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Polaia

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Epimeteo

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Feb 9, 2002, 1:12:43 PM2/9/02
to
Sto cercando il significato della parola "polaia", che non trovo sui dizionari
da me consultati e che ritengo usata nell'italiano antico. Su internet ne ho
trovato traccia solo in un documento del secolo 16° conservato presso la
Biblioteca Civica "Angelo Mai" di Bergamo, in cui essa è riportata insieme ad
altre parole che indicano dei cibi, quali "formaglio, burlo, oleo, ove et simile
cose..."
Ritengo perciò che si riferisca al "pollame" o qualcosa del genere. In un primo
tempo avevo pensato al "pollaio", ma qui più che al luogo essa sembrerebbe
riferirsi al prodotto.
Ritenete che sia un'interpretazione ragionevole?
Pensate che ci siano altri significati?
Conoscete altri testi dove questa parola viene utilizzata o altre fonti alle
quali posso accedere per la sua interpretazione?
Vi ringrazio e attendo con fiducia il vostro aiuto.

Epimeteo


Fabio Parri

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Feb 10, 2002, 4:17:18 AM2/10/02
to
On Sat, 09 Feb 2002 18:12:43 GMT, "Epimeteo" <tri...@tin.it> wrote:

>Ritengo perciò che si riferisca al "pollame" o qualcosa del genere. In un primo
>tempo avevo pensato al "pollaio", ma qui più che al luogo essa sembrerebbe
>riferirsi al prodotto.

Anche secondo me significa pollame. Su internet ho provato a cercare
pollaia e ho trovato questo documento, alcuni cenni storici sulla
città di codogno:
http://www.comune.codogno.lo.it/uff_com/archivio_storico/Arch3.htm
In esso appare:
"questa Città sarà abondante di pollaia, merciature et altre
vetovaglie et animali".

Ho visto che a Monza dovrebbe pure esserci un locale (pizzeria,
enoteca) chiamato "La polaia"

In genovese (http://www.genova2000.it/vocabolario/p.html) pollame si
dice pollaia
http://www.genova2000.it/vocabolario/p.html

Polaia pare dunque essere parola di uso ed origine regionale

Ciao

Fabio

Maurizio Pistone

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Feb 10, 2002, 4:40:31 AM2/10/02
to
XXXparri...@yahoo.com (Fabio Parri) ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Anche secondo me significa pollame.

Esiste se ricordo bene una canzone provenzale dedicata alla
polaiéra, la venditrice di polli.


--
Maurizio Pistone - Torino
strenua nos exercet inertia Hor.
mailto:scri...@mauriziopistone.it
http://www.mauriziopistone.it

Gi udt

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Feb 10, 2002, 11:15:05 AM2/10/02
to

Epimeteo wrote:
>
> Sto cercando il significato della parola "polaia",

In piemontese "pulaia" significa pollame.

> Epimeteo

Karla


Epimeteo

unread,
Feb 10, 2002, 2:29:39 PM2/10/02
to

"Maurizio Pistone" <scri...@mauriziopistone.it> ha scritto nel messaggio
news:a45f4i$50d$1...@newsreader.mailgate.org...

> XXXparri...@yahoo.com (Fabio Parri) ha scritto su
> it.cultura.linguistica.italiano:
>
> >Anche secondo me significa pollame.
>
> Esiste se ricordo bene una canzone provenzale dedicata alla
> polaiéra, la venditrice di polli.

Ragazzi (parlo anche per Fabio), le vostre argomentazioni sono convincenti.
Siete tutti invitati in pizzeria!
Ehm... perņ quale sarą l'etimologia di "pizza"? E quella di "calzone", che io
preferisco alla pizza classica? :-))

Epimeteo

Danilo Giacomelli

unread,
Feb 10, 2002, 3:02:40 PM2/10/02
to

"Epimeteo" <tr...@tin.it> ha scritto ...
......
> Ehm... però quale sarà l'etimologia di "pizza"?

