La prima frase è corretta, ma la seconda?
A volte mi suona bene e altre volte male. Penso mi dia fastidio l'uso di
"dovesse" riferito a una situazione futura.
Normalmente direi "potrebbe succedere di dover aspettare".
Kiuhnm
Sbagliata.
> Normalmente direi "potrebbe succedere di dover aspettare".
Oppure "potrebbe succedere che si dovrà aspettare".
Direi meglio "... che si debba aspettare a lungo"
Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://www.mauriziopistone.it/testi/linguaitaliana.html
"Poveretto colui che per vedere le stelle ha bisogno di una botta in testa."
(Stanislaw J. Lec)
Oppure "che si debba".
Volendo esprimere un'incertezza situata in un tempo venturo, bisogna
scegliere se rinunciare al congiuntivo (e dunque usare l'indicativo
futuro "che si dovrà aspettare") oppure rinunciare al futuro (e dunque
usare il congiuntivo presente "che si debba aspettare").
O almeno, così è stato finora....
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Da oggi potete dire...
"CHE SI DOVRABBIA© ASPETTARE"
... grazie al «CONGIUNTIVO FUTURO»®, il tempo giusto per tempi di
incertezza sul futuro!
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Cingar
> "In futuro, potrebbe succedere che si dovesse aspettare a lungo."
debba
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Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
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http://blog.ilpugnonellocchio.it
La situazione è diversa con la seguente frase?
"Sarebbe possibile che si dovesse aspettare a lungo".
Kiuhnm
Mettila all'indicativo: ti sembra meglio "È possibile che si dovrà
aspettare" o "È possibile che si doveva aspettare"?
Fatta la tua scelta, rimettila al congiuntivo, tenendo presente che
questo modo ha la metà dei tempi dell'indicativo, e quindi molte
sfumature temporali te le perdi:
INDICATIVO -> CONGIUNTIVO
- canta (presente) -> canti (presente)
- canterà (fut. semplice) -> canti (presente)
- cantava (imperf.) -> cantasse (imperf.)
- cantò (pass. remoto) -> cantasse (imperf.)
- ha cantato (pass. prossimo) -> abbia cantato (pass.)
- avrà cantato (fut. anteriore) -> abbia cantato (pass.)
- aveva cantato (trapass. prossimo) -> avesse cantato (trapass.)
- ebbe cantato (trapass. remoto) -> avesse cantato (trapass.)
--
Cingar
Non ti seguo.
La frase diventa "E' possibile che si debba aspettare". Non ha senso
metterla tutta all'indicativo.
Mentre con "Potrebbe succedere" si pensa al futuro, qui la situazione mi
pare diversa, infatti potrei dire "In tal caso, sarebbe possibile che si
dovesse aspettare a lungo".
Kiuhnm
Ho forti dubbi su questa intera faccenda: comunque la rigiri non mi
convince.
Kiuhnm
1)potrebbe succedere che si debba aspettare a lungo;
2)è possibile che si debba aspettare a lungo;
non cambia niente, perché "potrebbe succedere che" ed "è possibile che"
(+ azione futura) vogliono il congiuntivo presente.
Ci sono dei verbi che al condizionale presente reggono il congiuntivo
passato: sono i verbi di volontà, desiderio opportunità (volere,
desiderare, pretendere, essere conveniente ecc.).
"Sarebbe opportuno che consultassi una grammatica"
"E che vorrebbe che io facessi?" (Manzoni)
"Io, figlia, non pretenderei che mia madre salisse per me novanta
scalini". (Pirandello)
3)In tal caso, sarebbe possibile che si debba aspettare...
4)In tal caso, sarebbe possibile che si dovesse aspettare...
Non suonano molto bene perché forse sarebbe preferibile la forma
implicita, ma non sono scorrette, e il cong. passato della 4 aumenta il
grado d'incertezza.
k
>> Non ti seguo.
>> La frase diventa "E' possibile che si debba aspettare". Non ha senso
>> metterla tutta all'indicativo.
>> Mentre con "Potrebbe succedere" si pensa al futuro, qui la situazione mi
>> pare diversa, infatti potrei dire "In tal caso, sarebbe possibile che si
>> dovesse aspettare a lungo".
>
> Ho forti dubbi su questa intera faccenda: comunque la rigiri non mi
> convince.
Io non avrei dubbi su nessuna delle due frasi (si debba... si dovesse).
Qualche perplessità stilistica sulla seconda ma non sulla correttezza.
Mentre l'indicativo è una roba da terzo mondo.
