aug 4, 2001, 1:36:20 PM8/4/01
to
On Sat, 04 Aug 2001 09:44:33 -0700, in it.cultura.linguistica.italiano
Franco <in...@hotmail.com> wrote:

> Vitt wrote:
> > [...]


> > Le mie domande sono quindi ancora valide:
> > Dove e come?
> > Qualche pagina Web che ne riporta i rudimenti elementari?
>
> Mi accodo alla domanda rilanciando: alfabeto IPA e relativi esempi audio
> con file wave. Esistono da qualche parte?

Non so dirti del Web, perché la mia preferenza va sempre alle fonti
cartacee :), ma se vuoi, oltre all'ottimo DiPI del Canepàri piú volte
citato da Paolo, eccoti altri due testi che potranno forse esserti
utili:
Luciano Canepàri: "Introduzione alla fonetica"
Piccola Biblioteca Einaudi.

J.C.Catford: "A practical Introduction to Fonetics"
Oxford University Press
Clarendon Press - Oxford.
--
Ciao,
Mariuccia®

Nicola Nobili

unread,
Aug 4, 2001, 2:21:13 PM8/4/01
to
Franco

> > Dove e come?
> > Qualche pagina Web che ne riporta i rudimenti elementari?
>
> Mi accodo alla domanda rilanciando: alfabeto IPA e relativi esempi audio
> con file wave. Esistono da qualche parte?

Provate qui:

http://www2.arts.gla.ac.uk/IPA/ipachart.html

Ciao,
Nicola

--
Multa non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus sunt
difficilia (Seneca).


Franco

unread,
Aug 4, 2001, 2:48:44 PM8/4/01
to

Mariuccia Ruta wrote:

> Non so dirti del Web, perché la mia preferenza va sempre alle fonti
> cartacee :), ma se vuoi, oltre all'ottimo DiPI del Canepàri piú volte
> citato da Paolo, eccoti altri due testi che potranno forse esserti
> utili:
> Luciano Canepàri: "Introduzione alla fonetica"
> Piccola Biblioteca Einaudi.

Questo mi pare di averlo, ma a 10000 km da qui :-)

> J.C.Catford: "A practical Introduction to Fonetics"
> Oxford University Press
> Clarendon Press - Oxford.

Questo invece posso trovarlo piu` facilmente (anche se in biblioteca
centrale di los angeles non c'e')!

Ciao, grazie

Mariuccia Ruta

unread,
Aug 4, 2001, 10:46:48 PM8/4/01
to
On Sat, 04 Aug 2001 11:48:44 -0700, in it.cultura.linguistica.italiano
Franco <in...@hotmail.com> wrote:

> Mariuccia Ruta wrote:
> > Luciano Canepàri: "Introduzione alla fonetica"
> > Piccola Biblioteca Einaudi.
>
> Questo mi pare di averlo, ma a 10000 km da qui :-)

Anch'io ce l'avevo a 9.000 km da qui; gli ho fatto fare un viaggio di
9.000 km :))


>
> > J.C.Catford: "A practical Introduction to Fonetics"
> > Oxford University Press
> > Clarendon Press - Oxford.
>
> Questo invece posso trovarlo piu` facilmente (anche se in biblioteca
> centrale di los angeles non c'e')!

Io me lo feci acquistare e spedire da mio figlio, quando si trovava a
Oxford dove preparava la sua tesi di laurea. Mi pare lo si possa
acquistare anche on line, su Amazon, e credo che il prezzo sia lo
stesso: £ 12.99. Potrà sembrar caro, ma secondo me non lo è.

--
Ciao,
Mariuccia®

Mariuccia Ruta

unread,
Aug 4, 2001, 10:50:20 PM8/4/01
to
On Sat, 4 Aug 2001 20:21:13 +0200, in it.cultura.linguistica.italiano
"Nicola Nobili" <nicolan...@libero.it> wrote:

> Provate qui:
>
> http://www2.arts.gla.ac.uk/IPA/ipachart.html

Grande, Nicola! Grazie!