Io ho trovato da "pitah" (sono incerto sulla posizione della h), che
dovrebbe essere uno dei nomi del pane arabo.

ciao

--
Danilo Giacomelli
--------------------------
E' peggio fare senatore il proprio cavallo o
il proprio avvocato?
--------------------------


Fabio Parri

unread,
Feb 11, 2002, 3:43:40 AM2/11/02
to
On Sun, 10 Feb 2002 19:29:39 GMT, "Epimeteo" <tr...@tin.it> wrote:

>Ragazzi (parlo anche per Fabio), le vostre argomentazioni sono convincenti.
>Siete tutti invitati in pizzeria!

Se non avessi 39,5 di febbre (intermittenti per fortuna) accetterei
volentieri l'invito :))))

>Ehm... però quale sarà l'etimologia di "pizza"? E quella di "calzone", che io


>preferisco alla pizza classica? :-))

Per pizza le etimologie si sprecano, senza che nessuno sappia quale
sia quelle giusta, te ne elenco qualcuna:

1. Etimo incerto; forse di origine germ., dal longob. bi°zzo 'morso,
focaccia'
Questo è il Garzanti, ma francamente una parola napoletana di origine
longobarda mi suona un po' strana...

2. http://www.pizza.it/curiosita/etimol.html
Da pinsa, participio passato latino del verbo pinsere, schiacciare. La
pizza come una sorta di schiacciata, dunque.

3. da APICIA, perchè attribuita al famoso cuoco latino Apicio.
Per me è improbabile che un piatto così popolare abbia preso il propio
nome da un cuoco latino...

Per il calzone, francamente non saprei, da noi qua a Rimini la piadina
ripiena e farcita si dice 'cascione' o 'cassone' mentre altrove ho
sentito pure 'crescione'. Anche qua vige il mistero ;)

Ciao

Fabio

magica

unread,
Feb 11, 2002, 3:56:03 PM2/11/02
to
In <3c677fda...@News.CIS.DFN.DE> XXXparri...@yahoo.com
(Fabio Parri) scrive...

>Per il calzone, francamente non saprei, da noi qua a Rimini la piadina
>ripiena e farcita si dice 'cascione' o 'cassone' mentre altrove ho
>sentito pure 'crescione'. Anche qua vige il mistero ;)

Ho giusto qui il Dizionario Etimologico Cortellazzo-Zolli (ho appena
cercato "esausto".

====
Calzone nella sua accez. gastronomica è il nap. cazone "specie di
sticciata ripiena, che ha la forma simile ad una coscia di calzone, ed
alla quale sarà bene lasciare il suo nome di calzone" (Andreoli), ma
per den. anal. in altre regioni it. cfr. G. Vidossi, AGI XXX (1938)
80; per il LEI III 88 (ed altri) il tipo dial. calisón è di orig.
incerta.
====

Ciao.

Gian Carlo

magica

unread,
Feb 11, 2002, 3:58:32 PM2/11/02
to
In <3c682e0...@powernews.libero.it> ho scritto...

>Ho giusto qui il Dizionario Etimologico Cortellazzo-Zolli (ho appena
>cercato "esausto".

Oops: Cortelazzo. Dev'essere più forte di me, perché anche in un altro
filone ho raddoppiato la elle.

Gian Carlo

Roscio

unread,
Feb 12, 2002, 3:39:44 AM2/12/02
to
"magica" <ma.g...@bigfoot.com> wrote in message
news:3c682f16...@powernews.libero.it...

E dillo che pensavi alla Cortellesi !... :-)))

--
Er Roscio.

Epimeteo

unread,
Feb 12, 2002, 7:59:55 AM2/12/02
to

"magica" <ma.g...@bigfoot.com> ha scritto nel messaggio
news:3c682e0...@powernews.libero.it...

> Calzone nella sua accez. gastronomica è il nap. cazone "specie di
> sticciata ripiena, che ha la forma simile ad una coscia di calzone, ed
> alla quale sarà bene lasciare il suo nome di calzone" (Andreoli), ma
> per den. anal. in altre regioni it. cfr. G. Vidossi, AGI XXX (1938)
> 80; per il LEI III 88 (ed altri) il tipo dial. calisón è di orig.
> incerta.
> ====

