Valerio Vanni ha scritto:
> Riguardo alla frase che hai proposto io direi:
> "Allora si misero a mangiare, e quando finirono..."
Significa un'altra cosa. Se dici «quando finirono» stai descrivendo qualcosa
che accadde alla fine del pranzo, mentre dicendo «quand'ebbero finito» stai
descrivendo qualcosa che accadde dopo la fine del pranzo.
Non dico che questo tempo si usi spesso, dico solo che se usi abitualmente
il perfetto ti capita di dover usare anche il tempo composto per esprimere
certe relazioni temporali.
Prendiamo quest'altra frase:
«Ti ricordi quella volta che il babbo andò alla fiera a vendere i formaggi?
Quando li ebbe venduti tutti, anziché tornare a casa andò all'osteria a
bersi un bicchiere, ma...».
In questo caso non credo che potresti raccontare la stessa cosa dicendo
così:
«Quando li vendette tutti, anziché tornare a casa...».
Questa costruzione è talmente importante che la maggior parte dei dialetti
romagnoli ha delle forme ridotte per il perfetto del verbo «avere» usato
come ausiliare. Ad esempio in molti dialetti «ebbe» si dice _l avet_, ma
come ausiliare si riduce a _l et_. Quandi «quando vendette» sarebbe
_quant ch' e' vandet_ (4 sillabe), mentre «quand'ebbe venduto»
è _quant ch' l et vandu_ (ancora 4 sillabe).
Può anche darsi che tu ne faccia uso, occasionalmente, senza rendertene
nemmeno conto. In fondo stai semplicemente usando il perfetto del verbo
ausiliare, combinandolo col participio. Io nelle grammatiche i tempi
composti nemmeno li riporto nella coniugazione dei verbi, ma mi limito a
scrivere un capitolo sull'uso del participio nella consecutio. Se so come si
coniuga il verbo «essere», conosco il participio del verbo «andare», e poi
mi hanno spiegato come si usano i tempi composti, so anche quando e come
usare «sono andato». Non c'è bisogno di scrivere il "passato prossimo" per
tutti i verbi che coniugo. Il tuo apparato linguistico non tiene il "passato
prossimo" nella coniugazione del verbo «andare», ma sa come si usa «andato».
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Saluti.
D.