--
Ciao,
Mariuccia®

Cremente Antonino Marcello

unread,
Aug 5, 2001, 8:44:48 AM8/5/01
to

"Nicola Nobili" <nicolan...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:9khfa4$4j3kg$2...@ID-64088.news.dfncis.de...

>
> Provate qui:
>
> http://www2.arts.gla.ac.uk/IPA/ipachart.html
>
> Ciao,
> Nicola
>

Mi associo ai ringraziamenti di Mariuccia!
Marcello


Xelloss

unread,
Aug 5, 2001, 9:12:51 AM8/5/01
to
"Nicola Nobili" <nicolan...@libero.it> wrote in message
news:9khfa4$4j3kg$2...@ID-64088.news.dfncis.de...

> Provate qui:
>
> http://www2.arts.gla.ac.uk/IPA/ipachart.html

L'avevo già visto quel sito... già che ci sei mi spiegheresti che tipo di
consonanti sono le "tap or flap"?

Saluti.
--
Wilmer Ricciotti
wi...@bigfoot.com


Paolo

unread,
Aug 6, 2001, 6:17:37 AM8/6/01
to

Xelloss <wi...@bigfoot.com> wrote in message
wDbb7.68094$%7.52...@news6.giganews.com...

> > Provate qui:
> >
> > http://www2.arts.gla.ac.uk/IPA/ipachart.html
>
> L'avevo già visto quel sito... già che ci sei mi spiegheresti che tipo di
> consonanti sono le "tap or flap"?

Un "tap" è un fono *vibrato*, cioè monovibrante: in pratica una rapidissima
occlusione degli organi fonatori.

Un "flap" si traduce in italiano con *vibratile* (secondo L. Canepàri). Si
tratta di un vibrato nel quale la lingua si sposta più indietro del punto
d'articolazione effettivo, per poi toccare rapidamente il luogo
d'articolazione e poi continuare il movimento verso la parte anteriore.

Spero d'esserti stato d'aiuto.

Ciao,
Paolo


Paolo

unread,
Aug 6, 2001, 6:42:06 AM8/6/01
to

Vitt <v.m...@iol.it> wrote in message
kdnkmtc850gfirgk8...@4ax.com...
> Confesso che quando vedevo scritto in un articolo
>
> "sc(h)olam" /s'kO-lA~, s'khO-lA~/ /s'kwO-la/
>
> oppure
>
> A Firenze si dice [la,un-nEm'mi(-h)a 'mi;a];
> A Empoli [,uN-NEm'mi(-h)a 'mi;a]
>
> cercavo disperatamente e senza successo un filtro per mandare
> direttamente nel cestino il messaggio,

Mi scuso se ti ho confuso con delle strane simbologie fonetiche, ma da parte
tua eviterei questi toni, a mio avviso non del tutto adeguati al NG.

Basta chiedere.

Intanto non esiste un unico modo di trascrivere l'IPA (alfabeto fonetico
internazionale) con i pochi caratteri disponibili sui PC (a meno di non
passare a Unicode...).

Io uso di solito la trascrizione di Evan Kirshenbaum, con qualche modifica:

[-] indica confine di sillaba;
[;] indica lunghezza media;
['] accento primario;
[,] accento secondario;
[~] nasalizza la vocale precedente.

Per la questione delle affricate (o preocclusive, o occlusive con soluzione
fricativa) ho deciso di mantenere la grafia tradizionale in due simboli
"cena" ['tSE:-na], "giorno" ['dZor-no], negli articoli di un annetto fa
usavo anche una parentesi graffa chiusa, per pignoleria ['tS}E:-na
'dZ}or-no] in effetti un'affricata non è esattamente la sequenza di un
occlusiva e di una fricativa ma è un occlusiva che ha un rilascio fricativo.

Recentemente ho evitato anche l'uso di simboli come [J] che rappresenterebbe
la /r/ monovibrante (vibrato alveolare) e alcuni simboli di lunghezza,
perché ancora non è chiaro quale sia la loro vera distribuzione.