Sono d'accordo.
Mentre per la pizza l'etimologia è fin troppo ricca (anche se alla fine, tra
latino, arabo e longobardo, si tratta pur sempre di una "focaccia schiacciata"),
per il calzone io mi fermerei all'accrescitivo di calza e dunque al latino
"calcea" (calza o scarpa)...
Che poi, probabilmente fa riferimento al "calcio" (pietra) dell'osso del
"calcagno".
Comunque l'importante è che il calzone sia ben farcito: una volta a Parigi (!)
ho mangiato un ottimo calzone farcito anche con due... uova.
Mi pare che lo chiamassero calzone "masculin"... :-))

Epimeteo


Canta Napoli

unread,
Feb 12, 2002, 8:45:51 AM2/12/02
to
On Tue, 12 Feb 2002 12:59:55 GMT, "Epimeteo" <tr...@tin.it> wrote:

>"magica" <ma.g...@bigfoot.com> ha scritto nel messaggio
>news:3c682e0...@powernews.libero.it...
>> Calzone nella sua accez. gastronomica è il nap. cazone "specie di
>> sticciata ripiena, che ha la forma simile ad una coscia di calzone, ed
>> alla quale sarà bene lasciare il suo nome di calzone" (Andreoli), ma
>> per den. anal. in altre regioni it. cfr. G. Vidossi, AGI XXX (1938)
>> 80; per il LEI III 88 (ed altri) il tipo dial. calisón è di orig.
>> incerta.
>> ====

Attenzione: a Napoli-Napoli, "calzone" è soltanto quello fritto, un
po' più piccolo di quello al forno. Può contenere mozzarella e
pomodoro, scarole e olive, "broccoli e salsiccia" o "salsiccia e
broccoli" (cime di rapa saltate in padella), ricotta e salame, o anche
altri più fantasiosi ripieni contemporanei. Spero non arriveremo mai a
"bresaola, taleggio, salmone e rucola", ma bisogna vigilare con
severità!

La "pizza fritta" è un calzone fritto di proporzioni minacciose,
fatto con una dose standard di pasta da pizza (125 g) e imbottito con
ricotta, cígoli (cicoli?) e due pezzetti di pomodoro. La pasta è
sottilissima e la superficie esterna ragguardevole.

Il calzone al forno, anch'esso fatto con una dose standard di pasta, a
Napoli-Napoli si chiama "ripieno" e dovrebbe essere tassativamente
imbottito con ricotta, poca mozzarella (fiordilatte, non bufala) e
salame. Un'ombra di pomodoro (passata di pelati) spalmata sopra al
calzone fa sì che non si sbruciacchi troppo nel forno a legna. Gnam!

La forma antica ricotta e cigoli è sempre più rara, mentre si fanno
largo pericolose varianti sterilizzate con prosciutto cotto al posto
del salame e varianti "arricchite" (in realtà impoverite!) senza
ricotta ma con funghi, prosciutto, mozzarella abbondante e pomodoro.
Gli ultimi due ingredienti, perdendo liquidi durante la cottura,
rendono il risultato finale un obbrobrio sbrodoloso. Bleach!

Perdonatemi il farneticare reazionario e codino, ma la pizza è `na
cosa seria. La migliore apologia della conservazione che conosco si
trova nelle poesie dipinte sui muri da Michele, mitica pizzeria
tradizionale che produce soltanto tre "modelli": margherita, marinara,
ripieno (ma quello di Michele è uno strano oggetto: bianco e imbottito
di solo fiordilatte).


Canta Napoli!
Napoli... in pizzeria!

Vitt

unread,
Feb 12, 2002, 1:36:49 PM2/12/02
to
Epimeteo nel messaggio <fl8a8.50777$om6.1...@news1.tin.it> ha scritto:

> si tratta pur sempre di una "focaccia schiacciata"

Esiste quella gonfia?
--
Bye
Vitt

Fabio Parri

unread,
Feb 12, 2002, 2:09:53 PM2/12/02
to
On Tue, 12 Feb 2002 18:36:49 GMT, Vitt <v.m...@iol.it> wrote:

>Esiste quella gonfia?

la "crescenta" bolognese ? :))))

Ciao,

Fabio

Epimeteo

unread,
Feb 13, 2002, 1:05:20 AM2/13/02
to

"Canta Napoli" <canta...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:j09a8.5498$Jo.1...@twister2.libero.it...