Bruno
Ossantamarosca! Devi metterla all'indicativo solo per ragionarci sopra
con più comodo: è solo un passaggio intermedio, non è che poi la devi
lasciare all'indicativo.
L'idea era questa: fai finta che che esista un'ipotetica lingua, che
chiameremo "itaGLiano", che è identica all'itaLiano tranne il fatto
che il congiuntivo e condizionale non esistono. L'unico modo
predicativo esistente è dunque l'indicativo. (È un'idea meno balzana
di quel che piò sembrare: è la lingua che noi tutti parlavamo prima
dei quattro anni, e che alcuni parlano ancora da adulti.)
Costruisci dunque la tua frase itaGLiana badando alla scelta dei
tempi, operazione in cui sicuramente non puoi sbagliare perché la sai
fare da quando avevi tre anni...
A questo punto, ridiventa adulto e reinserisci i modi congiuntivo e
condizionale, ma rispettando la scelta dei tempi che hai fatto mentre
ti fingevi treenne...
> Mentre con "Potrebbe succedere" si pensa al futuro, qui la situazione mi
> pare diversa, infatti potrei dire "In tal caso, sarebbe possibile che si
> dovesse aspettare a lungo".
E allora semplifichiamo ulteriormente il nostro itaGLiano: fai finta
che l'unico modo esistente non abbia nemmeno il futuro, e che dunque
il presente (che a questo punto potremmo chiamare "non-passato") si
usi per esprimere tutti gli avvenimenti che accadono (o potrebbero
accadere) da adesso in poi.
Ora, in itaGLiano, ti pare meglio dire "È possibile che si deve
aspettare" oppure "È possibile che si doveva aspettare"?
A me pare evidente che la seconda non funziona, perché l'imperfetto
"doveva" indica un avvenimento nel passato, e dunque fa a pungni col
presente (pardon, non-passato) "è", che indica una possibilità nel
presente o nel futuro.
Ora torniamo all'itaLiano, che oltre all'indicativo ha anche il
condizionale e il congiuntivo (i quali però effetivamente NON hanno il
futuro). Se in itaGLiano avevi scelto "È possibile che si deve
aspettare", con due presenti (pardon, non-passati), dovrai fare la
stessa scelta anche in itaLiano: "Sarebbe (condizionale presente)
possibile che si debba (congiuntivo presente) aspettare".
--
Cingar
> E allora semplifichiamo ulteriormente il nostro itaGLiano: fai finta
> che l'unico modo esistente non abbia nemmeno il futuro, e che dunque
> il presente (che a questo punto potremmo chiamare "non-passato") si
> usi per esprimere tutti gli avvenimenti che accadono (o potrebbero
> accadere) da adesso in poi.
>
> Ora, in itaGLiano, ti pare meglio dire "È possibile che si deve
> aspettare" oppure "È possibile che si doveva aspettare"?
>
> A me pare evidente che la seconda non funziona, perché l'imperfetto
> "doveva" indica un avvenimento nel passato, e dunque fa a pungni col
> presente (pardon, non-passato) "è", che indica una possibilità nel
> presente o nel futuro.
>
> Ora torniamo all'itaLiano, che oltre all'indicativo ha anche il
> condizionale e il congiuntivo (i quali però effetivamente NON hanno il
> futuro). Se in itaGLiano avevi scelto "È possibile che si deve
> aspettare", con due presenti (pardon, non-passati), dovrai fare la
> stessa scelta anche in itaLiano: "Sarebbe (condizionale presente)
> possibile che si debba (congiuntivo presente) aspettare".
Tutto questo funziona solo con i verbi che (nell'azione futura)
reggono il congiuntivo presente.
Prova con:
"Sarebbe opportuno che si studiasse di più"
k
E' inutile proporre trasformazioni di dubbia correttezza e generalità
per risolvere casi particolari, IMHO.
Per es. cosa diventerebbe "Se cadeva si rompeva"?
Diventerebbe "Se cadesse si romperebbe" che è sbagliata perché significa
altro.
Kiuhnm
Provo che cosa? La domanda di partenza deve vertere su quale TEMPO del
congiuntivo usare.
- Domanda - È meglio dire "Sarebbe opportuno che si studiasse di più"
oppure "Sarebbe opportuno che si studi di più"?
- Giochetto dell'itaGLiano - Chiediti se, non esistendo né il
congiuntivo né il condizionale, sarebbe meglio dire "È opportuno che
si studiava (o studiò) di più" oppure "È opporuno che si studia (o
studierà) di più".