Faccio spesso confusione tra la nasale palatale e quella velare: a rigore
[N] dovrebbe essere la velare e... qual è la palatale? Potrei usare il
carattere esteso [ñ], che almeno ha un significato chiaro... ma molte volte
(come nell'esempio della pronuncia empolese che hai riportato) ho usato [N].

Sono disponibile per ogni chiarimento, a patto che non mi si minacci di
"filtrarmi"...

Ciao,
Paolo

Xelloss

unread,
Aug 6, 2001, 7:03:20 AM8/6/01
to
"Paolo" <pao...@hotmail.com> wrote in message
news:59ub7.125461$Qf6.8...@news2.tin.it...

> Un "tap" è un fono *vibrato*, cioè monovibrante: in pratica una
rapidissima
> occlusione degli organi fonatori.
>
> Un "flap" si traduce in italiano con *vibratile* (secondo L. Canepàri). Si
> tratta di un vibrato nel quale la lingua si sposta più indietro del punto
> d'articolazione effettivo, per poi toccare rapidamente il luogo
> d'articolazione e poi continuare il movimento verso la parte anteriore.
>
> Spero d'esserti stato d'aiuto.

Be', questo almeno mi dà la traduzione italiana, quindi proprio inutile non
è. Poiché nella tabella questi suoni vibrati e vibratili sono resi con varie
grafie della 'r', deduco, forse indebitamente, che il suono prodotto debba
essere simile o quasi. Ti chiedo allora con quali caratteri vengano
trascritti certi foni, cui quasi sempre viene data la trascrizione
fonematica indistinta di /r/, malgrado le loro reciproche differenze. Parlo
della 'r' inglese, della 'r' giapponese e della 'r' "moscia".

Nicola Nobili

unread,
Aug 6, 2001, 7:23:05 AM8/6/01
to
Xelloss

> Ti chiedo allora con quali caratteri vengano
> trascritti certi foni, cui quasi sempre viene data la trascrizione
> fonematica indistinta di /r/, malgrado le loro reciproche differenze.
Parlo
> della 'r' inglese, della 'r' giapponese e della 'r' "moscia".

Qualora in una lingua esista un solo tipo di "r", si suole usare solo il
simbolo /r/, e buona notte al secchio. Qualora vi siano due o piú "r", o
qualora sia necessario esaminare nei dettagli l'effettiva pronuncia (per
precisione, per distinguere varietà locali o individuali, etc.), si ricorre
alla "r" con qualche modificazione.
La "r moscia", ossia quella uvulare francese, per intenderci, viene
rappresentata con /R/, maiuscolo.
La "r" monovibrante (ossia, invece di battere due o tre volte sugli
alveoli, batte solamente una volta) si suole rappresentare come una specie
di "r" a cui manca la parte in alto del gambo orizzontale. In altre parole,
è una "curva" che sale dal basso e di butta a destra in alto. Difficile
descriverla meglio senza visualizzare i simboli.
La "r" doppia spagnola, quella vibrantissima e forte, si suole
rappresentare con "r" sovrastata da un segmentino orizzontale.
La "r" retroflessa (presente in certi dialetti meridionali) è una "r" a
cui aggiungi, in basso, una gambetta a virgola che risale verso destra.
Per la "r" inglese si suole scrivere la "r" minuscola capovolta.
Purtroppo non ricordo come si scriva la "r" giapponese, e in questo
momento non c'ho voglia di andare a scartabellare alla ricerca di questo
dettaglio...

Paolo

unread,
Aug 6, 2001, 9:10:04 AM8/6/01
to

Nicola Nobili <nicolan...@libero.it> wrote in message
9km0gv$56ghj$1...@ID-64088.news.dfncis.de...

> Qualora in una lingua esista un solo tipo di "r", si suole usare solo
il
> simbolo /r/, e buona notte al secchio. Qualora vi siano due o piú "r", o
> qualora sia necessario esaminare nei dettagli l'effettiva pronuncia (per
> precisione, per distinguere varietà locali o individuali, etc.), si
ricorre
> alla "r" con qualche modificazione.