> Attenzione: a Napoli-Napoli, "calzone" č soltanto quello fritto, un
> po' piů piccolo di quello al forno.

(snip spiluccato)

> La "pizza fritta" č un calzone fritto di proporzioni minacciose,

(snip spaventato)

> Un'ombra di pomodoro (passata di pelati) spalmata sopra al

> calzone fa sě che non si sbruciacchi troppo nel forno a legna. Gnam!

(snip affamato)

> La forma antica ricotta e cigoli č sempre piů rara,

(snip incuriosito)

> Gli ultimi due ingredienti, perdendo liquidi durante la cottura,
> rendono il risultato finale un obbrobrio sbrodoloso. Bleach!

(snip schifato)

> Perdonatemi il farneticare reazionario e codino, ma la pizza č `na


> cosa seria. La migliore apologia della conservazione che conosco si
> trova nelle poesie dipinte sui muri da Michele, mitica pizzeria
> tradizionale che produce soltanto tre "modelli": margherita, marinara,

> ripieno (ma quello di Michele č uno strano oggetto: bianco e imbottito
> di solo fiordilatte).

Don Canta-Napoli, sono basito...

Sapete che vi dico? Mi avete dato una grande soddisfazione!
Grazie e congratulazioni vivissime.

Epimeteo Sazio

Marco Cimarosti

unread,
Feb 13, 2002, 8:22:31 AM2/13/02
to
Fabio Parri ha scritto:

> 1. Etimo incerto; forse di origine germ., dal longob. bi°zzo 'morso,
> focaccia'
> Questo è il Garzanti, ma francamente una parola napoletana di origine
> longobarda mi suona un po' strana...

E perché? Napoli faceva parte della Lombàrdia, cioè della parte
d'Italia dominata dai Longobardi. Il loro capoluogo campano era
Benevento, dove sono rimasti sei secoli.

(Il resto dell'Italia, dominata dai bizantini, era detta Romània:
siccome il Po occidentale era uno dei confini più "caldi" fra le due
potenze, gli antichi nomi sono poi passati a indicare le odierne
Lombardìa e Romagna, le terre a cavallo dell'antica linea del fronte).

E poi, non è mica detto che un prestito debba per forza essere
diretto: l'italiano e tutti i dialetti sono pieni di termini
longobardi e, quindi, il napoletano potrebbe pure aver preso "bizzo" o
"pizza" da un dialetto vicino (es. da quello della Puglia, anch'essa
un tempo chiamata "Lombardìa").

Con questo, nulla voglio togliere all'invenzione dei napoletani: anche
se la focaccia non l'hanno sicuramente inventata loro (esiste da che
esiste il grano, probabilmente), l'idea di cuocerla insieme a pomodoro
e mozzarella è semplice ma geniale.

Be', ripensandoci, semplice fino a un certo punto: la pummarola s'è
dovuto andarla a prendere fino in America. Sarà per questo che, oltre
a italiani ed egiziani, pure gli Americani si candidano al titolo di
inventori della pizza?

Ciao.
Marco

Sergio

unread,
Feb 13, 2002, 10:41:28 AM2/13/02
to
On Tue, 12 Feb 2002 13:45:51 GMT, canta...@hotmail.com (Canta
Napoli) wrote:

>Perdonatemi il farneticare reazionario e codino, ma la pizza è `na
>cosa seria. La migliore apologia della conservazione che conosco si
>trova nelle poesie dipinte sui muri da Michele, mitica pizzeria
>tradizionale che produce soltanto tre "modelli": margherita, marinara,
>ripieno (ma quello di Michele è uno strano oggetto: bianco e imbottito
>di solo fiordilatte).

'A Margarita

'A quanno sta 'o benessere
'a gente penza a spennere
e mo' pure o' 'chiu' povero
'o siente 'e cummanna';

Voglio una pizza a vongole
chiena 'e funghette e cozzeche
con gamberetti e ostriche
d'o mare 'e sta citta'.

Al centro poi ce voglio
n'uovo fatto alla cocca
e co liguore stok
l'avita annaffia'

Quanno sentimmo st'ordine
ce vene 'cca na stizza
penzamme ma sti pizze,
songo papocchie o che?