- Risposta - È meglio dire "Sarebbe opportuno che si studi di più".
(IMHO)
--
Cingar
Scusa, eh, ma se è inutile perché hai aperto questo thread?
> Per es. cosa diventerebbe "Se cadeva si rompeva"?
> Diventerebbe "Se cadesse si romperebbe" che è sbagliata perché significa
> altro.
Direi che non hai capito le regole del gioco...
"Se cadeva si rompeva" è GIÀ una frase in itaLiano corretto, e NON
contiene alcun congiuntivo!
Questo significa che, trasformandola nel nostro itaGLiano, ottieni
ancora "Se cadeva si rompeva" e, ritrasformandola in itaLiano, ottieni
sempre "Se cadeva si rompeva".
La frase di partenza deve contenere un congiuntivo, e scopo del
giochetto è verificare se il TEMPO di questo congiuntivo è corretto.
Non rientra negli scopo del gioco decidere quale MODO usare.
--
Cingar
Uhm... Non sono per niente convinto di quel "reggono il congiuntivo
passato".
In primo luogo (ma questo probabilmente è solo un lapsus), tutti e tre
gli esempi sono al congiuntivo imperfetto: il passato sarebbe "abbia
consultato", "abbia fatto", ecc.
In secondo luogo, mi pare che tutte e tre le frasi ammettano il
congiuntivo presente (se non ci fossero di mezzo Manzoni e Pirandello,
oserei addirittura dire che lo richiedono):
- "Sarebbe opportuno che (tu) consulti"
- "Che vorrebbe che (io) faccia?"
- "Non pretenderei che (ella) salga".
--
Cingar
Non sono d'accordo: "sarebbe opportuno che si studiasse di più"
"Sarebbe opportuno" è uno di quei condizionali che vogliono il
congiuntivo passato. Come volere, desiderare, pretendere ecc.
Cingar... io vorrei che tu ed io (senza Lapo) fossimo presi per
incantamento... :-))
k
Incertezze sull'uso del congiuntivo.Può succedere.
In futuro potrebbe succedere che tu non abbia più queste incertezze.
Ciao.
Epimeteo
---
"... e chissà come sarà lui domani,
su quali strade camminerà,
cosa avrà nelle sue mani,
le sue mani...
Si muoverà e potrà volare,
nuoterà su una stella,
come sei bella,
e se è una femmina si chiamerà
futura..."
http://www.youtube.com/watch?v=C59zLgMHSTU
(cit. futuristica)
No, non lo è (non in quello che parlo io almeno).
Kiuhnm
"Come sarebbe possibile che ci venisse tolto ciò che non si ha?"
Kiuhnm
Infatti, dovevo dire congiuntivo imperfetto, chiedo scusa.
Quanto al "reggono", se è eccessivo, si può dire meglio
"preferiscono". Serianni dice "... la dipendente si costruisce col
congiuntivo imperfetto più spesso che col congiuntivo presente."
Nell'elenco di questi verbi ce ne sono alcuni per i quali vanno bene
entrambi i tempi, per altri è preferibile l'imperfetto, per altri solo
l'imperfetto.
k
> Cingar... io vorrei che tu ed io (senza Lapo) fossimo presi per
> incantamento... :-))
La Bella e la Bestia...
Bruno
> Cingar... io vorrei che tu ed io (senza Lapo) fossimo presi per
> incantamento... :-))
>
>
> k
Attento a te Cingar.
Cosě fan tutte, anche ...
La K č mobile qual piuma al vento.
Muta la firma ed il pensier.
S.S.S.
Con la Yamaha Tyros3 si possono toccare anche i tremila tasti/ora...
http://it.yamaha.com/it/products/link/1007003
--
Egerthésontai gŕr pseudóchristoi kaě pseudoprofętai, kaě dósousin semeîa
megála kaě térata hóste planęsai, ei dunatón, kaě toůs eklektoús:
idoů proeíreka humîn. (Euaggélion katŕ Matthaîon 24,24-25)
surgent enim pseudochristi et pseudoprophetae et dabunt signa magna
et prodigia ita ut in errorem inducantur, si fieri potest, etiam
electi: ecce praedixi vobis
Se non si fosse capito, la frase non č mia. E non volevo di certo dire
che non ho incertezze riguardo a queste cose.
Kiuhnm
Ma qui non si parla della lingua italiana che parli tu, bensì di
quella in cui non si dice "In futuro, potrebbe succedere che si
dovesse aspettare a lungo".
--
Cingar