Stai parlando di trascrizioni fonemiche. In effetti nella maggior parte
delle lingue non ci sono due fonemi vibranti o simili, quindi di solito
basta /r/. Per curiosità, l'antico genovese aveva due fonemi vibranti.

Quando si passa all'analisi fonetica, ogni fono dev'essere descritto in
maniera più precisa possibile. [r] non è più sufficiente.

> La "r moscia", ossia quella uvulare francese, per intenderci, viene
> rappresentata con /R/, maiuscolo.

[R] semmai, tra parentesi quadre. Il fonema vibrante nelle trascrizioni
fonemiche del francese può esser trascritto normalmente con /r/, che poi
viene spesso realizzato con un fono approssimante uvulare piuttosto che
vibrante uvulare. In Belgio (Vallonia), invece spesso /r/ è realizzato
proprio con [R], vibrante uvulare.

> La "r" monovibrante (ossia, invece di battere due o tre volte sugli
> alveoli, batte solamente una volta) si suole rappresentare come una specie
> di "r" a cui manca la parte in alto del gambo orizzontale. In altre
parole,
> è una "curva" che sale dal basso e di butta a destra in alto. Difficile
> descriverla meglio senza visualizzare i simboli.

Uhm... J maiuscoletta capovolta?

> La "r" doppia spagnola, quella vibrantissima e forte, si suole
> rappresentare con "r" sovrastata da un segmentino orizzontale.

Non è certo una trascrizione IPA!
La realizzazione più comune di /rr/ spagnola è [J-r:]: un vibrato alveolare,
uno stacco sillabico e un vibrante prolungato.

Dal momento che [r] breve è in pratica [J] (vibrato) e [r:] è [J] ripetuto
più volte si può trascrivere tranquillamente [r-r:]:

Aguirre [a'Gir-r:e]
burro ['bur-r:o]
Puerto Rico ['pwErtor 'r:iko] invece del più tradizionale ['pwEJtoJ 'r:iko]

> La "r" retroflessa (presente in certi dialetti meridionali) è una "r"
a
> cui aggiungi, in basso, una gambetta a virgola che risale verso destra.

OK. Però mi sembra il caso di puntualizzare in quali dialetti compare la "r
retroflessa" (o apico-postalveolare).

In realtà, in nessun dialetto italiano a quanto ne sappia io si usa un tale
fono: le sequenze /tr/, /dr/, /str/ nel Basso-Sud sono realizzati con foni
completamente diversi.

> Per la "r" inglese si suole scrivere la "r" minuscola capovolta.

Ci sono due tipi di 'r' inglese, trascritti entrambi nella tabella IPA del
1996:
- approssimante "alveolare", 'r' capovolta;
- approssimante "retroflessa", r capovolta con coda a destra.

> Purtroppo non ricordo come si scriva la "r" giapponese, e in questo
> momento non c'ho voglia di andare a scartabellare alla ricerca di questo
> dettaglio...

/r/ giapponese si può realizzare con:
- vibrato alveolare (si può trascrivere con [r] oppure, in ossequio all'IPA,
con [J] capovolto);
- vibrante laterale alveolare (Canepari lo trascrive con una 'l' unita in
basso a una 'r' capovolta;
- vibrante laterale apico-postalveolare ("retroflesso": trascritto come
sopra con in più la coda a destra).

Ciao,
Paolo


Paolo

unread,
Aug 6, 2001, 9:10:05 AM8/6/01
to

Xelloss <wi...@bigfoot.com> wrote in message
%Pub7.76629$%7.57...@news6.giganews.com...

> Be', questo almeno mi dà la traduzione italiana, quindi proprio inutile
non
> è. Poiché nella tabella questi suoni vibrati e vibratili sono resi con
varie
> grafie della 'r', deduco, forse indebitamente, che il suono prodotto debba
> essere simile o quasi. Ti chiedo allora con quali caratteri vengano
> trascritti certi foni, cui quasi sempre viene data la trascrizione
> fonematica indistinta di /r/, malgrado le loro reciproche differenze.
Parlo
> della 'r' inglese, della 'r' giapponese e della 'r' "moscia".