Ca se rispetta 'a regola
facenno 'a vera pizza
chella ch'e' nata a Napule
quasi cient'anne fa.

Chesta ricetta antica
si chiama Margarita
ca quanno e' fatta a arte
po ghi nant' a nu re.

Percio' nun 'e cercate
sti pizze complicate
ce fanno male 'a sacca
e 'o stommaco pati'.

(Gennaro Esposito)

--
Ciao.
Sergio®

Giovanni Drogo

unread,
Feb 14, 2002, 4:05:48 AM2/14/02
to
On 13 Feb 2002, Marco Cimarosti wrote:

> > Questo č il Garzanti, ma francamente una parola napoletana di origine


> > longobarda mi suona un po' strana...
>

> E perché? Napoli faceva parte della Lombŕrdia, cioč della parte


> d'Italia dominata dai Longobardi. Il loro capoluogo campano era
> Benevento, dove sono rimasti sei secoli.

Non sarei cosi' sicuro della prima parte della affermazione. Sicuramente
i Longobardi avrebbero gradito creare un "regno d'Italia" e mi pare che
Paolo Diacono dice che uno dei loro re arrivo' fino all'estremo della
Calabria. Tuttavia lo stato longobardo era abbastanza "loose", i duchi
dei vari ducati dovevano mettersi d'accordo per eleggere il re, e vi
furono uno o due interregni senza re. Una ulteriore complicazione era
data dalla presenza del "corridoio" bizantino che congiungeva l'Esarcato
e la Pentapoli (Romagna-Marche) con il Patrimonium Petri (Lazio)
passando per l'Umbria. Mentre il territorio longobardo a nord di tale
territorio era parte del Regno (quando c'era), i Ducati (Spoleto e
Benevento) piu' a sud erano semi- o totalmente indipendenti.

Il Ducato di Benevento quindi esisteva certamente, e vi sono molti
toponimi nella Campania interna (montagnosa) detti "dei Lombardi".

Quello di cui non sono certo e' che il territorio costiero di Napoli e
della penisola sorrentina (la futura Repubblica di Amalfi) facesse parte
del Ducato, o non fosse piuttosto sotto i Bizantini come Puglia e
Calabria.

--
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Maurizio Pistone

unread,
Feb 14, 2002, 5:16:30 AM2/14/02
to
Giovanni Drogo <dr...@rn.bastiani.tt> ha scritto su
it.cultura.linguistica.italiano:

>Il Ducato di Benevento quindi esisteva certamente, e vi sono molti
>toponimi nella Campania interna (montagnosa) detti "dei Lombardi".
>
>Quello di cui non sono certo e' che il territorio costiero di Napoli e
>della penisola sorrentina (la futura Repubblica di Amalfi) facesse parte
>del Ducato, o non fosse piuttosto sotto i Bizantini come Puglia e
>Calabria.

I ducanti di Spoleto e Benevento vengono costituiti nel 572.
Salerno è occupata nel 646, Taranto è annessa intorno al 665.
Napoli e Amalfi rimasero sotto controllo bizantino. I ducati
longobardi sopravvissero alla conquista franca, ma verso la metà
del IX secolo andarono incontro ad un processo irreversibile di
frammentazione.

Qui, come in tutti gli altri casi, la domanda a cui non so dare
una risposta è quale fosse l'effettiva consistenza demografica
della presenza longobarda: se si trattò di una vera etnia, per
quanto minoritaria, o solo di un piccolo gruppo di guerrieri di
professione che riuscirono a imporre il loro potere su una società
disgregata economicamente e civilmente.

luciana

unread,
Feb 20, 2002, 9:11:13 AM2/20/02
to

"Epimeteo" <tri...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:vEd98.42882$om6.1...@news1.tin.it...


> Sto cercando il significato della parola "polaia", che non trovo sui
dizionari
> da me consultati e che ritengo usata nell'italiano antico.

In dialetto lodigiano * pulaia* indica ancor oggi il pollame.

--
lu.
*Azzurre son l'ombre sul mare
come sparti fiori d'acònito.
Il lor tremolío fa tremare
l'Infinito al mio sguardo attonito*

_Undulna_da Alcyone,4 novembre 1903
Gabriele D'Annunzio

http://web.tiscali.it/LucianaGrazioli

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