Ci sono due tipi di /r/ inglese, trascritti entrambi nella tabella IPA del


1996:
- approssimante "alveolare", 'r' capovolta;
- approssimante "retroflessa", r capovolta con coda a destra.

In realtà la situazione è un po' diversa e (molto) più complessa.
Meriterebbe un post a parte.

/r/ giapponese si può realizzare con:

- vibrato alveolare ([r] o [J] capovolto);


- vibrante laterale alveolare (Canepari lo trascrive con una 'l' unita in
basso a una 'r' capovolta;
- vibrante laterale apico-postalveolare ("retroflesso": trascritto come
sopra con in più la coda a destra).


Di "erre mosce" (difetto ortoepico di realizzazione del fonema /r/) ci sono
varî tipi:
- quella "di Agnelli" che è un approssimante labiodentale e si trascrive con
l'upsilon (con tilde nel mezzo se è uvularizzata);
- quella "alla francese" che è un fono uvulare e si trascrive con erre
maiuscoletta: più precisamente il vibrante uvulare è trascritto con 'r'
maiuscoletta normale, l'approssimante uvulare con 'r' capovolta,
l'approssimate uvulo-faringale con 'r' speculare, e il costrittivo uvulare
con 'r' speculare e capovolta.

Ciao,
Paolo


Xelloss

unread,
Aug 6, 2001, 9:34:23 AM8/6/01
to
"Paolo" <pao...@hotmail.com> wrote in message
news:NGwb7.125855$Qf6.8...@news2.tin.it...
> *tagl* *tagl*

Grazie sia a te sia a Nicola... dei post da incorniciare :-). Dovrň
lavorarci per capire piů o meno come vengano articolati i vari foni, la mia
plastilina orale č ormai duretta ;-)

Saluti!
--
Wilmer Ricciotti (in onore a Jacovitti)
wi...@bigfoot.com


Vitt

unread,
Aug 6, 2001, 10:16:14 AM8/6/01
to
Paolo nel messaggio <2wub7.125547$Qf6.8...@news2.tin.it> ha scritto:

>
>Vitt <v.m...@iol.it> wrote in message
>kdnkmtc850gfirgk8...@4ax.com...
>> Confesso che quando vedevo scritto in un articolo
>>
>> "sc(h)olam" /s'kO-lA~, s'khO-lA~/ /s'kwO-la/
>>
>> oppure
>>
>> A Firenze si dice [la,un-nEm'mi(-h)a 'mi;a];
>> A Empoli [,uN-NEm'mi(-h)a 'mi;a]
>>
>> cercavo disperatamente e senza successo un filtro per mandare
>> direttamente nel cestino il messaggio,
>
>Mi scuso se ti ho confuso con delle strane simbologie fonetiche, ma da parte
>tua eviterei questi toni, a mio avviso non del tutto adeguati al NG.
>Basta chiedere

Le scuse non erano necessarie per essere le simbologie strane, stante
che io sono ignorante anche delle più comuni.

L'esortazione di evitare questi toni è invece rinviata al mittente,
anzitutto perché volutamente non citato e, in secundis, dato che
questo NG si è sempre ribellato a chi vorrebbe moderarne la libertà di
espressione, me compreso.

Per completare la citazione aggiungo quanto originalmente scritto:

...Visto che però sono in vacanza e durante le vacanze si fanno


(facevano?) i compiti, ho deciso di imparare anche io la simbologia
fonetica che molti di voi usano e che io non conosco.

Ciò detto ringrazio Paolo della parte non polemica della sua risposta
.

>Sono disponibile per ogni chiarimento, a patto che non mi si minacci di
>"filtrarmi"...

Considero invece questa "sospensiva" in senso scherzoso ed altrettanto
scherzosamente ribatto dicendo che avevo sperato di trovare un sistema
di filtraggio dei messaggi con espressioni fonematiche (difficile) e
non dell'autore (facilissimo).

--
Bye
Vitt

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